23 June, 2021
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Prenderanno il via lunedì 9 settembre, a La Maddalena, i lavori di messa in sicurezza dell’area interna dell’ex Artiglieria e Colombaia. L’intervento si è reso necessario, al fine di consentire la messa in sicurezza dell’accesso  agli occupanti degli alloggi pubblici di proprietà della Regione, alla Biblioteca comunale e al Liceo Classico – Linguistico – Scientifico – Scienze Umane “Giuseppe Garibaldi”.
«L’opera, finanziata dall’assessorato regionale degli Enti locali, Finanze e Urbanistica rientra nell’ambito degli interventi finalizzati alla tutela del patrimonio regionale presente a La Maddalena  e che prevedono una serie di progetti di valorizzazione», sottolinea l’assessore regionale degli Enti Locali, Quirico Sanna.

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Giovanni Antonio Sanna, nasceva a Sassari il 29 agosto del 1819 e, dopo duecento anni, la figura dell’unico e grande imprenditore sardo dell’800, nonché fra i maggiori imprenditori dell’Ottocento risorgimentale, desta nuovo interesse. Definito dal suo biografo Paolo Fadda, nella sua opera “L’uomo di Montevecchio”, un grande sardo, autentico “Capitano d’industria”, che cercò, durante la sua intensa e tormentata esistenza, di dare un volto nuovo alla sua isola, avviando, oltre la grande industria, le bonifiche ed una agricoltura moderna e razionale.

Dopo l’atto di nascita, a Genova, il 26 giugno del 1847, della “Società in accomandita per la coltivazione della miniera di piombo argentifero detta di Montevecchio” e la successiva concessione, a titolo perpetuo, il 28 aprile 1848, data dal Re Carlo Alberto, accampato sotto Peschiera, nella 1° guerra di indipendenza, Giovanni Antonio Sanna, per seguire la nascita del suo grande impero, si trasferì con tutta la famiglia a Guspini, ove nacque la sua terza figlia Enedina, divenendo consigliere comunale, prima della sua carriera politica da deputato, alla camera subalpina dal 1857 al 1865.

Con tre legislature alle spalle VI,VII e VIII fu un attento giornalista e strinse forti ed intensi rapporti con Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi nella stagione risorgimentale.

Da parlamentare si schiera apertamente a difesa della sua Sardegna, attaccando da subito le gravi inadempienze della ”Rubattino” che deteneva il monopolio dei collegamenti marittimi con l’isola. Nel 1860 acquistò il giornale torinese “Il Diritto”, testata molto influente negli ambienti politici del tempo. Così come difese la sua Università, la più antica dell’isola, dalla volontà soppressiva del Ministero.

Da sardo cerca anche di spronare la propria isola a diventare un’autorevole interlocutore di Torino, conquistandosi una propria autonomia. Valori che condivideva con gli altri parlamentari sardi Asproni, Ferraccu, e Sulis. In quest’ottica pensava all’Italia unita che liberasse l’isola dall’influenza sabauda. Infatti il sostegno all’opera garibaldina dell’unità d’Italia, fu concreta, finanziando con i proventi della Montevecchio lo sbarco dei mille a Marsala.

Così pure, per le stesse ragioni sostenne, anche economicamente, l’opera di Giuseppe Mazzini, “Giovane Italia”. Il suo grande lavoro parlamentare non lo distrasse dalla sua intrapresa a Montevecchio, e dopo le tormentate vicissitudini giudiziarie, con il prete Pischedda che accampava diritti sulla concessione, vi rientrava nel novembre del 1863.

L’atteso ritorno del Sanna, fu salutato dai circa 700 addetti e numerose famiglie, che già si erano trasferite nella amena località, con grandi festeggiamenti. Fu il preludio per il rilancio della miniera e l’attuale assetto dell’antico borgo minerario, con una strada carrabile per Guspini, la costruzione dell’ospedale in miniera e l’edificazione di un grande santuario dedicato a Santa Barbara, di cui restano le tracce nelle fondamenta del palazzo Sanna-Castoldi e successivamente direzione della miniera. Amante dell’arte e dell’archeologia, impegnò ingenti capitali nel loro acquisto, donando poi la sua vasta collezione alla sua città natale, oggi museo “Sanna”.

Per sostenere il comparto agricolo dell’isola fondò nel 1871 la Banca Agricola Industriale Sarda, nella speranza di incoraggiare i sardi ad uscire da su connottu e perseguire nuovi obiettivi di sviluppo.

Montevecchio era per lui l’esempio e non poteva starne lontano per molto tempo, così ogni volta che vi rientrava, ampliava la rete delle gallerie e il piccolo centro abitato conulteriori apporti innovativi, sia tecnologici che costruttivi. Affiancò al nascente ospedale altre strutture, come la foresteria e l’ufficio postale, progettò e tracciò la ferrovia Montevecchio-San Gavino, per l’interconnessione con le ferrovie reali, per il trasporto dei minerali ed istituì la “Cassa soccorso”, destinata ad assistere gli operai, curargli gratuitamente e riconoscergli gli infortuni. Aprì altri pozzi e realizzò l’altra laveria “Sanna” a ponente, portando Montevecchio e la sua intrapresa fra le più importanti d’Europa, al cospetto delle altre imprese minerarie sarde, oggi diremmo, gestite da multinazionali estere.

Il grande mecenate sardo purtroppo non poté assistere direttamente la grande crescita della sua miniera, che già nel 1873 raggiungeva i 1500 addetti. La sua cagionevole salute e l’intricata vita familiare lo porterà nel suo ultimo rifugio, nella città di Napoli, dove ormai, fiaccato dalla malattia mise in atto l’ultimo suo volere, pensando all’amata Montevecchio.

Affidò le sorti della miniera ad Alberto Castoldi, valente ingegnere minerario, da lui stesso incoraggiato e sostenuto finanziariamente negli studi a Freyberg che sposò l’ultima sua figlia, Zely.

Giovanni Antonio Sanna morì, all’età di 55 anni, a Roma il 9 febbraio 1875.

Prof. Tarcisio Agus

Presidente del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna

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Cultura, ambiente, turismo e impresa. È l’incontro tra questi ambiti a rappresentare la proiezione ideale dell’evento costruito attorno alla figura storica di Giuseppe Garibaldi e alla sua esperienza di economia circolare applicata sulla sua amata isola di Caprera, nelle vesti di agricoltore che amava innovare.

A ospitare il racconto e il confronto – il prossimo 29 aprile, con inizio alle 15.00 – sarà la Biblioteca del Senato di piazza della Minerva, a Roma, in collaborazione con la F.A.S.I. (Federazione Associazioni Sardi in Italia), l’Associazione “Garibaldi Agricoltore: Ambiente, Paesaggio, Identità” e la Water Right Foundation (WRF).

Sono le succitate associazioni, in collaborazione anche con Slow Food e UNPLI, che si sono attivate per promuovere la riqualificazione dell’agrumeto di Garibaldi, all’interno dell’area degli “Orti di Garibaldi”, al fine di valorizzare quanto realizzato dall’Eroe sull’isola di Caprera. Nella cornice della Biblioteca del Senato sarà rappresentato il contenuto del progetto di recupero dei fondi che mira a massimizzare obiettivi su più ambiti.

Nell’ambito culturale, attraverso la figura storica di Giuseppe Garibaldi, si vuole recuperare il rapporto tra l’uomo e la natura, ricostruito sulla base dei suoi quaderni, rinvenuti presso il Museo del Risorgimento di Milano e gli scritti ritrovati a Roma, dove l’Eroe del Risorgimento annotava scrupolosamente tutto ciò che sperimentava sui propri terreni agricoli. Tale attività come agricoltore gli valse anche dei Premi, tra cui la Medaglia per l’Esposizione agricola di Sassari del 1874.

Dal punto di vista ambientale, si punta sul recupero dell’area rurale utilizzata da Giuseppe Garibaldi e sul ripristino degli spazi destinati alle coltivazioni dei terreni agricoli, oggi abbandonati e coperti dalla vegetazione spontanea.

Strettamente collegata a cultura e ambiente, dal punto di vista turistico, è la promozione dell’isola di Caprera, nell’ottica della valorizzazione del turismo sostenibile. A questo proposito, in connessione col mondo dell’impresa, si pensa all’istituzione di un premio per start-up innovative che operano nel campo agricolo.

L’evento diviso in tre sessioni, avrà un’introduzione storica, un approccio scientifico e si concluderà con interventi miranti a identificare le prospettive per il futuro.

Evento: “Garibaldi. Una esperienza di economia circolare”

Programma

Inizio evento: ore 15.00

Saluti istituzionali: sen. Gianni Marilotti

Saluti introduttivi: Serafina Mascia della F.A.S.I.

Evento diviso in tre sessioni: storico scientifico e prospettiva futura

Sessione storica

Giuseppe Garibaldi (pronipote Giuseppe Garibaldi – Presidente Associazione Garibaldi Agricoltore)

Argomento trattato “Progetto Garibaldi Agricoltore: passato, presente, futuro”

Proiezioni di documenti da parte di Giuseppe Garibaldi durante il suo intervento

Sessione scientifica

Andrea Gennai (docente e membro del Consiglio Didattico Scientifico del Master universitario di II livello “Capitale Naturale ed Aree Protette. Pianificazione, Progettazione e Gestione”, presso l’Università della Sapienza)

Argomento trattato: “Agricoltura e tutela della biodiversità” 

Fabio Salbitano (Docente di Selvicoltura Urbana, Ecologia del Paesaggio, Valutazione e Conservazione del Paesaggio Forestale)

Argomento trattato: “Paesaggio e libertà” 

Sessione prospettiva futura

Mauro Perini (Presidente Water right Foundation)

Argomento trattato: “Futuro Vegetale” in riferimento alla campagna di recupero dei paesaggi storici connessi al progetto 300 “Miliardi di alberi”

Giuseppe Melis (Docente di marketing turistico e territoriale)

Argomento trattato:Lo sviluppo delle risorse agricole nell’ambito del marketing territoriale

Guido Santini (Chief Technical Advisor dell’iniziativa FAO “Food for the Cities”)

Argomento trattato: “Politiche dello sviluppo, agricoltura e città”.

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Laconi
Due giorni all’insegna della natura, della biodiversità e della storia, con attenzione ai temi dell’accessibilità: in programma al parco Aymerich di Laconi, sabato 12 e domenica 13 maggio, la quarta “Passeggiata nella bellezza” nella rete dei Giardini storici di Sardegna, manifestazione organizzata dall’assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio con il Polo Museale della Sardegna – Mibact, l’Università di Cagliari, i Comuni coinvolti, l’Unione dei Comuni del Marghine e il supporto scientifico dell’agenzia regionale Forestas. «Il parco Aymerich di Laconi – dice l’assessore regionale del Turismo Barbara Argiolas – rappresenta un eccezionale esempio della biodiversità della Sardegna, uno dei più importanti valori aggiunti dell’isola dal punto di vista naturalistico e ambientale. Grazie alla Rete dei Giardini Storici di Sardegna stiamo valorizzando questo aspetto perché, insieme all’importanza storica e al grande valore di comunità assunto dalle sette eccellenze botaniche e paesaggistiche coinvolte, possa dare vita a un’offerta di qualità nel segmento del turismo lento».

E anche a Laconi, come nelle altre passeggiate in calendario, bellezza fa rima con accessibilità: la manifestazione fa parte del progetto di turismo accessibile ITACA (‘Primavera accessibile 2018’), che a sua volta rientra nell’ampio Programma di Cooperazione IT-FR Marittimo 2014-2020. Le sette ‘passeggiate’ primaverili nei giardini, divise in due giornate (la prima per addetti ai lavori, la seconda di visita aperta al pubblico), sono state e saranno occasione di approfondimento sull’importanza della fruibilità degli spazi con dibattiti, forum e laboratori sull’accessibilità, riservati a partner del progetto e stakeholder, ossia associazioni dei disabili e imprese di servizi e settori produttivi (turismo, artigianato e commercio), e finalizzati all’elaborazione di proposte per la promozione e lo sviluppo del turismo accessibile in Sardegna.

L’accessibilità può nascere solo dalla partecipazione: così come negli appuntamenti precedenti di Cagliari e Sassari, i laboratori di sabato 12 saranno imperniati sulle esigenze dei disabili sensoriali, fisici e psichici e sulle caratteristiche necessarie affinché strutture e servizi turistici possano essere fruibili da tutti. Verrà privilegiata la dimensione partecipativa: i visitatori riceveranno una scheda di analisi motivazionale che esplorerà l’accessibilità e fruibilità di spazi, servizi e ospitalità, quella culturale e dei contenuti, l’interazione con il territorio. «La Regione – sottolinea l’assessore Barbara Argiolas – sta coinvolgendo, con un sistema partecipativo bottom up, cioè dal basso verso l’alto, visitatori e addetti ai lavori nel progetto per trasformare i loro contributi in linee guida che diventino riferimento per gli standard qualitativi del turismo accessibile nell’Isola, replicabili anche nell’area interessata dal programma di cooperazione transfrontaliera».

«Le passeggiate nei giardini storici – aggiunge l’assessore Barbara Argiolas – valorizzano sette eccellenze botaniche e paesaggistiche isolane e vogliono rappresentare l’esempio di come strutturare e promuovere una nuova offerta in un mercato di nicchia ma promettete come quello del turismo botanico.» I primi tre weekend dedicati ai giardini storici hanno registrato migliaia di visitatori e coinvolto, a marzo Milis, con il ‘Giardino degli agrumi’ dello stabilimento Pernis-Vacca e la Vega di Palazzo Boyl, e ad aprile l’Orto botanico di Cagliari e il parco di Monserrato di Sassari. La quarta tappa, domenica 13, si svolgerà nel parco Aymerich, scelto per bellezza, fertilità e ricchezza di acque sorgive. Circondati dal verde, sono visibili i ruderi di un castello medievale e l’antica residenza dei marchesi. Il parco è meta di escursionisti amanti della natura e di pellegrini che si recano a Laconi per visitare la casa natale di Sant’Ignazio. È costituito dal giardino e dallo splendido parco adiacente, gestito dall’agenzia regionale Forestas ed esteso ben 22 ettari.

Le ultime tre tappe della manifestazione saranno il 26 e 27 maggio al parco inglese dell’ingegner Benjamin Piercy a Bolotana, il 9 e 10 giugno al giardino di Giuseppe Garibaldi sull’isola di Caprera e il 23 e 24 giugno al parco di San Leonardo di Siete Fuentes di Santu Lussurgiu, appuntamento finale ‘in casa’ del Comune capofila del progetto, nel quale saranno presentati i risultati ottenuti attraverso il coinvolgimento dei visitatori in merito ad accessibilità e fruibilità dei parchi e del territori.

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Una mattinata dedicata al tema della giustizia e poi dal pomeriggio la ricchezza dei libri sardi con in primo piano il racconto di Annita Garibaldi Jallet (pronipote dell’Eroe dei due Mondi), insieme alla straordinaria esperienza di vita di Simona Atzori, al legal thriller di Pietro Caliceti, allo sguardo sull’economia internazionale di Vittorio Emanuele Parsi, per arrivare al cinema del regista Andrea Segre ed alla musica del maestro delle launeddas Luigi Lai. È stata ricca di appuntamenti e di cultura sabato 28 aprile la terza giornata della Mostra regionale del Libro in Sardegna di Macomer, che quest’anno ha come tema “Mediterraneo: racconti di cultura e libertà”.

I tre incontri della mattina sono stati legati da un comune tema, quello della giustizia. All’insegna della leggerezza il primo, con la presentazione del libro di Giacomo Ebner “Dodici qualità per sopravvivere in tribunale”, un’agile e ironica guida alle contraddizioni della giustizia italiana. Ad arricchire l’incontro gli aneddoti e i commenti salaci di Mauro Pusceddu (magistrato del Tribunale di Oristano) e Ines Pisano, magistrato del Tar del Lazio, per una presentazione che ha divertito in maniera intelligente il pubblico del Padiglione Filigosa. 

Drammatica invece la vicenda rievocata nel corso della presentazione del libro “Saverio De Sario: un clamoroso caso giudiziario”. Scritto dall’avvocato Massimiliano Battagliola, il volume ricostruisce la vicenda di Saverio De Sario, condannato ingiustamente prima dal Tribunale di Oristano, poi dalla Corte di Appello di Cagliari e successivamente dalla Cassazione, di avere abusato dei figli. Battagliola e De Sario, intervistati da Vito Biolchini, hanno rievocato la lunga e travagliata vicenda giudiziaria che si è conclusa con la revisione del processo e la liberazione un anno fa di De Sario, completamente scagionato da ogni accusa.

Per gli incontri con gli autori della sezione “Tra Isola e mondo” a cura dell’AES, ha chiuso la mattinata la presentazione di “Banditismo” (Gia Editrice), un libro che rivela aspetti singolari e inquietanti del periodo oscuro dell’anonima sequestri in Sardegna. Intervistato da Vito Biolchini, a parlare al pubblico è stato l’autore Mario Guerrini, cronista storico della Rai che a lungo si è occupato di criminalità nell’isola. Sono tanti gli aneddoti e le curiosità svelate da Guerrini nel corso dell’incontro: dai faccia a faccia con diversi latitanti ai momenti drammatici del rapimento di Farouk Kassam fino agli spiacevoli avvenimenti in cui fu coinvolto durante il processo a Graziano Mesina, con la richiesta, da parte del giudice, di rivelare le fonti con la minaccia di essere arrestato.

Nel pomeriggio l’arrivo di un pesante acquazzone, che pure ha creato disagi all’interno della tensostruttura che ospita la Mostra, non ha interrotto le presentazioni.

Al padiglione Filigosa Maria Tiziana Putzolu Mura ha presentato il suo romanzo “Eva canta” (Aipsa), ispirato a una storia vera: la protagonista è una donna della Sardegna meridionale, figlia di ricchi imprenditori approdati a Tripoli all’inizio del periodo coloniale. Sullo sfondo del narrato emergono la politica regionale al suo esordio, il mondo agropastorale e il piano di Rinascita. L’appuntamento, moderato da Ignazio Macchiarella, è stato intercalato dai piacevoli intermezzi musicali di “Su Cuncordu Bortigalesu”.

Immagini straordinarie della Sardegna sono state invece protagoniste della presentazione di “Sardegna. 20 fotografi di natura” che, attraverso prospettive personali, esalta gli attimi fuggenti di un’isola descritta attraverso paesaggi, animali selvatici, bufere di neve, cieli stellati e tanto altro. Dopo l’introduzione dell’editore Carlo Delfino, è stata proiettata una selezione di immagini tra le più significative della pubblicazione, poi descritta nei particolari dal curatore Domenico Ruiu nel corso del confronto con il giornalista Salvatore Taras.

E sempre Taras ha introdotto la presentazione di due volumi sulla figura di Giuseppe Garibaldi nella veste di marinaio e in quella di romanziere. Ad attrarre l’attenzione del pubblico in questo caso è stata la presenza di Annita Garibaldi Jallet, pronipote dell’Eroe dei due Mondi, la quale ha raccontato aneddoti curiosi, spesso sconosciuti, sui rapporti del bisnonno con la Sardegna e con Caprera, sui legami con gli intellettuali e con personalità dell’epoca, sulle relazioni con la massoneria, fino alla presa di coscienza e all’amarezza per le condizioni del Sud dopo l’unità d’Italia. Grazie anche alla presenza dell’editore Paolo Sorba di La Maddalena, sono stati illustrati “Manlio”, ultimo romanzo di Garibaldi pubblicato nel centenario dalla morte, e il saggio “Orizzonti mediterranei”.

In contemporanea, tre appuntamenti al padiglione Tamuli hanno catalizzato l’attenzione del pubblico. Ad aprire il programma è stata la danzatrice e pittrice Simona Atzori. Autrice di libri di successo (l’ultimo “La strada nuova”), Atzori ha superato i limiti della sua grave disabilità per affrontare con successo le sfide dell’arte. Un esempio e un modello per tutti, sottolineato al termine dell’incontro dall’affetto dei presenti.

“Bitglobal” è invece il titolo del legal thriller scritto da Pietro Caliceti, una storia ambientata negli studi legali milanesi e londinesi e incentrata sui bitcoin, la nuova moneta virtuale che sta sconvolgendo la finanza mondiale. Caliceti, sollecitato da Vito Biolchini e Giovanni Cocco, ha spiegato il procedimento di creazione di questa moneta, la sua logica di funzionamento e il modo attraverso cui è destinata a cambiare per sempre l’economia del pianeta. Uno scenario non futuro ma attuale, di cui però pochi hanno preso conoscenza.

Il tema è stato ripreso nell’incontro successivo che ha visto protagonista Vittorio Emanuele Parsi, autore del volume “Titanic, il naufragio dell’ordine liberale”. Insieme a Rodolfo Ragionieri e Giovanni Cocco, Parsi ha analizzato con lucidità la situazione internazionale e i movimenti sullo scacchiere finanziario e bellico dei grandi paesi, invitando però tutti a non soccombere al pessimismo e a rilanciare con forza le ragioni di un impegno a favore dei valori della democrazia.

“L’ordine delle cose” è invece il titolo del film presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e che è stato proiettato nel padiglione Filigosa a cura dell’associazione di amicizia Sardegna-Palestina. Intervenuto telefonicamente, il regista Andrea Segre ha spiegato al pubblico la genesi dell’opera che racconta con grande realismo la drammatica realtà dei campi di detenzione dei migranti in Libia e lo sforzo delle ong a favore dei migranti.

La terza giornata della Mostra si è conclusa al Padiglione Tamuli con l’incontro-concerto a cura di Ediziones Beranu e AES, che ha visto protagonista il grande maestro di launeddas Luigi Lai. Il virtuoso strumentista, nel giorno dedicato a “Sa die de sa Sardigna”, si è esibito con alcune delle più significative melodie del suo repertorio tradizionale, accompagnato in alcuni passaggi da Fabio Vargiolu.

 

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Entra nel vivo, a Macomer, la Mostra regionale del Libro in Sardegna e, nella sua terza giornata di oggi, sabato 28 aprile, offre alle ex Caserme Mura uno straordinario programma con ben undici appuntamenti. Se nel corso della mattinata il tema centrale sarà quello della giustizia (con gli interventi del magistrato Mario Pusceddu, dell’avvocato-scrittore Massimiliano Battagliola e del giornalista Mario Guerrini), di pomeriggio spazio ai libri sardi (con un interessante focus dedicato a Giuseppe Garibaldi), e a quattro grandi ospiti: la danzatrice Simona Atzori, capace di superare i limiti della sua disabilità e diventare esempio di talento e tenacia, l’esperto di relazioni internazionali Vittorio Emanuele Parsi (autore del volume “Titanic, il naufragio dell’ordine liberale”), lo scrittore Pietro Caliceti (suo il legal thriller “Bitglobal”) ed il regista Andrea Segre che presenterà il suo film “L’ordine delle cose”. La serata si concluderà in musica con lo straordinario incontro organizzato dall’AES con il maestro delle launeddas Luigi Lai, che sarà protagonista di un concerto con il quale la Mostra vuole celebrare Sa Die de Sa Sardigna.

La terza giornata della Mostra è stata aperta al Padiglione Filigosa con l’appuntamento “Giustizia e Libertà”, dedicato all’approfondimento di uno dei temi più scottanti, quello sui rapporti tra cittadini e magistratura. Dopo i saluti del presidente dell’Ordine degli Avvocati di Oristano Donatella Pau, sarà il magistrato del Tribunale di Nuoro Mauro Pusceddu a presentare il libro di Giacomo Ebner (magistrato del Tribunale di Roma) “Dodici qualità per sopravvivere in tribunale”. A seguire, il tema della giustizia verrà approfondito dall’incontro con Massimiliano Battagliola, autore del volume “Saverio De Sario: un clamoroso caso giudiziario” e che dialogherà con il giornalista Vito Biolchini. 

Seppur inserito nella sezione “Tra Isola e Mondo”, l’appuntamento delle 12.00 (sempre al Padiglione Filigosa) si inserirà nello stesso filone tematico. “Banditismo” è, infatti, il libro scritto dal giornalista Mario Guerrini, edito dalla Gia, che ripercorre gli anni più duri del fenomeno delinquenziale che sconvolse l’isola. L’autore dialogherà con il giornalista Vito Biolchini. 

Ben sette appuntamenti caratterizzeranno invece il pomeriggio di sabato. Al Padiglione Filigosa, per la sezione “Tra Isola e Mondo”, con il coordinamento del giornalista Salvatore Taras si parte alle 16.30 con la presentazione di “Eva canta” di Maria Tiziana Putzolu Mura, Aipsa Edizioni. Partecipa con l’autrice il musicologo Ignazio Macchiarella, mentre gli interventi musicali del coro “Su Concordu Ortigalesu” di Bortigali arricchiranno l’incontro.

Per gli appassionati di fotografia e di paesaggi sardi, alle 17.15 Domenico Ruiu presenta “Sardegna. 20 fotografi di natura”, Carlo Delfino Editore, un’opera che attraverso sensazionali immagini scattate in momenti e luoghi particolari, descrive le mille sfaccettature di un’isola straordinaria.

Alle 18.00, nell’appuntamento dal titolo “Racconti di cultura e libertà”, la figura di Giuseppe Garibaldi sarà al centro di due pubblicazioni edite da Paolo Sorba. Annita Garibaldi Jallet presenta “Manlio. Romanzo contemporaneo”, di Giuseppe Garibaldi e “Garibaldi. Orizzonti mediterranei”, a cura di Annita Garibaldi Jallet e Annamaria Lazzarino.

Ricca anche l’offerta presso il Padiglione Tamuli. Qui, alle 16.30, arriva uno degli ospiti più attesi della Mostra: Simona Atzori. Una grave disabilità non le impedisce di essere una danzatrice e pittrice di fama internazionale, e ora anche autrice di volumi di successo. A Macomer, in un appuntamento organizzato in collaborazione con il Cedac, Simona Atzori condurrà il pubblico attraverso un percorso motivazionale dal tema “Cosa ti manca per essere felice?”.

Alle 17.30 spazio invece a Pietro Caliceti, autore di “Bitglobal” (Baldini&Castoldi). Caliceti appassiona il lettore con un legal thriller di grande efficacia, un romanzo segnato da un ritmo mozzafiato che offre un dissacrante spaccato del mondo della finanza e dei grandi studi legali, e un’affascinante analisi delle origini e delle contraddizioni irrisolte del sistema monetario attuale. Pietro Caliceti dialogherà con il giornalista Vito Biolchini.

Docente di Relazioni internazionali nell’Università Cattolica di Milano, Vittorio Emanuele Parsi è l’autore del volume “Titanic, il naufragio dell’ordine liberale” (Il Mulino), in cui si esamina la difficile situazione geopolitica internazionale. A dialogare con l’autore a partire dalle 18.30 saranno Rodolfo Ragionieri e Giovanni Cocco.

Due straordinari appuntamenti di cinema e musica chiuderanno la giornata di sabato 28 aprile. Alle 19.00 al Padiglione Filigosa, alla presenza del regista Andrea Segre, si proietta il film “L’ordine delle cose”, presentato all’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia e incentrato sulle drammatiche vicende che vedono protagonisti i migranti che, partendo dalla Libia, raggiungono le nostre coste. L’appuntamento è organizzato in collaborazione con l’associazione Sardegna-Palestina.

Alle 21.00 la giornata si chiuderà al Padiglione Tamuli con lo straordinario incontro-concerto che vedrà protagonista il maestro delle launeddas Luigi Lai. L’appuntamento, a cura di Edizioni Beranu e dell’AES, vedrà in scena anche Fabio Vargiolu e sarà l’omaggio della Mostra di Macomer ad un gigante della cultura sarda proprio nel giorno di Sa Die de sa Sardigna.

 

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Fonte Ufficio Stampa Marina Militare.

Fonte Ufficio Stampa Marina Militare.

Le componenti aero-navali della Marina Militare appartenenti ai comandi operativi della Squadra Navale di Brindisi, Taranto, La Spezia e Augusta hanno concluso ieriun’attività addestrativa nel Golfo di Taranto che ha impegnato uomini e donne delle Forza Armata in esercitazioni a complessità crescente.

L’attività, iniziata il 6 marzo, ha visto la partecipazione della portaerei Cavour con nove aerei AV8B+ imbarcati, dell’incrociatore portaeromobili Giuseppe Garibaldi con a bordo gli elicotteri EH-101 e MH-90, dei caccia Durand de la Penne e Andrea Doria, delle fregate Zeffiro e Virginio Fasan, dei pattugliatori d’altura Libra e Comandante Borsini e della rifornitrice di squadra Etna, oltre che a velivoli Gulfstream CAEW (Conformal Airborne Early Warning) e Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica Militare e a due elicotteri AH 129 Mangusta dell’Esercito Italiano.

Le esercitazioni condotte nel campo della sorveglianza marittima, delle manovre cinematiche ravvicinate, dei rifornimenti in mare, delle operazioni anfibie, del tiro con le artiglierie di bordo, dell’antinquinamentoe della Difesa Aerea integrata tra i velivoli dell’aviazione della Marina e velivoli dell’Aeronautica Militare hanno consentito di mantenere ed incrementare l’addestramento degli equipaggi in uno scenario caratterizzato dalla presenza di minaccia convenzionale e asimmetrica.

L’addestramento ha permesso in particolare alla portaerei Cavour di riprendere l’attività con i velivoli del Gruppo Aerei Imbarcati, consentendo ai piloti di effettuare le “carrier qualifications” (qualifiche necessarie per operare dal ponte di volo della nave) e a nave Garibaldi, nel suo ruolo di portaelicotteri anfibia, di effettuare un raid “eliassalto” con lo sbarco di un’aliquota del 1° Reggimento della Brigata Marina San Marco con la scorta dei due elicotteri Mangusta dell’Esercito Italiano.

L’attività svolta nel Golfo di Taranto rientra nell’addestramento degli equipaggi e degli assetti aeronavali allo scopo di mantenere un elevato standard di capacità della Squadra Navale per garantire prontezza operativa e flessibilità tattica per adempiere quotidianamente e in maniera efficace ai compiti di difesa del Paese “sul mare e dal mare”, di sicurezza marittima, di tutela degli interessi strategici nazionali oltre che nel campo delle attività a favore della collettività.

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L’assessore regionale del Turismo, Artigianato e Commercio, Barbara Argiolas, è intervenuta a Santu Lussurgiu al workshop di presentazione del progetto che raccoglie sotto un unico marchio sette tenute e giardini isolani. 
«Abbiamo l’obiettivo – ha detto Barbara Argiolas – di rendere il patrimonio culturale materiale ed immateriale un motivo di viaggio al di fuori della stagione estiva, con una declinazione di offerte di qualità: il progetto “Giardini storici di Sardegna”, insieme a quelli della rete dei borghi, dei cammini religiosi e minerari, della rete escursionistica regionale, è un altro passo in questa direzione.»
“Giardini storici di Sardegna” riunisce, infatti, in un percorso di eccellenza il parco di San Leonardo di Siete Fuentes (Santu Lussurgiu), il Parco inglese dell’ingegner Benjamin Piercy (Bolotana), l’Orto botanico Patrizio Gennari (Cagliari), il Giardino all’italiana di Ignazio Aymerich (Laconi), l’Isola giardino di Giuseppe Garibaldi a Caprera (La Maddalena), il Giardino degli agrumi dello stabilimento Pernis-Vacca e la Vega di Palazzo Boyl (Milis), il parco di Monserrato (Sassari). «Il progetto inizia con questi sette giardini – ha spiegato l’assessore –, ma è aperto e contiamo di inserire altre tappe in questo itinerario delle eccellenze botaniche e paesaggistiche della Sardegna».
La firma dell’intesa tra i sette Comuni coinvolti, l’Unione dei Comuni del Marghine, il polo Museale della Sardegna, l’Università di Cagliari e l’agenzia regionale Forestas è, secondo Argiolas, «un punto di arrivo importante per una iniziativa nata grazie alla passione e alla lungimiranza di amministratori e comunità. Ma – ha aggiunto – è anche un nuovo punto di partenza, perché questo protocollo non finisca per rimanere sulla carta: vogliamo invece mettere a sistema e valorizzare questi luoghi e farli diventare un vero prodotto che possa inserirsi nel mercato del turismo botanico, che interessa e muove tanti appassionati in Italia ed Europa. In questo senso, è importante il contributo dell’agenzia Forestas, che farà da supporto scientifico e tecnico determinante per la fruibilità e la valorizzazione dei giardini».
La nascita del circuito dei giardini storici si inserisce delle politiche della Regione e dell’assessorato del Turismo per la creazione di nuove stagionalità che trovino nelle zone interne il loro punto di forza. «Progetti come “Primavera nei borghi di eccellenza” e “Territori del vino e del gusto” sono già avviati – ha spiegato l’esponente della Giunta Pigliaru – ma siamo al lavoro su altri fronti: venerdì scorso a Galtellì abbiamo firmato un protocollo d’intesa sulle destinazioni religiose e ieri a Meana Sardo abbiamo ribadito che attività millenarie come la viticoltura contribuiscono alla valorizzazione turistica dei territori». 
Il fulcro dell’azione regionale è costituita dalla legge sul turismo, approvata a luglio: «Con la nuova legge – ha ribadito Barbara Argiolas – abbiamo ridato forza al partenariato e stiamo introducendo un modello di governance che la Sardegna aspettava da tempo: la nascente DMO regionale servirà a dare dignità alle progettualità che arrivano dal basso, perché il compito della Regione è quello di creare le condizioni affinché i progetti che arrivano dalle comunità, vere detentrici del nostro patrimonio culturale, abbiano gambe e possano diventare prodotti che attirano nuovi viaggiatori». 
«La nostra forza è il valore riconosciuto del marchio Sardegna – ha concluso Barbara Argiolas – perché evoca mare e paesaggi incontaminati, ma anche una storia millenaria e antica e la capacità di rinnovare la tradizione in chiave contemporanea. Non siamo solo una foto del mare e la ricchezza culturale dei territori non può essere soltanto qualcosa da proporre ai turisti quando in spiaggia soffia troppo vento. La sfida delle iniziative che stiamo mettendo in campo è la capacità di valorizzare il nostro patrimonio, con lo scopo di creare nuove stagionalità e un’offerta che sia autonoma e complementare al balneare, ed è una sfida culturale al modello che abbiamo seguito negli ultimi cinquant’anni.»
Al workshop hanno partecipato, oltre agli amministratori dei Comuni partecipanti, anche: il ricercatore di AGRIS Antonino Soddu Pirellas, che ha tratteggiato il contesto storico-botanico del progetto (di cui è ideatore); la direttrice di Bell’Italia e Gardenia Emanuela Rosa-Clot, che ha sottolineato l’importanza della creazione di servizi nei giardini; il docente di Economia del Turismo Carlo Marcetti, che ha auspicato la creazione di un percorso di gestione del network che favorisca l’autonomia economica; la direttrice del Polo museale della Sardegna Giovanna Damiani, per la quale la rete dei giardini storici è un passo avanti che rafforza il sistema culturale sardo e favorisce la sua conoscenza al di là dei confini isolani.

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Si è svolta nella terrazza del “Memoriale Giuseppe Garibaldi” presso il Forte Arbuticci sull’Isola di Caprera la presentazione del libro “I segreti di Garibaldi a Caprera” pubblicazione edita dalla casa editrice Taphros di Olbia nell’ambito della collaborazione tra il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, il comune di Milano, il Polo Raccolte Storiche e Case Museo, il Museo del Risorgimento di Milano e l’Istituto Internazionale di Studi “Giuseppe Garibaldi”. L’iniziativa è stata promossa dall’Ente Parco e dall’Istituto Internazionale di studi Giuseppe Garibaldi nell’ambito della manifestazione realizzata dal Polo Museale della Sardegna: “La storia in dispensa – Gustosa narrazione delle imprese agricole del Generale”.

Guidati dal commissario straordinario del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena il Comandante Leonardo Deri, da Giuseppe Garibaldi pronipote dell’Eroe e Presidente dell’Istituto internazionale di studi Giuseppe Garibaldi e dall’autore della pubblicazione: lo storico Ludovico Pisani gli ospiti sono stati accompagnati in un viaggio alla scoperta dei dettagli meno conosciuti della vita dell’eroe risorgimentale sull’Isola di Caprera attraverso una nuova pubblicazione edita dalla casa editrice Taphros di Olbia che svela e riporta alla luce aspetti inediti della quotidianità dell’Eroe e del suo intenso rapporto con l’Isola di Caprera e in particolare con la natura, la terra e i suoi prodotti. Attraverso un’analisi dettagliata dei Diari dell’Eroe il ricercatore si è misurato in particolare nella definizione del rapporto tra l’eroe e l’Isola di Caprera, la sua fatica quotidiana per cercare di recuperare alla produttività agricola quel fondo granitico così difficile da gestire.

I Diari di Garibaldi, o meglio, i “Quaderni Agricoli – Pastorizi” conosciuti da pochi addetti ai lavori, non sono mai stati studiati nel dettaglio né riprodotti, almeno nelle parti più intriganti, come è stato fatto con questo studio promosso dall’Ente Parco di La Maddalena ed affidato all’Istituto Garibaldi grazie alla disponibilità del Museo del Risorgimento di Milano, dove, tra le carte del Fondo Emilio Curatolo, i Diari sono conservati. Questi piccoli quaderni redatti con un calligrafia minuta rendono perfettamente l’idea dell’estrema meticolosità che sempre caratterizzò Garibaldi e ci forniscono ulteriori sorprendenti notizie rispetto alla vita e alla quotidianità del vissuto di Giuseppe Garibaldi sull’Isola di Caprera.

La scelta di andare in stampa con i diari agricoli dell’eroe risponde all’esigenza di approfondire con contenuti inediti una parte non abbastanza conosciuta ma evidentemente fondamentale relativa alla presenza di Giuseppe Garibaldi sull’Isola di Caprera, sfogliando le pagine trascritte dei diari emerge un’attenzione specifica e una curiosità mai banale rispetto al rapporto con la natura e i suoi prodotti; sforzo di approfondimento non puramente intellettuale ma fisico e concreto ancora oggi misurabile e visibile all’interno di quell’area sui cui l’Ente Parco si è proposto di operare in collaborazione con tutti i soggetti istituzionali coinvolti nella valorizzazione degli “Orti di Garibaldi”. In queste pagine, attraverso una lettura agevole e ben curata, è possibile approfondire aspetti fondamentali e inediti di questo intenso rapporto di Giuseppe Garibaldi con la natura e con l’Isola di Caprera.

«Anche la pubblicazione e la presentazione di questo libro è un altro tassello del difficile lavoro di ricostruzione delle attività dell’Ente Parco che abbiamo portato positivamente a termine durante il corso di quest’anno – ha spiegato il commissario straordinario dell’Ente Parco Leonardo Deri -. Avevamo la possibilità di mandare in stampa diverse pubblicazioni, abbiamo scelto di lavorare su questa per confermare l’importante rapporto di collaborazione con l’Istituto Garibaldi.»

«Una pubblicazione che svela una parte meno conosciuta del’Eroe – commenta il pronipote e presidente dell’Istituto internazionale di studi Giuseppe Garibaldi – frutto di una positiva collaborazione tra diversi soggetti istituzionali che hanno creduto nel progetto di raccontare un Garibaldi meno noto ma profondamente legato alla terra e alla natura dell’isola di Caprera.»

 

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S’intitola “I segreti di Garibaldi a Caprera” la pubblicazione nata dalla collaborazione tra il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, l’Istituto Internazionale di studi “Giuseppe Garibaldi” curata dal ricercatore Ludovico Pisani per conto della Taphros editore che ha visto il coinvolgimento anche del comune di Milano, del Polo Raccolte Storiche e Case Museo e del Museo del Risorgimento di Milano. Una nuova pubblicazione che svela e riporta alla luce aspetti inediti della quotidianità dell’Eroe e del suo intenso rapporto con l’Isola di Caprera e in particolare con la natura, la terra ed i suoi prodotti. Attraverso un’analisi dettagliata dei Diari dell’Eroe il ricercatore si è misurato in particolare nella definizione del rapporto tra l’eroe e l’Isola di Caprera la sua fatica quotidiana per cercare di recuperare alla produttività agricola quel fondo granitico così difficile da gestire.

«I Diari di Garibaldi, o meglio, i “Quaderni Agricoli – Pastorizi”spiega Giuseppe Garibaldi, pronipote dell’Eroe e residente dell’Istituto internazionale di studi Giuseppe Garibaldi sono -conosciuti solo da pochi addetti ai lavori, non sono mai stati studiati tanto nel dettaglio né riprodotti, almeno nelle parti più intriganti, come invece è stato fatto con questo studio promosso dall’Ente Parco di La Maddalena ed affidato al nostro Istituto, grazie alla preziosa disponibilità del Museo del Risorgimento di Milano, dove, tra le carte del Fondo Emilio Curatolo, i Diari sono conservati. Questi piccoli quaderni redatti con un calligrafia minuta rendono l’estrema meticolosità che sempre caratterizzò Garibaldi e ci forniscono ulteriori sorprendenti notizie.»

«La scelta di andare in stampa con i diari agricoli dell’eroe risponde all’esigenza di approfondire con contenuti inediti una parte non abbastanza conosciuta ma evidentemente fondamentale relativa alla presenza di Giuseppe Garibaldi sull’Isola di Caprera – spiega il commissario straordinario dell’Ente Parco Leonardo Deri -. Emerge, sfogliando le pagine trascritte dei diari, un’attenzione specifica e una curiosità mai banale rispetto al rapporto con la natura e i suoi prodotti; sforzo di approfondimento non puramente intellettuale ma fisico e concreto ancora oggi misurabile e visibile all’interno di quell’area sui cui l’Ente Parco si è proposto di operare in collaborazione con tutti i soggetti istituzionali coinvolti nella valorizzazione degli “Orti di Garibaldi. In queste pagine, attraverso una lettura agevole e ben curata, è possibile approfondire aspetti fondamentali e inediti di questo intenso rapporto di Giuseppe Garibaldi con la natura e con l’Isola di Caprera. Augurandoci di aver fatto cosa gradita a tutti i lettori e in particolare agli appassionati della vicenda umana di Giuseppe Garibaldi rilanciamo il nostro impegno per moltiplicare le occasioni di sviluppo e di crescita per la nostra comunità.»