22 June, 2021
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«Nell’incontro di questa mattina abbiamo appreso che si dovrà aspettare ancora alcune settimane per l’approvazione delle delibere degli operatori finanziari-assicurativi interessati nell’operazione delle garanzie per il progetto di riavvio della produzione di alluminio, per poter consentire a SiderAll0ys di firmare il contratto con Enel per la fornitura di energia.»

Lo hanno scritto, in una nota, il coordinatore nazionale Uilm del settore siderurgico Guglielmo Gambardella ed il segretario territoriale Uilm Sulcis, Renato Tocco, al termine della riunione svoltasi stamane in audio conferenza con la partecipazione della sottosegretaria del ministero dello Sviluppo economico, Alessandra Todde, del vice Capo di Gabinetto del Mise, Giorgio Sorial, dei rappresentanti di Invitalia, della Regione Sardegna e della SiderAlloys.

«Abbiamo ribadito la nostra insofferenza rispetto alla necessità di aspettare ulteriore tempo per la firma definitivaaggiungono Guglielmo Gambardella e Renato Toccoma almeno la multinazionale svizzera ha confermato la sua volontà in una sede istituzionale. Per la Uilm resta un’insofferenza che riporta l’insostenibilità da parte della maggioranza dei lavoratori ex Alcoa nel vedersi ancora una volta rinviato il loro rientro in fabbrica e continuare a restare con un sussidio di poco superiore ai 400 euro.»

«Abbiamo chiesto a SiderAlloys che da subito si impegni ad aggiornare il crono programma del progetto di revampingsottolineano Guglielmo Gambardella e Renato Toccoper essere pronti a ripartire alla sia realizzazione un attimo dopo la firma del contratto con Enel.»

«Restano ancora tanti aspetti da chiarire su questa drammatica vicendaconcludono Guglielmo Gambardella e Renato Toccoa partire dai lavori di pre-revamping che l’azienda ha dichiarato di aver eseguito ma di cui non abbiamo avuto fino ad oggi evidenza. Speriamo che, nella prossima riunione che verrà convocata dal Mise nelle prossime settimane, non ci siano ulteriori sorprese e si possa mettere la parola fine a questa lunga e logorante vertenza.»

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«Si è tenuto stamane l’atteso incontro in videoconferenza sulla vertenza Sider Alloys. Erano presenti per il ministero dello Sviluppo economico la sottosegretaria Alessandra Todde ed il vice Capo di Gabinetto Giorgio Sorial; gli assessori regionali dell’Industria e del Lavoro; Invitalia, con il dott. Roberto Rizzardo ed il dott. Ernesto Somma; la Sider Alloys con il dott. Giuseppe Mannina, il dott. Gaetano Libia e la dott.ssa Annunziata; CGIL E CISL Nazionali, FIOM, FIM e UILM Nazionali e FIOM, FSM UILM e CUB Territoriali.»

Lo annunciano, in una nota, le segreterie FIOM, FSM, UILM e CUB.

«L’incontro si è incentrato sulle garanzie penali e sulle fideiussioni richieste dall’Enel. Le prime hanno necessità di essere deliberate dai consigli di amministrazione e, di conseguenza, necessitano di alcune settimane di tempo per essere controfirmate. Per quanto riguarda le fideiussioni, c’è la disponibilità a firmarle sin da subito, sia da parte dell’Enel che da parte della Sider Alloys. Le organizzazioni sindacali, a fronte delle conferme dichiarate, hanno chiesto di sottoscrivere un preaccordo e, soprattutto, di conoscere il revamping nel suo dettaglio e nella sua tempistica, una volta controfirmati gli atti. L’azienda, pur con tutte le pressioni ricevute dalle organizzazioni sindacali, dallo stesso Mise e dalla regione, ha ribadito la disponibilità a fare quanto richiesto, una volta sottoscritto il tutto – si legge nella nota -. Nel corso dell’incontro, si è inoltre parlato dei contratti a termine, che se previsti dal nuovo DPCM, saranno rinnovati pur mantenendo la precarietà, vista l’impossibilità dell’azienda a firmare contratti a tempo indeterminato. L’assessore del Lavoro ha dato garanzia affinché mercoledì vengano determinate tutte le mobilità in deroga. Le organizzazioni sindacali hanno ulteriormente richiesto un intervento per limitare le difficoltà dettate dai continui tagli economici alle mobilità in derogaconclude la nota di FIOM, FSM, UILM e CUB -. Siamo in attesa di un verbale del Mise, che attesti la prossima convocazione e su quanto oggi discusso.»

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Le segreterie nazionali FIM-CISL, FIOM-CGIL e UILM-UIL hanno chiesto un incontro al ministero dello Sviluppo economico, per fare il punto sulla delicata situazione del progetto di rilancio della produzione di alluminio anello stabilimento Sider Alloys di Portovesme. La richiesta è stata inviata per conoscenza al sottosegretario Alessandra Todde e al vice capo di gabinetto Giorgio Sorial.

L’incontro, se verrà convocato, inevitabilmente, vista l’emergenza sanitaria, si terrà in videoconferenza.

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«Abbiamo chiesto nuovamente tempi stretti per la conclusione dell’accordo per il contratto per la fornitura dell’energia per lo smelter Sider Alloys di Portovesme perché i lavoratori in mobilità non possono più sopravvivere con il modesto sostegno economico della mobilità in deroga decurtato e pagato ogni anno con infiniti ritardi.»

Lo dichiara Guglielmo Gambardella, coordinatore nazionale Uilm del settore metallurgico, al termine dell’incontro tenutosi in videoconferenza, al quale hanno partecipato la sottosegretaria Alessandra Todde e Giorgio Sorial per il MiSE, i rappresentanti di Invitalia, Regione Sardegna e SiderAlloys.

«Abbiamo avuto conferma dell’impegno di tutti i soggetti interessati – aggiunge Guglielmo Gambardella – nel voler raggiungere una soluzione per far ripartire la fabbrica di alluminio del Sulcis. In questo momento il prezzo dell’energia è molto favorevole e la conclusione del contratto con Enel renderebbe ancora più sostenibile il business plan di SiderAlloys.»

«Auspichiamo che le interlocuzioni con l’operatore finanziario-assicurativo, coinvolto nell’operazione per prestare ulteriori garanzie per riavvio della produzione di alluminio, possano portare ad una soluzione positiva, alla luce della maggiore disponibilità di Enel a raggiungere un’intesa. Ci associamo all’invito fatto dalla sottosegretaria Alessandra Todde a Invitalia, SiderAlloys ed Istituzioni conclude Guglielmo Gambardella – ad impegnarsi ulteriormente ognuno per la propria parte per raggiungere l’obiettivo della ripartenza dello smelter che rappresenterebbe anche quella di un intero territorio.»

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Domenico Arcuri, 57 anni, da 13 anni AD di Invitalia, è il commissario per l’emergenza Coronavirus. Calabrese, laureato in Economia e commercio nel 1986 all’università Luiss di Roma, ha iniziato a lavorare all’Iri. Dopo altre esperienze, nel 2007 è arrivato alla guida di Invitalia, da alcuni anni è il soggetto attuatore per la reindustrializzazione di aree di crisi, tra le quali c’è Portovesme. Ed è proprio nel polo industriale del Sulcis che ha assunto un ruolo fondamentale nella gestione della vertenza per la cessione dello stabilimento Alcoa. Il 22 dicembre 2007, infatti, l’incontro tenutosi in occasione della visita del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, si è concluso, nella sala mensa dello stabilimento di Portovesme, con l’ufficializzazione del passaggio di proprietà dalla multinazionale statunitense Alcoa ad Invitalia (l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa), rappresentata dal suo più alto dirigente, l’amministratore delegato Domenico Arcuri.

Domenico Arcuri ha seguito passo dopo passo la lunga e difficile vertenza per il rilancio della produzione nello stabilimento di Portovesme che conoscerà la prossima tappa il 19 marzo, con l’incontro in videoconferenza convocato dal vive capo di gabinetto del ministero dello Sviluppo economico, Giorgio Sorial.

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Il vice capo di gabinetto del ministero dello Sviluppo economico, Giorgio Sorial, ha convocato un incontro sul progetto di rilancio dello stabilimento ex Alcoa, oggi Sider Alloys S.p.A., per il prossimo 19 marzo 2020, alle 9.30, presso il ministero dello Sviluppo economico, in via Molise 2, a Roma. All’incontro parteciperanno la Regione Sardegna, la direzione aziendale della Sider Alloys Italia S.p.A. e le segreterie nazionali e territoriali dei metalmeccanici FIM, FIOM, UILM ed UGL.

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«Nell’incontro odierno al Mise, Invitalia ed anche l’Azienda hanno sostenuto che i tempi per la chiusura dell’accordo con Enel è realizzabile, nel giro di alcune settimane. Come organizzazioni sindacali abbiamo chiesto all’Azienda di congelare la sua richiesta della Cigo e le risoluzione dei contratti a termine, in attesa di vedere gli sviluppi della trattativa con Enel ed in tutti i casi alla prossima convocazione che dovrebbe avvenire entro il mese di febbraio. Questa richiesta è stata condivisa da tutte le Istituzioni presenti, compresa la regione Sardegna, in un primo momento abbiamo registrato la non disponibilità dell’Azienda. Solo alla conclusione dell’incontro l’Azienda ha confermato il congelamento di qualsiasi iniziativa, non condivisa.»

Lo scrivono, in una nota, le segreterie territoriali FIOM, FSM, UILM e CUB.

«Inoltre il Mise e gli assessori della Giunta regionale hanno accolto la nostra richiesta di avviare un’interlocuzione con il ministero del Lavoro per discutere della mobilità in deroga – aggiungono le segreterie FIOM, FSM, UILM e CUB – e di verificare la possibilità di erogare gli stessi, nei tempi più rapidi possibile con un miglioramento dell’importo economico che è tutto da verificare, nel prossimo confronto tra assessorato e Ministero, previsto nella prossima settimana.»

«Pertanto, il Mise, attraverso la sottosegretaria Alessandra Todde ed il capo di gabinetto Giorgio Sorial – concludono le segreterie FIOM, FSM ,UILM e CUB – ha assunto l’impegno di convocare una nuova riunione entro il mese di febbraio.»

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Si è svolto questo pomeriggio, al Mise, l’atteso incontro sul progetto di riavvio produttivo della Sider Alloys, con particolare riferimento al costo dell’energia. Intorno allo stesso tavolo, erano presenti il vice capo di gabinetto del ministro, dottor Giorgio Sorial; il sottosegretario Davide Crippa; i rappresentanti dell’azienda Sideralloys, di Invitalia, Fim, Fiom, Uilm e Cub.

«Il sottosegretario Davide Crippa – si legge in una nota delle segreterie Fiom, Fim, Uilm e Cub – ha evidenziato che i diversi confronti tecnici tra le parti, in cui si sono affrontate alcune tematiche, devono ancora trovare definizione. Le parti (Mise, Sideralloys ed Invitalia), hanno dichiarato che si sono fatti passi in avanti che convergono verso la risoluzione del problema, che hanno permesso di limare le distanze esistenti in precedenza.»
Dopo gli interventi dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali di Fim Fiom Uilm e Cub, il Mise, ha dichiarato la necessità di attivare ulteriori confronti che portino alla conclusione della vertenza energia.
L’azienda Sideralloys, ritenendo positivi i confronti che si stanno tenendo, ha ribadito la volontà di portare avanti il piano industriale proposto precedentemente.
Le organizzazioni sindacali, a fronte delle dichiarazioni emerse, hanno chiesto alle parti il massimo impegno, affinché si arrivi alla soluzione della vertenza, in merito al costo energetico, nel più breve tempo possibile e si possa riavviare lo stabilimento di alluminio primario, consentendo ai lavoratori ex Alcoa di rientrare al lavoro. Le stesse hanno inoltre chiesto, la garanzia sulla copertura finanziaria, che garantisca la erogazione degli ammortizzatori sociali, anche dopo il mese di agosto.
E, infine, hanno chiesto la convocazione in tempi rapidi di un ulteriore tavolo di confronto.

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Ci sarà anche la Cisal, con Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, alla riunione convocata dal vice capo di gabinetto del ministero dello Sviluppo economico, Giorgio Sorial, con l’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri e i massimi dirigenti di SiderAlloys Giuseppe Mannina e Gaetano Libia, per il prossimo 26 giugno, alle ore 16.00, in via Molise 2, a Roma.

«Esprimiamo gradimento per la convocazione in oggetto ed auspichiamo che lo stesso metodo venga utilizzato anche dalla Regione Sardegna e dalle Istituzioni in generale oltre che dalle Aziende nei vari settori – ha detto Fabio Enne, coordinatore regionale Cisal Sardegna -. La Cisal è un’organizzazione sindacale che vuole dimostrare il proprio contributo alla soluzione delle varie problematiche, si renderà propositiva ed attiverà le sue esperienze a vantaggio dell’economia e del lavoro in Sardegna, confidando sempre nella buona pratica in materia di relazioni industriali e sociali.»