29 June, 2026
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La sala consiliare del comune di Portoscuso, ieri pomeriggio ha ospitato una riunione tra i sindaci delle Unioni del Comuni del “Sulcis” e “Metalla e il Mare” ed i rappresentanti delle confederazioni sindacali. Al centro del confronto, le iniziative unitarie da intraprendere per contrastare la grave emergenza socio-economica, con particolare riferimento alla vertenza energetica. I programmi del Governo sull’uscita dal carbone, rischiano di portare alla fermata della Centrale Enel Grazia Deledda e, conseguentemente, alla chiusura dell’intero polo industriale di Portovesme, con conseguenze drammatiche sul futuro dell’intero territorio. All’incontro hanno partecipato i sindaci di Portoscuso Giorgio Alimonda, Masainas Ivo Melis (presidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis), Buggerru Laura Cappelli (presidente dell’Unione dei Comuni “Metalla e il Mare”), Iglesias Mauro Usai, Santadi Elio Sundas, Gonnesa Hansel Cristian Cabiddu, San Giovanni Suergiu Elvira Usai e Nuxis Pier Andrea Deias; per le organizzazioni sindacali erano presenti, tra gli altri: Gavino Carta, segretario regionale della Cisl; Roberto Forresu, segretario regionale della Fiom Cgil; Renato Tocco della Uilm Uil; Franco Bardi e Bruno Usai della Fiom Cgil; Rino Barca della Cisl; Emanuele Madeddu della Filctem CGIL.

Dal confronto è emersa la consapevolezza della gravità della situazione e la necessità di azioni forti per convincere il Governo a modificare i programmi sulle scelte di politica energetica.

Nel corso dei lavori abbiamo intervistato i sindaci di Portoscuso e Iglesias e registrato gli interventi di Gavino Carta, Roberto Forresu, Franco Bardi e Renato Tocco, che pubblicheremo a breve.

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Francesca Caria, militante della sezione di Carbonia di CasaPound, rivolge un appello al sindaco Elvira Usai e all’assessore competente del comune di San Giovanni Suergiu, per conoscere quali misure urgenti intendano attuare per porre fine al degrado in cui versa Punta Trettu, sito noto agli appassionati di kite surf di tutto il mondo, in quanto uno dei migliori luoghi dove praticare questo sport non solo nell’isola, ma in tutta Europa e frequentato tutto l’anno.
«Peccato che l’Amministrazione locale – denuncia Francesca Caria – sembri non accorgersi della situazione di crescente anarchia e degrado che sta deturpando questo luogo incantevole.

Tantissimi veicoli (in gran parte caravans) vi stazionano permanentemente, molti praticano bivacchi e campeggiano in zona per giorni. Il tutto senza la minima struttura a garantire un livello di igiene e pulizia accettabili. I controlli e le sanzioni per i comportamenti incivili sono assenti, per non parlare di un presidio medico o di soccorso che sarebbe necessario viste le caratteristiche di questo sport».
«A parte i soliti cassonetti straboccanti di immondizia ed i sacchi di pattume lasciati ad imputridire sulla strada del litorale, la pineta adiacente, un tempo frequentata da turisti e dalle famiglie di residenti locali per gite e picnic, è ormai un’infrequentabile, maleodorante latrina a cielo aperto. E con l’avvicinarsi della stagione estiva – conclude Francesca Caria – la situazione può solo peggiorare drammaticamente.»

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Si è svolta questa mattina la cerimonia di inaugurazione della mensa unificata di nuova realizzazione della caserma  “Salvatore Pisano” di Capo Teulada sede del 1° Reggimento Corazzato, del 3° Reggimento Bersaglieri e del centro Addestramento Tattico (CAT) di 1° livello.

La nuova mensa, già sede del refettorio della Caserma Pisano, dopo importanti lavori di ristrutturazione che ha richiesto un investimento di oltre cinque milioni e 200.000 euro, è stata inaugurata alla presenza del comandante del Comando Militare Esercito Sardegna, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Domenico Pintus, e dei sindaci di Teulada Daniele Serra, Santadi Elio Sundas, Villaperuccio Antonello Pirosu, San Giovanni Suergiu Elvira Usai, ed assessori di Piscinas e Tratalias.

L’inaugurazione ha avuto inizio con una presentazione, nel corso della quale sono state illustrate le caratteristiche tecniche e di funzionamento d’avanguardia della nuova mensa.

A seguire un breve intervento del generale Giovanni Domenico Pintus, che ha sottolineato l’importanza dell’investimento realizzato dalla Forza Armata, orientato anche a favorire opportunità di lavoro per le aziende e le maestranze locali.

L’inaugurazione si è poi conclusa con la benedizione impartita dal parroco della chiesa della Vergine del Carmelo di Teulada don Ignazio Porcu ed il tradizionale taglio del nastro.

La nuova struttura costruita con materiali innovativi ed allestita con strumentazioni e attrezzature di ultima generazione, composta da locali per stoccaggio e lavorazione degli alimenti, locali cucina per la cottura e il confezionamento dei pasti e da 3 sale ricezione per un totale di circa oltre 600 posti a sedere, è in grado di confezionare sino a 6.000 pasti giornalieri.

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Il caso del ritiro della delega assessoriale deciso dal sindaco di Portoscuso Giorgio Alimonda nei confronti di Orietta Mura, la consigliera più votata nella lista Portoscuso Insieme alle elezioni comunali dell’11 giugno 2017, entrambi candidati alle recenti elezioni Regionali, riporta inevitabilmente alla mente il caso analogo verificatosi cinque anni fa, in occasione delle precedenti elezioni Regionali, nel vicino comune di San Giovanni Suergiu. La decisione di Giorgio Alimonda è arrivata 16 giorni dopo le elezioni Regionali, nel 2014 l’allora sindaco di San Giovanni Suergiu Federico Palmas, ritirò le deleghe ad Elvira Usai, di vicesindaco ed assessore ai Servizi sociali, il 25 febbraio 2014, a distanza di soli nove giorni dalle elezioni Regionali che videro entrambi candidati, in quel caso in schieramenti politici contrapposti (Federico Palmas con i Riformatori Sardi, nella coalizione di centrodestra che sosteneva la candidatura del governatore uscente Ugo Cappellacci, ottenendo 898 voti; Elvira Usai nella lista Comunidades che sosteneva la candidatura a governatore della scrittrice Michela Murgia, ottenendo 566 voti).

Apparve subito evidente che la decisione assunta da Federico Palmas avrebbe avuto strascichi politici che avrebbero inciso sul prosieguo della consiliatura e così avvenne. Elvira Usai passò all’opposizione e da lì costruì il suo nuovo percorso politico che, a distanza di poco più di due anni, il 5 giugno 2016, l’avrebbe portata ad una trionfale elezione a sindaco d San Giovanni Suergiu (prima donna nella storia amministrativa del paese), con la lista “Riprendiamo il filo”, con 2.006 voti, il 55,18%.

Sala consiliare San Giovanni Suergiu 1

 

 

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La rivolta del mondo agropastorale sardo non si ferma neppure dopo la visita del Premier Giuseppe Conte e del ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio e del Sud Barbara Lezzi che ieri, all’aeroporto di Elmas, dove è sbarcato per partecipare ad una serie di incontri a Cagliari, hanno incontrato una delegazione dei pastori.

Stamane le manifestazioni di protesta sono proseguite in tutta l’Isola. Nel Sulcis ci sono stati tre momenti particolarmente significativi. Prima, a Santadi, dove i pastori hanno regalato il latte agli studenti dell’Istituto professionale statale per l’Agricoltura Sante Cettolini che da alcuni anni nel loro corso di studi hanno la produzione del formaggio; poi sulla SS 126, all’altezza della rotonda di Is Cordeddas, all’incrocio per Matzaccara e Tratalias, hanno versato sull’asfalto il latte contenuto in un’autocisterna e in alcune decine di bidoni, presente il sindaco di San Giovanni Suergiu Elvira Usai; da lì si sono trasferiti a Sirai, dove hanno raggiunto i colleghi che erano già pronti a mettere in atto un’altra manifestazione sul ponte della SP2, da dove hanno versato il latte contenuto in diverse decine di bidoni sulla SS 126.

Tutte le manifestazioni si sono svolte correttamente, sotto l’attento controllo dei carabinieri.

Alleghiamo un album fotografico delle manifestazioni di Is Cordeddas e di Sirai, un filmato che documenta il versamento del latte alla rotonda di Is Cordeddas e l’intervista con Alessio Lentini, uno degli allevatori protagonisti della protesta e tre filmati della protesta a Sirai.

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Il sindaco di San Giovanni Suergiu Elvira Usai non sarà candidata alle Regionali, l’annuncio in un comunicato stampa diffuso poco fa dall’Amministrazione comunale.

«L’Amministrazione comunale di San Giovanni Suergiu desidera esprimere a mezzo stampa un ringraziamento a tutti gli schieramenti e i movimenti politici che hanno offerto una candidatura in vista delle imminenti elezioni regionali – si legge nella nota -. La stima e l’attenzione che ci hanno dimostrato negli ultimi mesi, con la possibilità di candidare un amministratore da noi tutti condiviso nella figura del nostro sindaco Elvira Usai, ci lusinga ma abbiamo preso un impegno con la nostra comunità nel 2016 e non intendiamo venir meno ai nostri propositi. Riteniamo come squadra di governo, che San Giovanni Suergiu debba rimanere al centro dei nostri progetti: siamo a metà mandato amministrativo e non possiamo distogliere la nostra concentrazione e le nostre energie dal paese e dal suo futuro sviluppo. In un momento storico in cui sarebbe più semplice alimentare personali ambizioni, restiamo fermamente convinti che amministrare il nostro paese e stare tra la gente, sia più meritorio, coerente con le caratteristiche del nostro primo cittadino e rispettoso della popolazione che ci ha dato fiducia circa tre anni fa.»

«Fare il sindaco oggi nei paesi del nostro territorio e dell’intera Sardegna, è tremendamente complicato e ci vuole tanto coraggio: per quanto sia prestigioso e storico come obiettivo conquistare un seggio all’interno dell’Assemblea Sarda per San Giovanni Suergiu, pensiamo che attualmente non ci siano le condizioni e i presupposti per abdicare a questo ruolo che San Giovanni Suergiu ci ha consegnato con l’esercizio della democrazia – si legge ancora nella nota -. Lavoriamo fervidamente affinché ciò si possa concretizzare nell’avvenire e finché i cittadini non esprimeranno altro nel segreto delle urne, continueremo a portare avanti le linee programmatiche dell’Amministrazione e lotteremo per i problemi che attanagliano questo territorio. A nome nostro auguriamo al Sud Ovest sardo, affamato di lavoro e di riscatto sociale, di esprimere i rappresentanti più preparati e coraggiosi per il prossimo Consiglio regionale – conclude la nota dell’Amministrazione comunale di San Giovanni Suergiu -, perché noi umili rappresentanti degli enti locali e delle periferie, abbiamo un grande bisogno di far valere le istanze e le vertenze delle popolazioni sulcitane.»

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San Giovanni Suergiu ha festeggiato oggi ancora una volta Eraldo Secchi, il suo nonnino ultracentenario, che ha raggiunto il traguardo dei 102 anni. E’ stata una festa più sobria rispetto a quella del 100°, alla quale, comunque, non è voluta mancare Elvira Usai, sindaco del paese.

Francesco all’anagrafe, ma conosciuto e chiamato da tutti Eraldo, è nato a Tratalias il 23 novembre del 1916, la mamma si chiamava Grazia Pinna, il padre Antonio, agente della Guardia di Finanza in servizio all’Isola d’Elba, poi impiegato come daziere nel comune di Narcao, finché non si trasferirono a San Giovanni Suergiu. Otto i figli da sfamare, oltre Eraldo altri due fratelli e cinque sorelle. Dario il più grande, sacerdote molto noto in paese, poi Delia, Anna, Bruna, Fausta, Mario e Maria.

Eraldo ha frequentato le scuole elementari in paese con ottimi voti, a metà degli anni ’30. Ha trovato lavoro nello stabilimento Samis, in un’officina elettrica, dove ha conosciuto il signor Arturo Manca, maestro operaio elettromeccanico di quel periodo, che lo ha accompagnato nel percorso, come lavoratore dipendente prima, poi come socio in diverse altre iniziative.

Nel 1938 la chiamata alle armi, un servizio militare durato sette anni, il congedo nel 1945. Eraldo è stato arruolato nell’82° Reggimento Fanteria di Civitavecchia, ha partecipato all’occupazione lampo della Dalmazia, poi è stato impegnato sul fronte occidentale. La vera prova di guerra, il sergente maggiore Eraldo Secchi l’ha avuta sul fronte russo, 18 lunghi mesi, trascorsi in prima linea sulle rive del Don, impegnato al comando del Reggimento, al servizio carburanti delle auto carrette, poi come staffetta motociclista.

Rientrato in Italia nel 1943, Eraldo ha trascorso altri due anni da militare, nel Battaglione Costiero di Muravera, partecipando alla guerra di liberazione dai tedeschi svoltasi in Sardegna. Ha ricevuto il riconoscimento dallo Stato Italiano, è stato decorato con la Croce al Merito di Guerra.

Finito il periodo di ferma, al suo rientro, Eraldo ha aperto una piccola officina con Arturo Manca. Eraldo ha lavorato poi in officina, alle dipendenze della Carbonifera Sarda per un anno, successivamente è stato alle dipendenze di Brai, ha fatto il trasportatore ed il tassista a Cagliari, sino all’avvio del Mulino Pastificio Brai, dove è stato impiegato per dieci anni, dal 1950 al 1960, come collaboratore stretto, uomo di fiducia.

Ha cambiato ancora lavoro, gli è stata offerta la possibilità di gestire la stazione Agip, un’opportunità che Eraldo non si è lasciato sfuggire. Ha gestito l’impianto di rifornimento per quasi trent’anni. E’ proprio lì che ha messo a frutto le sue potenzialità imprenditoriali.

Ritornando indietro nel tempo, ai primi anni ’50, si scopre un’avventura ancora più coinvolgente che ha segnato la vita di Eraldo Secchi. Il fatto è accaduto durante un’escursione nei poderi agricoli, alla ricerca del grano, quando lavorava con Benigno Brai (l’imprenditore agricolo rapito il 19 settembre 1979 e mai tornato a casa, n.d.r.). E’ lì, a Santadi, che ha conosciuto Maria Langiu, giovane ragazza del posto, che è diventata sua moglie nel 1955 e dalla quale ha avuto quattro figli, tre femmine ed un maschio: Valeria, Marta, Marcella ed Antonello. Eraldo e Maria oggi hanno otto nipoti, il più grande è Luca, 36 anni, la più giovane Greta, 23 anni; e tre pronipoti.

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Venerdì 23 novembre, dalle ore 18.00, la sala consiliare del comune di San Giovanni Suergiu ospiterà l’assemblea pubblica organizzata dall’Amministrazione comunale di San Giovanni Suergiu e dall’associazione Italiana Trapiantati di Organi Prometeo AITF ODV in collaborazione con il Centro regionale dei Trapianti dell’ospedale Brotzu di Cagliari, per la presentazione del servizio di registrazione delle dichiarazioni di volontà – Donazione e trapianti – Una scelta in comune, esprimi la tua volontà sulla donazione di organi e tessuti.

Saranno presenti, operatori sanitari che si occupano di donazioni e trapianti di organi, il sindaco Elvira Usai ed amministratori comunali, per illustrare il servizio di registrazione dei potenziali donatori “post mortem” presso l’Anagrafe comunale. E ancora una delegazione di trapiantati della Prometeo AITF ODV, come testimonial dei trapianti di organi, che consegnerà materiali informativi ai cittadini.

Anche a San Giovanni Suergiu chi richiede o rinnova la carta d’identità, può esprimere le proprie volontà sulla donazione di organi e tessuti.

 

 

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Nei campi di San Giovanni Suergiu al via la semina della cipolla certificata PAT. Sole, sabbia e speranza. Il Sulcis ritrova il suo “tesoro” e un territorio rinasce. La cipolla di San Giovanni Suergiu diventa Pat e nei campi abbandonati tornano vita e speranza. A inizio novembre comincia la semina.

Il “tesoro del Sulcis” era custodito nelle case di pochi, sapienti e lungimiranti, centenari contadini. Un seme antico, prezioso e dimenticato, quello della cipolla di San Giovanni Suergiu, un piccolo e dolce frutto di una terra sabbiosa e assolata, perennemente in attesa della pioggia.

Inizio di novembre è tempo di semina per quei terreni del Basso Sulcis, profondo sud Sardegna, sui quali passeranno acqua, vento e salsedine per almeno 6 mesi prima che, da aprile fino al 24 giugno per San Giovanni Battista, i contadini comincino a cavare questo concentrato di dolcezza e croccantezza, un frutto ipocalorico e diuretico, con proprietà organolettiche uniche.

Di questa cipolla, autoctona di questo territorio, si erano perse le tracce e i semi ma non la memoria, che viveva nei lucidi ricordi dei centenari che, anche in questo piccolo paese, tramandano storie centenarie, tradizioni millenarie ed esperienze di vita nei campi.

Tutto sembrava doversi fermare lì poi la tenacia del giovane sindaco, Elvira Usai, ha dato il via a un progetto di rinascita e valorizzazione. Questa idea trova subito terreno fertile nel “Comitato cittadino per la Biodiversità” che, insieme alla collaborazione di tutta la popolazione, si attiva per la ricerca storica, l’indagine sui semi ritrovati negli stazzi vicini, la raccolta delle testimonianze degli “anziani saggi” del territorio ma anche per la trascrizione delle memorie orali delle vecchie ricette gastronomiche tradizionali. Tutto il lavoro si concretizza in un disciplinare per la coltivazione, la promozione e la vendita.

L’Amministrazione comunale continua il supporto al progetto favorendo anche l’individuazione dei terreni, rigorosamente all’aperto, nei quali mettere a dimora il “piccolo tesoro ritrovato”In verità qualche agricoltore, inconsciamente, tramandando il seme di secolo in secolo, di decennio in decennio, già coltivava il prezioso rossastro bulbo.

Nel frattempo arriva la certificazione del ministero delle Politiche agricole che assegna alla “Cipolla di San Giovanni Suergiu” la certificazione PAT, Prodotto Agroalimentare Tradizionale. Da quel momento si susseguono gli impegni per la tutela, la promozione, la coltivazione e la vendita ma, come sempre più spesso accade, arrivano anche i “prodotti falsi”, spacciati come prodotti PAT ma che, in realtà, provengono da altre parti del mondo. Il sindaco, Elvira Usai, quasi con un “atto di forza”, nel giro di 2 giorni disegna e registra il marchio, lo assegna ai 5 unici, per ora, produttori certificati: la cipolla è salva e vola al Salone del Gusto di Torino.

Apprezzata per i suoi accostamenti con il tonno o con le uova, la cipolla, si sposa o nel più classico “pani cun cibudda”, focaccia ripiena di cipolle e cotta nel forno a legna.

Nel frattempo, le richieste arrivano sempre più copiose e la eco dei riconoscimenti si estende dal Sulcis oltre i confini della Sardegna.

Arrivano richieste di “collaborazione” per la sua trasformazione in conserve, confetture e, addirittura, usarla nella birra. Anche chef sardi, e non, si fanno avanti per “conoscerla” meglio. Idem fanno gli emigrati sangiovannesi in altre zone d’Italia che, in maniera sempre più frequente, chiedono informazioni su come tornare e ridare vita a terreni abbandonati per produrre e commercializzare il prodotto

Per il sindaco Elvira Usai è un sogno che, giorno dopo giorno, si concretizza: «Il nostro obiettivo è quello di vedere i campi, ora abbandonati, nuovamente coltivati, magari dai nostri emigrati di rientro. Per questo crediamo nello sviluppo locale, nella valorizzazione dei nostri prodotti tipici e nelle mani sapienti di chi vuole mantenerle attuali e farle conoscere».

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Lunedì 22 ottobre prenderà il via, a Carbonia, la seconda edizione del Festival “Sulcis Scienza”, organizzato dall’associazione di promozione sociale S’Ischiglia-Università Popolare del Sulcis (Unisulky), con il patrocinio ed il contributo economico del comune di Carbonia. I dettagli dell’evento sono stati illustrati questa mattina, nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella sala riunioni della Torre Civica, alla presenza dell’assessore della Cultura Sabrina Sabiu e di Nino Dejosso, direttore scientifico di “Sulcis Scienza”.
Il Festival vuole essere un’occasione per conoscere meglio la scienza attraverso conferenze, incontri, laboratori, spettacoli e concerti che dureranno fino al 20 novembre. L’evento sarà incentrato sul ruolo dei giovani nel futuro, tra tecnoscienza, intelligenza artificiale e nuovo umanesimo.
Il Festival della Scienza rientra nell’ambito delle iniziative previste in occasione dell’ottantesimo compleanno della città di Carbonia.
L’incontro inaugurale dell’evento si svolgerà lunedì 22 ottobre, alle ore 11.30, nell’Aula Magna dell’Istituto di Istruzione Superiore Gramsci-Amaldi di via delle Cernitrici. Saranno presenti il sindaco di Carbonia Paola Massidda, l’assessore della Cultura Sabrina Sabiu, il sindaco di San Giovanni Suergiu Elvira Usai, il dirigente scolastico dell’Istituto Gramsci-Amaldi Tonina Puggioni, il Dirigente scolastico dell’Istituto Angioy Antonietta Cuccheddu, il prof. Paolo Follesa, il dott. Fabrizio Palazzari, il prof. Franco Sardi, il prof. Giuseppe Melis ed il prof. Nino Dejosso. Interverranno anche gli studenti Davide Ancillotti e Licia Sulas.
A seguire, alle ore 16.30 si svolgerà presso la sala conferenze della biblioteca comunale di viale Arsia la conferenza tenuta dal prof. Sebastiano Banni, dal titolo: «A ognuno la sua alimentazione. Verso una nutrizione personalizzata per ogni fase della vita».