Fiorella Mannoia incanta la Forte Arena con il concerto “Fiorella canta Fabrizio e Ivano – Anime salve”




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Più di un concerto, Fiorella canta Fabrizio e Ivano – Anime Salve è un omaggio profondo e sentito a un patrimonio artistico che continua a emozionare e a ispirare generazioni di ascoltatori, trovando nella suggestiva cornice della Forte Arena il palcoscenico ideale.
I biglietti sono ancora disponibili sui circuiti Box Office Sardegna e TicketOne.
Photop credit Luca Brunetti


La tournée “Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime Salve” prende vita nel trentennale dell’omonimo album di De André, pietra miliare della musica italiana e suo ultimo lascito creativo, realizzato insieme a Fossati e pubblicato nel 1996. Dal ricordo dei brani indimenticabili di quell’album – insignito della Targa Tenco – ai successi più amati e già intrecciati al repertorio e al cuore di Fiorella, fino a nuove interpretazioni dei capolavori dei due maestri, lo spettacolo è un omaggio sentito e profondo a un’eredità artistica e culturale, che continua a risuonare nel cuore di intere generazioni.
I biglietti per lo spettacolo sono disponibili a partire dalle ore 11.00 di oggi 27 febbraio sui canali ufficiali di Box Office Sardegna e Ticketone.






Tutto esaurito per la seconda serata di Fiorella Sinfonica – Live con orchestra all’anfiteatro di Tharros: dopo il veloce sold out per il concerto del 21 luglio, inizialmente previsto come unica data in Sardegna del tour della cantante romana, sono andati a ruba nel giro di pochi giorni anche i biglietti disponibili per quello organizzato per l’indomani, lunedì 22, dal festival Dromos e dalla Fondazione Mont’e Prama nell’ambito del festival “L’Isola dei Giganti”, proprio per venire incontro alla forte richiesta da parte del pubblico.
Il tour Fiorella Sinfonica – Live con orchestra, che prenderà il via il 3 giugno alle terme di Caracalla, a Roma, e che andrà in scena in altri siti di particolare valore, come Tharros, appunto, vedrà per la prima volta Fiorella Mannoia affiancata da un’orchestra: una nuova, emozionante avventura per la cantante romana nell’anno in cui spegne settanta candeline (fra due settimane, il prossimo 4 aprile) e che ha visto il suo ritorno in concorso al festival di Sanremo con il brano “Mariposa”, dopo l’ultima partecipazione e il secondo posto sul podio, nel 2017, con “Che sia benedetta”. “Mariposa” è un vero e proprio manifesto dedicato alle donne: Fiorella Mannoia canta le voci di ognuna di loro, nel tempo, nella storia, nel sentimento e nel mistero, raccontandole nella loro libertà, forza, dolore, gioia, amore. E c’è da immaginare che “Mariposa”, vincitrice del premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo in gara all’ultimo festival di Sanremo, sarà tra le canzoni in programma per i due concerti sold out del 21 e del 22 luglio a Tharros.
È stato presentato venerdì 22 settembre, a Carloforte, nei locali Ex-Me che ospitano la biblioteca comunale, il libro di Angela Borghero “My way” – Ho vissuto a modo mio, edito da Giampaolo Cirronis. In molti hanno partecipato all’evento: gli amici perché affezionati e i curiosi perché affascinati dall’aver tanto sentito parlare di questa instancabile “combattente”, Angela Borghero che, come scrive Francesco Sanna (direttore della RSA Sant’Elia di Nuxis) nella prefazione del libro «ha vissuto una vita straordinaria, ma altrettanto segnata da grandissimi momenti di difficoltà che hanno forgiato una grande donna, un esempio di coerenza, coraggio e senso di sacrificio per il prossimo». Leggendo il libro il lettore avrà davanti a sé un esempio di come anche gli ostacoli più difficili possano essere abbattuti. Definita nel 2002 come la “Paladina dei deboli”, per tanti anni Angela Borghero è stata impegnata nella difesa dei cosiddetti “invisibili”, delle persone che non “hanno voce” e che non riescono a difendere i propri diritti, spesso calpestati.
Oggi, a 81 anni, Angela non si è ancora arresa, nonostante la sclerosi multipla, rivelatasi quando aveva 20 anni, la costringa a vivere in una R.S.A. Lei prosegue a lanciare i suoi messaggi, cercando di fare breccia nei cuori, nella speranza che il maggior numero di persone possibile possano seguire il suo esempio.
L’evento di Carloforte organizzato dal gruppo di Sinistra Futura con il patrocinio del comune di Carloforte, ha offerto al pubblico presente una serata ricca e piacevole, presentata da Gabriella Olanda con la partecipazione del parroco della chiesa di San Carlo Borromeo don Andrea Zucca, di Luca Pizzuto, originario di Carloforte, ex consigliere regionale e oggi consigliere comunale di Sinistra Futura a Carbonia, della ricercatrice IRRE Rosella Capriata e del giornalista nonché editore del libro, Giampaolo Cirronis.
Dopo l’intervento dell’assessore e vicesindaco del comune di Carloforte Betty Di Bernardo, che ha detto di non conoscere Angela Borghero ma di averne spesso sentito parlare per la sua appassionata attività nel sociale, tutti i relatori hanno elogiato “le imprese” dell’autrice del libro, le hanno reso onore, riconoscendone un ruolo molto importante nel territorio. Non potendo essere presente per motivi legati alla sua salute, Angela ha salutato e ringraziato attraverso una telefonata in diretta tutti i presenti, che hanno poi assistito alla visione di un video con una lunga e toccante intervista rilasciata nella R.S.A. a Gabriella Olanda.
La voce di Mara Sanna ha poi proposto uno spaccato del libro, letto con un’intensità che accarezzava il cuore, e la canzone di Fiorella Mannoia “Quello che le donne non dicono”, interpretata dalla stessa Mara Sanna, ha poi suggellato in tutti un attimo di commozione, soprattutto vedendola cantare con la piccola figlia Eleonora al suo fianco.
Particolarmente significativo è stato l’intervento di Luca Pizzuto, che ha ricordato il percorso, sociale e politico, fatto con Angela Borghero fin da quando era ragazzo.
A concludere la serata, un altro intramontabile successo dell’insuperabile Frank Sinatra dal titolo “My way” interpretato da Franco che ha emozionato tutti i presenti.
La serata ha lasciato in ogni cuore dei presenti la consapevolezza che – come disse Aristotele – «per essere eccezionali non basta semplicemente pensare in modo eccezionale e sentirsi eccezionali, bisogna agire in modo eccezionale». Chi meglio di Angela Borghero lo ha dimostrato nella sua vita?
Nadia Pische
Una tranquilla cena tra amici in giardino, in una sera d’estate, tra chiacchiere e ricordi, al ritmo della musica brasiliana diventa l’occasione per un bilancio delle proprie esistenze e una riflessione sull’importanza dei legami consolidati nel tempo in “Que Serà”, originale e dolceamara commedia di Roberta Skerl che affronta con ironia temi complessi e di scottante attualità, in cartellone in prima regionale domani (sabato 19 febbraio, alle 21.00, al Teatro Civico “Oriana Fallaci” di Ozieri, domenica 20 febbraio, alle 21.00, al Teatro Civico di Alghero, lunedì 21 febbraio, alle 20.45, al Teatro Centrale di Carbonia e infine martedì 22 febbraio, alle 21.00, all’Auditorium Comunale “Nelson Mandela” di Santa Teresa Gallura sotto le insegne della Stagione di Prosa 2021-2022 organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna con il patrocinio e il sostegno del MiC / Ministero della Cultura, della Regione Sardegna e dei Comuni aderenti al Circuito e con il contributo della Fondazione di Sardegna.
Sotto i riflettori Paolo Triestino (sua anche la regia), protagonista con Edy Angelillo e Roberto D’Alessandro della pièce che racconta una storia d’amicizia, tra complicità e segreti, ricordi comuni e divergenze d’opinione, fino a una rivelazione inattesa che rimette in discussione tutte le certezze : una mise en scene raffinata ed essenziale mette in risalto la bravura degli interpreti e la capacità di cambiare registro, dai toni umoristici e scherzosi alle atmosfere più drammatiche e ricche di pathos, in un’ambientazione contemporanea suggerita dalle scenografie di Francesco Montanaro e dai costumi di Lucrezia Farinella, con disegno luci di Alessandro Nigro (produzione Diaghilev in collaborazione con Fiore e Germano).
“Que Serà” – con un titolo che rimanda a una celebre canzone di Chico Buarque de Hollanda, da cui Ivano Fossati ha tratto la versione italiana splendidamente interpretata da Fiorella Mannoia, sulla forza delle passioni che infrange regole e convenzioni, lasciandosi travolgere dall’istinto e dagli impulsi del cuore – è una commedia moderna su questioni etiche e filosofiche, dove i protagonisti Filippo, Giovanni e Ninni, «amici da sempre e per sempre», si trovano a confrontarsi con un grave dilemma e a interrogarsi sul valore e il significato di quel loro rapporto così intimo da accogliere confidenze e perfino confessioni, con la sospensione del giudizio ma pure il diritto di critica, con quella lucidità e libertà di chi sa ancora guardarsi negli occhi e affrontare la verità. Focus sul tema dell’amicizia, scaturita magari da una spontanea simpatia e da affinità di gusti, approfondita negli anni attraverso le frequentazioni e continuata perfino a distanza, malgrado i cambiamenti, le rispettive carriere professionali ed avventure sentimentali, il sorgere di nuovi interessi, una maggiore maturità e consapevolezza: quel legame ancora così saldo, che rappresenta uno spazio protetto, una dimensione privata in cui scambiarsi battute e pensieri, implica stavolta una prova più ardua, quasi inimmaginabile, eppure ineludibile.
Una sfida imposta dall’imprevedibilità del destino, contro cui è (im)possibile ma comunque necessario far fronte insieme, sfogliando a ritroso il diario degli anni trascorsi, per ritrovare l’orientamento sull’orlo di una catastrofe, per rispondere ad un interrogativo fondamentale: quanto conta davvero l’amicizia e cosa si è disposti a fare per un amico? Una domanda pericolosa quando in gioco ci sono principi religiosi e morali, sensibilità individuali e radici culturali, cui è possibile certamente dare una risposta astratta, ma in determinate condizioni nessuno è davvero capace di prevedere quale sarà la sua reazione, come si comporterà di fronte a una vera emergenza, fino a che punto saprà o vorrà spingersi in nome di quel legame così forte da assumere un significato quasi “tribale” e rituale, quanto e più dei legami di sangue, attraverso un sentimento di autentica “fratellanza” e sincera condivisione.
Nella giovinezza prevale l’istinto e la radicale complicità, la coscienza di un segreto, poi la maturità conduce su altre strade, impone altri ragionamenti, ma senza rinunciare alla coerenza, a quel senso di reciprocità ed appartenenza che rende uniti e sodali, ben oltre la semplice “compassione” nel senso più strettamente etimologico: si diventa amici per elezione e se quel legame perdura negli anni, si consolida, diviene in un certo senso eterno, un solido punto di riferimento tra le intemperie, un porto in cui rifugiarsi nella tempesta, con il calore di un fuoco nella notte, davanti a cui raccontarsi storie, dubbi, azioni e emozioni, rivelare i propri pensieri, perfino i desideri più inconfessabili e vincere le paure. Un passo indietro rappresenta un tradimento, la fine delle illusioni, lo smarrimento e la perdita di sé, corrisponde a cancellare una parte della propria identità: se l’amico è una sorta di alter ego, custode dei segreti, consigliere e consolatore nei momenti bui, diventa naturale e forse inevitabile ricorrervi nei momenti, richiedere il suo appoggio laddove nessun altro potrebbe prestare aiuto. “Que Serà” propone una riflessione sul confine fino a cui può spingersi un’amicizia, sulle decisioni e i dilemmi davanti a cui la vita ci mette, inaspettatamente, con i suoi scherzi crudeli, sul dolore e la sopportazione, il coraggio e la tenacia, sulla capacità di agire, o reagire, perfino con allegria e di sorridere e prendersi in giro, nonostante tutto, cercando di essere felici, di gustare ogni attimo, fino alla fine, al di là del bene e del male.
Info & prezzi
OZIERI / TEATRO CIVICO ORIANA FALLACI
biglietti:
intero 14 euro – ridotto 11 euro
per informazioni: 349.3614265 – riccardo.lutzu@tiscali.it
ALGHERO
biglietti:
platea: intero 15 euro – ridotto 13 euro
palchi: intero 13 euro – ridotto 10 euro
loggione 7 euro
info e prenotazioni: 3494127271 – iousaidaniela@tiscali.it – www.cedacsardegna.it
CARBONIA
biglietti:
platea – file da 1 a 7: 16 euro
platea – file da 8 a 11: 14 euro
platea – file da 12 a 14: 12 euro
platea – fila 15 e galleria: 10 euro
platea – fila 16 e 17 e palchetti: 7 euro
prevendita online: www.vivatickets.it
Info: 349.6961110 – 338.9831142 – e-mail: infocedac.carbonia@gmail.com
SANTA TERESA GALLURA
biglietti:
intero 13 euro – ridotto 11 euro
per informazioni: cell. 379.1253989 – e-mail: teatronelsonmandelastg@gmail.com –
Martedì 28 settembre, alle ore 11.00, presso la Sala Riunioni del Centro Direzionale del Comune di Iglesias, in via Isonzo 7, verrà presentato il progetto “Swim’n’ Swing”. Tra musica, arte, sport e inclusione sociale, il progetto “Swim’n’ Swing”, nasce grazie alla sinergia tra l’assessorato delle Politiche sociali e l’assessorato dello Sport, della Cultura e dello Spettacolo, ed arriverà ad Iglesias sabato 2 ottobre.
Il campione di nuoto Filippo Magnini sarà il testimonial del progetto.
Parteciperanno due grandi musicisti come Max Rosati chitarrista di Fiorella Mannoia e Massimo Moriconi, bassista di Mina.
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Gran finale della XII edizione di culturefestival, il festival internazionale di jazz organizzato dall’associazione Sardinia Pro Arte fondata e diretta dal musicista Simone Pittau, con la Presidenza onoraria del Premio Oscar Ennio Morricone.
Il grande chitarrista e compositore statunitense Pat Metheny domani non sarà solo sul palco: insieme a lui, infatti, i 60 artisti dell’Orchestra da Camera della Sardegna, sotto la direzione di Simone Pittau.
Questa la scaletta prevista per il gran finale di festival: Our final hour, Rain river, Always and forever, Precious jewel, Map of the world/the moon is a harsh mi stress, Last train home, Farmer’s trust, The calling, Tell her you saw me, Interval waltz, Love may take a while, Song for Bilbao, Living is easy with eyes closed/make peace, First song.
Insegnante fin da giovanissimo all’Università di Miami e alla Boston’s Berklee College of Music, Patrick Bruce Metheny, per tutti Pat Metheny, dall’esordio nella musica col suo primo album nel ’75 ad oggi ha collezionato un crescendo di consensi da parte della critica e del pubblico che lo hanno portato a essere definito una delle icone indiscusse del jazz e del free jazz mondiale. La sua produzione non si limita ai lavori da solista: vanta numerosi duetti e altre partecipazioni, oltre alla paternità del Pat Metheny Group di cui è fondatore e leader. Complessivamente ha collezionato 3 dischi d’oro e 20 Grammy Award.
Insieme a lui, domani sera sul palco di Mogoro si esibiranno gli elementi dell’ensemble fondato da Simone Pittau, ovvero l’Orchestra da Camera della Sardegna (OCS), un progetto nato nel 2004 col duplice intento di valorizzare gli studenti dei Conservatori e delle Scuole Europee di Musica e di riunire i musicisti sardi che esercitano con grande successo l’arte della musica in Italia e all’Estero. Il suo repertorio musicale spazia dal ‘600 all’800, oltre che esplorare altri generi quali il jazz, la musica popolare e da film, e ha la caratteristica di esibirsi nei luoghi più rappresentativi della cultura sarda, come chiese, ville, case patronali, siti archeologici e musei: non è un caso se l’OCS ha sede al Castello medievale Eleonora d’Arborea a Sanluri. L’intensa attività concertistica vanta la collaborazione di numerose personalità illustri del panorama internazionale come il Premio Oscar Luis Bacalov, Romeo Scaccia, Daniele Di Bonaventura, Andrea Morricone, Anna Tifu, Paolo Fresu, Andrew McNeill, Gilda Buttà, Marcello Peghin, Lutsia Ibragimova, Alexander Zemtsov, Eldar Nebolsin, Anton Barakhovsky, l’Amphion String Quartet, il Concilium Musicum de Galicia, l’Academy of St. Matthew’s, l’Orchestra Accademia della Sardegna e i musicisti della London Symphony Orchestra Andrew Marriner, Roman Simovic, Rinat Ibragimov, Thomas Martin, Colin Paris, Tim Hugh, Rebecca Gulliver, Jonathan Lipton, Neil Percy e Rachel Leach.
Merito delle intuizioni e della dedizione del violinista e direttore d’orchestra Simone Pittau che, formatosi al Conservatorio di Cagliari, ha poi collaborato con le più grandi istituzioni internazionali, a partire dal debutto con la London Symphony Orchestra nel 2001, su invito del grande Maestro sir Colin Davis, alla assidua collaborazione come violinista con il Premio Oscar Ennio Morricone.
Sin dagli studi in Conservatorio, ha svolto un’intensa attività concertistica come violinista in formazioni da camera, sinfoniche, operistiche, esplorando oltre alla classica diversi generi musicali, in tutta l’Europa, in Corea, Cina, Giappone, Cile, Brasile e Messico collaborando con musicisti quali Roger Waters, Dulce Pontes, Gianni Ferrio, Luis Bacalov, Riz Ortolani, Franco Piersanti, Nicola Piovani, Markus Stockhausen, Daniele Di Bonaventura, Enrico Rava, Danilo Rea, Maurizio Giammarco, Franco D’Andrea e con i musicisti del panorama pop Claudio Baglioni, Gino Paoli, Noah, Renato Zero, Celentano, Ron, Fiorella Mannoia, Cesare Cremonini, Alexia, Gianni Morandi, Lucio Dalla, Andrea Bocelli, Mario Biondi e Pino Daniele.
Si chiude così la XII edizione di culturefestival, la rassegna di jazz internazionale partita il 31 agosto da Sanluri e passata anche per Sardara attraverso un cartellone che ha contemplato alcune delle più influenti star del jazz, del soul e del funky di tutto il mondo.
La rassegna viene realizzata con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, il comune di Sanluri, il comune di Mogoro, la Fondazione di Sardegna, dagli sponsor “Sardegna Termale Hotel”, “Gruppo Acentro”, “Bresca Dorada”, “Comochi” ed altri.
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C’è il tutto esaurito per il concerto di Fiorella Mannoia, in programma sabato sera a Oristano, nell’ambito del festival Dromos.
Alle 21.30, sul palco allestito sotto le stelle in piazza Cattedrale (grazie alla gentile concessione dell’area da parte della Curia Arcivescovile di Oristano) Fiorella Mannoia si esibirà nell’unica tappa isolana del tour all’insegna del suo ultimo disco, “Personale” (pubblicato lo scorso marzo per Sony Music). L’ossatura dell’album si compone di tredici brani inediti, tredici storie che raccontano consapevolezze e prese di coscienza, riflessioni su se stessi, sull’umanità, sulla vita e sui sentimenti, in tutte le loro sfaccettature, e molto altro ancora; un album che è anche – come afferma la cantante romana – una “piccola e umile ‘personale'”, come recita il titolo: a rafforzare il racconto delle canzoni, trovano infatti spazio le fotografie realizzate dalla stessa Fiorella Mannoia in varie parti del mondo, assecondando una passione per l’arte dello scatto che ha recentemente approfondito e condiviso sui social network.
Altro appuntamento in cartellone per la giornata di domani, alle 18.30, al Centro per l’autonomia di Oristano (presso l’Ospedale Vecchio in piazzale San Martino) va in scena la performance “Serenate stralunate”, presentata dal Centro per l’autonomia con la compagnia Theatre en vol di Sassari. Ideato e progettato con metodologia contributiva, il lavoro (con la regia di Michelle Kramers e le scenografie di Puccio Savioli) ha come interpreti utenti e operatori della struttura. Lo studio si collega allo spunto tematico di questa ventunesima edizione di Dromos, che sotto il titolo “Casta diva” saluta la luna nel cinquantenario del primo sbarco dell’uomo sul suo suolo, e tenterà una narrazione del misterioso rapporto tra follia e creatività come espressioni della stessa lunaticità, tracciando un parallelo in chiave a volte ironica e a volte onirica, con azioni teatrali, quadri viventi ed elementi scenografici essenziali. Una composizione interdisciplinare per coinvolgere il pubblico in un viaggio alla ricerca della Luna, insieme ispiratrice e ammaliatrice.
“Canto alla Luna” è, invece, il titolo dell’evento musicale che il giorno dopo (domenica 4 agosto) omaggerà il nostro illustre satellite in uno dei luoghi più sacri dell’età nuragica, il Santuario ipogeico di Scaba ‘e Cresia in territorio di Morgongiori. Alle 21.30, le tradizioni musicali degli asiatici Huun-Huur-Tu, con le loro musiche e canti di Tuva, si intrecceranno con quelle dei Tenores di Bitti Remunnu ‘e Locu, da quarant’anni ambasciatori del canto tradizionale sardo, riconosciuto dall’UNESCO tra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità.