20 September, 2021
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I segretari regionale della Funzione Pubblica CGIL Antonio Cois, della CISL Funzione pubblica Davide Pateri e della UIL FPL Fulvia Murru, hanno diffuso una nota sulla situazione in cui si trovano i lavoratori dei centri Aias della Sardegna.

«Da ormai troppo tempo denunciamo il netto peggioramento del clima lavorativo all’interno delle strutture AIAS del nostro territorio – si legge nella nota -. E che sia così, lo dimostra un fenomeno a dir poco anomalo, almeno per la nostra realtà sociale: diversi colleghi hanno deciso di dimettersi dall’Aias, pur non avendo una reale alternativa lavorativa. Hanno superato il limite di sopportazione per un sistema che, all’annoso problema degli stipendi in ritardo, hanno aggiunto carichi di lavoro esorbitanti e rischi continui per la propria e l’altrui incolumità fisica, e mentale. Gli operatori, soprattutto quelli non allineati e sindacalizzati, quelli per intenderci rivendicano tangibilmente il salario, hanno la percezione di essere oggetto di attenzioni “particolari”. Vivono nel terrore di recarsi in servizio per paura di incorrere in qualche sanzione disciplinare.»

I segretari sindacali di categoria chiedono che in tutte le strutture Aias e in particolare in quelle residenziali, venga attivato un sistema di video sorveglianza a tutela degli ospiti e di tutti gli operatori; e, infine, propongono l’istituzione di una commissione partitetica comporta da datore di lavoro e parte sindacale, per valutare tutte quelle situazioni controverse che possano comportare potenzialmente sanzioni superiori alla sospensione di un giorno dal servizio.

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Mercoledì 20 dicembre, alle ore 9.30, presso la Sala Giorgio Pisano, in Piazza Unione Sarda, la FP CGIL  Sardegna, in sinergia operativa con la delegazione Ferpi Sardegna con il primo workshop/evento dal titolo “#Donne #Lavoro #PA_#CGILComunica”, dove gli hashtag individuano il tema intorno a cui ruoteranno gli interventi/speech dei vari speakers.

«L’evento studiato e strutturato sul modello statunitense TED – sottolinea Fabiana Callai, Coordinatore Nazionale Ferpi per la comunicazione con i territori e delegata Ferpi Sardegna – nasce con l’obiettivo di riunire personalità di spicco, le menti e le idee più influenti e innovative che,  si alterneranno sul palco per condividere  sui temi delle #Donna #Lavoro e #PA, idee e progetti innovativi, idee per creare, azioni da comunicare.» Obiettivo del workshop quello di fare leva, attraverso il ruolo della comunicazione interna ed esterna sul «potere che le idee hanno di cambiare il comportamento e la vita delle persone ed il modo in cui si relazionano l’una con l’altra».

Da qui parte l’#idea di Ferpi Sardegna, attraverso FP CGIL Sardegna, di ripensare ad un nuovo modo di comunicare, da parte delle organizzazioni sindacali con i lavoratori, partendo da un ascolto costruttivo per creare solidi rapporti e relazioni con la base e organizzare l’azione collettiva affrontando i temi #Donne #Lavoro.

Temi forti e importanti soprattutto per le organizzazioni sindacali quelli in cui gli speaker si confronteranno con il pubblico, dipendenti della PA, attraverso degli interventi e speech che andranno dritti al cuore del tema del workshop, dove le  storie e idee potranno essere  d’ispirazione per tutti.  Motivo per cui sia gli speaker che il moderatore, condivideranno sul palco le loro esperienze ad alto fattore emozionale, grazie anche alle quali verrà proposto un confronto per una visione futura a lungo termine lasciando al pubblico libera interpretazione del messaggio e delle azioni da diffondere e comunicare nella Pubblica Amministrazione sui temi delle #donne nel #lavoro. Tra gli speakers personalità eccellenti, forti del loro ruolo nelle società e nel mondo del lavoro: la giornalista, caporedattrice dell’Unione Sarda, Maria Francesca Chiappe; il giudice del tribunale ordinario GIP-GUP, Cristina Ornano, la giornalista RAI_TGR, Flavia Corda, la coordinatrice nazionale comunicazione con i territori e delegata Ferpi Sardegna, Fabiana Callai, gli avvocati, Francesco Paolo Micozzi e Giovanni Battista Gallus, la deputata al Parlamento italiano, Romina Mura, la consigliera regionale Alessandra Zedda, la consigliera regionale Annamaria Busia, lo scrittore esperto PA Aldo Aledda, il giornalista della testata La Nuova Sardegna, Umberto Aime, la presidente delle pari opportunità, Gabriella Murgia, la segretaria generale nazionale FP CGIL, Serena Sorrentino, il segretario generale regionale FP CGIL, Antonio Cois, la segretaria regionale FP CGIL, Roberta Gessa. Strategico durante il workshop lo speech ironico/reale delle Lucide, le attrici Tiziana Troja e Michela Musio Sale del duo Lucido Sottile, il tutto con un moderatore speech d’eccezione, il giornalista autore Vito Biolchini.

Nasce da qui il progetto di comunicazione sindacale, #CGILComunica che si inserisce a sistema con il  più ampio progetto nazionale,  nato in Ferpi Sardegna tre anni fa e che, ha coinvolto tutte le delegazioni territoriali Ferpi. Il progetto modifica la prospettiva dell’ascolto e del confronto che,  contrariamente al solito percorso,  parte dalle esigenze e istanze dei territori e delle comunità, siano esse aziende che pubbliche amministrazioni.

La comunicazione sindacale quindi, come leva strategica che, partendo quindi da un ascolto/confronto concretizza le idee e alimenta ulteriore impegno del Sindacato nei confronti delle tutela delle Donne nel lavoro in generale e nella PA.

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I segretari regionali della Funzione Pubblica CGIL, CISl Funzione Pubblica Davide Pateri e UIL Funzione Pubblica Fulvia Murru, hanno inviato una nota sulla vertenza AIAS al prefetto di Cagliari Giuliana Perrotta, al presidente della Regione Francesco Pigliaru e alle segreterie nazionali di categoria.

«La situazione della vertenza AIAS – si legge nella nota – recentemente non solo è peggiorata ma presenta, sotto diversi profili, elementi di pericoloso sbandamento nella conduzione dell’Associazione e Fondazione. Con senso di responsabilità e fortissima preoccupazione, chiediamo un urgente intervento, specificando che l’attuale situazione ha accresciuto tensioni, malessere diffuso e disperazione dei lavoratori che sono da otto mesi senza stipendio.»

«Attualmente la più grave crisi aziendale dell’Isola, gestita in un clima di relazioni sindacali mai viste in Sardegna – prosegue la nota -. L’escalation di procedimenti disciplinari molto pesanti, legati alle richieste di applicazione dell’articolo 1676 CC, licenziamenti di dirigenti sindacali, ripetute provocazioni verso lavoratori che reggono a fatica una situazione disperata, impongono alle Istituzioni preposte al controllo e rispetto dei contratti e convenzioni, di verificare se tutto ciò possa proseguire in questo modo. occorre fermare questa situazione, prima che qualcosa precipiti.»

«Tralasciamo al momento – si legge ancora nella nota sindacale – altri episodi e fatti molto gravi, comunque già noti. Sospendere dal servizio per dieci giorni lavoratori disperati, che hanno chiesto, come ribadito dall’assessore Arru, solo l’applicazione di una norma nazionale, è il segno che siamo arrivati davvero a un punto di non ritorno. La tenuta di un servizio così delicato per la Sardegna, impone scelte emergenziali prima che il clima aziendale precipiti ulteriormente.»

«Per molto meno – concludono CGIL, CISL e UIL della Funzione Pubblica – la Presidenza e la Giunta hanno convocato tavoli immediati. Vista la gravità della situazione, chiediamo una convocazione urgentissima.»

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Palazzo del Consiglio regionale A

I sindacati chiedono norme di salvaguardia più stringenti per i dipendenti e i precari delle Province, proroga dei contratti a tutto il 2016 per i lavoratori delle società in house, alla commissione “Autonomia” del Consiglio regionale, alla vigilia del dibattito sul Dl 176 sul riordino degli Enti locali che da domani sarà all’attenzione dell’Aula.

La commissione, presieduta da Francesco Agus, ha sentito i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, preoccupati per il futuro del personale degli enti intermedi.

«Il testo di legge in nostro possesso prevede un generico richiamo alla Delrio sulle tutele per il personale – ha detto il segretario della Cisl Funzione Pubblica Davide Paderi – ci sembra una posizione debole, è urgente prevedere clausole di salvaguardia più forti. Ancora non conosciamo il testo definitivo della riforma, ci aspettiamo un pronunciamento chiaro da parte della Giunta regionale. Sui posti di lavoro intanto sale la tensione, i lavoratori sono preoccupati per il loro futuro anche alla luce delle notizie che arrivano da altre regioni d’Italia dove l’attuazione della riforma nazionale non sta dando i risultati sperati.»

Fulvia Murru della Uil Funzione Pubblica ha invece chiesto garanzie sul mantenimento dell’articolo 71 del disegno di legge (Conservazione del trattamento giuridico ed economico per i dipendenti delle province trasferiti ad altri enti) e chiarezza sulle risorse finanziarie che la Regione destinerà al passaggio delle funzioni dalle province alle Unioni dei Comuni. «Deve essere rispettato il principio che il personale segue le funzioni – ha rimarcato Murru – questo deve valere anche per i lavoratori delle società in house che finora hanno assicurato lo svolgimento dei servizi essenziali per i cittadini».

Su questo fronte è intervenuto anche il segretario della Cgil Funzione Pubblica Antonio Cois che ha chiesto di prevedere una proroga dei contratti almeno fino al 31 dicembre 2016 per le società in house: «Questo provvedimento darebbe serenità ai lavoratori e garantirebbe la continuità dei servizi in attesa che la riforma degli enti locali entri a regime».

Sulla situazione drammatica delle società in house si sono soffermati anche Giuseppe Atzori (Fisascat Cisl) Vincenzo De Monte (Uil) e Sergio Codonesu (Cgil). Per molti lavoratori– hanno ricordato i rappresentanti sindacali – i contratti scadranno nei prossimi giorni. Nessuno dei commissari delle Province ha dato finora indicazioni per le proroghe, alcune società hanno già avviato le procedure di licenziamento collettivo. «C’è bisogno di tempo perché la riforma diventi operativa – ha sottolineato Codonesu – occorre trovare le risorse per assicurare la continuità dei servizi altrimenti tutte le società in house saranno costrette a chiudere con conseguenze gravi per tutti i cittadini».

Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri Mario Floris, Walter Piscedda, Piero Comandini e Salvatore Demontis. Il presidente Francesco Agus ha garantito l’impegno della Commissione per assicurare la continuità dei servizi svolti finora dalla Province: «La Regione – ha ricordato Agus – ha dovuto subire le conseguenze di una riforma decisa a livello nazionale che ha comportato tagli pesantissimi per le province. L’obiettivo ora è lavorare in sintonia con la Giunta e i parlamentari per arrivare ad una soluzione condivisa».

Francesco Agus ha auspicato l’accoglimento della proposta emendativa presentata in Parlamento alla Legge di Stabilità che prevede il superamento del precariato e l’estensione del contributo da 400 milioni di euro, stanziato a favore delle province delle Regioni a Statuto ordinario, anche per gli enti intermedi delle Regioni a Statuto Speciale (consentirebbe alla Sardegna di ottenere una dotazione di 15 milioni di euro). Il presidente, infine, ha concordato sul fatto che anche i lavoratori delle società in house debbano seguire le funzioni: «Il principio deve valere anche per loro. La totalità delle funzioni e delle competenze su scuole, ambiente e strade rimane alle province e i servizi legati a questi settori sono in capo alle società in house. Il testo che domani andrà in Aula si occupa del riordino degli Enti Locali e non tratta la materia finanziaria. L’ultima Conferenza Stato-Regioni ha chiarito che le norme sulla riduzione di spesa per il personale non si applicano alle Regioni a Statuto Speciale. La speranza – ha concluso Agus – è che la legge di stabilità metta a disposizione le risorse finanziarie necessarie a garantire il funzionamento del sistema degli Enti locali».

 

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Palazzo del Consiglio regionale 3 copia

Il rischio fallimento per la “Romangia servizi” e la crisi delle società in house degli Enti locali; la vertenza dei lavoratori della Sigma-Sardegna; il futuro incerto della società interamente partecipata della Regione “Fase 1 srl” e la scadenza, il prossimo 31 ottobre, dei contratti degli archivisti in servizio nell’amministrazione regionale: sono stati questi i temi al centro dei lavori della Seconda commissione che questa mattina ha svolto le  audizioni di sindacalisti e lavoratori interessati dalle emergenze che riguardano il futuro occupazionale di centinaia di addetti del comparto pubblico, o ad esso riconducibile, e privato.

Società in house degli Enti Locali

I primi ad intervenire nel parlamentino presieduto da Gavino Manca (Pd) sono state le rappresentanze sindacali della “Romangia servizi” la società in house del Comune di Sorso le cui attività sono state sospese per l’assenza di commesse da parte dell’amministrazione civica (unico committente della società) a causa dell’indisponibilità dei fondi per effetto dei tagli agli Enti locali.

Sebastiano Crosa, Filcams-Cgil di Sassari, in rappresentanza anche di Cisl, Uil e Ugl, ha illustrato la delicata situazione lavorativa (gli ultimi 28 addetti dei 60 iniziali ricevono il “Naspi”, il sussidio di disoccupazione universale che sostituisce dal 1° maggio 2015 l’assegno unico di disoccupazione introdotto dalla riforma Fornero) ed ha ribadito che, senza la ricapitalizzazione della società, a partire dal 1° gennaio 2016, la stessa andrebbe incontro alla dichiarazione di fallimento da parte del tribunale di Sassari.

Il sindacalista ha inoltre precisato che sempre a fare data dal 1° gennaio 2016 anche la società in house per la gestione dei servizi pubblici del Comune di Alghero (Algheroinhouse srl), in assenza di interventi straordinari da parte della Regione, è destinata a far cessare i servizi, mentre alla Multiss (società in house della Provincia di Sassari e partecipata dall’ex provincia Olbia Tempio), sono imminenti le procedure per il licenziamento dei 144 lavoratori.

La richiesta univoca dei sindacati rivolta alla commissione Lavoro è stata quella di un sostegno finanziario straordinario e immediato da parte della Regione, in grado di scongiurare, entro il 31 dicembre 2015, la cessazione della “Romangia servizi”, nonché interventi adeguati per mantenere i servizi e l’occupazione garantite dalle altre società in house ad Alghero e nella provincia di Sassari.

Il presidente della commissione, Gavino Manca, ha quindi ricordato la recente risoluzione approvata dalle commissioni I e II proprio in materia di precariato e nel sintetizzarne i contenuti ha ribadito come il documento stabilisca un termine per la mappatura del fenomeno (15 novembre 2015) e nell’indicare come soluzione al problema l’approvazione di una nuova normativa che regoli la materia, preveda anche misure straordinarie di intervento per fare fronte alle emergenze fino al 31 dicembre 2015.

Sul tema è intervenuto il consigliere di Fi, Antonello Peru, che nel far propria la richiesta dei sindacalisti per garantire la ricapitalizzazione e il salvataggio della “Romangia servizi” («sono necessari 195.000 euro entro il 31 dicembre») ha auspicato la rapida approvazione di un apposita legge che regoli in maniera definitiva e innovativa il settore delle società in house degli Enti locali e ponga fine al protrarsi degli interventi “tampone” dettati dalle varie emergenze che interessano ormai l’intera Sardegna. Il vice presidente del Consiglio ha quindi invitato la commissione Lavoro ad esaminare la proposta di legge presentata in materia dai consiglieri di Forza Italia (Pl. 212 Gestione associata di servizi e funzioni di interesse generale svolti da società a totale partecipazione degli enti pubblici locali”) ed ha rammentato gli impegni a suo tempo assunti dall’assessore della Programmazione, per la ricapitalizzazione della “Romangia servizi” entro lo scorso settembre.

Il capogruppo di Sovranità, democrazia e lavoro, Roberto Desini, ha ribadito l’importanza della risoluzione adottata dalle commissioni Personale e Lavoro e pur facendo propria la richiesta per un intervento straordinario della Regione per scongiurare il fallimento della società in house della Romangia («bisogna però tener conto della scarsità delle risorse regionali e della drammatica situazione derivante dal deficit della sanità sarda») non ha mancato di evidenziare presunte responsabilità “politiche” nella gestione della società legate soprattutto all’assunzione di 13 dipendenti non ricompresi tra i lavoratori socialmente utili o ex Lsu.  

Lavoratori della società in house della Regione “Fase 1 srl”.

I lavoratori della società  di capitali interamente partecipata dalla Regione, “Fase 1 srl”, costituita nel 2008 per sviluppare “nuovi agenti diagnostici e terapeutici e identificare, mediante studi clinici dedicati, farmaci innovativi e nuove indicazioni terapeutiche per farmaci esistenti”, hanno portato all’attenzione della Seconda commissione, la delicata situazione venutasi a creare all’indomani della decisione della giunta regionale di nominare un amministratore unico per dismettere la società che opera all’interno dei laboratori dell’ospedale Brotzu di Cagliari.

Alessio Mereu, in rappresentanza dei nove dipendenti di “Fase 1” (assunti con selezione pubblica) ha denunciato le difficoltà che caratterizzano l’operare della Srl ed anche i rilievi mossi dalla Corte dei Conti alla Regione, nonché l’incertezza sul futuro dei lavoratori in ordine alla ipotizzata cessione a operatori privati della società. Mereu ha inoltre affermato che mentre si procede alla pubblicazione del bando destinato ai privati sono intervenute le nuove disposizioni dell’agenzia nazionale del farmaco che disciplinano il settore e modificano in sostanza il valore della società. I lavoratori hanno quindi ricordato le ipotesi, al momento non concretizzatesi, relative alla cessione delle attività cosiddette di “pre-clinica” a Sardegna ricerche e le attività “cliniche” all’ospedale Brotzu ed hanno quindi evidenziato che in caso di fallimento della cessione ai privati, entro il 31 dicembre, saranno avviate le procedure per la liquidazione della società “Fase 1 srl”.

Mereu e i suoi otto colleghi hanno richiesto quindi alla commissione Lavoro che si adoperi perché i lavoratori attualmente in servizio nella società “Fase 1” possano usufruire della mobilità in altre società partecipate dalla Regione sarda.

Vertenza Sigma-Sardegna

La convocazione di un tavolo di crisi per definire la vertenza Sigma-Sardegna: è questa la richiesta che nelle prossime ore il presidente della commissione Lavoro, Gavino Manca, formalizzerà all’indirizzo del presidente della Giunta, Francesco Pigliaru. L’annuncio è stato dato alle delegazioni sindacali, al termine dell’audizione nella Seconda commissione, dove il segretario generale regionale Filt-Cgil, Arnaldo Boeddu, ha illustrato la situazione creatasi nel consorzio con sede a Codrongianos in provincia di Sassari. A rischio 190 posti di lavoro (140 impiegati nella logistica e 50 amministrativi) dopo la rottura delle trattative con l’azienda. «I lavoratori – ha dichiarato Boeddu – hanno accolto le richieste dei vertici Sigma in ordine alla riduzione del personale (solo 40 al lavoro su 190), alla decurtazione di 200 euro della busta paga ed alla rinuncia agli scatti contrattuali e di anzianità ed hanno limitato le loro richieste solo all’inserimento nell’accordo (a costo zero per l’azienda) delle garanzie dell’ex articolo 18 dello statuto dei lavoratori».

I sindacati hanno chiesto quindi al presidente della commissione una convocazione delle parti per valutare i margini per definire un eventuale intesa. Richiesta accolta dal presidente Manca che ha preannunciato la proposta, da sottoporre all’attenzione del presidente della Giunta, di aprire un tavolo di crisi sulla vertenza Sigma-Sardegna.

Situazione lavorativa degli operatori del progetto archivi regionali 

Il segretario Fp-Cgil, Antonio Cois in rappresentanza dei 15 operatori del progetto archivi regionali ha denunciato, nel corso dell’audizione nella commissione Lavoro, l’urgenza di procedere con un intervento straordinario da parte della Regione per prorogare i contratti dei suddetti lavoratori (che operano in tutti gli assessorati regionali) la cui scadenza è fissata al 31 ottobre 2015.

La proposta avanzata dai sindacati al presidente Manca è quella di adoperarsi nell’immediato per  prorogare, fino al 31 dicembre 2015, i contratti dei 15 archivisti (in servizio fin dal 2005) in attesa di una auspicata stabilizzazione delle relative posizioni lavorative.

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SGB 2 SGB 3 Incontro delegazione sindaci oristanese 1

Un’anticipazione di cassa per consentire il pagamento regolare degli stipendi ai 200 lavoratori della SGB di Ploaghe in attesa della trasformazione della struttura sanitaria in azienda. E’ la proposta avanzata dal presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, durante l’incontro al quale hanno preso parte i capigruppo, i rappresentanti sindacali della Fondazione San Giovanni Battista e il sindaco di Ploaghe Carlo Sotgiu. Una soluzione-tampone, condivisa dall’assessore alla sanità Luigi Arru, per venire incontro al dramma dei dipendenti della SGB, senza il salario dallo scorso mese di giugno.

Ipotesi che trova d’accordo anche i sindacati. Le parti sociali chiedono, però, tempi rapidi per l’individuazione di una soluzione definitiva. Da tempo, le organizzazioni sindacali  invocano  la trasformazione in azienda della Fondazione: «Ciò consentirebbe di garantire maggiore redditività alla struttura di Ploaghe che svolge un ruolo indispensabile per i servizi ai cittadini nel Nord Sardegna  hanno detto i rappresentanti di Cgil Cisl e Uil Antonio Serra, Antonio Cois e Gavino Pinna – la sua scomparsa sarebbe un colpo mortale al comparto socio-sanitario dell’Isola». Stessa richiesta da parte del sindaco di Ploaghe, Carlo Sotgiu, che ha sottolineato l’esigenza di un piano di rilancio per la SGB: «Il piano esiste – ha detto Sotgiu – è quello indicato dal commissario della struttura, la Sgb ha professionalità ed esperienze che non possono essere disperse».

L’assessore Luigi Arru ha garantito il massimo impegno della Giunta: «C’è un problema giuridico che ostacola la trasformazione in azienda della Fondazione San Giovanni Battista – ha detto Arru – abbiamo dato l’incarico ad un esperto perché si trovi una soluzione definitiva alla vicenda  che ci consenta di accedere a importanti risorse nazionali. La volontà della Giunta è quella di fare entrare la struttura in un sistema integrato che permetta di dare migliori servizi e prestazioni sempre ai cittadini».

Presa di posizione della CGIL sulla legge regionale del 19 novembre 2014 su “Norme urgenti in materia di organizzazione della Regione”. La Funzione pubblica regionale e il Coordinamento regionale del Comparto Regione della CGIL sarda rilevano, alla luce di una lettura attenta della norma approvata dal Consiglio regionale, lo scorso 19 novembre, alcuni elementi di fondo che richiedono un forte cambiamento di rotta della Giunta regionale e che attengono al metodo ed al merito del provvedimento relativo all’ipotizzato processo di riforma che Giunta e Consiglio dichiarano di porre in essere a partire da questo primo tassello normativo.

«In primo luogo – spiegano Antonio Cois, della segretario generale e Pierluigi Marotto del Coordinamento regionale CGIL  – siamo dell’avviso che un processo vero di riforma debba riguardare gli assetti istituzionali, quelli relativi alla organizzazione delle competenze, delle funzioni e della governance del sistema Regione e dei suoi apparati dirigenti, e che questo richieda una quadro organico di riferimento certo e condiviso con i principali attori del processo che sono le lavoratrici e i lavoratori del comparto pubblico regionale che dovranno dare corpo e senso alle Riforme; sotto questo profilo infatti si denuncia l’assenza di un confronto che in accompagnamento al processo legislativo decisionale posto in essere dopo l’approvazione del DDL da parte della Giunta, ha visto il movimento sindacale escluso dal confronto tecnico e politico che si è svolto sul DDL 72. Nel merito del contenuto della legge non si evince una ratio che tenga conto di un fatto fondamentale cioè quello che- in materia di organizzazione di uffici, servizi e strutture, la Regione ha competenza Statutaria primaria, il che pone il legislatore sardo nella condizione di un potere originario e originale sovraordinato all’impianto legislativo nazionale ordinario. L’aver ancorato il sistema di valutazione dei dirigenti alla norma Brunetta da un lato ed aver soppresso livelli di direzione ed organizzazione in Enti e Agenzie ancorandoli alla norma Monti sui tagli di spesa, ancorchè in linea generale non contestabili, risente tuttavia di una abdicazione ai propri poteri sovrani. Cosi come applicare in ritardo e pedissequamente i principi della legge Bassanini, circa il potere di autorganizzazione dell’Esecutivo funzionalmente agli obiettivi di governo, e affidando in via esclusiva ai dirigenti generali la competenza relativa all’istituzione dei Servizi e delle articolazioni organizzative sottordinate senza nessun tipo di negotio sindacale e financo senza nessuna possibilità nemmeno di indirizzo dello stesso Consiglio Regionale rappresenta una logica di accentramento decisionale che mal si concilia con lo spirito e la lettera della Costituzione che all’art.98 prevede che i pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione.»

«Nel complesso – aggiungono Cois e Marotto – a legge sostanzialmente delegifica elementi che erano già distorsivi e consociativi quando fu varata la legge regionale 31 nel 1998, ma ha il difetto di eliminarli a scapito di un corretto rapporto che avrebbe dovuto vedere prerogative e competenze in equilibrio e che invece non rispondono alla logica del check and balance a tutela del presupposto di imparzialità, trasparenza e distinzione tra i compiti della direzione politica e quelli della direzione amministrativa, aggravati dalla totale assenza del confronto sindacale preventivo. Per quest’insieme di ragioni più che parlare di avvio della Riforma della Regione come si è letto nella stampa con dichiarazioni altisonanti, noi preferiamo parlare di norme ordinarie in materia di organizzazione della Regione come più correttamente reca il titolo della legge.»

«Per parlare di Riforma, di Governance e di Sistema Regione – concludono Cois e Marotto -, attendiamo i prossimi passi della Giunta regionale che auspichiamo tengono nella giusta attenzione i rilievi politici di merito e di metodo che questa organizzazione sindacale ha messo in evidenza.»

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Sanluri copia

Si terrà venerdì 28 novembre a Sanluri (Sala ex Monte Granatico,Via San Rocco), a partire dalle 9.00, il seminario dedicato ai Servizi per il lavoro e alle esperienze di rete nei territori.

L’iniziativa è promossa dalla Provincia del Medio Campidano in collaborazione con Italia Lavoro (l’ente strumentale del ministero del Lavoro che promuove e gestisce azioni e interventi nel campo delle politiche dell’occupazione e dell’inclusione sociale).

L’incontro è aperto a operatori, amministratori locali, associazioni datoriali e sindacali, istituzioni e, naturalmente, agli utenti dei Servizi per il lavoro. L’obiettivo è quello di condividere una riflessione sui servizi territoriali attraverso uno sguardo ad altre iniziative di localizzazione dei servizi sperimentate in alcune province d’Italia.

Tra gli interventi in programma quello di Italia Lavoro che riporterà la sintesi del Workshop “Empowerment Dirigenti Spi. Soluzioni territoriali di rete nella gestione dei servizi per il lavoro”, uno scambio di buone prassi a partire dalle esperienze dei progetti di Sportelli integrati per il lavoro (SPIL) del Medio Campidano e dei Servizi per l’impiego delle  Province di Napoli, Pordenone, Torino e del comune di Fucecchio (FI).

 Sarà centrale la presentazione del progetto SPIL della Provincia del Medio Campidano (Sportelli Integrati per il Lavoro) e più in generale degli interventi di implementazione riguardanti sia i servizi per il lavoro nella programmazione del Por Sardegna 2007/2013 sia l’Osservatorio del mercato del lavoro.

A conclusione del seminario si terrà una tavola rotonda dal titolo “Cooperazione e integrazione tra i Servizi per il lavoro” coordinata dal professor Gianni Loy (Università di Cagliari) alla quale parteciperanno Maurizio Croce (Italia Lavoro), Rossella Pinna (consigliere regionale della Sardegna), Massimo Temussi (Agenzia regionale del Lavoro), Lorena Cordeddu (Provincia del Medio Campidano), Rosario Musmeci (assessore del Lavoro della Provincia di Sassari), Annalisa Iacuzzi (Provincia di Oristano), Mauro Tiddia (sindaco comune di Serrenti), Paolo Melis (sindaco comune di Las Plassas), Antonio Cois (CGIL), Davide Paderi (CISL), Giampaolo Spanu (UIL).

Francesco Agus

Audizione dei sindacati, in commissione “Autonomia”, questa mattina, sulla proposta di riforma della macchina amministrativa regionale presentata dalla Giunta. Per oltre due ore, i rappresentanti dei dipendenti regionali hanno presentato osservazioni e proposte di modifica al DL n.72 della Giunta “Disposizioni urgenti in materia di organizzazione della Regione”. 

Diverse le valutazioni: positive, con qualche richiesta di integrazione e approfondimento, quelle di Cgil, Cisl e Uil; caute, quelle di Sdirs; critiche quelle di Sadirs, Saf, Fendres e Fedro.

Per Antonio Cois (Cgil), «la riforma inizia a porre dei paletti per arrivare ad un quadro d’insieme del sistema regione». Giudizio positivo anche sull’affidamento di maggiori responsabilità alla dirigenza: «In questo modo – ha detto Cois – si spera di smuovere finalmente la grande macchina regionale che finora non ha funzionato a pieni giri». 

Davide Paderi (Cisl) ha rimarcato l’importanza del provvedimento che, finalmente, si pone l’obiettivo del superamento della legge 31/98, norma ormai vecchia e inadeguata. «E un pezzettino di riforma – ha sottolineato Paderi – ma va nella direzione giusta». Per il rappresentante della Cisl, occorre però prevedere un ruolo più partecipativo dei sindacati nella riorganizzazione dei servizi degli assessorati. Paderi ha inoltre auspicato la riduzione del numero delle direzioni generali e la costituzione di un fondo per la razionalizzazione, l’innovazione  l’efficientamento della macchina amministrativa.

Giampaolo Spanu (Uil), dopo aver lamentato il mancato coinvolgimento dei sindacati da parte della Giunta, ha espresso apprezzamento per i contenuti del Dl 72: «C’è finalmente la volontà di intervenire toccando interessi chi finora non sono mai stati messi in discussione. Sono adesso necessari alcuni correttivi per razionalizzare il sistema. L’obiettivo deve essere quello di una Regione efficiente, per questo occorre eliminare sovrapposizioni e doppioni». Dalla Uil, infine, è arrivata la proposta di modifica dell’art. 2 che affida ai direttori generali la decisione di istituire, modificare o sopprimere i servizi degli assessorati. «Questa competenza – ha detto Spanu – deve essere lasciata in capo alla politica».  

Scelta invece condivisa da Cristina Malavasi (Sdirs): «Bene l’affidamento delle decisioni organizzative ai dirigenti – ha detto – bisogna adesso valorizzare il personale interno che dovrà sostituire i dirigenti». Positivo anche il giudizio sul rafforzamento della mobilità interna ma, secondo lo Sdirs, «c’è bisogno di un riordino complessivo degli assessorati e delle loro competenze per evitare anche casi come quello di “Sardegna Promozione”. Solo così può essere garantita maggiore efficienza dei servizi e, allo stesso tempo minori costi per le casse pubbliche. Urgente da questo punto di vista una modifica della legge n. 1 del 1977».

Fortemente critica la posizione di Luciano Melis (Sadirs): «Quello varato dalla Giunta è provvedimento tampone, carente in molti punti – ha detto Melis – non ci sono grandi novità, serve un testo più incisivo».

Marcello Cucca (Saf) ha lamentato l’assenza di riferimenti nel disegno di legge alla situazione del Corpo Forestale. «Manca una proposta di riorganizzazione – ha detto Cucca – eppure il Corpo Forestale necessità di un intervento urgente. L’età media è troppo alta (il 70% dei rangers ha oltre 54 anni), servono forze fresche per garantire servizi più efficienti nei territori». Dal Saf, infine, la richiesta alla Regione di una legge che chiarisca, una volta per tutte, il confine delle competenze tra Corpo Forestale dello Stato e Corpo Forestale della Regione.

Giudizio negativo anche da parte di Ignazio Masala (Fendres): «Eravamo fiduciosi, la proposta di modifica della legge 31 è invece poco incisiva, la Regione rimane sostanzialmente invariata».

Antonello Troffa (Fedro) ha infine lamentato la mancanza di concertazione: «La Giunta non ci ha coinvolto, il Dl è nato male, manca un progetto complessivo per uniformare il sistema regionale. In questi anni abbiamo assistito alla proliferazione di enti e agenzie. Emblematico il caso di Sardegna Promozione». 

Al termine dell’audizione, è intervenuto il consigliere del Pd Roberto Deriu, che ha rivolto alcune domande ai sindacati sulla necessità di garantire i servizi degli uffici periferici e sulla necessità di iniziare un percorso per rendere più omogeneo il sistema. «Impensabile proporre oggi, viste le poche risorse a disposizione, un contratto unico per tutti i dipendenti pubblici: sarebbe finanziariamente insostenibile. Utile, invece, cominciare a pensare per il futuro alla figura del Funzionario pubblico sardo da utilizzare in tutte le articolazioni della macchina amministrativa regionale».

Il presidente della Commissione, Francesco Agus, dopo aver ringraziato i sindacati, ha annunciato che il disegno di legge sarà esaminato dalla Commissione tra la fine di agosto ed i primi giorni di settembre. «Il testo ha necessità di modifiche – ha detto Agus – a partire dalla norma per la copertura finanziaria. Ciò che emerge è la necessità di intervenire su una macchina ormai fuori controllo. Rigidità e inefficienze hanno fornito un alibi per la crescita incontrollata della stessa. Il male sta alla radice,  in passato – ha aggiunto il presidente facendo riferimento al caso Sardegna Promozione – sono state create scatole e scatolette che non hanno risolto i problemi e hanno invece dato vita a gestioni “quantomeno discutibili”. Con questa legge, alla quale saranno apportate le necessarie integrazioni, si comincia ad intervenire per rendere meno rigido l’apparato regionale e – ha concluso Agus – renderlo più efficiente e vicino ai cittadini».

Gavino Manca.

Gavino Manca, presidente della 2ª commissione..

Definire in tempi certi le procedure per la stabilizzazione degli oltre trecento operatori dei Csl, Cesil e Consorzio delle due Giare, e valutare l’ipotesi di una proroga della scadenza (30 settembre 2014) dei contratti a tempo determinato per i lavoratori dei servizi per l’impiego: è questo l’invito rivolto dal presidente della Seconda commissione, Gavino Manca, agli assessori regionali del Lavoro e del Personale, a conclusione delle audizioni dei due componenti l’esecutivo e dei cinque rappresentanti delle organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Sadirs e Fedro).

Il “caso” è quello noto e che, nel corso dell’ultimo decennio, ha registrato ben otto interventi legislativi da parte del Consiglio regionale (leggi 20/2005; 13/2012; 17/2012; 25/2012; 3/2013; 10/2013; 38/2013 e 40/2013): riguarda il personale assunto con contratto a tempo determinato  negli Enti Locali e poi trasferito (nelle more del riordino istituzionale degli enti territoriali e del sistema dei servizi per il lavoro e lo sviluppo) per effetto della legge regionale n.10 del 29 aprile 2013, all’Agenzia regionale per il lavoro. La legge n.38, approvata dal Consiglio regionale il 20 dicembre 2013 ha quindi disposto l’autorizzazione per l’Agenzia regionale del lavoro ad indire i concorsi pubblici per l’assunzione del personale a tempo indeterminato per i servizi per il lavoro, fissando al 31 dicembre 2014 la scadenza delle procedure selettive. Successivamente, il 30 dicembre 2013, il Consiglio ha approvato la legge n.40 che fissa al 30 settembre 2014 la scadenza dei contratti a termine dell’Agenzia regionale del lavoro. Riguardo a tale data, nel corso delle rispettive audizioni, Giampaolo Spano (Uil), Antonio Cois (Cgil) e Davide Paderi (Cisl) hanno espressamente invitato la Giunta, la commissione e il Consiglio regionale a procedere con una proroga dei contratti, evidenziando le lungaggini e la complessità della selezione pubblica. Al contrario, i rappresentanti di Sadirs, Luciano Melis, e Fedro, Antonello Troffa, hanno manifestato perplessità sull’ipotesi di una proroga della scadenza  dei contratti a tempo determinato, ribadendo l’opportunità di procedere con i concorsi, pur nelle difficoltà che derivano dai limiti di spesa e di finanza pubblica, ad incominciare dal vincolo del 3% di nuovi assunti sul totale del personale regionale cessato.

L’assessore del Lavoro, Virginia Mura, nel suo intervento, ha ribadito l’impegno per un miglioramento dei servizi per l’impiego («devono fare incontrare per davvero domanda e offerta di lavoro») e l’avvio delle attività  di formazione rivolte agli operatori dei Csl (sia quelli ex ministeriali che quelli con contratto a tempo determinato). L’assessore ha annunciato la predisposizione della bozza dello statuto dell’Agenzia regionale del lavoro e la definizione della pianta organica, assicurando che entrambi i documenti saranno tempestivamente trasmessi in commissione per il parere di competenza e portati all’attenzione della Giunta per la necessaria approvazione.

L’assessore del Personale, Gianmario Demuro, ha rimarcato il contesto nel quale si colloca il “caso” del personale Cesil e Csl («una legislazione parzialmente dichiarata incostituzionale ma è in vigore la disciplina regionale, legge n. 38 del 20 dicembre 2013, che stabilisce l’indizione dei concorsi pubblici») ricordando i vincoli della spesa pubblica, unitamente ai limiti fissati per le assunzioni e all’obbligatorietà dei concorsi per l’accesso alla pubblica amministrazione.