23 September, 2026
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«Abbiamo atteso oggi per non inficiare la riuscita della vostra conferenza stampa sulla sanità di ieri 28 maggio: esprimiamo forte disappunto per esserne stati inopinatamente esclusi. Un’evidente limitazione della partecipazione e del diritto di espressione e manifestazione del libero e differente pensiero e che non può passare inosservata. Con la nostra proposizione non volevamo fare ombra o togliere la scena a nessuno, ma dare una qualche luce e prospettiva ai cittadini e provare a restituire loro ambienti sanitari nei quali ricevere le prestazioni assistenziali e di cura tanto attese.»

Lo scrive, in una nota diffusa questa sera, Graziano Lebiu, presidente dell’OPI (Ordine Professioni Infermieristiche) di Carbonia Iglesias.

«Sui temi della sanità che continuano ad affliggere sia il territorio che le risposte ai cittadini, che qualche Sindaco o Sindaca ponga veti al contributo promotore, trasversale, autorevole dell’OPI e del suo Presidente che negli anni hanno ovunque realizzato attività nell’interesse di tutti e dei Sindaci, è un’aberrazione fuori tempo e fuori luogoaggiunge Graziano Lebiu -. Lontani dai canoni di una campagna elettorale permanente della quale non si avverte la necessità, sarebbe stato invece utile ed auspicabile di proseguire a dibattere di sanità pubblica e privata, ospedaliera e territoriale, a Carbonia e ad Iglesias ed in qualsiasi altro comune e dove necessario con il contributo degli addetti ai lavori, che antepongono il soddisfacimento dei diritti di tutti alle convenienze ad orologeria di alcuni, che entrano nel dettaglio e non si limitano alla denuncia fine a se stessa, che all’ambito della lamentazione optano per quello della fattibilità. Non si possono contrapporre alle criticità del Servizio Sanitario Nazionale iniziative ad excludendum, non è ammissibile limitare le prerogative della rappresentanza professionale, non si può dibattere compiutamente di salute e sanità nel loro complesso ed impattanti dei diritti dei VOSTRI cittadini senza il coinvolgimento dei tanti che conoscono di cosa parlano e come parlarne.»

«I processi di riordino e di riforma del SSR sono notoriamente una corsa ad ostacoli con diverse responsabilità ai diversi livelli a secondo degli impedimenti via via da superare: NESSUNO degli attori istituzionali siate voi Sindaci o siano Assessori, Direttori Generali, Commissari Straordinari, Governatori, Presidenti di Ordini Professionali, Sindacalisti, può chiamarsi fuori dal concorso a realizzare le condizioni migliori possibili, tra tutte le sensibilità, per la migliore sanità possibile in funzione SOLO dell’effettiva garanzia ai cittadini di cui all’art. 32 della Costituzionescrive ancora Graziano Lebiu -. Senza questo coinvolgimento e in difetto di interconnessione tra le parti, non si consegue alcun concreto miglioramento al bisogno delle vostre comunità civiche di avere riorganizzata e riqualificata la nostra sanità, superate chiusure/trasferimenti/sospensioni/depotenziamento di servizi sanitari ospedalieri e territoriali, e di percepire e toccare con mano fruibili risposte prestazionali e specialistiche e rese da professionisti sanitari medici, infermieri, tecnici e di supporto adeguate nel numero e presenti in tutti gli ambienti di lavoro che insistono nell’ambito delle strutture della ASSL Carbonia e dei vostri Comuni.»

«Scevri da qualsiasi strumentalizzazione in chiave partitica, su questo avremmo dibattuto e preso impegno a confrontarci ancora con voi in luoghi, in tempi e in modi consoni e senza MAI nemmeno ipotizzare di escludere di approfondire con e tra punti di vista dissimiliconclude Graziano Lebiu -. Restiamo a vostra disposizione per tutti i chiarimenti eventualmente utili.»

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Il presidente dell’OPI (Ordine Professioni Infermieristiche) di Carbonia Iglesias, Graziano Lebiu, ha inviato una nota al direttore della ASSL di Carbonia, Ferdinando Angelantoni, con la quale chiede «di essere messi a conoscenza se nella ripresa dal controllo alla diffusione del CoViD-19 nel Sulcis Iglesiente, la Direzione abbia pianificato modalità ed attività che gradualmente possano garantire il ritorno alla fruibilità di servizi sanitari in ambito ospedaliero e territoriale».

«La sospensione di essenziali prestazioni sanitarie e specialistiche in importanti Comuni che insistono nelle competenze e prerogative di ASSL Carbonia (ad esempio prelievi ematici per assistiti TAO, visite diabetologiche) e che si aggiungono alle diverse progressive e diffuse chiusure di presidi territoriali e in alcuni casi ospedalieri, deve volgere al termine pur nel rispetto di decreti, ordinanze, delibere, regolamenti, circolari a tutela della salute collettiva e degli operatori sanitari in back e front officeaggiunge Graziano Lebiu -. Se messi in condizione dalla sua Direzione, gli infermieri faranno la loro parte nel proseguo dell’allerta e del contenimento dei rischi di contagio, ma ora più che mai necessitano di non essere considerati ingranaggio marginale nella e della “Fase 2”, non meno rilevante della “Fase 1” che ha fatto emergere criticità e limiti del SSN, soprattutto conclude Graziano Lebiu -, in materia di sicurezza e salute sul lavoro e nell’organizzazione di ambienti di cura ed assistenza CoViD19 dedicati o CoViD-19 non previsti.»

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«Questa esperienza antropologica che è la partita contro l’epidemia e le sue derive, ci sta permettendo di mettere in risalto quel bisogno di dare risposte, e non voglia sembrare un paradosso. Dove qualcuno ha una domanda d’aiuto da vedere soddisfatta, un altro che risponde si trova, esce dal guscio, bussa alla porta, si materializza.»

Lo scrive, in una nota, Graziano Lebiu, presidente dell’OPI (Ordine delle Professioni Infermieristiche) di Carbonia Iglesias.

«Noi infermieri, oltre il nostro mandato professionale, con questa iniziativa delle mascherine protettive “fatuindomu” stiamo entrando in tante case, tante associazioni, tante farmacie, tanti Municipi, tante realtàaggiunge Graziano Lebiu -. Una pattuglia ferma al cavalcavia, un cittadino in fila al supermarket, un operaio Anas al bordo di una strada, un giornalista in diretta radio, un fruttivendolo dietro un bancone: tutti degni di un gesto di attenzione e di cura, perché il profilo emotivo di questa sfida che ci ha trovato impreparati, ha un impatto rilevante tanto quanto altri accorgimenti, ma questa è un’altra storia.»

«Solo uno stolto può mettere in discussione che una mask in cotone sanitario direttamente dalle mani di sarte chine sulle macchine da cucire – conclude Graziano Lebiu -, sia un gesto utile ed invece considerarlo un rischio per la salute pubblica.»

 

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«Facciamoci forza e lavoriamo uniti e compatti. È un momento particolare per i colleghi che non si sono tirati indietro, che stanno dando il massimo. Questa è l’ora: è l’adesso, e l’adesso ci chiede questo sforzo che io vedo ed apprezzo ogni giorno e ogni ora. Dato con competenza ed abnegazione, con grande forza di volontà. Di questo il paese e i cittadini sono consapevoli e ringraziano quotidianamente gli infermieri, insieme a tutte le altre professioni sanitarie.»
Questo è stato il discorso fatto dalla presidente della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche Barbara Mangiacavalli rivolgendosi a tutta la comunità infermieristica, in uno dei momenti più difficili per il nostro Servizio Sanitario Nazionale. Questo appello è stato subito accolto dal Presidente dell’Ordine Professionale Infermieristico Carbonia – Iglesias Graziano Lebiu che questo pomeriggio ha voluto donare 40 mascherine lavabili agli atleti della Polisportiva Olimpia ONLUS nelle mani del suo presidente Carlo Mascia… Le mascherine sono state realizzate in materiale sanitario lavabile di vario genere e coloratissime dalle sarte di Calasetta e Sant’Antioco, per rendere meno cupo e pesante l’uso giornaliero…
«Ora stiamo facendo un lavoro di squadra, facciamoci forza e rispettiamo con grande onore il nostro mandato professionale, con la speranza che questo momento passi al più presto possibile». Con questa frase il presidente Graziano Lebiu ha salutato gli atleti della Pol. Olimpia Onlus, dai quali non si è fatto attendere il grazie all’OPI con foto e video delle mascherine indossate con allegria….

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«Un infermiere di Carbonia, cittadino del Sulcis Iglesiente parte dall’oggi per domani per il fronte del CoViD in Emilia Romagna, a sostegno di assistiti e sanitari. E l’ATS di appartenenza, sempre matrigna verso i propri dipendenti, non si smentisce nemmeno questa volta e non una telefonata, non una e-mail, non un comunicato di stima, orgoglio e riconoscimento per la scelta professionale.»

Sono dure le parole di Graziano Lebiu, presidente dell’OPI di Carbonia Iglesias, nei confronti della dirigenza dell’ATS Sardegna, ritenuta insensibile dinanzi alla scelta professionale fatta da un suo dipendente, l’infermiere Renato Loddo,

«Ci chiediamo: se non ora, quando gratificare chi invece da lustro alla stessa azienda che lo ignora? Non ci sono nullaosta da richiedere e/o conferire preventivamente, nessun atto di lesa maestà, nessun abbandono di posto di lavoro. Il collega meritava un piccolo gesto di attenzione e sostegno. Non lo ha ricevuto non perché non gli fosse dovuto, ma perché non hanno rotto il vetro delle finestre per sentire quello che succede fuori», conclude Graziano Lebiu.

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Renato Loddo, infermiere del reparto Dialisi dell’ospedale Sirai di Carbonia, è partito stamane dall’aeroporto di Cagliari Elmas, alla volta dell’Emilia Romagna, dove presterà la sua opera professionale in soccorso alle popolazioni e ai sanitari così pesantemente provati dall’emergenza Covid-19. Il presidente dell’OPI di Carbonia Iglesias, Graziano Lebiu, lo ha salutato, donandogli – a nome della comunità infermieristica – una mascherina protettiva chirurgica confezionata dalle sarte volontarie di Sant’Antioco.

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Uno degli elementi più significativi che stanno emergendo in questo periodo di grande difficoltà dell’intero Paese Italia, determinato dalla diffusione del Coronavirus, è lo straordinario spirito solidaristico che ci sta facendo riscoprire valori che, sotto la spinta frenetica del vivere quotidiano, avevamo in gran parte dimenticato. Una volta che l’emergenza sanitaria sarà terminata, speriamo quanto prima possibile, ci troveremo impegnati per ricostruire il nostro tessuto economico che sta subendo colpi pesantissimi.

Oggi, intanto, sono diverse le manifestazioni di straordinaria solidarietà e di amore verso gli altri. Una di queste arriva dalla scelta che ha fatto un giovane di Carbonia, Renato Loddo, infermiere presso il reparto Dialisi dell’ospedale Sirai di Carbonia, che ha chiesto ed ottenuto il trasferimento temporaneo quale supporto alle strutture sanitarie regionali della Regione Emilia Romagna, nel periodo di Emergenza Covid-19.

Il dipartimento Protezione civile del Consiglio dei ministri ha confermato nella giornata di ieri l’accettazione della richiesta di trasferimento, comunicata anche alla Direzione regionale cura della persona Salute e Welfare della Regione Emilia Romagna.

«Con la presente si ringrazia la S.V. per aver voluto confermare la propria disponibilità a partecipare alla costituzione dell’Unità tecnico infermieristica per l’emergenza Covid-19 prevista dall’ordinanza del Capo di Dipartimento della Protezione civile n. 656/2020 – si legge nella lettera di accettazione -. Al riguardo, tenuto conto della manifestazione di interesse presentata, si comunica che Lei presterà la propria attività professionale a supporto della Regione Emilia Romagna che legge per conoscenza, presso le strutture sanitarie impegnate nell’emergenza epidemica in atto. In particolare, il servizio avrà durata di 21 giorni, decorrenti dal giorno di arrivo a Roma, dedicato alle attività preparatorie, e fino al giorno di cessazione dell’impiego temporaneo svolto presso la specifica struttura sanitaria, a cui la S.V. verrà direttamente assegnata dalla predetta Regione.»

«Per questi motivi – si legge ancora nella lettera di accettazione della richiesta – la S.V. dovrà presentarsi in data 3 aprile p.v. presso la struttura di accoglienza che verrà successivamente comunicata, dove verrà effettuato il tampone rino-faringeo e il briefing di accoglienza. Si ricorda che, in base alla predetta Ordinanza, le regioni presso cui gli infermieri sono destinati a prestare la propria attività provvederanno all’alloggio del personale e che è previsto il rimborso delle spese documentate di viaggio tra il domicilio e la sede assegnata…»

La scelta di Renato Loddo è stata commentata con grande riconoscenza ed onore anche dall’OPI, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Carbonia Iglesias, il cui presidente, Graziano Lebiu, ha detto stamane che «la comunità infermieristica del Sulcis Iglesiente è onorata della comunicazione ricevuta dal collega Renato Loddo a favore della sua attività in regione Emilia Romagna».

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Domenica 5 aprile, alle 10.00, si terrà a Cagliari il ringraziamento di infermieri, volontari e protezione civile alle forze dell’ordine. L’importante attestazione di solidarietà, si terrà sul piazzale antistante la Questura di Cagliari, in via Amat, verso coloro che in questo momento nella Regione Sardegna, sono come infermieri e volontari, impegnate ed esposte, nella conduzione delle loro attività istituzionali, nella lotta all’infezione Covid-19.

Abnegazione, dedizione, ascolto, azione, competenza.

«Di queste qualità i cittadini hanno bisogno sia in ambito sanitario che territoriale, nel rapporto di pubblico impiego e in regime di volontariato, e la rete virtuosa che negli ospedali e nelle città sta portando ad importanti risultati per superare le tante criticità conseguenza dell’epidemia, è possibile e necessario di rafforzarla con ancora più collaborazione nel rispetto dei ruoli, delle funzioni e delle ragioni di ognuno, perché abbiamo da guardare anche al domaniscrive in una nota Graziano Lebiu, presidente dell’OPI, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Carbonia Iglesias -. Ma oggi è da rendere grazie per il loro lavoro alle Forze dell’Ordine tutte: Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Guardie Forestali, Esercito, Polizia Municipale.»

«Nel rispetto dei DPCM e delle Ordinanze Regionali e Ministeriali, siamo quindi autoconvocati per domenica 5 aprile 2020 alle ore 10,00 sul piazzale antistante la Questura di Cagliari in via Amat, con alcuni mezzi di volontariato e soccorso impegnati nel quotidiano – conclude Graziano Lebiu -. E’ previsto che per trenta secondi le sirene dei mezzi di soccorso possano essere accese per rappresentare l’abbraccio ideale di tutta la nostra Regione Sardegna alle nostre Forze dell’Ordine nessuna esclusa.»

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«Avevamo preso un impegno con i cittadini del Sulcis Iglesiente per la produzione di 20.000 mascherine protettive in Spundbond PP della NVEolutia, Valencia, leader in Europa nella produzione di tessuti per materiali medico chirurgici di altissima qualità. Promessa mantenuta, a prova di interrogazione comunale. A presto, nelle vostre case. Chi fa sbaglia, chi non fa interroga.»

Lo ha scritto, in un post pubblicato su Facebook, Graziano Lebiu, presidente dell’OPI (Ordine delle Professioni Infermieristiche) di Carbonia Iglesias.

 

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Nella giornata di ieri, i volontari mobilitati dall’Ordine Professioni Infermieristiche Carbonia Iglesias hanno iniziato la distribuzione gratuita delle mascherine protettive in polipropilene, prodotte dalle sarte di Calasetta e Sant’Antioco, tra i cittadini del Sulcis Iglesiente che ne hanno maggiormente bisogno e tra infermieri della sanità pubblica e privata, ospedaliera e territoriale.

Oggi il lavoro di confezionamento delle mascherine ha subito una brusca frenata, per la carenza degli accessori, fettucce ed elastici, introvabili sul mercato perché tutti gli esercizi commerciali che trattano questi articoli sono chiusi, in applicazione dei decreti approvati dal Consiglio dei ministri per contrastare e prevenire la diffusione del virus.

A lanciare l’allarme ed un accorato appello è Graziano Lebiu, presidente dell’OPI, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Carbonia Iglesias.

«Effettivamente abbiamo il polipropilene dell’Azienda “Nvolutia” che abbiamo importato da Valencia (Spagna) – spiega Graziano Lebiu -, ma ci mancano gli accessori, le fettucce e gli elastici. Rivolgiamo un appello ai negozi di mercerie che hanno in magazzino questi accessori, di metterceli a disposizione, ovviamente a pagamento, perché diversamente il lavoro delle nostre sarte rischia di interrompersi bruscamente, eventualità che, vista l’emergenza gravissima presente anche nel nostro territorio, non possiamo assolutamente permetterci.»

La situazione venutasi a determinare pone evidentemente il problema della chiusura dei negozi di mercerie che non sono stati considerati di prima necessità, probabilmente non tenendo in debita considerazione l’esigenza che è poi emersa con il proliferare dell’autoproduzione di mascherine, per porre rimedio alla gravissima carenza presente negli ospedali e nei centri di rifornimento.

Il problema, comunque, è superabile, perché, come spiega Graziano Lebiu, «tramite la Protezione civile, per una fornitura urgente ci danno la possibilità di approvvigionamento».