28 November, 2021
HomePosts Tagged "Graziano Lebiu"

Ieri, 24 novembre 2021, abbiamo avuto un’interlocuzione pubblica con l’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu ed il Direttore Generale dell’assessorato Marcello Tidore, nel merito della bozza del Piano Regionale Servizi Sanitari (in seguito PSS) presentato a tutti gli Ordini Professionali della Sardegna per le osservazioni conseguenti.

Abbiamo delineato il punto di vista infermieristico per quanto riguarda gli impatti del PSS sul diritto alle cure nel Sulcis Iglesiente perché conosciamo ex ante i bisogni e le caratteristiche della domanda di assistenza del nostro territorio.

Sono state condivise riflessioni forti a supporto di buone scelte di programmazione, di equa distribuzione delle risorse, di decisa tutela e sostenibilità del sistema salute pubblica riferiti agli ambiti ASSL Carbonia-Ex ASL 7-Ex USL 17-Ex USL 16, dei quali comprendiamo la complessità e la variabilità dal punto di vista demografico e socio economico ma soprattutto l’elevata discordanza tra diversi indicatori tra altre aree sarde ed il Sulcis Iglesiente.

I numeri delle tante tabelle contenute tra le 182 pagine del PSS raccontano molto di cosa siamo e cosa potremmo essere rispetto ai contesti assistenziali, strutturali, prestazionali, geopolitici e disvelano una realtà impietosa e una verità ineludibile: nel perimetro che insiste su Assl Carbonia non siamo ancora pronti e non siamo destinati e destinatari di pari opportunità e di trattamento, considerati quindi ancora e, comunque, territorio marginale e limitrofo all’area metropolitana cagliaritana che assorbe non solo attenzioni ma soprattutto risorse e prospettive.

Sono 240mila, infatti, le prestazioni sanitarie annue erogate da ASSL Cagliari per ASSL Carbonia! Sono 14 le Case della Salute attive in Sardegna e solo 4 nel Sulcis Iglesiente. Sono 48 le Case della Salute in attuazione in Sardegna e solo 1 nel Sulcis Iglesiente. Sono programmati n. 35 Ospedali di Comunità e solo n. 2 nel Sulcis Iglesiente. E’ una ripartizione sostenibile?

Abbiamo quindi chiesto anche per i 127mila cittadini del Sulcis Iglesiente il rispetto dei principi di universalità, uguaglianza ed equità che significano garanzie ed erogazione oggettiva delle cure e dell’assistenza in ogni ambito che abbia a che fare con la salute.

Per la condizione di ristrettezza e di quasi indigenza pur non generalizzata nella nostra ex provincia di Carbonia Iglesias, per l’opportunità di una reazione civica, politica ed economica, riteniamo necessaria una particolare attenzione alla ripartizione ed alla collocazione delle strutture di assistenza appartenenti alla rete territoriale, che, ad esempio, riferito alla previsione di nuove Case della Salute e di Ospedali di Comunità, e per quanto sopra esposto, sono del tutto improprie.

Non possiamo che ritenere contraddittoria la ripartizione e la collocazione di nuove strutture di assistenza nel nostro territorio, soprattutto nei comuni con media densità di popolazione, perché sono infatti previsti solo 1 nuova Casa della Salute ad Iglesias, 1 nuovo Ospedale di Comunità ad Iglesias ed 1 futuro Ospedale di Comunità a Sant’Antioco.

Null’altro è realizzabile in alcuno degli altri Comuni del Sulcis Iglesiente, territorio dove abitano vivono e lavorano stabilmente, turisti esclusi, 142.000 persone e che hanno tutte il medesimo diritto ad essere considerate, come altre aree della Sardegna, per il relativo diritto di accesso alle cure e di cui la politica ha il dovere di farsene carico.

Più cittadini fragili, più disabilità, maggiori patologie croniche, indice di vecchiaia più alto rispetto al resto d’Italia: anche da essi e dal quadro epidemiologico dovrebbero discendere le scelte di programmazione sanitaria, l’efficiente distribuzione delle risorse su tutto il territorio provinciale, che sconta ad oggi criticità strutturali, organizzative, gestionali e lavorative che arrivano da lontano.

Se la programmazione del Piano Servizi Sanitari si fonda anche dalla conoscenza dei territori, gli abitanti del Sulcis Iglesiente, 127mila residenti/142mila complessivi, non possono non chiedersi come mai in 1.500 kmq siano previste solo n. 3 nuove strutture sanitarie (1 CDS+2 ODC) rispetto ad aree, ad esempio quella metropolitana cagliaritana, dove tra Siliqua-Decimomannu-Assemini-Elmas sono previste n. 3 case della salute e n. 3 ospedali di comunità in un un’area di soli 338 kmq e 36mila abitanti.

Con che criterio è stata individuata questa distribuzione a scapito del nostro territorio?

Un altro esempio: Villamassargia ha 3.500 abitanti in un territorio esteso per 91,5 kmq e nessuna struttura sanitaria prevista. Siliqua ha 3.700 abitanti in un territorio esteso per 184,5 kmq dove sono invece previste n. 2 struttura sanitarie. Per “proprietà transitiva”, se a Siliqua A corrisponde B (in rapporto ad abitanti e kmq), a Villamassargia C, sempre in rapporto ad abitanti e kmq si può legittimamente affermare che debba sempre corrispondere B e quindi almeno una nuova struttura quale che essa sia.

La Programmazione Sanitaria deve effettivamente prevedere il superamento della contrapposizione dualistica ospedale-territorio con la costruzione di ponti culturali organizzativi ed operativi sia verso la popolazione sana che con bisogni prevedibili o imprevisti, popolazione alla quale devono essere garantiti ogni ora, giorno, anno sostegno e diritti a chi ne ha bisogno quindi a tutti i suoi abitanti, non solo sulcitani, iglesienti o sardi ma anche stranieri, integrati o in via di integrazione, trasfertisti, lavoratori, turisti, vedasi per esempio il comune di Calasetta che da 2.900 abitanti passa ad oltre 11mila presenze da maggio ad ottobre, a fronte della desolante situazione dell’offerta strutturale e della carenza di professionisti che già impatta negativamente sulla cittadinanza residente negli altri mesi dell’anno.

Come infermieri vogliano contribuire a geo localizzare meglio, nel e per il Sulcis Iglesiente, il fabbisogno di cure in un’effettiva e fruibile rete socio-assistenziale.

Integrare e meglio distribuire nuove Case della Comunità e nuovi Ospedali di Comunità nel territorio del Sulcis Iglesiente si deve ed è possibile.

In sanità e salute pubblica, tra Trapassato Remoto, quindi narrare di un fatto concluso senza riflessi sul presente, e Passato Prossimo per esprimere un’azione che tende ad avere effetti coinvolgenti e percepiti dalle persone ancora oggi e domani, siamo senza titubanza alcuna dalla parte del Passato Prossimo e confidiamo di avere al nostro fianco non solo l’Assessorato e la Direzione Generale della Sanità Regione Sardegna con i quali ci siamo confrontati consegnando un documento articolato in 9 pagine per emendare in meglio il piano in trattazione, ma soprattutto i Sindaci del territorio del Sulcis Iglesiente.

Per il Consiglio Direttivo dell’OPI

Ordine Professionale Infermieristico Carbonia Iglesias

il Presidente Graziano Lebiu

 

Il presidente dell’OPI Carbonia Iglesias, Graziano Lebiu, ritorna questa sera sulla valutazione della sospensione dei sanitari infermieri e infermiere pediatriche che non si sono vaccinati.

Dopo aver ribadito tutte le valutazioni già espresse nel precedente comunicato, Graziano Lebiu evidenzia che il numero degli infermieri che non si sono sottoposti alla vaccinazione non sarebbero 12 come riportato negli elenchi trasmessi da ATS Sardegna all’Ordine, ma «da un’attenta e responsabile valutazione degli atti in nostro possesso, gli esercenti la professione infermieristica non vaccinati o per i quali non sussistono elementi sospensivi sono 9 di cui 6 nel Distretto iglesiente, 3 nel Distretto Sulcis, 5 in servizio al P.O. CTO di Iglesias, 3 in servizio al P.O. Sirai di Carbonia, 1 in servizio in un Poliambulatorio del Sulcis, 1 in servizio in un Poliambulatorio iglesiente, N. 2 risultano già Covid+. Complessivamente sono 10 ma su una posizione ci riserviamo di chiedere ulteriori chiarimenti all’ATS».
«Le percentuali del 15,50% circa sul totale delle inadempienze in ASSL Carbonia e dell’1,0% sul totale degli iscritti all’Ordine attestano quanto la quasi totalità degli infermieri abbia compreso l’importanza della vaccinazione e dei corretti comportamenti nei confronti dei cittadini, e di questo il Consiglio direttivo ringrazia tutte le infermiere e tutti gli infermieri per le responsabilità che si sono assunti nei confronti della comunità professionale e civica del Sulcis Iglesienteaggiunge il presidente dell’OPI Carbonia Iglesias -. È da ritenersi incompatibile con l’esercizio professionale infermieristico qualsiasi posizione e concezione: a) contraria alla campagna vaccinale tour court; b) in violazione dell’obbligo legislativo; c) inadempienti nell’osservanza del Codice Deontologico; d) pericolosa per i rischi di esposizione dei cittadini, degli operatori e per se stessi; e) negazionista delle evidenze scientifiche; f) irrispettosa nei confronti degli infermieri responsabili e degli assistiti ad essi affidati.
L’Ordine sarà tempestivo nei provvedimenti di sospensione e comunicazione alle istituzioni interessate», conclude Graziano Lebiu.

Giampaolo Cirronis

 

In applicazione della legge n. 76/2021, nel territorio della ASSL di Carbonia e nel Sulcis Iglesiente, l’OPI Carbonia Iglesias valuta la sospensione dei sanitari infermieri e infermiere pediatriche inseriti negli elenchi che ATS Sardegna ieri 10 agosto 2021 via PEC ha trasmesso all’Ordine, per quanto di sua competenza. Si tratta degli infermieri che non si sono sottoposti alla vaccinazione anti-Covid-19.

«Abbiamo sempre sostenuto il valore delle evidenze scientifiche quale base dell’agire professionalespiega il presidente dell’Ordine Graziano Lebiu -. Vaccinarsi per un infermiere è in primis un dovere morale e deontologico, una responsabilità nei confronti dei cittadini e della salute pubblica, un obbligo di legge. La libertà di scegliere discende anche dall’aver compreso sia la scienza che sta dietro ai vaccini e all’infermieristica che l’esigenza delle Istituzioni compreso l’Ordine di difendere la salute e il diritto della comunità e dei cittadini e degli stessi infermieri/e a poter fare piani per il futuro.»

«Abbiamo invitato Assl Carbonia-ATS Sardegna a cercare di capire le ragioni di eventuali rifiuti da parte di iscritti all’Ordine, e se non vi fossero elementi di carattere oggettivo di passare attraverso tentativi di moral suasion, che con le verifiche aziendali di cui all’elenco pervenuto, sono con tutta evidenza terminatiaggiunge Graziano Lebiu -. Pur, a fronte di questione organizzative e gestionali, oggi valuteremo se sospendere sino al 31 dicembre 2021 il personale infermieristico del nostro Albo che non si è sottoposto alla previsione vaccinale: in tutta la ASSL Carbonia sul totale di n. 69 inadempienze solo n. 10 infermieri/e e n. 2 infermiere pediatriche saranno sottoposti al procedimento in oggetto. Gli esercenti la professione infermieristica non vaccinati sono 8 nel Distretto Iglesiente, 4 nel Distretto Sulcis, 7 in servizio al CTO di Iglesias, 3 in servizio al Sirai di Carbonia, 1 in servizio in un Poliambulatorio del Sulcis, 1 in servizio in un Poliambulatorio dell’Iglesiente, 2 risultano già COVID+.»

«Le percentuali del 17,50% circa sul totale delle inadempienze in ASSL Carbonia e dell’1,3% sul totale degli iscritti all’Ordineaggiunge Graziano Lebiuattestano quanto la quasi totalità degli infermieri abbia compreso l’importanza della vaccinazione e dei corretti comportamenti nei confronti dei cittadini, e di questo il Consiglio Direttivo ringrazia tutte le infermiere e tutti gli infermieri per le responsabilità che si sono assunti nei confronti della comunità professionale e civica del Sulcis Iglesiente. Invieremo ad ATS Sardegna, ad ASSL Carbonia e alle istituzioni competenti l’elenco dei nominativi sospesi dall’esercizio professionaleconclude Graziano Lebiu -. Restiamo a disposizione degli interessati per tutti i chiarimenti che si rendessero necessari.»

[bing_translator]

Sabato 20 febbraio 2021 si celebra la Giornata Nazionale del Personale Sanitario, Socio Sanitario, Socio Assistenziale e del Volontariato, ed in un momento particolare per gli infermieri del Sulcis Iglesiente in ASSL Carbonia e nella Sanità Privata vogliamo condividerlo con le altre professioni, con le organizzazioni di volontariato, con le istituzioni e soprattutto con tutti i cittadini, a cui abbiamo deciso di essere vicini, che vogliamo assistere e curare, con cui vogliamo avere una relazione di prossimità, e che non lasceremo mai soli.

«Il nostro pensiero è rivolto sia ai colleghi del nostro territorio che hanno dato ben oltre la professionalità di cui sono capaci che verso altri nel SSN che hanno perso la vita per far fronte a un virus che ancora è un pericolo per la salute di tutti e che ancora ci chiede la massima attenzione, il massimo impegno, la massima partecipazione. E non dimentichiamo gli assistiti che in ASSL Carbonia hanno perso la vita infettati in ambito ospedaliero. Alle loro famiglie un sentito abbraccio dice Graziano Lebiu, presidente dell’OPI Carbonia Iglesias -. Abbiamo affrontato e saputo affrontare tutti i livelli di bisogno, rischi e assistenza, in tutti i momenti, in tutti i contesti e anche per questo motivo va a tutti gli infermieri e alle infermiere, ai coordinatori infermieristici e alle infermiere pediatriche il grazie del Direttivo dell’Ordine che abbiamo l’onore di rappresentare, colleghi che con il virus non hanno avuto a che fare solo professionalmente e con la loro umanità, ma che hanno lottato per essere stati contagiati mentre aiutavano gli altri.»

«Anche alla stampa, ai cittadini, alle istituzioni chiediamo di ricordare i nostri colleghi che non ci sono più perché hanno dato la vita per tenere alto il nome della loro professione e della Sanità Pubblica, Privata e del Volontariato. Un minuto di silenzio all’inizio della giornata e di ogni turno di lavoro compatibilmente con le esigenze di servizio, di cura e assistenza – conclude Graziano Lebiu –. La nostra professione ha ancora tanto da chiedere per la sua dignità e per il vero riconoscimento della sua crescita esponenziale degli ultimi anni, ma anche tanto da dare, come ogni giorno fa, a chi ha bisogno, a chi soffre, per essere di aiuto a chi vuole tutelare la propria salute.»

 

 

[bing_translator]

Il presidente dell’OPI (Ordine Professioni Infermieristiche) Carbonia Iglesias, Graziano Lebiu, ritorna stamane sulla mancata attivazione del Centro Covid all’ospedale Santa Barbara di Iglesias.

«In relazione all’inadeguata risposta del PP.OO. ASL Sulcis/ASSL Carbonia/Ats Sardegna/Ares Sardegna e, soprattutto, nell’Ospedale Sirai di Carbonia, all’emergenza delle ultime settimane, avendo appreso dalla sintesi dei lavori della Conferenza Socio Sanitaria del Sulcis Iglesiente che, rispetto al piano strategico di attivazione all’ospedale Santa Barbara o in quello CTO di Iglesias di specifici reparti dedicati al Covid in ASSL Carbonia, le responsabilità operative e finanziarie del progetto di attivazione del Centro Covid all’ospedale Santa Barbara, così come previsto dalla Delibera Regionale Sardegna del 9/07/2020,(https://delibere.regione.sardegna.it/protected/51295/0/def/ref/DBR51294/) sarebbero totalmente in carico al Commissario Straordinario per l’Emergenza nella persona del dr. Domenico Arcuri, abbiamo sollecitato nell’interesse dei cittadini di conoscere direttamente dal Commissario nazionale per l’Emergenza CoViD se il ritardo nella realizzazione dei 12 posti letto di terapia intensiva nel Sulcis Iglesiente sia effettivamente riferibile alla struttura commissariale da Lui direttadice Graziano Lebiu -. Ci è, infatti, del tutto evidente che il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera durante l’emergenza CoviD, ai sensi del comma 8 art. 2 del D.L. n. 34/2020, non possa vedere escluso il Sulcis Iglesiente dalla fruizione dei cittadini di un reparto CoVid19 dedicato, per garantire la migliore gestione dei casi che vi potrebbero essere trattati, per preservare l’operatività dei PP.OO CTO e Sirai e garantire a tutti il diritto a tutte le cure e alla salute e ad averla preservata, e per evitare i viaggi della speranza di ammalati CoViD in altri centri della Sardegna.»

«Le disparità di trattamento e di pari opportunità tra ASSL in Sardegna, ma non solo, e l’ostinazione, nei fatti, a considerare il territorio della ex provincia Carbonia Iglesias marginale rispetto all’area metropolitana cagliaritana, sono da ritenersi inaccettabiliaggiunge Graziano Lebiu -. Soprattutto la popolazione più fragile, gli anziani, i cronici, i disabili, i meno abbienti, corrono il rischio di non poter ricevere cure e assistenza adeguate perché hanno già difficoltà a spostarsi nel breve raggio, e con l’aumento dei casi di contagio da Covid-19 nel territorio e con il reparto CoViD che continua a restare una incompiuta rischiano di essere destinati a chilometri di distanza, soli.»

«Anche per questa fascia di cittadini conclude il presidente dell’OPI Carbonia Iglesias -, abbiamo sollecitato il Commissario Arcuri a fornire le delucidazioni utili a chiarire in modo definitivo se sia effettivamente sua responsabilità lo stallo registrato e come intende, se del caso, porvi rimedio.»

 

[bing_translator]

Ha preso il via stamane, a Museo archeologico Ferruccio Barreca di Sant’Antioco, la tappa sulcitana del progetto della rete di solidarietà sociale “Ad Adiuvandum”. Il progetto, nato dalla collaborazione della Regione Sardegna con le Forze armate, associazioni e altri promotori, quali il gruppo L’Unione Sarda, Amici di Sardegna Uniti contro COVID-19 e Sarda Bellezza e, con il contributo attivo di personale infermieristico e medico, si propone di contribuire a tracciare la circolazione del virus individuando soggetti asintomatici portatori, rafforzare la tutela sanitaria, accrescere le misure di protezione nei confronti di lavoratori che assicurano servizi essenziali e aumentare la consapevolezza sociale del rischio, sostenendo l’osservanza delle regole di prevenzione sanitaria.

Test sierologici, dunque, a partire dai dipendenti comunali e da una folta rappresentanza di commercianti antiochensi raggruppati grazie all’impegno del Centro Commerciale Naturale, tutti autotassatisi per contribuire allo scopo ultimo (150 soggetti circa): «Siamo molto felici di dare il via a questo progettocommenta il sindaco Ignazio Locciringrazio i promotori dell’iniziativa: nello specifico la professoressa Maria Antonietta Mongiu, la quale si avvale della preziosa collaborazione del nostro concittadino Francesco Olla, Generale e Comandante del Comando Militare Esercito Sardegna, e di personale medico e infermieristico. Non meno importante, in questa prima fase, il ruolo dei dipendenti comunali e dei commercianti locali, che daranno il via agli esami. Successivamente, grazie al supporto degli uffici del Servizio Politiche Sociali, procederemo individuando tutte le fasce più a rischio da invitare, sempre su base volontaria, ad eseguire i test.»

Oltre agli uomini dell’Esercito, che si sono occupati dell’accoglienza, della Mongiu e del Generale Francesco Olla, oggi erano presenti un medico cardiologo e quattro infermieri, compreso Graziano Lebiu, Presidente dell’associazione infermieristica “OPI Sulcis Iglesiente”, organismo attivo sin dalla prima ora sul fronte della lotta al virus, nonché quattro studenti della Laurea in Scienze Infermieristiche: «La contestuale  campagna di vaccinazione rende indispensabile questa iniziativa di monitoraggio sierologico della popolazionecommenta Graziano Lebiuche ha lo scopo di individuare i soggetti già esposti o immunizzati e rendere conseguentemente più adeguato ed efficace in piano vaccinale che sta entrando a regime con la fase 2. È del tutto evidente l’importanza di consentire di rilevare una popolazione più ampia di anticorpi generati da una risposta immunitaria, in funzione della razionalizzazione delle scorte di vaccino, che sappiamo avere qualche criticità nelle forniture. Saremo presenti al massimo livello perché la professione infermieristica fonda le sue attività sostenendo la ricerca e le evidenze scientifiche, fondamentali di fronte all’aggressione del virus – conclude Graziano Lebiu -. Come Ordine Professionale abbiamo interesse a fare in modo che via sia la più alta partecipazione e copertura vaccinale possibile: solo con una efficace svolgimento della campagna si ridurranno anche le sfiducia dei cittadini».

 

[bing_translator]

«Gentile Assessore alla Sanità, Illustri Commissari Straordinari,

apprendiamo che in data 14 gennaio 2021, durante la video conferenza socio sanitaria territoriale del Sulcis, relativamente alla gravissima carenza di CPS Infermieri in ASSL Carbonia, si sarebbero comunicate ai Sindaci di asserite difficoltà nel reperire risorse professionali infermieristiche in quanto “nessun infermiere vorrebbe essere destinato ai PPOO e ai servizi in ASSL Carbonia”.

Riteniamo inverosimile tale scenario. Il bando di selezione di cui alla graduatoria per CPSI per mesi 12 prevede anche la ASSL Carbonia quale sede di destinazione finale, ed una corretta rotazione del personale dovrebbe essere norma e non eccezione e il vincitore di graduatoria non può eludere come sede di assegnazione i PPOO e i Servizi di Carbonia ed Iglesias senza che gli uffici e i funzionari preposti trovino una soluzione per le pari opportunità e le pari dignità tra ASSL/ASL in ATS/ ARES rispetto alla compensazione del personale infermieristico via via non più in servizio.

Abbiamo contezza:

  • che abbiano chiesto di essere trasferiti in mobilità in ASSL Carbonia provenienti da ASSL Olbia gli infermieri B.M. e G.A.. Non concesso il nulla osta.
  • che n. 2 CPSI in selezione abbiano espressamente manifestato di essere assegnati alla ASSL Carbonia. Non si è visto nessuno, mentre dalla graduatoria in scorrimento:

ASSL SASSARI: assegnati n. 35 CPSI; ASSL Olbia: assegnati n. 15 CPSI; ASSL Nuoro: assegnati n. 42 CPSI; ASSL Oristano: assegnati n. 12 CPSI. ASSL Lanusei: assegnati n. 6 CPSI; ASSL Carbonia: assegnati n. ZERO CPSI. Dove è l’errore?

Vi chiediamo di conoscere se corrisponda quindi al vero che nessun CPSI voglia essere assegnato ad ASSL Carbonia, a quanti CPSI abbiano proposto ASSL Carbonia come sede di assegnazione, quanti siano e con quale motivazione i CPSI che abbiano eventualmente declinato, ma soprattutto quali soluzioni i quadri ATS-ARES/ASSL-ASL preposti abbiano individuato per sostituire e compensare i posti lasciati vacanti a vario titolo nella nostra ASSL di riferimento.

E’ interesse dei Cittadini e di ASL Sulcis, dell’Assessorato alla Salute e della Direzione ARES, adeguare tutte le dotazioni organiche carenti e consentire ai Servizi e alle SC e SS anche del Sulcis Iglesiente di poter garantire continuità assistenziale e qualità delle prestazioni.

In attesa di leggervi, Vi ringraziamo per l’attenzione  e confidiamo nella vs. collaborazione.»

 

 

[bing_translator]

Il 2021 inizia con un’importante azione ordinistica ad alto impatto sociale e comunicativo: la traduzione del Codice Deontologico attraverso il vissuto, il linguaggio, i pensieri e i punti di vista delle persone con disabilità intellettiva.
In collaborazione con Anffas Pavia ed il supporto di Fnopi e Anffas Nazionale, l’Opi Carbonia Iglesias e i ragazzi e gli educatori di Casa Satellite stanno lavorando ad una stesura degli articoli che compongono la carta codicistica infermieristica, affinché un’altra ampia fetta di cittadini possa condividere, comprendere e fare propri gli intendimenti e i precetti approvati dalla comunità professionale nel 2019.
«La rappresentanza professionale migliora gli uomini e le donne se si impegna ad elevare la stessa idea della vita di tutti: oggi ci assumiamo con Casa Satellite l’impegno di far fruire il Codice Deontologico Infermieristico ai disabili intellettivi, con un linguaggio facile da leggere (EASY READ) che discende dal progetto PATHWAY 2 di EUROPEAN INCLUSION, e che realizzeremo in una apposita pubblicazione cartacea e webdice il presidente Graziano Lebiu -. Saranno gli infermieri e gli educatori ad aiutare ragazzi disabili intellettivi a comprendere i contenuti del Codice, per mezzo di parole e immagini semplici.»
«Non è solo una questione tecnica di traduzione del documento, ma culturale e di pari opportunitàconclude Graziano Lebiu -, per far vivere pienamente alle persone con disabilità intellettiva il Codice Deontologico e condividere con loro chi siamo e cosa facciamo e quali siano i loro diritti.»

Graziano Lebiu è stato confermato presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche del Sulcis Iglesiente. E’ stato eletto a seguito delle elezioni svoltesi il 28, 29 a 30 novembre scorsi, nella sala conferenze dell’ospedale Sirai di Carbonia.

Sono stati eletti anche tutti gli altri componenti del quadro direttivo:
vice presidente: Claudia Puddu; tesoriere: Sergio Lai; segretaria: Stefania Accotzu; consiglieri: Brunella Porcu, Paolo Boi, Andrea Matzutzi, Stefano Stori e Renato Loddo.
Per il Collegio dei Revisori dei Conti:, componenti Francesco Loi ed Ilenia Servetti, supplente Stefania Massa.
«Il quadriennio porta definitivamente a compimento la legge 3/2018 con il passaggio da Collegio ad Ordine, con gli impatti per la rappresentanza professionale e per la programmazione delle azioni ordinistiche nelle prospettive politiche e sociali per la comunità infermieristica, per la sanità del Sulcis Iglesiente e per i diritti dei cittadini che si possono intuire.
Chi ambisce a rappresentare una comunità professionale deve indurla a non sentirsi periferia nella sanità pubblica o privata nella quale è impiegata e nell’Ordine Professionale Infermieristico di appartenenza, deve proporre ed elaborare progetti e prospettive contenenti un approdo e non scatole vuote, deve onorare e rispettare il pensiero diverso dal proprio riflettendo sul perché di un altro punto di vista, deve ascoltare senza che nessuno parli, deve dare continuità alle voci altrui senza sovrapporre il proprio timbro, deve cogliere il meglio di una alternativa e non trattarla come un intralcio, deve provare ad essere inclusivo e non divisivo, deve dialogare con tutti siano istituzioni nazionali/regionali/territoriali, associazioni, sindacati, dirigenti della sanità pubblica e privata, cittadini, giornalisti, iscritti all’Albo.
Nel solco delle importanti iniziative portate avanti dall’Ordine Professionale nei trienni scorsi, oltre l’ordinaria amministrazione i prossimi impegni di rilevanza nazionale ed internazionale sono la stesura del Codice Deontologico Infermieristico dedicato alle persone con disabilità intellettiva e l’istituzione del Museo permanente ed Internazionale di Filatelia infermieristica con sede in un comune del Sulcis Iglesiente.»

[bing_translator]

Il giorno 29 ottobre 2020 sarà emesso un francobollo dedicato alla professione infermieristica e all’infermiera Florence Nightingale, nel bicentenario della sua nascita. A Firenze, presso lo storico Spazio Filatelia in via Pellicceria, l’avvenimento sarà impreziosito dalla condivisione, nei giorni 28 e 29 ottobre, per la prima volta in assoluto e a livello internazionale, della collezione di filatelia infermieristica allestita dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Carbonia Iglesias e curata dal presidente Graziano Lebiu, autorizzato, nel pieno e rigoroso rispetto delle norme di cui ai DPCM sul controllo dell’infezione CoViD19, ad esporre oltre 900 opere dedicate al Nursing nella sua accezione più alta, completa e complessiva possibile e che consiste in un elaborato culturale e materiale, realizzato e reso disponibile solo con originali nel numero più importante possibile tra francobolli, buste, cartoline, annulli.
Partendo dall’evidenza che la filatelia è sia esperienza storica, sociale, culturale ed estetica, che intrattenimento e gusto della ricerca, e che le emissioni rappresentano la considerazione, l’attenzione, il riconoscimento, l’interesse e l’approfondimento di uno stato, di una società, di una comunità politica per un concetto e su avvenimenti speciali, soprattutto in questi tempi di lotta alla pandemia non si può non evidenziare che assistere e curare è sempre un avvenimento speciale.
Ecco quindi la preziosissima esposizione filatelica infermieristica, curata dall’OPI Carbonia Iglesias in collaborazione con la FNOPI: un insieme di obiettivi di uno stesso ingranaggio culturale che vanno dal documentare l’evoluzione e lo status quo, dalla narrazione e alla suggestione, dalla modernità alla dimensione della professione infermieristica attraverso l’autorevolezza di immagini ed istantanee di piccole-grandi opere d’arte che vanno a comporre il mosaico più ampio che e’ il prendersi cura degli altri in tutti i continenti ed in una infinità di situazioni.
Miniature di pochi centimetri quadrati che ricomprendono il gesto assistenziale, la funzione professionale, le risposte alle domande di salute e sanità pubblica, la cooperazione e l’interdisciplina, il lavoro autonomo ed in equipe, l’emergenza e la routine, l’ospedale ed il territorio, la teoria e la pratica, il 900 e il terzo millennio: un viaggio di scoperta internazionale.
La collezione internazionale andrà prossimamente ad essere ospitata in maniera permanente in un Museo Filatelico Infermieristico appositamente dedicato ed individuato nel Sulcis Iglesiente.