10 May, 2021
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Sabato 20 febbraio 2021 si celebra la Giornata Nazionale del Personale Sanitario, Socio Sanitario, Socio Assistenziale e del Volontariato, ed in un momento particolare per gli infermieri del Sulcis Iglesiente in ASSL Carbonia e nella Sanità Privata vogliamo condividerlo con le altre professioni, con le organizzazioni di volontariato, con le istituzioni e soprattutto con tutti i cittadini, a cui abbiamo deciso di essere vicini, che vogliamo assistere e curare, con cui vogliamo avere una relazione di prossimità, e che non lasceremo mai soli.

«Il nostro pensiero è rivolto sia ai colleghi del nostro territorio che hanno dato ben oltre la professionalità di cui sono capaci che verso altri nel SSN che hanno perso la vita per far fronte a un virus che ancora è un pericolo per la salute di tutti e che ancora ci chiede la massima attenzione, il massimo impegno, la massima partecipazione. E non dimentichiamo gli assistiti che in ASSL Carbonia hanno perso la vita infettati in ambito ospedaliero. Alle loro famiglie un sentito abbraccio dice Graziano Lebiu, presidente dell’OPI Carbonia Iglesias -. Abbiamo affrontato e saputo affrontare tutti i livelli di bisogno, rischi e assistenza, in tutti i momenti, in tutti i contesti e anche per questo motivo va a tutti gli infermieri e alle infermiere, ai coordinatori infermieristici e alle infermiere pediatriche il grazie del Direttivo dell’Ordine che abbiamo l’onore di rappresentare, colleghi che con il virus non hanno avuto a che fare solo professionalmente e con la loro umanità, ma che hanno lottato per essere stati contagiati mentre aiutavano gli altri.»

«Anche alla stampa, ai cittadini, alle istituzioni chiediamo di ricordare i nostri colleghi che non ci sono più perché hanno dato la vita per tenere alto il nome della loro professione e della Sanità Pubblica, Privata e del Volontariato. Un minuto di silenzio all’inizio della giornata e di ogni turno di lavoro compatibilmente con le esigenze di servizio, di cura e assistenza – conclude Graziano Lebiu –. La nostra professione ha ancora tanto da chiedere per la sua dignità e per il vero riconoscimento della sua crescita esponenziale degli ultimi anni, ma anche tanto da dare, come ogni giorno fa, a chi ha bisogno, a chi soffre, per essere di aiuto a chi vuole tutelare la propria salute.»

 

 

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Il presidente dell’OPI (Ordine Professioni Infermieristiche) Carbonia Iglesias, Graziano Lebiu, ritorna stamane sulla mancata attivazione del Centro Covid all’ospedale Santa Barbara di Iglesias.

«In relazione all’inadeguata risposta del PP.OO. ASL Sulcis/ASSL Carbonia/Ats Sardegna/Ares Sardegna e, soprattutto, nell’Ospedale Sirai di Carbonia, all’emergenza delle ultime settimane, avendo appreso dalla sintesi dei lavori della Conferenza Socio Sanitaria del Sulcis Iglesiente che, rispetto al piano strategico di attivazione all’ospedale Santa Barbara o in quello CTO di Iglesias di specifici reparti dedicati al Covid in ASSL Carbonia, le responsabilità operative e finanziarie del progetto di attivazione del Centro Covid all’ospedale Santa Barbara, così come previsto dalla Delibera Regionale Sardegna del 9/07/2020,(https://delibere.regione.sardegna.it/protected/51295/0/def/ref/DBR51294/) sarebbero totalmente in carico al Commissario Straordinario per l’Emergenza nella persona del dr. Domenico Arcuri, abbiamo sollecitato nell’interesse dei cittadini di conoscere direttamente dal Commissario nazionale per l’Emergenza CoViD se il ritardo nella realizzazione dei 12 posti letto di terapia intensiva nel Sulcis Iglesiente sia effettivamente riferibile alla struttura commissariale da Lui direttadice Graziano Lebiu -. Ci è, infatti, del tutto evidente che il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera durante l’emergenza CoviD, ai sensi del comma 8 art. 2 del D.L. n. 34/2020, non possa vedere escluso il Sulcis Iglesiente dalla fruizione dei cittadini di un reparto CoVid19 dedicato, per garantire la migliore gestione dei casi che vi potrebbero essere trattati, per preservare l’operatività dei PP.OO CTO e Sirai e garantire a tutti il diritto a tutte le cure e alla salute e ad averla preservata, e per evitare i viaggi della speranza di ammalati CoViD in altri centri della Sardegna.»

«Le disparità di trattamento e di pari opportunità tra ASSL in Sardegna, ma non solo, e l’ostinazione, nei fatti, a considerare il territorio della ex provincia Carbonia Iglesias marginale rispetto all’area metropolitana cagliaritana, sono da ritenersi inaccettabiliaggiunge Graziano Lebiu -. Soprattutto la popolazione più fragile, gli anziani, i cronici, i disabili, i meno abbienti, corrono il rischio di non poter ricevere cure e assistenza adeguate perché hanno già difficoltà a spostarsi nel breve raggio, e con l’aumento dei casi di contagio da Covid-19 nel territorio e con il reparto CoViD che continua a restare una incompiuta rischiano di essere destinati a chilometri di distanza, soli.»

«Anche per questa fascia di cittadini conclude il presidente dell’OPI Carbonia Iglesias -, abbiamo sollecitato il Commissario Arcuri a fornire le delucidazioni utili a chiarire in modo definitivo se sia effettivamente sua responsabilità lo stallo registrato e come intende, se del caso, porvi rimedio.»

 

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Ha preso il via stamane, a Museo archeologico Ferruccio Barreca di Sant’Antioco, la tappa sulcitana del progetto della rete di solidarietà sociale “Ad Adiuvandum”. Il progetto, nato dalla collaborazione della Regione Sardegna con le Forze armate, associazioni e altri promotori, quali il gruppo L’Unione Sarda, Amici di Sardegna Uniti contro COVID-19 e Sarda Bellezza e, con il contributo attivo di personale infermieristico e medico, si propone di contribuire a tracciare la circolazione del virus individuando soggetti asintomatici portatori, rafforzare la tutela sanitaria, accrescere le misure di protezione nei confronti di lavoratori che assicurano servizi essenziali e aumentare la consapevolezza sociale del rischio, sostenendo l’osservanza delle regole di prevenzione sanitaria.

Test sierologici, dunque, a partire dai dipendenti comunali e da una folta rappresentanza di commercianti antiochensi raggruppati grazie all’impegno del Centro Commerciale Naturale, tutti autotassatisi per contribuire allo scopo ultimo (150 soggetti circa): «Siamo molto felici di dare il via a questo progettocommenta il sindaco Ignazio Locciringrazio i promotori dell’iniziativa: nello specifico la professoressa Maria Antonietta Mongiu, la quale si avvale della preziosa collaborazione del nostro concittadino Francesco Olla, Generale e Comandante del Comando Militare Esercito Sardegna, e di personale medico e infermieristico. Non meno importante, in questa prima fase, il ruolo dei dipendenti comunali e dei commercianti locali, che daranno il via agli esami. Successivamente, grazie al supporto degli uffici del Servizio Politiche Sociali, procederemo individuando tutte le fasce più a rischio da invitare, sempre su base volontaria, ad eseguire i test.»

Oltre agli uomini dell’Esercito, che si sono occupati dell’accoglienza, della Mongiu e del Generale Francesco Olla, oggi erano presenti un medico cardiologo e quattro infermieri, compreso Graziano Lebiu, Presidente dell’associazione infermieristica “OPI Sulcis Iglesiente”, organismo attivo sin dalla prima ora sul fronte della lotta al virus, nonché quattro studenti della Laurea in Scienze Infermieristiche: «La contestuale  campagna di vaccinazione rende indispensabile questa iniziativa di monitoraggio sierologico della popolazionecommenta Graziano Lebiuche ha lo scopo di individuare i soggetti già esposti o immunizzati e rendere conseguentemente più adeguato ed efficace in piano vaccinale che sta entrando a regime con la fase 2. È del tutto evidente l’importanza di consentire di rilevare una popolazione più ampia di anticorpi generati da una risposta immunitaria, in funzione della razionalizzazione delle scorte di vaccino, che sappiamo avere qualche criticità nelle forniture. Saremo presenti al massimo livello perché la professione infermieristica fonda le sue attività sostenendo la ricerca e le evidenze scientifiche, fondamentali di fronte all’aggressione del virus – conclude Graziano Lebiu -. Come Ordine Professionale abbiamo interesse a fare in modo che via sia la più alta partecipazione e copertura vaccinale possibile: solo con una efficace svolgimento della campagna si ridurranno anche le sfiducia dei cittadini».

 

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«Gentile Assessore alla Sanità, Illustri Commissari Straordinari,

apprendiamo che in data 14 gennaio 2021, durante la video conferenza socio sanitaria territoriale del Sulcis, relativamente alla gravissima carenza di CPS Infermieri in ASSL Carbonia, si sarebbero comunicate ai Sindaci di asserite difficoltà nel reperire risorse professionali infermieristiche in quanto “nessun infermiere vorrebbe essere destinato ai PPOO e ai servizi in ASSL Carbonia”.

Riteniamo inverosimile tale scenario. Il bando di selezione di cui alla graduatoria per CPSI per mesi 12 prevede anche la ASSL Carbonia quale sede di destinazione finale, ed una corretta rotazione del personale dovrebbe essere norma e non eccezione e il vincitore di graduatoria non può eludere come sede di assegnazione i PPOO e i Servizi di Carbonia ed Iglesias senza che gli uffici e i funzionari preposti trovino una soluzione per le pari opportunità e le pari dignità tra ASSL/ASL in ATS/ ARES rispetto alla compensazione del personale infermieristico via via non più in servizio.

Abbiamo contezza:

  • che abbiano chiesto di essere trasferiti in mobilità in ASSL Carbonia provenienti da ASSL Olbia gli infermieri B.M. e G.A.. Non concesso il nulla osta.
  • che n. 2 CPSI in selezione abbiano espressamente manifestato di essere assegnati alla ASSL Carbonia. Non si è visto nessuno, mentre dalla graduatoria in scorrimento:

ASSL SASSARI: assegnati n. 35 CPSI; ASSL Olbia: assegnati n. 15 CPSI; ASSL Nuoro: assegnati n. 42 CPSI; ASSL Oristano: assegnati n. 12 CPSI. ASSL Lanusei: assegnati n. 6 CPSI; ASSL Carbonia: assegnati n. ZERO CPSI. Dove è l’errore?

Vi chiediamo di conoscere se corrisponda quindi al vero che nessun CPSI voglia essere assegnato ad ASSL Carbonia, a quanti CPSI abbiano proposto ASSL Carbonia come sede di assegnazione, quanti siano e con quale motivazione i CPSI che abbiano eventualmente declinato, ma soprattutto quali soluzioni i quadri ATS-ARES/ASSL-ASL preposti abbiano individuato per sostituire e compensare i posti lasciati vacanti a vario titolo nella nostra ASSL di riferimento.

E’ interesse dei Cittadini e di ASL Sulcis, dell’Assessorato alla Salute e della Direzione ARES, adeguare tutte le dotazioni organiche carenti e consentire ai Servizi e alle SC e SS anche del Sulcis Iglesiente di poter garantire continuità assistenziale e qualità delle prestazioni.

In attesa di leggervi, Vi ringraziamo per l’attenzione  e confidiamo nella vs. collaborazione.»

 

 

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Il 2021 inizia con un’importante azione ordinistica ad alto impatto sociale e comunicativo: la traduzione del Codice Deontologico attraverso il vissuto, il linguaggio, i pensieri e i punti di vista delle persone con disabilità intellettiva.
In collaborazione con Anffas Pavia ed il supporto di Fnopi e Anffas Nazionale, l’Opi Carbonia Iglesias e i ragazzi e gli educatori di Casa Satellite stanno lavorando ad una stesura degli articoli che compongono la carta codicistica infermieristica, affinché un’altra ampia fetta di cittadini possa condividere, comprendere e fare propri gli intendimenti e i precetti approvati dalla comunità professionale nel 2019.
«La rappresentanza professionale migliora gli uomini e le donne se si impegna ad elevare la stessa idea della vita di tutti: oggi ci assumiamo con Casa Satellite l’impegno di far fruire il Codice Deontologico Infermieristico ai disabili intellettivi, con un linguaggio facile da leggere (EASY READ) che discende dal progetto PATHWAY 2 di EUROPEAN INCLUSION, e che realizzeremo in una apposita pubblicazione cartacea e webdice il presidente Graziano Lebiu -. Saranno gli infermieri e gli educatori ad aiutare ragazzi disabili intellettivi a comprendere i contenuti del Codice, per mezzo di parole e immagini semplici.»
«Non è solo una questione tecnica di traduzione del documento, ma culturale e di pari opportunitàconclude Graziano Lebiu -, per far vivere pienamente alle persone con disabilità intellettiva il Codice Deontologico e condividere con loro chi siamo e cosa facciamo e quali siano i loro diritti.»

Graziano Lebiu è stato confermato presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche del Sulcis Iglesiente. E’ stato eletto a seguito delle elezioni svoltesi il 28, 29 a 30 novembre scorsi, nella sala conferenze dell’ospedale Sirai di Carbonia.

Sono stati eletti anche tutti gli altri componenti del quadro direttivo:
vice presidente: Claudia Puddu; tesoriere: Sergio Lai; segretaria: Stefania Accotzu; consiglieri: Brunella Porcu, Paolo Boi, Andrea Matzutzi, Stefano Stori e Renato Loddo.
Per il Collegio dei Revisori dei Conti:, componenti Francesco Loi ed Ilenia Servetti, supplente Stefania Massa.
«Il quadriennio porta definitivamente a compimento la legge 3/2018 con il passaggio da Collegio ad Ordine, con gli impatti per la rappresentanza professionale e per la programmazione delle azioni ordinistiche nelle prospettive politiche e sociali per la comunità infermieristica, per la sanità del Sulcis Iglesiente e per i diritti dei cittadini che si possono intuire.
Chi ambisce a rappresentare una comunità professionale deve indurla a non sentirsi periferia nella sanità pubblica o privata nella quale è impiegata e nell’Ordine Professionale Infermieristico di appartenenza, deve proporre ed elaborare progetti e prospettive contenenti un approdo e non scatole vuote, deve onorare e rispettare il pensiero diverso dal proprio riflettendo sul perché di un altro punto di vista, deve ascoltare senza che nessuno parli, deve dare continuità alle voci altrui senza sovrapporre il proprio timbro, deve cogliere il meglio di una alternativa e non trattarla come un intralcio, deve provare ad essere inclusivo e non divisivo, deve dialogare con tutti siano istituzioni nazionali/regionali/territoriali, associazioni, sindacati, dirigenti della sanità pubblica e privata, cittadini, giornalisti, iscritti all’Albo.
Nel solco delle importanti iniziative portate avanti dall’Ordine Professionale nei trienni scorsi, oltre l’ordinaria amministrazione i prossimi impegni di rilevanza nazionale ed internazionale sono la stesura del Codice Deontologico Infermieristico dedicato alle persone con disabilità intellettiva e l’istituzione del Museo permanente ed Internazionale di Filatelia infermieristica con sede in un comune del Sulcis Iglesiente.»

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Il giorno 29 ottobre 2020 sarà emesso un francobollo dedicato alla professione infermieristica e all’infermiera Florence Nightingale, nel bicentenario della sua nascita. A Firenze, presso lo storico Spazio Filatelia in via Pellicceria, l’avvenimento sarà impreziosito dalla condivisione, nei giorni 28 e 29 ottobre, per la prima volta in assoluto e a livello internazionale, della collezione di filatelia infermieristica allestita dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Carbonia Iglesias e curata dal presidente Graziano Lebiu, autorizzato, nel pieno e rigoroso rispetto delle norme di cui ai DPCM sul controllo dell’infezione CoViD19, ad esporre oltre 900 opere dedicate al Nursing nella sua accezione più alta, completa e complessiva possibile e che consiste in un elaborato culturale e materiale, realizzato e reso disponibile solo con originali nel numero più importante possibile tra francobolli, buste, cartoline, annulli.
Partendo dall’evidenza che la filatelia è sia esperienza storica, sociale, culturale ed estetica, che intrattenimento e gusto della ricerca, e che le emissioni rappresentano la considerazione, l’attenzione, il riconoscimento, l’interesse e l’approfondimento di uno stato, di una società, di una comunità politica per un concetto e su avvenimenti speciali, soprattutto in questi tempi di lotta alla pandemia non si può non evidenziare che assistere e curare è sempre un avvenimento speciale.
Ecco quindi la preziosissima esposizione filatelica infermieristica, curata dall’OPI Carbonia Iglesias in collaborazione con la FNOPI: un insieme di obiettivi di uno stesso ingranaggio culturale che vanno dal documentare l’evoluzione e lo status quo, dalla narrazione e alla suggestione, dalla modernità alla dimensione della professione infermieristica attraverso l’autorevolezza di immagini ed istantanee di piccole-grandi opere d’arte che vanno a comporre il mosaico più ampio che e’ il prendersi cura degli altri in tutti i continenti ed in una infinità di situazioni.
Miniature di pochi centimetri quadrati che ricomprendono il gesto assistenziale, la funzione professionale, le risposte alle domande di salute e sanità pubblica, la cooperazione e l’interdisciplina, il lavoro autonomo ed in equipe, l’emergenza e la routine, l’ospedale ed il territorio, la teoria e la pratica, il 900 e il terzo millennio: un viaggio di scoperta internazionale.
La collezione internazionale andrà prossimamente ad essere ospitata in maniera permanente in un Museo Filatelico Infermieristico appositamente dedicato ed individuato nel Sulcis Iglesiente.

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Il presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche Carbonia Iglesias, Graziano Lebiu, ha inviato una nota al Direttore della ASSL di Carbonia, Ferdinando Angelantoni, sul caso di positività al Covid-19 di un infermiere del Sirai di Carbonia.

«Gentile Direttore, apprendiamo che tra gli iscritti all’Ordine si sia verificato un caso di positività presso una Struttura Complessa del Presidio Ospedaliero Sirai afferente al Dipartimento Chirurgicoscrive Graziano Lebiu nella nota pubblicata nel sito internet dell’OPI Carbonia Iglesias -. In particolare, parrebbe che il suddetto infermiere sia entrato in contatto con due dirigenti medici della stessa Struttura Complessa cui in precedenza venivano riscontrate positività al CoViD-19.

Considerato che, secondo quanto riferito, il periodo finestra tra la precedente positività dei due sanitari medici della stessa Struttura Complessa e l’effettuazione dei tamponi al personale infermieristico sia quantificabile in almeno quattro giorni e che i test sono stati eseguiti solo dopo le responsabili insistenze dei diretti interessati e non per automatismo procedurale, si ritiene che la situazione abbia esposto gli assistiti ed il personale a rischi non accettabili aggiunge Graziano Lebiu -. Risulta in particolare che l’infermiere accertato come positivo (ed inizialmente asintomatico), come del resto altri colleghi che avrebbero potuto esserlo, abbia continuato a prestare servizio con grave rischio di estensione del contagio.

Situazione di pericolo, beninteso, certamente non addebitabile all’infermiere, ma riconducibile al ritardo con il quale sono state adottate le necessarie procedure di controllo/sorveglianza.

L’Ordine delle Professioni Infermieristicheconclude Graziano Lebiu nell’esprimere la propria preoccupazione per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro dei propri iscritti all’Albo e per le ovvie ricadute assistenziali, confida che nell’immediato futuro siano adottate più efficaci e puntuali misure di prevenzione.

Resta inteso, che si vigilerà con la massima attenzione, perché siffatte situazioni non abbiano più a ripetersi, con riserva di eventuali ulteriori determinazioni.»

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Sarà visitabile fino al 15 novembre la mostra “Minatori e Miniere tra lampade e sottosuolo. B’at zente asut’e terra cada die traballande”. Frammenti di storia mineraria attraverso il linguaggio filatelico, mostra filatelica internazionale dedicata ai minatori.
La mostra, inaugurata il 26 settembre scorso in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, è stata allestita, curata da Graziano Lebiu ed è visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 10.00 alle ore 17.00.
L’esposizione consiste in duecento pezzi tra francobolli, buste e cartoline legate alla tematica del lavoro in miniera. La gravosità del lavoro nelle miniere diventa in filatelia un’opportunità culturale capace di rappresentare intere generazioni industriali e operaie all’interno della comunità e i loro territori. Imparare per la vita era una necessità: tramandare le conoscenze di padre in figlio, da minatore anziano a nuovo assunto, faceva la differenza tra la vita e la morte. Il filo conduttore tra i francobolli dedicati ai minatori e alle miniere, alle loro realtà e all’immaginario collettivo rispetto alle condizioni del lavoro nel sottosuolo, risiede nell’identità della miniera quale luogo di aggregazione talmente unico da marchiare profondamente lo sviluppo non solo del minatore e della sua famiglia, non solo dell’industria e dei suoi piani aziendali, ma delle società e delle nazioni che ospitavano l’intera filiera produttiva. La collezione stessa è una testimonianza della vita vissuta attraverso la luce di una lampada, quale compagna inseparabile: un raggio di sole artificiale che ha scandito turni e ore di lavoro. Una testimonianza che diventa veicolo di conoscenza e coscienza del passato per le nuove generazioni, così lontane da questi modelli di vita.
La mostra filatelica è ad ingresso gratuito.

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Il Museo del Carbone aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio 2020, programmate per il 26 e 27 settembre, che quest’anno hanno come tema principale “Learning for life – Imparare per la vita”. Entrambe le giornate prevedono l’ingresso con biglietto ridotto (€ 6.00) per la visita guidata del sottosuolo e della Sala Argani.
Sabato 26 settembre, alle ore 18.00, sarà inoltre inaugurata la mostra “Minatori e Miniere tra lampade e sottosuolo. B’at zente asut’e terra cada die traballande”. Frammenti di storia mineraria attraverso il linguaggio filatelico, mostra filatelica internazionale dedicata ai minatori.
In esposizione duecento pezzi tra francobolli, buste e cartoline legate alla tematica del lavoro in miniera. La gravosità del lavoro nelle miniere diventa in filatelia un’opportunità culturale capace di rappresentare intere generazioni industriali e operaie all’interno della comunità e i loro territori. Imparare per la vita era una necessità: tramandare le conoscenze di padre in figlio, da minatore anziano a nuovo assunto, faceva la differenza tra la vita e la morte. Il filo conduttore tra i francobolli dedicati ai minatori e alle miniere, alle loro realtà e all’immaginario collettivo rispetto alle condizioni del lavoro nel sottosuolo, risiede nell’identità della miniera quale luogo di aggregazione talmente unico da marchiare profondamente lo sviluppo non solo del minatore e della sua famiglia, non solo dell’industria e dei suoi piani aziendali, ma delle società e delle nazioni che ospitavano l’intera filiera produttiva. La collezione stessa è una testimonianza della vita vissuta attraverso la luce di una lampada, quale compagna inseparabile: un raggio di sole artificiale che ha scandito turni e ore di lavoro. Una testimonianza che diventa veicolo di conoscenza e coscienza del passato per le nuove generazioni, così lontane da questi modelli di vita.
La collezione e l’allestimento sono a cura di Graziano Lebiu. All’inaugurazione sarà presente Piero Marras, autore della canzone il cui titolo “B’at zente asut’e terra cada die traballande” caratterizza
l’allestimento.
La mostra filatelica sarà ad ingresso gratuito.
Visita guidata della galleria sotterranea: biglietto ridotto €6,00 (nelle due giornate), prenotazione obbligatoria al numero 0781 62727
È obbligatorio l’uso della mascherina.
Domenica 27 settembre, dalle ore 10.00 alle ore 18.00, visite guidate gratuite alle Domus de Janas presenti nel Parco archeologico urbano di Cannas di Sotto.
L’evento è organizzato dal Simuc in collaborazione con il comune di Carbonia.
Le visite saranno un vero e proprio viaggio alla scoperta delle suggestive Domus de Janas, da tombe preistoriche a “Case delle Fate”.
Le visite guidate si svolgeranno ad orari prefissati:
– 10.15
– 11.15
– 12.15
– 15.15
– 16.15
– 17.15
È necessaria la prenotazione ai numeri 0781.1867304/345.8886058 (dal martedì alla domenica, 10.00-13.00/14.00-19.00) o tramite email all’indirizzo carbonia@sistemamuseo.it
L’ingresso è gratuito. I posti sono limitati.
Nel rispetto delle norme per contrastare la diffusione del Covid, sarà obbligatorio:
– igienizzare le mani all’ingresso
– indossare la mascherina per tutta la durata della visita
– tenere la distanza di almeno 1 metro tra i visitatori
L’ingresso all’area archeologica avverrà dalla via Fertilia.