29 March, 2026
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L’assessore regionale del Lavoro, Alessandra Zedda, stamane ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione del Centro per l’Impiego di Teulada.

«L’apertura del Centro per l’Impiego di Teuladaha detto Alessandra Zedda è particolarmente importante sia per quanto concerne la posizione territoriale, che risulta decentrata rispetto alle principali città, sia perché gode di una forte vocazione imprenditoriale specialmente nel comparto dell’enogastronomia e del turismo.»

«La Regione conferma il proprio impegno, grazie alla stretta collaborazione di Aspal e delle istituzioni, verso un tema di fondamentale rilevanza che è quello delle politiche attive del lavoro. Un impegno ha aggiunto l’assessore regionale del Lavoroche si declina con interventi diretti mirati a salvaguardare l’occupazione dei sardi.»

Alla cerimonia di apertura della sede hanno partecipato anche il direttore generale dell’Agenzia sarda per le Politiche attive del Lavoro, Massimo Temussi ed il sindaco del paese, Daniele Serra, che hanno avvalorato l’importanza dei Centri per l’Impiego, specialmente nei territori con limiti logistici, come valido strumento del sistema regionale di orientamento, volto a favorire il successo scolastico, formativo e occupazionale dei cittadini.

«Una sinergia di intenti con l’amministrazione comunale e con il pieno coinvolgimento delle imprese locali, a sostegno di aziende e inoccupati, o lavoratori stagionali, al fine di accrescere la cultura imprenditoriale del territorio concentrando gli sforzi su formazione e riqualificazione occupazionale e sull’incentivazione all’accesso al mondo del lavoro per i cittadini del territorio. Questo l’obiettivo del Centro che mira a creare auto impresa anche attraverso i finanziamenti previsti nei bandi indetti dalla Regione, favorendo in questo modo il rilancio dello sviluppo economico e sociale», ha concluso Alessandra Zedda.

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Dal 1° al 4 ottobre con tre giorni di PreFiera (28-29-30 settembre) torna la Fiera del Libro di Iglesias, giunta alla sua quinta edizione, eccezionalmente in autunno e non nelle canoniche date di aprile, a causa dell’emergenza sanitaria.
In parte ridisegnata nel rispetto rigoroso delle normative in materia anti-contagio, sarà una settimina (tre + quattro) dedicata al libro e alla promozione della lettura, diffusa nel centro storico di Iglesias (piazza Municipio, Pichi e La Marmora) con un ricco programma di incontri, masterclass di formazione professionale, mostre, dibattiti, tavoli tecnici, che si succederanno nel corso delle giornate, e saranno incentrati sul tema della Fiera che quest’anno è “La Parola crea Mondi”: il potere della Parola di creare, plasmare e distruggere la realtà.
Quest’anno saranno cinque i comuni partner della Fiera: Iglesias, Gonnesa, Portoscuso, Santadi, Zeddiani, ospiti nella giornata inaugurale, insieme a rappresentanti dell’assessorato della Cultura della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna, e della Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias. Molte le associazioni di rilevanza nazionale, tra cui la FASI Federazione Associazioni Sarde in Italia, Circolo Sardo Sant’Efisio di Torino, Associazione Le Nuvole Barcellona, Fidapa sezione di Iglesias, Casa Emmaus e l’Associazione Elda Mazzocchi Scarzella con un progetto di raccolta libri a favore delle biblioteche dei  Giardini Possibili, i Musei di Monte Arci, Museo Aquilegia, e il Parc dei Cavallini della Giara; e il Consorzio turistico per l’Iglesiente.
Gli ospiti. Si parte il 1 ottobre a Iglesias con Antonio Manzini (Sellerio) che dialogherà con Piergiorgio Pulixi, il 2 ci sarà Andrea Marcolongo con il nuovo libro in anteprima (“La Lezione di Enea” Laterza), Giuseppe Civati (People) il 3 e Gianluca Ales (Round Robin/SkyTg24) domenica 4.
Tra i molti altri autori: Gianmichele Lisai (NewtonCompton), Roberta Balestrucci (Gallucci), ed alcuni autori del libro dell’estate, la raccolta di racconti “Giallosardo” (PIEMME) tra cui Ciro Auriemma e Francesco Abate protagonista dell’incontro di Radiofiera del 2 ottobre. Annarita Briganti (Cairo editore, Repubblica) con la sua ultima opera Alda Merini l’Eroina del caos sarà protagonista dell’incontro che si terrà il 30 settembre all’Antica Tonnara Su Pranu di
Portoscuso.
Particolare attenzione sarà dedicata alla formazione, con quattro masterclass – una per giornata – tenuti da grandi professionisti: Piergiorgio Pulixi, Luigi Sanciu, Daniela Aretino e Stefano Lamorgese.

Spazio particolare sarà dedicato al giornalismo d’inchiesta, con l’inaugurazione della prestigiosa partnership con il Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo under 30, per la prima volta in Sardegna, rappresentato dal vice-presidente, giornalista e redattore di Report Stefano Lamorgese.
L’area tematica Graphic Novel, diretta da Daniele Mocci, vedrà la partecipazione delle Chine Vaganti e una mostra a cura dell’artista Daniele Serra.
Torna inoltre La Casa degli Autori in Fiera, uno spazio libero e aperto al pubblico, di interazione, incontro e scambio per tutti coloro che abbiano pubblicato un’opera e vogliano farla conoscere.
E torna AltaVoce (seconda edizione) con un cast di lettori che si esibiranno sul palco del teatro Electra.
Grande spazio sarà dedicato all’interazione con i lettori dell’ArgoCircolo Letterario In Libro Veritas che dalla sezione di Iglesias ha già aperto una seconda sezione a Gonnesa e si appresta ad arrivare anche a Portoscuso; e dell’ArgoCircolo Letterario Fantadìa (per i più piccoli) a cura di Erika Carta e Sara Porru con eventi web e dirette nei giorni della Fiera.
Incontri professionali di rilievo, dedicati all’editoria in Sardegna con la partecipazione degli editori Condaghes e S’Alvure, e al “Fare RETE” con la partecipazione di Marco Belli per Elba Book Festival, Aldo dalla Vecchia per GialloGarda (fondatori e partner nella RetePYM di fiere e festival che ha visto la luce proprio nel corso della terza edizione della Fiera del Libro di Iglesias); e Francesca Spanu per il Festival del Monreale.
Evento di chiusura la Favola Sinfonica “Pinocchio” eseguita dalla Banda Verdi di Iglesias.
La vera novità dell’anno saranno i mezzi di diffusione degli eventi: vecchi e nuovi.
Dalle dirette web sui canali social dell’Associazione Argonautilus, a RADIOFIERA (con due appuntamenti quotidiani in diretta dalle frequenze di Radio Arcobaleno Iglesias), alla filodiffusione per le vie della città. Molti modi diversi per restare sempre in contatto con quanto succede alla Fiera del Libro di Iglesias.
La Fiera del Libro di Iglesias® è un progetto dell’Associazione ArgoNautilus.
È parte del Maggio dei Libri (iniziativa di promozione della lettura del Cepell secondo gli auspici del ministero per i Beni e le Attività Culturali) ed è valsa a Iglesias il titolo di Città che Legge.

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«Ho ricevuto per le vie brevi dal Comando del Terzo Reggimento Bersaglieri che una persona inquadrata nei reparti è risultata positiva al test Covid-19.»

Lo si legge in una nota diramata dal sindaco di Teulada, Daniele Serra.
«La stessaprecisa il primo cittadino è attualmente in isolamento presso la Caserma Salvatore Pisano. La situazione è sotto controllo ed è seguita dal personale sanitario militare e dall’Autorità Sanitaria Regionale.»

Antonio Caria

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Proseguono a Teulada le attività relative al rilascio della parte di arenile della spiaggia di Portu Tramatzu precedentemente ad uso esclusivo dell’Esercito, nell’ambito di quanto stabilito nel protocollo d’intesa firmato tra ministero della Difesa e Regione Autonoma della Sardegna nel dicembre 2017.

In particolare oltre alla piena fruizione al pubblico come spiaggia libera, già possibile dall’estate 2018, proseguono le operazioni di messa in sicurezza per rimuovere definitivamente le cabine insistenti sull’arenile utilizzate in passato, durante il periodo estivo, dal personale civile e militare di stanza a Capo Teulada. Le operazioni di ripristino sono a cura del personale e mezzi del 1° Reggimento Corazzato e del 5° Reggimento Genio della Brigata “Sassari” che interverranno per la demolizione delle cabine e lo smaltimento delle macerie, per rendere completamente fruibile e in sicurezza alla popolazione l’intero arenile. Peraltro, proprio dallo scorso 1° ottobre, in costante sinergia d’intenti con l’Amministrazione teuladina, l’Esercito ha provveduto alla bonifica sistematica, così previsto dalla vigente normativa, sia della porzione di territorio interessato sia del prospiciente specchio di mare (quest’ultima attività grazie agli specialisti della Marina Militare).

Il sindaco di Teulada, Daniele Serra, ha espresso «soddisfazione per il risultato ottenuto, frutto della condivisione di intenti e della collaborazione istituzionale sui vari livelli. Rappresenta peraltroha concluso Daniele Serraun esempio concreto e tangibile di mantenimento degli impegni presi a beneficio dell’armonizzazione e del riequilibrio tra le aspettative e le istanze della comunità civile e le necessità legate alla presenza dell’Esercito».  

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Nel 2020 ricorrono a Teulada i compleanni di dieci centenari, uno ogni 350 abitanti, su una popolazione di 3450. E’ un record che supera quello del 2012, quando vi furono di sette centenarie, solo donne, due delle quali, Giovanna Putzu e Bardilia Marras, decedute rispettivamente nel 2015 e nel 2018, all’età di 107 e 106 anni compiuti.
La presenza di tanti centenari è nota agli studiosi: nel 2014 l’equipe che individuò la zona Blu dell’Ogliastra (i professori G.M. Pes e M. Poulain), ha compiuto una missione in loco per studiare la documentazione anagrafica e tuttora segue l’evoluzione della longevità nel paese. Teulada, d’altra parte, negli ultimi decenni ha visto il succedersi di circa 40 anziani che hanno superato il secolo di vita, una tendenza che trova conferma nella storia del Comune, con dati in questo senso dai primi del 1700, grazie a questa statistica Teulada si colloca all’apice della classifica della longevità studiata da demografi, genetisti e nutrizionisti.
«Siamo molto lieti di poter dare questa notizia proprio in un anno così difficile per l’Italia, i cui anziani sono stati duramente colpiti dalla pandemia da Covid-19 dice il sindaco Daniele Serra -. Ci sentiamo ancora più in dovere di rispettare, tutelare e sostenere questo patrimonio di vita e conoscenza, attraverso la rete di solidarietà familiare e l’approccio comunitario che caratterizzano ancora questa parte di Sardegna e che consideriamo un bene prezioso, da consolidare e di cui speriamo di poter rendere partecipi tutti i nostri visitatori.»
Il comune di Teulada ha da tempo avviato un percorso di valorizzazione di tale peculiarità e partecipa attivamente agli studi sul fenomeno della longevità e a convegni di studio, conferenze e proiezioni dedicate alla vita pastorale di ieri e di oggi, che tanta parte ha avuto nella salute delle generazioni teuladine.
«Ci auguriamoconclude il sindaco Daniele Serradi ricevere maggiori attenzioni dalle Istituzioni deputate allo studio della genetica locale e del sistema delle diete alimentari, su cui stiamo facendo approfondimenti. Speriamo che Teulada possa entrare presto a pieno titolo nella mappa delle Zone Blu della longevità, al pari dell’Ogliastra.»
Dati dei centenari del 2020:
Elisetta Urru (1915);
Pietrino Culurgioni e Emanuele Garau (1917);
Ignazia Ledda e Speranza Uccheddu (1919);
Salvatore Angioni, Rosa Virdis, Carmela Marongiu, Purifica Cuccu e Maria Piras (1920).

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Preoccupa la situazione di 6mila 574 imprese sarde legate al turismo. A dare l’allarme è l’ufficio studi di Confartigianato Sardegna tramite il dossier “Imprese e valore artigiano in Sardegna”, che ha analizzato i comparti sardi del turismo e dell’artigianato attraverso i dati Istat, Unioncamere e Movimprese del 2019.
«Le piccole e medie realtà cominciano a percepire gli effetti economici, diretti e indiretti, della paura da Coronavirus, con la conseguente contrazione del giro d’affarihanno dichiarato Antonio Matzutzi e Daniele Serra, presidente e segretario regionale di Confartigianato Imprese Sardegnae sono fortemente preoccupate per le conseguenze dell’onda lunga che il virus potrà avere sull’economia regionale.»
«Da ogni parte della nostra regione – hanno aggiunto Antonio Matzutzi e Daniele Serra continuiamo a ricevere quotidiane segnalazioni di rallentamenti o assenza di ordinativi, o della mancanza di clienti, soprattutto da quelle attività che lavoravano in simbiosi con alberghi e strutture turistiche. In ogni caso, vogliamo essere postivi e crediamo che la stagione possa essere recuperata, almeno in parte con una importante campagna di comunicazione che accompagni il turista in tutti i 12 mesi, che faccia conoscere ancora di più i prodotti artigianali dell’agroalimentare e del tipico tradizionale, e che ampli le possibilità di svago da offrire ai turisti, tutto sempre nel massimo rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza. Di questo parleremo presto con l’assessore regionale dell’Artigianato, Gianni Chessa, per condividere con lui questa nostra idea di ripartenza anche dal turismo legato all’artigianato.»
«Il viaggiatore, infatti, non si accontenta più di ricordare il proprio viaggio hanno ribadito Antonio Matzutzi e Daniele Serrama desidera delle esperienze autentiche da condividere e raccontare ed essere protagonista attivo, entrando in sintonia con la storia, la cultura e tradizioni del luogo che visita. E quindi le persone, gli stili di vita, gli oggetti quotidiani e i sapori si integrano perfettamente sia nel “turismo esperienziale” e con le nuove disposizioni sul distanziamento sociale.»
A detta dell’associazione artigiana, una possibile soluzione è un progetto che possa riunire le eccellenze artigiane e le tipicità artistiche e agroalimentari di tutto il territorio sardo.
«L’attuale difficoltà delle piccole e medie imprese dovuta dall’emergenza sanitaria è sotto gli occhi di tutti – hanno concluso Antonio Matzutzi e Daniele Serraper questo è necessario mettere in campo qualsiasi iniziativa per rilanciare l’artigianato locale, ovvero mettere al centro della proposta turistica la “piccola” bottega per valorizzare l’autenticità e le bellezze dei nostri territori. C’è bisogno che i due “mondi” si contaminino a vicenda che offrano esperienze originali, uniche e irripetibili. E’ necessario trovare un modo nuovo di fare turismo, puntando sulle competenze dei nostri artigiani per questo, da subito, è fondamentale riuscire a raccontare il territorio esprimendo identità, tradizione, passione attraverso la qualità dei prodotti e offrendo attività sul campo pensate per trasmettere sapere, ma anche per affascinare e coinvolgere i visitatori che diventano protagonisti della creazione di un tesoro fatto a mano.»
A.C.

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E’ stato siglato oggi, presso la caserma “S. Pisano”, il protocollo d’intesa tra il 1° Reggimento Corazzato ed il comune di Teulada che consente l’accesso alla popolazione civile ad alcune spiagge del Poligono di Capo Teulada e regolamenta le attività turistiche e sociali che saranno svolte all’interno dell’area addestrativa, per tutto il periodo della concessione.

Il “protocollo d’intesa”, elaborato per agevolare l’integrazione tra la comunità militare e la popolazione civile e finalizzato ad armonizzare le attività militari del poligono con la fruibilità delle risorse turistico – ambientali locali, è stato sottoscritto dal sindaco di Teulada, Daniele Serra, e dal Comandante del 1° Reggimento Corazzato, colonnello Carlo Colaneri.

Le aree del poligono interessate sono la spiaggia di s’Ortixeddu, nota anche come “spiaggia degli Americani”, e parte della spiaggia “Is Arenas Biancas” ed alcune aree demaniali utili a favorire lo svolgimento delle attività sociali e turistiche in tutto l’arenile di Porto Tramatzu. La firma dell’accordo, che rinnova l’intesa, rappresenta una dimostrazione concreta del dialogo continuo e costruttivo avviato tra l’Esercito e le Amministrazioni locali, a testimonianza di una buona pratica che ormai da molti anni consolida le iniziative previste dal protocollo d’intesa sottoscritto tra il il ministero della Difesa e la Regione Autonoma della Sardegna.

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«Non esistono prezzi fissati per legge nel lavoro di acconciatori ed estetisti ma la dicitura “contributo Covid” non esiste.»

Confartigianato Imprese Sardegna mette lo stop alle polemiche di questi giorni sul fatto che la riorganizzazione del lavoro a causa del Cocid-19 nei due settori abbia indotto alcuni titolari a ritoccare il listino dei prezzi. Una tendenza evidenziata in particolare dalle associazioni dei consumatori, pronte a denunciare l’aumento del costo dei servizi.

«E’ sbagliato generalizzare attaccando l’intero settore del benessere artigiano – sottolineano Antonio Matzutzi e Daniele Serra, presidente e segretario di Confartigianato Imprese Sardegna a fronte di chi ha voluto aumentare i prezzi, la maggior parte degli operatori non ha praticato ritocchi dimostrando così solidarietà verso i clienti, penalizzati anche loro da un periodo di inattività. Sottolineiamo come non esistano prezzi fissati per legge in questo lavoro ma la qualità del servizio, e tutta la attenzione che viene garantita ai clienti per curare la loro bellezza e salute, potrebbe giustificare la scelta di un parrucchiere di rivedere il proprio listino. Quello che non va fatto, è giustificare l’aumento con dicitura “contributo Covid 19”: questa è una cosa che non può sussistere e non deve passare il messaggio che i costi della ripartenza vengano scaricati sul cliente. Ricordiamoci che per le imprese sono previste diverse misure di sostegno alle spese effettuate per l’adeguamento: non solo contributi statali, ma anche l’Ente Bilaterale e altri fondi integrativi.»

«Particolarmente nei centri estetici aggiungono Antonio Matzutzi e Daniele Serramolte attenzioni e molti dispositivi di protezione facevano già parte delle dotazioni necessarie. Piuttosto a mancare, o difficilmente reperibili, sono proprio i dispositivi di protezione

Confartigianato Sardegna sottolinea come l’aumento dei prezzi sia imputabile non tanto all’acquisto di prodotti, quanto all’aumento dei tempi di lavoro.

«Parrucchieri ed estetisti – rimarcano Presidente e Segretario da sempre assicurano e garantiscono igiene e sicurezza degli strumenti e degli ambienti; il problema, adesso, è che le operazioni di disinfezione e di ulteriore pulizia, che vengono svolte dopo il passaggio di ogni cliente, allungano gli orari di esercizio

L’associazione ricorda anche come chi ha ritoccato il listino, potrebbe averlo fatto perché sta proponendo soluzioni diverse, magari integrando ulteriori servizi ai trattamenti, o prodotti che sanno essere graditi dalla clientela.

L’organizzazione artigiana, segnala anche come un aumento dei prezzi in altri settori, ad esempio al supermercato, venga normalmente accettato ed è scelta del cliente decidere se continuare a dare fiducia allo stesso esercizio.

«Crediamo che ognuno sia libero di guadagnarsi la fiducia dei propri clienticoncludono Antonio Matzutzi e Daniele Serrae molte persone particolarmente in questo periodo lo apprezzano ancora di più. Ai clienti infatti viene offerto benessere psicofisico anche grazie alla costante formazione che i professionisti del settore svolgono.»

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Le 34.388 imprese artigiane della Sardegna, insieme a più di 80mila dipendenti, sono pronte a riprendere l’attività ma hanno necessità di conoscere le linee guida sulla sicurezza e partecipare alla programmazione della prossima ripartenza.

E’ anche per queste ragioni che Confartigianato Imprese Sardegna, a nome delle attività produttive artigiane sarde, scritto al presidente della Regione, Christian Solinas, ribadendo  la propria posizione: la salute è una priorità assoluta, inderogabile e non negoziabile.

«Sappiamo bene che senza la salute e la sicurezza di dipendenti e clienti non ci può essere ripartenza – commentano Antonio Matzutzi e Daniele Serra, presidente e segretario di Confartigianato Imprese Sardegnae sappiamo bene che le imprese dovranno affrontare un periodo difficile per la loro sopravvivenza, anche in considerazione delle norme che dovranno studiare e applicareVi è la necessità di sapere, per tempo, quali potranno essere le prescrizioni e le dotazioni di sicurezza necessarie per una corretta ripresa delle attività – continuano Presidente e Segretariotutti abbiamo il dovere di trovare le formule che consentano di arginare nelle quantità e nel tempo le perdite, già ingentissime e drammatiche, di economia e benessere sociale

Chi può rispettare le misure di sicurezza, più che il diritto, ha il dovere di riprendere a lavorare – sottolineano Antonio Matzutzi e Daniele Serraper salvare l’Isola, e l’intero Paese, da una crisi economica senza precedenti, dalla fine della seconda Guerra. Noi artigiani, abbiamo il dovere di rendere possibile e supportare questa ripartenza in sicurezza”.

Nella missiva inoltrata al presidente della Regione, l’associazione artigiana chiede di promuovere una nuova fase nella quale coniugare la salvaguardia della salute con la ripresa delle attività produttive.

«Il mondo artigiano sardo – scrive Confartigianato Sardegna nella missivasin dal primo momento è stato in prima linea nella lotta contro il Coronavirus, in termini di impatto, di restrizioni, di sacrifici e di pazienza. Tutti questi fattori, però, non hanno ancora avuto adeguati bilanciamenti in termini di reali, concreti e veloci interventi di sostegno pubblicoPur nella comprensione dell’estrema difficoltà generalizzata che ha ovvi risvolti nelle scelte politiche e decisionali – aggiunge l’associazione artigiana nella lettera – non possiamo tacere talvolta la inadeguatezza di alcuni provvedimenti di carattere nazionale che difficilmente si tradurranno in vero sostegno, soprattutto nel ritardo e nello sfasamento temporale tra la necessità di fare presto, più volte manifestata, e l’effettiva attivazione di misure concrete di aiuto, alcune delle quali, anche a livello regionale, tardano troppo a vedere la luce. Tale inadeguatezza e tali ritardi rischiano di minare definitivamente la possibilità di sopravvivenza delle imprese in questa fase acuta di emergenza sanitaria, e se non prontamente riallineate, saranno fatali anche per qualsivoglia ripartenza. E a proposito di ripartenza, di quella FASE 2 di cui tanto si parla – sottolineano gli artigiani – c’è la percezione della mancanza di adeguata programmazione e di iniziative concrete e tangibili. Il mondo artigiano è da sempre stato attendo al benessere e alla sicurezza nei luoghi di lavoro a vantaggio degli operatori e dei clienti, e ancora una volta è pronto a fare la sua parte in tal senso». Per Confartigianato, quindi «c’è l’assoluta necessità di ragionare rapidamente sulle tempistiche certe e ragionevoli, cosi come delle prescrizioni e delle dotazioni di sicurezza necessarie. Sempre nel rispetto primario della salute ci pare non più rinviabile parlare di riapertura e di riavvio delle attività, pena il definitivo e irrecuperabile tracollo di numerosi settori economici con evidenti e prevedibili risvolti sulla tenuta dell’equilibrio sociale.»

Infine la proposta: «Siamo disponibili anche stavolta a fornire il nostro contributo con delle idee concrete e operative – conclude l’organizzazione artigiana – per questo proponiamo di attivare subito un piano di riavvio, anche graduale, delle attività che già ora con alcuni accorgimenti possono ben conciliare questioni sanitarie e produttive, e che fungano da traino per le altre che a seguire riapriranno. Nell’edilizia, nell’impiantistica, nella produzione di beni e manufatti, in alcuni servizi alla persona, a solo titolo di esempio, questo è già possibile e occorre farlo e farlo presto».

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Quintali di cioccolato che deperiscono nei depositi, tonnellate di farina e zucchero inutilizzabili, migliaia di uova rispedite al mittente, ettolitri di  latte da smaltire ma anche impastatrici ferme, ordini annullati e personale in cassa integrazione o, se va bene, in ferie forzate. Ovvero niente uova con sorpresa, colombe o specialità di pasticceria artigiana sulle tavole pasquali dei sardi. E’ questa l’amara Pasqua dei pasticceri anche in Sardegna, fermati dal Coronavirus ma anche da burocrazia e regole incomprensibili.

Infatti, da uno studio dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, è colpita dal lockdown la vendita diretta della pasticceria artigianale, a vantaggio dei prodotti venduti attraverso il canale della distribuzione commerciale, coinvolgendo oltre 774 imprese di pasticceria e gelateria nelle quali lavorano 1.819 addetti, un settore caratterizzato da un elevata vocazione artigianale, con oltre 542 imprese artigiane che rappresentano il 70,1% del comparto.

«Siamo i primi a rispettare le regole per difendere la salute dei cittadini – afferma Antonio Matzutzi, presidente di Confartigianato Imprese Sardegnama non accettiamo un’interpretazione della norma che si traduce in una palese e assurda penalizzazione delle nostre produzioni a vantaggio di altre tipologie di prodotti di pasticceria. Così si colpiscono le nostre aziende e si nega libertà di scelta ai consumatori

Al settore, infatti, nell’Isola come nel resto d’Italia, oltre alla vendita, è stata vietata soprattutto produzione dei prodotti; secondo un’interpretazione governativa del Dpcm dell’11 marzo 2020, in materia di contenimento dell’emergenza Covid-19, le imprese artigiane di pasticceria, obbligate alla chiusura, non possono vendere i loro prodotti nemmeno attraverso la modalità di asporto che è consentita invece ad altre attività, mentre è consentita la consegna a domicilio.

Per l’associazione artigiana, lo stop alla produzione e vendita delle pasticcerie rappresenta un’assurda discriminazione rispetto ai negozi e alla grande distribuzione, ai quali è invece permessa la commercializzazione di prodotti dolciari.

Lo studio di Confartigianato Imprese Sardegna, evidenzia anche come la chiusura delle pasticcerie nell’Isola, durante le feste pasquali, determini un pesante danno economico e competitivo del sistema delle micro e piccole regionali, che realizzano un prodotto di pasticceria artigianale di elevata qualità. Inoltre, l’incrocio dei dati strutturali di fatturato per addetto del settore, dell’occupazione del settore e della distribuzione delle vendite mensili rilevata dalle imprese del sistema Confartigianato in Sardegna, consente di stimare in 13 milioni di euro la perdita di fatturato nel mese di aprile, concentrato nelle mancate vendite dei dolci legati alla ricorrenza di Pasqua. Ai mancati ricavi si aggiunge la perdita, valutabile in altri 3 milioni di euro, determinata dal deperimento di parte delle materie prime acquistate prima del lockdown in previsione della produzione per il periodo pasquale e dal parziale utilizzo legato all’imprevista chiusura resa necessaria per limitare i contagi da Covid-19. Con la somma dei due effetti si scarica sulle 774 imprese della pasticceria sarda un danno economico di oltre 15 milioni di euro. Per il mese di marzo, i danni conclamati sono di circa 11 milioni di euro.

Per questo, l’associazione artigiana, attraverso una azione nazionale, ha scritto al Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, per sollecitare un intervento tempestivo che faccia chiarezza nelle interpretazioni governative, stabilisca omogeneità di applicazione delle norme in tutto il territorio ed eviti incomprensibili disparità di trattamento tra attività con Codici Ateco diversi ma produzioni simili.

«Dobbiamo essere tempestivi e concreti per evitare che dall’emergenza sanitaria si passi a un’emergenza sociale che non ci possiamo permettere – commenta il segretario di Confartigianato Sardegna, Daniele Serraed il Piano Straordinario per la Liquidità delle Imprese, dell’ingente erogazione di credito, con la garanzia dello Stato, varata dal Decreto del Presidente del Consiglio, va nella direzione giusta per consentire la ripresa. Dobbiamo essere messi nelle condizioni, in maniera semplice e diretta, di poter garantire il posto di lavoro ai nostri collaboratori e ripartire più forti e motivati di prima, una volta che l’emergenza sanitaria sarà conclusa

Secondo i pasticceri artigiani di Confartigianato Sardegna nel Decreto vi è un “buco normativo” che «crea discriminazione per il quale bisogna intervenire al più presto. A nostro avviso – continuano i maestri del dolce – è un controsenso che si siano lasciati, giustamente, operativi i negozi di commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacchi, compresi esercizi specializzati come macellerie, panifici, drogherie, gastronomie e si siano chiuse le pasticcerie con laboratorio. Per queste ultime, la soluzione potrebbe essere quella di non consentire il servizio di consumo al banco e autorizzare almeno la vendita per asporto. E’ del tutto evidente come il commercio di prodotti delle attività, giustamente lasciate aperte, sia sovrapponibile a quelle delle pasticcerie artigianali. Per questo, da oltre due settimane, chiediamo di poter tornare a lavorare e ad aprire i negozi almeno per questi ultimi giorni prima di Pasqua».

I pasticceri artigiani, infine, ricordano anche come «la messa in funzione della catena del fresco sia molto impegnativa e di come al momento della chiusura abbiano dovuto buttare via lieviti e paste frolle preparate per la settimana. Anche per questo, per evitare lo spreco, in questo periodo nel quale troppe persone stanno soffrendo la fame, tanti di noi hanno deciso di donare i prodotti inutilizzati a enti di assistenza e comunità».