28 January, 2023
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Approda a Parigi, con la curatela di Laura Serani la mostra Sale Sudore Sangue, che espone 65 immagini di Francesco Zizola realizzate in Sardegna e in particolare nelle tonnare di Portoscuso, Porto Paglia e Cala Vinagra. L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 18 novembre al 13 dicembre nelle prestigiose sale dell’Espace photographique de Sauroy, a Parigi. Il progetto era stato presentato all’EXMA di Cagliari nel 2017, prodotto dal Consorzio Camù.

Una serie fotografica che vuole esplorare attraverso un linguaggio visivo articolato e complesso, il rapporto tra uomo e natura e la sua influenza sul mare.

Il sistema della tonnara inventato dai Fenici si tramanda nel mar mediterraneo da millenni e oggi sopravvive solo in Sardegna. Un sistema di pesca considerato sostenibile e che offre all’artista materia visiva per una narrazione che si rifà ad immagini ancestrali e a metafore che attraversano il tempo e lo spazio.

Il progetto espositivo è completato dal libro fotografico, edito da PostCart, arricchito dal racconto di Emilio Salgari “La pesca dei tonni” e dal cortometraggio As If We Were Tuna.

L’evento, prodotto dal Consorzio Camù nel 2017, è ora in circuitazione in Francia grazie al contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Bando IdentityLAB_2), all’interno del programma POR FESR 2014-2020 Azione: 3.4.1 e col sostegno di Tonnare Sulcitane S.r.l.

Italy, Sardinia, 11 June 2016
Large example of a bluefin tuna (Thunnus Thynnus).
Francesco Zizola /NOOR

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L’associazione culturale #IglesiasWiva organizza dal 21 al 29 giugno la seconda edizione del Festival “GIRALAFOTO”.

Forti del successo della scorsa edizione lavoreremo con il supporto di marchi leader nel settore quali: Nikon, Leica, Lumix, Panoasonic,Metz, Samyang, Zeiss, Kodak, Pentax, Canson, Digi Graphie, Epson, Profoto, Eizo, X-Rite 

Saranno otto giorni di conferenze, esposizioni, workshop e editoria… fotografia a 360°.

L’evento si articolerà nell’arco di un’intera settimana, dove grandi professionisti del mondo della fotografia saranno a disposizione della città di Iglesias per spiegare, condividere e insegnare le tecniche di ogni aspetto del loro lavoro.

Il festival abbraccerà ogni ambito di ciò che rappresenta la fotografia con i seguenti ospiti:

Dario Coletti: fotografo documentarista e vicedirettore dell’Istituto Superiore di Fotografia di Roma dove coordina il master annuale di fotogiornalismo. Le sue fotografie sono state esposte presso gallerie e musei nazionali e internazionali.

Il suo lavoro è stato pubblicato in diversi libri su temi antropologici e sociali. In seguito a diverse pubblicazioni, nel 2011 ha pubblicato con Postcart “Okeanos e Hades”, un lavoro di ricerca sul Sulcis Iglesiente.

Giacomo Por: si esprime essenzialmente nella FineArt Photography con uno speciale interesse per il ritratto e la continua ricerca nella sperimentazione. Ha suscitato l’interesse di critici e collezionisti, presentando il suo lavoro in molteplici mostre e incontri in giro per il mondo. Getty Images lo ha di recente insignito del premio come miglior fotografo italiano per il 2013. Egli guarda il paesaggio con la testa all’indietro. Vede gli occhi delle ombre capovolte. Non ortodosso, non ortogonale. Di corsa, ma non di fretta. Sospetta, inoltre, che giocare con la seta e la polvere renda eterni. Risiede abitualmente su una nuvola d’oro, tra le ore invisibili e gli occhi delle bambole che strappa alla terra. A memoria, dimentica d’essere polvere in silenzio.

Salvatore Ligios: i suoi scatti immortalano, certificano, in un certo senso autorizzano, l’Italia dal volto nuovo: una nazione che ha visto partire molti figli, altri ne ha visto arrivare, e con questo moto ondeggiante tenta ora di confrontarsi. L’identikit risultante è cromaticamente eterogeneo, culturalmente multiforme, quotidianamente sotto i nostri occhi. Ad oggi docente universitario dell’Accademia delle Belle Arti di Sassari.

Angelo Cucca: foto reporter per le più importanti testate regionali, appassionato di reportage, gira il mondo raccontandolo attraverso i suoi scatti.

Sandro Iovine: giornalista, critico e curatore, studia Scienze politiche e Lingua e Cultura giapponese presso l’IsMEO. Nel 1988 è redattore nelle riviste per la rivista di fotografia Reflex e Foto Pro. Nel 1992 crea e dirige a Roma il Centro fotogiornalismo, organizzando mostre in Italia e in Giappone con Francesco Zizola, Riccardo Venturi, Angelo Raffaele Turetta, Paolo Pellegrin, Dario Coletti. Tra il 1998 e il 2001 cura e coordina la mostra 25 anni all’infermo: la storia dei Medici Senza Frontiere. Collabora con il Mifav dell’Università di tor Vergata per la realizzazione di corsi e master di cui è anche docente e condirige la testata F&D. Nel 1999 assume la direzione del mensile Il fotografo che termina dopo 15 anni nel maggio di quest’anno.

Antonio Manta: Antonio Manta nasce ad Empoli nel 1966. Vive e lavora a Pian di Scò, in provincia di Arezzo. Fotografo professionista, è co-titolare della “Alternative Graphics” e docente di fotografia presso l’Università degli Studi ISIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) di Urbino. Tra le diverse attività svolte nel campo professionale, oltre alla collaborazione con importanti fotografi – Nino Migliori, Fulvio Roiter, Giovanni Marozzini, Tim A. Hetherington, Nancy Fina, Anke Merzbach – per i quali cura la stampa di mostre personali, ha tenuto corsi e workshop sull’uso della post produzione digitale e la stampa Fine art. Dal 2008 collabora con Canson, di cui è testimonial. Nel 2010 inizia la collaborazione con Epson come stampatore che garantisce la certificazione Digigrapie. È stampatore ufficiale del Lucca Digital Photo Festival e di Seravezza fotografia. Nel marzo 2010 è stato l’organizzatore e il curatore della prima edizione del “Fabriano Photo Festival” che ha ospitato mostre anche di giovani artisti e letture portfolio. Di particolare importanza è la collaborazione con il mastro cartaio Sandro Tiberi per lo sviluppo di una carta fatta a mano per la stampa Fine Art, nata proprio a Fabriano. Pubblica sue immagini su riviste del settore come Gente di Fotografia e Foto It. Come fotoreporter ha lavorato in Marocco, Tunisia, Togo, Uganda, Laos, Israele, Cambogia, Vietnam e Armenia. I suoi lavori sono conservati presso Len-Levine di New York e in collezioni private di Lione e Parigi.

Milos Kalvin: Editore del primo progetto editoriale, a diffusione internazionale, della fotografia mobile. Come può concretizzarsi un’idea, trasformare ciò che viene chiamata “fotografia mobile” in una rivista cartacea. Nell’ultimo numero sono state dedicate due pagine al Festival Giralafoto, inserendo immagini dell’edizione passata.

Saranno a disposizione degli iscritti alcuni Workshop, dove sarà possibile approfondire gli argomenti trattati nelle conferenze, con un rapporto allievo-insegnante più stretto.

L’intera manifestazione verrà patrocinata dal comune di Iglesias e dal Parco Geo Minerario, ente che promuove attività ispirate dai valori e dagli obiettivi fissati nella Carta di Cagliari, al fine di promuovere attività indirizzate al recupero, la salvaguardia e la valorizzazione dei siti e dei territori rientranti all’interno dei confini del Parco.

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La Fabbrica Artigiana di Fotografia, in collaborazione con il comune di Carbonia e il Centro Italiano della Cultura del Carbone, ha inaugurato giovedì 22 aprile 2014 il secondo appuntamento del ciclo di incontri “A scuola di fotogiornalismo”. Alle 16.00, presso la sala convegni del Museo del Carbone Grande Miniera di Serbariu, #Francesco Zizola ha presentato il suo lavoro di fotografo giornalista. Laureato in antropologia, tra i più interessanti fotografi italiani, Zizola ha vinto nove World Press Photo e numerosi premi internazionali con i suoi reportage che documentano un mondo segnato da guerre, malattie, violenza e inquinamento. A seguire ha guidato i partecipanti lungo il percorso della mostra fotografica “Born Somewhere” allestita presso la sala docce del Museo del Carbone, 25 scatti in bianco e nero, tratti dal volume #Born Somewhere (pubblicato in Francia dall’editore Delpire e in Italia da Fusi Orari).

Francesco Zizola ha trascorso gli ultimi anni della sua attività documentando le condizioni dell’infanzia nel mondo, dalla precarietà dei teatri di guerra e di crisi del pianeta alle condizioni di alienante benessere dei paesi ricchi. “Born somewhere”, “nato da qualche parte”, racconta le vite dei bambini di 27 paesi.

Dice Zizola: «La fotografia per me è stata sempre una passione e anche una necessità; fin dall’adolescenza sono rimasto attratto dalla possibilità di esprimermi attraverso la luce catturata dalla macchina fotografica e dalla camera oscura, questa alchimia capace di tradurre la realtà in visione ha segnato la mia vita come anche il bisogno di dare senso a questo linguaggio utilizzandolo in una prospettiva storica. Mi spinge a fotografare non solo la necessità sempre più urgente in questi giorni di tenere una traccia del vissuto e del reale nella memoria storica, ma anche lo sconforto per il fallimento di uno degli scopi precipui del giornalismo (e quindi anche del fotogiornalismo); quello della testimonianza trasformatrice, capace attraverso le verità scoperte e disvelate, di condizionare il corso degli eventi agendo sulle menti e sulle coscienze dei lettori. Ecco, il fotogiornalismo, a mio parere, potrebbe anelare a questo piccolo ma importante ruolo nelle complesse società contemporanee. La mia ostinazione quindi a “coprire” eventi spesso oscurati dal mercato dei media, trova la maggiore spinta in questa convinzione della necessità della testimonianza che il fotogiornalismo contemporaneo è chiamato ad espletare».

Francesco Zizola ha proseguito la sua attività a Carbonia nei tre giorni successivi con un laboratorio fotografico dal tema etica e fotogiornalismo.Il progetto sulla condizione dell’infanzia nel mondo ha visto la luce proprio per rispondere a questa necessità di racconto, di testimonianza, nella speranza che qualche coscienza possa prendere atto dell’urgenza di una visione diversa, diciamo pure critica, della nostra società e del nostro prossimo futuro. D’altronde i bambini e gli adolescenti protagonisti dei reportage che ho effettuato, ci raccontano non solo delle loro specifiche esistenze, ma ci pongono anche una domanda, una domanda che rimane senza risposta nel libro e nella realtà di tutti i giorni, ma che pesa forse più delle loro singole esistenze, una domanda che urla il bisogno di un presente diverso dall’orrore di cui non si sentono responsabili, ma soprattutto la domanda rivolta agli adulti per un futuro migliore.

Il progetto “A scuola di fotogiornalismo” curato dalla Fabbrica Artigiana di Fotografia proseguirà nei giorni dal 4 al 7 luglio con il fotografo Giovanni Marrozzini che presenterà i suo lavoro, allestirà una mostra fotografica sulla Palestina e terrà un laboratorio fotografico dedicato a raccontare l’Ardia, la corsa in onore di San Costantino che si svolge a Sedilo ogni anno il 6 e 7 luglio.

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Giovedì 22 maggio alle ore 16.00 è prevista l’inaugurazione della mostra fotografica Born Somewhere di #Francesco Zizola, allestita nella Sala Docce del Museo del Carbone. A cura della Fabbrica Artigiana di Fotografia in collaborazione con il comune di Carbonia e il Centro Italiano della Cultura del Carbone, la mostra è composta da 25  scatti in bianco e nero, tratti dal volume Born Somewhere (pubblicato in Francia dall’editore Delpire e in Italia da Fusi Orari). La mostra sarà visitabile fino al 15 giugno 2014 con orario 10.00 – 18.00 dal martedì alla domenica.

Il Museo del Carbone aderisce alla VI edizione della Giornata Nazionale sulle Miniere, prevista per il 24-25 Maggio 2014. La  sesta edizione dell’iniziativa, volta a coinvolgere tutte le realtà minerarie italiane, è promossa da AIPAI, ISPRA, ANIM e Associazione Mineraria Italiana in concomitanza con il G&T Day organizzato dall’Associazione Italiana di Geologia e Turismo.

24-25 maggio h 10.00 – 17.00

visita guidata della galleria sotterranea con biglietto ridotto (€ 4.00)

25 Maggio h 10.00

II esposizione di auto da competizione e d’epoca – auto moderne e storiche che competono nel Campionato Automobilistico Sardo ed auto d’epoca che hanno fatto la storia. Organizzatore: Sport Motori Carbonia

Museo paleontologico 1

Domenica 9 febbraio 2014, presso Il Museo PAS Grande Miniera di Serbariu, è stata inaugurata alla presenza dell’autore la mostra fotografica “HAITI-TOUT MOUN SE MOUN” (ogni uomo è un uomo) del fotografo Ivo Saglietti. L’autore ha accompagnato i presenti lungo il percorso dell’allestimento fotografico e ha raccontato la sua idea di fotografia e giornalismo proiettando alcuni dei suoi lavori di reportage. Il racconto fotografico di Saglietti su Haiti restituisce la drammaticità del-la storia con un bianconero intenso.

Dice Saglietti del suo lavoro: «Le fotografie sono state scattate tra il 1990 e il 1993, tra Haiti e Repubblica Dominicana, dove moltissimi Haitiani emigrano per lavorare come braceros nella piantagioni di canna da zucchero. Haiti è sicuramente uno dei luoghi più dolorosi che ho visitato: una povertà senza speranza ed estrema, un’oppressione totale da parte della borghesia Creola che si serve della religione, dei ton-ton macoute e di certa superstizione per controllare ed opprimere senza pietà una popolazione povera e stremata da sempre e per sempre. Ho scattato fin troppe fotografie, spesso inutili, mi sembrava che ogni scatto esprimesse un attimo di solidarietà.»

La mostra sarà visitabile fino al 6 marzo 2014 dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00; nei giorni dal 25 febbraio al 1 marzo dalle 10.30 alle 13.30 gli allievi della IV C dell’I.I.S. C. Beccaria hanno guidato i visitatori lungo il percorso. Nei tre giorni successivi all’inaugurazione l’autore ha tenuto un laboratorio fotografico sul tema “il racconto per immagini”, al quale hanno partecipato i fotografi locali e gli allievi dell’I.I.S. C. Beccaria di Carbonia. L’evento, curato dalla Fabbrica Artigiana di Fotografia di Carbonia con la collaborazione dell’I.I.S. Cesare Beccaria di Carbonia ed il Museo dei Paleoambienti Sulcitani, è la prima tappa del progetto “A scuola di fotogiornalismo” che vedrà a Carbonia la presenza di altri due grandi fotografi italiani: Francesco Zizola e Giovanni Marrozzini, rispettivamente nei mesi di maggio e luglio. Il progetto proseguirà con la formula del primo appuntamento e vedrà per ciascun fotografo l’allestimento di una mostra fotografica, la presentazione del lavoro dell’autore ed il laboratorio fotografico nei tre giorni successivi.

Franco Pomata

Fabbrica Artigiana di Fotografia info@fabbricaartigianadifotografia.org