4 March, 2026
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Prima minatore, poi dirigente minerario e infine consigliere regionale, Giampiero Pinna è stato soprattutto questo: un uomo profondamente innamorato della Sardegna e della sua gente. Così, quando cessarono le estra zioni e centinaia di lavoratori rischiarono di cadere in miseria insieme alle loro famiglie, compì un gesto che nessuno si sarebbe aspettato: scese sottoterra e per un anno visse nella Sala Argani di Pozzo Sella, nella miniera di Monteponi. Fu la più lunga occupazione nella storia dell’isola.
Giampiero Pinna voleva che il Parlamento, dopo troppi rinvii, approvasse il progetto del Parco geominerario, essenziale per creare indotto turistico e avviare la
bonifica ambientale del territorio. Intraprese così una lotta dura ed eroica, raccontata in prima persona tra le pagine di questo libro, completato poco prima che venisse a mancare.
Mentre questo ex minatore tra il 2000 e il 2001 viveva nelle viscere della terra, la gente si mobilitava per sostenere la sua battaglia e provare così a dare un futuro al territorio e ai propri figli. Senza contare i tanti che, come Rita Borsellino o gli Inti-Illimani, vennero da fuori a portargli la loro solidarietà.

Su due piani paralleli, dal buio di Pozzo Sella alla luce del Sulcis Iglesiente, ecco l’epopea profondamente umana del mondo minerario che andava a morire e la lotta di un’intera comunità.

Gli autori
Andrea Mattei (Roma, 1964), giornalista, è caporedattore alla «Gazzetta dello Sport» dove cura – tra l’altro – una pagina web dedicata all’Arte di Camminare. Con Ediciclo ha pubblicato L’arte di fare lo zaino (2018), La Via dei Sassi. Da Bari a Matera lungo il Cammino materano (2018) e In cammino per la libertà. Passi di resistenza umanitaria in Abruzzo (2024).
Daniela Palumbo (Roma, 1965) è scrittrice e giornalista a «Scarp de’ Tenis» di Caritas Ambrosiana. I suoi libri sono pubblicati, fra gli altri, da Giunti, Piemme, Mondadori, Einaudi Ragazzi, La Nuova Frontiera Junior, Sinnos,

Il Castoro. Vincitrice di diversi premi letterari (tra cui il Battello a Vapore-Piemme 2010), nel marzo 2024 ha vinto il Premio Campiello Junior con il libro La notte più bella (Piemme).

 

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Arriva ad Asuni (Or) la speciale anteprima del “terrediconfine film festival”: il 28 dicembre, alle 17.30, i locali del MEA ospiteranno la proiezione di “Historia de un oso”, un’opera del regista cileno Gabriel Osorio conosciuta nel mondo come “Bear story”, Premio Oscar nella categoria Miglior cortometraggio d’animazione agli 88esimi Academy Awards.

“Storia di un orso” darà il via ad Asuni alla XII edizione della kermesse cinematografica dedicata al confronto e all’incontro fra realtà apparentemente lontane, che nel mese di marzo coinvolgerà numerosi centri dell’Oristanese con un ricco calendario di appuntamenti.

A presentare le anticipazioni sui temi, i contenuti e gli ospiti di questa nuova edizione sarà il regista Marco Antonio Pani, alla sua seconda esperienza consecutiva come direttore artistico del terrediconfine, dopo l’ottima riuscita dello scorso anno.

La manifestazione, organizzata dall’associazione Su Disterru insieme alla Regione Sardegna, ai comuni di Asuni e Solarussa e al consorzio “Sa perda ‘e Iddocca”, quest’anno sarà dedicata al tema della “Libertà in tutte le sue declinazioni”: libertà di pensiero, d’espressione, fisica, religiosa, economica, geografica, linguistica, sessuale e artistica.

«Quello della dittatura è forse il concetto che più di ogni altro evoca l’immagine della negazione di libertà – ha affermato Marco Antonio Pani -, e fra le dittature del passato recente che maggior eco hanno avuto in Sardegna, quella sanguinosa di Augusto Pinochet ha sicuramente un posto d’onore, per via dell’amicizia con gli Inti-Illimani, il gruppo musicale cileno che negli anni ’80, a causa delle proprie idee politiche, aveva dovuto auto-esiliarsi nell’isola per evitare rappresaglie.»

Il paese ospite dell’edizione 2019 sarà proprio il Cile. Non a caso il festival ha scelto il capolavoro di Osorio per inaugurare l’evento. “Historia de un oso”, il racconto animato di un vecchio orso impegnato tutti i giorni a esibirsi per strada in un piccolo teatro autocostruito, è in realtà ispirato alla storia di Leopoldo Osorio, nonno del regista, un uomo che dopo il colpo di Stato del 1973 in Cile finì in prigione per due anni e, attraverso varie peripezie, andò in esilio in Inghilterra. Dopo il film, alle 18.30, la serata proseguirà con una castagnata in piazza, promossa dal comune di Asuni.