14 April, 2021
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Il Museo del Carbone aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio 2020, programmate per il 26 e 27 settembre, che quest’anno hanno come tema principale Learning for life – Imparare per la vita. Entrambe le giornate prevedono l’ingresso con biglietto ridotto (€ 6.00) per la visita guidata del sottosuolo e della Sala Argani.

Sabato 26 settembre, alle ore 18.00 sarà inoltre inaugurata la mostra Minatori e Miniere tra lampade e sottosuolo. B’at zente asut’e terra cada die traballande. “Frammenti di storia mineraria attraverso il linguaggio filatelico”, mostra filatelica internazionale dedicata ai minatori.

In esposizione duecento pezzi tra francobolli, buste e cartoline legate alla tematica del lavoro in miniera. La gravosità del lavoro nelle miniere diventa in filatelia un’opportunità culturale capace di rappresentare intere generazioni industriali e operaie all’interno della comunità e i loro territori. Imparare per la vita era una necessità: tramandare le conoscenze di padre in figlio, da minatore anziano a nuovo assunto, faceva la differenza tra la vita e la morte. Il filo conduttore tra i francobolli dedicati ai minatori e alle miniere, alle loro realtà e all’immaginario collettivo rispetto alle condizioni del lavoro nel sottosuolo, risiede nell’identità della miniera quale luogo di aggregazione talmente unico da marchiare profondamente lo sviluppo non solo del minatore e della sua famiglia, non solo dell’industria e dei suoi piani aziendali, ma delle società e delle nazioni che ospitavano l’intera filiera produttiva. La collezione stessa è una testimonianza della vita vissuta attraverso la luce di una lampada, quale compagna inseparabile: un raggio di sole artificiale che ha scandito turni e ore di lavoro. Una testimonianza che diventa veicolo di conoscenza e coscienza del passato per le nuove generazioni, così lontane da questi modelli di vita.

Collezione ed allestimento di Graziano Lebiu

Ingressi:

Mostra filatelica: ingresso gratuito

Visita guidata della galleria sotterranea: biglietto ridotto  €6,00 (nelle due giornate), prenotazione obbligatoria al numero 0781 62727

E’ obbligatorio l’uso della mascherina.

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Con l’approvazione definitiva della Riforma sanitaria, il territorio e i cittadini del Sulcis Iglesiente riconquistano la ASL autonoma e cessano di essere segmento marginale in ATS.

La riforma arriva però a compimento con un ruolino di marcia a rilento rispetto ai tempi previsti, pur condizionati dalla fase pandemica.

Nel frattempo, e avendo comunque tutti contezza dell’innovativo assetto politico, gestionale e organizzativo in divenire nella sanità regionale, abbiamo assistito a determine aziendali ATS legittime ma non di meno inopportune, e che stanno replicando ricadute importanti anche in ASSL Carbonia.

Dal 16 di luglio us e dopo una dozzina di anni vincitore di concorso, ha infatti cessato di essere Direttore dell’SPS ATS/ASSL Carbonia il dirigente dr. Antonello Cuccuru, assegnato dal 1 di settembre alla ATS/ASSL di Nuoro.

Esattamente lo stesso 1 settembre, ATS/ASSL Nuoro e ATS/ASSL Carbonia hanno cessato la loro ragione giuridica e diventano ASL Nuoro 3 e ASL Sulcis 7, con tutto ciò che ne consegue e che se ne può intuire.

Riferito alla tempistica e non alla sostanza e alla forma, non possiamo non domandarci a che pro una delibera aziendale ad un passo dall’ufficiale Riforma sanitaria 2020, che stravolge assetti gestionali e di responsabilità apicale che non avranno senso di esistere.

Per anticipare possibili deduzioni strumentali, la questione alla sua attenzione non verte intorno alla doglianza per il Direttore assegnato ad altra sede, ma per essere venute meno tutta una serie di considerazioni gestionali che con l’approvazione della reintroduzione delle otto ASL non si potevano non compiere.

E’ svilita la considerazione della centralità del Servizio Professioni Sanitarie in ASSL Carbonia, e con essa l’ago della bilancia organizzativa e assistenziale rappresentata da coordinatori, infermieri, infermiere pediatriche, che dal 16 luglio us sono privi di punti di riferimento effettivi e non virtuali, ostaggio del rimbalzo e degli esiti delle responsabilità e delle annose e persistenti criticità del sistema salute ad iniziare dalla carenza delle dotazioni organiche per arrivare alle qualità delle prestazioni attese rispetto a quelle rese, senza disconoscere l’enorme questione aperta in ordine al volume e alla tipologia delle “competenze” pretese e alla correlazione di un esercizio professionale border line quando la pianificazione di “che servizio garantire all’utenza dove e con quali professionisti sanitari”, latita perché il cerino acceso è sempre nelle mani del prossimo.

Un vulnus che ultime determine in ATS Sardegna non contribuiranno certo a risolvere e che per certi versi è perfino ipotizzabile che possa elevarsi.

Rendere di fatto assorbita una Direzione SPS nell’area metropolitana cagliaritana è in controtendenza rispetto alla legge di Riforma sanitaria appena approvata, ma questa era e/o doveva essere notorio.

Nei pochissimi giorni tra il momento del passaggio di un sistema sanitario ad un altro, come si sarebbe potuto realizzare il forte legame con i professionisti sanitari infermieri, con il territorio, nei servizi e nelle unità operative, nei tre Presidi Ospedalieri e nei Distretti e come poter contribuire al miglioramento delle dotazioni organiche e alla garanzia di risposte dirigenziali importanti e adeguate, probabilmente resterà un quesito senza risposta.

Attendere da parte di ATS Sardegna le scelte del decisore politico di cui al 1 settembre 2020, sarebbe stata un’assunzione di responsabilità commisurata al contesto e apprezzata.

Si è scelto legittimamente di avviare un effetto domino che, superate le ultimissime schermaglie, era prevedibile venisse interrotto alla prima votazione utile in aula consiliare regionale sarda.

Graziano Lebiu

Presidente OPI Carbonia Iglesias

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Questa mattina il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci e la consigliera comunale con delega alla Cultura Rosalba Cossu hanno ricevuto il presidente dell’OPI (Ordine delle professioni infermieristiche Carbonia Iglesias), Graziano Lebiu, e una delegazione delle 34 sarte “Mani D’oro” che, in occasione dell’emergenza Covid, hanno confezionato 18mila mascherine. Presidi che hanno poi raggiunto cittadini, istituzioni, farmacie, parafarmacie, medici di famiglia, pediatri di libera scelta, comuni, associazioni, enti diversi, reparti ospedalieri e servizi territoriali, biblioteche, musei, scuole elementari, giornalisti, sindacati, assessorati ai servizi sociali, volontari del soccorso, forze dell’ordine, fragili, disabili, cronici, anziani. Nell’occasione, l’OPI e le sarte hanno donato al comune di Sant’Antioco un quadro celebrativo dell’impresa, raffigurante i volti delle donne antiochensi accanto ad alcuni esemplari delle mascherine.

Un lavoro instancabile, quello di confezionamento svoltosi particolarmente nei mesi del lockdown, coordinato direttamente dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche Carbonia Iglesias, che si è occupato della fase progettuale ed ha coinvolto anche sarte dei comuni di Calasetta, Carbonia e Vullamassargia, e della consegna gratuita in tutto il territorio del Sulcis Iglesiente, e non solo.

«Siamo felici di ricevere questo quadro celebrativocommenta il sindaco Ignazio Locci un gesto che simboleggia il valore di comunità di Sant’Antioco e rende onore all’OPI e alle donne che nei mesi scorsi, chine sulla macchina da cucire, hanno confezionato decine di migliaia di mascherine. Un esempio per tutti. A loro diciamo grazie anche a nome di tutti coloro che, in un momento di forte difficoltà, hanno potuto disporre di una mascherina. Se è possibile trovare un lato positivo nell’emergenza Coronavirus, lo rappresenta appieno il lavoro straordinario delle sarte Mani D’Oro.»

 

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Domani, venerdì 24 luglio, alle 11.00, presso il Municipio di Sant’Antioco, verrà consegnato alla comunità antiochense, nelle mani del sindaco Ignazio Locci, un quadro di importanti dimensioni che ricomprenderà una considerevole selezione delle mascherine protettive per adulti e pediatriche che le 34 sarte “Mani d’Oro”, chine per ore e settimane sulle loro macchine da cucire, hanno confezionato per complessive 18.000 unità che hanno raggiunto cittadini, istituzioni, farmacie, parafarmacie, medici di famiglia, pediatri di libera scelta, Comuni, associazioni, enti diversi, reparti ospedalieri e servizi territoriali, biblioteche, musei, scuole elementari, giornalisti, sindacati, assessorati ai servizi sociali, volontari del soccorso, forze dell’ordine, fragili, disabili, cronici, anziani.

E’ stato un lavoro instancabile coordinato dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche Carbonia Iglesias, che ha curato la fase progettuale e di consegna gratuita ovunque pervenuta una richiesta da parte di chiunque avesse manifestato bisogno in tutto il Sulcis Iglesiente ma non solo. Un’attività operosa e solidale dall’alto valore umano, sociale e sanitario che meritava di essere per sempre ricordata e per le future generazioni con l’esposizione di una mascherina per ognuna della 34 sarte che si sono avvicendate nel progetto, e che hanno contribuito ad onorare il comune di Sant’Antioco e tracciare una linea politica: si può fare qualcosa per il prossimo, quando serve, senza averne niente in cambio nell’immediato ma tantissimo in termini di soddisfazione personale e di gratificazione sociale.

Le sarte e gli infermieri hanno scelto di uscire dall’ambito della lamentazione ed entrare nel contesto della fattibilità delle cose e quando municipi come quello di Sant’Antioco rispondono, il risultato non poteva che essere quello ottenuto: entrare in tutte le case di cittadini e istituzioni che hanno colto il valore dello stare insieme e fare rete solidale, perché da soli nessuno potrà mai andare da nessuna parte. Insieme, invece, è dimostrato che è possibile fare e arrivare all’obiettivo.

Graziano Lebiu

Presidente OPI Carbonia Iglesias

 

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Venerdì 24 luglio, presso il Municipio di Sant’Antioco, verrà consegnato alla comunità antiochense, nelle mani del sindaco Ignazio Locci, un quadro di importanti dimensioni che ricomprenderà una considerevole selezione delle mascherine protettive per adulti e pediatriche che le sarte Mani d’Oro, chine per ore e settimane sulle loro macchine da cucire, hanno confezionato per complessive 18.000 unità che hanno raggiunto cittadini, istituzioni, farmacie, parafarmacie, medici di famiglia, pediatri di libera scelta, Comuni, associazioni, enti diversi, reparti ospedalieri e servizi territoriali, biblioteche, musei, scuole elementari, giornalisti, sindacati, assessorati ai servizi sociali, volontari del soccorso, forze dell’ordine, fragili, disabili, cronici, anziani.

E’ stato un lavoro instancabile coordinato dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche Carbonia Iglesias, che ha curato la fase progettuale e di consegna gratuita ovunque pervenuta una richiesta da parte di chiunque avesse manifestato bisogno in tutto il Sulcis Iglesiente ma non solo. Un’attività operosa e solidale dall’alto valore umano, sociale e sanitario che meritava di essere per sempre ricordata e per le future generazioni con l’esposizione di una mascherina per ognuna della 34 sarte che si sono avvicendate nel progetto, e che hanno contribuito ad onorare il comune di Sant’Antioco e tracciare una linea politica: si può fare qualcosa per il prossimo, quando serve, senza averne niente in cambio nell’immediato ma tantissimo in termini di soddisfazione personale e di gratificazione sociale.

Le sarte e gli infermieri hanno scelto di uscire dall’ambito della lamentazione ed entrare nel contesto della fattibilità delle cose e quando municipi come quello di Sant’Antioco rispondono, il risultato non poteva che essere quello ottenuto: entrare in tutte le case di cittadini e istituzioni che hanno colto il valore dello stare insieme e fare rete solidale, perché da soli nessuno potrà mai andare da nessuna parte. Insieme, invece, è dimostrato che è possibile fare e arrivare all’obiettivo.

Ci riserviamo di comunicare l’orario dell’inaugurazione dell’esposizione, che troverà casa nella sala riunioni del comune di Sant’Antioco

Graziano Lebiu

Presidente OPI Carbonia Iglesias

 

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Martedì 30 giugno 2020, dalle ore 17,00, a Casa Fenu, in via Santa Maria a Villamassargia, si svolgerà un dibattito sulla sanità, su un progetto per un nuovo ospedale d’eccellenza nel Sulcis Iglesiente. L’incontro, coordinato da Giampaolo Cirronis, sarà così strutturato: nella prima parte, il comune di Villamassargia presenterà la proposta sottoposta alla Regione Sardegna. A seguire, il confronto con le istanze dei sindacati e degli ordini professionali che potranno intervenire con un proprio contributo.

Hanno confermato la loro presenza: Raimondo Ibba, ex consigliere regionale e per diversi anni presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Cagliari; Angela Quaquero, presidente dell’Ordine degli psicologi della Sardegna; Graziano Lebiu, presidente dell’OPI di Carbonia Iglesias; Antonello Congiu (delegato da Michele Carrus), segretario della Camera del Lavoro CGIL della Sardegna Sud Occidentale; Gavino Carta, segretario generale della CISL sarda; Francesca Ticca, segretaria generale della UIL sarda; Maria Porru, presidente dell’Ordine dei Tecnici Sanitari.

Nel rispetto delle norme per il contrasto al Covid-19, l’incontro si terrà in presenza con distanziamento fisico, senza pubblico e con trasmissione in diretta streaming per consentirne a tutti la visione.

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Si è tenuta in data odierna presso la VI Commissione Sanità del Consiglio regionale della Sardegna, l’audizione dell’Ordine Infermieristico sul DL 112. A tutela del cittadino/utente che ha il diritto di ricevere adeguate prestazioni sanitarie dal SSR, abbiamo affrontato il tema della “riforma del sistema sanitario” con finalità costruttiva, responsabilmente, con autorevolezza, con pertinenza, con argomentazioni, nel rispetto dei ruoli e delle ragioni dei nostri interlocutori, ed entrando nel dettaglio della proposta articolo per articolo e suggerendo correttivi e miglioramenti soprattutto nei passaggi che per le attese e le ricadute complessive della previsione del DL 112 in oggetto, più impattano per il Sulcis Iglesiente.

Sottolineiamo che l’intendimento che «la Regione autonoma della Sardegna eserciti la propria potestà Legislativa in materia di tutela della salute» e che «il ruolo di guida e il controllo del sistema sia assicurato dal decisore politico rappresentato dalla Giunta regionale e dall’assessore della Sanità» è da ritenersi non solo doveroso ma addirittura in leggero ritardo sulla tabella di marcia, avendo le forze politiche ed i consiglieri che compongono la Giunta regionale, preso impegni elettorali importanti e che ad oltre un anno dal rinnovo del Consiglio, le aspettative dei cittadini che hanno sostenuto il cambio di passo e di guida politica non vanno in lock-down e tutto scorre esattamente come anni orsono nei rapporti di forza e nella gestione di ATS Sardegna e delle Aree Socio Sanitarie Locali.

E’ necessaria continuità gestionale e sulla scomposizione dell’Azienda per la tutela della salute in otto aziende socio-sanitarie, a nostro parere, è da prevedere che le 8 aziende istituende sia effettivamente «dotate di autonomia gestionale ed organizzativa», mantenendo quindi significative attività amministrative e senza esitazione delegare ai manager di occuparsi del reclutamento e gestione degli aspetti amministrativi inerenti il personale, per favorire che le aree socio-sanitarie «siano grado di svolgere la loro funzione di intercettazione e facilitazione dei processi di riorganizzazione», e capaci di preservare e tutelare la risorsa umana rappresentata dal personale sanitario tecnico amministrativo e di supporto.

Se le nuove aziende possono essere immediatamente operative all’atto della loro costituzione e garantire l’operatività del sistema, quel sistema deve essere assistenziale e gestionale senza passare per vie traverse. E’ stato approfondito il futuro e la funzione degli ospedali del Sulcis Iglesiente e dibattuto sull’ospedale unico e sul progetto di edificarlo nel territorio del comune di Villamasargia, come da atti e delibere consiliari e dai prospetti tecnici e planimetrie preliminari allegati al documento consegnato al presidente della VI Commissione.

Graziano Lebiu

Presidente OPI Carbonia Iglesias

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Il binomio indissolubile Miniere e Minatori il 31 maggio 2020 viene celebrato con una giornata internazionale. Carbonia ed Iglesias e una ampia fetta di territorio nel Sulcis Iglesiente, non possono che esservi ricomprese, essendo parte integrante di una storia di gallerie, picconi, lampade e carrelli che viene ricordata domani con tantissime iniziative.

Dedicata a tutti i caduti sul lavoro nel ventre del nostro sottosuolo o per effetto delle malattie professionali o degli infortuni contratti durante il duro, durissimo turno di servizio, voglio onorare la loro memoria con un viaggio del mondo filatelico dedicato ai “mineurs” e alle “mine”, condividendo con i lettori una selezione di francobolli, cartoline e buste, che fanno parte di un’ampia raccolta di mia proprietà composta da circa 200 pezzi mondiali in originale e che nei prossimi mesi esporrò a Carbonia, ad Iglesias e ovunque vi sia un storia mineraria da tenere bene a mente. Pubblico diversi ambiti di vita mineraria, dalle torri polacche alla lampada bulgara, dalla cernitrice russa ai minatori norvegesi a fine turno. La collezione esclusiva e completa sarà possibile visitarla nei prossimi mesi.

Graziano Lebiu

Figlio di un minatore prima invalido e poi caduto sul lavoro nel 1972.

 

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«Abbiamo atteso oggi per non inficiare la riuscita della vostra conferenza stampa sulla sanità di ieri 28 maggio: esprimiamo forte disappunto per esserne stati inopinatamente esclusi. Un’evidente limitazione della partecipazione e del diritto di espressione e manifestazione del libero e differente pensiero e che non può passare inosservata. Con la nostra proposizione non volevamo fare ombra o togliere la scena a nessuno, ma dare una qualche luce e prospettiva ai cittadini e provare a restituire loro ambienti sanitari nei quali ricevere le prestazioni assistenziali e di cura tanto attese.»

Lo scrive, in una nota diffusa questa sera, Graziano Lebiu, presidente dell’OPI (Ordine Professioni Infermieristiche) di Carbonia Iglesias.

«Sui temi della sanità che continuano ad affliggere sia il territorio che le risposte ai cittadini, che qualche Sindaco o Sindaca ponga veti al contributo promotore, trasversale, autorevole dell’OPI e del suo Presidente che negli anni hanno ovunque realizzato attività nell’interesse di tutti e dei Sindaci, è un’aberrazione fuori tempo e fuori luogoaggiunge Graziano Lebiu -. Lontani dai canoni di una campagna elettorale permanente della quale non si avverte la necessità, sarebbe stato invece utile ed auspicabile di proseguire a dibattere di sanità pubblica e privata, ospedaliera e territoriale, a Carbonia e ad Iglesias ed in qualsiasi altro comune e dove necessario con il contributo degli addetti ai lavori, che antepongono il soddisfacimento dei diritti di tutti alle convenienze ad orologeria di alcuni, che entrano nel dettaglio e non si limitano alla denuncia fine a se stessa, che all’ambito della lamentazione optano per quello della fattibilità. Non si possono contrapporre alle criticità del Servizio Sanitario Nazionale iniziative ad excludendum, non è ammissibile limitare le prerogative della rappresentanza professionale, non si può dibattere compiutamente di salute e sanità nel loro complesso ed impattanti dei diritti dei VOSTRI cittadini senza il coinvolgimento dei tanti che conoscono di cosa parlano e come parlarne.»

«I processi di riordino e di riforma del SSR sono notoriamente una corsa ad ostacoli con diverse responsabilità ai diversi livelli a secondo degli impedimenti via via da superare: NESSUNO degli attori istituzionali siate voi Sindaci o siano Assessori, Direttori Generali, Commissari Straordinari, Governatori, Presidenti di Ordini Professionali, Sindacalisti, può chiamarsi fuori dal concorso a realizzare le condizioni migliori possibili, tra tutte le sensibilità, per la migliore sanità possibile in funzione SOLO dell’effettiva garanzia ai cittadini di cui all’art. 32 della Costituzionescrive ancora Graziano Lebiu -. Senza questo coinvolgimento e in difetto di interconnessione tra le parti, non si consegue alcun concreto miglioramento al bisogno delle vostre comunità civiche di avere riorganizzata e riqualificata la nostra sanità, superate chiusure/trasferimenti/sospensioni/depotenziamento di servizi sanitari ospedalieri e territoriali, e di percepire e toccare con mano fruibili risposte prestazionali e specialistiche e rese da professionisti sanitari medici, infermieri, tecnici e di supporto adeguate nel numero e presenti in tutti gli ambienti di lavoro che insistono nell’ambito delle strutture della ASSL Carbonia e dei vostri Comuni.»

«Scevri da qualsiasi strumentalizzazione in chiave partitica, su questo avremmo dibattuto e preso impegno a confrontarci ancora con voi in luoghi, in tempi e in modi consoni e senza MAI nemmeno ipotizzare di escludere di approfondire con e tra punti di vista dissimiliconclude Graziano Lebiu -. Restiamo a vostra disposizione per tutti i chiarimenti eventualmente utili.»

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Il presidente dell’OPI (Ordine Professioni Infermieristiche) di Carbonia Iglesias, Graziano Lebiu, ha inviato una nota al direttore della ASSL di Carbonia, Ferdinando Angelantoni, con la quale chiede «di essere messi a conoscenza se nella ripresa dal controllo alla diffusione del CoViD-19 nel Sulcis Iglesiente, la Direzione abbia pianificato modalità ed attività che gradualmente possano garantire il ritorno alla fruibilità di servizi sanitari in ambito ospedaliero e territoriale».

«La sospensione di essenziali prestazioni sanitarie e specialistiche in importanti Comuni che insistono nelle competenze e prerogative di ASSL Carbonia (ad esempio prelievi ematici per assistiti TAO, visite diabetologiche) e che si aggiungono alle diverse progressive e diffuse chiusure di presidi territoriali e in alcuni casi ospedalieri, deve volgere al termine pur nel rispetto di decreti, ordinanze, delibere, regolamenti, circolari a tutela della salute collettiva e degli operatori sanitari in back e front officeaggiunge Graziano Lebiu -. Se messi in condizione dalla sua Direzione, gli infermieri faranno la loro parte nel proseguo dell’allerta e del contenimento dei rischi di contagio, ma ora più che mai necessitano di non essere considerati ingranaggio marginale nella e della “Fase 2”, non meno rilevante della “Fase 1” che ha fatto emergere criticità e limiti del SSN, soprattutto conclude Graziano Lebiu -, in materia di sicurezza e salute sul lavoro e nell’organizzazione di ambienti di cura ed assistenza CoViD19 dedicati o CoViD-19 non previsti.»