«I tempi sono più che maturi per risolvere definitivamente i problemi che insistono sulla gestione del Demanio marittimo ma, soprattutto, con l’estate che bussa prepotentemente alla porta e il turismo che inizia a palesarsi sull’isola, occorre che la Regione Sardegna emani le Direttive necessarie per la stagione balneare 2024, al fine di favorire quanto prima le attività ludico ricreative ed educative nelle spiagge, considerato che a breve chiuderanno le scuole e quale priorità occorre dare continuità ai progetti dedicati a bimbe e bimbi».
Il sindaco del comune di Sant’Antioco Ignazio Locci si rivolge alla nuova guida della Regione Sardegna, la presidente Alessandra Todde, e all’assessore competente in materia, Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, sia per sollecitare l’emanazione delle Direttive necessarie per la gestione delle spiagge, sia per la risoluzione dei problemi di vecchia data, sui quali il Comune di Sant’Antioco battaglia da anni: «In particolare – sottolinea Ignazio Locci – credo che ci siano tutte le condizioni per conferire la gestione amministrativa del Demanio Marittimo almeno ai Comuni dotati di Piano di Utilizzo dei Litorali, e noi siamo tra quelli. Chiediamo da tempo che ci vengano trasferite le funzioni affinché i nostri uffici possano dare le risposte alle imprese che intendono localizzarsi nelle aree demaniali o a quelle già esistenti. Ma per quanto il Comune sia comunque la prima interfaccia degli imprenditori locali, le autorizzazioni competono alla Regione Sardegna. Per questo, così come abbiamo dato la nostra disponibilità a sottoscrivere un anno fa un accordo con l’Assessorato competente finalizzato al miglioramento del servizio in materia di gestione del demanio marittimo ai sensi dell’art. 15 del legge n. 241/1990 e dell’art. 30 del D.Lgs. n. 267/2000 e, soprattutto, sulla scorta della delibera regionale N. 13/37 del 6.04.2023 che li prevede, siamo disponibili ad accettare le funzioni amministrative. Del resto, disponiamo del PUL e vorremmo poterlo utilizzare come strumento normativo, dando risposte a chi da troppo tempo le attende dagli uffici regionali. Compresa questa Amministrazione Comunale».
Triste risveglio questa mattina per la comunità di Portoscuso. Nel corso della notte, intorno alle 2.00, quattro auto sono andate a fuoco in pieno centro, parcheggiate davanti all’Hotel Ristorante Don Pedro. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri che hanno effettuato i rilievi e avviato le indagini per risalire alle cause che hanno generato l’incendio.
«Non conosciamo ancora le cause che hanno provocato l’incendio – ha detto stamane il sindaco di Portoscuso, Ignazio Atzori – anche se in questi casi spesso l’origine è dolosa. Per l’immagine del paese è indubbiamente un bruttissimo colpo, un fatto verificatosi in pieno centro, nel cuore del paese, non si ricordano episodi simili. L’Amministrazione comunale esprime solidarietà ai proprietari delle auto andate distrutte e ai titolari dell’albergo.»
«E’ un fatto gravissimo – ha aggiunto don Antonio Mura, parroco delle chiese del paese, recatosi sul posto di primo mattino – un pugno nello stomaco per l’intera comunità che già vive una situazione socio-economica molto difficile.»
A Carbonia, sabato sera, 15 sindaci e circa 200 persone hanno partecipato alla fiaccolata per la salute organizzata dal sindaco di Carbonia, Pietro Morittu, per fermare il progressivo impoverimento della sanità pubblica nel territorio della Asl del Sulcis Iglesiente. All’appello del primo cittadino di Carbonia, comune capoluogo della provincia del Sud Sardegna, hanno risposto 14 colleghi: San Giovanni Suergiu, Elvira Usai; Carloforte, Stefano Rombi; Portoscuso, Ignazio Atzori; Sant’Anna Arresi, Maria Teresa Diana; Teulada, Angelo Milia; Nuxis, Romeo Ghilleri; Perdaxius, Gianluigi Loru; Villaperuccio, Marcellino Piras; Giba, Andrea Pisanu; Musei, Sasha Sais; Piscinas, Mariano Cogotti; Domusnovas, Isangela Mascia; Masainas, Gian Luca Pittoni; Santadi, Massimo Impera.
Don Giampaolo Cincotti, vicario foraneo di Carbonia, ha letto i messaggi del cardinale e amministratore apostolico della diocesi di Iglesias Arrigo Miglio e del responsabile dell’Ufficio della Pastorale per il Sociale e il Lavoro della diocesi di Iglesias, don Antonio Mura, impossibilitati ad intervenire per concomitanti impegni, che riportiamo integralmente.
Cardinale Arrigo Miglio: «Desidero esprimere la mia vicinanza e la mia partecipazione alla vostra manifestazione per la situazione della sanità pubblica nel nostro territorio. Impegni pastorali precedenti non mi permettono di essere presente, ma non posso non sentirmi vicino alle tante persone sofferenti a motivo dei loro problemi di salute e a motivo delle carenze delle nostre strutture. Auspico vivamente che a tutti i livelli e in tutto il nostro territorio si cerchi sempre, in primo luogo il bene comune, che può essere realizzato solo se si mettono in primo piano le esigenze dei più deboli».
Don Antonio Mura: «Impedito dal partecipare, per pregressi impegni Pastorali portoscusesi, col desiderio di condividere la Vostra significativa iniziativa sociale a favore del territorio, vi indirizzo il seguente messaggio come contributo ecclesiale per l’iniziativa. A premessa, accogliete la gratitudine per coloro che hanno ispirato e organizzato questo importante Evento e grazie a tutti coloro che hanno la possibilità di parteciparvi. Per continuare a garantire a tutte le persone il DIRITTO COSTITUZIONALE ALLA TUTELA DELLA SALUTE, servono riforme coraggiose e inderogabili. Questa serata è una delle tante occasioni nelle quali le persone e le Istituzioni del Sulcis Iglesiente hanno tentato e tentano di sensibilizzare i decisori politici competenti sull’urgenza di ridare centralità al SISTEMA DI SANITÀ PUBBLICA nel nostro territorio, riconoscendone il valore sociale. Il SSN, che si basa sui principi fondamentali di universalità, uguaglianza ed equità, è un bene comune, non un privilegio di pochi cittadini, di chi i soldi li ha e le Amicizie “in alto loco”, le valorizza. Le generazioni attuali e prossime del nostro territorio meritano un modello sanitario solido, ben organizzato, con adeguate risorse pubbliche da investire per la salute e il benessere delle persone. Pertanto, si rende sempre più urgente un Piano di Rilancio “NON CAMPANILISTICO, NON SCHIAVO DI LOGICHE ELETTORALI O DI SPARTIZIONE TRA PICCOLI E GRANDI POTENTATI territoriali o Regionali. Senza un SISTEMA SANITARIO forte e resiliente per il BENE COMUNE, soprattutto dei più fragili e poveri, viviamo e vivremo conseguenze drammatiche per tutta la popolazione del Sulcis Iglesiente. Che dire delle Migrazioni sanitarie che moltissime persone del Sulcis Iglesiente sono costrette a vivere e che non tutti si possono permettere; da qui la drammatica scelta, in tantissimi pazienti, di rinunciare alle cure e con la conseguente riduzione dell’aspettativa di vita. L’alternativa al DISASTRO attuale è SUPERARE gli attuali modelli del SSN basato sul “libero mercato” che, pur essendo APPARENTEMENTE efficiente, ne evidenzia gravemente i limiti per molte fasce più deboli della popolazione, perché prevede costi più elevati per accedere alle cure o costose assicurazioni sanitarie. Servono coraggiose riforme al di la delle strumentalizzazioni elettorali e dei gravi tentativi di strumentalizzazioni partitiche. Per rilanciare la sanità pubblica è fondamentale rinsaldare soprattutto un rinnovato patto sociale e politico tra tutte le ISTITUZIONI, riconoscendo il SISTEMA SANITARIO LOCALE come uno dei pilastri democratici, una conquista sociale irrinunciabile per il benessere e lo sviluppo economico del Sulcis Iglesiente. Grazie a tutti gli organizzatori e alle organizzatrici, grazie a tutti i partecipanti».
E’ poi intervenuto, in rappresentanza di tutti i sindaci presenti, il primo cittadino di Carbonia, Pietro Morittu, che ha evidenziato la gravità della situazione e la necessità di rivendicare unitariamente il ripristino della piena efficienza dei servizi sanitari nel territorio, nel quale ampie fasce della popolazione vivono una condizione resa in molti casi drammatica dall’impossibilità di ricorrere alla sanità privata. Pietro Morittu ha anche riportato alcuni messaggi ricevuti da cittadini che testimoniamo una situazione generale di gravissima emergenza.
Allegata una breve intervista con il sindaco di Carbonia, Pietro Morittu.
La sala Fratelli Fois della biblioteca comunale di Portoscuso ha ospitato un’interessantissima lezione dello scienziato Giacomo Cao, nell’ambito del programma di studi della Lutec di Portoscuso, sezione staccata della Libera Università della Terza Età di Carbonia.
Giacomo Cao, professore ordinario del Dipartimento di Ingegneria meccanica, chimica e dei materiali dell’Università di Cagliari, dal 2013 è presidente del Distretto AeroSpaziale della Sardegna e dal 2020 amministratore unico del CRS4. Dal novembre 2016 è stato inserito nella lista dei Top Italian Scientists e dal luglio 2018 fa parte della Commissione Nazionale per la Previsione e Prevenzione dei Grandi Rischi per il settore chimico, nucleare, industriale e trasporti.
Nella lezione alla Lutec di Portoscuso ha ricostruito le diverse esperienze maturate in campo scientifico e, soprattutto, la nascita e la crescita della realtà aerospaziale della Sardegna, che ha compiuto dieci anni, protagonista tra l’altro del grande progetto in corso, proiettato verso il pianeta Marte.
Prima dell’inizio della lezione, l’ingegnere Giacomo Cao ha donato a tutti i presenti una copia del libro DASS X, nel quale sono presentati i risultati dal Distretto AeroSpaziale della Sardegna nei suoi primi dieci anni di vita, che presiede fin dalla sua nascita.
Al termine della lezione, alla quale hanno presenziato il sindaco Ignazio Atzori e la dottoressa Eloisa Sedda, referente didattica della Lutec di Portoscuso, ho intervistato l’ingegnere Giacomo Cao.
Giampaolo Cirronis
I 23 sindaci del Sulcis Iglesiente fanno fronte comune per affrontare la situazione del polo industriale di Portovesme che vede in difficoltà le aziende Sider Alloys, Portovesme Srl, Eurallumina e le imprese d’appalto del settore Enel produzione e tutto l’indotto.
«Il polo industriale è stato e rimane un pilastro portante dell’economia del Sulcis anche se da anni subisce attacchi che ne mettono a dura prova la tenuta. Molti lavoratori, la maggior parte provenienti da tutto il Sulcis, attendono di rientrare a lavorare dopo anni di sofferenza e promesse non mantenute. Si attende che la politica regionale e ministeriale dia risposte alle tante domande riguardanti la incertezza dei lavoratori che si aspettano un intervento strutturato e sviluppato con tempi certi.
Il Piano Sulcis, nato dopo tante lotte operaie, ancora oggi, dopo 12 anni, non vede risposte occupazionali accettabili. Stesso destino sta subendo il programma Jtf anch’esso in attesa di uno sviluppo temporale certo e funzionale ai bisogni del territorio del Sulcis Iglesiente. Noi siamo al fianco dei lavori e delle loro famiglie e chiediamo che ci sia una nuova linea che contempli la ripartenza di tante attività. Come Comuni del Sulcis abbiamo tante difficoltà nel dare risposte ai nostri cittadini.
Siamo uniti e determinati a partecipare a qualsiasi iniziativa per il bene del nostro Sulcis Iglesiente e del nostro polo industriale, fonte di reddito per i nostri cittadini. Abbiamo necessità di tutte le risorse necessarie per consentire che i nostri giovani non vadano in altre realtà a cercare fortuna. Dobbiamo onorare il grande lavoro fatto in passato riprendendo in mano le sorti del nostro territorio. Siamo al fianco dei lavoratori tutti e delle loro famiglie.»
I 23 sindaci del Sulcis Iglesiente.
Pietro Morittu Carbonia
Mauro Usai Iglesias
Pietro Cocco Gonnesa
Elvira Usai San Giovanni Suergiu
Ignazio Locci Sant’Antioco
Claudia Mura Calasetta
Stefano Rombi Carloforte
Ignazio Atzori Portoscuso
Sasha Sais Musei
Paolo Sanna Fluminimaggiore
Laura Cappelli Buggerru
Isangela Mascia Domusnovas
Debora Porrà Villamassargia
Romeo Ghilleri Nuxis
Antonello Cani Narcao
Gianluigi Loru Perdaxius
Massimo Impera Santadi
Marcellino Piras Villaperuccio
Emanuele Pes Tratalias
Andrea Pisanu Giba
Gian Luca Pittoni Masainas
Maria Teresa Diana Sant’Anna Arresi
Mariano Cogotti Piscinas
Doppio appuntamento per la #FieraOFF della Fiera del Libro 2023 #Mappe: Argonautilus presenta Graziano Milia e il suo nuovo saggio “Non mi giro dall’altra parte” a cura di Ivan Paone per Janus edizioni.
Il tenente di vascello Giulia Burchielli è il nuovo comandante del porto di Portovesme e capo dell’Ufficio circondariale marittimo di Portoscuso. Ha ricevuto il testimone stamane dal tenente di vascello Paolo Maria Onori, nel corso della cerimonia svoltasi nel piazzale dell’Ufficio Circondariale Marittimo Guardia Costiera, alla presenza del direttore marittimo di Cagliari capitano di vascello Mario Valente, del sindaco di Portoscuso Ignazio Atzori, di don Antonio Mura parroco delle due chiese di Portoscuso e della chiesa di Paringianu, e delle massime autorità militari locali.
Paolo Maria Onori era al comando dell’Ufficio circondariale marittimo di Portoscuso dal 4 settembre 2021, quando rilevò il testimone dal tenente di vascello Enrico De Quarto, proveniente dalla direzione marittima di Catania. La sua carriera proseguirà in Toscana, sua regione d’origine.
Giulia Burchielli arriva a Portoscuso dalla direzione marittima di Portoferraio. Nel corso della cerimonia, sia il comandante uscente sia il comandante entrante erano visibilmente emozionati.
Allegati un vasto album fotografico che documenta il passaggio del testimone del comando e gli interventi del nuovo comandante Giulia Burchielli e del direttore marittimo di Cagliari Mario Valente.
I 22 sindaci dei Comuni del Sulcis Iglesiente che non hanno partecipato alla conferenza socio sanitaria convocata dal direttore generale della ASL Sulcis Iglesiente, Giuliana Campus, e svoltasi venerdì 28 luglio nella sede dell’ARES Sardegna, a Cagliari (era presente solo Debora Porrà, sindaca del comune di Villamassargia), hanno chiesto allo stesso direttore generale della ASL Sulcis Iglesiente Giuliana Campus e al direttore generale di ARES Sardegna Annamaria Tommasella, una nuova convocazione della stessa conferenza socio sanitaria presso la sede della Direzione Generale Carbonia.
«La tematica è ritenuta particolarmente importante e sentita da parte di ognuno dei 22 Sindaci, rappresentanti di un territorio che continua a non avere una struttura adeguata a soddisfare le esigenze della sanità del luogo – si legge nella nota di richiesta di convocazione -. La scelta dell’ubicazione di un nuovo presidio ospedaliero è particolarmente delicata dovendo rispettare determinati requisiti nonché tener conto di un territorio esteso e frastagliato, che coinvolge circa 120.000 abitanti. La scelta è strategica e, pertanto, deve essere attentamente ponderata. Così come accade per qualsiasi altro territorio, quello del Sulcis Iglesiente ha necessità di essere preso in considerazione anche dal punto di vista dell’immagine e delle modalità di interazione da parte degli interlocutori Regionali di qualsivoglia natura.»
I 22 Sindaci (Laura Cappelli – Buggerru, Claudia Mura – Calasetta, Pietro Morittu – Carbonia, Stefano Rombi – Carloforte, Isangela Mascia – Domusnovas, Paolo Sanna – Fluminimaggiore, Andrea Pisanu – Giba, Pietro Cocco – Gonnesa, Mauro Usai – Iglesias, Gian Luca Pittoni – Masainas, Sasha Sais – Musei, Antonello Cani – Narcao, Romeo Ghilleri – Nuxis, Gianluigi Loru – Perdaxius, Mariano Cogotti – Piscinas, Ignazio Atzori – Portoscuso, Elvira Usai – San Giovanni Suergiu, Massimo Impera – Santadi, Ignazio Locci – Sant’Antioco, Maria Teresa Diana – Sant’Anna Arresi, Emanuele Pes – Tratalias, Marcellino Piras – Villaperuccio) hanno chiesto, pertanto, che la riunione relativa alla realizzazione di un nuovo presidio ospedaliero territoriale nel Sulcis Iglesiente, abbia luogo nel territorio in cui esso dovrà essere costruito, anche alla luce delle molteplici richieste di presenza fisica dell’assessore di competenza e alla stessa è stato invitato a partecipare, presso la sede della Direzione ASL di Carbonia, l’assessore regionale della Sanità, Carlo Doria.