23 September, 2021
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Le lacrime di Gramsci - cm 80x120 - Tecnica mista su tela -

E’ in programma sabato 27 febbraio ad Ales, l’evento di inaugurazione dell’Anno gramsciano, promosso dall’Associazione Casa Natale Antonio Gramsci di Ales, in collaborazione con l’amministrazione comunale. Nell’occasione, è prevista la cerimonia di premiazione degli oltre 100 detenuti di 29 istituti di pena di tutta Italia che hanno partecipato al concorso di pittura intitolato alla memoria di Peppinetto Boy “Gramsci visto da dietro le sbarre”.
«L’iniziativa ha un valore simbolico molto forte ed è legata alla vita e ai trascorsi del grande pensatore e intellettuale sardo, grazie al coinvolgimento della popolazione carceraria da sempre a rischio di esclusione sociale, se non inserita in contesti di stimolo culturale – ha detto stamane l’assessore della Cultura e Pubblica Istruzione Claudia Firino, durante la conferenza stampa nel Palazzo di Viale Trieste a Cagliari per la presentazione dell’evento di inaugurazione dell’anno gramsciano, e delle prime iniziative del Programma annuale pensato per celebrare l’intellettuale isolano -. Ecco perché è importante la partecipazione del Guardasigilli Andrea Orlando».
Sarà il ministro della Giustizia Orlando, sabato 27 febbraio alle ore 17.00 ad Ales, a premiare le opere di tre carcerati scelte da una giuria composta dagli artisti Pinuccio Sciola, Alberto Scalas e Massimo Spiga. I vincitori riceveranno un premio in denaro, mentre sarà consegnato a tutti un attestato di partecipazione e una copia de La vita di Antonio Gramsci di Peppino Fiori. Le opere saranno esposte in una mostra allestita nei locali del comune di Ales e resterà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14, e il fine settimana dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00. Il prossimo mese la mostra sarà trasferita a Lecce.
«L’anno gramsciano prevede un programma a tappe, che si snoderà sino al 27 aprile 2017 – ha aggiunto Claudia Firino – nel quale la Regione ha coinvolto enti locali e associazioni, il mondo della scuola e quello accademico e le amministrazioni dei comuni legati alla vita e allo studio delle opere dell’intellettuale. Vogliamo creare nuove iniziative rispetto a quelle già esistenti, come il concorso rivolto agli studenti delle scuole “Immaginando Gramsci”, metterle in rete e connessione tra di loro in maniera coerente e produttiva, con una attenzione particolare soprattutto alle nuove generazioni. Vorrei che il pensiero di Gramsci fosse ripreso, rielaborato e fatto proprio dai ragazzi e dagli studenti. Ancora, molto importante, dobbiamo allargare l’orizzonte del nostro progetto al di là dei confini isolani e nazionali. Sappiamo che la figura di Gramsci è più studiata all’estero che in Sardegna e in Italia. L’istituzione dell’anno gramsciano da parte della Giunta è una scelta legata anche a questa consapevolezza, e alla volontà di riportare l’attenzione e approfondire gli studi sul pensatore sardo. In Sardegna dobbiamo essere i primi studiosi e i primi conoscitori dell’intellettuale, poiché questa terra gli ha dato i natali. Dobbiamo formare generazioni di persone orgogliose di un pensatore riconosciuto a livello mondiale.»
La delibera dell’istituzione dell’anno gramsciano, che si conclude il 27 aprile 2017, è stata approvata dall’Esecutivo il 19 gennaio 2016. «E’ prevista la creazione di un Comitato che – ha concluso la titolare della Cultura – ha lo scopo di mettere attorno a un tavolo associazioni, enti e università che negli ultimi anni si sono occupate di Gramsci, perché lavorino insieme». In questi giorni sarà formalizzata la composizione del Comitato, presieduto dalla Regione, con l’Università di Cagliari e Sassari, i Comuni di Ales, Ghilarza, Santu Lussurgiu, Sorgono, le associazioni come l’Istituto Gramsci della Sardegna, l’Associazione Casa Natale Antonio Gramsci Ales, l’Associazione Casa Museo Antonio Gramsci Ghilarza e Terra Gramsci, insieme alla Fondazione Sardegna.

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«L’Esposizione Universale di Milano è un grande evento e rappresenta un’occasione unica per mostrare al mondo come ciascun Paese contribuisce al raggiungimento dell’obiettivo della sicurezza alimentare, attraverso progetti e modalità che siano sempre più sostenibili.»

Con queste parole Uhuru Kenyatta, Presidente della Repubblica del Kenya, ha inaugurato le celebrazioni per la giornata nazionale del Paese africano, alla presenza, tra gli altri, di Andrea Orlando, ministro della Giustizia, Giuseppe Sala, commissario unico delegato del Governo per Expo Milano 2015, Bruno Antonio Pasquino, commissario Expo 2015, Diano Bracco, presidente di Expo 2015, Mauro Massoni, Ambasciatore d’Italia a Nairobi, e Josephine Gaita, Ambasciatore del Kenya in Italia.

«Ringrazio l’organizzazione di Expo Milano 2015 per aver reso possibile questo evento e il popolo italiano per il caloroso benvenuto riservato a me e a tutta la delegazione del Kenya – ha proseguito il presidente Kenyatta -. La vostra ospitalità ci fa sentire come se fossimo a casa nostra. Siete benvenuti nel nostro Padiglione per scoprirne i prodotti, come il tè e il caffè, ma anche come il Kenya cerca di garantire una sempre migliore qualità di vita alla sua popolazione attraverso una produzione alimentare sostenibile e perseguendo l’obiettivo della lotta alla povertà.»

«Il Kenya è veramente una terra dalle illimitate possibilità, come recita il tema del Padiglione – ha dichiarato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ricordando le diverse opportunità di investimento che offre la nazione africana alle imprese italiane -. Un Paese che può e deve giocare un ruolo decisivo per il risveglio dell’Africa, nella sfida per sradicare la povertà nel mondo e per garantire sempre migliore qualità del cibo, della vita e così favorire un crescente sviluppo sociale per tutta la sua popolazione e quella dell’intero continente.»

Le delegazioni dei due paesi hanno, infine, raggiunto il Padiglione, all’interno del Cluster del Caffè, dove sono proseguite le festose esibizioni musicali e dove sono state offerte degustazioni di piatti tradizionali, e Palazzo Italia per una visita.

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Ignazio Locci.

Ignazio Locci.

«Il Governo torni sui suoi passi e abbandoni definitivamente la scellerata idea di chiudere il #carcere di Iglesias. La soppressione dell’istituto di pena creerebbe enormi danni al territorio, sia in termini economici che sociali e rappresenterebbe l’ennesimo tentativo insano di razionalizzazione proprio in settori dove non se ne avverte la necessità.»

Lo scrive, in una nota, Ignazio Locci, consigliere regionale di Forza Italia.

«Nell’incontro che si è svolto l’altro ieri tra il ministro della Giustizia Andrea Orlando, il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e una delegazione di parlamentari sardi – aggiunge Locci – sarebbe emersa la volontà del Governo di rallentare le operazioni di chiusura delle carceri di Iglesias e Macomer, che potrebbero persino essere stoppate definitivamente. Ma prima di cantare vittoria sarebbe bene pretendere garanzie concrete: il Governo di Matteo Renzi ha già dimostrato ai sardi di non farsi scrupoli a disattendere gli impegni assunti a suo tempo (si veda la mancata deroga ai posti letto per il #San Raffaele di Olbia). Ora più che mai, dunque, è necessario che Pigliaru mantenga alta la guardia – conclude il consigliere regionale di Sant’Antioco – evitando attestati di fiducia incondizionata.»

Le operazioni di chiusura delle carceri di Iglesias e di Macomer verranno per il momento rallentate e il ministro della Giustizia Andrea Orlando potrebbe decidere anche di bloccarle definitivamente, lasciando aperti i due istituti di pena sardi. E’ il risultato ottenuto da una delegazione guidata dal presidente della Regione Francesco Pigliaru che ha incontrato stamani il ministro insieme ai deputati Francesco Sanna e Roberto Capelli e ai senatori Luigi Manconi, Silvio Lai e Gian Luigi Cucca.
Il presidente Pigliaru e i parlamentari sardi hanno illustrato al ministro le reali condizioni delle due carceri, oggettivamente diverse da quelle in base alle quali il ministero è giunto alla decisione di chiuderle. Si tratta di differenze che riguardano elementi di fatto come capienza, utilizzazione, necessità di interventi, idoneità. Tutti questi elementi esposti stamani a voce, verranno formalmente sottoposti al ministro che si è impegnato a riconsiderare la decisione di chiusura, tenendo conto delle nuove informazioni ricevute ma anche dell’importanza di mantenere in quelle città la presenza dello Stato. Con il ministro è stato avviato anche un confronto su temi più generali relativi al sistema carcerario sardo.

Saltato l’incontro di ieri nel Sulcis per impegni governativi, il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ha avuto questa mattina a Sardara un breve incontro con una delegazione di lavoratori dell’Eurallumina di Portovesme, guidata da Antonello Pirotto.

Al ministro dell’Ambiente, Antonello Pirotto ha consegnato un documento in cui viene ribadita la grave situazione di stallo relativa al mancato dissequestro del sito di stoccaggio degli scarti di lavorazione della fabbrica metallurgica sulcitana. Senza il dissequestro del sito, l’azienda non può infatti riaprire i battenti.

«Occorre arrivare a una conclusione in tempi più rapidi possibile – ha detto Antonello Pirotto ad Orlando – che porti al dissequestro del sito e possa, nel rispetto delle norme e delle leggi vigenti, garantire tutela ambientale e sostenibilità economica di questa importante produzione, strategica per il sistema industriale della Sardegna e dell’intero Paese.»

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Il presidente della Regione ha chiesto lo sblocco del patto di stabilità, procedure straordinarie e l’allentamento del fisco per superare l’emergenza, nel corso del confronto con il ministro Andrea Orlando e con i sindaci del territorio a Torpé.
«La Sardegna soffre un divario infrastrutturale – ha osservato il Governatore – che incide anche sulle opere necessarie per la difesa del suolo e per contrastare il rischio idrogeologico. Per questo é necessario che il superamento del patto di stabilità riguardi anche le azioni necessarie ad evitare le emergenze e non solo quelle inerenti ad affrontarle.» 
Il presidente della regione ha inoltre puntualizzato che la mancata spesa dei fondi citati dal ministro dell’Ambiente è dovuta proprio al patto di stabilità ed alla eccessiva rigidità della Ragioneria dello Stato circa la necessità di spendere per competenza e non per cassa.
«Per altre Regioni del Nord – ha evidenziato Cappellacci – vi è stata un sensibilità diversa. Confidiamo che in questo momento prevalga un sentimento di leale collaborazione istituzionale anche con la nostra isola. Altro problema è quello della necessità di non trovarsi più, almeno in questi casi, in situazioni incagliate da intoppi burocratici: per rendere più efficace la difesa del suolo si utilizzino procedure straordinarie e anche gestioni commissariali che, nel rispetto della trasparenza, assicurino la massima efficienza e tempi certi.»Ugo Cappellacci infine, ha sottolineato la necessità di andare incontro alle imprese.

«Occorre intervenire subito sulle politiche fiscali per consentire alle aziende e ai territori di rialzasi e ricominciare a operare. Resteremo vicino ai sindaci anche nelle fasi successive all’emergenza. Mercoledì organizzeremo un confronto con i primi cittadini per fare il punto sulle iniziative in corso e programmare le azioni che devono accompagnare le comunità durante tutto il percorso di uscita dall’emergenza.»
Ugo Cappellacci copia

 

La spiaggia di San Nicolò di Buggerru.

La spiaggia di San Nicolò di Buggerru.

 

Tuerredda.

la spiaggia di Tuerredda.

Una fila di mozziconi lunga come oltre 83mila auto, che coprono senza soluzione di continuità la distanza Roma-Bologna, sono state raccolte e risparmiate al mare e alla spiaggia con la campagna “Ma il mare non vale una cicca?”, giunta, quest’anno, alla quinta edizione consecutiva.

Posare la cicca nel posacenere piuttosto che abbandonarla sulla sabbia è un gesto semplice per risparmiare ai nostri mari anni di inquinamento: basti pensare che vanno da uno a cinque quelli necessari a smaltire un singolo mozzicone di sigaretta.

Anche quest’anno saranno 100 mila i posacenere – tascabili, lavabili e riutilizzabili – distribuiti in occasione della quinta edizione della campagna “Ma il mare non vale una cicca?”, promossa da Marevivo, in collaborazione con JT International SA (JTI) e realizzata con il patrocinio del ministero dell’Ambiente, del Corpo delle Capitanerie di Porto e il supporto del SIB – Sindacato Italiano Balneari. Testimonial dell’edizione di quest’anno Cesare Bocci, l’attore di cinema e teatro, che ha riscosso grande successo nel ruolo di Mimì Augello ne ‘Il Commissario Montalbano’.

I mille volontari, guidati dall’associazione Marevivo, saranno all’opera lungo gli oltre 8mila km di coste italiane il weekend del 3 e 4 agosto per sensibilizzare i bagnanti di oltre 400 spiagge italiane. I 100mila posacenere saranno accompagnati da un opuscolo informativo sui tempi di degrado in mare di alcuni oggetti che fanno parte della vita di tutti i giorni, tra cui lattine, accendini, bottiglie di vetro e di plastica.

Saranno 32 le località della Sardegna coinvolte nell’iniziativa, tra le spiagge libere e attrezzate di Chia-Domus De Maria, Villasimius, Poetto, Quartu Sant’Elena, Castiadas, Colostrai, Alghero, San Teodoro, Gonnesa, Masainas, Iglesias, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Buggerru, Porto Pino, Carloforte. Ma saranno interessate anche le spiagge delle isole di Sant’Antioco e San Pietro, mentre sull’isola della Maddalena sarà il Parco Nazionale Arcipelago della Maddalena a farsi promotore dell’iniziativa. A Muravera e a Castelsardo saranno, invece, proprio le rispettive amministrazioni comunali a curare la distribuzione dei posacenere antinquinamento.

Stimando circa 6 cicche per ogni posacenere, l’iniziativa eviterà che sulla battigia o in acqua finiscano 600.000 filtri al giorno. L’effetto complessivo delle quattro edizioni passate ha portato, infatti, a quasi dieci milioni di cicche risparmiate finora al mare e alla spiaggia (dato ottenuto calcolando un consumo medio di 12,7 sigarette per fumatore – dati Istituto Superiore Sanità).

Utilizzare il posacenere portatile per la raccolta di mozziconi vuol dire anche ridurre i fattori di rischio per la sopravvivenza di cetacei, tartarughe, uccelli marini e pesci che popolano i nostri mari, già messi in pericolo dalle migliaia di rifiuti di vario genere abbandonati ogni anno.

La campagna “Ma il mare non vale una cicca?”, partita nel 2009, negli anni ha visto crescere notevolmente il numero delle spiagge e delle aree marine protette coinvolte, isole comprese. Per la quinta edizione spicca la collaborazione e la partecipazione attiva di diversi Comuni, che si sono fatti promotori dell’iniziativa sul proprio territorio.

In Italia, con un totale di 10,6 milioni di fumatori attivi nel 2012 (dati ISS 2012), un comportamento attento all’ambiente può generare un effetto positivo a catena: se stimiamo che un fumatore medio usi regolarmente il posacenere, riutilizzandolo una volta svuotato, ben 1,2 milioni di sigarette troverebbero posto ogni giorno tra i rifiuti anziché in spiaggia o per le strade delle città.

«Il mare è un elemento fondamentale per la vita dell’uomo. Per questo dobbiamo proteggerlo non solo con serie e costanti politiche di tutela ma anche cercando di promuovere la normalità di piccoli gesti che possono costituire un grande aiuto nella conservazione di un bene così prezioso. Non posso quindi che appoggiare con grande convinzione questa campagna di Marevivo in quanto si pone un obiettivo tanto preciso quanto fondamentale: promuovere nei cittadini comportamenti consapevoli ed eco-sostenibili nella gestione e cura del nostro ambiente di vita, qualunque esso sia, mare compreso. Piccole singole azioni per ottenere un grande risultato collettivo», ha sottolineato il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando.

«Marevivo da sempre porta avanti campagne per promuovere comportamenti sostenibili – spiega Carmen di Penta, direttore generale dell’associazione ambientalista – e ‘Ma il mare non vale una cicca?’ fa proprio questo, cioè ricorda a tutti quanto sia cruciale il ruolo di ciascuno per la tutela dell’ambiente e in particolare del mare. Siamo arrivati ad oltre 400 spiagge coinvolte e riceviamo sempre più richieste di adesione da parte di Comuni, proloco e associazioni sul territorio, formate soprattutto da giovani: per noi è un segnale molto importante. Ad ogni edizione, nonostante migliaia di volontari, di posacenere distribuiti e un impegno crescente, torniamo a chiedere a voce alta: MA IL MARE NON VALE UNA CICCA?»

«Tutti dobbiamo assumere comportamenti rispettosi dell’ecosistema e per ottenere questo risultato basta partire dai piccoli gesti quotidiani. Per questo l’iniziativa ‘Ma il mare non vale una cicca?’ è così importante, e siamo lieti di essere partner di Marevivo per la quinta edizione consecutiva. La distribuzione di posacenere tascabili è un’attività che JTI svolge durante tutto l’anno, sia nelle località turistiche che nelle principali città italiane, per contribuire a sensibilizzare i fumatori sulla  tutela dell’ambiente che ci circonda. Fino ad oggi abbiamo distribuito circa 4 milioni di posacenere tascabili, e intendiamo sviluppare ulteriormente questo programma», ha dichiarato PierCarlo Alessiani, Presidente e Amministratore Delegato di JT International Italia.

«Sono certo che nessuno di noi butterebbe mai un mozzicone di sigaretta nel proprio salotto o a casa di amici, eppure a troppa gente viene spontaneo lasciare le cicche per strada, un gesto che in estate si trasforma con altrettanta naturalezza nell’abbandonarle sulla spiaggia. Per questo motivo ho aderito alla campagna ‘Ma il mare non vale una cicca?’, perché promuove un gesto semplice che può fare una grande differenza, per il mare ma in fondo per noi stessi. Perché il mare siamo noi ed è di tutti.» – ha commentato l’attore Cesare Bocci.

La campagna in sintesi vede coinvolte il 3 e 4 agosto oltre 400 spiagge, 100.000 posacenere tascabili distribuiti e 1.000 volontari impegnati.

Eurallumina.

Il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato, il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ed il sottosegretario Claudio De Vincenti hanno incontrato oggi, nella sede del ministero dello Sviluppo economico, i vertici di Rusal, l’azionista di Eurallumina, l’impianto di Portovesme fermo da quasi quattro anni. Nel corso del colloquio – come riporta l’Agenzia Giornalistica Italia – si e’ proceduto alla verifica dello stato di attuazione dei vari punti dell’Addendum firmato il 22 novembre 2012, contenente le misure necessarie per la riattivazione dello stabilimento del Sulcis. Il ministro dello Sviluppo economico, il ministro dell’Ambiente ed i vertici di Rusal, hanno ribadito la volontà di continuare a collaborare per completare celermente gli impegni assunti, propedeutici alla realizzazione del progetto di ripartenza dell’impianto.

 

Eurallumina.

Da comunicazioni aziendali abbiamo appreso che nei giorni tra il 29 ed il 31 luglio i Vertici della Rusal svolgeranno, in Italia e in Sardegna, importanti incontri  istituzionali. Vladislav Soloviev  (il numero 2 in scala gerarchica subito dietro Oleg Delipaska), il rappresentante degli azionisti Rusal e direttore del reparto strategia business e sviluppo Oleg Mukhamedshin, il presidente di Eurallumina Kirill Bezzubov (componente del Board Rusal), con il responsabile del settore allumina della multinazionale russa Valeri Matvienko, accompagnati dall’amministratore delegato di Eurallumina, ingegner Vincenzo Rosino, incontreranno, lunedi’ 29 luglio, il ministro dello Sviluppo economico Claudio Zanonato, il sottosegretario prof. Claudio De Vincenti ed il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, con i funzionari  che stanno seguendo le pratiche relative alle operazioni tecniche che dovranno portare alla rimessa in esercizio del sito di stoccaggio dei residui di lavorazione della bauxite.

Nei due giorni seguenti i dirigenti della Rusal, Bezzubov e Matvienko, saranno in Sardegna. In programma una visita allo stabilimento di Portovesme con incontri con le organizzazioni sindacali territoriali e la RSU di fabbrica. In calendario anche gli incontri con il sindaco di Portoscuso, (in rappresentanza dell’Amministrazione del Comune dove risiede l’impianto industriale) e con il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ed altri esponenti della Giunta regionale.

E’ probabile che nei vari incontri istituzionali e in quello con le rappresentanze sindacali, venga ribadita la volontà della multinazionale Rusal di rispettare il protocollo d’intesa, sottoscritto il 22 novembre 2012, per il rilancio della produzione di allumina, e in questo senso, la verifica delle parti burocratiche in carico al Governo nazionale (attraverso Invitalia), e alla Regione Sardegna con la finanziaria regionale Sfirs, già in fase avanzata, ma che necessita di un’ulteriore accelerazione.

Gli interventi pubblici previsti nel protocollo sono entro i limiti imposti delle norme europee , mente per il resto si tratta di capitali privati  e in qualsiasi caso i finanziamenti (prestiti), erogati da Invitalia e Sfirs, dovranno essere interamente restituiti.

I passaggi successivi, necessari a rendere operativo il protocollo d’ intesa ratificato 22 novembre 2012, hanno avuto esito positivo: dall’accordo siglato con i paesi fornitori della Bauxite, alla trasformazione in legge della norma che permette il finanziamento della Sfirs (entrando a far parte della New co.), alla costituzione della stessa Newco (Euralenergy) ed il successivo incarico affidato all’azienda Foster Wheeler (già finanziato dalla Rusal) leader nel settore, per gli studi di fattibilità  propedeutici alla realizzazione della caldaia di cogenerazione di energia elettrica e termica, che abbatterà definitivamente i costi enegertici nel processo di produzione di Allumina, punto indispensabile per il riavvio della fabbrica. Programmi industriali   ben definiti, quindi, ingenti risorse finanziarie  che attendono di essere liberate e che avranno una forte ricaduta economica ed occupazionale in un territorio dove il lavoro  è purtroppo diventato un’utopia.

Perché tutto questo possa essere messo in atto quanto prima, si deve però superare l’ultimo esame, quello della magistratura, relativo al dissequestro del sito di stoccaggio dei residui di lavorazione. Ribadendo che è sempre massima la fiducia nella giustizia Italiana, le lavoratrici e i lavoratori Eurallumina si augurano e si aspettano una soluzione che arrivi al più presto e con carattere positivo.

RSU EURALLUMINA