5 February, 2026
HomePosts Tagged "Emanuele Cani" (Page 17)

[bing_translator]

Giovedì 5 settembre, dopo 30 giorni dall’ennesimo accesso agli atti presso gli uffici comunali di Sant’Antioco, il comitato Porto Solky ha ricevuto l’intera documentazione aggiornata sulla variante al Piano Regolatore Portuale di Sant’Antioco che definisce come dovrà essere realizzato il nuovo porto, la viabilità di accesso al paese e il destino delle aree dell’ex Sardamag.

Purtroppo, le carte parlano chiaro: nonostante tutte le denunce circostanziate fatte durante quasi quattro anni di meticolosa analisi degli atti, delibere e progetti da parte del Comitato, SI STA PORTANDO AVANTI la realizzazione di un inutile e dannoso NUOVO PONTE e, soprattutto, un progetto portuale pensato negli anni ’60 per un porto industriale mai realizzato.

Si progettano pertanto opere anacronistiche che anziché pensare al futuro sono un ritorno al passato oramai morto e sepolto e quindi in controtendenza allo sviluppo della nautica e della ricettività e ancor di più distaccano nettamente il porto dal paese per lasciare spazio al nuovo ponte – in realtà un LUNGO VIADOTTO DI 2 km – che come si può vedere dall’immagine decreterebbe la morte definitiva delle aree dell’ex Sardamag, impedendo la realizzazione dei nuovi alberghi, della  darsena turistica, dei cantieri e dei servizi, ovvero lo sviluppo della nautica d’eccellenza.

In definitiva tutto quello che attendiamo da decenni per la rinascita dell’intero territorio del Sulcis verrà impedito da due opere imposte prepotentemente dallo sciagurato Piano Sulcis.

Venerdì 6 settembre, presso la sede della Regione Sardegna a Cagliari, Rolando Marroccu in rappresentanza del comitato Porto Solky è stato ricevuto dall’assessore regionale dei Lavori pubblici Roberto Frongia e dal Direttore generale dell’assessorato dei Lavori pubblici Piero Dau.

Durante il lungo incontro si è potuto circostanziare la storia delle varie vicende che affliggono il territorio anche a causa delle contestate opere del Piano Sulcis, soprattutto entrando nel dettaglio delle  istanze che il comitato ha presentato ufficialmente sia presso la Regione Sardegna che presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti – MIT ed il ministero per lo Sviluppo Economico – MISE.

Si ha avuto inoltre conferma dell’inefficacia della delibera del 6 marzo 2018 del Consiglio Comunale di Sant’Antioco in quanto esprime un mera richiesta di DESIDERIO di rimodulazione delle opere invece di produrre un VERO e proprio ATTO AMMINISTRATIVO che vada a modificare la delibera emessa dalla precedente giunta comunale.

Di conseguenza da una parte c’è l’ANAS che sta andando avanti sul progetto del nuovo ponte in quanto ad oggi non ha ancora ricevuto nessuna indicazione di revoca in merito all’appalto che – precisiamo – è ancora all’inizio della fase autorizzativa, e dall’altra parte c’è un intero territorio che in tutti questi anni è stato capace solo di DIVIDERSI e di piangersi addosso ma mai di reagire alle ingiustizie subite proponendo con determinazione VERI PROGETTI DI SVILUPPO ALTERNATIVI a quelli calati dall’alto dal famigerato Piano Sulcis.

In chiusura l’Assessore Frongia ha sposato la proposta avanzata dal comitato in merito alla realizzazione di un polo nautico d’eccellenza nel golfo di Palmas; proposta da approfondire mediante uno studio tecnico economico di maggior dettaglio. Si è quindi reso disponibile ad ulteriori confronti dandoci inoltre dei preziosi consigli che terremo in considerazione in vista dei prossimi incontri sia con il comitato, sia con i Sindaci del Sulcis (già incontrati due volte nel marzo 2019).

Ricordiamo che l’assenza del Sindaco di Sant’Antioco nei suddetti incontri – l’intero consiglio comunale né è a conoscenza già da tempo – aveva fatto sfumare la possibilità di sottoscrivere già da allora un documento condiviso da tutti gli altri Sindaci finalizzato a rafforzare la posizione unanime del territorio nei confronti delle inutili opere del Piano Sulcis.

Oggi l’obiettivo comune da raggiungere dovrebbe essere quello di istituire una nuova “cabina di regia del Piano Sulcis” appunto nel Sulcis – e non a Cagliari – in modo tale da poter proporre direttamente dal territorio delle VALIDE ALTERNATIVE AI PROGETTI CONTESTATI.

La vicenda è molto complessa ma non impossibile da risolvere in quanto non sussistono problemi TECNICI IRRISOLVIBILI ma ci sono solo esclusivamente “SCELTE POLITICHE” da rivedere alla luce delle nuove e future esigenze di una nuova valutazione dell’interesse pubblico rispetto a quello originario.

Pensiamo che i tempi siano maturi per fare GIOCO di SQUADRA tra i SINDACI del Sulcis in quanto la “strategia” vincente necessita di tanta buona volontà, coesione territoriale e condivisione degli intenti con tutti i soggetti coinvolti nelle scelte in gioco.

Poiché le varie problematiche riguardano anche gli assessorati all’Ambiente e all’Industria abbiamo pensato che sarebbe preferibile incontrare prima possibile il presidente Christian Solinas che già nel marzo 2019 diede personalmente la propria disponibilità.

Per quanto riguarda la richiesta di istituire una commissione ministeriale sulle opere contestate – nuovo ponte, opere portuali e bonifiche – inviate il 2 agosto dal comitato al Governo (MISE e MIT) abbiamo sentito il deputato M5S Pino Cabras, che a sua volta ad ottobre 2018 aveva presentato una interrogazione parlamentare in merito alle vicende da noi segnalate. L’on. Pino Cabras ci ha assicurato, vista la recente nomina di ministri e sottosegretari M5S al MISE e al MIT, di adoperarsi  al fine di recuperare informazioni sulla sua stessa interrogazione e per la richiesta del comitato di istituire una commissione ministeriale sulle suddette opere del Piano Sulcis.

Inoltre sarà utile, tramite il segretario del PD regionale Emanuele Cani, cercare di coinvolgere il nuovo ministro alle Infrastrutture e Trasporti Paola de Micheli.

In conclusione, se il consiglio comunale di Sant’Antioco vuole REALMENTE PERSEGUIRE GLI INTERESSI DI TUTTO IL TERRITORIO, dovrà produrre ATTI AMMINISTRATIVI EFFICACI in grado di revocare le opere contestate e proporre opere condivise con TUTTI GLI ATRI SINDACI interessati dal Piano Sulcis.

Rolando Marroccu, Alfonso Curridori e Daniele Garau

Comitato Porto Solky – Sant’Antioco

[bing_translator]

Il Partito Democratico della Sardegna rimarca la ferma condanna contro l’attentato compiuto au danni della sede locale del Pd di Dorgali. Per questo motivo il segretario Regionale Emanuele Cani, assieme ai dirigenti della segreteria regionale e ai dirigenti del Pd presenti nelle istituzioni parteciperà all’iniziativa in programma oggi. Per domani prevista un’altra iniziativa con Luigi Zanda, rappresentante della segreteria nazionale.

[bing_translator]

I segretari regionali del PD Emanuele Cani e di Articolo Uno Luca Pizzuto esprimono solidarietà alle vittime degli ultimi attentati.

«Esprimo una ferma e dura condanna per il grave attentato compiuto ai danni del sindaco di Cardedu Matteo Piras al quale va tutta la nostra solidarietà e vicinanza. La violenza non può ne’ mai deve essere tollerata e accettata. E va sempre respinta con forza. Confidiamo nell’operato delle forze dell’ordine impegnate nelle indagini», scrive in una nota Emanuele Cani, segretario regionale del PD.

«Piena solidarietà ai compagni del Partito Democratico di Dorgali per l’ignobile attentato compiuto questa notte contro la loro sede – scrive Luca Pizzuto, segretario regionale di Articolo Uno -. Un abbraccio anche al compagno Matteo Piras, sindaco di Cardedu, per l’attentato intimidatorio di cui è stato vittima sempre nella nottata di oggi. Queste vile azioni non fermeranno la passione civica di chi crede nella politica come un azione seria e a servizio dell’altro. Per questo invito tutti e tutte a non lasciarsi bloccare da così tanta vigliaccheria e proseguire nella loro militanza e nella loro azione a servizio della comunità. Noi – conclude Luca Pizzuto – saremo sempre al fianco di tutti coloro che nella politica e nella democrazia ci credono. Avanti compagni.»

[bing_translator]

«È opportuna la verifica dei verbali e ogni atto propedeutico a fare luce sul risultato elettorale di Cagliari a tutela della volontà dei cittadini che viene prima di tutto. Per questo motivo  siamo del parere che sia necessario presentare ricorso per il controllo dei verbali e riconteggio dei voti. Ci sono quasi 1.300 fra schede nulle e contestate ed il ballottaggio non è scattato per soli 80 voti. È chiaro che, alla luce di questo dato, sia necessario un ulteriore approfondimento per fare chiarezza. La partita, a nostro avviso, non è ancora terminata.»

Lo ha dichiarato stamane il segretario regionale del Partito Democratico Emanuele Cani, al termine dello spoglio delle schede che, con il superamento del 50% con uno margine dello 0,12% pari a 80 voti, ha decretato l’elezione di Paolo Truzzu a nuovo sindaco di Cagliari al primo turno.

[bing_translator]

«Il Partito Democratico della Sardegna ha avuto un’intera legislatura (quella passata) per reintrodurre vitalizi o misure economiche assimilabili. Non l’ha fatto, nonostante la maggioranza numerica in Consiglio. E non l’ha fatto per una precisa scelta politica. Davanti alle varie informazioni che circolano riteniamo opportuno ribadire che, se l’attuale Governo regionale di centrodestra intende assumere decisioni di reintrodurre vitalizi o misure economiche assimilabili lo faccia pure, ma non pensi di contare sulla disponibilità del Partito Democratico che continuerà a mantenere la sua posizione contraria.»

Lo scrive, in una nota, Emanuele Cani, segretario regionale del Partito Democratico, in riferimento alle notizie circolate nelle ultime ore.

 

[bing_translator]

«Se la situazione non fosse grave e, soprattutto, non riguardasse la massima istituzione regionale ci sarebbe quasi da ridere. Invece capita proprio alla Regione Sardegna. L’esempio che arriva dal governatore della Sardegna è pessimo.»

Lo scrive, in una nota, Emanuele Cani, segretario regionale del Partito democratico.

«Per nominare l’esecutivo che dovrà occuparsi dei problemi dell’isola, il vicepremier Matteo Salvini aveva annunciato che sarebbe bastato un quarto d’ora, il governatore ha impiegato due mesi e mezzo – aggiunge il segretario regionale del PD -. Subito dopo l’elezione aveva poi annunciato una serrata selezione dei curricula affinché ci fosse una certa attinenza tra competenze e deleghe. Così non è stato. Basta vedere il profilo di buona parte degli assessori per notare quanto poco rispondenti siano alle competenze richieste. Competenze che in qualche caso, proprio non ci sono. Sarà curioso capire – conclude Emanuele Cani – come si vogliono affrontare le diverse vertenze aperte e con cui si dovranno fare i conti in futuro.»

[bing_translator]

«L’annunciata decisione del presidente del Consiglio regionale di non partecipare alle manifestazioni per il 25 aprile è inaccettabile.»
Lo scrive, in una nota, Emanuele Cani, segretario regionale del Partito democratico.
«La Sardegna ha dato il suo apporto, con donne e uomini, a quel movimento che ha fatto nascere la democrazia e che oggi dà la possibilità, anche a chi dissente dalle nostre idee, di poter esprimere le proprie. Il presidente del Consiglio ha giurato sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Il suo ruolo, lo pone alla guida della massima assemblea regionale. Probabilmente – conclude Emanuele Cani – dovrebbe pensare più all’istituzione che rappresenta e non alla propaganda spicciola che vorrebbe cancellare le lotte e le conquiste che oggi ci permettono di vivere in uno Stato libero e democratico.»

[bing_translator]

Si è svolto oggi il primo incontro tra il segretario regionale del Partito Democratico Emanuele Cani, gli otto nuovi consiglieri regionali ed il vice segretario Franco Sabatini. Nel corso della riunione, è stata rimarcata quella che sarà una costante di questo percorso politico istituzionale, una grande sinergia tra il Partito Democratico ed il gruppo presente nel nuovo Consiglio regionale. Inoltre, sono state poste le basi per affrontare il percorso che dovrà essere intrapreso nel corso di questa nuova legislatura, cono particolare risalto ed attenzione alle problematiche della Sardegna e dei sardi.

[bing_translator]

Il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio ha firmato oggi il decreto che sblocca le risorse per gli ammortizzatori sociali di 60mila lavoratori nelle 18 aree di crisi complessa in Italia, quasi 800 dei quali sono in Sardegna. Il decreto passerà ora al ministero dell’Economia e delle Finanze per la firma del ministro Giovanni Tria, poi ci sarà un passaggio alla Corte dei Conti, prima che le risorse siano trasferite definitivamente alle Regioni. Gli ammortizzatori sociali, nella migliore delle ipotesi, non arriveranno ai lavoratori (che oggi hanno manifestato ancora una volta davanti al Mise) nel prossimo mese di giugno.

«Oggi apprendiamo della firma da parte del ministro del Lavoro al decreto per il rinnovo degli ammortizzatori sociali destinati ai lavoratori delle aree di crisi complessa – ha commentato il segretario regionale del Partito Democratico, Emanuele Cani -. C’è voluta la mobilitazione dei lavoratori sino a Roma per questo primo atto che non risolve il problema dei ritardi e la procedura è ancora lunga. È necessario che da parte dei soggetti interessati ci sia un’assunzione di responsabilità affinché i tempi già dilatati, ricordiamo che gli operai nel 2019 non hanno ancora percepito gli ammortizzatori sociali dovuti, siano rapidi. Attraverso i nostri rappresentanti nelle istituzioni seguiremo passo passo la vertenza e non faremo mancare il nostro sostegno ai lavoratori. La filiera dell’alluminio in Italia deve ripartire – ha concluso Emanuele Cani -. E deve ripartire da Portovesme.»

[bing_translator]

«La Sardegna rischia di trovarsi, fra qualche anno, senza energia ma probabilmente i rappresentanti del governo nazionale non se ne sono accorti. Forse sono troppo impegnati a chi la spara più grossa. Da chi invoca i forconi e gogne di piazza a chi disattende incontri annunciati con i lavoratori (per esempio Portovesme).»

Lo sostiene Emanuele Cani, segretario regionale del Partito Democratico.

«Però c’è anche chi dice che ci salveremo con le rinnovabili – aggiunge Emanuele Cani -. Siamo convinti che l’uso del carbone debba cessare, ma siamo veramente interessati a capire come si fa a governare la transizione dato che chi governa è contrario al metano e alla dorsale. Forse sono stati distratti dalla smania di giustificare l’insuccesso del reddito di cittadinanza o qualche altra promessa che comincia a non essere »

«Basta con gli spot – conclude Emanuele Cani -, i ministri in carica da quasi un anno si occupino dei problemi reali.»