6 December, 2022
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La strada maestra dell’elettrificazione di usi e consumi, accompagnata ad un sempre più deciso ricorso alle fonti di energia rinnovabile, è il percorso vincente per ottenere benefici ambientali, economici e sociali: è la conclusione di BIRDIE-S (Build the Innovative Renewable and Digitally Inclusive Electrified – Sardinia), progetto di studio con cui Fondazione Enel, Università di Cagliari e Politecnico di Torino dimostrano con numeri e riscontri scientifici che grazie alle sue particolari caratteristiche la Sardegna, diventando completamente “birdi” (verde in  lingua sarda), ha la concreta opportunità di diventare un polo di eccellenza internazionale della transizione energetica.

Le specificità fisiche e socioeconomiche della Sardegna la rendono un unicum nel panorama energetico italiano: l’insularità e le condizioni climatiche, unite alla bassa densità demografica, alle caratteristiche del settore industriale e alla mancanza di connessione con la rete di trasmissione del gas, infatti, hanno creato il contesto ideale ad una consistente penetrazione dell’energia elettrica negli usi finali. Posizione di vantaggio, quella nell’elettrificazione, che è speculare a quella goduta dall’isola anche in tema di produzione da fonte rinnovabile, grazie all’ampia disponibilità di sole e vento.

Proprio da questi fattori lo studio BIRDIE-S prende le mosse per proporre uno scenario di sviluppo energetico in cui l’affrancamento totale dai combustibili fossili, tramite il connubio tra elettrificazione dei consumi e fonti rinnovabili, è non solo auspicabile ma concretamente realizzabile e, soprattutto, conveniente: a livello ambientale (riduzione dell’inquinamento atmosferico, acustico e marittimo, con emissioni di CO2 che si riducono di un valore compreso tra il 40% e il 70%, e il particolato tra il 30% e il 50%), sociale (progettazione, installazione e gestione delle fonti rinnovabili richiederà figure professionali altamente qualificate, per una richiesta di circa 38.000 addetti al 2030 e 57.000 al 2050) ed economico (maggiore efficienza dei processi significa costi minori per gli utenti finali, e le rinnovabili permettono una migliore qualità dell’aria, che a sua volta comporta un decremento delle malattie respiratorie e quindi una riduzione della spesa sanitaria).

Il Progetto BIRDIE-S è stato presentato presso l’aula magna di Palazzo Belgrano dell’Università degli Studi di Cagliari, con l’apertura dei lavori del prorettore prof. Gianni Fenu dell’Università di Cagliari, del vicesindaco del comune di Cagliari Giorgio Angius. e del direttore Italia Enel Nicola Lanzetta. All’analisi del prof. Fabrizio Pilo, prorettore delegato per il territorio e l’innovazione dell’Università di Cagliari, sono seguiti gli interventi di vari relatori tra cui: Maurizio De Pascale, presidente Confindustria Sardegna, Prof. Ettore Bompard EST@energycenter, Politecnico di Torino e Stefano Ciafani, presidente di Legambiente oltre che di autorevoli rappresentanti della RAS, della Fondazione Enel, di E-Distribuzione, di Enel Green Power e di Enel X.

 

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Sarà direttamente lo studente a scegliere, tramite un’app, se seguire le lezioni a distanza o in presenza, ma una cosa è certa: a settembre ripartiranno le attività didattiche dell’Università di Cagliari.
«È sicuramente desiderio e volontà di tutti avere nuovamente un Ateneo aperto e vissuto come merita da studentesse, studenti, docenti, ricercatori, personale, Erasmus, Visiting professorha dichiarato la Rettrice, Maria Del Zompoma altrettanto grande è il senso di responsabilità sociale che ci impone di contribuire a mantenere alto il controllo della pandemia, eliminando tutte le situazioni a rischio, per evitare che quanto fatto finora risulti vano e per il rispetto dovuto alle tante, troppe, persone che sono decedute, e che purtroppo continuano a mancare, a causa dell’infezione da Covid-19 e alle loro famiglie. Con la massima prudenza e nel rispetto delle regole sanitarie ci troviamo pertanto ora ad affrontare insieme una nuova fase, ognuno nel rispetto del proprio ruolo e delle proprie competenze, per rendere l’Ateneo più efficace e più efficiente.»
«Gli studentisecondo quanto approvato dal Senato accademico e dal Consiglio di amministrazione saranno chiamati ad optare per la presenza o la distanza prima dell’avvio dell’Anno Accademico e la loro scelta sarà vincolante per l’intero semestre. Se il numero degli studenti che opteranno per la didattica in presenza supererà la capienza massima delle aule, ciascuna Facoltà provvederà a definire un sistema di turnazione.»
Attraverso il Centro EFIS, si sta sviluppando un’applicazione denominata “ApPosto” per la prenotazione delle lezioni in presenza da parte degli studenti, illustrata agli organi collegiali da Gianni Fenu, delegato di Ateneo per l’ICT.
Inoltre, sempre a partire da settembre i servizi di tutorato di orientamento, di tutorato disciplinare e di Counseling psicologico, riprenderanno in modalità mista, tramite appuntamento e nel rispetto delle norme di igiene e distanziamento, oppure a distanza attraverso i canali già utilizzati durante la Fase 2.
Sarà uno sportello virtuale, gestito con un applicativo associato con Microsoft Teams. A gestire il servizio segreterie studenti. Prevista anche l’attivazione di uno sportello telefonico, attraverso la deviazione dei numeri fissi degli uffici su telefoni cellulari assegnati temporaneamente alle singole persone. Gli accessi agli spazi universitari sarà garantito nel pieno rispetto delle norme già in vigore.
Antonio Caria

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Inizieranno domani e si concluderanno il giorno successivo (giovedì 9 luglio), dalle 9.00 alle 12.00, le due giornate di orientamento sulle lauree magistrali e sul post lauream della Facoltà di Studi umanistici.
Un’iniziativa che vedrà coinvolti docenti, studenti, specializzandi e dottorandi che illustreranno l’offerta formativa, con gli annessi sbocchi professionali, sulla piattaforma Microsoft Teams dell’Università di Cagliari.
La giornata di domani sarà aperta alle 9.00, dai saluti della presidente della facoltà Rossana Martorelli e dalla presentazione dei corsi di laurea magistrale in Archeologia e Storia dell’arte, Filologie e letterature classiche e moderne, Filosofia e Teorie della comunicazione, Lingue e letterature moderne europee e americane, Scienze della formazione primaria, Storia e società, Traduzione specialistica dei testi.
Alle 15.00, invece, spazio all’illustrazione dei corsi magistrali in Scienze della produzione multimediale, Scienze Pedagogiche e dei servizi educativi, Psicologia clinica e di comunità. Alle 16.30, spazio alle scuole di specializzazione in Beni archeologici e in Psicologia della Salute. Chiuderà il pomeriggio la presentazione del Cediaf, il Centro istituito dall’Ateneo per l’alta formazione delle professionalità educative e del management della scuola.
Il 9 luglio, sarà la volta dei dottorati di ricerca: dalle 9.00, saranno presentati i percorsi dei dottorati in Storia, Beni culturali e Studi internazionali, Studi Filologico Letterari e Storico Culturali e in Filosofia, Epistemologia, Scienze Umane.
A chiudere, quattro seminari tematici dal titolo “La Psicologia in pillole” con Ferdinando Fornara, Jessica Lampis e l’introduzione di Cristina Cabras (coordinatrice del corso di laurea magistrale in Psicologia clinica e di comunità); “Lo scavo di Nora. Didattica, ricerca e valorizzazione” con Romina Carboni; “Scienze umane e Professioni digitali” con Gianni Fenu, Giampaolo Salice, Simone Ciccolone introdotti da Immacolata Pinto (coordinatrice dei corsi di laurea magistrale in Filologie e letterature classiche e moderne e Storia e società) e, infine, “La formazione alle professioni della comunicazione” con Antioco Floris ed Elisabetta Gola.
Antonio Caria

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La predisposizione di un piano di formazione e-learning altamente qualificato attraverso la produzione, l’erogazione e la gestione di servizi di e-learning e di innovazione didattica a supporto del personale dell’amministrazione regionale.
Sono alcuni dei punti contenuti nel protocollo d’intesa che è stato firmato questa mattina dalla Rettrice dell’Università di Cagliari, Maria Del Zompo, e l’assessore regionale degli Affari generali, Personale e Riforma, Valeria Satta. Era presente il professor Gianni Fenu, delegato di Ateneo per l’Ict.
«Si tratta di una convenzione importante per noiha dichiarato Maria Del Zompo -. Ringrazio la Giunta ed il presidente della Regione per essere andati con noi nella direzione del rafforzamento di sinergie già presenti nei rapporti tra l’Ateneo e la Regione Sardegna nelle sue varie articolazioni su ambiti come la didattica, la ricerca e i servizi. In particolare, l’Università di Cagliari potrà mettere a disposizione le proprie competenze e conoscenze per contribuire ancora di più alla crescita del nostro territorio.»
Saranno anche attivate misure in materia di Information Communication Technology (Ict) e sistemi informativi nei settori di maggior interesse per la Regione. In programma anche una collaborazione per l’attivazione dei servizi dell’Agenda Digitale ed il potenziamento dei sistemi informativi delle amministrazioni. Spazio anche alla promozione di progetti per la ricerca scientifica e lo sviluppo scientifico e tecnologico delle imprese.
Antonio Caria

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Il presidente della Regione Francesco Pigliaru e il vicepresidente Raffaele Paci hanno ricevuto a Villa Devoto i vertici di ZTE, grande multinazionale cinese, quinto produttore in Europa e settimo al mondo di smartphone oltre che di prodotti di telecomunicazione. Per ZTE erano presenti il presidente ZTE Europa e Italia Hu Kun, il vicepresidente enterprise Tan Haipeng e altri importanti dirigenti dell’azienda. Con Pigliaru e Paci hanno preso parte all’incontro il rettore dell’Università di Cagliari Maria Del Zompo, il delegato del Rettore per l’ICT Gianni Fenu, i presidenti di Confindustria Sardegna Alberto Scanu e della Camera di Commercio di Cagliari Maurizio De Pascale, il direttore del Centro regionale di programmazione Gianluca Cadeddu, il presidente del Crs4 Luigi Filippini, il direttore di Sardegna Ricerche Giorgio Pisanu.
«Attrazione di investimenti, Ict, alta tecnologia. La Sardegna si propone come laboratorio di ricerca e innovazione, forte delle sue consolidate competenze nel settore dell’ICT che le hanno permesso di conquistare il primo posto in Italia per numero di start up innovative e il secondo per attrazione di capitali privati con le joint venture – sottolinea Francesco Pigliaru -. Siamo convinti che la Sardegna offra agli imprenditori nel campo dell’alta tecnologia tutte le condizioni favorevoli per investire: grandi competenze e forte propensione nei settori dell’alta tecnologia, un’amministrazione regionale assolutamente sensibile e attiva su questi temi. Più in generale, un ecosistema che lavora insieme e funziona: per questo oggi, già al primo incontro, abbiamo voluto che con l’amministrazione regionale fossero presenti anche l’Università e il mondo imprenditoriale».
«La Giunta ha già fatto molto per creare condizioni favorevoli ed attrarre investitori internazionali in Sardegna – ricorda Paci -. Basta ricordare la strategia di innovazione intelligente S3 e tutti gli altri interventi a cominciare dalla banda ultralarga, e poi zero tasse per 5 anni per le nuove imprese, l’Irap più bassa d’Italia, burocrazia ridotta all’essenziale, semplificazione amministrativa. Abbiamo quindi tutte le condizioni favorevoli, e lo dimostra il continuo interesse da parte di aziende come appunto la ZTE che – dopo Inpeco, Microsoft, Huawei, Bonifiche Ferraresi, Amazon – sta valutando la possibilità di fare investimenti in Sardegna che, proprio attraverso l’alta tecnologia, non solo può superare l’isolamento ma anche diventare un grande laboratorio di ricerca e innovazione, punto di riferimento a livello internazionale.» 
«L’Ateneo di Cagliari accoglie con entusiasmo questa nuova opportunità di collaborazione, anche perché da sempre si caratterizza come un ateneo multidisciplinare, in grado dunque di offrire la propria esperienza sia nel settore della ricerca ICT, sia negli altri campi che dovessero interessare i nuovi partner. D’altra parte, l’Università di Cagliari ha già solidi e pregressi rapporti con le istituzioni cinesi: è di pochi giorni fa la firma di un accordo con l’Università di studi internazionali di Pechino e con l’Istituto Confucio di Roma.
L’Ateneo cagliaritano – che mette a disposizione il proprio know how per la crescita economica del territorio e per attrarre nuove imprese – è anche un valido esempio di raccordo di ricerca e alta formazione tra pubblico e privato, che anche oggi hanno mostrato grande sintonia.»
«C’è grande attenzione da parte del mondo delle imprese per l’ipotesi emersa nell’incontro di oggi che ZTE possa fare investimenti in Sardegna» assicura il presidente di Confindustria Sardegna Alberto Scanu che ha anche illustrato le opportunità che offre il Digital Innovation Hub, già messo a disposizione di questa importante ipotesi di investimento. «Durante l’interessante e articolato confronto con i vertici della multinazionale cinese ho anche lanciato l’idea della Sardegna come piattaforma logistica per il Mediterraneo».
Nuovi incontri di approfondimento con ZTE sono già in programma nelle prossime settimane.

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L’Università degli Studi di Cagliari e Accenture hanno siglato oggi un accordo di collaborazione che rafforza la sinergia delle due realtà nel territorio. Obiettivo comune è fornire un contributo efficace alla realtà economica e occupazionale sarda che scaturisce dall’incontro tra l’alta formazione e il mondo scientifico e imprenditoriale.
Il centro di competenze tecnologiche che Accenture, insieme ad Avanade, ha inaugurato nel 2015, conta oggi complessivamente circa 300 dipendenti in prevalenza laureati in Informatica, Ingegneria, Matematica e Fisica e con un’età media di 27 anni. Il centro è espressione del costante impegno e della capacità di Accenture di investire sui giovani e sulla formazione di nuovi talenti, in linea con le nuove competenze richieste dal mercato e in forte sinergia con l’Università di Cagliari con la quale sono state avviate in questi anni efficaci iniziative di alta formazione.
«Questo accordo va nella direzione che l’Università degli Studi di Cagliari ha intrapreso e intende rafforzare nel tempo – è il commento del Rettore, Maria Del Zompo -. Fare cultura, intensificando sempre più il rapporto con il territorio è il nostro obiettivo. Siamo molto soddisfatti dell’intesa con Accenture, che si aggiunge a quelle raggiunte con altre importanti realtà del settore. Ci auguriamo che con il loro centro di competenze tecnologiche possa crescere la collaborazione sia nei progetti di ricerca sia nella formazione post laurea e post diploma, in cui l’Università degli Studi di Cagliari recita un ruolo di primo piano».
«Dal bacino universitario di Cagliari selezioniamo talenti competenti e motivati che occupiamo nel territorio, valorizzandoli al contempo in un contesto internazionale – ha detto Raffaele D’Orsi, Managing Director Accenture Technology Global Delivery Network –. Nell’arco dei prossimi due anni ci siamo posti l’obiettivo di assumere almeno 100 persone: con questo piano di crescita l’Università degli Studi di Cagliari è un partner imprescindibile per condividere una strategia di formazione a lungo termine su temi specifici e centrali nel mondo lavorativo di oggi, attento alle nuove competenze tecnologiche e digitali ma anche alla parità di genere e alla valorizzazione della diversità. Crediamo fortemente che questa sinergia non possa che creare valore ai talenti e al territorio.»
Alla sigla dell’accordo erano presenti il direttore generale dell’Ateneo, Aldo Urru, il delegato del Rettore per l’ICT, Gianni Fenu, e Salvatore Liberato, senior manager di Accenture Technology.
Tra le iniziative intraprese in questi due anni la creazione di percorsi di formazione dedicati a tecnologiche innovative, come il corso di specializzazione in applicazioni Web e IoT; l’organizzazione di tirocini post laurea; la collaborazione in attività didattiche e di ricerca e i progetti speciali come “Palestra delle Professioni Digitali” il percorso formativo gratuito realizzato da Accenture insieme a una rosa di partner tra cui l’Università di Cagliari, che ha l’obiettivo di migliorare la possibilità di occupazione di neolaureati in percorsi prevalentemente umanistici, verso le professioni digitali più richieste dal mercato.
Accenture è presente in Italia da 60 anni dove occupa 12mila persone che lavorano da sedi presenti su tutto il territorio nazionale. Il centro di Cagliari è nato su modello dell’esperienza di Napoli, dove Accenture ha aperto nel 2001 un importante centro di competenze tecnologiche che impiega oggi 1.300 persone. Entrambe queste realtà sono parte integrante della rete di oltre 50 centri di Delivery di Accenture presenti in tutto il mondo e costituiscono un elemento chiave della “Accenture Innovation Architecture”, che integra le capacità di Accenture – ovvero le ricerche, le acquisizioni, i Lab, gli Studio, gli innovation center e i delivery center – per sviluppare, realizzare, scalare e accelerare l’innovazione per le aziende.

«Abbiate passione e perseveranza, qualsiasi cosa voi facciate. Concimate la vostra idea, non arrendetevi mai». Gaetano Ranieri – docente di Geofisica applicata, alla ribalta internazionale per le ricerche sui Giganti di Mont’e Prama – sferza affettuosamente i circa centoventi ragazzi iscritti alla terza edizione del ContaminationLab dell’ateneo di Cagliari. La giornata conclusiva di presentazione del CLab 2015 racconta di competenze e servizi del territorio. Interventi, relazioni e confronto serrato grazie a relatori di vaglia. I docenti dell’università di Cagliari – nell’aula magna di Medicina, Cittadella universitaria, Monserrato – spaziano su dinamiche, appeal, apertura internazionale e determinazione, anche passionale, indispensabile per alimentare le idee di talento che conducono alla nascita delle start up e all’esaltazione del territorio con percorsi tecnologici e innovativi.

«Con la contaminazione potete trovare idee vincenti. Ma chiedetevi sempre che società volete e in che modo la vostra idea può migliorare voi e il mondo che vi circonda» rimarca Paola Meloni (dipartimento Ingegneria meccanica, chimica e dei materiali). «La chimica offre numerose applicazioni interdisciplinari. Ad esempio, il recupero dei metalli dai rifiuti incrementa vari spin off e permette di trarre spunti per la chimica verde» rilancia Angela Serpe (dipartimento Scienze chimiche e geologiche). Per Michele Saba (dipartimento di Fisica) il bersaglio è «una delle principali industrie al mondo: quella energetica. Adesso l’energia si produce con il ricorso ai combustibili fossili. Un’industria che andrà rovesciata per un approdo all’energia sostenibile: passaggio che offre enormi opportunità e permette di inserirsi in maniera intelligente e meditata sui mercati internazionali». Fernanda Velluzzi e Andrea Loviselli (dipartimento Scienze mediche) rimarcano un aspetto: «L’integrazione delle competenze è fondamentale per dare gambe e futuro a qualsiasi idea. Innovazione e ricerca vanno di pari passo, ciascun lavoro risponde a domande precise e ne suscita altre». Tassello vincente condiviso e rilanciato da Gianni Fenu (dipartimento Informatica): «La trasversalità della nostra disciplina permette di individuare percorsi fecondi. L’esperienza insegna che proprio la commistione disciplinare è foriera di idee vincenti. Sappiate trovarle». Alla mattinata conclusiva della presentazione di CLab interessanti intervenuti anche di Sebastiano Banni (dipartimento Scienze Biomediche), Carlo Luglié (dipartimento Storia, beni culturali e territorio), Rita Cannas e Maria Manconi (dipartimento Scienze della vita e dell’ambiente)

«In questi tre giorni si è percepita una modalità di trasmissione del sapere universitario più vivace e con maggiore appeal. I ragazzi devono cogliere appieno le opzioni insite nella contaminazione. Ma attenzione: contaminarsi non significa essere superficiali. Tutt’altro. L’idea di start up è indispensabile quanto il possedere competenze profonde, conoscenza e voglia di condividere i lavori e la ricerca. Mettere assieme questi fattori – spiega Annalisa Bonfiglio, pro rettore Territorio e innovazione – significa alimentare nel modo migliore processi e percorsi virtuosi». Anche dal direttore scientifico di ContaminationLab, Maria Chiara Di Guardo, input ad alto valore aggiunto: «In tre giorni CLab ha mostrato un’offerta ricca sia di opportunità, sia di conoscenze. Il percorso di eccellenza del nostro ateneo si amplia in un contesto che conferma la validità dei progetti, con i ragazzi che percepiscono le opzioni attuali e future. Un aspetto di cui possiamo essere soddisfatti? L’università di Cagliari parla sempre più la lingua dei suoi allievi».