24 September, 2026
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E’ durissima la reazione dei segretari regionali FP CGIL Roberta Gessa, FP CISL Davide Paderi e UIL FPL Fulvia Murru, alle ultime dichiarazioni dell’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu.

«Sono sconcertanti e gravissime le dichiarazioni dell’assessore Nieddu sui sindacati confederali che hanno proclamato lo sciopero generale del prossimo 7 ottobre – scrivono in una nota Roberta Gessa, Davide Paderi e Fulvia Murru -. A margine di una conferenza stampa nella quale era presente anche il presidente della Regione, l’assessore Nieddu, nervoso forse perché nei fatti inconcludente sulla vertenza AIAS, descrive come “sedicenti” le organizzazioni sindacali. Anziché preoccuparsi di trovare una soluzione e rispondere alla disperazione dei lavoratori ed al forte appello del Prefetto, l’assessore Nieddu sceglie l’insulto.»

«Questi scivoloni sono boomerang che tornano indietro e qualificano e rivelano stile e cultura democratica. Andiamo avanti senza timore, neppure di insulti da nervosismo politico. Era ovvio che Mario Nieddu su AIAS sarebbe stato imbrigliato da logiche assurde – concludono Roberta Gessa, Davide Paderi e Fulvia Murru – e così la realtà lo sta condannando a non decidere o incidere per niente.»

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Le segreterie FP-CGIL, FP-CISL e UIL-FPL hanno organizzato un’assemblea dei lavoratori AIAS per il 30 settembre, in vista dello sciopero proclamato per il 7 ottobre, per contestare ancora una volta l’irregolarità nella corresponsione degli stipendi e richiedere una fase nuova per il servizio e la tutela del lavoro.

«Nonostante le dichiarazioni e gli impegni presi dalla politica e le iniziative del Consiglio e della Giunta, i lavoratori ed il servizio vivono ancora una situazione di disagio e preoccupazione – spiegano i tre segretari Roberta Gessa, Massimo Cinus e Fulvia Murru -. È necessaria una svolta decisiva e concreta da parte delle Istituzioni alle quali si chiede di avere il coraggio di definire la vertenza. Organizziamo pertanto un’assemblea del personale in vista dello sciopero proclamato per il 7 ottobre, per contestare ancora una volta l’irregolarità nella corresponsione degli stipendi e richiedere una fase nuova per il servizio e la tutela del lavoro.»

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Le sette sigle sindacali presenti tra i lavoratori dell’AIAS sono state ascoltate ieri pomeriggio in Consiglio regionale dalla commissione d’inchiesta presieduta dall’on. Gianfranco Ganau. Piergiorgio Piu (Ugl) ha affermato che «sino al 2016 i lavoratori AIAS hanno ricevuto gli stipendi ma dal 2017 questo non è accaduto più mentre il servizio, comunque, viene effettuato». Per il leader della CSS Giacomo Meloni, «molti lavoratori sono senza stipendio da aprile scorso ma anche i mesi precedenti ad aprile sono stati pagati soltanto in parte».

Critiche verso i ritardi del tavolo tecnico convocato in Regione da settimane sono arrivate da Martino Sarritzu (Isa): «E’  necessario conoscere al più presto gli esiti di questi confronti tra ATS ed AIAS. In ogni caso da dieci giorni AIAS ha firmato la convenzione con la Regione ma i lavoratori non sono stati ancora pagati”.

Per i confederali la prima a parlare è stata Fulvia Murru (UIL), che ha offerto una ricostruzione della complessa vicenda a partire dal 2007: «In passato la cassa integrazione è stata gestita secondo le simpatie della proprietà e ancora oggi ci sono grandi situazioni debitorie verso i lavoratori: parliamo undici stipendi arretrati. In più, i lavoratori iscritti ai confederali sono vessati e talvolta anche licenziati per questo: siamo convinti che la riabilitazione debba tornare al pubblico e se alla politica non piace la soluzione di Sas Domos allora ci indichi un’altra soluzione». Sulla stessa linea Roberta Gessa (CGIL): «Questa è la vertenza più grossa della Sardegna, con oltre mille lavoratori e una situazione di evidente monopolio che deve cessare». Per Efisio Aresti (UIL), invece, «come fa AIAS a pagare 20 milioni di euro ai suoi creditori tra stipendi e forniture se i suoi crediti verso la Regione sono molto inferiori? E’ chiaro che versa in una situazione fallimentare».

Mentre per Luisella Spignesi (CISL) «è chiaro ormai che Aias ha trasferito sui suoi dipendenti il rischio di impresa», la CGIL è intervenuta con Giorgio Pintus, che ha denunciato «un enorme stato di insoddisfazione dei lavoratori» e ha annunciato una richiesta di intervento ai carabinieri «per verificare se le prestazioni erogate sono rispettose degli standard previsti per la sicurezza sul lavoro».

A conclusione delle audizioni, il presidente Gianfranco Ganau ha detto: «Sono soddisfatto per gli incontri di oggi che ci hanno permesso di conoscere a fondo la vicenda attraverso i differenti punti di vista. La commissione d’inchiesta attenderà gli esiti del tavolo tecnico convocato in assessorato e alla fine lavorerà ad individuare entro l’anno una soluzione politica da proporre al Consiglio regionale per la vertenza AIAS e sul fronte della riabilitazione, nell’interesse esclusivo dei pazienti e dei lavoratori».

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Non si ferma la mobilitazione delle segreterie regionali di FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, sulla vertenza AIAS. Questa mattina hanno inviato una nota al presidente della Regione Sardegna Christian Solinas, all’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu, al capigruppo del Consiglio regionale, ai lavoratori, alla questura di Cagliari, agli organi di informazione ed alla direzionale generale AIAS, con la quale annunciano la convocazione dell’assemblea dei lavoratori AIAS davanti al Palazzo del Consiglio regionale, in via Roma, a Cagliari, per le ore 15.00 di giovedì 18 luglio.

«Per i lavoratori – scrivono in una nota Roberta Gessa (FP CGIL), Davide Paderi (CISL FP) e Fulvia Murru (UIL FPL) – vanno previste tutte le prerogative in base all’art. 11 del CCNL AIAS del 2010/2012. La situazione AIAS e Fondazione richiede concretezza e determinazione da parte della politica regionale – Andiamo sotto il Consiglio regionale – concludono Roberta Gessa, Davide Paderi e Fulvia Murru – proprio per chiedere soluzioni urgenti rispetto alla gravità della vicenda, sia per i lavoratori che per la tenuta dei servizi.»

Il Centro AIAS di Cortoghiana.

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Le segreterie regionali FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, hanno chiesto un incontro all’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, sulla vertenza AIAS. Nella richiesta. inviata per conoscenza al presidente della Giunta regionale, Christian Solinas ed al presidente della commissione Sanità Domenico Gallus, i segretari Roberto Gessa, Davide Paderi e Fulvia Murru «visto l’approssimarsi della conclusione dei lavori del tavolo tecnico da Lei istituito in occasione dell’ultimo incontro con il Prefetto di Cagliari, chiedono un incontro per avere contezza delle risultanze del percorso da Lei scelto per prendere visione dello stato dell’annosa vertenza».

«È sconcertante – aggiungono Roberto Gessa, Davide Paderi e Fulvia Murru – come si continui a consentire che l’ingente quota di risorse economiche pubbliche impegnate nei servizi forniti dal soggetto accreditato AIAS, che opera in una condizione monopolista, da molti anni non venga destinata in via prioritaria ad onorare i crediti dovuti a chi svolge quei servizi, mandando sul lastrico intere famiglie.»

«Crediamo sia giunto il momento di dare una soluzione definitiva alla vertenza, poiché nessuna giustificazione può essere addotta e nessun sotterfugio deve essere più accettato perché in Sardegna nessun altro lavoratore ha dieci mesi di stipendi non pagati – concludono Roberto Gessa, Davide Paderi e Fulvia Murru -. Si chiede pertanto un incontro urgente per discutere delle eventuali decisioni assunte dall’Assessore per il superamento della crisi che ricade da anni sui lavoratori e sui servizi erogati.»

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«La nuova Giunta regionale non vanifichi le cose buone fatte finora in alcuni settori della Sanità sarda, ma cerchi di migliorare perché sulla salute dei cittadini non si deve arretrare ma andare sempre avanti anche se il processo di riforma sarà certamente lungo e complicato. Vanno invece assolutamente cambiate tutte le cose che non hanno prodotto risultati e che hanno creato problemi nei vari territori della Sardegna.»

E’ l’appello formulato alla futura Giunta regionale dalla segretaria generale della UIL FPL Sardegna Fulvia Murru che auspica «una buona riforma sanitaria condivisa che, pur in un ambito di risorse economiche ridotte, sia in grado di soddisfare la sempre crescente domanda sanitaria con scelte razionali che orientino bene gli investimenti e le azioni pubbliche».

«Il tema della Sanità è centrale nella vita dei cittadini e per ogni nuova Giunta è uno dei primi temi nell’attività di governo regionale – sottolinea la numero uno della Uil FPL -. Abbiamo tutti diritto a una sanità a misura delle nostre necessità ma soprattutto abbiamo bisogno di buone pratiche e non di retorica. I cittadini si aspettano servizi efficienti e di facile accesso mentre il personale vorrebbe lavorare in condizioni ottimali: ben organizzati, con una formazione continua e un buono stipendio.»

«La situazione attuale vede le Aziende Sanitarie sarde in profonda trasformazione con un lento e faticoso adeguamento alla nuova riforma organizzativa – evidenzia Fulvia Murru -, la UIL FPL non ha mai condiviso l’istituzione dell’ASL unica e, mentre i tanti che oggi ne prendono le distanze la votavano convintamente, le organizzazioni sindacali confederali della funzione pubblica erano in piazza a protestare. E’ vero che le riforme richiedono determinazione e coraggio e i progetti possono essere ambiziosi e innovativi, ma se sono talmente complessi da rischiare di peggiorare le già difficili condizioni di accesso ai servizi da parte dei cittadini e creare disagi al personale è sicuramente meglio fermarsi a riflettere e aprire un confronto con gli operatori del settore.»

Secondo la UIL FPL Sardegna è in primo luogo necessario ripensare percorsi e modalità assistenziali che valorizzino le attività assistenziali presenti negli ospedali più periferici e garantiscano servizi più prossimi ai cittadini. «L’obiettivo non dovrebbe tanto essere quello di stilare delle classifiche parlando di livelli – spiega Fulvia Murru – quanto piuttosto identificare le aree di debolezza del sistema sanitario sardo basandosi sul confronto effettivo con i cittadini e confrontandosi con i loro rappresentanti in modo da potersi concentrare sulle azioni di miglioramento necessarie del “sistema.»

Altro aspetto non secondario, sulla base di quanto riscontrato fino ad oggi, è secondo la UIL FPL l’assenza di una cultura del controllo e della verifica dei risultati che ha portato la politica a considerare interventi di governo solo quelli che comportano stanziamenti. Per far questo sarebbe necessario il rafforzamento dei controlli delle gestioni da parte della Regione o dell’Assessorato competente, oggi spesso debolissimi.

«Non si può pensare di intervenire sulla rete ospedaliera tagliando posti letto e accorpando discipline specialistiche se non si ha idea di cosa rimane dei servizi territoriali e come verranno riorganizzati – sostiene ancora Fulvia Murru -. Bisogna razionalizzare soprattutto per dare servizi migliori, efficienti, appropriati e di qualità e per cercare di abbattere la vergogna delle lunghe liste di attesa.»

La UIL FPL sarda evidenzia inoltre che nei territori dove la riforma prevede una diminuzione degli attuali servizi stanno nascendo centri specialistici privati non convenzionati. «E’ necessario garantire almeno gli attuali standard assistenziali perché dove arretra il pubblico arriva subito il privato: in un territorio vasto come la Sardegna i presidi periferici vanno tenuti aperti, riorganizzati e valorizzati in assenza di valide alternative. È fondamentale garantire un’equa distribuzione dei servizi sanitari su tutto il territorio per evitare una disparità di trattamento nella fruizione delle cure. Bisogna anche tener presente la penalizzante geografia di questi territori e l’isolamento causato dall’attuale rete viaria regionale. Noi non diciamo che in questi presidi bisogna portare le alte specialità ma avere almeno quanto previsto dalla norma nazionale per i presidi di base.»

«Insomma – conclude la segretaria generale della UIL FPL Sardegna – occorre una riforma seria che metta al primo posto il cittadino, il malato, l’utente e che privilegi la competenza: una buona riforma sanitaria è assolutamente necessaria, ma se non è condivisa non crediamo possa portare buoni risultati, qualsiasi sia il Governo Regionale in carica.»

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«Un risultato per niente scontato, ma frutto di un lavoro di capacità e perseveranza sindacale.»

La segretaria generale della UIL Fpl Sardegna, Fulvia Murru, esprime la sua soddisfazione per l’accordo integrativo relativo ai lavoratori del comparto sanitario regionale siglato oggi dalla RAS e da UIL, CGIL, NURSIND UP, FIALS e FSI.

«L’accordo – spiega la segretaria della Uil Fpl Sardegna – prevede le risorse aggiuntive disponibili da quest’anno per i circa 17mila lavoratori del comparto della sanità pubblica sarda. Queste somme, che ammontano a svariate centinaia di euro pro capite, saranno elargite attraverso gli strumenti del salario accessorio, della produttività e della contrattazione integrativa. Si tratta di un altro tassello aggiunto con i fatti e non soltanto a parole – conclude Fulvia Murru -: il nostro impegno a favore dei lavoratori continua.»

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Venerdì 21 dicembre, alle ore 14.30, presso sala congressi T-Hotel in Via dei Giudicati 66, a Cagliari, si terrà una assemblea aperta a tutti i cittadini organizzata dalle segreterie regionali di Uil Fpl e Uil Trasporti sui temi della funzione pubblica e dei trasporti in Sardegna.

All’evento sono stati invitati i candidati governatori ufficiali Massimo Zedda (centrosinistra), Christian Solinas (centrodestra), Francesco Desogus (Movimento 5 Stelle) ed Andrea Murgia (Autodeterminatzione) che risponderanno alle domande della segretaria generale UIL FPL Sardegna Fulvia Murru e del segretario generale UIL TRASPORTI Sardegna William Zonca.

 

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La commissione Bilancio, presieduta da Franco Sabatini (Pd) ha svolto questa mattina una serie di audizioni con l’obiettivo di approfondire e valutare alcune proposte modificative presentate al testo della legge di Stabilità, principalmente in materia di Trasporti e Sanità.

In particolare, il direttore dell’Aspal, Massimo Temussi, è stato chiamato ad illustrare la situazione dei lavoratori della ex Saremar che non sono stati riassorbiti dalla società privata che è subentrata nei collegamenti tra la Sardegna e le isole di Carloforte e La Maddalena. Il dottor Massimo Temussi, su invito del presidente Franco Sabatini, ha di fatto escluso la necessità di ulteriori stanziamenti per i 254 ex Saremar, considerato concluse le azioni a suo tempo poste in essere attraverso i voucher per la riqualificazione professionale e gli assegni per l’accompagnamento alla pensione.

L’assessore dei Trasporti, Carlo Careddu, ha invece assicurato una puntuale verifica amministrativa sugli emendamenti tendenti a introdurre nuove tratte e collegamenti Arst.

L’amministratore dell’Arst, Chicco Porcu, ha preliminarmente evidenziato i positivi risultati del bilancio (9 milioni di perdite nel 2017 a fronte del pareggio nel 2018) e si è confrontato con il consigliere di Art. 1 – Sdp, Eugenio Lai, sulle norme in favore dei cosiddetti assuntori, confermando le difficoltà per la corretta applicazione della legge approvata dal Consiglio regionale lo scorso agosto.

Successivamente i funzionari dell’assessorato della Sanità, con in testa la direttrice delle politiche sociali, Stefania Manca, hanno escluso la necessità di ulteriori stanziamenti in favore degli ambiti Plus per la gestione associata dei servizi alla persona, come invece ipotizzato in alcuni emendamenti presentati al testo della manovra 2019.

Sul reddito di libertà (stanziamento di 300 mila euro per il 2018) la dottoressa Stefania Manca ha denunciato una generale carenza del personale e oggettive difficoltà per garantire l’espletamento degli adempimenti stabiliti nella legge 33/2018  ed ha riferito quindi alla commissione la decisione dell’assessorato di procedere con l’assegnazione delle risorse agli enti gestori degli ambiti Plus, dove insistono le cinque case di accoglienza per le vittime delle violenze.

La direttrice delle politiche sociali ha inoltre rassicurato il capogruppo Pds, Gianfranco Congiu, sugli stanziamenti necessari per la riapertura del centro antiviolenza di Macomer, mentre ha mostrato perplessità sulla proposta avanzata dalla capogruppo Fi, Alessandra Zedda, per il trasferimento agli Enti locali, entro il primo trimestre dell’anno, delle risorse destinate ai sofferenti mentali.

I lavori si sono dunque conclusi con le audizioni della segretaria regionale Uil-Fpl, Fulvia Murru, e del suo omologo della Cisl-Fp, Massimo Cinus, che hanno chiesto la riapertura della contrattazione aziendale in favore dei 23mila lavoratori della sanità che da venti anni attendono l’adeguamento stipendiale. Il presidente della commissione, Franco Sabatini, ha quindi annunciato lo stanziamento di undici milioni di euro per dare piena attuazione al contratto nazionale recentemente approvato ed ha ribadito l’impegno per la stabilizzazione di circa 700 lavoratori nonché l’assunzione attraverso i concorsi di altri 500 addetti. 

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«Le crescenti tensioni e strumentalizzazioni relative alla vertenza AIAS sono indirizzate male, in quanto, purtroppo, cercano di colpire non la causa della crisi ma invece chi sta cercando faticosamente di far rispettare le regole, dare qualità al servizio e tutela e salvaguardia del lavoro.»

Lo scrivono, in una nota, i segretari regionali di FP CGIL Roberta Gessa, CISL FP Davide Pateri e UIL FPL Fulvia Murru.

«Il pagamento dello stipendio è un diritto sacrosanto in tutti i settori; per CGIL, CISL e UIL è una coerenza col diritto e la civiltà del lavoro. Nella vertenza AIAS questo diritto p da tempo venuto meno, come sono venute meno le relazioni sindacali ed il dialogo necessario, soprattutto in un’azienda in crisi da anni come AIAS – aggiungono Roberta Gessa, Davide Pateri e Fulvia Murru -. Da tempo AIAS ha scelto di rompere con CGIL, CISL e UIL e licenziare una serie di dirigenti sindacali, rei solo di aver espresso opinioni libere e non offensive. La regola, prevista in altri contratti ed appalti e dal 2017 prevista in Sardegna finalmente per questo settore, mette tutti gli operatori di fronte ad una responsabilità aziendale importante. Pagare lo stipendio per poter avere il rinnovo della convenzione. ATS non ha, purtroppo, applicato in questi mesi alcune parti fondamentali della delibera della Giunta regionale. Perciò ATS ha in parte favorito AIAS, non applicando del tutto la delibera, ad esempio rispetto ai rigidi vincoli delle verifiche mensili sulla regolarità stipendiale e previdenziale. Addirittura oggi ATS paga AIAS prima di tutti.»

«E’ oggettivo che non è colpa di Arru se AIAS non paga gli stipendi correnti ed arretrati. Non è colpa di Arru se AIAS non trova una società che fornisce una fidejussione valida che sblocchi le risorse. Non è colpa di Arru se i soldi che AIAS ha già preso da ATS e dai Comuni non sono andati tutti ai lavoratori e che quelli che ancora mancano per le mensilità dovute ai lavoratori, sono molto ma molto superiori al credito reale vantato dall’Associazione – sottolineano ancora Roberta Gessa, Davide Pateri e Fulvia Murru -. Nei confronti di Arru non siamo stati teneri in occasione della riforma e abbiamo anche realizzato un grande sciopero generale, ma non ci sono mai state azioni violente e offensive della sua persona. Al netto delle polemiche appositamente confuse, per CGIL, CISL e UIL – concludono Roberta Gessa, Davide Pateri e Fulvia Murru – tutti i lavoratori AIAS devono lavorare con serenità professionale e la garanzia del salario. Dopo anni di disperazione, gli utenti e i lavoratori in un settore così delicato, non meritano una simile situazione, che non è stata creata da altri se non dal vertice AIAS.»