12 August, 2026
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Scuola Genius, Workshop Haiku, Andrea Serra, Paola Soriga ed Edoardo Prati protagonisti dell’ultima giornata all’Arena Mirastelle. Il Festival Carta Carbonia cala  il sipario estivo e saluta il pubblico dopo un’edizione da record capace di intrecciare letteratura, memoria, musica, scienza, teatro e nuovi linguaggi.

Si è conclusa domenica 26 luglio, all’Arena Mirastelle, la terza edizione di Carta Carbonia. Un’ultima giornata intensa e partecipata ha chiuso quattro giorni di incontri, reading, spettacoli, laboratori e occasioni di confronto, confermando la capacità del Festival di coinvolgere pubblici differenti e di trasformare la Città di Carbonia in un luogo aperto alle storie, ai racconti e alla cultura.

Dedicata al tema “Dove la memoria incontra il presente”, l’edizione 2026 ha spaziato in diversi ambiti del sapere. Letteratura, poesia, fotografia, storia, divulgazione scientifica, giornalismo, teatro, musica e produzione multimediale, alternando grandi protagonisti della scena nazionale alle esperienze formative rivolte ai più giovani.

La terza edizione di Carta Carbonia è stata promossa dal comune di Carbonia, con il sostegno del Fondo FSE+, Priorità 5, Obiettivo Specifico 4.11, della Regione Sardegna e con il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.

«Carta Carboniadichiara il sindaco di Carbonia Pietro Morittusi conferma uno degli appuntamenti culturali più significativi della nostra città. In soli tre anni il Festival è cresciuto moltissimo, ampliando il proprio programma, la qualità delle proposte e la capacità di coinvolgere pubblici diversi. Proprio partendo dai risultati raggiunti, vogliamo continuare a far crescere Carta Carbonia. Stiamo già lavorando a un nuovo appuntamento, previsto per aprile 2027, che accompagnerà il percorso verso la prossima edizione estiva del Festival e sarà dedicato alle nuove forme di espressione, ai linguaggi contemporanei e al fumetto. Sarà un’ulteriore occasione per aprire Carta Carbonia a nuovi pubblici, nuovi autori e nuove modalità di raccontare il nostro tempo. Desidero ringraziare tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione del Festival, gli ospiti che hanno condiviso con noi idee e storie e, soprattutto, il pubblico che ha seguito con attenzione ed entusiasmo gli appuntamenti. La risposta della città è per noi il risultato più importante e ci incoraggia a rendere Carta Carbonia un progetto culturale sempre più ampio, riconoscibile e continuativo.»

«La giornata conclusivaafferma lassessora della Cultura del comune di Carbonia, Giorgia Meli ha rappresentato perfettamente lo spirito di Carta Carbonia: un Festival capace di affiancare alle voci autorevoli della letteratura e della cultura contemporanea la formazione, la creatività e la partecipazione attiva delle nuove generazioni. La presenza dei più giovani è stata sicuramente un valore aggiunto. Vederli partecipare agli incontri, confrontarsi con gli autori e diventare essi stessi protagonisti attraverso la Scuola Genius II e il Workshop Haiku conferma quanto sia importante costruire occasioni culturali nelle quali possano riconoscersi, esprimersi e sperimentare nuovi linguaggi. Un festival letterario non deve essere soltanto uno spazio nel quale ascoltare, ma anche un luogo in cui produrre idee, raccontare il territorio e mettere in relazione esperienze diverse.  Chiudiamo questa edizione con grande soddisfazione e con la consapevolezza di avere costruito un programma articolato, inclusivo e di qualità.»

«Carta Carbonia 2026afferma Giovanni Follesa, direttore artistico di Carta Carboniarappresenta la terza edizione di un festival nato come appuntamento letterario, ma che nel tempo si è trasformato in qualcosa di più ampio, partecipato ed entusiasmante: un vero e proprio progetto culturale per la città. Quest’anno, accanto alle presentazioni di libri e agli incontri con autrici e autori sardi e nazionali, abbiamo ampliato ulteriormente la proposta. Abbiamo inaugurato una mostra fotografica e rafforzato l’offerta formativa: dal percorso di scrittura creativa delle precedenti edizioni siamo arrivati alla Scuola Genius dedicata al podcasting, che ha permesso ai partecipanti di raccontare Carbonia attraverso le voci, i suoni e le storie del territorio. È stato particolarmente bello vedere una partecipazione così ampia e diversificata. Insieme ai residenti e agli abitanti di Carbonia, abbiamo accolto tanti amici arrivati da Cagliari e da altre parti della Sardegna, ma anche numerosi turisti che, dopo avere visitato il Museo del Carbone e conosciuto la storia della città, hanno scoperto il Festival e scelto di tornare all’Arena Mirastelle nelle diverse serate.»

Il racconto di Carbonia attraverso i podcast della Scuola Genius II e i versi poetici del Workshop Haiku

Tra i momenti più significativi della giornata conclusiva, la presentazione degli elaborati della Scuola di Scrittura Genius II, quest’anno dedicata al linguaggio del podcast.

Il percorso formativo ha accompagnato i partecipanti nella progettazione e nella realizzazione del numero zero di un podcast collettivo dedicato a Carbonia. Attraverso interviste, registrazioni, scrittura, esplorazioni del territorio e raccolta di testimonianze, ragazze e ragazzi hanno costruito un racconto sonoro della città, delle sue voci e dei luoghi che ne custodiscono la memoria. La restituzione pubblica ha permesso di condividere con il pubblico presente in sala non soltanto il risultato finale, ma anche il processo creativo e il lavoro svolto durante le giornate del laboratorio. Il progetto ha confermato uno degli obiettivi centrali del Festival: offrire alle nuove generazioni strumenti concreti per raccontare il presente, reinterpretare la memoria e sperimentare linguaggi capaci di unire scrittura, voce, suono e territorio.

La giornata finale ha accolto sul palco dell’Arena Mirastelle anche la presentazione del lavoro realizzato durante il Workshop Haiku, condotto da Daniela Cimino e curato dall’associazione Cherimus.

Partendo dalla forma essenziale della poesia breve giapponese, i partecipanti hanno lavorato sulle immagini, sulle emozioni e sui piccoli frammenti dell’esperienza quotidiana, imparando a osservare ciò che li circonda e a restituirlo attraverso poche parole.

Lultimo Aperitivo Letterario e musicale

La serata all’Arena Mirastelle si è aperta con l’ultimo Aperitivo Letterario e musicale, curato dalla Scuola Civica di Musica di Carbonia, diretta da Bruno Camera, con la partecipazione della Libreria Cossu.

Protagonisti dell’appuntamento conclusivo sono stati Laura Tuveri e Nicola Ventura, che hanno accolto il pubblico  con una raffinata selezione di proposte musicali.

Andrea Serra e la malinconia dellirreversibile

Il programma è proseguito con Andrea Serra, che ha presentato il libro Fernando o della melanconia dellirreversibile, edito da Il Maestrale, in dialogo con Francesca Spanu.

L’incontro ha aperto uno spazio di riflessione sul tempo, sulla memoria e su ciò che, una volta accaduto, non può essere riportato indietro. Il dialogo ha accompagnato il pubblico dentro la dimensione emotiva e letteraria dell’opera, soffermandosi sulla malinconia, sulle conseguenze delle scelte e sulla fragilità dell’esperienza umana.

Paola Soriga e Ivana Marrone: la parola diventa reading

Con il reading “Un irresistibile miraggio del mondo”Paola Soriga e Ivana Marrone hanno intrecciato le voci di Grazia Deledda, Maria Giacobbe e Joyce Lussu, tre donne legate alla Sardegna ma capaci di oltrepassarne i confini attraverso la letteratura, l’impegno civile e la libertà di espressione. Lo spettacolo ha restituito al pubblico un dialogo ideale tra generazioni, trasformando parole e biografie in un racconto intenso di identità, emancipazione, memoria e partecipazione.

Edoardo Prati chiude Carta Carbonia 2026

Il compito di chiudere la terza edizione è stato affidato a Edoardo Prati, protagonista dell’ultimo incontro del Festival insieme ad Andrea Fulgheri.

Tra le voci più seguite della nuova generazione di divulgatori culturali, Prati ha accompagnato il pubblico in un viaggio tra letteratura, poesia, autori classici e sentimenti contemporanei.

Dopo un primo scambio di battute, il giovane divulgatore ha sorpreso il pubblico di Carta Carbonia trasformando l’incontro in una vera performance teatrale. Prati ha infatti portato in scena la Batracomiomachia, antico poemetto eroicomico che racconta, con i toni solenni della grande epica, la paradossale guerra tra rane e topi. Un’opera capace di giocare con il linguaggio e i modelli dell’Iliade, mescolando ironia, ritmo e riferimenti alla tradizione classica. La scelta ha rappresentato una delle novità più originali della serata: non una semplice conversazione sulla letteratura, ma la letteratura stessa restituita al pubblico attraverso la voce, il corpo e la presenza scenica. Con intensità, immediatezza e capacità narrativa, Prati ha trasformato un testo antico e poco conosciuto in uno spettacolo vivo, sorprendente e accessibile. L’attenzione degli spettatori e gli applausi che hanno accompagnato la performance hanno dimostrato come la buona cultura sappia ancora conquistare e affascinare, anche quando propone opere lontane nel tempo. Un finale coerente con lo spirito di Carta Carbonia: avvicinare i classici al presente senza semplificarli e trasformare la letteratura in un’autentica esperienza condivisa.

Quattro giornate allArena Mirastelle

Dal 23 al 26 luglio Carta Carbonia ha ospitato autori, giornalisti, studiosi, artisti, musicisti e interpreti, costruendo un programma nel quale linguaggi differenti hanno trovato uno spazio comune.

Insieme agli incontri e agli spettacoli, il pubblico ha potuto visitare “AS IT IS – Giovanni Coda Exhibition”, la mostra curata dal direttore artistico Giovanni Follesa e dedicata a trentacinque anni di ricerca fotografica di Giovanni Coda.

Le opere della collezione LOGUS e le immagini del reportage umanitario realizzato in Bangladesh hanno accompagnato il Festival con un percorso dedicato al corpo, all’identità, al desiderio, alla perdita, alla luce e alla memoria.

Carta Carbonia saluta il suo pubblico

La terza edizione si chiude lasciando l’immagine di un’Arena Mirastelle vissuta ogni sera come uno spazio di incontro, ascolto e partecipazione. Un luogo nel quale la memoria della città ha dialogato con i linguaggi del presente e nel quale libri, musica, teatro, fotografia e formazione hanno contribuito a costruire un’unica narrazione collettiva.

Il successo delle quattro giornate è stato possibile grazie al lavoro degli autori, degli artisti, dei docenti, degli organizzatori, dei tecnici, delle associazioni, dei partner, delle librerie e di tutte le persone coinvolte nella realizzazione del programma.

«Il ringraziamento più importante – conclude il sindaco Pietro Morittuva al pubblico che, incontro dopo incontro, ha seguito con attenzione e curiosità gli appuntamenti, condividendo lo spirito di un Festival nato per mettere in relazione le persone attraverso la forza delle storie.»

Il sipario cala sulle giornate estive all’Arena Mirastelle, ma il percorso di Carta Carbonia proseguirà in autunno con il laboratorio multimediale “La storia immersiva con la realtà virtuale”, rivolto agli studenti delle scuole superiori e dedicato ai bombardamenti del 1943 su Cagliari e Carbonia.

Matteo Caccia e Giulia Bertasi hanno aperto la terza serata del festival letterario Carta Carbonia con lo spettacolo “Orazio Live”, Francesco Piccolo ha raccontato gli ultimi anni di Totò, Massimo Franco ha analizzato i nuovi equilibri internazionali e il reading “Carbonia” ha riportato al centro la memoria della città mineraria. Oggi, domenica 26 luglio, la giornata conclusiva del Festival con la Scuola Genius, Andrea Serra, Paola Soriga ed Edoardo Prati.

Tante belle vibrazioni e una proposta culturale capace di unire narrazione, letteratura, attualità, musica e memoria. Sabato 25 luglio l’Arena Mirastelle ha ospitato la terza serata di Carta Carbonia 2026, offrendo al pubblico una serie di incontri molto diversi tra loro, ma tutti uniti dalla qualità delle storie e dalla capacità degli ospiti di creare un rapporto diretto con gli spettatori.

Dal racconto sonoro di Matteo Caccia e Giulia Bertasi alla figura umana e artistica di Totò, ricostruita da Francesco Piccolo, fino all’analisi degli equilibri geopolitici e vaticani proposta da Massimo Franco. A chiudere la serata è stato il reading “Carbonia”, dedicato alla nascita, alle ferite e alla memoria della grande città mineraria.

La terza edizione di Carta Carbonia, dedicata al tema “Dove la memoria incontra il presente”, è un evento promosso dal comune di Carbonia, con il sostegno del Fondo FSE+, Priorità 5, Obiettivo Specifico 4.11, della Regione Sardegna e con il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.

Il Workshop Haiku e la Scuola Genius

Durante la giornata sono proseguite le attività del Workshop Haiku, condotto da Daniela Cimino e curato dall’Associazione Cherimus. Attraverso l’osservazione dei luoghi, delle immagini e degli elementi della vita quotidiana, i partecipanti hanno continuato a sperimentare la forma breve della poesia giapponese, lavorando sulla capacità di condensare emozioni, sensazioni e frammenti di realtà in pochi versi.

Sono proseguiti anche gli incontri della Scuola di scrittura Genius, dedicata quest’anno al linguaggio del podcast. Il risultato del laboratorio sarà presentato oggi, domenica 26 luglio, durante la giornata conclusiva del Festival.

Ultimi giorni per visitare la mostra di Giovanni Coda

Anche sabato il pubblico ha potuto visitare “AS IT IS – Giovanni Coda Exhibition”, la mostra curata dal direttore artistico di Carta Carbonia, Giovanni Follesa, e dedicata a trentacinque anni di ricerca fotografica di Giovanni Coda.

Il percorso espositivo attraversa alcuni dei temi centrali del lavoro dell’artista: il corpo, l’identità, il desiderio, la perdita, la luce e la memoria.

Accanto alle opere della collezione LOGUS, la mostra propone gli scatti del reportage umanitario realizzato in Bangladesh nell’ambito del progetto internazionale di cooperazione promosso da Farmacisti nel Mondo.

L’Aperitivo Letterario e musicale apre la serata

La programmazione all’Arena Mirastelle è iniziata alle ore 19.00 con l’Aperitivo Letterario e musicale, curato dalla Scuola Civica di Musica di Carbonia, diretta da Bruno Camera, con la partecipazione della Libreria Cossu. Sul palco il pianista Matteo Scano.

Matteo Caccia e Giulia Bertasi in “Orazio Live”

Il primo appuntamento ha avuto come protagonisti Matteo Caccia e Giulia Bertasi con “Orazio Live”.

Sul palco dell’Arena Mirastelle, Matteo Caccia ha portato il suo modo particolare di costruire e restituire le storie, trasformando episodi, incontri e vicende individuali in racconti capaci di parlare a tutti. Il pubblico è stato accompagnato dentro una dimensione sospesa tra racconto radiofonico, ascolto dal vivo e immaginazione. Le storie, costruite attraverso dettagli, pause e suggestioni sonore, hanno preso forma sul palco e hanno trasformato l’Arena Mirastelle in uno spazio di ascolto condiviso.

“Orazio Live” ha mostrato come anche le esperienze apparentemente più semplici possano diventare materiale narrativo, quando vengono osservate e raccontate con attenzione.

Francesco Piccolo racconta gli ultimi anni di Totò

La serata è proseguita con Francesco Piccolo, protagonista dell’incontro dedicato a “Cosa sono le nuvole – Gli ultimi anni di Totò”, in dialogo con Giovanni Follesa.

Lo scrittore e sceneggiatore ha ricostruito gli ultimi anni della vita e della carriera di Totò, andando oltre l’immagine più conosciuta e popolare del grande attore napoletano.

Attraverso il cinema, gli incontri professionali, le difficoltà personali e le trasformazioni dell’Italia del secondo dopoguerra, Francesco Piccolo ha restituito al pubblico una figura complessa, segnata dal successo ma anche dalla fatica, dalla malinconia e dalla progressiva perdita della vista.

Al centro dell’incontro anche il rapporto di Totò con Pier Paolo Pasolini e la partecipazione al film “Che cosa sono le nuvole?”, uno degli ultimi lavori dell’attore.

Francesco Piccolo ha attraversato episodi biografici, scene cinematografiche e passaggi della storia culturale italiana, mostrando quanto Totò continui ancora oggi a essere moderno e riconoscibile.

Massimo Franco tra Vaticano, dollari e guerre

Alle 21.40 è salito sul palco Massimo Franco con “Papi, dollari e guerre”, in dialogo con Valentina Orgiu.

Il giornalista e saggista ha guidato il pubblico dentro le dinamiche politiche, economiche e diplomatiche che attraversano il Vaticano e i rapporti internazionali. L’incontro ha affrontato il ruolo della Santa Sede negli scenari di guerra, i rapporti con gli Stati Uniti, la Russia, la Cina e le altre grandi potenze, le tensioni interne alla Chiesa e il peso della diplomazia vaticana nei momenti di crisi.

Attraverso fatti, retroscena e chiavi interpretative, Franco ha offerto al pubblico strumenti per comprendere un sistema nel quale la dimensione spirituale convive con interessi economici, diplomatici e strategici.

“Carbonia”, il racconto della città mineraria

A chiudere la terza serata è stato il reading “Carbonia”, scritto e interpretato da Elio Turno Arthemalle, accompagnato dalle musiche di Andrea Piraz & Filo. La collaborazione alle ricerche e alla redazione del testo è stata affidata a Vito Biolchini.

Il reading ha raccontato Carbonia attraverso le sue origini, la miniera, il lavoro, le migrazioni, le speranze e le contraddizioni che hanno segnato la costruzione della città. Sul palco sono riemerse le esperienze delle donne e degli uomini arrivati da luoghi diversi per lavorare nelle miniere e contribuire alla nascita di una nuova comunità.

Il passato minerario è stato messo in relazione con il presente, con le trasformazioni economiche e sociali e con la necessità di continuare a interrogare la storia della città. La musica di Andrea Piraz & Filo ha accompagnato la narrazione, sottolineandone i passaggi più intensi e contribuendo a creare un’atmosfera particolarmente coinvolgente.

Domenica 26 luglio la giornata conclusiva

Carta Carbonia vive oggi, domenica 26 luglio, la sua ultima giornata di appuntamenti.

Durante il pomeriggio termineranno le attività del Workshop Haiku e sarà possibile visitare per l’ultima volta la mostra “AS IT IS – Giovanni Coda Exhibition” negli spazi di Piazza Roma.

La serata all’Arena Mirastelle inizierà alle ore 19.00 con l’ultimo Aperitivo Letterario e musicale, accompagnato dal duo musicale Laura Tuveri e Nicola Ventura.

La presentazione degli elaborati della Scuola Genius

Uno dei momenti centrali della giornata sarà la presentazione dei risultati della Scuola di scrittura Genius II, il laboratorio dedicato alla progettazione e alla produzione di podcast.

I partecipanti presenteranno il numero zero di un podcast collettivo dedicato a Carbonia, realizzato attraverso incontri, attività di scrittura, registrazioni, interviste ed esplorazioni del territorio.

Andrea Serra e il racconto della Sardegna

Il programma dell’ultima giornata proseguirà con Andrea Serra, protagonista di un incontro dedicato alle storie, ai luoghi e alle identità della Sardegna. Un nuovo momento di confronto sul rapporto tra scrittura, territorio e memoria, temi che hanno attraversato e contraddistinto l’intera edizione 2026 di Carta Carbonia.

Paola Soriga in “Un irresistibile miraggio del mondo”

A seguire sarà protagonista Paola Soriga con il reading “Un irresistibile miraggio del mondo”.

Attraverso la parola letteraria e la dimensione performativa, la scrittrice accompagnerà il pubblico in un percorso fatto di personaggi, ricordi, emozioni e immaginazione.

Il gran finale con Edoardo Prati

Alle ore 21.30 il Festival si concluderà con Edoardo Prati, in dialogo con Andrea Fulgheri.

Tra le voci più seguite della nuova generazione di divulgatori culturali, Edoardo Prati accompagnerà il pubblico in un viaggio tra letteratura, poesia, classici e sentimenti contemporanei.

Attraverso le parole degli autori del passato, l’incontro proverà a leggere le domande, le paure, le relazioni e le aspirazioni delle nuove generazioni.

Un appuntamento conclusivo che riassume lo spirito della terza edizione di Carta Carbonia: creare un ponte tra memoria e presente e rendere la cultura uno spazio accessibile, vivo e condiviso.

Con la serata di domenica si concluderanno gli appuntamenti estivi di Carta Carbonia. Il progetto proseguirà in autunno con il laboratorio multimediale “La storia immersiva con la realtà virtuale”, dedicato agli studenti delle scuole superiori e al racconto dei bombardamenti del 1943 su Cagliari e Carbonia.

Dalla fotografia alla poesia, dalla letteratura alla divulgazione scientifica. Carta Carbonia 2026 ha inaugurato giovedì 23 luglio le quattro giornate principali del Festival, dando ufficialmente il via a un programma che fino a domenica 26 luglio porterà nella città mineraria alcune delle voci più interessanti della cultura, del giornalismo e dello spettacolo contemporaneo.
La terza edizione, dedicata al tema “Dove la memoria incontra il presente”, è promossa dal Comune di Carbonia, con il sostegno del Fondo FSE+, Priorità 5, Obiettivo Specifico 4.11, della Regione Sardegna e con il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.
La prima giornata si è aperta tra Piazza Roma e il foyer del Teatro Centrale di Carbonia con l’inaugurazione della mostra fotografica “AS IT IS – Giovanni Coda Exhibition”, curata dal direttore artistico del Festival Giovanni Follesa.
L’esposizione attraversa trentacinque anni di attività fotografica di Giovanni Coda attraverso un percorso che mette in relazione corpo, identità, luce, materia, desiderio, perdita e memoria. Durante l’inaugurazione, l’autore ha accompagnato il pubblico alla scoperta delle opere esposte, raccontando la genesi del progetto e le tappe più significative della propria ricerca artistica.
Il percorso comprende opere della collezione LOGUS e immagini tratte dal reportage umanitario realizzato in Bangladesh nell’ambito del progetto internazionale di cooperazione promosso da Farmacisti nel Mondo. La mostra resterà visitabile in Piazza Roma fino a domenica 26 luglio.
A pochi metri, sotto l’ombra della Torre Civica, la prima giornata del Workshop Haiku, condotto da Daniela Cimino e curato dall’associazione Cherimus ha coinvolto i partecipanti nella creazione di brevi componimenti ispirati a immagini, sensazioni e momenti della propria esperienza. Le attività del laboratorio proseguiranno anche nelle giornate successive, fino alla conclusione del Festival.
All’Arena Mirastelle poesia, letteratura, memoria e attualità al centro della prima serata del Festival Carta Carbonia.
Alle 19.00 il primo Aperitivo Letterario e musicale, curato dalla Scuola Civica di Musica di Carbonia diretta da Bruno Camera, ha aperto il programma serale con la partecipazione della Libreria Lillith e l’accompagnamento musicale del fisarmonicista Franco Corda.
Il Festival ha quindi portato sul palco “Cercando, ch’è sì cara. Fiabe palestinesi” di Mohammed Ayyoub e Rossana Copez, pubblicato da Condaghes. Le letture di Roberta Pasquinucci ed Elena Pau hanno accompagnato il pubblico dentro una narrazione capace di intrecciare tradizione orale, memoria e identità del popolo palestinese.
Con “Pedrito, lamette a Caracas, fiori a Orgosolo”, Giacomo Mameli ha invece condotto gli spettatori in un viaggio tra Sud America e Sardegna, storia e attualità, migrazioni e questioni sociali. In dialogo con Marco Loi, l’autore ha ripercorso vite, luoghi e trasformazioni collettive attraverso una narrazione che ha saputo mettere in relazione Caracas e Orgosolo, le vicende individuali e i grandi passaggi della storia contemporanea.
Grande interesse ha accompagnato anche la presentazione di “La firma del Re” di Anthony Muroni, che, in dialogo con Nicolò Migheli, ha guidato il pubblico dentro la Sardegna dell’Ottocento, attraversata da profondi mutamenti politici, sociali e culturali.
Al centro del romanzo c’è Tresnuraghes, paese della Planargia in cui l’autore è cresciuto e che diventa molto più di una semplice ambientazione: un osservatorio privilegiato dal quale leggere le tensioni di un’intera Isola. Tra strade di basalto, antiche rivalità familiari, privilegi feudali e intrighi burocratici destinati a raggiungere persino la scrivania di Vittorio Emanuele II, Muroni intreccia personaggi realmente esistiti e figure immaginarie, fatti documentati e situazioni verosimili.

Tra i momenti più intensi della prima giornata, l’incontro con Emanuele Trevi, che ha presentato “Mia nonna e il Conte”, pubblicato da Solferino, in dialogo con Rossana Copez.
Nel dialogo con Rossana Copez, lo scrittore ha accompagnato il pubblico dentro le vicissitudini e i risvolti più profondi del romanzo, soffermandosi sulla fragilità delle tracce che lasciamo e sulla capacità della letteratura di sottrarre persone, sentimenti e ricordi allo scorrere inesorabile del tempo.
A prendersi definitivamente la scena è stato infine il mattatore della serata, Vincenzo Schettini, che con “La fisica che ci piace” ha rispettato tutte le attese del numeroso pubblico presente all’Arena Mirastelle.
Più che una semplice lezione, il suo è stato uno show partecipato, dinamico e coinvolgente. Vincenzo Schettini ha lasciato il palco per muoversi tra le sedie dell’Arena, dialogando direttamente con gli spettatori e coinvolgendo soprattutto i più giovani in esperimenti, domande e ragionamenti.
Con il suo linguaggio immediato e la capacità di trasformare i fenomeni della vita quotidiana in occasioni di scoperta, ha guidato il pubblico in un viaggio attraverso le leggi della fisica, dimostrando come formule e concetti scientifici possano diventare accessibili, sorprendenti e persino divertenti.
Dal 24 al 26 luglio gli ultimi appuntamenti di Carta Carbonia Carta Carbonia prosegue questa sera, venerdì 24 luglio, con il Workshop Haiku, le visite alla mostra “AS IT IS – Giovanni Coda Exhibition” e, dalle 19.00 all’Arena Mirastelle, l’Aperitivo Letterario e musicale con i More Than a Duo. Seguiranno Valeria Usala con “Nelle case degli altri”, Miguel Gotor con “L’omicidio di Piersanti Mattarella”, Telmo Pievani con il reading-spettacolo “Il delitto di Darwin” e, alle 21.30, “Gli Indegni, quasi un musical” di Francesco Abate, con Renzo Cugis, Fabio Farigu e Betty Manca.
Sabato 25 luglio ancora spazio al Workshop Haiku, alle visite alla mostra e alle attività della Scuola Genius. La serata si aprirà alle 19.00 con l’Aperitivo Letterario accompagnato dal pianista Matteo Scano. In programma “Orazio Live” con Matteo Caccia e Giulia Bertasi, Francesco Piccolo con “Totò”, Massimo Franco con “Papi, dollari e guerre” e, alle 22.30, il reading “Carbonia” di Elio Turno Arthemalle, con le ricerche di Vito Biolchini e le musiche di Andrea Piraz & Filo.
Domenica 26 luglio, ultima giornata del Festival, sarà possibile visitare per l’ultima volta la mostra di Giovanni Coda e partecipare al Workshop Haiku.
Dopo l’Aperitivo Letterario con Laura Tuveri e Nicola Ventura, saranno presentati i lavori della Scuola Genius e il numero zero del podcast collettivo dedicato a Carbonia. Seguiranno Andrea Serra, il reading “Un irresistibile miraggio del mondo” con Paola Soriga e, alle 21.30, l’incontro finale con Edoardo Prati, in dialogo con Andrea Fulgheri.
Tutti gli spazi del Festival sono accessibili e privi di barriere architettoniche. Sono inoltre disponibili dispenser d’acqua e un’area catering. Carta Carbonia proseguirà in autunno con il laboratorio multimediale “La storia immersiva con la realtà virtuale”, dedicato agli studenti delle scuole superiori e ai bombardamenti del 1943 su Cagliari e Carbonia.

Da Emanuele Trevi a Francesco Piccolo, da Edoardo Prati a Vincenzo Schettini, passando per Valeria Usala, Elena Pau, Rossana Copez, Giulia Bertasi, Telmo Pievani, Miguel Gotor, Massimo Franco, Giacomo Mameli, Anthony Muroni, Matteo Caccia, Andrea Serra, Elio Turno Arthemalle, Francesco Abate, Betty Manca e Fabio Farigu: Carta Carbonia 2026 porta sul palco 19 voci della cultura  e della letteratura italiana contemporanea.

Il filo conduttore scelto per questa terza edizione è chiaro: Carta Carbonia vuole continuare and essere il luogo in cui la memoria incontra il presente. La memoria mineraria, operaia e civile della città di Carbonia dialogherà con i temi di oggi: geopolitica, scienza, identità, racconto sonoro, letteratura, immagini e nuovi modi di leggere il mondo.

Dopo il successo della seconda edizione, Carbonia si prepara a vivere una nuova tappa del suo festival letterario, in programma dal 23 al 26 luglio 2026. Non solo una rassegna di incontri, ma un progetto che prova a far muovere la città: il pubblico, le scuole, chi scrive, chi legge, chi ascolta, chi fotografa e chi vuole imparare a raccontare il territorio.

La casa del Festival sarà l’Arena Mirastelle. Ogni sera si aprirà alle 19.00 con l’Aperitivo Letterario, realizzato con la collaborazione della Scuola Civica di Musica di Carbonia. Poi spazio agli incontri con autori e autrici, ai reading, agli spettacoli, alla narrazione sonora, alla fotografia, ai laboratori poetici, alle attività per le scuole e ai percorsi formativi dedicati ai nuovi linguaggi del racconto.

L’evento è promosso dal Comune di Carbonia, con il sostegno del Fondo FSE+, Priorità 5, Obiettivo Specifico 4.11, della Regione Sardegna e con il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo. Tra i partner del progetto figurano Genius, l’Associazione Cherimus, la Scuola Civica di Musica di Carbonia e le realtà culturali coinvolte nel percorso del festival.

«Carta Carboniadichiara Pietro Morittu, sindaco di Carboniaè per la città un investimento culturale e strategico. La terza edizione conferma la volontà dell’Amministrazione comunale di valorizzare Carbonia non solo come luogo della memoria mineraria e operaia, ma anche come spazio contemporaneo di confronto, formazione e produzione culturale. In un tempo segnato da tensioni internazionali, trasformazioni geopolitiche e nuove fragilità sociali, riteniamo importante offrire alla comunità occasioni di lettura critica del presente. Portare questi temi nel Sulcis significa rendere Carta Carbonia un festival capace di parlare del nostro tempo con attenzione, competenza e apertura.»

«Carta Carbonia 2026afferma Giorgia Meli, assessora alla Cultura della Città di Carbonia – mette insieme libri, podcast, divulgazione, fotografia, memoria, geopolitica e nuove forme di racconto. Non costruisce soltanto un calendario di eventi, ma un percorso culturale e formativo. La Scuola di Scrittura Genius, gratuita e aperta alla comunità, è uno degli elementi più importanti del progetto perché permette soprattutto ai giovani di diventare parte attiva del racconto della città. Anche la mostra fotografica dedicata a Giovanni Coda e il laboratorio multimediale per gli studenti ampliano il festival verso l’immagine, la didattica innovativa e la responsabilità dello sguardo.»

«La terza edizione di Carta Carbonia – puntualizza invece Giovanni Follesa, direttore artistico del festivalnasce con un obiettivo chiaro: fare della città uno spazio accogliente per il racconto contemporaneo. In un tempo dominato dalla velocità e dal consumo rapido delle informazioni, la cultura deve tornare a essere un luogo di incontro reale, capace di unire pensiero, emozione e comunità. Carbonia, con la sua storia operaia, mineraria e profondamente umana, non è una semplice cornice: è il cuore simbolico del festival.»

Carta Carbonia giorno per giorno

Carta Carbonia 2026 prenderà il via giovedì 23 luglio all’Arena Mirastelle. Alle 19.00 è previsto l’Aperitivo Letterario, a cura della Scuola Civica di Musica di Carbonia. Alle 19:30 il festival aprirà con Cercando, ch’è sì cara. Fiabe palestinesi di Mohammed Ayyoub e Rossana Copez, pubblicato da Condaghes, con letture a cura di Roberta Pasquinucci ed Elena Pau. Un primo appuntamento che mette subito al centro la forza delle storie, capaci di attraversare confini, memorie, culture e ferite del presente.

Alle 20:00 spazio a Giacomo Mameli con Pedrito, lamette a Caracas, fiori a Orgosolo, in dialogo con Marco Loi. Alle 20.30 Anthony Muroni presenterà La firma del Re, dialogando con Nicolò Migheli. Alle 21.00 arriverà Emanuele Trevi con Mia nonna e il Conte, in dialogo con Rossana Copez. La prima serata si chiuderà alle 21.30 con Vincenzo Schettini e lo spettacolo La fisica che ci piace.

Venerdì 24 luglio si ripartirà alle 19.00 con l’Aperitivo Letterario. Alle 19.30 sarà protagonista Valeria Usala con Nelle case degli altri, in dialogo con Myriam Quaquero. Alle 20.00 Miguel Gotor presenterà L’omicidio di Piersanti Mattarella, in dialogo con Loredana Germani. Alle 20.30 Telmo Pievani porterà in scena Il delitto di Darwin. Storia di un segreto spaventoso, nella forma del reading-spettacolo. Alle 21.30 la serata proseguirà con Gli Indegni, quasi un musical, di Francesco Abate, con musiche in scena di Renzo Cugis, Fabio Farigu e Betty Manca.

Sabato 25 luglio, dopo l’Aperitivo Letterario delle 19:00, saliranno sul palco Matteo Caccia e Giulia Bertasi con Orazio Live. Alle 21.00 Francesco Piccolo presenterà Totò, in dialogo con Giovanni Follesa. Alle 21.30 Massimo Franco parlerà di Papi, dollari e guerre, in dialogo con Valentina Orgiu. Alle 22:30 la serata si chiuderà con il reading Carbonia, scritto e interpretato da Elio Turno Arthemalle, musiche di Andrea Piraz & Filo, con la collaborazione alle ricerche e alla redazione del testo di Vito Biolchini.

Domenica 26 luglio il festival si chiuderà con una giornata dal forte valore simbolico. Alle 19.00 torna l’Aperitivo Letterario. Alle 20:00 saranno presentati i lavori della Scuola di Narrazione, realizzati in collaborazione con Scuola Genius. Alle 20.30 Andrea Serra presenterà Fernando o della melanconia dell’irreversibile, in dialogo con Francesca Spanu. Alle 21.00 Elena Pau sarà tra le voci del reading Un irresistibile miraggio del mondo. Grazia Deledda, Maria Giacobbe e Joyce Lussu, dedicato a tre figure centrali della cultura sarda e italiana, con suoni e immagini a cura di Ivana Marrone. Alle 21:30 il festival ospiterà Edoardo Prati, in dialogo con Andrea Fulgheri, con un live che parla direttamente alle nuove generazioni, ai loro sogni e al loro futuro.

La Scuola Genius: sette giorni per raccontare Carbonia con il podcast

Dentro il percorso di Carta Carbonia 2026 si inserisce la Scuola di Scrittura Genius – II edizione – I Podcast. Il laboratorio, completamente gratuito, si svolgerà in presenza a Carbonia dal 20 al 26 luglio.

I docenti saranno presenti da lunedì 20 luglio per lavorare con la comunità alla costruzione di uno storytelling legato al territorio. Il percorso prevede appuntamenti pomeridiani di circa due ore dal 20 al 25 luglio, con una presentazione pubblica conclusiva domenica 26 luglio 2026 all’interno del cartellone ufficiale del festival.

L’iniziativa è aperta a tutte le persone interessate, residenti e non residenti nel comune di Carbonia, a partire dai 12 anni. Le iscrizioni sono aperte dal 22 maggio al 10 luglio 2026 attraverso il form disponibile nella sezione dedicata del sito www.cartacarbonia.it. La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati e verranno assegnati in base all’ordine cronologico di ricezione delle iscrizioni. Per informazioni è possibile scrivere a info.assoentilocali@gmail.com.

La Scuola Genius porterà dentro il festival un laboratorio intensivo dedicato al podcast, pensato per dare voce alle storie, alle idee e agli sguardi di chi vive, attraversa e racconta Carbonia. Durante il percorso, i partecipanti impareranno a scrivere per essere ascoltati, usare microfoni e strumenti audio, condurre al microfono, realizzare interviste efficaci, registrare e montare la propria voce, scegliere musiche ed effetti sonori coerenti con il racconto da costruire.

A guidare il percorso saranno Lucia Pappalardo, Loredana Germani, Andrea Borgnino e Paolo Restuccia, quattro docenti con esperienze consolidate nel campo della scrittura, della radio, del giornalismo, del cinema, della narrazione audio e della formazione.

La mostra AS IT IS in Piazza Roma

Tra le attività in programma dal 20 al 26 luglio, Carta Carbonia ospiterà in Piazza Roma la mostra fotografica AS IT IS | Giovanni Coda, un percorso antologico dedicato a trentacinque anni di immagini.

La mostra non si presenta come una retrospettiva tradizionale, ma come un attraversamento visivo e umano. Le immagini diventano tracce, custodiscono il passaggio del tempo, dell’esperienza e della ricerca, e restituiscono allo spettatore un percorso in cui il corpo emerge come spazio di confine tra visibile e invisibile.

Nei lavori di Giovanni Coda, regista, autore, fotografo e curatore cagliaritano, il corpo è presenza fragile e potente, attraversato da luce e ombra, identità e perdita. Direttore artistico del V-Art – Festival Internazionale Immagine d’Autore, fondatore di The Social Gallery a Quartu Sant’Elena e autore di opere presentate in contesti museali e internazionali, Coda porterà a Carbonia un percorso espositivo capace di dialogare con i temi centrali del festival: memoria, corpo, luoghi, dignità umana e responsabilità dello sguardo.

La mostra proporrà opere della collezione LOGUS e immagini tratte dal reportage umanitario realizzato in Bangladesh nell’ambito del progetto internazionale di cooperazione promosso da Farmacisti nel Mondo.

Il workshop Haiku

Dal 23 al 26 luglio, durante le giornate del festival, sarà proposto anche il Workshop Haiku, condotto da Daniela Cimino e curato dall’Associazione Cherimus.

L’haiku è un’antica forma poetica giapponese che, attraverso tre versi e diciassette sillabe, riesce a raccontare un gesto, una visione, un’intuizione o un momento unico. Per la sua immediatezza e semplicità, rappresenta una forma ideale per avvicinare adulti e bambini alla poesia, rendendo l’esperienza creativa accessibile, leggera e coinvolgente.

I componimenti realizzati durante il laboratorio saranno raccolti in un libro fatto di immagini e parole, costruito direttamente dai partecipanti. Il percorso potrà intrecciare anche la creazione di quaderni in formati differenti, rilegati con la tecnica dei tre punti.

In autunno la storia diventa immersiva

Il progetto non si esaurirà nelle quattro giornate del festival. La dimensione formativa proseguirà in ottobre e novembre con il laboratorio multimediale La storia immersiva con la realtà virtuale, rivolto alle scuole superiori.

L’attività proporrà un approccio multimediale e immersivo alla didattica della storia, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti allo studio degli eventi della Seconda guerra mondiale attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali.

Nel corso degli incontri si prenderà spunto dalle condizioni storiche, politiche e militari che portarono ai bombardamenti delle città di Cagliari e Carbonia nel 1943, analizzandone le conseguenze sulla popolazione civile e sul tessuto urbano. Nella fase conclusiva, gli studenti assisteranno con visori per la realtà virtuale a un minicortometraggio dedicato ai bombardamenti di Cagliari del 1943, sperimentando una modalità innovativa di fruizione della memoria storica.

Dopo il successo della seconda edizione, Carbonia si prepara ad accogliere la terza edizione di “Carta Carbonia”, il festival letterario in programma dal 23 al 26 luglio 2026, con un progetto culturale ampio, multidisciplinare e fortemente legato al territorio.

Il festival, presentato ufficialmente giovedì 28 maggio, negli spazi del Teatro Massimo di Cagliari, è promosso dal comune di Carbonia con il sostegno del Fondo FSE+, Priorità 5, Obiettivo Specifico 4.11, e con il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.

«Carta Carboniadichiara il sindaco di Carbonia Pietro Moritturappresenta per la nostra città un investimento culturale e strategico. La terza edizione conferma la volontà dell’Amministrazione comunale di costruire un progetto capace di valorizzare Carbonia non solo come luogo della memoria mineraria e operaia, ma anche come spazio contemporaneo di confronto, formazione e produzione culturale. In un tempo segnato da profonde tensioni internazionali, conflitti, trasformazioni geopolitiche e nuove fragilità sociali, riteniamo fondamentale offrire alla comunità occasioni di lettura critica del presente. La presenza di autori, giornalisti e studiosi che si occupano di geopolitica, attualità internazionale e grandi scenari globali permette di portare questi temi anche nel Sulcis, rendendo Carta Carbonia un festival capace di parlare del presente con attenzione, competenza e apertura e di mettere la nostra città al centro del dibattito culturale regionale e nazionale·»

«Carta Carbonia 2026 – afferma l’assessora della Cultura della Città di Carbonia Giorgia Melinasce con l’obiettivo di intrecciare linguaggi diversi – libri, podcast, divulgazione, fotografia, memoria, geopolitica e nuove forme di racconto – costruendo non solo un calendario di eventi, ma un vero percorso culturale e formativo. La Scuola di Narrazione e Podcast Genius, aperta gratuitamente ai partecipanti, rappresenta uno degli elementi centrali del progetto perché permette alla comunità, e in particolare ai giovani, di diventare parte attiva del racconto della città. Accanto agli appuntamenti principali, che avranno nell’Arena Mirastelle il loro cuore, il festival vivrà anche attraverso iniziative collaterali, laboratori e proposte dedicate alle scuole. La mostra fotografica dedicata a Giovanni Coda e il laboratorio multimediale rivolto agli studenti confermano la volontà di ampliare il perimetro di Carta Carbonia: un festival che guarda alla letteratura, ma anche all’immagine, alla didattica innovativa e alla responsabilità dello sguardo, raccontando Carbonia a partire dalla sua identità e aprendola a una prospettiva contemporanea, educativa e internazionale.»

Il percorso di avvicinamento al festival ha preso ufficialmente forma il 22 maggio, con i primi passi pubblici della seconda edizione della Scuola di Scrittura Genius, quest’anno dedicata alla narrazione audio e al podcast. Un laboratorio gratuito che accompagnerà il cammino verso Carta Carbonia 2026 e che rappresenta uno dei tasselli più significativi dell’intero progetto: non solo un’esperienza formativa, ma anche uno spazio di partecipazione, racconto del territorio e coinvolgimento diretto della comunità.

«La terza edizione di CartaCarbonia – racconta Giovanni Follesa, direttore artistico del festivalnasce con un obiettivo chiaro: lavorare affinché Carbonia diventi uno spazio accogliente dedicato al racconto contemporaneo. In un tempo dominato dalla velocità, dalla frammentazione e dal consumo rapido delle informazioni, la cultura deve tornare a essere uno spazio di incontro reale, capace di unire pensiero, emozione e comunità. Per questo CartaCarbonia non è soltanto un festival letterario, ma un laboratorio aperto dove letteratura, giornalismo, fotografia, musica e nuovi media dialogano tra loro per interpretare il presente. Carbonia, con la sua storia operaia, mineraria e profondamente umana, non è semplicemente una cornice: è il cuore simbolico del festival. Una città – continua Follesa – nata dal lavoro e dalla trasformazione sociale che oggi sceglie di investire nella cultura come strumento di futuro. Il programma, sfaccettato e plurale, si inserisce in questo solco con alcune delle voci più autorevoli della cultura italiana contemporanea, capaci di dialogare con pubblici diversi, generazioni differenti e sensibilità lontane.»

La terza edizione di Carta Carbonia

L’edizione 2026 del festival si annuncia come un appuntamento capace di intrecciare libri, divulgazione, memoria, geopolitica, spettacolo, podcast, arti visive e partecipazione civica. Non una semplice rassegna di incontri, dunque, ma un percorso culturale che partirà dalla formazione e arriverà alle serate pubbliche dell’Arena Mirastelle, cuore degli eventi principali.

Il programma presentato a Cagliari conferma una direzione chiara: Carta Carbonia vuole portare nel Sulcis alcune delle voci più interessanti del panorama culturale e letterario nazionale, costruendo un dialogo tra letteratura, attualità, scienza, geopolitica, memoria e nuove forme di racconto.

Tra i protagonisti della terza edizione figurano Giacomo Mameli, con Pedrito, lamette a Caracas, fiori a OrgosoloEmanuele Trevi, con Mia nonna e il ConteVincenzo Schettini, con lo spettacolo La fisica che ci piaceMiguel Gotor, con Lomicidio di Piersanti MattarellaTelmo Pievani, con Il delitto di Darwin. Storia di un segreto spaventosoFrancesco Abate e Fabio Farigu, protagonisti del karaoke letterario de Gli Indegni.

Nel cartellone anche Matteo Caccia e Giulia Bertasi, con Orazio liveFrancesco Piccolo, con TotòMassimo Franco, con Papi, dollari e guerreElio Turno Arthemalle, con un reading dedicato a Carbonia; Anthony Muroni, con La firma del RePaola Soriga, con lo spettacolo Un irresistibile viaggio del mondo Grazia Deledda, Joyce Lussu e Maria GiacobbeAndrea Serra con Fernando o della melanconia dell’irreversibile ed Edoardo Prati, atteso con un talk pensato per dialogare anche con le nuove generazioni.

Le quattro giornate, dal 23 al 26 luglio, saranno attraversate da presentazioni di libri, talk, reading, spettacoli e momenti di approfondimento. Al centro ci saranno i grandi temi del nostro tempo: il rapporto tra memoria e identità, le trasformazioni sociali, le tensioni geopolitiche, la divulgazione scientifica, il racconto del Novecento, il dialogo tra generazioni e il modo in cui i territori possono diventare spazi vivi di narrazione.

La giornata conclusiva, domenica 26 luglio, avrà un valore particolarmente simbolico. Oltre alla presentazione pubblica dei lavori della Scuola di Narrazione Genius, il festival chiuderà il proprio percorso mettendo insieme letteratura, divulgazione e racconto orale, confermando la volontà di trasformare Carta Carbonia in un luogo di incontro tra linguaggi diversi.

La Scuola Genius

Dentro l’articolato percorso di Carta Carbonia 2026 si inserisce la programmazione della Scuola di Narrazione e Podcast Genius, curata dall’Associazione Story Genius. Il laboratorio, completamente gratuito, si svolgerà in presenza a Carbonia dal 20 al 26 luglio, in orario pomeridiano e serale.

L’iniziativa sarà aperta a tutte le persone interessate, residenti e non residenti a Carbonia, a partire dai 12 anni. Le iscrizioni resteranno aperte fino al 10 luglio attraverso il form disponibile sul sito www.cartacarbonia.it e sui canali social Facebook e Instagram di Carta Carbonia Festival Letterario.

La Scuola Genius porterà dentro Carta Carbonia un laboratorio intensivo di sette giorni dedicato al podcast e alla narrazione sonora, pensato per dare voce alle storie, alle idee e agli sguardi di chi vive, attraversa e racconta Carbonia. L’obiettivo è trasformare il territorio in materia narrativa, facendo emergere memorie, esperienze, luoghi, linguaggi e prospettive nuove.

Durante il percorso, i partecipanti impareranno a scrivere per essere ascoltati, utilizzare microfoni e strumenti audio, condurre al microfono, realizzare interviste, registrare e montare la propria voce, scegliere musiche ed effetti sonori coerenti con il racconto da costruire.

Il percorso si concluderà con la realizzazione del “numero zero”, la prima puntata di un podcast originale ideata, scritta, registrata e montata dai partecipanti. Le voci raccolte entreranno così nel racconto del festival e del territorio, trasformando la Scuola di Narrazione in un vero laboratorio di cittadinanza sonora, dove Carbonia si ascolta, si archivia e si condivide.

A guidare il percorso saranno docenti con esperienze consolidate nel campo della scrittura, della radio, del giornalismo, del cinema, della narrazione audio e della formazione. Tra loro figurano nomi di rilievo come Lucia Pappalardo, scrittrice, giornalista e filmmaker; Paolo Restuccia, scrittore e regista della trasmissione Il Ruggito del Coniglio su Rai Radio2; Loredana Germani, tra i fondatori della Scuola di scrittura creativa Genius e impegnata nella scrittura, nella formazione e nella divulgazione letteraria; e Andrea Borgnino, giornalista, autore e conduttore radiofonico.

Scuole, mostra fotografica ed eventi autunnali

Durante le giornate del festival sarà proposto anche il Workshop su prenotazione Haiku, condotto da Daniela Cimino a cura dell’Associazione Cherimus.

L’haiku è un’antica forma poetica giapponese che, attraverso tre versi e diciassette sillabe, riesce a racchiudere un gesto, un’immagine, un’intuizione o un istante. Privo di titolo e di rima, chiede soprattutto attenzione: invita a fermarsi, osservare, cogliere un dettaglio minimo della realtà e trasformarlo in parola poetica. Per la sua immediatezza e semplicità, rappresenta una forma ideale per avvicinare adulti e bambini alla poesia, rendendo l’esperienza creativa accessibile, leggera e coinvolgente.

Nel corso del laboratorio i partecipanti saranno accompagnati in un piccolo viaggio nel tempo e nello spazio: impareranno a riconoscere emozioni nelle foglie, nei gesti, nei paesaggi e nei frammenti della quotidianità, scoprendo la possibilità di essere poeti attraverso lo sguardo. I componimenti realizzati durante il workshop saranno poi raccolti in un libro di immagini e parole, costruito direttamente dai partecipanti.

Sempre nell’ambito delle giornate del festival, la dimensione visiva troverà spazio con AS IT IS, la mostra fotografica scandaglia i 35 anni di attività di Giovanni Coda, regista, autore, fotografo e curatore cagliaritano, da oltre trentacinque anni impegnato in una ricerca che attraversa cinema, fotografia, videoarte e impegno civile. Direttore artistico del V-Art – Festival Internazionale Immagine dAutore, fondatore di The Social Gallery a Quartu Sant’Elena e autore di opere presentate in contesti museali e internazionali, Coda porterà a Carta Carbonia un percorso espositivo capace di dialogare con i temi centrali del festival: la memoria, il corpo, i luoghi, la dignità umana e la responsabilità dello sguardo.

La mostra proporrà opere della collezione LOGUS e immagini tratte dal reportage umanitario realizzato in Bangladesh nell’ambito del progetto internazionale di cooperazione promosso da Farmacisti nel Mondo. Un racconto fotografico che non si limita a documentare, ma invita a sostare davanti alle immagini, a riconoscere ciò che resta e ciò che resiste, trasformando la fotografia in una forma di testimonianza, relazione e memoria visiva dedicata agli esseri umani.

Il progetto non si esaurirà nelle quattro giornate del festival. Accanto agli appuntamenti principali sono previste attività collaterali, percorsi formativi e iniziative dedicate al rapporto tra memoria, arti visive, partecipazione e nuovi linguaggi del racconto.

La dimensione formativa proseguirà quindi in autunno con il laboratorio multimediale “La storia immersiva”, rivolto alle scuole superiori e dedicato all’uso della realtà virtuale nella didattica della storia, a partire dai bombardamenti di Cagliari e Carbonia del 1943. Un’occasione di formazione, dialogo e confronto che conferma la vocazione del festival a unire memoria, innovazione e consapevolezza critica.

Con la presentazione ufficiale al Teatro Massimo di Cagliari, Carta Carbonia 2026 entra così nella sua fase pubblica e conferma l’ambizione di riportare Carbonia e il Sulcis al centro di un racconto culturale capace di unire territorio, comunità e grandi voci della scena nazionale.

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Sentimenti e disabilità. L’amore che supera ogni ostacolo e va oltre ogni forma di tabù. L’amore che accoglie la diversità, ne coltiva i sogni e i desideri, l’amore vissuto nell’emotività, nell’affettività, e nel corpo. Il diritto umano a vivere la propria sfera di intimità e a intrattenere relazioni interpersonali sotto il profilo psicoaffettivo, emotivo e sessuale anche per chi si trova in una condizione di ridotta autosufficienza a livello di mobilità e motilità o a causa di un aspetto fisico lontano dai modelli estetici dominanti e ritenuti attraenti.

Il regista Giovanni Coda, da oltre venticinque anni attivo sul fronte del cinema sperimentale con una forte connotazione sociale che porta avanti con la militanza di genere temi e storie difficili o lontane dai canoni comuni, dopo il grande successo di critica e pubblico internazionale dei recenti e pluripremiati lavori cinematografici “Il rosa nudo” (2013), “Bullied to Death” (2015) e l’ultimo “Xavier” (2017), annuncia il via alle riprese nei prossimi giorni del suo nuovo film “Mark’s Diary”, che si ispira a tante storie vere e al libro (unico in Italia) “Loveability” di Maximiliano Ulivieri, edito da Erickson che ne ha concesso i diritti di utilizzo per la realizzazione del film. Il primo libro italiano basato su testimonianze dirette e scritto dalla prospettiva anche di ricercatori, decisori politici e operatori, che affronta il tema dell’assistenza sessuale per disabili, una realtà ormai consolidata in gran parte dell’Europa e quasi sconosciuta in Italia.

Mark e Giacomo, i protagonisti, sono due ragazzi colpiti da una grave disabilità che ne limita i movimenti in modo quasi totale. Quando si incontrano esplode tra loro un’attrazione ed un amore reciproco tanto profondo quanto impossibile da realizzare perché non hanno alcuna possibilità di poter entrare in una qualsiasi forma di intimità. Affideranno così le proprie emozioni e i propri sentimenti a due personaggi di fantasia. Un amore virtuale-visionario-onirico, un sogno lungo un giorno, e la consapevolezza che nulla sarà più lo stesso e che la lotta per il diritto all’amore è solo all’inizio. Il Diario di Mark, le sue pagine, sono la sua vita, costellata dal dolore e dalla frustrazione di non poter esprimere se stesso se non attraverso comportamenti stereotipati sempre e comunque mediati da altre persone (quasi sempre genitori, assistenti sanitari o badanti).

“Mark’s Diary”, sarà un lungometraggio di 75 minuti, la cui uscita nelle sale cinematografiche è prevista a ottobre/novembre 2018. Scritto e diretto da Giovanni Coda, verrà girato interamente in Sardegna, tra Cagliari e Oristano. Prodotto dalla University of Derby (UK) e A.C. Labor (Italy), produttore associato Atlantis Moon Productions (USA), e sostenuto da New Renaissance Film Festival Amsterdam, Social Justice Film Festival Seattle e dalla Fondazione Sardegna Film Commission, in collaborazione con Zamuner Circus, vede nel cast costituito da attori americani e italiani: Mark Cirillo (L.A. – USA), Caleb Spivak (Atlanta – USA), lo stesso Maximiliano Ulivieri (Livorno/Bologna), Giacomo Curti (Roma – Italia), Rachele Montis (Cagliari – Italia), Luca Massidda (Cagliari – Italia), Alessandro Angioni (Cagliari – Italia), Davide Vallascas (Cagliari – Italia), Valentino Bistrussu (Cagliari – Italia), Duo Spezie – Zamuner Circus (Italia). Musiche originali a cura di Cosimo Morleo, Andrea Andrillo, Arnaldo Pontis e Les Stik Fluo.

Il progetto filmico “Mark’s Diary” si riferisce, come tutta la produzione del regista cagliaritano, a quell’area cinematografica sperimentale in cui l’estetica fotografica trova linfa vitale al confine tra il cinema e l’arte visiva, quella terra di mezzo dove tutto è possibile ed ogni risvolto artistico è assolutamente imprevedibile. Siamo nel territorio del cinema d’avanguardia in cui lo stesso Coda trova nei filoni della sinfonia visiva (a cui si ispira per le scene urbane in esterni) e del cinema astratto (scene in interni) il suo habitat creativo ideale. Film d’autore e di ricerca che rielabora il cinema sperimentale della tradizione italiana e riconsidera in chiave contemporanea la relazione creativa tra arte, fotografia e immagine filmica, già anticipata dai futuristi nelle loro teorie esposte nel “Manifesto della Cinematografia” del 1916, tesa alla ricostruzione di un ricco e affascinante panorama visivo-visionario. Nuove forme di linguaggi in cui la matrice videoartistica e fotografica, che da sempre caratterizza le opere del regista, autore, sceneggiatore e fotografo indipendente, si fonde tra fiction e cinema del reale. Al centro di questa ultima opera i due protagonisti, l’impossibilità fisica di amarsi e la loro devastante emotività, libera di esprimersi a ogni latitudine attraverso i movimenti del corpo dei danzatori e dei loro “avatar”.

«La società si sforza di venire incontro alle persone con disabilità per ogni loro bisogno che non possa essere svolto in completa autonomia. Le aiutiamo a vestirsi, spogliarsi, mangiare e lavarsi. Diamo loro carrozzine elettriche per muoversi, macchine con comandi speciali, computer dotati delle più sofisticate tecnologie, dotiamo le loro case di soluzioni robotiche che consentano loro una vita, la più possibile, indipendente – spiega il regista – Eppure, di tutti questi diritti, di cui nessuno metterebbe in dubbio la legittimità, ce n’è uno che viene sistematicamente taciuto, omesso, rimosso: quello alla sessualità. Toccarsi ed essere toccati, necessità naturale per chiunque, diventano questioni scabrose, disturbanti, scomode, se riferite alle persone con disabilità.»

Un tema complesso e molto delicato che l’autore tratta nel suo film attraverso la letteratura, la danza, la musica, la poesia e la sensibilità che contraddistingue tutti i suoi lavori, con il fine non solo artistico ma anche di interesse sociale, per descriverne accuratamente le istanze, porsi delle domande e sensibilizzare verso queste problematiche, aprire un varco e una discussione e sostenere la causa portata avanti da Maximiliano Ulivieri, blogger con disabilità, fondatore e presidente dell’Associazione “LoveGiver”, Comitato promotore per l’introduzione legalizzata dell’”assistenza sessuale” alle persone con handicap fisici e psichici. Co-autore inoltre del libro “Loveability” (Erickson 2014) insieme a Debora De Angelis, Fabrizio Quattrini, psicologo, psicoterapeuta, sessuologo, Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali dell’Università «G. D’Annunzio» di Chieti-Pescara e presidente dell’Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica di Roma, Sergio Lo Giudice, docente di Filosofia e Storia al liceo «Copernico» di Bologna, Giulia Garofalo Geymonat, ricercatrice in Scienze sociali presso il dipartimento di Gender Studies dell’Università di Lund in Svezia e Maurizio Nada, docente nei corsi per educatori e operatori socio-sanitari, autore di testi e pubblicazioni nell’ambito della disabilità. Un testo che prende il titolo dal sito omonimo, nato da una idea dello stesso Ulivieri per raccogliere le molteplici testimonianze, richieste ed esigenze, pervenute negli anni seguenti la pubblicazione delle sue personali esperienze sul suo blog.

«L’assistenza alla sessualità a persone con Disabilità rappresenta un concetto che racchiude allo stesso tempo “rispetto” e “educazione”, che solo per un paese civile può rappresentare la massima espressione del “diritto alla salute e al benessere psicofisico e sessuale», si legge nel testo che introduce il progetto sul sito dedicato “lovegiver.it”.

Il libro vuole essere d’aiuto a chi – disabili e familiari – vive ogni giorno sulla propria pelle le conseguenze di una vita in cui sessualità e affettività sono negate, ma anche di stimolo a indurre alla riflessione e a liberare da tabù e pregiudizi, portando all’attenzione del dibattito pubblico il tema del rapporto tra sessualità e disabilità.

«In paesi come la Danimarca, Paesi Bassi, Germania e Svizzera, la professione dell’Assistente sessuale per individui diversamente abili è già da tempo una realtà. In Italia siamo ancora lacerati nell’affrontare l’argomento “disabilità” dal punto di vista delle conquiste esistenziali che molti disabili riescono a raggiungere quando hanno modo di accedere al loro più intimo potenziale, compreso quello sessuale – precisa Giovanni Coda -. Mark e Giacomo sono innamorati, ma non possono amarsi, perché disabili e perché le loro famiglie sostengono che il loro amore è sbagliato, contro natura e che in quanto “angeli” non hanno bisogno di carezze, sguardi e sentimenti. Sono eterni bambini. L’unica cura possibile: i farmaci. Come se fossero affetti da chissà quale grave malattia. Erano solo innamorati, e forse, nonostante le avversità della vita, ora lo sono ancora di più.»

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Mercoledì 21 giugno in occasione della Festa europea della musica la rassegna Le Salon de musique propone “Le Salon del Musique en fête”, una non stop musicale completamente gratuita in programma da pomeriggio a notte nel Teatro Massimo di Cagliari.

Novità dell’edizione di quest’anno della Festa, organizzata dall’associazione Suoni & Pause, in collaborazione con Sardegna Teatro, il V-Art Festival (FIIA), la Scuola Civica di Musica San Sperate e lo studio di registrazione janeStudio, sono le esibizioni affidate sia a musicisti professionisti che non.

Si comincia alle 18.30, nel foyer del teatro, e si prosegue poi nello spazio “M”, per arrivare a fine serata con “Music for a Body Cage”, lo speciale concerto dal vivo organizzato come evento conclusivo: proporrà la rielaborazione live delle colonne sonore composte dai musicisti Irma Toudjian e Arnaldo Pontis per gli ultimi film del regista Giovanni Coda. Per l’occasione, insieme a loro suonerà anche il giovane chitarrista Matteo Casula, mentre lo stesso Coda proietterà  la sua opera di video-arte realizzata ad hoc e ispirata alla sua ultima mostra “Giovanni Coda_Exposition”, come sintesi dell’evoluzione del linguaggio cinematografico condensata in una particolare rielaborazione video di immagini e riprese provenienti dai suoi ultimi  lavori cinematografici (“Brightness”, il  ”RosaNudo” e “Bullied to Death”).

Ad arricchire la serata saranno le esibizioni della danzatrice Carla Onni e delle attrici Cristina Maccioni ed Eleonora Giua.

 

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Ancora un viaggio nella cultura armena mercoledì 5 aprile per Le Salon de Musique, la rassegna che l’associazione culturale Suoni & Pause organizza per creare momenti d’attenzione verso la musica, le arti visive e la letteratura.

Alle 21.00, al Teatro Massimo di Cagliari, va in scena in “Affinità con i cieli notturni”, uno spettacolo dove teatro, musica e arti visive si intrecciano per ripercorrere le pagine dell’omonimo libro della scrittrice armena Astrid Katcharyan.

Sul palco ci saranno l’attrice Marta Proietti Orzella e la pianista Irma Toudjian che ha composto anche le musice. Firma la regia Lia Careddu, mentre la scenografia è di Sabrina Cuccu. I video sono di Giovanni Coda.

“Affinità con i cieli notturni” racconta la vera storia di Astra Sabondjian, nata negli ultimi anni dell’Ottocento nella cultura e nel prestigio dell’antica Armenia. Sabondjian, femminista ante litteram, rompe con la tradizione facendo valere i propri ideali. È tra le prime donne a diventare giornalista e fonda ad Atene una prestigiosa casa di moda. Scampata al genocidio degli Armeni (1915), vive il dramma dell’esilio e della deportazione. Una che parla di amore, perdita e sopravvivenza, sullo sfondo della tragedia armena.

L’appuntamento è organizzato in collaborazione con l’associazione Luna Scarlatta, Festival Pazza idea – Progetto Futuro.

Il costo del biglietto è di Intero € 10,00; studenti € 7,00.

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Edizione numero XVI per Le Salon de Musique, la rassegna che l’associazione culturale Suoni & Pause organizza ogni anno per creare momenti d’attenzione verso la musica, le arti visive e la letteratura.

Dal 21 gennaio all’8 luglio nel Teatro Massimo di Cagliari sono in cartellone sette appuntamenti costruiti attorno a un filo comune: La via della seta. Era questo, in tempi remoti, il nome dato alla più antica e importante via di congiunzione tra Oriente e Occidente. Hanno nel sangue quelle lontane radici alcuni tra gli ospiti dell’edizione 2017 della rassegna,  come le scrittrici  Elif Shafak e Sonya Orfalian, la giovane attrice Anna-Lou Toudjian, il musicista Aram Ipekdjian e la stessa Irma Toudjian, direttrice artistica di Le Salon de Musique. Il cartellone si arricchisce ulteriormente con la presenza di  apprezzatissimi artisti del panorama nazionale, internazionale e sardo: dall’eclettico pianista romano Arturo Stàlteri, che il 21 gennaio inaugurerà la rassegna, al musicologo e compositore Riccardo Giagni. Dall’attrice Marta Proietti Orzella al pluripremiato filmaker Giovanni Coda, passando per un’altra attrice amatissima come Lia Careddu, sino al virtuoso della chitarra Riccardo Onori, che dal 2000 lavora con Jovanotti.

Si parte il 21 gennaio – ogni spettacolo comincia alle 21.00 – con Arturo Stàlteri, pianista conosciuto per il suo luminoso talento ma anche per la sua partecipazione a fortunate trasmissioni radiofoniche di Radio 3 (attualmente è tra i conduttori di Primo movimento). Stàlteri proporrà al pubblico cagliaritano il concerto “The musical box-Il mio diario”, un escursus lungo la sua ultraquarantennale carriera che, partendo dal primo album con i Pierrot Lunaire, del 1975, arriva a giorni nostri con il recente disco “Préludes”.

Il 14 febbraio salgono sul palco Irma Toudjian e Riccardo Onori con “In_certezza”, un concerto dove le musiche contenute nell’ultimo CD della Toudjian in collaborazione con Riccardo Onori si affiancano alle evocazioni  visive attraverso cui Alberto Soi ne esalta suggestioni e bellezza.

Musica tradizionale armena nella serata del 10 marzo con il concerto “Komitas”, che vedrà esibirsi Aram Ipekdjian al duduk e la pianista Irma Toudjian. Un’occasione per conoscere la cultura musicale armena attraverso un suo strumento tradizionale, il duduk. Nel 2005 la musica duduk è stata inserita dall’UNESCO nella lista dei Patrimoni orali e immateriali dell’umanità.

Teatro, musica e arti visive si intrecciano in “Affinità con i cieli notturni”, in cartellone il 5 aprile, che ripercorre le pagine dell’omonimo libro della scrittrice armena  Astrid Katcharyan, dove si narra la vera storia di Astra Sabondjian, nata negli ultimi anni dell’Ottocento nella cultura e nel prestigio dell’antica Armenia. Sul palco ci saranno Marta Proietti Orzella (voce recitante)e Irma Toudjian con le sue musiche, composte per l’occasione. Scenografia e regia sono, rispettivamente, di Sabrina Cuccu e Lia Careddu. Video di Giovanni Coda.

Il 2017 è l’Anno Gramsciano: Le Salon de Musique lo celebra  l’11 e il 14 maggio con “Nino! Nino!”, da un testo scritto appositamente per questa ricorrenza dall’autrice di origine armena Sonya Orfalian e le musiche originali di Riccardo Giagni L’evento, organizzato in collaborazione con l’associazione Luna Scarlatta, vedrà in scena l’attore Graziano Piazza.

Dopo il concerto “Le Salon de Musique en fête”, organizzato il 21 giugno in occasione della Festa europea della musica, l’8 luglio appuntamento finale della rassegna con “La bastarda di Istanbul”, per la regia di Lia Careddu, tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice turca Elif Shafak che racconta l’amicizia tra due diciannovenni: Armanoush, armena americana legata alle sue radici, e Asya, giovane turca nata fuori dal matrimonio. In scena ci saranno Anna-Lou Toudjian (voce recitante) e Irma Toudjian (pianoforte). Lo spettacolo è realizzato in collaborazione col pluripremiato regista Giovanni Coda, che si è occupato delle elaborazioni visuali. La scenografia è di Sabrina Cuccu.

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Edizione numero XVI per Le Salon de Musique, la rassegna che l’associazione culturale Suoni & Pause organizza ogni anno per creare momenti d’attenzione verso la musica, le arti visive e la letteratura.

Dal 21 gennaio all’8 luglio nel Teatro Massimo di Cagliari sono in cartellone sette appuntamenti costruiti attorno a un filo comune: La via della seta. Era questo, in tempi remoti, il nome dato alla più antica e importante via di congiunzione tra Oriente e Occidente. Hanno nel sangue quelle lontane radici alcuni tra gli ospiti dell’edizione 2017 della rassegna, come le scrittrici Elif Shafak e Sonya Orfalian, la giovane attrice Anna-Lou Toudjian, il musicista Aram Ipekdjian e la stessa Irma Toudjian, direttrice artistica di Le Salon de Musique. Il cartellone si arricchisce ulteriormente con la presenza di  apprezzatissimi artisti del panorama nazionale, internazionale e sardo: dall’eclettico pianista romano Arturo Stàlteri, che il 21 gennaio inaugurerà la rassegna, al musicologo e compositore Riccardo Giagni. Dall’attrice Marta Proietti Orzella al pluripremiato filmaker Giovanni Coda, passando per un’altra attrice amatissima come Lia Careddu, sino al virtuoso della chitarra Riccardo Onori, che dal 2000 lavora con Jovanotti.

Si parte il 21 gennaio – ogni spettacolo comincia alle 21.00 – con Arturo Stàlteri, pianista conosciuto per il suo luminoso talento ma anche per la sua partecipazione a fortunate trasmissioni radiofoniche di Radio 3 (attualmente è tra i conduttori di Primo movimento). Stàlteri proporrà al pubblico cagliaritano il concerto “The musical box-Il mio diario”, un escursus lungo la sua ultraquarantennale carriera che, partendo dal primo album con i Pierrot Lunaire, del 1975, arriva a giorni nostri con il recente disco “Préludes”.

Il 14 febbraio salgono sul palco Irma Toudjian e Riccardo Onori con “In_certezza”, un concerto dove le musiche contenute nell’ultimo CD della Toudjian in collaborazione con Riccardo Onori si affiancano alle evocazioni  visive attraverso cui Alberto Soi ne esalta suggestioni e bellezza.

Musica tradizionale armena nella serata del 10 marzo con il concerto “Komitas”, che vedrà esibirsi Aram Ipekdjian al duduk e la pianista Irma Toudjian. Un’occasione per conoscere la cultura musicale armena attraverso un suo strumento tradizionale, il duduk. Nel 2005 la musica duduk è stata inserita dall’UNESCO nella lista dei Patrimoni orali e immateriali dell’umanità.

Teatro, musica e arti visive si intrecciano in “Affinità con i cieli notturni”, in cartellone il 5 aprile, che ripercorre le pagine dell’omonimo libro della scrittrice armena Astrid Katcharyan, dove si narra la vera storia di Astra Sabondjian, nata negli ultimi anni dell’Ottocento nella cultura e nel prestigio dell’antica Armenia. Sul palco ci saranno Marta Proietti Orzella (voce recitante)e Irma Toudjian con le sue musiche, composte per l’occasione. Scenografia e regia sono, rispettivamente, di Sabrina Cuccu e Lia Careddu. Video di Giovanni Coda.

Il 2017 è l’Anno Gramsciano: Le Salon de Musique lo celebra  l’11 e il 14 maggio con “Nino! Nino!”, da un testo scritto appositamente per questa ricorrenza dall’autrice di origine armena Sonya Orfalian e le musiche originali di Riccardo Giagni L’evento, organizzato in collaborazione con l’associazione Luna Scarlatta, vedrà in scena l’attore Graziano Piazza.

Dopo il concerto “Le Salon de Musique en fête”, organizzato il 21 giugno in occasione della Festa europea della musica, l’8 luglio appuntamento finale della rassegna con “La bastarda di Istanbul”, per la regia di Lia Careddu, tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice turca Elif Shafak che racconta l’amicizia tra due diciannovenni: Armanoush, armena americana legata alle sue radici, e Asya, giovane turca nata fuori dal matrimonio. In scena ci saranno Anna-Lou Toudjian (voce recitante) e Irma Toudjian (pianoforte). La scenografia è di Sabrina Cuccu. Video di Giovanni Coda.