14 April, 2021
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«Questa esperienza antropologica che è la partita contro l’epidemia e le sue derive, ci sta permettendo di mettere in risalto quel bisogno di dare risposte, e non voglia sembrare un paradosso. Dove qualcuno ha una domanda d’aiuto da vedere soddisfatta, un altro che risponde si trova, esce dal guscio, bussa alla porta, si materializza.»

Lo scrive, in una nota, Graziano Lebiu, presidente dell’OPI (Ordine delle Professioni Infermieristiche) di Carbonia Iglesias.

«Noi infermieri, oltre il nostro mandato professionale, con questa iniziativa delle mascherine protettive “fatuindomu” stiamo entrando in tante case, tante associazioni, tante farmacie, tanti Municipi, tante realtàaggiunge Graziano Lebiu -. Una pattuglia ferma al cavalcavia, un cittadino in fila al supermarket, un operaio Anas al bordo di una strada, un giornalista in diretta radio, un fruttivendolo dietro un bancone: tutti degni di un gesto di attenzione e di cura, perché il profilo emotivo di questa sfida che ci ha trovato impreparati, ha un impatto rilevante tanto quanto altri accorgimenti, ma questa è un’altra storia.»

«Solo uno stolto può mettere in discussione che una mask in cotone sanitario direttamente dalle mani di sarte chine sulle macchine da cucire – conclude Graziano Lebiu -, sia un gesto utile ed invece considerarlo un rischio per la salute pubblica.»

 

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«Facciamoci forza e lavoriamo uniti e compatti. È un momento particolare per i colleghi che non si sono tirati indietro, che stanno dando il massimo. Questa è l’ora: è l’adesso, e l’adesso ci chiede questo sforzo che io vedo ed apprezzo ogni giorno e ogni ora. Dato con competenza ed abnegazione, con grande forza di volontà. Di questo il paese e i cittadini sono consapevoli e ringraziano quotidianamente gli infermieri, insieme a tutte le altre professioni sanitarie.»
Questo è stato il discorso fatto dalla presidente della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche Barbara Mangiacavalli rivolgendosi a tutta la comunità infermieristica, in uno dei momenti più difficili per il nostro Servizio Sanitario Nazionale. Questo appello è stato subito accolto dal Presidente dell’Ordine Professionale Infermieristico Carbonia – Iglesias Graziano Lebiu che questo pomeriggio ha voluto donare 40 mascherine lavabili agli atleti della Polisportiva Olimpia ONLUS nelle mani del suo presidente Carlo Mascia… Le mascherine sono state realizzate in materiale sanitario lavabile di vario genere e coloratissime dalle sarte di Calasetta e Sant’Antioco, per rendere meno cupo e pesante l’uso giornaliero…
«Ora stiamo facendo un lavoro di squadra, facciamoci forza e rispettiamo con grande onore il nostro mandato professionale, con la speranza che questo momento passi al più presto possibile». Con questa frase il presidente Graziano Lebiu ha salutato gli atleti della Pol. Olimpia Onlus, dai quali non si è fatto attendere il grazie all’OPI con foto e video delle mascherine indossate con allegria….

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«Un infermiere di Carbonia, cittadino del Sulcis Iglesiente parte dall’oggi per domani per il fronte del CoViD in Emilia Romagna, a sostegno di assistiti e sanitari. E l’ATS di appartenenza, sempre matrigna verso i propri dipendenti, non si smentisce nemmeno questa volta e non una telefonata, non una e-mail, non un comunicato di stima, orgoglio e riconoscimento per la scelta professionale.»

Sono dure le parole di Graziano Lebiu, presidente dell’OPI di Carbonia Iglesias, nei confronti della dirigenza dell’ATS Sardegna, ritenuta insensibile dinanzi alla scelta professionale fatta da un suo dipendente, l’infermiere Renato Loddo,

«Ci chiediamo: se non ora, quando gratificare chi invece da lustro alla stessa azienda che lo ignora? Non ci sono nullaosta da richiedere e/o conferire preventivamente, nessun atto di lesa maestà, nessun abbandono di posto di lavoro. Il collega meritava un piccolo gesto di attenzione e sostegno. Non lo ha ricevuto non perché non gli fosse dovuto, ma perché non hanno rotto il vetro delle finestre per sentire quello che succede fuori», conclude Graziano Lebiu.

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Renato Loddo, infermiere del reparto Dialisi dell’ospedale Sirai di Carbonia, è partito stamane dall’aeroporto di Cagliari Elmas, alla volta dell’Emilia Romagna, dove presterà la sua opera professionale in soccorso alle popolazioni e ai sanitari così pesantemente provati dall’emergenza Covid-19. Il presidente dell’OPI di Carbonia Iglesias, Graziano Lebiu, lo ha salutato, donandogli – a nome della comunità infermieristica – una mascherina protettiva chirurgica confezionata dalle sarte volontarie di Sant’Antioco.

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Uno degli elementi più significativi che stanno emergendo in questo periodo di grande difficoltà dell’intero Paese Italia, determinato dalla diffusione del Coronavirus, è lo straordinario spirito solidaristico che ci sta facendo riscoprire valori che, sotto la spinta frenetica del vivere quotidiano, avevamo in gran parte dimenticato. Una volta che l’emergenza sanitaria sarà terminata, speriamo quanto prima possibile, ci troveremo impegnati per ricostruire il nostro tessuto economico che sta subendo colpi pesantissimi.

Oggi, intanto, sono diverse le manifestazioni di straordinaria solidarietà e di amore verso gli altri. Una di queste arriva dalla scelta che ha fatto un giovane di Carbonia, Renato Loddo, infermiere presso il reparto Dialisi dell’ospedale Sirai di Carbonia, che ha chiesto ed ottenuto il trasferimento temporaneo quale supporto alle strutture sanitarie regionali della Regione Emilia Romagna, nel periodo di Emergenza Covid-19.

Il dipartimento Protezione civile del Consiglio dei ministri ha confermato nella giornata di ieri l’accettazione della richiesta di trasferimento, comunicata anche alla Direzione regionale cura della persona Salute e Welfare della Regione Emilia Romagna.

«Con la presente si ringrazia la S.V. per aver voluto confermare la propria disponibilità a partecipare alla costituzione dell’Unità tecnico infermieristica per l’emergenza Covid-19 prevista dall’ordinanza del Capo di Dipartimento della Protezione civile n. 656/2020 – si legge nella lettera di accettazione -. Al riguardo, tenuto conto della manifestazione di interesse presentata, si comunica che Lei presterà la propria attività professionale a supporto della Regione Emilia Romagna che legge per conoscenza, presso le strutture sanitarie impegnate nell’emergenza epidemica in atto. In particolare, il servizio avrà durata di 21 giorni, decorrenti dal giorno di arrivo a Roma, dedicato alle attività preparatorie, e fino al giorno di cessazione dell’impiego temporaneo svolto presso la specifica struttura sanitaria, a cui la S.V. verrà direttamente assegnata dalla predetta Regione.»

«Per questi motivi – si legge ancora nella lettera di accettazione della richiesta – la S.V. dovrà presentarsi in data 3 aprile p.v. presso la struttura di accoglienza che verrà successivamente comunicata, dove verrà effettuato il tampone rino-faringeo e il briefing di accoglienza. Si ricorda che, in base alla predetta Ordinanza, le regioni presso cui gli infermieri sono destinati a prestare la propria attività provvederanno all’alloggio del personale e che è previsto il rimborso delle spese documentate di viaggio tra il domicilio e la sede assegnata…»

La scelta di Renato Loddo è stata commentata con grande riconoscenza ed onore anche dall’OPI, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Carbonia Iglesias, il cui presidente, Graziano Lebiu, ha detto stamane che «la comunità infermieristica del Sulcis Iglesiente è onorata della comunicazione ricevuta dal collega Renato Loddo a favore della sua attività in regione Emilia Romagna».

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Domenica 5 aprile, alle 10.00, si terrà a Cagliari il ringraziamento di infermieri, volontari e protezione civile alle forze dell’ordine. L’importante attestazione di solidarietà, si terrà sul piazzale antistante la Questura di Cagliari, in via Amat, verso coloro che in questo momento nella Regione Sardegna, sono come infermieri e volontari, impegnate ed esposte, nella conduzione delle loro attività istituzionali, nella lotta all’infezione Covid-19.

Abnegazione, dedizione, ascolto, azione, competenza.

«Di queste qualità i cittadini hanno bisogno sia in ambito sanitario che territoriale, nel rapporto di pubblico impiego e in regime di volontariato, e la rete virtuosa che negli ospedali e nelle città sta portando ad importanti risultati per superare le tante criticità conseguenza dell’epidemia, è possibile e necessario di rafforzarla con ancora più collaborazione nel rispetto dei ruoli, delle funzioni e delle ragioni di ognuno, perché abbiamo da guardare anche al domaniscrive in una nota Graziano Lebiu, presidente dell’OPI, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Carbonia Iglesias -. Ma oggi è da rendere grazie per il loro lavoro alle Forze dell’Ordine tutte: Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Guardie Forestali, Esercito, Polizia Municipale.»

«Nel rispetto dei DPCM e delle Ordinanze Regionali e Ministeriali, siamo quindi autoconvocati per domenica 5 aprile 2020 alle ore 10,00 sul piazzale antistante la Questura di Cagliari in via Amat, con alcuni mezzi di volontariato e soccorso impegnati nel quotidiano – conclude Graziano Lebiu -. E’ previsto che per trenta secondi le sirene dei mezzi di soccorso possano essere accese per rappresentare l’abbraccio ideale di tutta la nostra Regione Sardegna alle nostre Forze dell’Ordine nessuna esclusa.»

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«Avevamo preso un impegno con i cittadini del Sulcis Iglesiente per la produzione di 20.000 mascherine protettive in Spundbond PP della NVEolutia, Valencia, leader in Europa nella produzione di tessuti per materiali medico chirurgici di altissima qualità. Promessa mantenuta, a prova di interrogazione comunale. A presto, nelle vostre case. Chi fa sbaglia, chi non fa interroga.»

Lo ha scritto, in un post pubblicato su Facebook, Graziano Lebiu, presidente dell’OPI (Ordine delle Professioni Infermieristiche) di Carbonia Iglesias.

 

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Nella giornata di ieri, i volontari mobilitati dall’Ordine Professioni Infermieristiche Carbonia Iglesias hanno iniziato la distribuzione gratuita delle mascherine protettive in polipropilene, prodotte dalle sarte di Calasetta e Sant’Antioco, tra i cittadini del Sulcis Iglesiente che ne hanno maggiormente bisogno e tra infermieri della sanità pubblica e privata, ospedaliera e territoriale.

Oggi il lavoro di confezionamento delle mascherine ha subito una brusca frenata, per la carenza degli accessori, fettucce ed elastici, introvabili sul mercato perché tutti gli esercizi commerciali che trattano questi articoli sono chiusi, in applicazione dei decreti approvati dal Consiglio dei ministri per contrastare e prevenire la diffusione del virus.

A lanciare l’allarme ed un accorato appello è Graziano Lebiu, presidente dell’OPI, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Carbonia Iglesias.

«Effettivamente abbiamo il polipropilene dell’Azienda “Nvolutia” che abbiamo importato da Valencia (Spagna) – spiega Graziano Lebiu -, ma ci mancano gli accessori, le fettucce e gli elastici. Rivolgiamo un appello ai negozi di mercerie che hanno in magazzino questi accessori, di metterceli a disposizione, ovviamente a pagamento, perché diversamente il lavoro delle nostre sarte rischia di interrompersi bruscamente, eventualità che, vista l’emergenza gravissima presente anche nel nostro territorio, non possiamo assolutamente permetterci.»

La situazione venutasi a determinare pone evidentemente il problema della chiusura dei negozi di mercerie che non sono stati considerati di prima necessità, probabilmente non tenendo in debita considerazione l’esigenza che è poi emersa con il proliferare dell’autoproduzione di mascherine, per porre rimedio alla gravissima carenza presente negli ospedali e nei centri di rifornimento.

Il problema, comunque, è superabile, perché, come spiega Graziano Lebiu, «tramite la Protezione civile, per una fornitura urgente ci danno la possibilità di approvvigionamento».

 

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L’Ordine Professioni Infermieristiche Carbonia Iglesias ha iniziato stamane la distribuzione delle mascherine protettive in polipropilene, prodotte inizialmente in 20.000 pezzi dalle sarte di Calasetta ed ora anche da quelle di Sant’Antioco, per la distribuzione tra i cittadini del Sulcis Iglesiente che ne hanno maggiormente bisogno e tra infermieri della sanità pubblica e privata, ospedaliera e territoriale.

«Nella lotta al Covid-19 – dice Graziano Lebiu, presidente dell’Ordine Professioni Infermieristiche Carbonia Iglesias –, ancora una volta abbiamo scelto l’ambito della fattibilità e non della lamentazione, producendo nel nostro territorio quanto utile. Agire adesso significa proteggere la salute di chi è in prima fila con senso di responsabilità e limitare la diffusione del virus tra la popolazione.»

Il tessuto spundbond-polipropilene dell’Azienda “Nvolutia” è arrivato da Valencia (Spagna).

«La pandemia è esplosa anche in Spagna – spiega Graziano Lebiu – ed il Governo spagnolo ha cercato di bloccare il nostro acquisto ma non ci sono riusciti perché avevano già caricato tutto su un camion. Al momento del confezionamento hanno bloccato solo 50 dei 500 metri di tessuto che avevamo acquistato.»

«Abbiamo iniziato la distribuzione ai cittadini che ne hanno bisogno: immunodepressi, sclerosi multipla, trapiantati, con demenza senile e malati di Alzheimer. Stiamo dando la priorità a tre categorie: infermieri, forze dell’ordine che a loro volta le distribuiscono, ai carabinieri di Sant’Antioco e a quelli del Comando di Villasor, ad una pattuglia della Polizia municipale di Calasetta e al Comando della Polizia locale di Carbonia – conclude Graziano Lebiu -. Abbiamo iniziato la nostra missione.»

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Il presidente dell’OPI di Carbonia Iglesias Graziano Lebiu ha inviato una nota al governatore Christian Solinas, all’assessore regionale della Sanità e ai direttori di ASSL Carbonia, ATS Sardegna e SPS ASSL Carbonia, per chiedere chiarimenti sulle scelte dell’Unità di Crisi Assessorato Regionale Sanità: Piano strategico di attivazione progressiva di strutture di area critica in Regione Sardegna.

«Per il territorio della ASSL Carbonia rispetto al Piano in oggetto e allo scenario n. 2 caratterizzato da una diffusione epidemiologica superiore alla media nazionale e che potrebbe comportare un aumento di pazienti ricoverati con insufficienza respiratoria acuta (ARDS) che supera la capacità di presa in carico in condizioni ordinarie, a garanzia dei livelli essenziali di assistenza e per le procedure tendenti ad identificare gli ulteriori PL dedicati ai pazienti Covid + nel Sud Sardegna presso la ASSL Carbonia P.O. CTO sono previsti e saranno attivati: 25 PL COVID+ Degenza Ordinaria presso la U.O. Piastra Chirurgica, 4 PL presso la U.O. Blocco operatorio/Semi-intensiva, 4 PL in U.O. Terapia Intensiva, per un totale di 33 posti letto – scrive Graziano Lebiu -. Apprendiamo che il Punto Nascita del PO CTO ed il personale in servizio presso tale struttura sarà temporaneamente trasferito presso l’Ospedale Brotzu. Non è meglio specificato se è un provvedimento che interessi anche la Pediatria quale reparto a sé e il personale che ivi opera. Troviamo contraddittorio che tutte le azioni a contrasto della diffusione del CoViD 19 indichino la minore percorrenza possibile in termini di tempo e di distanze, e si obblighino utenti e famiglie a viaggi della speranza: non contrarre l’infezione.»

«A che punto si trova la predisposizione delle previsioni per i 33 PL al CTO Iglesias dedicati al CoViD 19, soprattutto per quanto attiene a tutti i percorsi sicurezza per gli operatori sanitari e non solo, alle dotazioni tecniche ed organiche, alla tempistica, tenuto conto che ad oggi 21 marzo 2020 e nell’imminenza della fase 2 niente di operativo è dato di rilevare come se la fase 2 non avesse un orizzonte – chiede Graziano Lebiu -. Sul trasferimento del Punto Nascita ASSL Carbonia dal CTO al Brotzu, in attesa di conoscerne le motivazione, contestiamo se sia stata da Voi presa in logica considerazione il suo trasferimento al PO Sirai di Carbonia, pronto per essere messo immediatamente a disposizione delle cittadine, con tutte quello che ne consegue in termini di utilità. Pochi accorgimenti di sanificazione e refresh tecnico renderebbero un servizio al Sulcis Iglesiente piuttosto che una penalizzazione ulteriore in termini di risposte assistenziali.»

«Rileviamo che scelte politiche e gestionali dall’impatto forte come quella in oggetto – conclude il presidente dell’OPI di Carbonia Iglesias -, siano apprese dalla stampa e non condivise, quanto meno per sensibilità istituzionale, con gli enti di diritto pubblico non economico e che sono fattivamente in prima fila nella cooperazione con tutte quante le SSL in indirizzo e con i cittadini.»