22 March, 2026
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“Dalla parte del lavoro – pianificare lo sviluppo per non perdere i diritti” è il tema sviluppato nell’incontro-dibattito svoltosi questo pomeriggio nel saloncino della Comunità di Via Marconi, organizzato dal gruppo di Art. 1 – Sinistra per la Democrazia e il Progresso del Consiglio regionale. Per confrontarsi sui problemi che affliggono la Sardegna e in particolare il Sulcis Iglesiente, sono stati invitati il segretario regionale della FSM CISL Rino Barca, il segretario della Camera del Lavoro del Sulcis Iglesiente Roberto Puddu, il presidente regionale dell’Arci Marino Canzoneri e il vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio. Hanno risposto all’invito anche altri rappresentanti istituzionali, tra i quali l’on. Eugenio Lai, vicepresidente del Consiglio regionale; il sindaco di Masainas Ivo Melis; il coordinatore del Piano Sulcis, Salvatore Cherchi.

Durante lo svolgimento dei lavori, abbiamo intervistato il consigliere regionale Luca Pizzuto, del gruppo Art. 1 – Sinistra per la Democrazia e il Progresso.

                 

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Il saloncino della Comunità di Via Marconi, a Carbonia, ospita questo pomeriggio, con inizio alle 16.30, un incontro-dibattito sul tema “Dalla parte del lavoro – pianificare lo sviluppo per non perdere i diritti”, con la partecipazione di CGIL, CISL e UIL e dell’Arci. E’ prevista la partecipazione del vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio. I lavori verranno introdotti dal consigliere regionale Luca Pizzuto, del gruppo Art. 1 – Sinistra per la Democrazia e il Progresso, e coordinati da Manolo Mureddu.

 

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«Come cambia la sanità a Carloforte?» E’ il tema dell’assemblea pubblica che si terrà lunedì pomeriggio, a partire dalle 16.30, al Cine Teatro Mutua di Carloforte, organizzata dal gruppo Articolo Uno – Movimento Democratico e Progressista. Interverranno l’assessore regionale della Sanità, Luigi Arru; il direttore dell’ATS Fulvio Moirano; la dottoressa Rita Ecca; la dottoressa Maddalena Giua, direttrice della ASSL di Carbonia; Luca Pizzuto, consigliere regionale di Art. 1 – Sdp; Pietro Cocco, capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale. I lavori verranno coordinati da Riccardo Cardia.

 

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«E’ necessario che la Giunta riferisca al Consiglio sulla difficile situazione dei lavoratori della Ico (società che fornisce servizi alla camera di Commercio di Cagliari) che potrebbero essere licenziati entro il 30 giugno prossimo ed individui, nello stesso tempo, gli strumenti più adatti per evitare che vada disperso un consistente patrimonio di conoscenze e professionalità, con ricadute negativi sui servizi alle imprese ed ai cittadini.»

La richiesta è contenuta in una mozione sottoscritta dai consiglieri regionali di Art. 1 – Sdp Daniele Cocco, Eugenio Lai, Luca Pizzuto e Paolo Zedda che ricordano, fra l’altro, «l’importanza dei servizi assicurati dai lavoratori Ico, in alcuni casi da oltre 15 anni, nell’ambito delle attività istituzionali della Camera di Commercio: l’Albo delle imprese artigiane, servizio di mediazione extragiudiziale delle controversie, registro delle imprese, ufficio, bilanci, certificazioni ed altro». «Siamo nel cuore del lavoro quotidiano delle Camere di Commercio, come ben sanno tutti i cittadini e gli operatori che vi si rivolgono – ricordano i consiglieri di Art. 1 – Sdp – e non comprendiamo le ragioni di un taglio lineare di questa portata, anche in considerazione del fatto che l’Ente camerale non dispone attualmente di professionalità interne in grado di fornire le stesse prestazioni e che i servizi al pubblico vanno comunque garantiti.»

«In un momento in cui il sistema camerale sardo si trova al centro di una politica nazionale di tagli ed accorpamenti – concludono i 4 consiglieri di Art. 1 – Sdp -, in presenza di ulteriori ridimensionamenti sul territorio sardo l’intervento della Regione è quanto mai necessario.»

 

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I consiglieri regionali del gruppo Art. 1 – Sdp Daniele Cocco, Luca Pizzuto, Eugenio Lai e Paolo Zedda, hanno diffuso una nota sul caso Aias.

«Assistiamo sorpresi alle azioni e ai comunicati messi in campo dai vertici Aias che, dopo la stretta dell’assessorato della Sanità e del Consiglio regionale, vorrebbero far ricadere su questi ultimi i possibili e probabili errori commessi nell’ambito della gestione in questi anni – scrivono Daniele Cocco, Luca Pizzuto, Eugenio Lai e Paolo Zedda -. Crediamo che non si possa e non si debba fare leva sul dolore dei malati e sulla dignità dei lavoratori per ottenere il favore dell’opinione pubblica ed il consenso dei propri assistiti.
Come consiglieri regionali – concludono Daniele Cocco, Luca Pizzuto, Eugenio Lai e Paolo Zedda – vigileremo perché la situazione venga riportata nel giusto ordine delle cose con l’obiettivo primario di tutelare i lavoratori e la salute dei pazienti.»

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Questa mattina la VI commissione Sanità del Consiglio regionale, nell’esame degli “Indirizzi per l’adozione dell’atto aziendale dell’Azienda per la Tutela della Salute” ha introdotto, su proposta del consigliere Luca Pizzuto di Art. 1 Sinistra per la Democrazia e il Progresso, la possibilità di predisporre un nuovo Servizio innovativo. Si tratta dei servizi che, come avviene per i minorenni in carico alla Neuropsichiatria Infantile, tutelano e possono avere in carico i disabili cognitivi, quali i ragazzi affetti da autismo, che alla maggiore età, in assenza di una collocazione specifica vengono trattati nell’ambito della disabilità psichica.

«Questo per noi e per la nostra isola – afferma Luca Pizzuto – costituisce una grande innovazione, poco diffusa anche nella Penisola, e permetterà ai pazienti maggiorenni di migliorare la qualità della vita attraverso metodi, cure e accompagnamento simile a quello operato nei pazienti appartenenti alla fascia di età inferiore.»
Il testo della delibera e dell’allegato licenziato oggi dalla Sesta Commissione, è il frutto dell’attento esame anche da parte dei consiglieri, tenendo conto delle criticità rilevate e delle istanze provenienti da settori e territori che necessitano di interesse e massima attenzione.

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Il vicepresidente del gruppo Art. 1 – SDP del Consiglio regionale, Luca Pizzuto, ha diffuso una nota nella quale esprime solidarietà e sostegno ai lavoratori Eurallumina.

«Riceviamo con preoccupazione le segnalazioni di ulteriori lungaggini relative alla riapertura dello stabilimento dell’Eurallumina – scrive Luca Pizzuto -. L’iter, pur comprensibilmente complesso, conta ormai 1.049 giorni di istruttoria. Non possiamo continuare a lasciare questi lavoratori e queste famiglie appesi a decisioni che non arrivano mai.  È necessario e urgente che si proceda con la delibera regionale e che si chiuda definitivamente e positivamente questa annosa vicenda.»

«Come sempre massimo sostegno ai lavoratori e alle loro famiglie – conclude Luca Pizzuto -: insieme nella lotta per il lavoro e per la dignità di tutti.»

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E’ stata presentata stamane una proposta di legge (primo firmatario il consigliere Paolo Zedda, Art.1-Sdp) su “Utilizzo dei farmaci cannabinoidi per finalità terapeutiche nell’ambito del servizio sanitario regionale”. L’obiettivo è disciplinare l’uso terapeutico e la produzione della cannabis ed aprire un varco nel verso della legalizzazione della marijuana.

«L’utilizzo della cannabis per finalità terapeutiche è lecito in Italia – ha dichiarato Paolo Zedda – serve però che la Regione sarda approvi le norme di attuazione come hanno fatto già Piemonte, Veneto, Liguria, Toscana, Emilia Romagna e Puglia, per garantirne l’acquisto a carico del sistema sanitario nazionale.»

I proponenti gli 11 articoli di cui si compone il provvedimento (Paolo Zedda, Daniele Cocco, Eugenio Lai, Luca Pizzuto di Art.1-Sdp; Pierfranco Zanchetta, Antonio Gaia e Mondo Perra, dei Popolari Socialisti; Alessandro Collu, Rossella Pinna e Gianmario Tendas del Pd; Emilio Usula e Annamaria Busia del Misto) stimano che nell’Isola possano essere assistiti circa 25mila pazienti contro i circa cento che attualmente possono utilizzare i farmaci cannabinoidi con effetto analgesico, antiematico, antianoressico o miorilassante.

«In Sardegna soltanto cinque farmacie – ha spiegato Paolo Zedda – hanno a disposizione il principio attivo della cannabis ma lo Stato ha introdotto il prezzo di vendita bloccato a 9 euro al grammo che è più basso di quello sostenuto dai farmacisti per l’acquisto, a cui si devono aggiungere le spese di confezionamento e trasporto». In Italia si producono, presso l’autorizzato istituto farmaceutico militare di Firenze, circa 100 chilogrammi di cannabis per uso terapeutico ma il fabbisogno potenziale solo nell’Isola sarebbe di almeno 250 chili.

A favore del provvedimento si è pronunciato il presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale, Mondo Perra, che ha ricordato le 57mile firme depositate nel parlamento a favore della legalizzazione della cannabis, per iniziativa dei Socialisti e dei Radicali, nonché l’impiego dei cannabinoidi nelle terapie del dolore e antitumorali.

Pieno sostegno anche da Luca Pizzuto che, insieme con Gavino Sale (Irs, primo firmatario della mozione discussa e respinta recentemente in Aula per l’impiego della cannabis anche per finalità ludiche), hanno auspicato non solo l’approvazione delle norme inerenti l’uso terapeutico della cannabis ma anche una sperimentazione della legalizzazione della marijuana in Sardegna.  

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I consiglieri di Sdp Eugenio Lai, Daniele Secondo Cocco, Luca Pizzuto e Paolo Zedda, hanno presentato una mozione sulla condizione dei lavoratori della società Wind 3.

La mozione, se verrà approvata, impegnerà il presidente della Regione Sardegna e l’assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale a:

1) relazionare in Consiglio regionale sulla condizione dei lavoratori della società Wind 3, con particolare riferimento ai lavoratori della sede di Cagliari;

2) impegnarsi per garantire il mantenimento del livello occupazionale dei lavoratori della società Wind 3;

3) individuare strumenti e azioni per evitare il decadimento delle condizioni lavorative degli addetti della Società Wind 3 interessati dalle scelte aziendali.

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La commissione Sanità, presieduta da Raimondo Perra (Psi), ha completato le audizioni sugli atti aziendali con l’intervento dei responsabili dell’Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari e dell’Azienda mista ospedaliero-universitaria di Sassari.

Per l’Azienda Brotzu, il Direttore generale Graziella Pintus ha affermato in apertura che, in base agli indicatori del Piano nazionale esiti (il principale strumento di valutazione delle strutture sanitarie sul piano clinico ed organizzativo), «l’azienda si colloca nella fascia medio-alta, confermando il suo ruolo di principale hub sanitario del sistema regionale, con alcune aree di eccellenza». Fra queste vanno segnalate quella dei trapianti (100 interventi nel 2016) e della cardio chirurgia (dallo scorso mese di maggio sono stati eseguiti due interventi di Vad, cosiddetto “cuore artificiale”, ed i pazienti sono in buone condizioni).

«Sono dati – ha aggiunto – che trovano conferma anche nei conti economici, in linea con la media nazionale per le aziende di analoghe dimensioni e abbondantemente all’interno del budget di 328 milioni assegnatoci dalla Regione.»

«Con l’atto aziendale – ha detto ancora la Pintus – puntiamo a consolidare e migliorare i risultati complessivi dell’azienda che nasce dall’accorpamento di strutture (San Michele, Businco, Microcitemico) con storie e vocazioni diverse oggetto di specifici percorsi di integrazione e diversi interventi di riorganizzazione, dai reparti ai laboratori di analisi, che perfezioneremo dopo l’atto aziendale lavorando sui dipartimenti e le strutture complesse, sempre con la massima attenzione ai volumi di attività ed all’appropriatezza delle prestazioni.»

A nome dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari il Direttore generale Antonio D’Urso ha esposto invece una realtà molto diversa, parlando di «un’azienda che, al di là degli atti formali, è ancora da costruire, ha profonde difficoltà e nelle condizioni attuali non è in grado di svolgere la sua funzione di hub del Nord Sardegna». «Questa piuttosto – ha osservato D’Urso – è una scommessa importante che si può vincere solo recuperando il tempo perduto attraverso un intervento straordinario della Regione e soprattutto del Consiglio».

Soffermandosi sui problemi strutturali dell’azienda sassarese, il Direttore generale ha messo l’accento soprattutto sul personale, ricordando che circa un terzo delle 2600 unità sono al di fuori del normale ciclo di turnazione, e sulla struttura amministrativa, non in grado perché molto sotto dimensionata rispetto alle numerose gare da bandire nel settore dell’acquisto di beni e servizi. «Sotto questo profilo il quadro resta molto critico – ha lamentato D’Urso – anche se abbiamo cercato di intervenire con provvedimenti di emergenza; ho assunto 6 amministrativi a tempo determinato attingendo dalle graduatorie ed il controvalore delle gare è passato dai 21 milioni del periodo precedente all’accorpamento ai 127 del 2016 ed ai 103 dei primi 5 mesi di quest’anno mentre, con il ricorso agli interinali, sono stati abbattuti i tempi di liquidazione dei fornitori».

Nel successivo dibattito sono intervenuti numerosi componenti della commissione: Edoardo Tocco ed Alessandra Zedda di Forza Italia, Luigi Ruggeri, Rossella Pinna e Lorenzo Cozzolino del Pd, Giorgio Oppi dell’Udc, Michele Cossa dei Riformatori, Luca Pizzuto di art.1-Sdp, Augusto Cherchi del Pds e Fabrizio Anedda del Misto.