8 May, 2026
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Il sindaco di Portoscuso Ignazio Atzori ha chiesto al MIMIT e alla Regione Sardegna un autorevole energico intervento per il riavvio della produzione di Pb-Zn alla Portovesme srl. Lo ha fatto dopo la pubblicazione delle notizie riguardanti il riconoscimento da parte della Commissione europea dell’importanza del “progetto litio” della Portovesme srl/Glencore, e considerando che tale progetto sembra prevedere la trasformazione dello stabilimento del Sulcis Iglesiente in un Hub europeo dove convogliare circa 70.000 tonnellate/anno di black mass per il recupero di litio, nichel, cobalto, rame e manganese destinati alla produzione di nuove batterie in altri siti industriali.

Ignazio Atzori «intende con forza riportare l’attenzione sulle criticità già emerse negli anni scorsi anche nei tavoli istituzionali promossi dallo stesso MIMIT».

«In particolare questo progetto della Portovesme srl, tra l’altro, costituisce un grave ostacolo alle trattative di cessione dello stabilimento ad altro soggetto imprenditoriale intenzionato a riavviare tutta la linea zinco, per richiamare ad un lavoro permanente le centinaia di operai e tecnici fuoriusciti a causa delle spregiudicate scelte aziendaliaggiunge il sindaco di Portoscuso -. E’ peraltro tecnicamente scontato che all’interno dello stesso stabilimento non possano coesistere due soggetti diversi, per tutta una serie di interferenze e incompatibilità. Senza negare l’importanza del litio nella nostra economia, è altrettanto importante ricordare che anche lo zinco è un materiale strategico per l’Italia e, se si intende veramente riavviare la produzione di energia nucleare, anche il piombo torna ad essere strategico.»

«Pertanto, abbandonare produzioni consolidate in decenni di attività e ancora strategiche per la nazione, non appare una buona scelta di politica industrialerimarca Ignazio Atzori -. La stessa economia circolare dello zinco recuperato dai fumi di acciaieria non ha più senso se restano i forni Waelz e si chiudono l’elettrolisi e la fusione, stravolgendo peraltro gli accordi del piano industriale del 2005. E’ quindi evidente che il progetto di riconversione industriale della Portovesme srl costituisce un grave danno socio-economico non solo per il Sulcis Iglesiente ma per l’intero paese.»

«In conclusione, considerando quanto sopra sinteticamente ricordato, si chiede un vostro autorevole ed energico intervento, affinché non siano in alcun modo ostacolati o rinviati nel tempo tutti gli sforzi messi in campo per riavviare l’intera produzione di Pb-Zn nello stabilimento Portovesme srl, richiamando a lavoro tutte le maestranze prima presentiha concluso il sindaco di Portoscuso -. Ringraziando per l’impegno sulle vertenze dell’Area industriale di Portovesme, si porgono distinti saluti.»

L’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani ha incontrato questa mattina una delegazione di Anci Sardegna per discutere i temi dell’industria e dell’energia nell’isola.

«Abbiamo confermato una strategia di coinvolgimento dell’associazione nella gestione di tutte le attività dell’assessorato dell’Industria, in particolare quelle relative al settore energetico», spiega l’assessore Emanuele Cani.

L’incontro è stato anche l’occasione per fornire ai sindaci un aggiornamento sulle principali vertenze industriali in corso.

«Durante l’importante discussione sono stati affrontati temi cruciali come l’energia e il metano, strumenti fondamentali per il rilancio di tutti i settori industriali dell’isoladice Romeo Ghilleri, sindaco di Nuxis e componente del Consiglio regionale di Anci Sardegna -. Un focus particolare è stato dedicato alle sfide e alle opportunità per i settori industriali del Sulcis, con la partecipazione del sindaco di Portoscuso, dott. Ignazio Atzori.»

«Siamo convinti che il settore industriale, insieme all’agricoltura e al turismo, possa rappresentare una forza sinergica per il rilancio economico dell’intera Sardegna. In particolare, il Sulcis ha un ruolo strategico in questo processo, fungendo da volano per l’economia regionaleconclude Romeo Ghilleri -. Un sincero ringraziamento all’assessore dell’Industria per la sua disponibilità e per la preziosa collaborazione, che ci ha permesso di mettere Anci Sardegna al centro di un percorso che vedrà la Sardegna protagonista nei settori chiave per la sua crescita economica.»

I lavoratori ex Alcoa si sono riuniti in assemblea questa mattina davanti allo stabilimento di Portovesme, dove hanno lanciato un nuovo appello a Regione  e Governo per rilanciare la vertenza con un nuovo soggetto imprenditoriale. La produzione è ferma dal mese di dicembre 2012, quando Alcoa decise di abbandonare il sito, e da allora non è più ripresa, nonostante la cessione alla Sider Alloys, avvenuta sette anni fa, con la compartecipazione di Invitalia con una quota del 20%, in rappresentanza del Governo. I lavoratori in servizio quando Alcoa fermò la produzione erano oltre 1.000, oggi quelli impiegati nello stabilimento solo 70, numero sceso di circa 60 unità dal 2023 ad oggi e, nonostante l’assegnazione di un finanziamento di ben 150 milioni di euro, del revamping tanto atteso non c’è traccia. All’assemblea di stamane, al fianco di un centinaio di lavoratori, hanno partecipato i segretari delle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici Roberto Forresu (FIOM CGIL), Giuseppe Masala (FSM CISL) e Renato Tocco (UILM UIL); Angelo Diciotti del sindacato autonomo CUB,; il segretario regionale della CGIL Franco Bardi; Francesca Nurra, segretaria regionale CGIL; i sindaci di Portoscuso Ignazio Atzori e di Villamassargia Debora Porrà; l’assessore dei Lavori pubblici del comune di Carbonia Manolo Mureddu; i consiglieri comunali di Carbonia Giacomo Guadagnini e Alberto Pili; il responsabile della Pastorale per il Sociale e il Lavoro della diocesi di Iglesias, don Antonio Mura.

Vediamo le interviste con i segretari dei metalmeccanici Roberto Forresu (FIOM CGIL), Giuseppe Masala (FSM CISL) e Renato Tocco (UILM UIL).

 

 

Si è tenuta lunedì 3 febbraio, presso la sala consiliare del comune di Portoscuso, la riunione operativa dedicata all’avvio di “Leggere il Passato, Scrivere il Futuro”, premiato come progetto “esemplare” tra innumerevoli candidature da tutta Italia, e finanziato dal CEPELL – Centro per il Libro e la Lettura del Ministero della Cultura – all’interno dei bandi dedicati ai Comuni riconosciuti “Città che legge”.

All’incontro erano presenti il sindaco, dott. Ignazio Atzori, l’assessore della Cultura Ornella Pilisio e i rappresentanti delle associazioni partner. Durante la riunione si è discusso delle modalità di attuazione del progetto, con un focus particolare sul coinvolgimento degli alunni delle scuole, della Biblioteca Comunale, e di tutta la comunità.

“Leggere il Passato, Scrivere il Futuro” ha come scopo primario raccogliere e preservare la memoria storica del Comune di Portoscuso, tramandandola alle nuove generazioni attraverso la creazione di un archivio digitale. Il progetto prevede inoltre l’approntamento di una mediateca interattiva, fruibile anche da remoto e da dispositivi mobili, che ospiterà testimonianze, testi, audio, video e fotografie. Un lavoro di ricerca e selezione della grande quantità di materiale disponibile, che sarà realizzato con il contributo attivo delle scuole, che parteciperanno a laboratori e attività dedicate, e con il supporto della Biblioteca Comunale.

Questo importante risultato arriva al termine di un percorso consolidato ultradecennale di promozione della lettura e della cultura del libro, come testimoniano le manifestazioni letterarie come la Fiera del Libro, il Circolo di Lettura di Argonautilus, la partecipazione al Maggio dei Libri, e il costante lavoro di rete tra istituzioni e associazioni culturali. Le realtà coinvolte collaboreranno nell’organizzazione di eventi, nella raccolta di materiali e nella promozione della lettura come strumento di crescita e identità collettiva.

Nelle intenzioni dei soggetti coinvolti, il progetto non rappresenta un punto di arrivo, ma un punto di partenza: un impegno costante per custodire, valorizzare e tramandare il patrimonio immateriale di Portoscuso, rafforzando lo spirito di comunità e creando nuove occasioni di aggregazione, dialogo e partecipazione culturale per il futuro.

Già nelle prossime settimane è previsto un nuovo incontro e nei prossimi mesi verranno definite le iniziative pubbliche, con l’obiettivo di coinvolgere attivamente l’intera cittadinanza.

Per aggiornamenti e informazioni, sarà possibile seguire le comunicazioni ufficiali sui canali del Comune di Portoscuso e delle associazioni partner.

 

Il comune di Calasetta ha intitolato il Palazzetto dello Sport ad Adriano Aversano, sindaco dal 1985 al 2004, scomparso il 15  dicembre 2011, all’età di 64 anni, stroncato da un malore durante il suo intervento ad un dibattito sul gasdotto Galsi organizzato dal Partito democratico a Sant’Antioco. Nonostante la salute gli avesse dato più di un problema, continuava l’impegno da semplice cittadino ed aveva preso a cuore il progetto Galsi, per il quale proponeva una modifica progettuale, con lo spostamento dell’approdo a Portovesme.

Il sindaco in carica, Antonello Puggioni, già giovanissimo consigliere di minoranza quando Adriano Aversano era sindaco, ha spiegato le motivazioni che hanno portato la maggioranza consiliare ad avviare l’iter burocratico, avviato qualche giorno fa, che ha permesso l’intitolazione odierna, avvenuta alla presenza della moglie Maria Milia e delle due figlie Erika e Barbara, del sindaco di Portoscuso Ignazio Atzori, di don Francesco Lai e di alcune centinaia di persone.

Ingegnere meccanico, Adriano Aversano è stato per alcuni decenni uno dei protagonisti della vita politica del Sulcis Iglesiente. Cresciuto politicamente nella Democrazia Cristiana, dopo le vicende che portarono lo sconvolgimento politico dei primi anni ’90, ha aderito prima al Partito Popolare, poi al Partito Popolare Sardo e, infine, all’Udc. Oltre che sindaco del suo paese per quattro consiliature consecutive, è stato presidente dell’assemblea dei sindaci della USL 17 di Carbonia, consigliere d’amministrazione dell’EMSA e dirigente del Consorzio industriale di Portoscuso. Nel 1994 è stato candidato non eletto alla Camera dei deputati. Il sindaco Antonello Puggioni ha ricostruito i principali progetti portati avanti e realizzati da Adriano Aversano, tra i quali c’è il Palazzetto dello sport.

Sono poi intervenuti il sindaco di Portoscuso, Ignazio Atzori e la moglie Maria Milia.

La cerimonia di intitolazione si è conclusa con la benedizione di don Francesco Lai e, infine, con un rinfresco all’interno del Palazzetto dello sport.

   

«Sider Alloys via!!! Adesso basta!! Urso convochi! Invitalia complice!!!» E’ il durissimo messaggio che ha accolto all’alba i partecipanti all’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori organizzata dalle segreterie FIOM CGIL, FSM CISL e UILM UIL davanti ai cancelli dello stabilimento della Sider Alloys, a Portoscuso, dopo gli negativi sviluppi dell’infinita vertenza. Presenti, sotto la pioggia che è caduta abbondante a tratti, l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani, i consiglieri regionali di Sinistra Futura Luca Pizzuto e di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu, alcuni sindaci del Comuni del Sulcis guidati dal primo cittadino di Portoscuso Ignazio Atzori, don Antonio Mura, responsabile della Pastorale Sociale e Lavoro della Diocesi di Iglesias e parrocco delle chiese di Portoscuso e Paringianu. Al termine dell’assemblea una delegazione delle organizzazioni sindacali s’è recata a Cagliari, per l’incontro organizzato dall’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani.

Allegati l’intervento di Emanuele Cani registrato nel corso dell’assemblea, e le interviste con i segretari di FIOM CGIL, FSM CISL e UILM UIL, Roberto Forresu, Giuseppe Masala e Renato Tocco.

 

 

«Quando qualche giorno fa ho annunciato la mia intenzione di venire qui a Portovesme oggi, non avrei mai potuto pensare di trovare una così straordinaria unità di intenti tra tutte le parti in causa: il Governo, con la ministra del Lavoro Marina Calderone e la sottosegretaria Fausta Bergamotto, la presidente della Regione con la sua Giunta, le parti politiche senza distinzione di colore, tutti i sindaci, le organizzazioni sindacali. Insieme sono certo che raggiungeremo l’obiettivo.»

Il titolare del ministero delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, lo ha detto stamane, nell’incontro tenutosi nello stabilimento della Portovesme srl, nel corso del quale è stata esaminata la gravissima situazione venutasi a determinare con la decisione della Glencore di fermare definitivamente la linea zinco.

«Chiederemo alla multinazionale Glencore di rivedere le decisioni prese, con la ripresa della produzione di piombo, unitamente a quella dello zinco e, qualora decidesse di restare ferma sulle sue posizioni, di tenere lo stabilimento nella condizione di poter ripartire con il coinvolgimento di un altro soggetto imprenditoriale, per il quale ci siamo già messi in moto con grande fiducia – ha aggiunto il ministro Adolfo Urso – che ha rimarcato anche l’impegno del Governo teso a favorire l’insediamento nell’area industriale di Portovesme, di nuove iniziative imprenditoriali in grado di dare una boccata d’ossigeno al territorio, con la creazione di nuove opportunità lavorative.»

L’incontro è iniziato poco dopo le 11.00 nella sala riunioni dello stabilimento di Portovesme. I lavoratori, intanto, sono rimasti in attesa davanti ai cancelli.

Prima dell’intervento del ministro Adolfo Urso, ho intervistato la presidente della Regione, Alessandra Todde, e il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini. La Giunta era rappresentata anche dagli assessori dell’Industria Emanuele Cani e del Lavoro Desirè Manca.

Il ministro Adolfo Urso, prima di addentrarsi nelle vicende della Portovesme srl, ha ricostruito nel dettaglio tutti gli interventi fatti dal Governo in altre realtà industriali, conclusi con risultati positivi e s’è detto certo che anche nel Sulcis verrà raggiunto l’obiettivo prefissato di tenere in piedi, rafforzare e rilanciare il sito industriale.

Dopo il ministro Adolfo Urso, è stata la volta della collega del Lavoro Marina Calderone.

Alle durissime parole del ministro del Lavoro, sono seguite quelle altrettanto dure di Alessandra Todde, presidente della Regione Sardegna.

Per le organizzazioni sindacali sono intervenuti il segretario generale della CGIL Sardegna Fausto Durante, il segretario generale della COSL Sardegna Pier Luigi Ledda e la segretaria nazionale della UILTEC UIL Daniela Piras. Il loro è stato un coro unanime, con una sollecitazione al Governo e alla Regione di chiamare la Glencore alle sue responsabilità, perché il territorio e i suoi lavoratori meritano rispetto e se non ha più intenzione di operare nel Sulcis, favorisca il passaggio verso un nuovo soggetto imprenditoriale che ha intenzione di dare continuità produttiva.

Sono seguiti gli interventi del sindaco di Portoscuso, Ignazio Atzori, di don Antonio Mura, responsabile della Pastorale sociale e il lavoro della diocesi di Iglesias, Don Antonio Mura, e di Andrea Lai, segretario organizzativo UIL Sardegna.

Al termine degli interventi, le conclusioni sono state affidate al ministro Adolfo Urso, che ha esposto il piano di lavoro che il Governo seguirà fin dalle prime settimane del nuovo anno.

La giornata di lavoro è proseguita all’esterno dello stabilimento, per le comunicazioni ai lavoratori.

Davanti ai cancelli, hanno ripreso la parola il ministro Adolfo Urso, la ministra Marina Calderone e la presidente della Regione Alessandra Todde.

Giampaolo Cirronis

      

E’ durissima la reazione dei sindaci dei Comuni del Sulcis Iglesiente alla decisione annunciata da Glencore sulla fermata anticipata a lunedì 23 dicembre della produzione della linea zinco. Stamane un’ampia delegazione di primi cittadini s’è riunita davanti all’ingresso dello stabilimento di Portovesme, presenti anche rappresentanze sindacali dei chimici, dei metalmeccanici, i consiglieri regionali Luca Pizzuto, Alessandro Pilurzu e Gianluigi Rubiu e l’assessora regionale della Cultura e della Pubblica istruzione Ilaria Portas, e don Antonio Mura, parroco delle chiese di Portoscuso e Paringianu e responsabile della Pastorale Sociale per il Lavoro della diocesi di Iglesias. Quello che è emerso è un “NO” unanime alla fermata della produzione che metterebbe sulla strada 1.200 lavoratori con le loro famiglie e un intero territorio, e l’appello a Regione e Governo a chiamare Glencore alle proprie responsabilità, percorrendo tutte le strade possibili, se come ha annunciato la multinazionale non ha alcuna intenzione di tornare indietro dalla decisione assunta, per giungere al coinvolgimento di un nuovo soggetto imprenditoriale disponibile a continuare le produzioni a Portovesme.
Nel corso della manifestazione abbiamo alcune interviste, con i consiglieri regionali Alessandro Pilurzu, Luca Pizzuto e Gianluigi Rubiu; l’assessora regionale della Cultura e della Pubblica istruzione Ilaria Portas; don Antonio Mura; sindaci di Portoscuso Ignazio Atzori, di Iglesias Mauro Usai, di Gonnesa Pietro Cocco; i sindacalisti Emanuele Madeddu (segretario Filctem Cgil della Sardegna Sud Occidentale, e Roberto Forresu, segretario regionale della Fiom Cgil; l’intervento dei sindaci di Nuxis Romeo Ghilleri e di Portoscuso Ignazio Atzori, che hanno spiegato le motivazioni che hanno portato i sindaci a riunirsi stamane a Portovesme, che vi proponiamo.

La sala consiliare del comune di Carbonia ieri sera ha ospitato un incontro dibattito su “La transizione energetica della Sardegna”, organizzato da Legambiente Sardegna con il patrocinio del comune di Carbonia. Dopo l’introduzione di Maurizio Soddu, referente territoriale di Legambiente, l’assessore dei Lavori pubblici e dell’Ambiente del comune di Carbonia Manolo Mureddu, ha spiegato quanto ha sta facendo l’Amministrazione comunale cittadina per contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico dal basso, concentrando l’attenzione sul rapporto stretto instaurato con la Sotacarbo, impegnata in un ambizioso progetto per una transizione energetica attraverso l’idrogeno, che ha poi presentato nel dettaglio dal presidente della Sotacarbo Mario Porcu, dopo l’intervento di Giorgio Querzoli, responsabile scientifico di Legambiente Sardegna.

Sono poi intervenuti Carlo Torchiani, componente del Comitato scientifico di Legambiente Sardegna, sulle problematiche legate ai cambiamenti climatici; Matteo Tidili, meteorologo di Rai Sardegna, ancora sui cambiamenti climatici e sui possibili eventi estremi che potrebbero interessare la Sardegna; il sindaco di Portoscuso, Ignazio Atzori; Annalisa Columbu, componente del direttivo di Legambiente Sardegna, sulle sfide e le opportunità della transizione ecologica; Vincenzo Tiana, componente del comitato scientifico di Legambiente Sardegna, sul futuro per l’utilizzo del gas. Conclusioni della presidente di Legambiente Sardegna Marta Battaglia. E’ stato dato spazio anche agli interventi dei presenti in sala.

Interviste a Marta Battaglia e Manolo Mureddu

Sale il clima della protesta e della mobilitazione tra i lavoratori degli appalti della Portovesme srl. Questa mattina hanno operato un blocco ai cancelli e poi si sono messi in marcia per incontrare il sindaco di Portoscuso Ignazio Atzori e don Antonio Mura, parroco delle due chiese di Portoscuso e della chiesa di Paringianu e responsabile della Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Iglesias. Dopodiché hanno occupato la sala consiliare del comune di Portoscuso.

La segreteria della FIOM-CGIL Sardegna Sud-Occidentale ha diffuso una nota nella quale esprime pieno sostegno alle lavoratrici ed i lavoratori degli appalti della Portovesme srl, in sciopero ed in occupazione al comune di Portoscuso.

«La FIOM-CGIL sostiene totalmente l’iniziativa odierna messa in campo dal coordinamento appalti della Portovesme srl e dalle delegate ed i delegati degli appalti. Affiancano le lavoratrici ed i lavoratori che dopo l’assemblea in sciopero di ieri hanno oggi proseguito la protesta presso l’incrocio dello stabilimento e dei cancelli del bilico sud (ingresso mezzi pesanti), per poi mettere in piedi un corteo, che dallo stabilimento ha visto i lavoratori raggiungere la Chiesa di Santa Maria D’Itria dove sono stati accolti da Don Antonio, per poi recarsi al comune di Portoscuso e incontrare il sindaco dottor Ignazio Atzori e la Giunta. Le lavoratrici ed i lavoratori dopo aver relazionato sulle problematiche che hanno portato alla protesta e sentito le considerazioni prima del parroco don Antonio, e poi del sindaco, al termine dell’incontro hanno deciso di occupare la sala consigliare per l’intera giornata. Le azioni messe in campo tendono a mettere al centro la gravissima situazione in cui si trovano le lavoratrici ed i lavoratori degli appalti, i quali rischiano di vedersi stravolta la loro vita, in conseguenza delle scelte della Glencore che vede cessare gran parte degli appalti il 31/12/2024. Situazione che a breve potrebbe vedere ricevere il licenziamento per 2/3 delle lavoratrici e lavoratori in forza fabbrica (circa 1000 unità). La FIOM CGIL condivide la protesta delle lavoratrici e dei lavoratori, sostiene con ogni mezzo le iniziative che le delegate ed i delegati o il Coordinamento appalti intraprenderanno a difesa dei loro diritti e dei posti occupazionali, messi in discussione dall’ennesima delocalizzazione che il governo non può assolutamente permettere.»