29 March, 2026
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Si nutre di testimonianze autentiche, di scelte di vita controcorrente e di percorsi tutt’altro che ordinari la serata conclusiva della XIX edizione di “Donne sarde di ieri e di oggi”, organizzata dalle Acli di San Giovanni Suergiu, con il patrocinio del Comune e il contributo della Fondazione di Sardegna.
L’appuntamento è per domenica 22 marzo 2026 alle ore 17.30 nella sala consiliare di via Roma a San Giovanni Suergiu, dove andrà in scena “Donne comuni fuori dal comune”: un racconto corale di esperienze femminili, capaci di rompere gli schemi e valorizzare talenti che non stanno sotto i riflettori.
Protagoniste dell’incontro saranno le sorelle Pes, Assuntina e Giuseppina, che a Sant’Antioco hanno trasformato l’arte della tessitura in una scelta di vita; la pastora Emanuela Fois, che nelle campagne di Gonnesa ha abbracciato un mestiere antico e impegnativo, tradizionalmente maschile, e le Janas di Maist’e, figure della tradizione popolare sarda, pronte a condividere con il pubblico ‘contus antigus’ e preziosi segreti.
La serata, presentata da Federica Selis, sarà arricchita dai momenti musicali di Stefano Castello con le sue launeddas e vedrà la partecipazione attiva degli studenti dell’Istituto comprensivo “G. Marconi” di San Giovanni Suergiu.
«Il tema che intendiamo mettere in risaltodichiara la presidente delle Acli di San Giovanni, Cristina Dessì – è quello della coscienza di sé e della valorizzazione delle proprie capacità. Essere donne oggi significa vivere pienamente il proprio ruolo nel contesto sociale e familiare, tra responsabilità, sogni e il coraggio di essere ciò che si desidera.»
«È fondamentaleaggiunge Cristina Dessì diffondere il messaggio che ci si può sentire realizzate e importanti anche nella normalità.»
Nel progetto della serata, le Acli hanno voluto coinvolgere anche i giovani. Studenti e studentesse del laboratorio di cinema e teatro della scuola superiore locale, coordinati dalle professoresse Boi, Cao e Portas, hanno selezionato alcune figure femminili di età diverse che porteranno la propria testimonianza, raccontando percorsi di vita e professionali che hanno creato autonomia, felicità e consapevolezza, pur lontani dalla notorietà.
“Il bilancio di questa edizione ricca di iniziative è senza dubbio molto positivo – conclude la presidente Cristina Dessìe siamo già al lavoro per il prossimo ciclo che prenderà il via a ottobre 2026.»
L’ingresso alla serata è gratuito e aperto a tutta la cittadinanza.

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Opera-bisso-pes

Un arazzo per il Papa e una tovaglia per la Basilica di Sant’Antioco Martire. Sono le due opere realizzate in bisso marino schiarito con il limone da Assuntina e Giuseppina Pes, due tessitrici di Sant’Antioco che hanno realizzato la tovaglia e l’arazzo, quest’ultimo esposto anche in una mostra d’arte allestita al museo archeologico cittadino in occasione della sagra del patrono, con grande cura ed immensa devozione. Hanno offerto le due opere durante la ricorrenza di quest’anno di “Sa festa manna” in onore del patrono Sant’Antioco Martire. Il bisso utilizzato, ormai introvabile per le restrizioni a pescare le nacchere, riconosciute specie protetta, è stato messo a loro disposizione dagli eredi del Maestro d’arte Italo Diana, che a Sant’Antioco molti anni fa aveva una scuola di tessitura, e della sua allieva Efisia Murroni che a sua volta è stata maestra delle sorelle Pes.

La sigla centrale della tovaglia donata alla chiesa, realizzata in bisso marino schiarito con il limone è “IHS”: l’abbreviazione di ΙΗΣΟΥΣ ossia Gesù in greco antico. Il quadro invece che sarà consegnato a Papa Francesco a Papa Francesco a cui fa da cornice un susseguirsi di figure stilizzate della tradizione artistica sarda, raffigura il pontefice che si inginocchia davanti alla croce realizzata a Lampedusa con il legno delle barche dei migranti, il volto del martire Antioco e la Basilica della città sulcitana, di cui Antioco di Sulcis è protettore.

«Abbiamo realizzato le due opere, che abbiamo potuto eseguire grazie ad una donazione, con profondo rispetto, fede e gratitudine – spiegano Assuntina e Giuseppina Pes – in ricordo di  chi ci ha preceduto e insegnato questa arte.»

Tito Siddi