26 March, 2026
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Nel pomeriggio di ieri si è riunito per la prima volta il nuovo Comitato direttivo dell’Associazione “Amici della Miniera”, composto da 15 soci eletti nell’assemblea plenaria del 30 gennaio scorso.

I componenti del direttivo hanno confermato Piero Agus alla presidenza dell’associazione, il quale ha proposto il Collegio di presidenza composto da Gian Matteo Sabiu (vice presidente), Pierina Cutaia (responsabile segreteria), Mario Zara (responsabile organizzazione), Marisa Calamina (responsabile tesoreria).

Durante la riunione sono stati sviluppati diversi temi, quali l’andamento del tesseramento 2026, la campagna 5×1000, i rapporti di collaborazione con enti ed altre associazioni, i gruppi di lavoro e le iniziative in campo per il 2026.

Oltre ai componenti succitati fanno parte del Comitato direttivo 2026-2029 i soci Enea Casti, Paolo Cicilloni, Luciano Fois, Angelo Gambella, Silvia Marongiu, Orietta Orrù, Vincenzo Panio, Giuliano Usai, Giovanni Virgilio e Salvatore Ziranu.

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La banda musicale Giuseppe Verdi di Sant’Antioco, fondata nel 1946 dopo la guerra dal maestro Domenico Cardaropoli con l’aiuto di pochi musicisti e da un piccolo comitato cittadino, oggi una tra le bande musicali più note nel Sulcis, festeggia i 70 anni di attività. A ricordare la storia del complesso bandistico antiochense è Giuseppe Lai, noto Pinuccio, che serba ancora vivi ricordi da quando giovanotto iniziò a suonare la tromba, entrando a far parte della banda musicale.

«Già dai primi anni questo gruppo di  giovani allievi e musicisti di una certa esperienza formavano con successo un complesso bandistico ben affiatato – racconta Giuseppe Lai – in poco tempo siamo arrivati ad essere un gruppo di 50 musicisti invidiati in tutta la Provincia.»

Giuseppe Lai racconta che la banda musicale non ha mai avuto contributi di nessun tipo sorreggendosi per le piccole spese solo con i servizi musicali nelle processioni, dalle feste paesane dove la banda veniva invitata a suonare e per concerti nelle piazze di tutta la provincia che effettuavano a richiesta. «Potevamo contare solo su un piccolo contributo per il maestro mentre noi musicisti suonavamo gratis per la passione che avevamo per la musica e il grande orgoglio di appartenere a questo corpo bandistico così apprezzato e ben organizzato».

«Il repertorio – ricorda ancora con orgoglio Giuseppe Lai – comprendeva marce religiose, trionfali, militari e sinfoniche. Tra le arie più importanti suonate nelle piazze: il Rigoletto, la Sonnambula, il Barbiere di Siviglia,  Madama di Tebe, la Vedova Allegra,  Casta Diva, Carmen e Tosca.»

Giuseppe Lai è stato uno dei primi componenti della banda musicale e ricorda che suo padre aveva venduto delle pecore per potergli comprare la tromba. «Avevo 14 anni quando, acquistata la tromba, mio padre mi portò dal maestro a cui chiese di insegnarmi a suonarla, posso dire che nella banda ci sono stato per ben 47 anni. Prima come prima tromba, poi organizzatore e vice maestro senza mai abbandonare però di suonare la tromba. Dei musicisti della prima ora oggi ancora in vita – conclude Giuseppe Lai – siamo rimasti solo in cinque.»

Tito Siddi