22 January, 2022
Home2022Gennaio (Page 2)

Poste Italiane, la più grande infrastruttura d’Italia attiva nel settore della corrispondenza e della logistica e nei servizi finanziari e assicurativi, è alla ricerca di nuovi portalettere da inserire presso i 13 mila uffici postali presenti su tutto il territorio nazionale. Il ruolo del portalettere è molto importante poiché si occupa dello smistamento e del recapito della posta sia a privati cittadini che a imprese, smistando la posta in arrivo dell’area di sua competenza, catalogandola e ordinandola secondo il proprio percorso di consegna. Chi è interessato a partecipare alle nuove selezioni deve essere in possesso del diploma di scuola media superiore, ma non sono richieste altre conoscenze specialistiche. Coloro che supereranno la prima fase di selezione, che consisterà in un test attitudinale e ragionamento logico, potranno essere contattati dal personale di Poste Italiane per il completamento della seconda fase del processo di selezione, che prevede anche un colloquio. Inoltre è necessario presentare idonea documentazione, che attesta il titolo di studio nel momento della prima convocazione presso la sede di Poste Italiane. E’ possibile indicare una sola area territoriale di preferenza ed essere coinvolto nel processo di selezione in relazione alle specifiche esigenze aziendali. Solo i candidati che supereranno le prove riceveranno, entro la settimana successiva a quella di scadenza dell’annuncio, una mail all’indirizzo di posta elettronica (verificando anche nella cartella spam), che ogni candidato dovrà indicare in fase di adesione al presente annuncio dalla Società Giunti OS, incaricata da Poste Italiane per la somministrazione del test di selezione (ragionamento logico) e conterrà l’indirizzo internet a cui collegarsi per effettuare il test e tutte le spiegazioni necessarie per il suo svolgimento.

La domanda per la partecipazione alla selezione deve essere presentata entro il 23 gennaio 2022 alle ore 23.59.

Per verificare la posizione…

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://www.diariolavoro.com/poste_1.html .

L’Associazione Diabete Sulcis Iglesiente Ets-Odv questa sera ha diffuso una nota sulla «chiusura del laboratorio di analisi dell’azienda sanitaria 7 Carbonia Iglesias agli esterni».

Di seguito, il testo integrale.

«Ancora nessuna soluzione in vista per la chiusura del laboratorio di analisi del Cto di Iglesias, che, come quello dell’ospedale Sirai di Carbonia, non ha ancora ripreso l’attività nonostante le proteste dei cittadini costretti a subire quotidianamente notevoli disagi. L’allarme viene lanciato anche dagli stessi laboratori privati accreditati che hanno esaurito tutto il budget a disposizione per le analisi effettuate in convenzione con il servizio sanitario regionale: le strutture convenzionate, nei prossimi mesi si troveranno nella necessità di far pagare i cittadini, compresi gli esenti per malattia, età e reddito. Appare intuitiva la ricaduta di questa vergognosa situazione direttamente sui pazienti, che già da ora lamentano enorme disagi nella fruizione delle prestazioni. Sono centinaia i pazienti che ogni giorno necessitano del servizio prelievi, massimamente le persone con malattie croniche, stremate dal perdurare dell’inerzia che sembra accompagnare l’indifferenza della politica regionale verso un problema che incide sul diritto alla salute dell’intera comunità. Un‘inerzia che non può essere tollerata, soprattutto in un territorio come quello del Sulcis Iglesiente, nel quale si registra un elevato tasso di prevalenza del diabete di tipo due e la più alta incidenza al mondo del diabete di tipo uno. Un territorio dove circa 10.000 persone risultano colpite dalla patologia diabetica e per le quali dunque il laboratorio di analisi rappresenta un presidio sanitario necessario per la diagnosi, il monitoraggio e la cura della malattia. Nessuna comunità e struttura ospedaliera può rimanere viva senza il supporto di un laboratorio di analisi efficiente e aperto anche agli esterni. La chiusura del laboratorio pubblico cittadino sta incidendo negativamente sulle categorie più fragili che non possono permettersi di pagare l’accesso alle strutture private. Infatti, i laboratori privati-convenzionati, una volta terminato il budget assegnato, chiudono le porte alle persone ammalate di diabete e altre patologie, condannando le stesse alla rinuncia dei controlli per la prevenzione e ancor più per il monitoraggio delle complicanze in corso. Ci chiediamo quale sia la logica che impedisce alla politica regionale di trovare soluzioni immediate, che potrebbero momentaneamente consistere, in un ordine di priorità, nel richiamare in servizio i tecnici di laboratorio andati in pensione, nel potenziamento dell’organico del laboratorio o nell’aumento del budget del laboratori privati/convenzionati.

Nella situazione di emergenza venutasi a creare, chiediamo alla Regione Sardegna che vengano finanziate delle risorse straordinarie verso i laboratori privati accreditati che permettano ai cittadini di effettuare le analisi per le quali risultino esenti. Sollecitiamo tutte le parti politiche ad un atto concreto per fermare questa grave situazione di disagio che non da oggi colpisce i servizi sanitari del territorio.»

I carabinieri della Compagnia di Carbonia sono impegnati a contrastare l’aumento dei furti nel territorio. In particolare nella serata di ieri, a conclusione di alcuni accertamenti investigativi, i militari della locale Stazione hanno rinvenuto e sequestrato 100 metri di cavo di rame per tracciati ferroviari. Il materiale si trovava occultato dietro ad un cespuglio in via D’Annunzio, in prossimità del campo nomadi “Sirai”, ed è risultato essere provento di un furto denunciato presso la stessa Stazione nella giornata precedente. È stato quindi immediatamente riconsegnato, previo riconoscimento, alla parte lesa. Sempre nella serata di ieri, a conclusione di una breve indagine, i carabinieri della stessa Stazione hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per furto aggravato un 45enne di San Giovanni Suergiu ed una trentasettenne di Carbonia. Essi sono indiziati del furto perpetrato il 18 gennaio scorso ai danni dell’esercizio commerciale di frutta e verdura di via Satta 116. I due sono stati riconosciuti dai carabinieri che hanno visionato le immagini degli impianti di videosorveglianza che li avevano ripreso mentre si aggiungevano a compiere il colpo e subito dopo. Trattandosi di persone molto note ai militari dell’Arma, con i quali avevano in precedenza avuto a che fare, non è stato difficile, per questi ultimi, riuscire ad identificarli compiutamente. Ancora nel corso della stessa impegnativa serata, a compimento ancora di una breve indagine, i carabinieri della Compagnia di Carbonia hanno arrestato un 19enne residente a Carbonia, disoccupato con precedenti denunce a carico, indiziato dei reati di tentato furto in abitazione e resistenza a pubblico ufficiale. Attorno alle ore 22.00 il giovane è stato sorpreso mentre con un asse di legno da ponteggio, usato come ariete, tentava l’effrazione del portoncino di ingresso di un’abitazione situata in Piazza 1° Maggio, di proprietà di una 62enne del luogo. Alla vista dei militari il giovane si è dato a precipitosa fuga ma, dopo essere stato rincorso, raggiunto e fermato, ha tentato di divincolarsi con decisione, esercitando violenza nei confronti dei militari, venendo infine bloccato e ammanettato. Il ragazzo è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Avrà presto un processo.

Il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci, ha firmato l’ordinanza di chiusura delle scuole dell’infanzia e primaria dal 21 al 31 gennaio prossimi.
«L’applicazione puntuale delle linee guida ministeriali, tese a salvaguardare l’attività didattica in presenza, risulta di complicata attuazione e determina forti stress e tensioni nelle famiglie che rischia di sfociare in disagio psico-fisico nelle mamme e nei bambini in particolare.»
L’ordinanza prevede, nel dettaglio:
Scuola primaria: dal 21/01/2022 al 31/01/2022 sospensione dell’attività didattica in presenza con possibilità di avviare la didattica a distanza.
Scuola dell’infanzia: dal 21/01/2022 al 31/01/2022, si demanda al dirigente scolastico la migliore valutazione sull’aspetto didattico-pedagogico rispetto all’applicazione di metodi alternativi alla didattica in presenza.

Questo pomeriggio si è sviluppato un incendio in un deposito di demolizioni d’auto, nei pressi di un’area industriale della statale 130, alle porte di Iglesias. Sono andate in fiamme diverse carcasse d’auto e rottami.
I vigili del fuoco con un’autopompa ed il supporto di un’autobotte, hanno circoscritto e spento l’incendio, evitando la propagazione delle fiamme all’intera attività.
Nessuna persona è stata coinvolta.
Sono state avviate le operazioni di bonifica, di messa in sicurezza dell’area e gli accertamenti per stabilire le cause del rogo.

Si è svolta stamane con toni sobri e contenuti, a causa della pandemia in atto, ma in un contesto di grande contentezza ed emozione, la cerimonia di inaugurazione della nuova Stazione Carabinieri di Vallermosa, avvenuta alla presenza del Comandante Interregionale Carabinieri “Podgora”, Generale di Corpo d’Armata Carmelo Burgio, appositamente giunto da Roma, nonché delle autorità civili e militari e del vice sindaco di Vallermosa, signora Chiara Carta.

Sono trascorsi circa otto anni da quando, a causa degli importanti danni strutturali a suo tempo manifestatisi nella vecchia sede della Stazione CC di Vallermosa, il 13 maggio 2014 il reparto è dovuto ripiegare presso i locali della confinante Stazione di Siliqua.

In questo periodo di tempo i carabinieri non hanno mai fatto mancare regolari servizi di vigilanza su quel territorio e costanti rapporti con la popolazione residente, grazie anche all’istituzione di un posto ricezione denunce presso il comune di Vallermosa.

L’evento è stato, altresì, caratterizzato dal passaggio simbolico di una bandiera tricolore dal vice sindaco al comandante della Stazione, maresciallo Andrea Farci, cui hanno fatto seguito lo scoprimento di una targa, il successivo taglio del nastro tricolore e la benedizione dei locali da parte del cappellano militare. La rappresentante della comunità locale ha anch’ella espresso grande apprezzamento per l’opera svolta dai carabinieri che non hanno mai fatto mancare la loro presenza.

La riapertura della nuova sede della Stazione dei carabinieri a Vallermosa, in via Verdi al n. 5, è stata possibile grazie, soprattutto, alla disponibilità della famiglia Cagnacci, a capo dell’omonima Fondazione proprietaria dello stabile, che si è prodigata quotidianamente per il raggiungimento del risultato in tempi ristretti, consentendo così alla comunità vallermosese di ricostituire un importante presidio di legalità completamente ristrutturato e ammodernato.

Da oggi la nuova caserma dei carabinieri di Vallermosa, come avviene soprattutto nei piccoli Comuni, potrà di nuovo rappresentare fisicamente un essenziale presidio di riferimento per la cittadinanza, simbolo di legalità e della visibile presenza dello Stato, riprendendo finalmente il proprio naturale percorso storico, iniziato nell’aprile del 1978, quando fu istituita per servire un territorio che ancora oggi mantiene grande rilievo quale crocevia fra il Medio Campidano ed il Sulcis  Iglesiente.

Sono 1.432 i nuovi casi positivi al Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Sardegna, su 25.354 test eseguiti (5.254 molecolari, 20.100 antigenici), il 5,65%.

I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 30 (3 in più di ieri).

I pazienti ricoverati in area medica sono 265 (4 in più di ieri).

Sono 21.885 le persone in isolamento domiciliare (163 in più di ieri).

Si registrano 3 decessi: una donna di 78 anni, residente nella provincia del Sud Sardegna, una di 84 anni, residente della provincia di Sassari, e una di 87 anni, residente della Città Metropolitana di Cagliari.

Sono 264 gli attualmente positivi al Covid-19 residenti nel comune di Iglesias. Lo ha comunicato il sindaco, Mauro Usai, dopo aver ricevuto dalla Sanità territoriale gli aggiornamenti relativi all’attività di individuazione e contenimento dei casi.
«In un momento delicato in cui si registra ovunque un aumento dei casi, occorre mantenere alta l’attenzione – ha aggiunto il sindaco Mauro Usai -. Siamo in contatto con la Sanità territoriale al fine di monitorare la situazione, e voglio rivolgere, come di consueto, l’invito ad adottare comportamenti responsabili, per contenere i casi di positività, tutelando la nostra salute e quella del prossimo.»

È stato presentato nell’Aula consiliare del comune di Pula il progetto “Promuovere Impresa per lo sviluppo locale sostenibile” nato da un’idea dell’Amministrazione in collaborazione con il “GAL Sulcis Iglesiente, Capoterra e Campidano di Cagliari”.
«Con questo traguardo, raggiunto dopo due anni di costante lavoro, puntiamo allo sviluppo imprenditoriale dei giovani, delle donne e all’ammodernamento delle imprese preesistentidichiara la sindaca, Carla Medau -. Il Gal del Sulcis metterà a disposizione gruppi di esperti in varie discipline che attraverso uno studio basato sulla valorizzazione del patrimonio ambientale, paesaggistico, culturale e identitario, sapranno indicare i portatori d’interesse a nuovi e moderni metodi d’impresa.»
L’obiettivo è promuovere il lavoro autonomo e favorire l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali.
Antonio Caria

E’ stato avviato ufficialmente ieri in Regione, l’iter per l’ingresso del porto di Sant’Antioco nell’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna. Erano presenti al tavolo istituzionale tutti i soggetti che, a vario titolo, avranno un ruolo in questo procedimento che si spera possa essere il più celere possibile. L’incontro, svoltosi presso la sede dell’Assessorato regionale dell’Urbanistica e degli Enti Locali guidato da Quirico Sanna che ha fatto gli onori di casa, ha visto la partecipazione della dirigenza degli assessorati regionali dei Trasporti e dei Lavori pubblici, del Demanio regionale, della Direzione Marittima di Cagliari e del Comandante del porto di Sant’Antioco, nonché, soprattutto, della Presidenza dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna, Massimo Deiana, in compagnia del Direttore Generale Natale Ditel. Presenti, inoltre, il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci e l’assessore comunale dell’Urbanistica Francesco Garau.

«Abbiamo scritto una pagina storicacommenta il Sindaco Ignazio Loccila Regione Sardegna si è finalmente fatta carico della nostra richiesta, avviando l’iter per l’ingresso del nostro scalo portuale nel sistema della Sardegna. Un grande traguardo che, una volta raggiunto, significherà guardare il nostro porto all’interno di logiche regionali e nazionali, con fondi di investimento che gli consentiranno di assurgere definitivamente a scalo di riferimento per tutto il territorio circostante. Questo segue l’impegno che in questi anni abbiamo profuso per riuscire nell’intento: nel novembre scorso abbiamo deliberato la richiesta alla Regione ed oggi incassiamo il risultato. Il nostro, infatti, per ora è l’unico scalo isolano fuori dall’ambito del sistema portuale di Sardegna. Ormai, di fronte all’attuale scenario, non ha alcun senso che il porto di Sant’Antioco resti fuori dall’Autorità di sistema e continui a rimanere sotto l’egida della Regione Sardegna. Lo scalo antiochense riveste un ruolo fondamentale per tutto il Sud Ovest della Sardegna e ringrazio la Regione, in particolare l’assessore Quirico Sanna, per aver accolto l’istanza della nostra comunità.»

L’Amministrazione comunale, peraltro, a conclusione di un iter durato anni, nel 2019 ha approvato la presa d’atto della “Variante al Piano Regolatore del Porto”, che prevede la suddivisione delle aree portuali salvaguardando l’attività della pesca, la produzione commerciale e concedendo ampi spazi alla cantieristica e ai posti barca da diporto, nonché ai servizi che faranno dal collegamento al centro urbano.

«Questa pianificazione spiega l’assessore all’urbanistica Francesco Garausarà la base di partenza per lo sviluppo del porto. È sempre stato nostro intendimento garantire un futuro all’insegna dello sviluppo economico alle aree portuali di Sant’Antioco che passi per una loro riconversione attraverso la valorizzazione del comparto turistico e lo sviluppo della cantieristica, senza dimenticare la pratica professionale della pesca e la residuale attività dell’industria del sale. E per realizzare tutto questo adesso abbiamo un valido alleato e la certezza che Sant’Antioco entrerà nel sistema regionale garantendo lo sviluppo turistico del territorio e favorendo anche il traffico marittimo.»

«Il porto di Sant’Antioco diventerà un porto di interesse nazionaleha detto l’assessore regionale dell’Urbanistica Quirico Sanna -. Le caratteristiche dello scalo antiochense non sono quelle di un piccolo porto: riteniamo, infatti, che la posizione strategica di Sant’Antioco possa essere di supporto al porto di Cagliari. La volontà politica della Regione c’è tutta: oggi avviamo l’iter con il massimo impegno. Questa è stata la prima tappa e ne seguiranno a breve altre con l’intento di chiudere il procedimento celermente, al fine di garantire importanti occasioni di sviluppo per la comunità di Sant’Antioco e per il territorio circostante.»