UECOOP Sardegna: dal mare di Teulada tornano a terra le “Reti fantasma”, i pescatori in prima linea per difendere l’ecosistema marino








Mercoledì 2 ottobre Teulada ha ospitato una cerimonia e una conferenza per ricordare Sicco Mansholt, primo Commissario Europeo per l’Agricoltura (1958-1972). L’evento è stato dedicato a celebrare l’importante legame tra Sicco Mansholt e la comunità teuladina, nonché il suo impatto storico in Sardegna e in Europa.
Alle 9.00, in piazza Fontana, è stata disvelata una targa commemorativa («In memoria di Sicco Mansholt, primo Eurocommissario all’Agricoltura (1958-1972), che sotto un ulivo di Teulada concepì una rivoluzionaria visione di agricoltura in armonia con l’ecosistema. Dono del Comune di Teulada all’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi», motivazione riportata anche nella lingua dei Paesi Bassi) ed è stato messo a dimora un ulivo in onore di Sicco Mansholt, alla presenza di Fabrizio Marcello, segretario particolare dell’assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente; Piero Comandini, presidente del Consiglio regionale, Angelo Milia, sindaco di Teulada; il generale Stefano Scanu, Comandante presso il Comando Militare dell’Esercito della Sardegna; Willem Van Ee, ambasciatore dei Paesi Bassi in Italia; Hayo Haanstra, consigliere agricolo dell’ambasciata del regno dei Paesi Bassi in Italia; Salvatore Loi, presidente dell’associazione Is Sinnus di Teulada, promotore dell’evento; Paolo Dessì, sindaco di Sant’Anna Arresi, ex consigliere regionale e consigliere comunale di Teulada; Gian Luca Urru, vice sindaco e assessore dell’Urbanistica, Edilizia Privata e Ambiente del comune di Teulada; i rappresentanti delle associazioni agricole Luca Saba e Giorgio Demurtas (Coldiretti), Gian Battista Monne e Serafino Casula (Confagricoltura); don Ignazio Porcu, parroco di Teulada.
La seconda fase della giornata per Sicco Mansholt ha avuto come sede la Casa Baronale, con la conferenza: “Teulada e la Cerimonia in onore del primo Eurocommissario per l’Agricoltura, Mansholt: il futuro dell’agricoltura”, coordinata dalla docente universitaria Francesca Pubusa. Nel corso dei lavori, dopo il saluto del sindaco di Teulada Angelo Milia, del presidente del Consiglio regionale Piero Comandini e dell’ambasciatore Willem Van Eee, sono intervenuti Christian Rossi, docente di storia delle Relazioni internazionali dell’Università di Cagliari, che ha ricostruito la figura di Sicco Mansholt; Hayo Haanstra, consigliere agricolo dell’ambasciata del regno dei Paesi Bassi in Italia; Salvatore Loi, presidente dell’associazione Is Sinnus.
Sicco Mansholt in qualità di membro della resistenza dei Paesi Bassi durante la seconda guerra mondiale, ha assistito agli orrori della carestia che hanno investito il suo paese verso la fine del conflitto. Una volta liberati i Paesi Bassi, si è impegnato a lavorare instancabilmente per impedire il ritorno in Europa della guerra e della povertà.
Sicco Mansholt è cresciuto in un’azienda agricola e si è avvalso delle sue esperienze nel suo ruolo di ministro dell’Agricoltura nel governo dei Paesi Bassi del dopoguerra. Con una drammatica carenza di cibo e una crisi in corso, Sicco Mansholt ha adottato una serie di misure per ripristinare rapidamente l’approvvigionamento alimentare. Ha fissato prezzi minimi per i prodotti agricoli più importanti, uniti a dazi sulle importazioni e aiuti per le esportazioni. Era convinto che tutta l’Europa dovesse diventare autosufficiente e che occorresse garantire a tutti un approvvigionamento stabile di prodotti alimentari a prezzi accessibili.
Da convinto federalista europeo, sognava una politica agricola comune per l’Europa. Nel 1950 ha elaborato un piano per un mercato comune dei prodotti agricoli in Europa, che prevedeva una struttura di gestione sovranazionale.
Pur non essendo andato in porto all’epoca, è stato in seguito rilanciato ed è stato la fonte di ispirazione della politica agricola della Comunità economica europea. Sicco Mansholt ha avuto la possibilità di varare i propri piani per una politica comune quando, nel 1958, è diventato commissario per l’Agricoltura nella primissima Commissione europea.
Sicco Mansholt era molto legato a Teulada, dove ha trascorso le vacanze per moltissimi anni e nei primissimi anni ’60 ha costruito una casa sulla costa, a poche decine di metri dal mare, poco oltre l’innesto sulla strada panoramica.
I forti rincari sull’energia e, soprattutto, la mancata riscossione dei crediti del sistema dei Consorzi di Bonifica della Sardegna verso la Regione e l’Enas rischia, a breve, di ripercuotersi gravemente sulle aziende associate e sui territori. Questa situazione, che va avanti da tanti anni, sta creando notevoli danni all’attività dei Consorzi sia in termini operativi che di stabilità finanziaria. Il rischio concreto è «il distacco dell’energia elettrica da parte dei soggetti fornitori per l’impossibilità di onorare il pagamento delle bollette energetiche». È l’allarme lanciato dall’Anbi regionale in una lettera che anche il Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale ha inoltrato, ieri, al Prefetto di Cagliari, Gianfranco Tomao.
La missiva è stata inoltrata a pochi giorni dall’incontro con lo stesso Prefetto che si era tenuto, in videoconferenza, su iniziativa intrapresa dai Consorzi di Bonifica di concerto con l’Anbi. All’appuntamento con il rappresentante dello Stato avevano partecipato, oltre ai vertici di Anbi regionale e dei Consorzi di Bonifica, anche i rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole territoriali Giorgio Demurtas (Coldiretti), Serafino Casula (Confagricoltura) e Matteo Frau (Cia).
«Ringraziamo il Prefetto Tomao per averci prontamente incontrato, dopo la nostra richiesta, e per aver ascoltato le istanze dei Consorzi di bonifica, di Anbi e delle rappresentanze degli agricoltori sardi – sottolinea Efisio Perra, presidente del Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale – il problema del caro energia sta assumendo dimensioni insostenibili per l’attività di tutti i Consorzi sardi, compreso quello della Sardegna Meridionale che opera in un territorio molto vasto e offre un servizio fondamentale alle attività agricole di 106 Comuni e circa 35mila consorziati.»
La conseguenza di questa situazione, senza interventi puntuali, come ha richiamato Anbi, sarebbe «il blocco dei servizi di irrigazione» e quello di una «sospensione della campagna irrigua, con effetti devastanti sul comparto agricolo regionale, già pesantemente provato prima dalla pandemia». Da qui la richiesta dei Consorzi di Bonifica di interventi immediati «da un lato stanziando a favore dei Consorzi di Bonifica le somme necessarie al ristoro dei costi sin qui sostenuti e, dall’altro, superando ogni ostacolo burocratico eliminando tutti i passaggi intermedi delle somme stanziate dal bilancio regionale, garantendo ristori diretti e quindi immediati ai Consorzi di Bonifica».
Intanto, anche i vertici del Consorzi di Bonifica della Sardegna Meridionale, insieme agli altri esponenti dei Consorzi sardi e di Anbi, parteciperanno lunedì 10 a Cagliari, all’assemblea di Coldiretti Sardegna. L’appuntamento è stato organizzato dall’associazione per discutere a 360 gradi sui problemi del comparto agricolo, con un focus sulle difficoltà dei Consorzi di bonifica proprio a causa dei costi energetici e dei ritardi sui finanziamenti regionali.
[bing_translator]
Il maltempo non lascia scampo neanche agli agrumeti di Villacidro. Secondo Coldiretti Cagliari, è già di circa 10 milioni di euro la prima stima dei danni causati dalle abbondanti piogge dei giorni scorsi.
«Questo ha causato l’asfissia radicale e marcescenza nelle piante – ha dichiarato Giuseppe Ecca, presidente della cooperativa Agricoltori Villacidresi – con perdite tra il 70 e l’80 per cento di clementine che arrivano al 100 % dove ancora non era cominciata la raccolta.»
Danneggiate circa 200 aziende e 500 ettari di terreno. «Le piante non stanno reggendo tutta quest’acqua – ha aggiunto il presidente di Coldiretti Villacidro, Luca Lutzu – ed ha colpito tutti gli agrumi soprattutto le clementine e quelli più maturi che sono i meno resistenti agli attacchi dei funghi patogeni. Ma ormai l’acqua è cosi tanta e senza tregua che sta danneggiando tutte le varietà: dalla navel (precoce), al tarocco ma anche le washington che sono più tardive.»
«I cambiamenti climatici ci stanno abituando a eventi estremi che stanno colpendo duramente l’agricoltura – ha specificato il presidente provinciale di Coldiretti Cagliari, Giorgio Demurtas -. Quest’anno da due mesi siamo sott’acqua e abbiamo i prodotti che marciscono in campo e non si possono coltivare i campi allagati. A Villacidro già da dicembre abbiamo presentato al Comune una lettera per richiedere lo stato di calamità, come in diversi altri Comuni.»
Antonio Caria
È già partita la conta dei danni da parte degli agricoltori danneggiati dal maltempo di ieri.
Dalla Baronia al basso Oristanese, dal Medio Campidano all’Ogliastra e Sarrabus, fino al nuorese, la zona più colpita.
Bitti, Lula, Dorgali, Oliena, Nuoro, Valle del Cedrino (Galtelli, Irgoli, Onifai, Loculi, Orosei), oltre a Torpè, Siniscola e Posada sono i paesi che hanno pagato un dazio molto alto.
«I danni sono davvero ingenti – ha dichiarato il presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra, Leonardo Salis – ci sono tantissime strade rurali e ponti distrutti che hanno isolato gli ovili. Molte aziende sono rimaste senza corrente elettrica, non possono utilizzare le mungitrici e sono senza acqua non potendo utilizzare i pozzi. Ettari ed ettari di erbai dilavati. Scorte di foraggio e mangime bagnate, stalle allagate in alcune delle quali c’erano le pecore figliate. Cosi come sono state invase dall’acqua altre strutture e mezzi agricoli.»
Non è stato risparmiato neanche l’odissea, «in particolare il terralbese – ha specificato il presidente di Coldiretti Oristano, Giovanni Murru – dove ci sono diversi campi allagati: i terreni non sono riusciti ad assorbire l’ingente quantità di acqua caduta in un arco temporale ristretto.»
Anche nel triangolo tra Villacidro, San Gavino, Guspini e Gonnosfanadiga «ci hanno segnalato campi dilavati ed allagamento di capannoni e fienili per via dello straripamento dei fiumi – ha sottolineato il presidente provinciale di Coldiretti Cagliari, Giorgio Demurtas -. Mentre Castiadas è stata colpita da una grandinata le cui conseguenze si potranno conoscere nei prossimi giorni».
Meno colpito il Nord Sardegna dove qualche perdita c’è stata nel Goceano, in Gallura e nella Valle del Coghinas con allagamento di qualche campo di carciofi.
«Il primissimo e approssimativo bilancio è già molto pesante – ha concluso il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu -. Quella più grave e incommensurabile è la perdita delle vite umane. I primi rilevamenti avuti dal nostro monitoraggio ci dicono che ancora una volta la campagna paga uno dei tributi più pesanti. Bilancio di danni che sappiamo essere destinato a salire. In questo momento allevatori ed agricoltori sono concentrati a limitare i danni e mettere in sicurezza le aziende. Nei prossimi giorni avremo un quadro più preciso che sappiamo già essere molto più pesante.»
[bing_translator]
[bing_translator]
Può l’agricoltura rispettare e conservare le risorse ambientali (acqua, fertilità del suolo, biodiversità), tutelando allo stesso tempo, la salute dei consumatori? Può sostenere il benessere dei cittadini e produrre beni alimentari per tutti? E può essere economicamente vantaggiosa per gli agricoltori e per le loro famiglie?
Sono domande alle quali tenteranno di dare risposte due seminari formativi per i giornalisti dal titolo “Agricoltura solidale: tra sviluppo economico sostenibile e inclusione sociale”, organizzati dall’Ordine dei giornalisti della Sardegna, con la delegazione regionale Caritas Sardegna e con l’UCSI Sardegna. Si svolgeranno giovedì 25 ottobre 2018, dalle ore 14.00 alle 17.00, a Iglesias, nella sala Lepori (via Isonzo), e venerdì 26 ottobre, dalle 14.00 alle 17.00 a Ozieri, nella sede della Caritas diocesana, in via Azuni 1.
Tra i temi che saranno affrontati, quelli relativi alla valorizzazione del comparto agricolo per lo sviluppo dei territori, della promozione di percorsi di inserimento lavorativo che mettano al centro la dignità della persona, in un’ottica inclusiva e di promozione umana integrale.
Ognuno dei due seminari darà diritto a 3 crediti formativi.
Questo il programma
Giovedì 25 ottobre, IGLESIAS
Introduzione di Francesco Birocchi, presidente ODG Sardegna
Saluti di Raffaele Callia, direttore Caritas Iglesias e delegato regionale Caritas ed Andrea Pala, presidente UCSI Sardegna
Interventi di:
Costantino Palmas (Università Cagliari)
Giorgio Demurtas, presidente provinciale Federazione Coldiretti di Cagliari
Simone Cabitza, referente del Progetto Orti solidali di comunità
Venerdì 26 ottobre, OZIERI
Introduzione di Francesco Birocchi, presidente ODG Sardegna
Saluti di Don Mario Curzu, direttore Caritas Ozieri e Andrea Pala, presidente UCSI Sardegna
Interventi di:
Costantino Palmas (Università Cagliari)
Battista Cualbu, presidente regionale Coldiretti Sardegna