27 October, 2021
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Mirtò punta sempre di più sulla Sardegna. Un marchio che diventa incubatore di eccellenze artigiane, promotore di iniziative e veicolo di marketing per i campioni della manifattura artistica dell’Isola. Nasce da qui l’accordo tra il Festival internazionale del mirto, il comune di Samugheo e la Confartigianato Gallura. Una partnership che punta dritta alle iniziative di Mirtò, a partire da Ollolai dove il 10 agosto ci sarà la presentazione ufficiale del Festival del mirto e che si svolgeranno tra Olbia e Porto Rotondo. Un inizio a suo modo emblematico, significativo dell’idea di Mirtò di valorizzare i paesi dell’interno. Progetti sostenuti dal sindaco di Olbia, Settimo Nizzi e dall’assessore della Cultura, Sabrina Serra. Nasce così un vero e proprio Expò itinerante che valorizza i borghi della Sardegna, i piccoli paesi dell’entroterra, portando l’artigianato al centro della scena turistica. A cominciare dall’accordo con Samugheo, che ha visto come promotore Valerio Oliva, artista.

«Partendo da Tessingiu, la mostra dell’artigianato artistico di Samugheo inaugurata la scorsa settimana, abbiamo accolto l’invito di Mirtò per portare ad Olbia la nostra tradizione dell’artigianato tessile, ma anche ceramica, legno e ferro – spiega il sindaco Antonello Demelas -. Saremo rappresentati da una selezione dei migliori interpreti della nostra tradizione dell’artigianato di qualità: oltre al tessile avremo la coltelleria, l’oreficeria e la cestineria. Olbia per noi rappresenta una scommessa, è una piazza turistica molto importante nella quale potremo raggiungere un pubblico nuovo. Samugheo potrà farsi conoscere per le sue eccellenze.»

Un progetto condiviso da Confartigianato Gallura, grazie alla collaborazione tra il presidente Giacomo Meloni, il segretario Federico Fadda e Piermario Pirina, maestro del legno, artigiano molto conosciuto in Costa Smeralda, che fa parte del direttivo di Mirtò.

«La nostra collaborazione con Mirtò nasce sulla base del progetto di valorizzare le imprese dell’artigianato artistico di qualità, vogliamo raccontare questo mondo, la sua identità, il patrimonio culturale che riveste per il nostro territorio – sottolinea Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Gallura -. Mirtò rappresenta un attrattore straordinario, all’interno di un progetto di alto livello, una filosofia che valorizza il territorio, le sue imprese e le loro specificità.»

Il progetto prevede come centro nevralgico il teatro Michelucci di Olbia, che si trasformerà in un’area espositiva, dove gli artigiani galluresi e quelli di Samugheo allestiranno i loro stand con prodotti che rappresenteranno la grande capacità manifatturiera della Sardegna. Un’ occasione per proporsi con uno spirito nuovo a livello commerciale, raccontando le storie di eccellenza del territorio.

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Un altro importante tassello di Iscol@, il piano straordinario per l’edilizia scolastica promosso dalla Regione. Dopo il progetto presentato una settimana fa a Neoneli, con lavori al via entro il prossimo mese di giugno, un’altra iniziativa che rafforza il sistema dell’istruzione nell’Oristanese: a Samugheo verrà realizzato un nuovo polo scolastico attraverso la riqualificazione e l’ampliamento dell’istituto esistente, non più funzionale alle mutate esigenze della didattica. L’intervento è stato presentato oggi dal presidente della Regione, Francesco Pigliaru, insieme al sindaco, Antonello Demelas, al dirigente scolastico, Luca Tedde, con alunni, insegnanti e progettisti.

«Un’altra scuola bellissima, a servizio non di un solo campanile ma di un intero territorio, uno spazio moderno, adatto alla didattica contemporanea, un luogo piacevole dove studiare e crescere, di cui andare orgogliosi». Così il presidente Pigliaru ha definito quello che sarà il nuovo polo scolastico di Samugheo. «Da giovanissimo ho avuto la fortuna di poter studiare all’estero – ha detto Francesco Pigliaru nella conversazione con gli alunni -,  e spesso pensavo quanto mi sarebbe piaciuto che anche in Sardegna potessero esistere scuole tanto belle e funzionali. Il campus di Samugheo sarà proprio così, un luogo che le ragazze e i ragazzi potranno vivere oltre il tempo dello studio, uno spazio pensato per  diventare centrale nella vita di queste comunità. E questo grazie al lavoro e alla partecipazione di tutti, dall’Unità di progetto alle amministrazioni, dalla dirigenza scolastica e gli insegnanti sino alle famiglie e soprattutto agli scolari, che anche in questo caso, con  i loro suggerimenti, sono stati i veri ispiratori del progetto», ha concluso il presidente Pigliaru, che nel corso della giornata ha visitato anche la Scuola per l’infanzia ristrutturata e rinnovata negli arredi grazie al programma Iscol@.

Viene previsto l’accorpamento della scuola primaria e secondaria di primo grado. Saranno ampliati gli spazi destinati all’attività didattica e alla sala mensa. All’esterno viene rivolta un’attenzione particolare alle aree verdi da utilizzare per momenti di incontro e socialità. Gli alunni potranno disporre di una nuova palestra e l’offerta sportiva, per la cura del benessere fisico, verrà potenziata con i nuovi campi di calcio e tennis. Sarà una scuola, secondo la filosofia di Iscol@, proiettata all’esterno: attività didattiche laboratoriali verranno infatti svolte nell’edificio dell’ex cantina sociale, che verrà ristrutturato, con la previsione di nuovi collegamenti fra le parti. L’idea da cui scaturisce questo importante intervento è quella di far nascere una scuola che sia un riferimento per la comunità, come centro d’incontro e collaborazione con le realtà del territorio. La scuola sarà un laboratorio permanente di ricerca e spazio privilegiato della vita sociale e culturale di Samugheo e dei Comuni vicini, nell’ambito di un processo continuo di proficuo e reciproco scambio. L’investimento per il nuovo polo scolastico ammonta a 4 milioni e 400mila euro.

Il polo scolastico di Samugheo rientra nei 14 concorsi di progettazione per le “Scuole del Nuovo Millennio” (asse 1) ormai definiti che si aggiungono ai 10 già avviati. Altri 4 concorsi di idee sono stati banditi dal Ministero per l’Istruzione. Lo stanziamento totale ammonta a 90 milioni di euro.

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Il presidente della Regione Francesco Pigliaru, lunedì, 28 gennaio, con inizio alle ore 10.30, sarà a Samugheo per la presentazione del progetto vincitore per la riqualificazione del nuovo Polo scolastico, inserito nell’Asse 1 di Iscol@ (Scuole del Nuovo Millennio).  Alle 10.30 è prevista la visita alla scuola media in via Brigata Sassari. Alle 11.00, al Museo Unico dell’Arte Tessile in via Bologna, viene presentato il progetto della nuova scuola. Oltre al presidente Francesco Pigliaru interverranno il sindaco di Samugheo Antonello Demelas, il dirigente scolastico Luca Tedde, con gli alunni e gli insegnanti, ed i progettisti.

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“NOI-INSIEME” della diaspora russofona in Sardegna ha fatto tappa a Samugheo e Lotzorai. Complessivamente nel corso del 2018 percorsi oltre 1.700 chilometri per presentare le tradizioni dei popoli dell’Est e promuovere la reciproca conoscenza con i diversi territori della Sardegna

Lo scorso 8 e 9 dicembre gli incontri itineranti “NOI-INSIEME” della diaspora russofona ma ormai sarda di adozione, promossi dall’Associazione Cittadini del Mondo Onlus, hanno toccato, grazie alla collaborazione attiva delle locali amministrazioni comunali, le cittadine di Samugheo (provincia di Oristano) e Lotzorai (provincia di Nuoro)

Una vero e proprio scambio culturale quello che ha caratterizzato gli incontri  della comunità immigrata russofona sia nel Mandrolisai che nell’Ogliastra: musica popolare, costumi tradizionali, strumenti musicali tipici e composizioni artistiche, senza dimenticare  la presentazione  delle attività dei diversi laboratori creativi e di valorizzazione della lingua madre nelle seconde generazioni e nei figli di coppie miste e ancora il laboratorio di prima consulenza digitale, tutte attività tenute con successo  nel corso dell’anno preso la Parrocchia di Sant’Eulalia a Cagliari ed animate da volontari e operatori qualificati che hanno voluto, in questo modo, stimolare momenti di incontro, conoscenza, crescita reciproca nell’ambito del Progetto“NOI-INSIEME” sostenuto dalla L.R. 46/90 assessorato regionale del Lavoro Formazione professionale, Cooperazione e Sicurezza sociale che vede partecipare la multinazionale diaspora russofona in Sardegna e tanti sardi interessati a conoscere le tradizioni dell’Europa orientale.

A Samugheo l’iniziativa si è svolta nella splendida cornice del Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda (MURATS) con il sindaco Antonello Demelas a fare gli onori di casa insieme al Direttore di questa importante struttura museale Baingio Cuccu, e nel tempio dell’arte tessile della Sardegna è stata Antonella Meloni a guidare con competenza e grande professionalità la vasta delegazione di “NOI-INSIEME” alla scoperta delle collezioni di inestimabile valore che raccontano le tradizioni non solo del distretto tessile di Samugheo ma dell’intera Isola. Fra le proposte nate nell’ambito della giornata di incontro e scambio culturale anche la possibilità che il MURATS ospiti mostre temporanee dedicate ad alcuni dei paesi dell’area russofona e l’arte tessile sarda possa essere protagonista in alcune strutture museali di quell’area geografica.

A Lotzorai, nell’Aula Magna Lussu, l’incontro è stato aperto dal sindaco Antonello Rubiu, e ha visto la partecipazione di una numerosa rappresentanza dei due gruppi folcloristici cittadini, il “Gruppo Folk Sant’Elena” e l’associazione culturale “Tradizioni Popolari Gruppo Folk Lotzorai” che hanno accolto gli ospiti della diaspora russofona indossando i costumi tradizionali.

La presenza dei due gruppi ha regalato ai partecipanti al progetto “NOI-INSIEME” un vero e proprio viaggio nelle tradizioni popolari del territorio, reso ancora più coinvolgente dalla grande passione con la quale, queste importanti realtà associative, lavorano alla valorizzazione delle radici culturali del paese tramandandole di generazione in generazione. Le tradizioni popolari di Lotzorai, le eccellenze dell’enogastronomia dell’Ogliastra, la longevità dei suoi abitanti sono potenti leve di promozione territoriale che grazie alla sinergia fra i gruppi folcloristici cittadini possono essere, senza dubbio, protagoniste di importanti manifestazioni culturali, e divulgative nell’ampia area geografica russofona.

“NOI-INSIEME” , nei suoi incontri itineranti a Cagliari, Iglesias, Escolca, Sassari, Alghero, Gonnesa, Samugheo e Lotzorai, ha toccato tutte le province storiche della Sardegna, in alcune località sono nati  ruppi di aggregazione o di semplice contatto della diaspora russofona e di tutti coloro che sono appassionati della cultura slava, gli oltre 1.700 chilometri percorsi in questi mesi hanno, infine, rappresentato una occasione di reciproca conoscenza e scambio culturale.

 

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Insularità’: una battaglia talmente forte che sfonda anche ad agosto. La Sardegna si unisce intorno alla bandiera del principio di insularità! 

Mentre crescono le adesioni di importanti personalità al Comitato Scientifico, parte con il botto anche il comitato degli amministratori: sono già scesi in campo 70 sindaci, con oltre 300 tra consiglieri ed assessori, pronti a mettere a ferro e fuoco la Sardegna per ottenere ciò che ci spetta di diritto!

L’iniziativa referendaria per l’inserimento del principio dell’insularita in Costituzione, lanciata soltanto da una settimana, trova dunque spazi crescenti.

Tra i sindaci hanno aderito Andrea Lutzu (sindaco di Oristano), Roberto Ragnedda (Arzachena), Giorgio Alimonda (Portoscuso), Ivan Mameli (Barisardo), Roberto Uda (sindaco di Loceri), Diego Loi (Santu Lussurgiu), Antonio Cappai (Guamaggiore), Paola Secci (Sestu), Flavia Loche (Tonara), Tomaso Locci (Monserrato), Giusepppe Fasolino (Golfo Aranci), Massimo D’Agostino (Bonorva), Massimo Cannas (Tortolì), Antonello Figus (Santa Giusta), Marco Falchi (Muravera), Costantino Tidu (Teti), Gianfranco Trullu (Perdaxius), Marco Pisano (Mandas), Giovanni Porcu (Irgoli), Domenico Gallus (Paulilatino), Andrea Piroddi (Ilbono), Maristella Lecca (vice sindaco di Monserrato), Sandro Pili (Terralba), Claudio Pinna (Zeddiani), Martino Salis (Oliena), Celestino Pitzalis (Tuili), Luca Pilia (Isili), Andrea Nieddu (Berchidda), Fausto Orrù (Gonnosfanadiga), Giovanni Santo Porcu (Galtellì), Pietro Moro (Laerru), Gabriella Mameli (vice sindaco di Selargius), Vincenzo Cosseddu (Benetutti), Ester Satta (Olzai), Marco Atzei (Pompu), Mario Sassuolo (Siligo), Marco Floris (Siris), Andrea Santucci (Marrubiu), Serena Massa (Senis), Alessandro Scano (Decimoputzu), Pierandrea Deias (Nuxis), Giorgio Scano (Simala), Mauro Steri (Gonnosnò), Luciano Barone (Mamoiada), Antonio Diana (Stintino), Renzo Ibba (Morgongiori), Gianfranco Pinducciu (Telti), Gianni Orrù (Busachi), Pierpaolo Sitzia (Gonnoscodina), Agostino Pirredda (Luogosanto), Elio Mameli (Villaspeciosa), Alessio Piras (Selegas), Franceschino Serra (Pau), Giovanni Daga (Nuragus), Antonello Pirosu (Villaperuccio), Antonello Demelas (Samugheo), Paolo Spezziga (Valledoria), Francesco Caggiari (Bortigali), Tito Loi (Osini), Pietro Arca (Sorradile), insieme a 312 amministratori comunali.

Un segnale molto forte quello che stanno dando gli amministratori locali con un numero di adesioni che cresce di ora in ora. 

La mobilitazione ha avuto una forte accelerazione a seguito dell’indizione dei referendum che si terranno in Lombardia e Veneto il 22 ottobre prossimo, finalizzati ad ottenere “particolari forme di autonomia” e maggiori risorse: un evento di forte impatto politico, destinato a modificare radicalmente il sistema di ripartizione delle risorse tra le regioni italiane. La Sardegna nella sua condizione di insularità ha uno svantaggio geografico permanente e grave, di cui la comunità nazionale sembra non accorgersi. Da qui l’idea di portare il caso Sardegna all’attenzione del dibattito politico e dell’opinione pubblica nazionale: il “caso Sardegna”, attraverso un referendum sardo.

In prima linea da oggi dunque anche i sindaci e tutti gli amministratori: «È stata una risposta immediata, forte e entusiasta – ha dichiarato Lucia Tidu del comitato promotore del referendum che coordina il gruppo Amministratori a sostegno del referendum -. Il segnale fortissimo dato dai sindaci e amministratori in pochi giorni ci porterà a fine agosto con la maggioranza dei sindaci sardi a una grande mobilitazione.»

«Una battaglia di tutti i sardi che va oltre tutte le appartenenze politiche – ribadisce Roberto Uda sindaco di Loceri (Pd) – e che porteremo avanti nei nostri territori». «Il riconoscimento dell’insularità in costituzione è centrale per lo sviluppo della nostra Sardegna – aggiunge Giuseppe Fasolino, sindaco di Golfo Aranci (Forza Italia) -, qualsiasi strumento che possiamo mettere in campo lo perseguiremo con la massima determinazione».

«Queste adesioni, che seguono di pochi giorni la formazione del Comitato scientifico – sottolinea Roberto Frongia, coordinatore del Comitato referendario -, servono a legare in modo formidabile la battaglia Referendaria ai  diversi territori sardi.»

 «Questa battaglia va al di là di ogni appartenenza politica e gli amministratori ne hanno dato un segnale fortissimo – dice ancora Lucia Tidu -. Questa è la nostra battaglia, la battaglia di tutti noi sardi uniti e coesi.»

«Contiamo di avere molte decine di migliaia di adesioni, per riaffermare che essere isolani non voglia dire essere isolati. Non per avere assistenzialismo ma semplicemente pari opportunità: vogliamo gli stessi diritti e le stesse opportunità degli altri cittadini italiani. Nulla di più, ma neanche nulla di meno», conclude Roberto Frongia che ribadisce che la raccolta delle firme inizierà ai primi di settembre e si protrarrà sino alla fine dell’anno.

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Venerdì 10 marzo, alle 10.00, nella sala convegni del Banco di Sardegna all’ottavo piano della sede di Viale Bonaria 33, a Cagliari, si terrà un incontro pubblico dal titolo: Ente nazionale per il Microcredito e Banco di Sardegna, accordo per la promozione e il sostegno delle micro imprese sul territorio.

Dopo i saluti del presidente del Banco di Sardegna Antonello Arru e del presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito Mario Baccini, sono previsti gli interventi di: Marco Paoluzi (responsabile Area Credito ENM); Davide Politano (Istituto Centrale Banche Popolari Italiane); Giulio Arsenio (Banca BPER); Stefano Sulis (Banco di Sardegna).

Si parlerà dei modelli operativi per il microcredito, della valutazione dei progetti e degli accordi finalizzati allo sviluppo delle micro imprese. 

Durante il convegno, moderato dal vice segretario Generale ENM Giovanni Nicola Pes, sono previste le testimonianze del sindaco di Samugheo Antonello Demelas e del rappresentante di COPSA Giovanni Tufani.

L’associazione degli amministratori locali dei Riformatori sardi (di cui fanno parte, tra gli altri, il vice sindaco di Quartu Gabriele Marini, il sindaco di Burcei Pino Caria, di Masainas Mariano Cogotti, di Musei Francesco Loi, di Siurgus Donigala Danilo Artizzu, di Luogosanto Antonio Scampuddu, di Samugheo Antonello Demelas, di San Giovanni Suergiu Federico Palmas), ha presentato un ricorso alla Corte europea contro la legge elettorale che nega l’assegnazione di seggi alla Sardegna.

«La legge elettorale europea – si legge nel ricorso – è discriminante perché non assegnando neppure un seggio alla Sardegna viola le più elementari regole poste a fondamento della Costituzione della Repubblica Italiana e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (giuridicamente vincolante con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona) che riunisce in un unico testo tutti i diritti personali, civici, politici, economici e sociali di cui godono le persone nell’UE.»

«Il Popolo Sardo – si legge ancora nel ricorso – nell’ambito del processo di sviluppo delle libertà democratiche, ha riconquistato il 26 febbraio del 1948 le sue libere istituzioni di autogoverno. Sono tre gli elementi fondamentali che lo caratterizzano: la Sardegna è una Nazione con proprio territorio, propria storia, propria lingua, proprie tradizioni, propria cultura, propria identità ed aspirazioni distinte da quelle della Nazione italiana e assomma in sé tutte le culture e le civiltà che si sono succedute nell’Isola dal prenuragico ad oggi. Nel rispetto delle libertà religiose e di pensiero dei suoi cittadini. Per queste ragioni vuole gestire e coltivare in sovranità la propria eredità culturale, materiale e immateriale. La Sardegna è l’Isola più periferica nel Mediterraneo, è parte integrante della Repubblica italiana e per questo rivendica una effettiva, illimitata continuità territoriale con la parte continentale della Repubblica e con l’Europa. La Sardegna rappresenta il caposaldo istituzionale dell’attuale Stato italiano, il quale secondo la Dottrina: “… non è altro che l’antico Regno di Sardegna ampliato nei suoi confini…” nato il 19 giugno del 1324.»

La Sardegna – secondo i Riformatori sardi – ha diritto, quindi, «ad essere rappresentata nell’ambito delle Istituzioni Europea. Viceversa, tale diritto le viene negato da una legge elettorale discriminante che viola le più elementari regole poste a fondamento della Costituzione della Repubblica Italiana e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (giuridicamente vincolante con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona) che riunisce in un unico testo tutti i diritti personali, civici, politici, economici e sociali di cui godono le persone nell’UE. Per di più, con il trattato di Lisbona, l’UE aderisce alla Convenzione per la salvaguardia europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali che attribuisce alla Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo la competenza per la valutazione critica degli interventi dell’UE. Queste sono le ragioni che consentono al Popolo Sardo di rivolgersi alla Corte per la tutela dei propri diritti».