26 January, 2022
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Eni, multinazionale presente in 67 Paesi nel mondo con una rete di oltre 30.000 collaboratori e azienda leader nell’esplorazione, produzione, raffinazione e commercializzazione di olio, gas, elettricità e chimica, effettuerà nuove assunzioni di diplomati e laureati. Le nuove assunzioni riguardano Esperti Gestione Terzi, che dovranno effettuare la verifica della disponibilità dell’impianto, garantire e verificare la qualità tecnica, aggiornare la documentazione di competenza con particolare riferimento alle notizie tecniche di fine lavoro, garantire che il lavoro venga effettuato nel pieno rispetto delle clausole contrattuali, dei tempi e delle prescrizioni tecniche e di sicurezza di competenza previste; Responsabili Servizi di Security, che dovranno supportare il datore di lavoro nel processo di valutazione, gestione e mitigazione dei rischi di security, curare la predisposizione e l’aggiornamento delle procedure e delle istruzioni operative, garantire il flusso informativo sullo stato di sicurezza nell’area di competenza, curare le attività di reporting, gestire e coordinare attività ed investigazioni analizzando le possibili aree di intervento e prevenire fenomeni fraudolenti in danno alla società; Junior Amministrazione Fidi, che dovranno effettuare l’analisi della clientela commerciale, gestire le proposte di affidamento, predisporre reporting ad hoc, supportare l’attività di ottimizzazione e automazione delle attività della struttura e negoziare il credito documentario; Specialisti dell’Acquisizione Digitale, che dovranno coordinare le attività con le differenti aree aziendali e con le agenzie esterne, gestire il mantenimento del piano di business online, garantire azioni volte al supporto e al raggiungimento degli obiettivi di vendita definiti, sviluppare partnership online e gestire le attività con agenzie esterne.

Per verificare tutte le figure ricercate… 

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://diariolavoro.com/eni_1.html .

Il sindaco di Iglesias, Mauro Usai, con ordinanza n. 6 del 25.01.2022, al fine dell’esatta applicazione delle norme di prevenzione da Covid-19, ha disposto la chiusura in via precauzionale eccezionale della scuola pluriclasse primaria di Nebida fino al prossimo 2 febbraio, con conseguente interruzione dell’attività didattica in presenza degli alunni, dei docenti e del personale.

Il consigliere comunale del gruppo “Carbonia Avanti” Nino Spanu ha presentato un ordine del giorno al presidente del Consiglio comunale Federico Fantinel, al sindaco Pietro Morittu, all’assessorato delle Politiche giovanili ed alla Giunta comunale, con il quale propone l’istituzione del concorso letterario “Per Non Dimenticare”.

«Anche quest’anno, in occasione della giornata della memoria, è indispensabile adoperarsi per promuovere ogni iniziativa utile a preservare e tramandare la memoria sull’Olocausto e la persecuzione e lo sterminio degli ebrei, degli omosessuali e dei rom, nonché degli oppositori politici, da parte dei regimi nazionalsocialista e fascista, a cavallo degli anni ’30 e ’40dice Nino Spanu -. È fondamentale, in tal senso, sensibilizzare le giovani generazioni di cittadini su quel drammatico periodo della storia, in merito all’inenarrabile malvagità dei regimi totalitari che idearono e misero in pratica il peggior olocausto della storia: lo sterminio del popolo ebraico. Con l’ordine del giornoaggiunge Nino Spanu – intendo sollecitare l’Amministrazione comunale affinché s’impegni a promuovere l’organizzazione di un concorso letterario tra i giovani studenti delle scuole medie cittadine sui temi dell’Olocausto e in generale dell’antisemitismo. L’iniziativa verrebbe organizzata in collaborazione o per conto delle organizzazioni antifasciste cittadine (in primis ANPI) e si articolerebbe durante tutto l’anno scolastico con la realizzazione di scritti sull’argomento. Una giuria mista tra rappresentanti delle associazioni antifasciste, del mondo della cultura e di amministratori, selezionata a tale scopo, si occuperebbe di premiare i primi tre temi maggiormente significativi, con dei premi da stabilire, ma sempre legati dal punto di vista culturale e simbolico alla battaglia contro le discriminazioni, l’intolleranza e in generale il razzismo.»

«Il progettoconclude Nino Spanupotrebbe essere finanziato con risorse pubbliche ma anche con i contributi esterni di privati che volessero sostenere l’iniziativa.»

Gentile Sindaco Pietro Morittu,

ai tempi della comunicazione via streaming ed in piena fase pandemica, avremmo atteso un suo cortese invito a partecipare ai lavori convocati dal Consiglio comunale di Carbonia sui temi della sanità, alla presenza in remoto di autorevoli esponenti della politica regionale, locale e aziendale.

Nel rispetto dei ruoli e delle ragioni di ognuno dei nostri interlocutori, riteniamo di essere sufficientemente presenti, preparati, competenti ed autorevoli nella materia che meglio governiamo, viviamo e conosciamo lavorandoci tutti i giorni dell’anno 24 ore su 24 e per tutti i 23 comuni del Sulcis Iglesiente, in ambito ospedaliero e territoriale, nella sanità pubblica e privata: la salute, l’accesso ai servizi, l’organizzazione aziendale, le risposte ai bisogni di cura e assistenza, la qualità delle prestazioni, l’etica e la deontologia.

Non abbiamo però avuto il privilegio di un confronto pur a distanza e formale con il Consiglio comunale di Carbonia, nonostante gli impegni in campagna elettorale a confrontarsi con il tessuto sociale e professionale cittadino.

E non è la prima volta che accade, dovendo annotare che è stata declinata il 18 dicembre us la partecipazione alla nostra conferenza sugli impatti del PNRR nel Sulcis Iglesiente con le Case della Salute e gli Ospedali di Comunità, punto anch’esso nel programma elettorale vincente.

Ma la doglianza odierna verte su un’ennesima fuorviante affermazione sulla professione infermieristica, da Lei narrata al minuto 23 circa del video di condivisione dell’intera seduta: «Il territorio merita l’istituzione di scuole per infermieri da aprirsi nei nostri ospedali».

Un politico non può permettersi neppure in privato una valutazione così distante dalla realtà, figuriamoci in pubblico: le scuole “infermieri professionali” sono dismesse dagli anni 90, la formazione degli “infermieri” è adesso universitaria, il titolo rilasciato per l’esercizio professionale è la laurea in infermieristica, il titolo di accesso richiesto per competere ad entrare all’università è il diploma di maturità.

Sono cambiati i tempi, e sulle scuole per infermieri “professionali” è calata una pietra tombale, e non ci saranno consigli comunali straordinari capaci di smuoverla.

La considerazione e il rispetto che meritano gli infermieri e le infermiere passa anche per dettagli semantici, così come chiosammo nel settembre us quando, sempre impropriamente, venne utilizzato il termine “paramedici” per indicare “infermieri” nel medesimo programma elettorale (poi corretto, e qui gliene diamo atto).

Sono facce della stessa medaglia: uno sguardo all’indietro frutto di retaggi culturali che credevamo superati dai tempi e dai fatti.

La professione infermieristica non è valorizzata, compresa e ascoltata, e la nostra assenza al Consiglio comunale sulla Sanità ne è la dimostrazione, e all’indifferenza quasi generale dello stato nel quale siamo costretti a lavorare mentre tutti sanno e molti che dovrebbero fare qualcosa non sanno, non sentono o non vedono e non solo in ASL Sulcis, diciamo che è finito il tempo delle pacche sulle spalle, è finito il tempo di chiamarci “angeli” ed “eroi”, è finito il tempo delle parole ed inizia il tempo in cui si deve passare ai fatti restituendo vera dignità a una professione che finora ha dato tutto mettendo da parte la sua “normale straordinarietà” al fianco del cittadino e delle istituzioni per lavorare in costante emergenza, ammalarsi più e peggio di ogni altra categoria, rinunciare a ferie, permessi, progetti di carriera e di vita, degne retribuzioni, contratti di lavoro adeguati, condizioni e organizzazione del lavoro accettabili.

Niente sembra volersi concretizzare nella direzione delle richieste avanzate con forza e decisione dal nostro Ordine, che invece che dedicarsi all’ambito della lamentazione si è mette continuamente in discussione e ha pur sempre mantenuto un dialogo serio e pacato per dovere istituzionale, agendo proattivamente per tutti i 23 comuni che insistono nel territorio di governo della Asl Sulcis, ma verso le istituzioni e gli enti locali, non possiamo però ancora continuare a lungo a cercare una mediazione che non esiste.

Le chiediamo un gesto di ammenda, gli infermieri e le infermiere escono complessivamente ridimensionati dai lavori della seduta straordinaria, e non lo meritano.

Confidiamo di entrare nel merito dei temi della conferenza appena avremo modo di confrontarci, pandemia permettendo.

Il Consiglio direttivo Opi Carbonia Iglesias in rappresentanza di 880 iscritti e iscritte all’Albo professionale

Graziano Lebiu, Claudia Puddu, Sergio Lai, Paolo Boi, Brunella Porcu, Stefania Accotzu, Andrea Matzuzzi, Renato Loddo, Stefano Stori

Al via domani, mercoledì 26 gennaio, presso la biblioteca comunale N. Canelles, il progetto “Adotta un libro”, con l’offerta gratuita dei libri eliminati dal catalogo.

Con il progetto, la biblioteca comunale di Iglesias si è posta come obiettivo quello di dare una “seconda vita” ai volumi ormai consumati o un po’ datati che hanno terminato la loro funzione in sede e, allo stesso tempo, favorire la diffusione della cultura, ridistribuendoli gratuitamente alla cittadinanza.
Si tratta per la maggior parte di libri ancora in discrete condizioni che la Biblioteca doveva sostituire e che ha deciso di salvare dal macero mediante una “seconda opportunità”.

Ci si può prenotare telefonando al numero: 0781.41795, oppure inviando una mail all’indirizzo: biblioteca@comune.iglesias.ca.it .
Il servizio sarà disponibile la mattina, dalle ore 10.00 alle 12.00 ed il pomeriggio dalle ore 16.00 alle 18.00.

È possibile, sulla base delle richieste che perverranno in ordine cronologico, l’adozione di 5 libri per ogni visitatore, fino ad esaurimento scorte.
I libri saranno sistemati in una sala apposita dove troverete romanzi, grandi classici, manuali, enciclopedie specifiche, libri per ragazzi, fumetti e dvd.

Il Consiglio comunale di Carbonia ha affrontato ieri le gravi emergenze del servizio sanitario pubblico in città e nel territorio, acuitesi ulteriormente da quando è esplosa la pandemia da Coronavirus, ormai nella lontana primavera di due anni fa. La riunione, svoltasi in modalità mista, in presenza e in videoconferenza, ha visto la partecipazione del neo direttore generale della ASSL Giuliana Campus, del neo direttore sanitario Giuseppe Pes e dei consiglieri regionali Fabio Usai e Michele Ennas.

I lavori si sono aperti con un’ampia e dettagliata relazione del sindaco, Pietro Morittu, sulle numerose emergenze, con la richiesta di ripristino dei servizi, secondo quanto prevede un ospedale DEA di primo livello qual è il Sirai di Carbonia e con un riferimento più ampio all’intera gamma dei servizi sanitari territoriali.

Sono seguiti gli interventi dei consiglieri, uno per gruppo, come concordato preventivamente, dai quali sono emerse le varie problematiche e le richieste ai vertici della ASSL e alla Regione Sardegna.

La dottoressa Giuliana Campus, da alcune settimane ai vertici della ASSL, ha spiegato, tra l’altro, che la decisione di allestire il Centro Covid al quarto piano dell’ospedale Sirai è stata determinata da una situazione di emergenza. Anche il dottor Giuseppe Pes ha ribadito che la decisione che tanto preoccupa di destinare il reparto di Medicina alla gestione dei pazienti Covid è assolutamente temporanea ed obbligata dalla presenza di un cluster di pazienti Covid con ben 14 positivi su 30 pazienti ricoverati, che non ha consentito di valutare soluzioni alternative, quale potrebbe essere il Centro nato per la cura degli infettivi negli anni ‘90 – valutazione che ha sorpreso non poco, considerato che l’emergenza Covid, purtroppo, è presente da quasi due anni -, ed ha rassicurato sul futuro del reparto di Medicina del Sirai, che non è assolutamente in discussione.

Sono poi intervenuti i consiglieri regionali Fabio Usai e Michele Ennas. che da parte loro hanno assicurato il massimo impegno per dare risposte alle forti e legittime richieste che arrivano dalla città di Carbonia e dal territorio del Sulcis Iglesiente.

Giampaolo Cirronis

Fanno unione i comuni di Villaspeciosa e Uta per sostenere le aziende che vogliono sviluppare le attività nell’ambito dell’Agrifood. Le due amministrazioni comunali hanno partecipato a un bando, scaduto lo scorso 17 gennaio, della Città Metropolitana di Cagliari che, in qualità di Soggetto responsabile del Patto territoriale Area Vasta di Cagliari, intende presentare una domanda di assegnazione dei contributi a valere sulle risorse residue dei Patti territoriali per realizzare un progetto pilota volto allo sviluppo del tessuto imprenditoriale territoriale, anche mediante la sperimentazione di servizi innovativi.
Grazie a questo, è stato presentato un progetto condiviso che prevede la manutenzione straordinaria dell’ex mattatoio di Uta e del deposito comunale di Villaspeciosa.
Per quanto riguarda l’ex mattatoio, fanno sapere gli amministratori di Uta: «Il layout del nuovo complesso si caratterizza da una parte più pubblica sul fronte principale del fabbricato, nella quale trovano luogo i programmi collettivi come sala conferenze, hall, e caffetteria, direttamente affacciate sul giardino. Attraversando questo buffer di attività, si accede alle aree destinate al coworking e agli spazi di sale riunioni e laboratori, tutte strettamente in relazione fra di loro, ingranaggi di un comune processo di crescita e sviluppo».
«Villaspeciosa spiega invece il sindaco, Gianluca Melis ha puntato su un progetto che prevede la riqualificazione del magazzino comunale e la sua trasformazione in un centro da mettere al servizio delle imprese: uffici per il co-working, sala multimediale per formazione degli imprenditori area mercato per i nostri produttori. Praticamente quella struttura, oggi fatiscente, diventerà, se verrà finanziato il progetto, un gioiellino tecnologico al servizio della nostra comunità e delle comunità limitrofe.»
Antonio Caria

Sono stati 1.130, domenica, i vaccini anti Covid-19 somministrati a Santadi, compresi quelli somministrati  a domicilio dai medici di base che assieme ai medici e allo staff di ASL Sulcis hanno consentito di ottenere un ottimo risultato.

«Da parte nostra vanno a loro i nostri più sentiti ringraziamenti per la disponibilità e l’impegno profusi hanno commentato il sindaco Massimo Impera e l’assessore della Sanità Veronica Impera -. Ringraziamo anche la dott.ssa Campus per la presenza e l’attenzione mostrata per il nostro territorio.»

«Un forte grazie va a tutte le associazioni che hanno collaborato per la buona riuscita della giornata: Pro Loco Santadi per aver gestito tutta la fase organizzativa delle prenotazioni e dell’ingresso delle persone all’Hub, alla ProcivSantadi-ODV per l’allestimento e la gestione delle attività, le associazioni CRI, Auser, Lass e Pedali Santadesi per il supportohanno aggiunto il sindaco e l’assessore della Sanità -. Grazie anche ai carabinieri della stazione di Santadi per essere stati presenti. Il ringraziamento più grande va a tutte le persone che hanno scelto di vaccinarsi e pazientemente hanno atteso il loro turno nel pieno rispetto dello svolgimento delle attività.»

I comitati delle isole minori della Sardegna lanciano una lettera-appello al Presidente della Regione Christian Solinas affinché segua l’esempio dei Governatori della Sicilia e della Calabria e promuovono una fiaccolata per sabato 29 gennaio, alle 18.30, con l’invito a tutti i sardi ad accendere una candela o una fiaccola per la libertà di movimento, la continuità territoriale, per ricordare la Costituzione e la luce della ragione.

Dal 1 febbraio, quando scadranno molti Green Pass, circa 4.000 cittadini delle isole minori sarde saranno in esilio forzato, senza possibilità di uscire da La Maddalena o da Carloforte per effetto degli ultimi decreti legge governativi.

Secondo i dati ATS aggiornati al 18 gennaio, a Carloforte su 5.566 residenti vaccinabili  (dai 12 anni in su), solo 3.718 hanno ricevuto la terza dose (pari al 66.80%) e 644 non sono  mai stati vaccinati.

A La Maddalena su circa 9.300 abitanti vaccinabili, circa 2.000 non hanno ricevuto alcuna dose e circa 2.500 sardi saranno costretti all’esilio perché senza il Green pass rafforzato.

L’ordinanza del ministro della Salute ha concesso una proroga al decreto soltanto fino al 10 febbraio: si può transitare sui traghetti da e per le isole minori con il pass base, ma solo per motivi di salute o studio.

I presidenti dei due comitati, facendo seguito anche agli appelli dei sindaci di Carloforte e della Maddalena, chiedono che tutti i sardi siano uguali e liberi.

Sono 1.433 i nuovi casi positivi al Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Sardegna, su 31.656 test eseguiti (4.452 molecolari, 27.204 antigenici), il 4,53%.

I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 31 (+ 1 rispetto a ieri).

I pazienti ricoverati in area medica sono 330 (39 in più di ieri).

Sono 22.606 le persone in isolamento domiciliare (169 in meno di ieri).

Si registrano 4 decessi: 1 donna di 82 anni, residente nella provincia del Sud Sardegna; 1 donna di 83 anni, residente nella provincia di Sassari; 1 donna di 84 anni, residente nella Città Metropolitana di Cagliari, e 1 paziente deceduto nella provincia di Nuoro.