6 February, 2026
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La sala conferenze del Centro direzionale del comune di Iglesias ha ospitato stamane la presentazione del Master universitario di II livello in “Progettazione per la transizione sostenibile dei territori post-industriali”, organizzato dall’Università degli Studi di Cagliari in collaborazione con il Consorzio AUSI e con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna. Il Master è gestito dal Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura (DICAAR) in collaborazione con il Dipartimento  di Scienze Chimiche e Geologiche (DSCG). Il Comitato tecnico organizzativo scientifico è formato da Ivan Blečić, direttore del Master; Giorgio Massacci, coordinatore (già direttore del Master); Gian Piero Deidda; Battista Grosso e Andrea Porcheddu.

Il progetto è stato presentato dal direttore Ivan Blečić e dal coordinatore Giorgio Massacci, presenti una dozzina di laureati, prevalentemente dipendenti del comune di Iglesias, interessati alla partecipazione al Master. Presente anche il direttore del Consorzio AUSI, Marco Piras.

Il Master di II livello è rivolto a laureati e laureate magistrali in:

Ingegneria civile, ambientale, edile-architettura, chimica, meccanica, gestionale, ingegneria della sicurezza
Architettura e Pianificazione architettura e architettura del paesaggio, pianificazione territoriale urbanistica e ambientale
Scienze geologiche, geofisiche, ambientali, chimiche, dei materiali, matematiche

Le materie insegnate al Master abbracciano saperi pluridisciplinari in:

Materie prime e seconde – Tecniche e tecnologie legate all’ingegneria delle materie prime e seconde e al recupero delle materie prime, comprese le conoscenze geologico-minerarie e le tecniche e tecnologie di coltivazione di cave e miniere, metodi di preparazione di minerali e Impianti mineralurgici.
Recupero ambientale – Tecnologie di bonifica, decontaminazione e recupero ambientale, anche in chiave di riuso dei residui delle vecchie lavorazioni attraverso processi di ritrattamento in grado di produrre materiali riutilizzabili nel territorio e concentrati commerciali inseribili nei processi produttivi della metallurgia, in un’ottica di economia circolare.
Progetto del territorio – Politiche di rigenerazione territoriale tramite approcci progettuali paesaggistico-ambientali in contesti urbani, peri-urbani e rurali, orientati ai servizi ecosistemici, alle infrastrutture verdi e alla progettazione di soluzioni nature-based.

Dopo un modulo di corsi seguiti in comune, gli allievi e le allieve verranno suddivisi in piccoli team progettuali per sviluppare progetti di innovazione, accompagnati ed assistiti dai docenti, esperti e professionisti. I temi del laboratorio di progetto, concepiti in stretta collaborazione con le imprese e le pubbliche amministrazioni partner, tesi ad affrontare esigenze di progetti e innovazione, sono i seguenti: tecniche e tecnologie di coltivazione di cave e miniere; metodi di preparazione di minerali; impianti mineralurgici; riuso dei residui delle vecchie lavorazioni; ritrattamento per riutilizzo materiali e concentrati commerciali; economia circolare; rigenerazione territoriale e approcci progettuali paesaggistico-ambientali; pianificazione di servizi ecosistemici, infrastrutture verdi; progettazione di soluzioni basate sulla natura.

E’ possibile presentare domanda di iscrizione entro le ore 12.00 di lunedì 16 febbraio 2026, attraverso il portale: https://unitelsardegna.it/masterpts/. Verrà costituito un unico gruppo, con un minimo di 10 e un massimo di 25 allievi. L’iscrizione non è vincolante, nel senso che in prima battuta non è previsto il versamento della quota di iscrizione, verranno prima verificati i requisiti per la partecipazione al Master e solo in una seconda fase verrà formalizzata l’iscrizione.

Il Master inizierà il 16 marzo 2026 e si concluderà a fine anno.

Giampaolo Cirronis

Allegate le interviste con il direttore del Master Ivan Blečić e il direttore del Consorzio AUSI Marco Piras

 

 

 

Si è tenuto questa mattina all’Istituto Minerario “G. Asproni” di Iglesias il convegno “Fabbisogno nazionale di materie prime: quali strategie a livello nazionale e regionale?”, dedicato al tema del recupero e della valorizzazione sostenibile dei siti minerari dismessi, in un’ottica di rigenerazione ambientale e di sviluppo territoriale.

Promosso dall’Associazione Mineraria Sarda insieme agli Ordini professionali degli Ingegneri, dei Geologi e dei Periti Industriali, in collaborazione con la Regione Sardegna, ISPRA, ARPAS, l’Università di Cagliari e IGEA S.p.A., l’incontro ha rappresentato un momento di confronto tecnico-scientifico sulle nuove strategie nazionali e regionali per il recupero delle materie prime critiche e sul ruolo della Sardegna nel quadro della transizione ecologica.

Nel suo intervento, l’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi ha evidenziato che «le bonifiche e il recupero di materie prime rappresentano non solo un obiettivo di politica industriale, ma anche un impegno ambientale e sociale, perché la rigenerazione dei territori minerari è una forma di giustizia ambientale e di restituzione alle comunità».

L’assessora Laconi ha illustrato lo stato di attuazione del Piano Regionale delle Bonifiche, parte integrante del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, che prevede 151 aree minerarie dismesse per oltre 12mila ettari di superficie complessiva. Il documento, aggiornato con deliberazione della Giunta regionale n. 21/22 del 17 aprile 2025, individua le priorità di intervento, le modalità di bonifica e gli strumenti per la gestione sostenibile dei materiali di risulta.

Particolare rilievo è stato dato alle esperienze in corso nei siti di Montevecchio, Iglesias, Buggerru, Villasalto e Guspini, dove l’azione regionale integra gli obiettivi di sicurezza ambientale con la possibilità di recuperare materiali di valore economico attraverso piani di estrazione dai rifiuti di origine mineraria, secondo quanto previsto dalle più recenti norme europee e nazionali.

Nel corso del suo intervento, l’assessora ha evidenziato anche la necessità di promuovere una nuova alleanza tra industria e ambiente, sottolineando che «si può fare industria rispettando l’ambiente, e anzi, è proprio questa la direzione verso cui deve orientarsi un modello di sviluppo moderno e sostenibile. In un territorio come quello del Sulcis, segnato da una lunga storia industriale e da forti identità sociali, la riconversione ambientale può diventare motore di rinascita economica e di coesione territoriale».

Rosanna Laconi ha inoltre ribadito l’importanza del coinvolgimento e della partecipazione degli enti locali e territoriali, osservando che «per vincere una sfida così complessa serve la condivisione più ampia possibile: solo lavorando insieme – istituzioni, enti di ricerca, imprese e comunità – si possono superare anche le sfide più difficili e trasformare le criticità in opportunità di crescita sostenibile».

Il contributo dell’Assessorato regionale dell’Ambiente si inserisce in un percorso condiviso con le istituzioni scientifiche e gli enti di controllo, volto a semplificare e velocizzare le procedure tecniche e amministrative per le aree minerarie a minor priorità d’intervento, valorizzando al tempo stesso il ruolo strategico della Sardegna nella transizione verso un’economia circolare delle risorse.

!Come Regione e come Assessorato dell’Industria, stiamo lavorando per creare una sinergia con il mondo della ricerca e quello dell’imprenditoria al fine di costruire una filiera delle materie prime che possa generare il maggiore indotto economico possibile nel territorio regionale. Con questo obiettivo abbiamo già delle interlocuzioni con importanti imprese del territorio interessate ad avviare questo tipo di attività», ha detto l’assessore dell’Industria Emanuele Cani nel suo intervento in apertura del convegno.

Significativi gli interventi dell’amministratore unico di Igea Spa, Salvatore Mattana, e dei docenti dell’Università di Cagliari Battista Grosso e Giulio Sogos, che hanno illustrato la collaborazione avviata per la realizzazione di un progetto pilota per l’estrazione di metalli pesanti e materie prime critiche dai rifiuti estrattivi presenti nelle aree minerarie dismesse.

A dimostrazione del percorso avviato dall’Assessorato e della rilevanza del tema, il Servizio attività estrattive (SAERA) ha offerto un importante contributo sugli aspetti normativi e il quadro procedurale all’interno del quale questi nuovi progetti dovranno essere autorizzati.

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Venerdì 7 aprile, a partire dalle 15.30, la sala conferenze della Grande Miniera di Serbariu ospiterà il convegno “Industria – Paesaggio – Ambiente PAESAGGI INDUSTRIALI VISSUTI!”, organizzato dalla RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria) dell’Eurallumina.

E’ prevista la partecipazione di numerosi relatori.

• Prof. Pasquale Mistretta, già magnifico rettore dell’Università di Cagliari. Argomento: contraddizioni di paesaggi.

• Prof. Paolo Amat, docente di chimica industriale. Argomento: il processo Bayer per l’estrazione dell’allumina dalla bauxite.

Dott. Franco Meloni, medico, già direttore dell’Az. Osp. G. Brotzu. Argomento: la salute ed il lavoro.

Ing. Enrico Manca, dirigente industriale di importanti aziende nazionali, direttore di società di ingegneria e progettazione. Argomento: l’industria non va demonizzata, va fatta bene.

Prof. Battista Grosso, docente universitario di progettazione e gestione degli interventi di ingegneria ambientale. Argomento: la sostenibilità ambientale del settore allumina nell’Europa Occidentale.

Prof. Antonio Viola, docente universitario di principi di ingegneria chimica e industriale. Argomento: la trasformazione del fango rosso, da rifiuto industriale a risorsa. Un esempio di economia circolare.

Ing. Salvatore Cherchi, già sindaco di Carbonia, città insignita nel 2011 del premio del Consiglio Europeo per il paesaggio. Argomento: paesaggi industriali – paesaggi post industriali.

Dott. Cristiano Erriu, assessore Enti locali e Urbanistica della Regione Autonoma della Sardegna. Argomento: linee guida per i paesaggi industriali.

«Sono invitati – si legge nella nota di presentazione della RSU Eurallumina – tutti coloro che hanno l’interesse di approfondire e conoscere da qualificati ed autorevoli relatori, senza barriere ideologiche e strumentali, temi di grande rilevanza sociale, economica e produttiva; sono invitati tutti coloro che non hanno dichiaratamente espresso, con le proprie azioni, contrarietà al progetto di ripresa produttiva di Eurallumina. La convenzione Europea del paesaggio assume un ruolo chiave nella pianificazione e nelle politiche territoriali.»

«Le popolazioni sono riconosciute come elemento di reale determinazione del paesaggio attraverso le percezioni che di esso hanno. Un paesaggio non più inteso come insieme di bellezze naturali, ma come territorio determinato dalla combinazione di fattori naturali antropici, da gestire e tutelare, riqualificare e valorizzare, promuovere e mettere a sistema in un rapporto equilibrato tra necessità di tutela e sviluppo economico.»