22 June, 2021
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«Al termine di una serata in cui ho fatto visita all’attività vivaistica di Borore e a diverse aziende agricole site in agro di Sindia che hanno subito ingenti danni nella giornata di lunedì, accompagnata dal direttore generale di Argea dott. Gianni Ibba e dall’amministratore del comune di Sindia Torangelo Pisanu, vorrei esprimere la mia solidarietà e vicinanza a tutti coloro che in varia misura hanno subito gli effetti devastanti di questo infausto evento calamitoso. Solidarietà che si accompagna alla consapevolezza, per ciò che ho potuto vedere con i miei occhi, che il bilancio poteva essere ancora più pesante in termini di rischio per la vita dei nostri operatori agricoli che si sono ritrovati in mezzo a questi eventi.»

Lo scrive, in una nota, Daniela Forma, consigliera regionale del Partito democratico.

«La Regione Sardegna ha appena finito di conteggiare i danni subiti nelle giornate del 10/11 ottobre e già si ritrova a dover fare i conti con questa nuova calamità che ha colpito la fascia occidentale dell’isola – aggiunge Daniela Forma -. Ma, nonostante le difficoltà generali, abbiamo il dovere di manifestare la nostra solidarietà fattiva a chi è stato colpito da questi eventi. Per questa ragione proporrò con apposito emendamento che nella prossima Finanziaria venga incrementato il Fondo per gli eventi calamitosi di modo che – conclude Daniela Forma – si riesca ad intervenire anche con fondi regionali per dare ristoro, anche se parziale, a chi ora si sta rimboccando le maniche e sta cercando di rendere nuovamente operative le proprie attività.»

I consiglieri regionali del Partito Democratico Daniela Forma e Pietro Cocco hanno presentato questa mattina in Aula un’interpellanza con la quale chiedono alla Giunta regionale che il ministero delle Politiche agricole dia rassicurazioni sulla tempistica necessaria al riconoscimento in capo ad ARGEA Sardegna dei requisiti per l’esercizio delle funzioni di soggetto pagatore. Con la richiesta che ciò possa compiersi quanto prima e comunque entro l’anno.La Regione Sardegna ricorda Daniela Forma – ha ottemperato a tutti gli adempimenti sottesi alla richiesta di riconoscimento della Agenzia regionale Argea quale organismo pagatore, inoltrando istanza al Ministero delle Politiche agricole ai primi dello scorso mese di agosto. Risulta però necessario che lo stesso Ministero dia precise rassicurazioni sulla tempistica che richiederà la verifica del rispetto dei criteri previsti dall’Allegato I del regolamento della Commissione europea n. 907 del 2014 che stabilisce le condizioni per il riconoscimento degli organismi pagatori. La possibilità, infatti, che la Regione Sardegna – aggiunge Daniela Forma – possa occuparsi direttamente, quanto prima, non solo dell’istruttoria ma anche delle procedure di liquidazione e pagamento degli aiuti agricoli risulterebbe una grossa opportunità per l’intero sistema agricolo regionale. Parliamo – prosegue Daniela Forma – dell’erogazione di circa 400 milioni di Euro annui di finanziamenti Comunitari e di circa 150 milioni di Euro annui di cofinanziamento nazionale per lo sviluppo rurale. Risulta perciò di fondamentale importanza, in questa fase, sostenere l’azione della Giunta regionale nella sua azione di interlocuzione e di pressing nei confronti del ministero delle Politiche agricole affinché si concretizzi entro l’anno questo fatto importantissimo per la nostra economia regionale in cui il settore agricolo ed agroalimentare ricoprono un ruolo di primo piano. L’assessore regionale dell’Agricoltura Pier Luigi Caria – conclude Daniela Forma – dopo aver ripercorso il lavoro portato avanti in questi ultimi due anni ha riconosciuto l’urgenza che si ottenga questo risultato nei tempi sollecitati ed ha garantito il massimo impegno istituzionale perché ciò avvenga”.

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La consigliera regionale del Partito Democratico Daniela Forma chiede alla Giunta regionale che il ministero delle Politiche Agricole dia rassicurazioni sulla tempistica necessaria al riconoscimento relativo alle procedure di verifica in capo ad ARGEA Sardegna dei requisiti per l’esercizio delle funzioni di soggetto pagatore. Ed auspica che ciò possa compiersi quanto prima e comunque entro l’anno.

«La Regione Sardegna – dice Daniela Forma – ha ottemperato a tutti gli adempimenti sottesi alla richiesta di riconoscimento della Agenzia Regionale ARGEA quale organismo pagatore, inoltrando istanza al ministero delle Politiche agricole ai primi dello scorso mese di Agosto. Risulta però necessario che lo stesso Ministero dia precise rassicurazioni sulla tempistica che richiederà la verifica del rispetto dei criteri previsti dall’allegato I del Regolamento della Commissione europea n. 907 del 2014 che stabilisce le condizioni per il riconoscimento degli organismi pagatori. La possibilità, infatti, che la Regione Sardegna possa occuparsi direttamente, quanto prima, non solo dell’istruttoria ma anche delle procedure di liquidazione e pagamento degli aiuti agricoli risulterebbe una grossa opportunità per l’intero sistema agricolo regionale.»

«Risulta perciò di fondamentale importanza – prosegue Daniela Forma – che il ministero delle Politiche Agricole che ha provveduto solamente una decina di giorni fa ad affidare l’incarico alla società che dovrà eseguire l’esame di pre-riconoscimento garantisca la chiusura delle procedure di riconoscimento entro l’anno. In questo modo la Regione Sardegna potrà assumere la piena responsabilità della tempistica dei pagamenti degli aiuti in Agricoltura oltre che la responsabilità dell’istruttoria e quindi della correttezza delle procedure. Siamo ad un passo da un fatto importantissimo per la nostra economia regionale in cui il settore agricolo ed agroalimentare ricoprono un ruolo di primo piano. Per queste ragioni – conclude Daniela Forma – dobbiamo esercitare un forte pressing nei confronti del ministero delle Politiche Agricole e il deposito di questa interpellanza invita il Presidente e la Giunta ad andare in questa direzione, forti del sostegno e dell’input del Consiglio regionale.»

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«Le ripercussioni che si avrebbero in Sardegna con l’applicazione dei parametri previsti dalla riorganizzazione delle sedi territoriali INPS non sarebbero certo funzionali al mantenimento di un efficiente servizio dell’Ente previdenziale nazionale in un contesto socioeconomico così provato come quello sardo e con peculiarità orografiche e demografiche che non sono minimamente comparabili con il resto del territorio nazionale.»

Lo dice la consigliera regionale Daniela Forma (Pd), dopo l’assemblea, presieduta dal presidente del Consiglio regionale, che si è tenuta oggi unitamente ai capigruppo, ai Sindaci dei comuni interessati dalla perdita della sede, ai sindacati, ai rappresentanti datoriali, ai comitati provinciali INPS e alla direttrice regionale dell’INPS.

«Bene ha fatto quindi il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau – aggiunge Daniela Forma – ad invitare tutti i soggetti maggiormente coinvolti da questa riorganizzazione per affrontare unitariamente queste settimane delicate nelle quali la Direzione regionale è chiamata a formulare una proposta organizzativa che tenga conto dei parametri indicati erga omnes dalla Direzione nazionale dell’INPS. Ritengo che in questa battaglia – conclude Daniela Forma – la Regione Sardegna non debba essere lasciata sola da un Governo nazionale che dovrebbe comprendere quanto sia differente il nostro contesto regionale rispetto al resto della Penisola e dovrebbe perorare le nostre rivendicazioni di mantenimento dei servizi dell’ente previdenziale nazionale:»

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La consigliera regionale del Partito Democratico Daniela Forma ha rassegnato al presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, le proprie dimissioni dalla commissione d’inchiesta sulle vicende relative alle politiche industriali nell’area di Ottana.

Lo ha fatto con una lettera argomentata nella quale ricorda come – fin dall’insediamento della stessa Commissione, avvenuto a Luglio inoltrato – avesse rappresentato le sue perplessità sull’avvio dei lavori su un oggetto così complesso e delicato a pochi mesi dal termine della Legislatura.

«Ritengo che su Ottana, luogo simbolo del disagio e del disastro industriale delle zone interne – scrive Daniela Forma nella sua lettera di dimissioni – ci sia già stato troppo sciacallaggio e non ne meriti quindi di ulteriore in questa delicata fase elettorale. Il Consiglio regionale in tutti questi anni ha a più riprese sensibilizzato e responsabilizzato il Presidente e la Giunta regionale affinché dedicassero alle vicende di Ottana e di tutta la Sardegna Centrale un’attenzione particolare che si è da ultimo concretizzata nella costituzione di una cabina di regia unitaria e di importanti risorse che stiamo mettendo a disposizione del territorio, in sinergia con le rappresentanze istituzionali ed il parternariato socio-economico locale. Personalmente ho inoltre intrapreso una costante battaglia sulle questioni sanitarie e ambientali legate al sito in oggetto che, faticosamente, ho provato a portare avanti con serietà, lontano dalle scadenze elettorali.»

«Questo lungo percorso poteva essere, a mio avviso, rafforzato dai lavori – anche se tardivi – della nostra Commissione di Inchiesta su Ottana che, per il tramite di una relazione conclusiva, sentiti tutti i soggetti portatori di interesse e in grado di poter offrire un contributo informativo, avrebbe potuto colmare alcuni punti oscuri sulle vicende del sito industriale in oggetto. Ma la smania di far trapelare notizie ad impatto, peraltro anche datate e già conosciute, non credo sia funzionale alla causa e al lavoro di cui ci siamo fatti carico, specie in un momento in cui è già avviata la campagna elettorale per le prossime imminenti elezioni regionali. Pertanto – conclude Daniela Forma – ribadisco la mia indisponibilità a continuare a far parte della Commissione di inchiesta su Ottana.»

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La commissione Sanità, presieduta da Raimondo Perra (Cps) ha aggiornato i propri lavori a giovedì alle 10.00 per conoscere il Programma sanitario triennale 2018-2020 che sarà illustrato dall’assessore Luigi Arru e dal direttore generale dell’assessorato Giuseppe Sechi.

La commissione ha condiviso una proposta formulata dal consigliere del Pds Augusto Cherchi che, prendendo la parola ad inizio seduta sull’ordine dei lavori, ha sottolineato che «il Piano rappresenta lo strumento fondamentale di programmazione in materia sanitaria (che doveva essere approvato dalla Giunta entro il 31 dicembre del 2017) attraverso il quale il Consiglio esercita i suoi poteri di controllo economico, finanziario e di merito».

Per l’opposizione, il consigliere dell’Udc, Giorgio Oppi, ha precisato che, in riferimento alla rete ospedaliera, «sarà necessario effettuare una comparazione fra le previsioni del Piano, il progetto votato dal Consiglio e agli atti successivi adottati dalla Giunta e dal Direttore generale dell’Ats».

All’ordine del giorno dei lavori di giovedì saranno inserite anche tre risoluzioni, sinteticamente illustrate dai proponenti: Luca Pizzuto (Art. 1 – Sdp) sulla rete oncologica, Emilio Usula (Misto) sulla terapia Vsn (stimolazione del nervo vago) per il contrasto all’epilessia e Daniela Forma (Pd) sul modello organizzativo dell’Areus.

Sono state unificate, infine, le tre proposte di legge presentate in materia di gioco d’azzardo.

 

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La consigliera regionale del Partito democratico Daniela Forma interviene dopo l’approvazione definitiva in 1ª Commissione del testo unico per la regionalizzazione dei dipendenti dell’Agenzia Forestas in assenza peraltro del parere della Commissione Bilancio e, unica ad avere espresso voto contrario, rappresenta le ragioni che ha portato all’attenzione della commissione Riforme ed Enti locali del Consiglio regionale. «Ho manifestato fin dalla prima ora – dichiara Daniela Forma – la mia ferma contrarietà ad una operazione immane che prevede l’inserimento dei circa 4.200 dipendenti a tempo indeterminato dell’Agenzia Forestas, ai quali viene applicato il Contratto Collettivo Nazionale dei Forestali, nel comparto di contrattazione del personale dell’Amministrazione regionale cui si applicano le disposizioni della legge regionale n. 31 del 1998. Non solo ritengo che l’attuale inquadramento sia quello che maggiormente risponde all’attività istituzionale della nostra Agenzia – che risulta essere composta principalmente da operai forestali e non da amministrativi – ma ritengo anche che questo passaggio metterà ancora di più a rischio i soggetti più deboli all’interno dell’Agenzia Forestas, vale a dire i cosidetti Semestrali. Ho ribadito in più occasioni – prosegue Daniela Forma – che la discriminazione dei circa 1.250 Semestrali che non possono essere contemplati nel provvedimento sarebbe stata non solo una “discriminazione di categoria” ma anche una “discriminazione territoriale” dato che la quasi totalità dei cosiddetti Semestrali provengono dalla Sardegna Centrale: n. 390 sono del Nuorese, n. 470 dell’Ogliastra e n. 270 dell’Oristanese. Per tali ragioni – conclude Daniela Forma – ho espresso il mio voto contrario ad un provvedimento di legge che ritengo non opportuno e foriero di ulteriori discriminazioni all’interno del sistema regionale e della stessa Agenzia Forestas».

 

 

 

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Il consigliere regionale di Forza Italia Edoardo Tocco sollecita il varo di una legge che imponga la bonifica delle strutture pubbliche, dalle scuole agli uffici. La realizzazione di nuovi impianti di inertizzazione dell’amianto, utili a rimuovere le discariche abusive, con la possibilità di effettuare la micro raccolta di piccole quantità di eternit che i cittadini possono conferire ai Comuni. Un censimento sull’intero territorio regionale delle aree da risanare per eliminare i rischi derivanti dalle polveri disperse nell’ambiente. A rendere chiari i ritardi della Sardegna sulla cancellazione dei pericoli derivanti dalla fibra killer l’associazione regionale degli ex esposti amianto, con il presidente Giampaolo Lilliu che ha illustrato le criticità sull’emergenza dovuta alle coperture in cemento amianto. Un summit per dipingere un quadro drammatico, davanti alla platea dei consiglieri regionali Antonio Solinas (responsabile commissione ambiente), Raimondo Perra (portavoce del parlamentino che si occupa di sanità), Mario Tendas e Daniela Forma. A sovrintendere la seduta il presidente della commissione d’inchiesta sull’amianto Edoardo Tocco: «Abbiamo davanti un’emergenza difficile da affrontare senza progetti ben definiti. Secondo i dati forniti nell’Isola non basterebbero duemila campi da calcio per racchiudere i siti contaminati dalle coperture con lastre in cemento amianto, con tantissime strutture pubbliche deturpate dalla presenza della fibra killer. A partire dalle risorse – aggiunge Edoardo Tocco – con un pacchetto pari a 64 milioni di euro in cinque anni che permetterebbero di avviare un percorso virtuoso, che possa cominciare dalla mappatura dei territori contaminati sino all’approvazione di una legge per prescrivere il risanamento dei siti contaminati dalla presenza delle lastre».

La road map della commissione d’inchiesta è tratteggiata dal presidente: «Abbiamo l’onere di promuovere delle strategie che possano spingere a soluzioni in grado di migliorare lo stato di salute dei nostri centri urbani, con l’eliminazione dei potenziali pericoli per l’ambiente e le condizioni sanitarie dei cittadini – conclude Edoardo Tocco -. Non sono più rinviabili provvedimenti di contrasto contro la diffusa presenza dell’amianto in Sardegna, con la costruzione di sistemi per la rimozione degli immondezzai abusivi con lastre di eternit disseminate nelle campagne».

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«Abbiamo appreso dalle segnalazioni di alcuni cittadini che, recentemente, sono state emesse dal Gestore unico ABBANOA bollette relative al periodo 2012-2018 nella città di Alghero con le quali si richiede il pagamento di somme dovute per un ammontare medio di circa 1.800 euro procapite. Secondo il Gestore unico del servizio idrico, si tratterebbe di spese determinate dalla presenza di perdite occulte e di altri consumi anomali. Appare evidente che tale richiesta sia percepita come una pesante vessazione nei confronti del consumatore finale operata da parte di chi gestisce un servizio primario come l’erogazione dell’acqua

Daniela Forma e Raimondo Cacciotto, consiglieri regionali del Partito Democratico, hanno accolto le istanze dei cittadini e, valutato attentamente l’accaduto, hanno presentato un’interrogazione in Consiglio regionale.

«La Carta del Servizio Idrico Integrato – precisano Daniela Forma e Raimondo Cacciotto – prevede chiaramente che ABBANOA debba provvedere alla lettura periodica dei consumi e debba conseguentemente fatturare almeno due volte l’anno. Con tale frequenza, qualora il consumatore dovesse rilevare delle difformità, avrebbe tutto il tempo di porvi rimedio. A seguito invece di una fatturazione anomala relativa ad un periodo di ben sei anni, come nel caso di Alghero, l’utente finale si trova a dover pagare somme ingenti, peraltro difficilmente accertabili su un intervallo così ampio, e di essere soggetto alla sospensione della fornitura con rimozione o blocco del contatore in caso di morosità. Un tale disservizio non è concepibile anche perché i costi eccessivi delle bollette pervenute, rischiano di mettere in seria difficoltà le famiglie, soprattutto quelle che versano in condizioni economiche non floride.»

«È proprio in considerazione di queste ragioni – concludono Daniela Forma e Raimondo Cacciotto – che abbiamo presentato una interrogazione al presidente della Regione Sardegna e all’assessore regionale dei Lavori pubblici per sapere se intendano intervenire sulla vicenda, nonché richiedere una dettagliata verifica dei consumi reali e delle eventuali anomalie riscontrate, e ciò al fine di accertare se le somme dovute siano realmente imputabili al consumatore finale o se non siano, invece, il risultato di un disservizio attribuibile alla sola ABBANOA S.p.A. e di cui il gestore dovrebbe farsi carico

Daniela Forma.

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La commissione Sanità presieduta da Raimondo Perra (Cps) ha ascoltato l’assessore della Sanità Luigi Arru sui risultati del tavolo di monitoraggio Stato-Regione sull’attuazione del Dm 70 e della nuova rete ospedaliera regionale.

Nella sua relazione Luigi Arru, dopo aver ricordato che il suo assessorato ha sempre messo a disposizione di tutti i documenti sui rapporti fra ministero della Salute ed assessorato, ha precisato che «le interlocuzioni in corso riguardano il livello tecnico e sono gestiti dalla rispettive direzioni generali, casomai sono altri che hanno voluto trasferire questo confronto sul piano della politica». «Noi – ha ribadito Luigi Arru – abbiamo sempre agito nel rispetto della legge in un’ottica di leale collaborazione ed anche, nello specifico, per poter accedere ad un finanziamento di 250 milioni destinato alla riqualificazione delle nostre strutture sanitarie».

Sul punto riguardante le disposizioni del Dm 70 (la norma quadro in materia sanitaria) e le specificità della Sardegna, l’assessore ha affermato che «le deroghe introdotte, peraltro previste dall’art. 3 dello stesso Decreto, sono state molto significative perché, se avessimo applicato il Decreto integralmente, in Sardegna sarebbero sopravvissute solo le grandi medie strutture, e forse non tutte». Ma c’è di più, ha aggiunto: «sul piano tecnico abbiamo già pronte le controdeduzioni fondate sostanzialmente su alcuni aspetti strategici, dalla nostra proposta di trasformare i presidi sanitari in strutture cui fanno capo diversi stabilimenti alla tempistica della cura delle cosiddette patologie tempo – dipendenti che, ad appena 3 mesi dall’entrata in servizio dell’elisoccorso, è praticamente dimezzata, oltre alla specializzazione delle strutture in eccesso attraverso un piano di investimenti. Siamo perciò molto fiduciosi sull’esito del confronto – ha concluso Luigi Arru, – fermo restando che se dovesse esaurirsi questa fase la parola passerà alla politica».

Nel lungo dibattito seguito alla relazione di Luigi Arru hanno preso la parola i consiglieri regionali Augusto Cherchi del Pds, Daniela Forma, Luigi Ruggeri e Rossella Pinna del Pd, Michele Cossa dei Riformatori Sardi, Luca Pizzuto di Art. 1 – Sdp, Giorgio Oppi dell’Udc, Edoardo Tocco di Forza Italia ed Emilio Usula del Misto.