20 April, 2024
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Giorgio Serci & Friends” in concerto venerdì 18 agosto, alle 21.30, alla Corte di Casa Mereu di San Gavino Monreale per l’ultimo appuntamento dell’Estate 2023 firmata CeDAC Sardegna nel Medio Campidano: quasi un (auto)ritratto d’artista in musica con il recital dell’affermato chitarrista, arrangiatore e compositore sangavinese, docente all’Academy of Contemporary Music di Guildford e alla Royal Holloway University di Londra nonché visiting professor alla Guildhall School of Music & Drama nella capitale britannica. Sul palco insieme con Giorgio Serci (chitarra) e con Pierpaolo Sedda (percussioni), si alterneranno gli Specials Guests della serata: la cantante Irene Serra, il famoso suonatore di launeddas Bruno Loi e il violinista Simone Pittau, alle prese con un programma che include, accanto alle composizioni originali di Giorgio Serci, tra cui “Primavera”, “Campidano”,“Momentum”, “Kite” e “Samba Di Else”, anche le cover di brani celebri da “English Man in NY” di Sting a “Corcovado” di Tom Jobim, l’aria pucciniana “Nessun Dorma” e “La canzone di Marinella” di Fabrizio De André, oltre a pezzi dei Led Zeppelin e dei Beatles, di Michael Jackson, Cyndi Lauper e Pino Daniele.

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Un DVD per promuovere il blues targato Sardegna; ideato e prodotto dall’associazione culturale Progetto Evoluzione, organizzatrice dello “storico” festival Narcao Blues, raccoglie suoni e immagini di sei tra le più fervide realtà isolane di questo genere musicale: Vittorio Pitzalis, il duo Don Leone, il Bad Blues Quartet, i King Howl, la band di Francesco Piu e quella di Irene Loche. Protagonisti sul palco del trentesimo Narcao Blues, che si è tenuto (a numero chiuso per via dell’emergenza Covid) dal 26 al 29 agosto, negli stessi giorni si sono esibiti anche di fronte alle telecamere di un team di videomaker che li ha seguiti con uno studio mobile di registrazione in una serie di esibizioni ad hoc in alcuni tra i luoghi più suggestivi del Sulcis: il complesso di Porto Flavia, la Necropoli di Montessu, le Miniere di Rosas, le Grotte di San Giovanni, le Cantine Mesa, il Nuraghe di Seruci. Da quelle riprese è nato “Sardinia Plays the Blues”, questo il titolo emblematico del DVD voluto da Progetto Evoluzione con l’obiettivo di documentare e divulgare non solo le eccellenze musicali del blues isolano, ma, insieme, anche il territorio sulcitano con le sue peculiarità culturali, ambientali ed enogastronomiche.
Da lunedì primo marzo “Sardinia Plays the Blues” partirà per la sua missione di testimonianza e diffusione: il DVD verrà infatti inviato ai maggiori festival e alle più importanti agenzie di booking internazionali attraverso l’associazione EBU (European Blues Union) della quale l’associazione di casa a Narcao fa parte. I video saranno anche fruibili attraverso un’apposita circolazione sui canali social di Narcao Blues, a disposizione di tutti, dunque, e non solo dei professionisti del settore.
“Quando la scorsa estate abbiamo avuto la certezza di poter realizzare la trentesima edizione del festival Narcao Blues – racconta Francesco Musa, presidente dell’associazione Progetto Evoluzioneabbiamo pensato, insieme al direttore artistico Gianni Melis, a un modo per cercare di raggiungere più persone possibili, viste le limitazioni imposte a causa della pandemia. Narcao Blues da sempre richiama il pubblico per la musica, ma contestualmente spinge anche gli spettatori a muoversi per esplorare il nostro territorio. Da questi presupposti è nata l’idea di promuovere i musicisti sardi e il sud ovest della Sardegna con un prodotto che fosse in grado di superare tali limiti, e il DVD ‘Sardinia Plays the Blues’ è il risultato di quell’idea. Abbiamo cercato di trarre il massimo da una situazione difficile , senza permettere alla pandemia di diventare un alibi, pensando a un modo di eliminare il distanziamento tra noi e il pubblico con un lavoro che promuovesse al meglio i musicisti che vi suonano e le attrazioni turistiche che vi compaiono.»
Per informazioni, la segreteria dell’associazione culturale Progetto Evoluzione risponde all’indirizzo di posta elettronica infoblues@narcaoblues.it ed al numero 0781 875071. Altre notizie sul sito www.narcaoblues.it e alla pagina www.facebook.com/narcao.blues.

 
“Sardinia Plays the Blues”
 
Gli artisti

Donato Cherchi e Matteo Leone sono i Don Leone, band di raw blues fondata nel 2016 che ha le sue radici nel sud ovest della Sardegna. La loro musica, ruvida ed essenziale, interpreta il blues in modo sincero e diretto. Sono stati i vincitori dell’edizione 2017 dell’Italian Blues Challenge, e hanno suonato in alcuni dei festival europei più famosi come lo Sziget Festival.

Line Up:
Donato Cherchi – vocals
Matteo Leone – guitar, drums

I King Howl sono una band heavy blues formatasi a Cagliari nel 2009. I suoni della prima metà del novecento di gente come Son House, Howlin’ Wolf e Robert Johnson, vengono filtrati assumendo nuove forme, incorporando gli stili dello stoner rock, della psichedelia, in un crossover elaborato in maniera spontanea.

Line Up:
Diego Pani – Vocals, Harp
Marco Antagonista – Guitars
Alessandro Cau – Bass
Alessandro Sedda – Drums 

Il Bad Blues Quartet nasce dall’incontro di quattro musicisti che hanno fatto del Blues una ragione di vita. La band ha iniziato la sua attività suonando i brani dei maestri di questo genere fino alle sonorità più moderne. Vincitori del contest del 2016 “BluesIn” indetto dal Pistoia Blues, sono contraddistinti da uno stile che mescola il blues alle sonorità funk e alla black music.

Line Up:
Eleonora Usala – Vocals
Federico Valenti – Guitars
Gabriele Loddo – Bass
Frank Stara – Drums
Irene Loche è una chitarrista e cantautrice sarda con la musica nel sangue. Dall’energia dei palchi calcati con il suo trio Sunsweet Blues Revenge, si riscopre nel suo progetto solista, molto più intimo, in cui sonorità Folk, Soul e Blues si incontrano e dove accordature aperte e ritmi lontani diventano protagonisti.
Line Up:
Irene Loche – Vocals, Guitars
Andrea Sanna – Keyboards, Hammond
Alessandro Cau – Drums
Gian Luca Canu – Bass
Vittorio Pitzalis, classe 1960, all’età di cinque anni si appassiona alla chitarra, imparando a suonarla e di lì a pochissimo si appassionerà anche al canto. A 18 anni ha la “folgorazione” per il Blues e da quel momento suonerà soprattutto quel genere musicale che lo porterà a calcare i palchi di rinomati festival Blues e ad aprire il concerto del leggendario Robert Plant, storico frontman dei Led Zeppelin.
Line Up:
Vittorio Pitzalis – Guitars, Vocals, Harp

Una miscela esplosiva di blues, funky, rock e soul. Questa la formula del sound di Francesco Piu, cantante e chitarrista sardo nato nel 1981. Accompagna la propria voce con strumenti quali chitarra acustica, dobro, weissenborn, banjo, lap steel e armonica. Negli ultimi anni si è ritagliato uno spazio di rilievo nel panorama del blues italiano ed internazionale, è una presenza stabile nei principali festival dedicati al genere in Italia e all’estero.

Line Up:
Francesco Piu – Guitars, Vocals
Gavino Riva – Bass
Francesco Ogana – Bouzouki, Oud, Guitalele, Guitars
DJ Cris – Samples, Scratches
Paolo Succu – Drums, Darbuka, Djembè
Bruno Piccinnu – Calebasse, Djembè, Bongos
Le location

La Galleria Henry, facente parte del complesso di Porto Flavia, è la più importante opera della grande miniera di Planu Sartu. Scavata nel 1865, consentiva il trasporto dei minerali per mezzo di una rotaia dai cantieri sotterranei alle distanti laverie. Posta a 50 metri sul livello del mare questo tunnel scavato nella dura roccia si mostra imponente: le dimensioni furono determinate dall’impiego, nel lontano 1892, di una locomotiva a vapore. Questo ingegnoso sistema, grazie ad una avveniristica rete ferroviaria, soppiantò i lenti e costosi trasporti con i muli e altri animali da soma. La galleria, messa in sicurezza e dotata di indicazioni, è oggi accessibile e si presenta come una sorta di suggestivo labirinto. La sua unicità è costituita da un perpetuo rapporto con la falesia sul mare che avviene per mezzo di gallerie minori e camminamenti scolpiti, come finestre ideali, nella roccia, tra i quali spicca il porto pensile di Porto Flavia. Attraverso queste aperture luminose che si alternano con il buio del sottosuolo, possiamo godere di viste suggestive della costa a strapiombo sul mare e panorami mozzafiato.

L’area archeologica di Montessu, a circa 2 km dall’abitato di Villaperuccio, è una delle più importanti necropoli di Domus de Janas della Sardegna. Le tombe rinvenute, circa 40, sono scavate nella parete rocciosa di uno splendido anfiteatro naturale che domina dall’alto la grande pianura attraversata dal Rio Palmas. II sito, di grande interesse anche sotto l’aspetto naturalistico, colpisce per la sua monumentalità, per la varietà tipologica delle sepolture e per la presenza di decorazioni in numerosi ipogei.

Il Villaggio Minerario di Rosas è un originale complesso turistico ricavato in un’antica miniera che inizia l’attività estrattiva alla fine dell’800. Oggi dopo un lungo ed accurato restauro il villaggio offre un servizio d’accoglienza turistica molto apprezzato dai visitatori. La struttura dispone di 50 posti letto ricavati nelle ex abitazioni dei minatori, perfettamente restaurate e dotate di tutti i comfort. II fiore all’occhiello del villaggio sono le strutture museali; l’intero sito è una testimonianza di archeologia industriale, con tutti gli impianti della laveria perfettamente funzionanti. Lo staff della struttura, attento e preparato, vi guiderà nelle visite alle gallerie dove si svolgeva l’attività estrattiva e lungo i diversi percorsi museali. II Villaggio Minerario di Rosas dispone di sala convegni e spazi espositivi per artisti.

Domusnovas con i suoi 6.500 abitanti rappresenta uno dei comuni più popolosi del Sulcis Iglesiente. II suo territorio, prevalentemente montuoso e ricco di grotte, si trova in una posizione non distante dalla costa sud ovest della Sardegna. Nota a livello internazionale per la presenza della grotta di San Giovanni, unica per caratteristiche e dimensioni, che fino a qualche anno fa era percorribile in auto collegando il paese alle miniere, circondata da importanti vie di arrampicata e trekking, ambite mete di sportivi di tutto il mondo. Domusnovas è stata abitata fin dai tempi più remoti, ancora oggi infatti si trovano tracce di insediamenti risalenti al neolitico e all’età nuragica, come il nuraghe “Sa Domu’e s’Orcu”, che sorge nei pressi del Rio San Giovanni. Oggi il paese si presenta ai visitatori con diversi edifici di architettura futurista, come la sede del comune, e custodisce diverse abitazioni storiche in stile campidanese.

Una struttura candida, minimalista ed inusuale nel Sulcis Iglesiente, accolta dolcemente dai pendii delle colline che affacciano su Porto Pino. Si staglia in mezzo al verde della macchia mediterranea e dei vigneti, da dove osserva con compiacimento il territorio che la circonda ed il frutto del suo lavoro. II portale e la grande parete esterna ricreano le suggestioni delle etichette dei vini Mesa. All’interno 5 mila metri quadri articolati su tre livelli, modernissimi e strutturati secondo una logica dove uva e vino possano essere trattati con un particolare riguardo.

L’antichissimo territorio di Gonnesa, ricco di testimonianze pre-nuragiche e nuragiche, è l’ideale per chi ama l’archeologia. D’obbligo la visita all’importante villaggio nuragico di Seruci. Scoperto nel 1897, è il più importante sito nuragico del Sulcitano e uno dei più imponenti della Sardegna. Il nuraghe è costituito da un mastio centrale contornato da cinque torri, alcune delle quali in buono stato di conservazione. Le torri hanno le proprie sommità crollate; originariamente le cime delle torri dovevano essere coronate da merli in pietra, che in seguito ai crolli sono stati recuperati alla base delle strutture durante gli ultimi scavi archeologici ai quali è stata sottoposta la struttura. Dal nuraghe Seruci è possibile osservare l’intera area circostante, essendo posizionato in un luogo d’altura che doveva essere d’importanza strategica.

 

 Track List DVD

 
Bad Blues Quartet @ Nuraghe di Seruci
1. Walker’s Blues (5:00)
2. You Better Make Me Twirl (2:57)
3. Louse (2:43)
 
Don Leone @ Porto Flavia
1. Be My Woman (1:25)
2. Good Boys (4:06)
3. The Number Of The Beast (4:00) – COVER degli Iron Maiden
 
Francesco Piu @ Miniere di Rosas (sono tutte cover di Robert Johnson, musicista blues classico)
1. Me and the Devil (6:15)
2. Stones in my Passways (4:27)
3. Stop Breaking Down (5:05)
 
Irene Loche @ Cantine Mesa
1. Falling Down (4:20)
2. Get Away (4:10)
3. Take Some More (3:55)
 
King Howl @ Necropoli di Montessu
1. Gone (3:13)
2. Hard Time Killing Floor (5:09) – COVER di Nehemiah Curtis “Skip” James)
3. Jupiter (3:20)
 
Vittorio Pitzalis
1. Everyday I have the Blues (4:32) – COVER di Pinetop Sparks
2. I’m Alone (5:34)
3. Touch Me and Love Me (6:14)

 

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Appuntamento con un autentico pezzo di storia del rock, questa sera, a Cagliari: alle 22.00 sul palco dell’Arena in Fiera approda il 50th Anniversary Tour dei Jethro Tull di Ian Anderson, unica tappa sarda del lungo giro del mondo in musica con cui il carismatico flautista e cantante scozzese celebra il mezzo secolo della band britannica, il suo repertorio e i tanti musicisti che si sono avvicendati sotto la sua insegna nel corso del tempo. John O’Hara alle tastiere, Florian Opahle alla chitarra, David Goodier al basso e Scott Hammond alla batteria, sono quelli che accompagnano Ian Anderson (flauto, chitarra, bouzouki, mandolino, armonica e voce) in questo concerto nel capoluogo sardo promosso dalla cooperativa Vox Day.

Il cammino artistico dei Jethro Tull parte ufficialmente il 2 febbraio 1968, quando si esibiscono per la prima volta con questo nome nel famoso Marquee Club di Londra. Era un gruppo di giovani musicisti britannici, reduci da esperienze in varie formazioni, con un amore in comune per il blues e un interesse per varie altre forme musicali. Nell’ultima parte di quello stesso 1968, i primi Jethro Tull pubblicano “This Was”, il loro album d’esordio, di ispirazione blues, seguito nel 1969 da “Stand Up”, vera pietra miliare nella storia della band, e una serie di singoli, tra cui “Living In The Past”. Con gli album successivi “Benefit” (del 1970), “Aqualung” (1971) e “Thick As A Brick” (1972) il successo di Ian Anderson e soci cresce a livello internazionale, grazie alla sua riuscita miscela di blues, folk e rock con qualche tocco di classica e uno strumento non molto usuale come il flauto a fare da protagonista. A metà degli anni Settanta, i concerti dei Jethro Tull sono tra gli spettacoli dal vivo più apprezzati, rivaleggiando con Led Zeppelin, Elton John e persino i Rolling Stones: sorprendente per un gruppo piuttosto distante dalla norma del pop e del rock dell’epoca.

Nel lungo tour mondiale che oggi approda a Cagliari (quarta delle sei tappe in programma in Italia) Ian Anderson celebrerà i cinquant’anni di attività artistica e di successi (anche commerciali, con oltre sessanta milioni di dischi venduti in tutto il mondo) dei Jethro Tull con una scaletta che si annuncia all’insegna di un’ampia selezione di pezzi forti tratti dagli album “This Was”, “Stand Up”, “Benefit”, “Aqualung”, “Thick As A Brick”, “Too Old to Rock And Roll: Too Young To Die”, “Songs From The Wood”, “Heavy Horses” e “Crest Of A Knave”. In occasione del cinquantesimo anniversario della band, l’etichetta Parlophone ha di recente pubblicato due raccolte che ne abbracciano idealmente la carriera: “50 For 50”, con cinquanta tracce selezionate dallo stesso Ian Anderson per rappresentare tutti i ventuno album in studio dei Jethro Tull, e “50th Anniversary Collection“, che racchiude il meglio del gruppo in un unico CD e LP.