25 September, 2022
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Ausi Iglesias e Soltreco (Gruppo Solmar Spa, nuovo partner del Consorzio Ausi di Iglesias) hanno presentato stamane, nel corso di una conferenza stampa svoltasi nell’aula magna del Palazzo Bellavista, a Monteponi, un progetto per la bonifica del deposito dei fanghi rossi.

Sono intervenuti il sindaco di Iglesias e presidente del Consorzio Ausi, Mauro Usai; l’Amministratore delegato di Solmar, Luigi Mansi; il coordinatore del progetto Soltreco, Carlo Lolliri; il coordinatore scientifico Ausi – Università di Cagliari, Carla Cannas.
Le tematiche affrontate durante la conferenza stampa, hanno riguardato il deposito dei fanghi rossi di Monteponi (1,7 milioni di tonnellate), l’impianto di trattamento, il collocamento dei prodotti ottenuti con l’inertizzazione.
Esclusa la via metallurgica «per fabbisogno energetico difficilmente conciliabile con il fotovoltaico, impatto ambientale rilevante, oltre che per la difficile collocazione dei prodotti derivante dalla scadente qualità della ghisa».

«Questo percorso inizia fin da oggi all’interno dei nostri laboratori di Monteponi dove già lavorano i ricercatori dell’Università di Cagliari ha detto Mauro Usai -. Siamo consapevoli che i tempi non saranno brevi, ma abbiamo tutte le carte in regola per avviare un processo di ricerca e innovazione che permetterà finalmente la riqualificazione dell’intero territorio. Il progetto di bonifica, prevede ovviamente diversi step, fra cui quello dell’imminente realizzazione di una struttura pilota all’interno dell’ex Zir (ora Zic: zona industriale comunale) che si occuperà di sperimentazione industriale. Questa è la motivazione che ha spinto l’Ausi ad unire le sue forze con quelle di una società (la Soltreco srl) forte di un’esperienza più che decennale in un settore come quello delle bonifiche ambientali dove l’aspetto burocratico la fa da padrona.
In qualità di presidente Ausi non posso che essere onorato di questa collaborazione, in qualità di sindaco di Iglesias, invece, non posso che guardare al futuro mettendo l’accento sulla ripresa occupazionale, ma anche sulla  formazione. Perché Iglesias potrebbe fare Scuola, in termini di bonifiche minerarie.
Di fatto abbiamo tutte le carte in regola: la fattibilità di un progetto comprovato da studi scientifici, professionisti del settore, ricercatori, oltre agli spazi adeguati e i mezzi a disposizione: fra questi un laboratorio d’eccellenza già presente all’Ausi.»

«Anche se ha concluso Mauro Usainon mancano gli ostacoli, soprattutto burocratici. Per esempio il vincolo paesaggistico sui fanghi rossi: sarà compito dell’unico ente deputato ad agire, il comune di Iglesias, quello di chiedere la rimozione del vincolo alla Sovrintendenza dei beni culturali. Un passaggio fondamentale che potrà avvenire solo con un progetto credibile e, dunque, attuabile.»

«Un processo che non produce reflui o emissioni. E dunque non produce altre discariche. I tre step rientrano nella tipologia “green” in linea con le direttive europee in materia di utilizzo integrale di prodotti derivanti dai cicli produttivi come previsto dal Recovery plan recentemente approvato dalla Comunità europea. Il problema fanghi rossi deve diventare una risorsaha spiegato durante la conferenza stampa, l’amministratore delegato del Gruppo Solmar, Luigi Mansi -. Questa partnership con l’Ausi fa parte della nostra filosofia: siamo venuti a Iglesias nell’ottica di attuare un percorso in perfetta e totale sinergia con gli Enti e le risorse professionali che entreranno a far parte di questo progetto di bonifica per il quale è previsto uno studio epidemiologico che ci consentirà di lavorare in assoluta sicurezza. Nell’ex miniera di Monteponi c’è tutto: intelligenze e mezzi. E le risorse umane da impiegare saranno numerose: da ingegneri, architetti, alla manodopera qualificata. Ma soprattuttoha concluso Luigi Mansi -, nutriamo la speranza che questo progetto possa essere una chance di sviluppo e un’importante occasione di formazione per i giovani del territorio.»
Alla conferenza stampa è inoltre intervenuto l’amministratore delegato Soltreco Carlo Lolliri (ex ad Portovesme srl) che ha ricordato uno dei tanti progetti di bonifica realizzato nel 2007 ma rimasto nei cassetti per motivi politici e burocratici, auspicando che questo appena presentato possa andare avanti con l’appoggio e la collaborazione di tutti, Politica in primis, nell’ottica di avviare quanto prima un processo di bonifica del territorio atteso da oltre 20 anni.

La discarica dei fanghi rossi è una testimonianza delle attività metallurgiche degli impianti della miniera di Monteponi. Dobbiamo la loro presenza all’Impianto Elettrolisi che dal 1926, per circa mezzo secolo, ha recuperato lo zinco con un processo chimico-fisico: la colorazione rossa è legata alla presenza di notevoli quantità di ferro.
Il deposito dei fanghi rossi di Monteponi (circa 35 ettari) rappresenta, oltre che un esempio di archeologia industriale mineraria, una sorgente di contaminazione per la sottostante valle del Rio san Giorgio a Iglesias.
Le acque piovane infiltrandosi nel terreno danno origine a drenaggi con elevate concentrazioni di metalli.

 

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Il ragioner Carlo Lolliri, alla soglia del compimento dei 77 anni, il 31 dicembre 2019 lascia l’incarico di presidente del Consiglio di Amministrazione della Portovesme srl. Per annunciare la sua decisione, ha convocato una conferenza stampa nella sala riunioni dello stabilimento.

Nella parte iniziale della conferenza stampa, Carlo Lolliri ha ricostruito i suoi inizi, risalenti al lontano 1966, quando, poco più che ventenne, gli venne affidato «l’incarico di prelevare gli assegni circolari che furono utilizzati per l’acquisizione dei terreni dove, due anni più tardi, sorse il nucleo originario di quella che oggi è la Portovesme srl»

Ha poi ricordato gli anni del seminario gestito dai Figli di Don Orione, frequentato  fino a pochi anni prima, che gli hanno dato le basi su cui costruire il suo futuro: l’umiltà nell’apprendimento, la costanza nel perseguire gli obiettivi, la determinazione nel sostenere le proprie convinzioni e la Fede, che lo ha sempre sostenuto nei momenti tristi e bui.

I ricordi lo hanno poi portato a citare il rapporto con il rag. Pinna all’ufficio del personale e quello instaurato con Annibale Murgia; le migliaia di persone conosciute, i fuoriusciti dalla miniera e i vecchi operai negli anni ’70, quelli che negli anni ’80 erano considerati le giovani promesse, i neo laureati negli anni ’90 e, infine, tutto il personale attualmente impiegato.

«Sono onorato e grato a Dio del percorso lavorativo che ho compiuto – ha detto Carlo Lolliri -. E’ stato un cammino impegnativo che mi ha visto “crescere” professionalmente, sino a diventare Amministratore delegato e, da ultimo, presidente del Consiglio di Amministrazione di una delle aziende più importanti della Sardegna: la Portovesme srl. Pronunciare questo nome mi procura emozioni forti e difficilmente spiegabili. La Portovesme srl è stata, per me, una sposa fedele a cui ho dedicato la mia esistenza ma che, in cambio, mi ha riempito il cuore e l’animo. E’ stato un rapporto di amore infinito. Mi sento figlio di questa società ma anche padre e madre.»

«Lascio la Portovesme srl – ha detto stamane ai giornalisti -, con una decisione lunga, difficile e travagliata, perché convinto che questa potesse essere l’unica possibile. Sul solco dell’amore che ha caratterizzato il mio rapporto con la Portovesme, ho pensato che fosse giunta l’ora di lasciare che questo figlio, ormai cresciuto, iniziasse il suo cammino di indipendenza, forte di quelli che sono stati gli insegnamenti trasmessi e le esperienze maturate. Lascio una società ormai maggiorenne, matura, in ottima salute. Sono certo che saprà farsi valere nel mondo e saprà vivere il suo futuro in maniera soddisfacente e produttiva. Il mio impegno di questi anni – ha aggiunto Carlo Lolliri – non sarebbe valso a nulla se non fossi stato affiancato, consigliato, coadiuvato nelle mie scelte da tutti coloro che hanno lavorato con indefesso impegno per questa Azienda. Operai, impiegati, quadri e management che si sono avvicendati negli anni della vita della fabbrica, fornendo il loro unico e preziosissimo contributo. Un apporto al quale non si sono sottratti gli imprenditori locali e le loro maestranze, così come gli enti istituzionali: Comuni, Provincia, Regione, che hanno sempre garantito il sostegno e la piena disponibilità al confronto per la risoluzione dei problemi. Un confronto che non è mai mancato con le organizzazioni sindacali che, seppure nello scacchiere strategico dei ruoli si presentassero come antagonisti, si sono sempre caratterizzate come interlocutori affidabili e propositivi, con i quali abbiamo condotto insieme durissime battaglie che hanno consentito di operare la riorganizzazione del lavoro, di ottenere tariffe energetiche competitive, le autorizzazioni per le discariche di Sa Piramide, S’Acqua Sa Canna e Genna Luas.»

«In questi ringraziamenti – ha aggiunto Carlo Lolliri – non posso dimenticare i vescovi e i tanti sacerdoti delle diocesi di Iglesias e Ales Terralba. Un ringraziamento speciale, infine, va alla Glencore. Oggi non staremmo qui a parlare di risultati positivi se non si riconoscesse alla Capo Gruppo il ruolo fondamentale che ha ricoperto nello sviluppo della Portovesme srl. Mai si è tirata indietro nel sostenere economicamente i progetti proposti e ci ha sempre fatto sentire la sua fiducia quando le cose andavano male.

Grazie a tutti voi. Grazie di cuore perché insieme siamo riusciti a realizzare un piccolo miracolo, al quale auguro le migliori fortune.

Vai Portovesme, è giunta l’ora di separarci. Io andrò avanti per la mia strada ma con uno sguardo sempre attento al tuo procedere: tu prosegui per il tuo cammino e sappi che io, per te, ci sarà sempre.»

Nel futuro di Carlo Lolliri, come lui stesso ha annunciato stamane, non c’è la pensione ma un altro progetto, un impegno diretto nel campo dell’economia circolare, definita il futuro per l’industria e per il territorio.

Alla conferenza stampa hanno presenziato alcuni dei più stretti collaboratori, intervenuti per ringraziare e salutare il loro maestro e la loro guida; il sindaco Giorgio Alimonda e l’ex segretario generale della Camera del Lavoro Roberto Puddu che salutando Carlo Lolliri, hanno sottolineato il ruolo avuto in oltre 50 anni nel polo industriale di Portovesme e nel sistema socio-economico del territorio.

Il congedo di Carlo Lolliri dalla Portovesme srl è stato commentato da Chris Eskdale, responsabile della divisione zinco della Glencore.

«Come responsabile della divisione zinco della Glencore – ha scritto Chris Eskdale in una nota – voglio esprimere i miei più sentiti ringraziamenti a Carlo per il lavoro svolto in questi vent’anni alla Portovesme srl. Carlo Lolliri ha avuto il grande merito di amministrare con efficace oculatezza l’Azienda, sostenendo e proponendo scelte, a volte ardue e complesse, che hanno richiesto impegno costante, intelligenza, raziocinio, spesso il coraggio e, qualche volta, anche un pizzico di sana follia.

In tal modo, la Portovesme srl è riuscita a superare i momenti difficili, restando in piedi durante la gravissima crisi economica del 2008 e, al contempo, portando a casa risultati fondamentali che ad altri sarebbero apparsi impensabili.

Oggi lui lascia, a chi rimane, un’Azienda con una struttura solida e in salute, con bilanci ampiamente positivi, proiettata verso un futuro che più solo prevedere dei miglioramenti.

In tutto questo ha giocato a nostro favore la grande capacità di Carlo di affrontare con caparbietà e decisionismo anche le sfide più irte e, senz’altro, un ruolo di primo piano lo ha svolto la sua grande esperienza.

Siamo felici del fatto che Carlo – ha concluso Chris Eskdale – sarà comunque disponibile a fornirci pareri e consigli, qualora se ne presentasse l’eventualità.»

Al termine della conferenza stampa, abbiamo realizzato un’intervista con il ragionier Carlo Lolliri che vi proponiamo.

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10221312476789358/

 

 

 

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Settanta milioni di metricubi di veleni distribuiti da un capo all’altro della Sardegna. Sono le discariche minerarie accumulate dalla seconda metà dell’Ottocento ai giorni nostri davanti alle miniere metallifere ormai abbandonate. Contengono metalli pesanti di ogni varietà e specie, dal piombo all’arsenico, dallo zinco al cadmio. Elementi altamente contaminanti che stanno avvelenando falde, corsi d’acqua, terreni, perfino il mare. Le bonifiche vanno a rilento, ma oggi c’è la possibilità di trasformare il problema in una risorsa. Si chiama economia circolare e consiste nel trattare le discariche per estrarre i metalli di cui sono ancora ricche con il duplice vantaggio di risanare il territorio e avviare nuove attività industriali.
All’economia circolare sarà dedicato il prossimo appuntamento con la Formazione continua dei giornalisti in programma a Carbonia giovedì 5 dicembre prossimo. L’incontro si terrà dalle 14.00 alle 17.00, nella Grande miniera di Serbariu, sede del Centro di documentazione sulla storia locale. Introdurrà il presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti Francesco Birocchi. Interverranno: Sandro Mantega, giornalista, sul tema “L’eredità di discariche tossiche dell’industria mineraria”. Gian Battista De Giudici (Dipartimento di scienze chimiche e Geologiche dell’Università di Cagliari): “L’impatto delle discariche minerarie sull’ambiente e sull’uomo”. Franco Manca (Geologo già presidente Igea): “L’economia circolare : Come trasformare le discariche da problema in risorsa”; Giovanni Tocco (Ingegnere responsabile del settore ambiente del comune di Carbonia): “L’economia circolare applicata ai rifiuti urbani – il caso Carbonia”; Carlo Lolliri (presidente della Portovesme srl): “L’industria e l’economia circolare”.

Ai giornalisti partecipanti andranno tre crediti formativi. Il corso è organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Sardegna in collaborazione con l’Associazione della Stampa Sarda.

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Gli assessori regionali dell’Industria Anita Pili e dei Lavori pubblici Roberto Frongia, hanno partecipato stamane, a Iglesias, ad un incontro con i sindaci del Sulcis Iglesiente (presenti ben 18 su 23), consiglieri regionali (Giorgio Oppi, Michele Ennas, Stefano Tunis e Carla Cuccu), imprenditori e sindacalisti, nella sala consiliare del Municipio.

Dopo l’introduzione del sindaco di Iglesias, Mauro Usai, padrone di casa, si sono sviluppati numerosi interventi, nel corso dei quali sono state sviscerate le varie problematiche del tessuto industriale e non solo, le prospettive di nuovo sviluppo, con l’obiettivo puntato sulla dotazione infrastrutturale del Sulcis e sugli investimenti da realizzare, le criticità legate all’infrastrutturazione primaria, ai problemi relativi alla banda larga e, naturalmente, a tutti gli aspetti legati alla tutela dell’ambiente.

Abbiamo registrato alcuni interventi, che a breve proporremo. Il primo ad intervenire è stato il rag. Carlo Lolliri, dirigente della Portovesme srl.

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10220255875374983/

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10220255913535937/

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10220255953736942/

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10220256018418559/

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10220256196783018/

 

 

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Il candidato governatore del centrodestra, Christian Solinas, ha visitato oggi la Portovesme srl per parlare di lavoro e delle soluzioni per il rilancio del comparto industriale nel Sulcis, un territorio martoriato dalla crisi dove la maggior parte delle aziende ha chiuso i battenti da anni. Di fronte ai rappresentanti sindacali, ai tecnici dello stabilimento e all’amministratore dell’azienda, Carlo Lolliri, ha annunciato un impegno concreto a favore dell’industria sarda: «È necessario – ha sottolineato Christian Solinas – pensare a uno sviluppo che possa convivere con ambiente e turismo. Non si può più trascurare questo importante motore dell’economia del territorio in nome di un ambientalismo spesso di facciata che penalizza il reddito e la sopravvivenza di migliaia di famiglie».

Giusto tutelare l’ambiente «ma altrettanto doveroso salvaguardare lavoro e occupazione: le aziende piccole o grandi – ha sottolineato il senatore e segretario sardista – hanno diritto ad avere delle risposte certe e in tempi accettabili, non si può continuare a essere ostaggio della burocrazia che per concedere un’autorizzazione impiega anni. Così si fanno scappare gli imprenditori. La Regione ha necessità di essere riformata e subito».

Rispondendo alle domande dei lavoratori Christian Solinas ha anche assicurato il suo impegno e del Gruppo Lega -Psd’Az, nelle more della stesura del regolamento di attuazione per la pensione “Quota cento”, «affinché sia riconosciuto il lavoro usurante nel calcolo dei requisiti di accesso anticipato. Di particolare interesse anche le risposte fornite alle rappresentanze sindacali della Portovesme Srl in merito a una nuova strategia di incentivi per il trasporto delle merci da e per la Sardegna».  

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La Regione, i vertici della Portovesme Srl e le organizzazioni sindacali hanno fatto il punto, ieri, a Cagliari, sull’iter per la nuova discarica di Genna Luas.

All’incontro hanno preso parte il capo di gabinetto della Presidenza, Gianluca Serra, l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Donatella Spano, il capo di Gabinetto dell’assessorato dell’Industria, Simone Atzeni, il capo di Gabinetto della Difesa dell’Ambiente, Franco Corosu, la direttrice generale dell’assessorato della Difesa dell’Ambiente, Paola Zinzula. Erano presenti rappresentanti delle organizzazioni sindacali confederali e di categoria regionali e territoriali di CGIL, CISL, UIL, le Rsu aziendali, l’amministratore delegato della Portovesme srl, Carlo Lolliri, i rappresentanti della Confindustria Sardegna Meridionale.

Alla richiesta dei sindacati di un aggiornamento di dettaglio sullo stato del percorso autorizzativo della discarica di Genna Luas, l’assessora Spano ha ricordato gli incontri effettuati in questi mesi nell’ambito della Cabina di Regia istituita lo scorso 1° agosto, strumento che ha favorito le interlocuzioni tra l’assessorato e l’azienda per trovare le soluzioni alle problematiche emerse nel corso dell’istruttoria.

La Portovesme Srl, nel confermare che lo strumento della Cabina di Regia ha fortemente favorito dinamiche di confronto tecnico utili e funzionali alla definizione della procedura, ha comunicato che entro il prossimo 11 dicembre sarà consegnata all’assessorato l’integrazione su ulteriori analisi geologiche. Al termine dell’incontro i rappresentanti della Regione hanno assicurato che sarà data massima priorità alla procedura in corso di valutazione, contenendone al massimo le tempistiche.

Un nuovo incontro tra tutti i soggetti coinvolti si terrà entro il mese di gennaio 2018.

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Gli impianti di produzione della Portovesme srl non si fermano. Lo ha assicurato l’amministratore delegato della società, Carlo Lolliri, al termine dell’incontro con il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Donatella Spano, il direttore generale della Presidenza della Giunta, Alessandro De Martini, il direttore generale dell’assessorato della Difesa dell’Ambiente, Paola Zinzula.
Nel corso della riunione svoltasi questo pomeriggio, convocata dal presidente Pigliaru mercoledì scorso, non appena sono arrivate notizie dalla Conferenza di servizi a Roma, la Regione ha dato massima disponibilità per individuare percorsi idonei a trovare soluzioni funzionali in questo periodo di transizione, fino alla conclusione dell’istruttoria per l’autorizzazione della nuova discarica che resta prioritaria e da esitare nel più breve tempo possibile.
Martedì prossimo si terrà la prima riunione di una task force, guidata dal direttore generale Paola Zinzula e dell’amministratore delegato, Carlo Lolliri, e composta da tecnici regionali e della Portovesme srl.

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Sarà convocata, appena conclusa l’istruttoria, la Conferenza dei servizi per la realizzazione della nuova discarica degli scarti industriali della Portovesme Srl. Entro il mese di maggio l’assessorato all’Ambiente porterà a compimento la procedura di valutazione di impatto ambientale.
Lo ha annunciato questa mattina l’assessore all’Ambiente Donatella Spano sentita in audizione, insieme all’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu, dalla V commissione del Consiglio regionale. Senza un nuovo sito per il conferimento degli scarti di lavorazione, lo stabilimento del Sulcis sarebbe costretto a chiudere i battenti. A rischio, tra dipendenti diretti e indotto, ci sono circa 1.500 posti di lavoro.

«La Regione sta seguendo con la massima attenzione l’iter del procedimento – ha detto Donatella  Spano – siamo consapevoli del ruolo che l’azienda ricopre nel territorio. Proprio per questo, lo scorso ottobre la Giunta regionale ha deliberato l’ampliamento della vecchia discarica di Genna ’e Luas in attesa di definire il nuovo intervento. C’è l’impegno della Giunta a comprimere i tempi e arrivare rapidamente ad una soluzione positiva.»

L’assessorato all’Urbanistica, intanto, ha completato l’istruttoria per il rilascio del parere di competenza da parte dell’Ufficio tutela del paesaggio. «Il documento è pronto – ha detto l’assessore Cristiano Erriu – sarà a disposizione della prossima Conferenza dei servizi».

Prima dei due assessori della Giunta Pigliaru, la commissione Attività produttive ha sentito, in mattinata, anche i vertici della Portovesme Srl e i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil schierati su un unico fronte con la richiesta di tempi certi sulle procedure autorizzative. «Il gruppo Glencore vuole continuare ad operare in Sardegna – ha detto l’amministratore delegato della Portovesme Srl Carlo Lolliri – abbiamo presentato un piano quinquennale che prevede centinaia di milioni di euro di investimenti in nuove tecnologie. La realizzazione della nuova discarica è però indispensabile per poter proseguire l’attività produttiva. Non chiediamo soldi ma risposte chiare sui tempi. Il rischio è che la burocrazia fermi gli impianti. Abbiamo accolto tutte le osservazioni al Piano, entro venerdì presenteremo alla Provincia gli ultimi chiarimenti richiesti su alcuni aspetti non sostanziali. Successivamente, l’ente intermedio trasmetterà tutti i documenti alla Regione per la convocazione della Conferenza di Servizi». Passaggio confermato dal dirigente della Provincia del Sud Sardegna Fulvio Bordignon: «I ritardi sono dovuti in gran parte al passaggio di consegne tra la vecchia Provincia di Cagliari e la nuova del Sud Sardegna – ha detto – ora però siamo pronti. La prossima settimana consegneremo alla Regione la documentazione richiesta. Una volta che l’assessorato approverà il VIA noi procederemo con l’Autorizzazione integrata ambientale».

«Non cerchiamo scorciatoie ma chiediamo che si proceda secondo la legge nel rispetto delle norme ambientali. bisogna liberarsi da visioni personalistiche e preconcette – hanno detto i rappresentanti di Cgil (Tore Cappai), Cisl (Fabio Enne e Francesco Garau) e Uil (Francesca Ticca) – lo stabilimento della Protovesme Srl è l’unico attivo nel Sulcis, il territorio non può sopportare un’altra emergenza occupazionale».

Giudizio condiviso dai consiglieri del Pd Cesare Moriconi e Piero Comandini che hanno chiesto con forza un’accelerazione dei tempi per il rilascio delle autorizzazioni: «Siamo di fronte a un’emergenza, chiediamo che la si affronti con procedure straordinarie visto che ormai siamo fuori tempo massimo – hanno detto Cesare Moriconi e Piero Comandini – la vecchia discarica sta andando ad esaurimento. Ancora pochi mesi e la Portovesme Srl dovrà fermare la produzione con pesanti conseguenze sociali». Ai consiglieri di maggioranza si sono uniti anche quelli di minoranza Giorgio Oppi e Gianluigi Rubiu che hanno ribadito l’importanza dello stabilimento per il Sulcis e chiesto un intervento forte della Commissione nei confronti della Giunta: «I tempi del mondo del lavoro non sono quelli della burocrazia – hanno detto i due consiglieri regionali dell’Udc – occorre recuperare il ritardo. L’idea che la Portovesme Srl possa scappare dal Sulcis ci fa rizzare i capelli».

Al termine delle audizioni, il presidente Luigi Lotto ha preso atto delle rassicurazioni della Giunta e ha assicurato l’impegno della Commissione perché si giunga presto ad una soluzione positiva della vertenza: «La situazione è delicata. Ognuno di noi è obbligato a fare tutti i passi necessari per arrivare a chiudere la pratica in tempi rapidi – ha detto Luigi Lotto – c’è la consapevolezza che occorre agire velocemente senza perdere nemmeno un minuto. La Commissione seguirà con attenzione i prossimi passaggi».

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Questa mattina la commissione “Attività produttive” del Consiglio regionale ha visitato la Portovesme srl, per toccare con mano la difficile situazione dello stabilimento, alle prese con i ritardi nella realizzazione della nuova discarica per lo smaltimento dei residui di lavorazione, l’incertezza sui costi dell’energia, l’assenza di un regime di continuità delle merci. Tre questioni che mettono a rischio il futuro della Portovesme srl, azienda leader nella metallurgia primaria, ultimo baluardo dell’industria pesante in Sardegna e realtà produttiva irrinunciabile per il Sulcis Iglesiente. Questioni da tempo all’attenzione della Commissione “Attività produttive” del Consiglio regionale, i cui rappresentanti hanno prima incontrato le organizzazioni sindacali e, successivamente, l’amministratore delegato Carlo Lolliri. Agli incontri, oltre al presidente della Commissione, hanno partecipato i consiglieri regionali Cesare Moriconi (Pd) e Gianluigi Rubiu (Udc) il capogruppo del Pd Pietro Cocco e il presidente della Commissione Ambiente Peppino Pinna (Udc).

La priorità assoluta, secondo i sindacati, è rappresentata dalla necessità di realizzare una nuova discarica accanto a quella ormai esaurita di Genna ‘e Luas. «Chiediamo alla politica di riprendere in mano la situazione. Non è pensabile che in una partita così importante a prevalere sia la volontà dei funzionari dell’assessorato. Questa è un’azienda con 700 posti di lavoro diretti e 600 nell’indotto, è l’unica industria ancora in piedi in un territorio dove la disoccupazione raggiunge il 38%. Vogliamo davvero correre il rischio che chiuda per questioni burocratiche?»

Non meno importante, ma qui la partita si gioca su altri tavoli, è la questione energetica. «Il prossimo 31 dicembre scadrà il regime di superinterrompibilità per le aziende energivore della Sardegna – hanno ricordato i sindacati – serve un’azione forte nei confronti del Governo perché si arrivi a un accordo con Bruxelles».

Valutazioni condivise dall’amministratore delegato della Portovesme Srl, Carlo Lolliri, che ha illustrato nei dettagli alla Commissione le attività dell’azienda. «Siamo un sito strategico per la produzione metallurgica primaria a livello nazionale – ha detto Lolliri – oltre allo zinco (unica azienda in Italia) produciamo anche piombo, waelz, oro e argento. Non abbiamo problemi di mercato, chiediamo soltanto di poter lavorare nel rispetto delle norme». L’amministratore delegato ha spiegato che senza la realizzazione della nuova discarica gli impianti saranno costretti a fermarsi. «Nel 2015 abbiamo presentato il progetto per il nuovo sito di smaltimento degli scarti di produzione – ha affermato Carlo Lolliri – aspettiamo ancora una risposta. Con la vecchia discarica abbiamo dato un esempio virtuoso nel sistema del trattamento dei rifiuti e, allo stesso tempo, provveduto a bonificare un sito precedentemente compromesso dall’attività mineraria. Siamo da sempre attenti alla questione ambientale».

Sul fronte dell’energia, Carlo Lolliri ha invocato chiarezza: «A oggi, non sappiamo quanto ci costerà l’approvvigionamento energetico nel 2017 e intanto aspettiamo ancora i rimborsi degli anni passati. La questione è fondamentale: in Italia il costo dell’energia è di 50/60 euro a MWh contro i 30 della Spagna, i 31 della Germania e i 32 della Francia. Con questi costi non siamo più competitivi sul mercato. La questione deve essere definita in tempi rapidi. Chiediamo alla Regione di spingere sul Governo per ottenere al più presto una risposta dall’Unione europea».     

Piena disponibilità a lavorare per arrivare a una rapida soluzione è stata assicurata dal presidente della Commissione Luigi Lotto: «La visita allo stabilimento ci ha permesso di conoscere da vicino un’eccellenza del panorama industriale nazionale – ha detto Luigi Lotto – la Portovesme srl è un’industria strategica per la Sardegna. In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo siamo più che mai interessati a salvaguardare ogni posto di lavoro e possibilmente a crearne dei nuovi. Non possiamo permetterci perdite di tempo. La questione della discarica va affrontata senza pregiudizi, per questo chiederemo all’assessore all’Ambiente di venire a riferire in Commissione. Sul fronte energetico, presenteremo le nostre valutazioni alla Giunta e chiederemo che vengano messe in campo tutte le azioni possibili per arrivare a un risultato positivo».

Pieno sostegno all’iniziativa è stato assicurato anche da Gianluigi Rubiu (Udc): «In questa partita non ci sono bandiere. La minoranza assicurerà il suo sostegno. Il territorio non può permettersi di perdere altri posti di lavoro». Soluzioni in tempi rapidi ha invocato anche Pietro Cocco: «C’è la volontà politica – ha detto Pietro Cocco – se i problemi sono tecnici si convochi un tavolo per risolverli». Cesare Moriconi, infine, ha sottolineato l’importanza del ruolo svolto nella produzione metallurgica dalla Portovesme Srl: «Parliamo di un’eccellenza nel panorama nazionale ed europeo – ha detto Cesare Moriconi – un’azienda strategica che può fungere da stimolo per il rilancio delle politiche industriali in Sardegna».

  

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13/11/2012 – 13/11/2015: tre anni fa la Grande Miniera di Serbariu è stato teatro di una delle giornate che hanno segnato la storia recente del Sulcis Iglesiente, conclusasi con la firma del Piano Sulcis, alla presenza dei ministro Corrado Passera e Fabrizio Barca, del sottosegretario Claudio De Vincenti, del presidente della Giunta regionale Ugo Cappellacci e del presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo. Molti hanno sperato che quel giorno potesse segnare il punto di svolta per il rilancio socio-economico del territorio ma oggi, a distanza di tre anni, si può dire che quelle speranze sono andate per lo più deluse e di essere quantomeno in presenza di un allungamento dei tempi che preoccupa non poco per una situazione che è andata via via aggravandosi sempre più.

L’unico vero atto concreto maturato in questi tre anni è stato il decollo della fiscalità di vantaggio per le micro e piccole imprese. Lo stato delle cose è sotto gli occhi di tutti, aggravato nelle ultime ore dall’annuncio dell’amministratore delegato Carlo Lolliri del rischio di chiusura della Portovesme srl.

Per capire ciò che era stato programmato quel 13 novembre di tre anni fa e quindi ciò che è stato fatto e ciò che invece c’è ancora da fare, riproponiamo l’articolo pubblicato nel n° 252 del periodico cartaceo “La Provincia del Sulcis Iglesiente” del 30 novembre 2015, che racchiudeva gli impegni assunti da Governo e Regione con la sottoscrizione del Piano Sulcis.

«Il 13 novembre 2012 è una data destinata a segnare una tappa importante nella storia del territorio del Sulcis Iglesiente. Scelta per ospitare la visita di due ministri, Corrado Passera (Sviluppo economico) e Fabrizio Barca (Coesione territoriale) e di un sottosegretario, Claudio De Vincenti (Sviluppo economico), giunti per affrontare con tutte le altre rappresentanze istituzionali e sociali, dalla Giunta regionale ai 23 comuni della provincia di Carbonia Iglesias, oltre che con organizzazioni sindacali e associazioni delle diverse categorie, è stata vissuta in un clima di grandissima tensione per le manifestazioni di protesta di diverse centinaia di lavoratori di cui scriviamo nella pagina seguente e si è conclusa con un atto concreto: il protocollo d’intesa per la definizione di obiettivi e condizioni generali di sviluppo e l’attuazione dei relativi programmi nel “Sulcis Iglesiente”. Nel corso della giornata, la delegazione governativa ha preso in esame, con gli esponenti delle istituzioni regionale, provinciale e locale, e con le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, le principali problematiche industriali e occupazionali, tra le quali quelle di Alcoa, Eurallumina, Portovesme e Carbosulcis, e le prospettive di sviluppo del territorio.

Le linee-guida del “Piano Sulcis” si sviluppano nel seguente quadro di riferimento (passaggi integrali):

a) salvaguardia del tessuto produttivo attraverso iniziative industrialmente sostenibili con particolare riferimento al settore della metallurgia non ferrosa, in un’ottica di efficientamento energetico, ecologico ed economico. Nell’ambito della strategia energetica nazionale, si procederà al contenimento dei costi per le imprese energivore – secondo quanto disposto dalla normativa europea – in modo da assicurare condizioni di competitività anche per le attività collocate nel Sulcis Iglesiente;

b) realizzazione in un Centro di eccellenza “carbone pulito” nel quadro di un polo tecnologico di ricerca e produzione di energia ecocompatibile all’interno del quale verrà avviata anche una sperimentazione sul CCS (progetto integrato minieracentrale-cattura-stoccaggio Co2);

c) realizzazione delle infrastrutture indispensabili a creare le condizioni per la realizzazione di nuove iniziative settoriali e imprenditoriali;

d) individuazione di nuove prospettive di sviluppo con particolare attenzione alle seguenti macro aree:

• filiera dell’energia pulita e dell’agro-energia eco-compatibile: produzione di apparati, di combustibili, di impianti generatori e connesse attività di ricerca applicata, innovazione e alta formazione. In questo ambito si esprime l’impegno condiviso a favorire nel Sulcis Iglesiente lo sviluppo di una filiera innovativa per lo stoccaggio e la distribuzione di gas naturale, anche in relazione al futuro raggiungimento del territorio sardo da parte del gasdotto Galsi;

• filiera del risanamento ambientale: depurazione del territorio, recupero e trasformazione dei rifiuti, produzione di apparati tecnici e scientifici;

• filiera agro-alimentare peculiare del territorio;

• filiera del turismo con particolare valorizzazione di quello generato da attività nautiche (ospitalità di persone e mezzi, supporti sia tecnici che commerciali) e dalla peculiarità storica e ambientale del territorio (a partire da quella mineraria). In questo ambito Governo, Regione ed Enti locali sono impegnati a dare operatività (sulla base dell’intesa con Regione ed Enti locali soci) alle misure necessarie a dare piena operatività in tempi stretti al Parco Geominerario.

Nella fase di elaborazione dei progetti operativi, queste indicazioni saranno necessariamente intrecciate con le indicazioni nel frattempo espresse dalle istituzioni locali e dalle associazioni operanti nel territorio;

e) definizione di adeguati piani di formazione e riqualificazione professionale con l’obiettivo fondamentale di realizzare collegamenti funzionali ed operativi con i migliori centri di eccellenza (dando priorità a quelli già esistenti nella Regione) per ognuna delle filiere innovative individuate.

f) sviluppo dei centri di ricerca già esistenti sul territorio e realizzazione di un nuovo polo specializzato nelle tecnologie del risanamento ambientale dei suoli e delle acque;

g) definizione di una adeguata governance per la realizzazione, fin dalla fase di progettazione, delle complesse iniziative di cui si compone un piano di sviluppo territoriale.

Entro 60 giorni sarà sottoscritta tra tutti gli Enti interessati una specifica intesa attuativa, in particolare per le questioni di natura autorizzativa. La dotazione finanziaria complessiva del Piano è di circa 451 milioni di euro, così distribuiti. Infrastrutture.

La Regione Sardegna ha già deliberato la realizzazione dei seguenti interventi aventi carattere infrastrutturale:

a) infrastrutturazione energetica dell’area industriale di Portovesme, per un importo pari a 20 milioni di euro;

b) centro di eccellenza energia pulita, per un importo di 8,356 milioni di euro;

c) sistema approdi minerari, per un importo pari a 5,6 milioni di euro;

d) porti di Calasetta e Portoscuso, per un importo di 1,4 milioni di euro;

e) porto di Carloforte, per un importo pari a 2,5 milioni di euro;

f) collegamento idrico Tirso Flumendosa-Sulcis Iglesiente, per un importo di 50 milioni di euro;

g) impianto di depurazione di Sant’Antioco, per un importo pari a 6,6 milioni di euro;

h) collettori fognari di Iglesias, per un importo di 1,2 milioni di euro; per un totale di 95,656 milioni di euro.

I seguenti interventi di natura infrastrutturale, ritenuti invarianti, troveranno copertura sulle risorse programmaticamente disposte dalle delibera CIPE 93/2012 a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione 2007/2013.

Interventi invarianti da individuare:

i) portualità di Portovesme, per un importo di 7 milioni di euro;

j) area franca di Portovesme, per un importo di 1 milione di euro;

k) allargamento della SS 195 nel tratto Carbonia-San Giovanni Suergiu-Giba per un importo di 30 milioni di euro; per un totale di 38 milioni di euro.

Interventi in istruttoria, da valutare congiuntamente alla Regione Sardegna, ai fini della loro eventuale invarianza:

l) sistema portuale turistico Sulcis Iglesiente;

m) porto di Sant’Antioco; per un totale fino a 34 milioni di euro.

Ambiente e bonifiche. Gli impegni già assunti con apposite intese in materia di bonifiche ambientali e di risanamento dei suoli occupati, sottoscritte dalle maggiori imprese operanti nel Sulcis (Alcoa spa, Eurallumina spa, Portovesme srl, ecc.) con le autorità regionali e nazionali competenti, nonché con le organizzazioni sindacali interessate, costituiscono parte integrante del protocollo d’intesa. Ad esse si farà riferimento in sede di attuazione dei piani di intervento in materia ambientale già deliberati o da deliberare.

La Regione Sardegna ha già deliberato il 31 luglio scorso la realizzazione dei seguenti interventi aventi carattere infrastrutturale:

a) bonifiche aree minerarie, per un importo di 53,84 milioni di euro;

b) sito di raccolta valle San Giorgio, per un importo di 27,382 milioni di euro;

c) bonifica ex Sardamag – Sant’Antioco, per un importo di 1 milione di euro.

d) riduzione inquinamento valle rio San Giorgio, per un importo di 31,71 milioni di euro;

e) macro area Montevecchio Levante progetto stralcio sito di raccolta, per un importo di 23,5 milioni di euro;

f) macro area Montevecchio Ponente progetto stralcio sito di raccolta, per un importo di 40,236 milioni di euro; per un totale di 177,668 milioni di euro.

Interventi a sostegno delle filiere produttive.

Per il sostegno alle filiere produttive, la Regione Sardegna gha già deliberato il 31 luglio scorso la realizzazione di interventi per la valorizzazione delle filiere agroalimentari per un importo pari a 10 milioni di euro. Per il finanziamento di investimenti produttivi nell’area del Sulcis, si aggiunge il rifinanziamento dei contratti di sviluppo per 90 milioni di euro a valere vuoi in via straordinaria sulle risorse liberare dal PON SILL 2000/2006 per effetto del decreto del ministro dello Sviluppo economico del 28 settembre 2012, vuoi sull’eventuale ridestinazione in sede normativa, che il Governo auspica, delle risorse versate dalle imprese condannate dalla Commissione Europea per l’indebita fruizione di agevolazioni sulle tariffe elettriche per la quota riferita alle imprese ubicate nell’area del Sulcis. Le risorse assegnate alla Call for Proposal affidata all’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa (Invitalia) per raccogliere idee di sviluppo per il Sulcis, provenienti da contesti anche internazionali, vanno da un minimo di 55,7 milioni di euro ad un massimo di 89,7 milioni di euro. I tempi di attuazione del Piano saranno definiti da un crono-programma predisposto congiuntamente da Governo e Regione. Il protocollo prevede che venga assicurata continuità agli strumenti di tutela ed integrazione al reddito già in essere o in corso di implementazione, e azioni innovative o sperimentali da definire anche con il concorso delle parti sociali e in coerenza con le normative europee vigenti. La tutela del reddito interesserà l’insieme dei lavoratori occupati presso aziende appartenenti ai diversi settori industriali coinvolti nella crisi e l’utilizzo degli ammortizzatori sociali dovrà essere coerente con i tempi di implementazione ed attuazione delle iniziative previste nel Piano Sulcis del protocollo d’intesa. In accordo con le parti sociali verranno esaminati progetti di formazione, riqualificazione professionale e avviamento al lavoro.

La gestione dei complessi sistemi di formazione, riqualificazione e avviamento al lavoro, richiede competenze adeguate, rigore gestionale e reale potere decisionale e, a tal fine, verrà istituita, a carattere sperimentale, una “cabina di regia” affidata a persona con caratteristiche adeguate e capacità manageriale superiore individuate e selezionata di come accordo tra Governo e Regione, sulla base di severi criteri selettivi.

Giampaolo Cirronis

giampaolo.cirronis1@tin.it

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