9 August, 2022
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Il progettoUNESCO Academy – Laboratorio per studenti universitari sullo sviluppo di reti territoriali”, promosso ed organizzato dall’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO – Sardegna, con il contributo della Fondazione di Sardegna, si conclude a Sassari giovedì 9 gennaio, con un appuntamento dedicato all’educazione ai diritti umani come strategia primaria di diffusione della conoscenza dei diritti fondamentali della persona nella prospettiva di una convivenza di pace. Il ciclo di incontri ha preso avvio nello scorso mese di maggio e si conclude a Sassari, dopo il grande successo delle tappe di Cagliari, Olbia, Posada e Barumini.

A partire dalle 15.00, presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Sassari, il programma prevede un’interessante conferenza con l’intervento della professoressa Maria Cristina Carta, ricercatrice di Diritto dell’Unione Europea, dei soci dall’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO Regione Sardegna e il contributo di importanti personalità: Caterina Mura – ANPI Sassari; Gianni Manca – Amnesty International Sassari; Maria Francesca Fantato – NoiDonne2005; Anna Lacci – Earth Gardeners; Liliana Pais – Ass. Alisso ONLUS; Mario Dossoni – Professore in sociologia – già Garante dei detenuti Comune di Sassari; Massimo Mele – Movimento Omosessuale Sardo; Rita Diez – Emergency Sassari; Sabrina Mura – Ass. ACOS; Silvana Pinna – UNICEF Sassari.

Ogni relatore interverrà nel proprio ambito di competenza affrontando il tema dell’educazione ai diritti umani focalizzando l’attenzione sul concetto di didattica dei diritti umani come approccio globale, che riconosca l’indivisibilità e l’interdipendenza di tutti i diritti: civili, culturali, economici, politici e sociali e, attraverso questi, miri alla dimensione della pace e della convivenza democratica.

Al termine degli interventi, i partecipanti saranno invitati a confrontarsi con la metodologia del Debate: un confronto fra due rispettive squadre ciascuna formata da due componenti, che sostengono e controbattono l’argomento in questione, ponendosi in un campo (pro) o nell’altro (contro).

Un’opportunità per confrontarsi e condividere diversi punti di vista, rendendo la comunità – e in particolar modo gli studenti universitari chiamati a partecipare – protagonista e attivamente partecipe della valorizzazione e diffusione globale dei diritti umani.

UNESCO Academy nasce come ciclo di incontri nelle Università della Sardegna, per discutere insieme a studenti ed esperti le sfide e i valori fondanti dell’UNESCO: pace e cooperazione attraverso cultura, scienza e istruzione. Attraverso questi eventi si vuole facilitare il dialogo tra enti che operano sul territorio e futuri cittadini, per formulare proposte di sviluppo innovative e favorire la valorizzazione del patrimonio culturale da parte delle nuove generazioni.

Ciascun appuntamento ha per oggetto un tema simbolo delle aree d’azione dell’UNESCO:

  • Marine World Heritage – Olbia
  • I 4 pilastri della sostenibilità Cagliari
  • Tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale – Posada
  • Educazione e Accessibilità – Cagliari
  • Unesco e la Sardegna – Barumini
  • Diritti umani – Sassari

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Quindici giorni di appuntamenti in quattro diverse località del nord Sardegna, centoventi proiezioni in lingua originale e sottotitolate, ben diciotto prime europee e tante altre nazionali, oltre duemila opere totali pervenute al concorso. E ancora ospiti d’eccezione, concerti, incontri e masterclass.

Sono i numeri della XIV edizione del Sardinia Film Festival, il premio internazionale organizzato dal Cineclub Sassari dedicato al cortometraggio, divenuto uno degli appuntamenti più attesi nell’isola per il cinema indipendente. Sono coinvolti i comuni di Sassari, Villanova Monteleone, Bosa e Alghero, per un circuito che comprende fiction, documentari, animazioni, sperimentali e videoart.

«Quest’anno si registra un forte incremento di opere dall’ampia tematica sociale che arrivano soprattutto da paesi in via di sviluppo – ha affermato il direttore artistico Carlo Dessì -. Provengono dalle zone del nord-Africa, dal Medi Oriente, dal Sudamerica e dall’Asia, e non a caso presentano spesso una particolare attenzione alla condizione della donna, ai diritti umani e al lavoro. Questa è la prima edizione senza Nando Scanu, decano e socio fondatore del Cineclub – ha proseguito Dessì – e cercheremo di rendere onore alla grande eredità che ci ha lasciato».

«Ci siamo organizzati per offrire al nostro pubblico una visione privilegiata di punti di vista diversi e restare collegati alla cose del mondo», è il commento del presidente Angelo Tantaro.

Il programma è stato presentato oggi nel corso di una conferenza stampa all’Aeroporto Sogeaal di Alghero, alla presenza del direttore artistico Dessì, della project manager Marta Manconi, della direttrice della Fondazione Sardegna Film Commission Nevina Satta, del regista Antonello Grimaldi, dei sindaci e degli amministratori dei comuni coinvolti, del garante per i diritti dei detenuti Mario Dossoni, del capo area trattamentale Ilenia Troffa e dell’attivista per le politiche di genere Maria Francesca Fantato.

Il festival sarà anticipato da un’anteprima di due giorni il 14 e 15 giugno all’Accademia Mario Sironi di Sassari, dove saranno proiettati i corti della sezione Experimental e Videoart. Si riparte con una seconda anteprima il 24, 25 e 26 giugno a Palazzo di Città, che accoglie i segmenti Vetrina Italia e Vetrina Sardegna e numerosi eventi collaterali. Tra questi i più attesi sono la tavola rotonda “Focus Donna”, che si terrà il 24 in collaborazione con l’associazione  noi “Donne 2005”, e la masterclass di sceneggiatura che si svolgerà il 25 a cura di Filippo Kalomenidis.

Per i lungometraggi sono in calendario diverse prime assolute da non perdere. Il 25 la proiezione del film “Restiamo Amici” di Antonello Grimaldi, tratto dal romanzo di Bruno Burbi “Si può essere amici per sempre”, e interpretato da Michele Riondino, Alessandro Roja e Violante Placido.

Sempre il 25 da segnalare la presentazione de “L’ultimo pizzaiolo” del giornalista Sergio Naitza, un lavoro che focalizza l’attenzione sulla chiusura delle sale cinematografiche in Sardegna.

Poi il 26, arriva perfettamente restaurata dopo un impegnativo lavoro di recupero la pellicola “Altura” di Mario Sequi, il primo film sardo girato nel dopoguerra (1949). L’opera, che ha avuto come protagonisti Massimo Girotti, Eleonora Rossi Drago e Roldano Lupi con le musiche di Ennio Porrino, è stata recuperata dal circolo Gremio dei Sardi a Roma, grazie a una ricerca di Franca Farina del Centro sperimentale di cinematografica Cineteca Nazionale, che lo ha scovato nella collezione di un privato.

La partenza ufficiale del festival sarà invece il 28 giugno a Villanova Monteleone con tre giornate di appuntamenti nella suggestiva località turistica, per il Premio al Miglior documentario italiano.

A dare il via alle manifestazioni, in qualità di special guest sarà il coro di Neoneli, attraverso una performance a tenore accompagnata dalle launeddas di Orlando ed Eliseo Mascia, che lasceranno spazio a una prima assoluta, quella del documentario “Radici” di Luigi Monardo Faccini, nato da un’idea di Marina Piperno.

Sarà appositamente allestito il palco per le proiezioni in Piazza Piero Arru, mentre gli altri eventi troveranno spazio nelle accoglienti sale di Su Palatu, dove il 29 e il 30 maggio Gennaro Aquino terrà uno workshop sulla figura del location manager nel cinema. L’assegnazione del VII Premio Villanova Monteleone avverrà il 30 giugno.

Dal 1 luglio a fare da cornice del festival per due giornate sarà la meravigliosa cittadina sul Temo, con il V “Bosa Animation Award” dedicato ai corti d’animazione provenienti da tutto il mondo. A fungere da sala di proiezione sarà in questo caso il chiostro dell’ex convento del Carmine.

Già nella serata d’avvio la Sala convegni ospiterà la prima parte del “Laboratorio di lettura e scrittura del fumetto – per bambini e ragazzi” a cura del Centro Internazionale del Fumetto diretto da Bepi Vigna, che proseguirà il giorno seguente. Tra i protagonisti del 2 luglio ci sarà anche Luca Raffaelli, che presenterà al pubblico il suo libro “Le anime disegnate”. In serata saranno proclamati i vincitori della sezione Animazione.

La tappa finale della manifestazione, dal 3 al 7 luglio si terrà nell’incantevole centro storico di Alghero, precisamente a Lo Quarter.  Le proiezioni delle fiction e dei documentari avranno come sede il piazzale del complesso architettonico, mentre gli eventi collaterali si svolgeranno nella Sala convegni Mosaico.

Attesissimo è il focus “Sardinia Animation Net”, uno spazio dedicato alla formazione e all’approfondimento sul cinema d’animazione, che favorirà l’incontro tra filmaker, animatori e produttori. Sarà ancora un appuntamento imperdibile per gli appassionati, l’unico nell’isola a dedicare al tema ben due giornate di proiezioni più due di formazione con protagonisti di fama internazionale.

Il primo momento sarà la masterclass “Breve storia del cinema d’animazione” del giornalista e scrittore Luca Raffaelli (3 luglio). Quindi spazio ai professionisti con il panel “Il cinema d’animazione dall’idea alla distribuzione” (4 luglio) tenuto da Cristian Jezdic, vicepresidente di Cartoon Italia, Pedro Citaristi, sales manager della Superights e Lucia Geraldine Scott di Red Monk Studio, che affronteranno il tema dell’industry.

Una seconda masterclass sul “Mondo della produzione in Italia” sarà (il 5 luglio) a cura di Giannandrea Pecorelli, dirigente televisivo e produttore cinematografico, già responsabile delle produzioni e coproduzioni per RCS FILM & TV, capostruttura di RAI Fiction, dirigente di Sony International, dirigente di Endemol di cui è stato anche produttore esecutivo. “Don Matteo”, “Un Medico in famiglia” e “Notte prima degli esami” sono alcun dei suoi lavori più noti.

Sia Raffaelli che Pecorellli fanno parte delle giurie d’animazione, fiction e documentari composte da esperti del settore, critici e registi. Alla cerimonia di premiazione, prevista per la serata del 7 luglio, sarà possibile accedere previa prenotazione e fino ad esaurimento posti.

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Ci sono tanti modi per dire “Due”. Tanti quante sono le lingue del pianeta. Ma c’è anche un linguaggio che può esprimere emozioni senza bisogno di parole: quello della danza. Lo stesso che la E. Sperimenti Dance Company proporrà il 29 maggio, alle 20.30, a Palazzo di Città, per il secondo appuntamento con Primavera a Teatro 2019, la kermesse diretta da Livia Lepri e organizzata dall’Associazione Danza Estemporada.

“ΔΥΟ, DEUX, , DOS, TWO,, ВТОРАЯ, ZWEI, 二つ, DU, दो, DUE”, questo è il titolo della nuova produzione GDO, che raccoglie le personalità dei singoli danzatori in un’onda di emozioni e contaminazioni, di gestualità e suggestioni musicali. Il lavoro declina un linguaggio coreografico innovativo nell’interazione gestuale a ‘DUE’, ispirandosi anche al vasto e coinvolgente repertorio che la versatile compagnia romana E. Sperimenti ha saputo creare nell’arco di un lustro.

Il team diretto dal coreografo Daniele Toti, al Civico di Sassari presenterà un viaggio dalle intense vibrazioni, capaci di arrivare direttamente al cuore e all’anima passando attraverso lo stile emozionale, frizzante e ricco di energia positiva di uno dei più interessanti ed internazionali ensemble ‘made in Italy’, definito “individual performers turn out in to the company”.

Prosegue così, a Sassari, la rassegna primaverile dedicata alla danza che, con lo spettacolo “Fiore di loto” della compagnia Asmed Balletto di Sardegna, nei giorni scorsi ha rivolto la serata d’apertura a un tema drammatico come il femminicidio. Le interpreti hanno di volta in volta toccato aspetti significativi di un rapporto di coppia soffocante e malato, seguendo la partitura emotiva di Senio Dattena e le coreografie di Sara Manca ispirate al libro “Ferite a morte” di Serena Dandini. Il fiore di loto in molte culture è spesso associato alla purezza, alla capacità di mantenere la propria bellezza in mezzo al fango, dove nasce e vive.

Momento preliminare della serata è stato l’incontro “Chiacchierand* di linguaggio di genere”, che ha coinvolto la dirigente scolastica Maria Paola Curreli, l’attivista Maria Francesca Fantato e lo psicologo Ernesto Lodi, intervistati dallo showman Roberto Manca dell’associazione Music&Movie.

Un incontro coinvolgente, interrotto dall’appassionante monologo interpretato da Vera Pischedda, per comprendere come le parole rappresentino un paradigma indispensabile per scardinare una cultura di prevaricazione, restituendo alla donna pari dignità. Declinare al femminile termini che finora erano esclusivamente maschili, come avvocata, ministra, sindaca o notaia, non è solo una questione di forma: «Perché – è stato spiegato più volte – tutto ciò che non si può dire, non esiste».

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Dal linguaggio del gesto danzato al linguaggio di genere per coinvolgere e sconvolgere, far riflettere e infrangere il silenzio della società. Domani, mercoledì 22 maggio. alle 20.00, a Palazzo di Città, l’associazione Danza Estemporada inaugura l’ottava edizione di “Primavera a Teatro” con un appuntamento dicato alla violenza domestica e agli orrori del femminicidio. E lo fa attraverso l’espressività artistica della composizione “Fiore di Loto” proposta della Compagnia Asmed di Cagliari, ispirata al libro “Ferite a morte” di Serena Dandini che, con la sua pubblicazione, ha creato un’importante occasione di riflessione e di coinvolgimento dell’opinione pubblica, dei media e delle istituzioni.

La kermesse diretta artisticamente da Livia Lepri, come momento preliminare della serata mette in campo uno speciale incontro dal titolo “Chiacchierand* di linguaggio di genere”. Una iniziativa organizzata da Roberto Manca, direttore artistico dell’Associazione culturale Music & Movie, sempre in prima linea sui temi legati ai diritti civili. Al di fuori degli schemi di un asettico dibattito, l’incontro vuole porsi non solo come un momento di riflessione, ma anche di relazione e condivisione.

Sul palcoscenico del Civico interverranno Maria Paola Curreli, già dirigente scolastica e socia Agedo, Ernesto Lodi, ricercatore al Dumas dell’Università di Sassari e Maria Francesca Fantato, attivista per le politiche di genere e i diritti e componente di “noiDonne 2005”. Ci sarà anche spazio per un breve monologo ripreso dal libro della Dandini e interpretato da Vera Pischedda, alunna del liceo artistico Filippo Figari nonché protagonista da anni di Student’s Got Talent Sardegna.

“Fiore di loto” prenderà il via alle 21.00, per portare in scena una partitura emotiva a tratti drammatica e a tratti leggera, ideata da Senio Dattena con l’intento di preservare i toni di delicata e versatile ironia propri dello stile della Dandini. Lo spettacolo sarà interpretato da Agnese Fois, Camilla Soru, Chiara Aru, Cristiana Camba e quindi da Sara Manca, che è anche l’autrice delle coreografie.

L’obiettivo di questa coproduzione tra Balletto di Sardegna e Nymphaea Rubra è quello di non smettere di parlare di violenza domestica e cercare, anche attraverso il teatro, di sensibilizzare il più possibile l’opinione pubblica. Per informazioni rivolgersi allo 079 281129 o a estemporada@yahoo.it .

La commissione Sanità e Politiche sociali presieduta da Raimondo Perra (Cps) ha iniziato il ciclo di audizioni sul Testo unico contro il gioco d’azzardo patologico. Si tratta di un fenomeno molto complesso, ha dichiarato la dr.ssa Graziella Boi, referente scientifico del Piano regionale, “in cui occorre operare in parallelo nei campi della prevenzione, della cura e della riabilitazione, per intervenire con efficacia in un settore per molti aspetti nuovo che tocca in modo trasversale ampie fasce della popolazione e presenta elementi diversi rispetto al mondo delle dipendenze”. Per quanto riguarda il testo, la dr.ssa Graziella Boi ha raccomandato particolare attenzione ed una certa flessibilità sul problema delle distanze fra le sale giochi ed i cosiddetti luoghi sensibili(scuole, luoghi di culto, etc.) perché, ha spiegato, “la previsione di 500 metri potrebbe non rivelarsi adatta ai piccoli centri ed è necessario evitare la concentrazione di queste strutture nelle periferie”. In Sardegna, ha proseguito, “gli ultimi dati disponibili riferiti al 2016 hanno registrato 600 utenti presso le strutture pubbliche ed una tendenza alla crescita di un sommerso in cui convivono diverse forme di gioco patologico, dal trading all’abuso di gratta e vinci, alla scommesse on line”. La dr.ssa Graziella Boi ha, infine, distribuito alla commissione alcune copie del volume dal titolo “Prigionieri senza sbarre” che, attraverso i racconti del pazienti, ricostruisce le dinamiche personali e familiari di persone di ogni età e cultura che si sono trovate coinvolte in una spirale apparentemente senza uscita. Da questa patologia invece si può guarire, ha concluso Graziella Boi, “con un’azione a tutto campo del sistema pubblico e della società nel suo complesso”. Successivamente è intervenuto il prof. Vittorio Pelligra dell’Università di Cagliari, che in apertura ha criticato alcuni luoghi comuni che, a suo avviso, hanno finito per sdoganare il gioco d’azzardo. Non è vero, ha sostenuto, “che quelli che giocano sono maschi adulti, che le sale giochi portano lavoro e gettito per lo Stato, perché chi gioca è in realtà una vittima con la scimmia sulla spalla, i posti di lavoro sono appena 30.000 in tutta Italia e comunque sottraggono risorse all’economia reale e, quanto al gettito, a fronte di incassi di circa 10 miliardi si pagano costi sociali di 30”. Sul testo, il prof. Vittorio Pelligra ha osservato che “forse è troppo sbilanciato sugli aspetti sanitari, “mentre bisogna intervenire in profondità anche dal punto di vista culturale passando da una sorta di legittimazione sociale del gioco d’azzardo ad una de-legittimazione, non esiste il concetto di gioco responsabile e va affermato invece il concetto di gioco come comportamento socialmente non sostenibile”. Subito dopo hanno preso la parola le rappresentanti dei comuni di Alghero e Sassari, Giuseppina Rita Piccone e Maria Francesca Fantato, per esporre le esperienze delle due amministrazioni locali, dove ordinanze in materia di gioco d’azzardo sono state impugnate davanti al Tar Sardegna il quale però, in entrambi i casi, le ha riconosciute legittime con motivazioni collegate al potere dei Sindaci di intervenire a tutela della salute pubblica. Al di là dei problemi giuridici e amministrativi, hanno affermato Piccone e Fantato, il fenomeno si può e si deve contrastare con un approccio globale capace di organizzare una risposta complessiva della società. Ad Alghero, infatti, il problema è stato oggetto di incontri nelle scuole e di uno spettacolo teatrale replicato anche in altri centri della Sardegna. A Sassari, sono stati predisposti incentivi fiscali e finanziari per operatori commerciali che dismettono macchine da gioco o, per pubblici esercizi nuova costituzione, che decidono di non installarle. Ultimo intervento della seduta quello della professoressa Maria Rosaria Maiorano dell’Ufficio scolastico regionale. “Collaboriamo da tempo con la Regione in progetti dedicati al contrasto del disagio giovanile e delle dipendenze tradizionalicome alcool, tabacco e stupefacenti”, ha ricordato. Quello del gioco per noi è un settore nuovo, ha detto ancora, “e per questo sarebbe necessario prevedere, nella nuova normativa regionale, iniziative di formazione specifica per i docenti e campagne di informazione mirate per il mondo scolastico”.