25 June, 2026
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La UIL Sardegna e la UILTEC Sardegna accolgono positivamente l’approvazione del DPCM per l’Isola, ora in fase di bollinatura al Ministero dell’Economia, ma richiamano il Governo alla responsabilità.

«Dopo una lunga attesa, finalmente si compie un passo avanti importante – hanno detto Fulvia Murru, segretaria generale UIL Sardegna e Pierluigi Loi, segretario generale UILTEC Sardegna -. Ma il tempo è importante e serve operare con decisione. Serve rendere il provvedimento operativo quanto prima, garantendo risorse certe per le imprese e i lavoratori.»

Secondo UIL Sardegna e la UILTEC Sardegna «troppo spesso la Sardegna ha visto fermarsi i provvedimenti a metà strada».

«Non possiamo permettere altri rinvii hanno concluso Fulvia Murru e Pierluigi Loi -. La vera sfida sarà trasformare il DPCM in sviluppo concreto, lavoro stabile e qualificato, rilancio industriale e una transizione energetica giusta. Su questo la UIL e la UILTEC saranno in prima linea per vigilare e incalzare il Governo.»

Sono 5.870 le denunce di infortunio sul lavoro ricevute dall’Inail da gennaio a giugno 2025 in Sardegna, 70 in più rispetto allo stesso periodo del 2024, sette le vittime. Solo a giugno sono state registrate 961 denunce di infortunio sia a lavoro che in itinere. Il settore più colpito è quello dell’industria e dei servizi (di cui fanno parte manifattura, edilizia, ma anche ristorazione, sanità), con 4.227 infortuni. Sono i dati riportati dalla statistica Inail aggiornata al 30 giugno scorso.

«E’ un numero troppo elevato – denuncia la UIL Sardegna -. Si deve investire molto di più su prevenzione e formazione.»

L’allarme arriva alla vigilia dell’anniversario dell’eccidio di Buggerru e del patto siglato lo scorso anno tra sindacati e Regione proprio sugli infortuni sul lavoro. Un patto che al momento è rimasto solo sulla carta, come dimostrato dalla mancata previsione nell’assestamento di bilancio regionale delle risorse. L’accordo prevedeva, tra le altre cose, azioni per promuovere la sicurezza sul lavoro in Sardegna puntando su prevenzione, formazione e controllo.

«L’articolo 5 del patto – ricorda la segretaria generale della UIL Sardegna, Fulvia Murru – prevedeva il finanziamento triennale delle varie attività, ma non è stato fatto nulla salvo che ‘dimenticare’ le risorse per attuarlo. Scriverò alla presidente Alessandra Todde. Chiederemo un incontro urgente e l’apertura di un tavolo permanente sul tema infortuni sul lavoro.»

Secondo Fulvia Murru bisogna assolutamente investire sulla sicurezza: «Non può essere sottovalutataevidenzia la segretaria della UIL – servono controlli ma non solo. L’azione pubblica e imprenditoriale deve puntare di più sulla prevenzione e la formazione dei lavoratori. Servono interventi mirati».

Per la segretaria generale della UIL è necessario penalizzare le aziende che non rispettano le norme sulla sicurezza: «Devono essere escluse dal mondo del lavoroconclude Fulvia Murru -. Solo puntando di più su controlli, sicurezza, formazione e prevenzione si ridurrà il numero di morti e infortuni sul lavoro e non saremo costretti a leggere costantemente un bollettino di guerra».

 

«Stiamo assistendo all’ennesima vergognosa ingiustizia a danno delle lavoratrici e dei lavoratori del Servizio sanitario regionale. I lavoratori precari, assunti per far fronte alla pandemia da Covid-19, oggi hanno ricevuto la retribuzione senza il salario di produttività che è stato assicurato alle colleghe e ai colleghi che come loro hanno lavorato in questi anni di pandemia. Abbiamo posto il problema ieri pomeriggio all’attenzione dell’assessorato regionale della Sanità che ci ha comunicato che visti gli stanziamenti statali di emergenza che non coprivano interamente le quote di risorse necessarie ad assicurare l’applicazione corretta di tutti gli istituti contrattuali, compresa la produttività, le risorse aggiuntive dovevano essere stanziate dalle Regioni per assicurare la piena applicazione del contratto a tutte le lavoratrici e lavoratori impegnati in prima linea nella pandemia.»
Lo scrivono, in una nota, Roberta Gessa, Massimo Cinus e Fulvia Murru, segretari della FP Cgil, Cisl FP e Uil FPL.
«A fronte del fatto che il finanziamento del Fondo Sanitario Regionale è a totale carico della nostra Finanziaria, che non ha provveduto finora, chiediamo alla Giunta regionale ed al Consiglio che sta discutendo in questi giorni la DDL OMNIBUS 2 di mettere immediatamente a disposizione le somme necessarie per consentire anche ai lavoratori e alle lavoratrici assunti appositamente per far fronte alla Pandemiaconcludono Roberta Gessa, Massimo Cinus e Fulvia Murru, di avere riconosciuti gli stessi diritti dei loro colleghi con cui hanno lavorato fianco a fianco in questi anni terribili.»

Assunzioni straordinarie, stabilizzazione dei precari e maggiore sicurezza dei lavoratori. Così la segretaria generale della Uil Fpl Sardegna, Fulvia Murru, sintetizza i motivi dello sciopero della Sanità che si è tenuto oggi a Cagliari, Sassari e Carbonia.

«Le ragioni di uno sciopero che si fa finta di non capire sono queste – spiega Fulvia Murru -: rivendicare maggiori risorse per le assunzioni straordinarie in Sanità che se non si fanno ora in piena emergenza pandemica non si faranno mai più. Stabilizzare i tanti precari che lavorano da anni nelle amministrazioni pubbliche senza nessun diritto e garanzie. Garantire inoltre maggiore sicurezza ai lavoratori (medici, infermieri, oss, tecnici di laboratorio e di radiologia, vigili del fuoco, polizia municipale, polizia carceraria, lavoratori delle imprese di pulizia, etc.) che in questi giorni e in questi mesi stanno fronteggiando l’emergenza pandemica ci sembra un atto dovuto e di fondamentale importanza nell’interesse di chi è chiamato a garantire i servizi pubblici all’utenza

«Inoltre – aggiunge Fulvia Murru – chiediamo più risorse per la Ricerca e la Prevenzione. Il diritto alla Salute deve continuare ad essere gratuito per tutti i cittadini. Basta tagli nei settori strategici nel paese, i risparmi nella spesa pubblica si fanno tagliando stipendi ai super manager e consulenze inutili strapagate agli amici degli amici. Basta con la lottizzazione della politica e con la spartizione di poltrone nel settore pubblico. Bisogna rinnovare e modernizzare la pubblica amministrazione e la sanità per garantire servizi efficienti e di qualità ai cittadini sardi

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Ieri mattina, su richiesta delle Segreterie Regionali di FP CGIL, FP CISL e UIL FPL, si è tenuto l’incontro convocato in video conferenza dal prefetto di Cagliari sullo stato dell’arte della procedura di concordato AIAS.

Vi hanno preso parte il Prefetto, l’assessore regionale alla Sanità, le OO.SS. di categoria di CGIL, CISL e UIL e l’AIAS, rappresentata dalla Presidente e dal Direttore generale, con l’assistenza di due nuovi consulenti dell’azienda, dott. Mocci e avv. Macciotta.

«Alle richieste di un puntuale aggiornamento sulla procedura di concordato e sullo stato delle misure per la sicurezza sul lavoro nonché al quesito posto sul significato del cambiamento dei consulenti incaricati dall’AIAS, manifestate – oltre che dalle organizzazioni sindacali anche dai rappresentanti istituzionali presenti, l’associazione non ha rispostosi legge in una nota dei segretari di FP CGIL Roberta Gessa, CISL FP Massimo Cinus e UIL FPL Fulvia Murru -. La proroga della conclusione della procedura di concordato a metà giugno ha consentito all’AIAS il proseguimento della propria ricognizione delle situazioni debitorie e delle attività economiche e di sostenere che è possibile l’uscita dalla procedura con la continuità aziendale, insieme al pagamento dei debiti a proprio carico. L’AIAS, su nostra esplicita richiesta, ha affermato di aver considerato per la sostenibilità della proposta di “continuità” anche i crediti vantati verso la committenza ed una significativa rivalutazione della produttività dei servizi gestiti come elementi essenziali di tale prospettiva.»

«Riguardo alla riapertura dei servizi chiusi per effetto dell’emergenza Covid-19aggiungono Roberta Gessa, Massimo Cinus e Fulvia Murru, l’AIAS ha affermato di aver quasi terminato la predisposizione dei protocolli per la sicurezza nei singoli centri gestiti, che invierà nei prossimi giorni all’ATS ed all’Assessorato alla Sanità. Le OO.SS. hanno manifestato insoddisfazione, disappunto e perplessità per la genericità delle risposte fornite in merito al cambiamento di strategia aziendale che, proprio per l’assenza di qualsivoglia informazione utile a comprendere le possibilità di attuazione in termini concreti, esprimono forte preoccupazione.»

FP CGIL, FP CISL e UIL FPL hanno richiesto la presentazione di un quadro meno generico che renda noti i termini della proposta aziendale per il concordato nel massimo rispetto delle procedure di legge e del ruolo del Tribunale di Cagliari; istanza sostenuta dai rappresentanti istituzionali presenti.

«Su sollecitazione del Prefetto si è pervenuti a concordare una successiva riunione, che potrà tenersi ai primi del mese di giugno, alla quale l’AIAS ha richiesto che partecipino anche le OO.SS. autonome presenti in azienda, le quali – come chiarito dal Prefetto – non hanno partecipato all’incontro odierno in quanto non hanno avanzato richieste in tal senso. Per quanto riguarda la predisposizione dei protocolli aziendali per la sicurezza ai fini del contenimento dell’emergenza Covid, FP CGIL – FP CISL e UIL FPL hanno richiesto ed ottenuto che tali protocolli siano sottoposti alla valutazione preventiva delle OO.SS., in attuazione degli accordi nazionali sulla sicurezza del 14 marzo e del 24 aprile, recepiti dal Governo italiano.»

Le segreterie regionali FP CGIL, FP CISL e UIL FPL si sono riservate le valutazioni a riguardo delle proprie iniziative da oggi al mese di giugno, «perché intendono andare avanti per uscire definitivamente dalla crisi infinita, non accetteranno alcun passo indietro».

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«Anche in ragione delle notizie degli ultimi giorni e delle ultime ore, a partire dall’attivazione della quarantena in diverse località del Nord Italia, in merito alla prevenzione sul tema Coronavirus la UIL FPL invita la Regione sarda a sollecitare tutte le Aziende sanitarie, nonché le diverse Istituzioni locali ad adottare tutte le misure idonee, compresi mezzi di protezione individuale, al fine di garantire la migliore tutela per tutti i dipendenti e tutti i cittadini.»

Lo scrive, in una nota, Fulvia Murru, segretaria regionale UIL FPL Sardegna.

«Particolare attenzione chiediamo venga posta nei confronti di tutti i luoghi di cura a partire dai Pronto soccorso e nelle situazioni di maggiore afflusso e attese come ad esempio i CUP ed i punti di accettazione come gli uffici anagrafe – aggiunge Fulvia Murru -. Sempre al fine di rafforzare le misure preventive riteniamo possa essere altresì utile valutare le tempistiche di forme di aggregazione di massa come ad esempio lo svolgimento di eventi pubblici ai quali partecipano migliaia di cittadini, limitando così gli spostamenti sul territorio regionale.»

«Un plauso ancora una volta è rivolto a tutti gli operatori sanitari, dai medici agli infermieri che, come in altre occasioni emergenziali – conclude Fulvia Murru -, sono quotidianamente impegnati al servizio delle collettività locali.»

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La vertenza AIAS non si sblocca ed i lavoratori incrociano nuovamente le braccia con una giornata di sciopero, domani, giovedì 19 dicembre.

«In questi ultimi giorni da diverse strutture AIAS di tutta la Sardegna, ci stanno arrivando delle segnalazioni secondo le quali, alcuni solerti coordinatori e direttori sanitari, abbiano stilato delle circolari per stabilire i contingenti minimi essenziali per la giornata di sciopero, proclamata per il 19 dicembre – scrivono in una nota i segretari FP CGIL Roberta Gessa, FP CISL Davide Paderi e UIL FPL Fulvia Murru –. Il tutto in barba alle vigenti normative in materia di sciopero e di contingenti minimi. Sì, perché la maggior parte di queste strutture che erogano prestazioni di riabilitazione ambulatoriale e domiciliare che non devono garantire un’assistenza h24. Se ciò non bastasse, in questi giorni, anche uno dei legali del concordato sta facendo il giro delle maggiori strutture a ciclo continuativo per convincere i lavoratori che lo sciopero è sbagliato e che danneggia i lavoro che loro stanno facendo per evitare il fallimento. Tutto ciò sta creando forte sconcerto e confusione perché molti di questi lavoratori, per paura di incorrere in sanzioni disciplinari che in AIAS sono la norma, stanno decidendo di non aderire più allo sciopero.»

«Per fare un po’ di chiarezza ribadiamo che, così come ha scritto la Commissione Nazionale di Garanzia sullo sciopero nella nota prot. n. 0016804/SNT/PVT del 30/10/2019 inviata alle segreterie regionali di categoria, in cui nella stessa si dice che l’accordo di regolamentazione dell’esercizio del diritto di sciopero nel comparto del Servizio Sanitario Pubblico del 20/09/2001, è applicabile anche al settore Sanità Privata, come da delibera n. 04/612 del 11 novembre 2004 – aggiungono Roberta Gessa, Davide Paderi e Fulvia Murru -. In modo particolare l’art. 2 chiarisce quali sono i servizi che si possono considerare servizi essenziali e ancora meglio l’art. 3 comma 3 recita testualmente quanto segue “per contingenti di personale da impegnare nelle altre prestazioni indispensabili, va fatto riferimento ai contingenti impiegati nei giorni festivi, ove si tratti di prestazioni normalmente garantista in tali giorni”. Quindi vanno garantiti solo i servizi H24 ed il personale individuato per i contingenti minimi, e quindi esonerato dallo sciopero, deve essere individuato di norma, e di volta in volta, con criterio di rotazione.»

Roberta Gessa, Davide Paderi e Fulvia Murru hanno chiesto al prefetto di Cagliari, Bruno Corda, al presidente della Regione Christian Solinas e all’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu, «un immediato intervento affinché vengano a cessare queste azioni di ostruzionismo/terrorismo messe in campo da AIAS e che si dia piena libertà ai lavoratori di decidere se aderire o meno allo sciopero regionale del 19 dicembre, con manifestazione sotto l’assessorato regionale alla Sanità di via Roma, a Cagliari. Si evidenzia, purtroppo, una continua e mai cessata ingerenza ed attività gestionale diretta dei vertici Aias e dei loro fiduciari, nonostante siano in atto procedure formali che avrebbero richiesto atteggiamenti diversi e più rispettosi di una disperazione dei lavoratori ormai certificata e oggettiva, negata per anni».

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I segretari nazionali della Uila Uil e della Uil Fpl, Stefano Mantegazza e Michelangelo Librandi, saranno a Cagliari giovedì 14 novembre, nella sede Uil di via Po (ore 10.00, sala grande, quarto piano) per illustrare l’accordo sottoscritto a livello nazionale da UILA e FPL UIL per la tutela dei lavoratori dell’Agenzia Forestas.

«Alla base dell’accordo – spiegano Gaia Garau e Fulvia Murru, rispettivamente segretarie regionali della Uila e della Uil Fpl – vi è una consapevolezza condivisa: mettere insieme le specifiche conoscenze di due categorie che si occupano di due settori diversi, al fine di applicare le L.R. n. 43/2018 e la n. 6/2019.»

Nella premessa dell’accordo sono contenuti gli elementi principali di questa azione condivisa: la stabilizzazione del personale a tempo determinato e la ricerca delle risorse necessarie all’avvio di una contrattazione che garantisca il miglior risultato possibile per i nostri iscritti.

«Nel corso della riunione – annunciano Gaia Garau e Fulvia Murru – illustreremo la piattaforma con le nostre proposte su entrambi i punti cruciali, e cioè l’assunzione definitiva a tempo pieno dei dipendenti finora stagionali e l’applicazione del CCRL del comparto Regione a tutto il personale di Forestas, che cercheremo di presentare già nelle prossime riunioni al Coran. Siamo convinti che questo accordo abbia chiarito una volta per tutte la posizione delle nostre categorie e che sia la dimostrazione che la UIL ha un unico interesse: la tutela dei lavoratori che rappresenta

Gaia Garau.

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Gaia Garau (Uila Uil):

I segretari nazionali della Uila Uil e della Uil Fpl, Stefano Mantegazza e Michelangelo Librandi, saranno a Cagliari il 14 novembre pv, nella sede Uil di via Po (sala grande, quarto piano) per illustrare l’accordo  sottoscritto a livello nazionale da UILA e FPL UIL per la tutela dei lavoratori dell’Agenzia Forestas.

«Alla base dell’accordo – spiegano Gaia Garau e Fulvia Murru, rispettivamente segretarie regionali della Uila e della Uil Fpl – vi è una consapevolezza condivisa: mettere insieme le specifiche conoscenze di due categorie che si occupano di due settori diversi, al fine di applicare le L.R. n. 43/2018 e la n. 6/2019

Nella premessa dell’accordo sono contenuti gli elementi principali di questa azione condivisa: la stabilizzazione del personale a tempo determinato e la ricerca delle risorse necessarie all’avvio di una contrattazione che garantisca il miglior risultato possibile per i nostri iscritti.

«Nel corso della riunione – annunciano Gaia Garau e Fulvia Murru – illustreremo la piattaforma con le nostre proposte su entrambi i punti cruciali, e cioè l’assunzione definitiva a tempo pieno dei dipendenti finora stagionali e l’applicazione del CCRL del comparto Regione a tutto il personale di Forestas, che cercheremo di presentare già nelle prossime riunioni al Coran. Siamo convinti che questo accordo abbia chiarito una volta per tutte la posizione delle nostre categorie e che sia la dimostrazione che la UIL ha un unico interesse: la tutela dei lavoratori che rappresenta.»

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E’ durissima la reazione dei segretari regionali FP CGIL Roberta Gessa, FP CISL Davide Paderi e UIL FPL Fulvia Murru, alle ultime dichiarazioni dell’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu.

«Sono sconcertanti e gravissime le dichiarazioni dell’assessore Nieddu sui sindacati confederali che hanno proclamato lo sciopero generale del prossimo 7 ottobre – scrivono in una nota Roberta Gessa, Davide Paderi e Fulvia Murru -. A margine di una conferenza stampa nella quale era presente anche il presidente della Regione, l’assessore Nieddu, nervoso forse perché nei fatti inconcludente sulla vertenza AIAS, descrive come “sedicenti” le organizzazioni sindacali. Anziché preoccuparsi di trovare una soluzione e rispondere alla disperazione dei lavoratori ed al forte appello del Prefetto, l’assessore Nieddu sceglie l’insulto.»

«Questi scivoloni sono boomerang che tornano indietro e qualificano e rivelano stile e cultura democratica. Andiamo avanti senza timore, neppure di insulti da nervosismo politico. Era ovvio che Mario Nieddu su AIAS sarebbe stato imbrigliato da logiche assurde – concludono Roberta Gessa, Davide Paderi e Fulvia Murru – e così la realtà lo sta condannando a non decidere o incidere per niente.»