18 June, 2021
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«Siamo arrivati al mese di dicembre e ancora, a parte gli articoli sul giornale, della nuova proposta di legge sul Piano Casa non c’è traccia. Non esiste il testo che porta a sintesi le proposte di Forza Italia e Psd’Az, così come non esiste alcuna proposta dell’assessore Sanna. È sempre più evidente la superficialità con cui la maggioranza affronta la questione.»

Lo dice l’on. Maria Laura Orrù dei Progressisti in Consiglio regionale. «Visti i ritmi di questa legislatura non ci saremmo certo aspettati di affrontare il testo della nuova legge urbanistica prima di Natale, ma avremmo confidato quantomeno in una posizione unitaria della maggioranza sulle modifiche al Piano Casa. E invece continuiamo ad avere notizia di ipotetiche proposte della giunta o di altri gruppi della maggioranza senza che nessun testo sia ancora arrivato all’attenzione della Commissione».

«Manca meno di un mese alla scadenza del Piano Casa – aggiunge Maria Laura Orrù -. Ma ancora oggi non esiste una sintesi tra le idee della Giunta e quelle dei partiti di maggioranza. Vorremmo poter dire che quella dell’assessore dell’Urbanistica sia “la proposta della Giunta regionale”, approvata o quantomeno resa nota agli alleati in Consiglio regionale. Ma in realtà si tratta solo di ipotesi e idee presentate dall’assessore in un’assemblea pubblica e oggi sulla stampa, senza alcun confronto con il Consiglio, che in materia legislativa ha competenza primaria.»

«Gli accordi in IV Commissione erano che si arrivasse quanto prima all’esame della sintesi delle due proposte depositate: apprendiamo, invece, che lo scenario è ben più complesso e che i lavori del parlamentino rischiano di arenarsi. L’unica certezza è che si punta ancora una volta ad aggredire l’agro e la fascia dei 300 metri, aree vincolate per legge la cui tutela non è per noi in alcun modo negoziabile. Siamo sempre stati contrari a questa leggina, ma a questo punto non ci resta che suggerire una nuova proroga, consapevoli che si tratta di una misura che darebbe certezza a famiglie, imprese e professionisti. Chiediamo al presidente Talanas un’assunzione di responsabilità sul posticipo della scadenza della legge esistente, per lavorare poi con calma e serenità a una nuova norma, possibilmente di più ampio respiro. Chiediamo sin da ora – conclude Maria Laura Orrù – la collaborazione con il CAL, l’ANCI, la Rete delle professioni tecniche, le associazioni di categoria, al fine di predisporre un testo che arrivi in aula privo vizi di legittimità o di errori grossolani, come già avvenuto con altri disegni di legge proposti dalla Giunta per l’approvazione in Consiglio regionale.»

 

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La commissione Ambiente del Consiglio regionale, presieduta da Giuseppe Talanas (Forza Italia), ha approvato, con l’astensione del M5S, la rimodulazione degli interventi di protezione e tutela della biodiversità contenuti nel Por 2014-2020.

«Si tratta – ha spiegato l’assessore dell’Ambiente Gianni Lampis -, di un programma finalizzato alle protezione ed alla tutela della biodiversità che prevede anche azioni specifiche di mitigazione ed adattamento ai cambiamenti climatici e di riduzione della frammentazione degli habitat, riservato agli Enti pubblici capofila di progetti riguardanti i Sic (siti di interesse comunitario).»

«Per effetto della rimodulazione–  ha precisato ancora Gianni Lampis -, la dotazione finanziaria disponibile è di circa 12.4 milioni, oggetto di un bando selettivo “a sportello” approvato nel marzo scorso, le cui domande scadranno il 17 dicembre prossimo. Il bando, ha aggiunto l’assessore dell’Ambiente, è stato accolto con molto interesse dal territorio: ad oggi sono state presentate richieste per 16.7 milioni, quindi superiori alle risorse disponibili, e sono stati finanziati in tutto o in parte progetti per oltre 8 milioni. Se tutte le proposte saranno considerate ammissibili alla data di scadenza del bando – ha concluso l’assessore dell’Ambiente – occorrerà individuare nuove risorse.»

Gli interventi già finanziati riguardano: l’Area marina protetta di Capo Carbonara, l’Unione dei comuni di Nora (zona di Porto Campana), i comuni di Terralba (stagno di Carru s’Ittiri), Lula (Monte Albo), Pula (Capo di Pula), Aglientu (Monte Russu), Carloforte (isola di S. Pietro), Urzulei (Supramonte di Oliena, Orgosolo e Urzulei-Su Sercone), Arborea (stagno S’Ena Arrubia), il parco dell’Asinara, l’Area marina protetta di Tavolara e la Città Metropolitana di Cagliari (stagno di Cagliari, saline di Macchiareddu, Laguna di Santa Gilla).

Nel dibattito hanno preso la parola i consiglieri regionali Franco Mula (Psd’Az), Piero Comandini (Pd), Giorgio Oppi (Udc), Maria Laura Orrù (Progressisti) e Francesco Mura (Fdi).

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Il Consiglio regionale ha iniziato stamane l’esame del disegno di legge sulla quarta variazione di bilancio.

La seduta è stata aperta dal presidente Michele Pais. Dopo le formalità di rito, sull’ordine dei lavori, il capogruppo dei Progressisti Massimo Zedda ha chiesto di poter ricordare brevemente la figura del presidente regionale del Coni Gianfranco Fara, recentemente scomparso: la richiesta è stata accolta.

Successivamente, il presidente ha dato la parola al consigliere dei Progressisti Laura Caddeo, a nome di tutte le componenti del Consiglio, che ha pronunciato un breve intervento in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Le altre consigliere hanno letto alcuni brani ricavati da drammatici episodi di vita vissuta, scritti da donne vittime di violenza. Le testimonianze sono state lette da Maria Laura Orrù (Progressisti), Desirè Alma Manca (M5S), Annalisa Mele e Sara Canu (Lega), Elena Fancello (Misto), Carla Cuccu (M5S) e Alessandra Zedda (Forza Italia).

Il presidente ha ringraziato le consigliere per il loro prezioso contributo.

Il Consiglio ha poi iniziato l’esame dell’ordine del giorno con la discussione del disegno di legge n. 74 (Variazione di bilancio).

Il relatore di maggioranza Valerio De Giorgi, illustrando il provvedimento, ha ricordato i passaggi istituzionali della legge, sottolineando che si sono svolti con attenzione e celerità. L’accordo fra le diverse forze politiche, ha aggiunto, ha portato allo stralcio di alcune norme ed al ritiro degli emendamenti. Nel testo, ha proseguito, viene recepito il recente accordo Stato-Regione e si interviene con una serie di altre norme in diversi settori: Enti locali, famiglie (per conciliare i tempi vita-lavoro), sanità (per introdurre la robotica fra le tecniche innovative di chirurgia), infrastrutture (per il ripristino di quelle danneggiate da calamità naturali), agricoltura (sostegno alle piccole e medie imprese per l’individuazione di nuovi mercati), Piano Lavoras. Si tratta, ha precisato il relatore, di risorse limitate che vanno spese in tempi stretti ma si inseriscono in una strategia più ampia che caratterizzerà la prossima legge finanziaria. Valerio De Giorgi, infine, ha auspicato la sollecita approvazione della legge.

Per il relatore di minoranza on. Alessandro Solinas (M5S) «i maggiori contrasti si sono accesi su alcune norme considerate da noi intruse come quelle che riguardano i contributi che devono essere percepite dagli agricoltori, la cessione delle quote di Abbanoa ai Comuni e i piani di utilizzo del litorale. Su questi e altri temi è necessario a nostro giudizio un approfondimento al di fuori di questa manovra finanziaria».

L’on. Solinas ha proseguito: “Andremo in esercizio provvisorio ed è ora importante che si arrivi alla manovra, quella vera. Però riconosco che si sono comunque create le condizioni perché questo testo potesse andare in Aula ed essere approvato oggi stesso, con la collaborazione fattiva di tutti ma soprattutto dell’opposizione e dell’assessore Fasolino, che è stato capace di mediazione importante. Ne approfitto per sollecitare il presidente del Consiglio perché si costituisca al più presto la commissione speciale sull’amianto”.

Ha preso poi la parola l’on. Franco Mula, capogruppo del Psd’az, che ha espresso «solidarietà al collega Salvatore Corrias, sindaco di Baunei e collega, vittima di atti vili nei giorni scorsi. Siamo davvero a disposizione della comunità di Baunei, se dovesse servire». 

L’on. Roberto Li Gioi (Cinque stelle) ha esordito affermando che «votare oggi questa variazione di bilancio significa certificare l’incapacità di questa giunta e di questa maggioranza, vittima e carnefice di se stessa e capace soltanto di produrre spot sui social. Dov’è finito quel filo di orbace con il quale il presidente Christian Solinas intendeva tessere il futuro della Sardegna? Voteremo oggi una variazione di bilancio che è un cimitero di regalie, salvo rare eccezioni. Non siete capaci di andare oltre i muri del cortiletto, di uscire dalla distribuzione di pani e pesci per rispondere alle richieste della campagna elettorale. I sardi stanno iniziando a giudicarsi: sappia telo e cambiate la rotta, da legislatori e non da dispensatori di merende».

Ancora dai banchi di Cinque stelle l’on. Michele Ciusa ha aggiunto: «Questa manovra ci ha lasciati da subito molto perplessi, perché in questi giorni attendevamo una legge finanziaria, una manovra vera nel segno del cambiamento che avete promesso. Invece siete inconcludenti e ci limiteremo a una variazione di bilancio che non guarda i macrotemi della Sardegna ma è una spartizione di torta. La Sardegna e i sardi in tutto questo non ci sono: si sappia che parti di questo testo sono irricevibili perché contengono nomine e altri atti che per nulla riguardano la manovra finanziaria. Dovete ringraziarci per avere fermato queste norme intruse da ripercussioni di vario genere».

Il Pd è intervenuto innanzi tutto con il vicepresidente della commissione Bilancio, on. Cesare Moriconi, che ha detto: «Mi chiedo se questa variazione di bilancio risponda alle esigenze dei sindaci, delle comunità, del mondo produttivo. Me lo chiedo perché sono loro che se lo chiedono. Non sfugge il fatto che questa non è la manovra finanziaria vera e propria e non nego che chi vince abbia il diritto di decidere. Così come nostro, dell’opposizione, è il diritto di dire no se non è convinta. Questa è la democrazia e questo ci ha portato a presentare oltre 1500 emendamenti. La mediazione che ne è scaturita non ci lascia capire se ci sia chi vince di più o chi perde di più: so che c’è stata una mediazione e ne benefica la Sardegna. Oggi abbiamo una variazione di bilancio meno peggio di quella che entrò in commissione. Ciò nonostante non la voteremo: non pregiudizialmente ma perché avremmo preferito che le norme sugli enti locali avessero visto il coinvolgimento degli enti locali, cioè dei sindaci. Avrei preferito il dialogo con la conferenza episcopale sul tema dei beni della Chiesa. Si tratta di ottanta milioni di euro,  non di un centesimo. Mi auguro davvero che non si tratti di una anticipazione della legge finanziaria perché in questa manovra non si proietta di certo la visione della Sardegna con la quale avete convinto i sardi a darvi il governo».

Per il gruppo Leu l’on. Eugenio Lai ha detto di «condividere in pieno l’intervento dell’onorevole Moriconi. Non se ne abbia a male l’on. Giuseppe Fasolino, che nella passata legislatura dai banchi dell’opposizione avrebbe certamente contestato una variazione di bilancio come questa. La maggioranza ha stravinto e l’attesa dei sardi è tanta: non risponde a quanto è scritto in questo assestamento di bilancio. Noi in questo periodo, nella scorsa legislatura, ci trovavamo a discutere la manovra di bilancio: non una variazione come questa, che mette pezze alle carenze dell’azione di alcuni assessori evidenziate in questi mesi. Facciamo un sondaggio oggi: chiediamo ai sardi quanti di loro sono soddisfatti di questa manovra economica. Gli esiti li conosciamo già, come sappiamo che tra i più bassi in Italia è il gradimento del governatore Solinas. E’ il vostro metodo che non va bene, perché le manovre hanno bisogno del coinvolgimento di tutte le parti interessate: riflettete su questo». Il leader di Leu ha annunciato il voto contrario e così anche il collega Massimo Zedda, che ha parlato a nome del gruppo dei Progressisti: «A distanza di nove mesi dall’insediamento della presidenza della Regione ci ritroviamo a dare un primo giudizio su questo governo e il sondaggio sul tasso di gradimento dei presidenti della Regione pubblicato oggi è impietoso. In nove mesi il presidente Solinas ha raggiunto appena 20 punti contro i 66 del governatore del Veneto, Luca Zaia. In qualche modo è un record questo essere riuscito a bruciare in brevissimo il patrimonio di fiducia dei sardi verso il governo Solinas. Come se non bastasse avete provato a inserire norme intruse dentro questa variazione di bilancio, norme che non riguardano la spesa ma ben altro». Per l’ex candidato alla presidenza della Regione “il testo che avete elaborato aveva tutta l’aria di essere stato confezionato dal presidente della Giunta. E non va bene questa produzione di provvedimenti a comando, a richiesta del singolo: sarà un danno per il presidente della Regione, prima di tutto”.

Rivolto all’on. Eugenio Lai, l’assessore Giuseppe Fasolino ha replicato con una battuta: «Ho parlato al Fasolino di cinque anni fa e mi ha detto che sarebbe stato felice di questa manovra. Scherzo. Ma è evidente che per quanto niente sia mai perfetto oggi noi portiamo un risultato alla Sardegna, mettendo in moto per la spesa 80 milioni idi euro. Si potevano spendere meglio e con un metodo diverso? Certo. Tutto è possibile ma si tratta di una variazione, che impiega l’uno per cento delle risorse del bilanci regionale. Come si poteva avere la presunzione di incidere davvero con l’uno per cento delle risorse? In ogni caso alcuni interventi che sono in questa legge sono davvero interessanti e importanti, per le famiglie – e mi riferisco ai bonus per gli asili – e per le imprese. Sappiamo che non stiamo risolvendo tutti i problemi ma i mini bond sul sughero e sui lapidei, ad esempio, servono a tenere in piedi le aziende di questo settore. E così per il contributo che stiamo dando ai tassisti per cambiare le auto e ammodernarle. Sono tutte cose concrete, finalizzate a sostenere le economie di certi settori». L’assessore del Bilancio ha ricordato che «sono previsti contributi a favore dei Comuni colpiti dagli incendi boschi della scorsa estate e se anche non stravolgeremo l’economia della nostra isola abbiamo fatto cose serie. Anche noi avremmo voluto portare la manovra finanziaria entro il 31 dicembre ma l’accordo storico con lo Stato, siglato di recente, ci ha portato a dover lavorare per settimane soltanto su quello. La Finanziaria della Regione potrà essere portata in Consiglio soltanto dopo la Finanziaria dello Stato, perché nel bilanci dello Stato devono risultare le risorse aggiuntive dell’Intesa, che dovranno essere trasferite a noi».

Al termine il presidente Michele Pais ha sospeso i lavori per pochi minuti su richiesta del capogruppo del Psd’Az, on. Franco Mula.

Alla ripresa dei lavori il consigliere Michele Cossa (Riformatori), dopo aver ringraziato l’assessore Fasolino per l’equilibrio e la pazienza dimostrati, ha annunciato il suo voto favorevole sul passaggio gli articoli: «Questo assestamento di bilancio non è l’optimum ma è importante farlo in tempo utile per consentire alle Regione di utilizzare le risorse entro dicembre. Auspico che vengano spese in tempi rapidi».

Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Francesco Mura, in apertura del suo intervento ha espresso solidarietà al collega Salvatore Corrias (Pd), sindaco di Baunei, per le pesanti  minacce ricevute nei giorni scorsi e vicinanza alle consigliere regionali e a tutte le donne in occasione della giornata contro la violenza di genere. Sull’assestamento di bilancio Francesco Mura ha invitato a «non fare drammi per alcuni interventi puntuali. Accade quando occorre spendere in fretta. Adesso si lavori per il raggiungimento di obiettivi generali».

Anche il presidente Pais si è unito agli attesati di solidarietà nei confronti del consigliere Corrias: «I delinquenti comuni vanno sempre condannati. Sono persone reiette che vanno emarginate con tutta la nostra forza e determinazione».

Il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau, ha annunciato il voto di astensione sul passaggio agli articoli. Posizione condivisa anche dai capigruppo di Leu, Daniele Cocco e dei Progressisti, Francesco Agus. Quest’ultimo ha espresso solidarietà al collega Salvatore Corrias e a tutti gli operatori che lavorano per l’eradicazione della peste suina africana. «Occorre prendere posizione affinché il loro lavoro arrivi presto a conclusione – ha detto Francesco Agus – così si rafforza anche l’azione dei sindaci che si fanno carico di pesanti responsabilità agendo con coraggio in situazioni difficili».

Solidarietà a Salvatore Corrias e vicinanza a tutte le donne vittime di violenza anche dal capogruppo di Forza Italia Angelo Cocciu che, dopo aver annunciato il voto favorevole sul passaggio agli articoli, ha rivolto un grazie all’assessore Giuseppe Fasolino per “la disponibilità e la competenza”.

Il presidente Pais, ha quindi messo in votazione il passaggio agli articoli che è stato approvato con 32 voti favorevoli e 21 astenuti.

Subito dopo, il presidente del Consiglio ha dichiarato chiusa la seduta antimeridiana e convocato per le 13.45 la Commissione Bilancio. I lavori dell’Aula riprenderanno nel pomeriggio alle 15.00.

 

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«Le opinioni del mondo scientifico sono un contributo prezioso per chi si occupa di problematiche ambientali, ancora di più per chi ha il dovere di legiferare in modo saggio e lungimirante. Bene ha fatto la Commissione Ambiente del Consiglio regionale a richiedere l’audizione degli esperti dell’Università e del CNR sulla miglior gestione da promuovere per la posidonia spiaggiata. Siamo soddisfatti, ma allo stesso tempo preoccupati, perché dal dibattito sono emerse con maggiore evidenza le criticità da noi già evidenziate e contenute nella proposta di legge in discussione nel parlamentino sardo.»

Inizia così la nota dei consiglieri regionali Maria Laura Orrù e Antonio Piu sui lavori istruttori avviati nella IV Commissione sulla proposta di legge n. 15  che prevede un intervento legislativo regionale  per la gestione della posidonia spiaggiata.

«L’idea di fondo della norma, purtroppo, si basa su una visione obsoleta che vede la posidonia un rifiuto di cui disfarsi quanto prima. Le comunità scientifiche e i principali istituti che si occupano di processi di erosione marina hanno da tempo già superato questa concezione. La posidonia svolge importanti funzioni antierosione e di conservazione delle coste e dei loro ecosistemi. La sua gestione non può prescindere dalla valutazione che un determinato tratto di costa necessiti di un sistema  protezione naturale dell’arenile soprattutto nei periodi di forti mareggiate. Altrimenti, mentre oggi rimoviamo indiscriminatamente queste protezioni naturali, domani saremo chiamati a realizzare sistemi di protezione artificiali per non far scomparire definitivamente le stesse spiagge.»

«La politica del “tutto ora, poi si vedrà”, ha compromesso gran parte dei litorali del Mediterraneo – evidenziano gli esponenti dell’opposizione -. La Sardegna è l’unica regione che conserva ancora la naturalità delle coste rilevata negli anni ’50: per questo serve prima un ragionamento generale sull’intero sistema costiero dell’isola, e poi una verifica delle criticità rilevate in ciascun tratto costiero. Non si possono affrontare in maniera identica tutte le situazioni dei litorali sardi, non distinguendo, ad esempio,  le spiagge urbane e da quelle naturali. La proposta in discussione, invece, non prevede alcun tipo di valutazione in questo senso, ma solo un intervento da attivare sulla base dei limiti amministrativi di ciascun Comune. E’ probabile che, stando così le cose, ciascuna amministrazione locale punterà direttamente allo smaltimento in discarica della posidonia spiaggiata, trasformando inoltre il problema di fruizione delle spiagge in uno di impatto ambientale in altre zone del territorio regionale.»

I Progressisti sottolineano inoltre la previsione della totale assenza di ruoli assegnati all’amministrazione regionale. «Nella gestione della posidonia ci dovrebbe essere un ruolo importante di programmazione e supervisione da parte della Regione. Gli enti locali oggi hanno bisogno di un concreto supporto tecnico-amministrativo, da fornire sulla base di dati certi e studi specialistici al fine di stabilire, caso per caso, il miglior percorso di gestione e utilizzo delle biomasse spiaggiate, valutato anche tenendo conto dei processi erosivi in atto nel tratto costiero interessato. All’interno delle strutture regionali esistono già conoscenze e competenze su queste materie: occorre metterle a sistema, promuovere prioritariamente meccanismi virtuosi di riutilizzo della posidonia, e sostenere i Comuni costieri anche attraverso l’erogazione di importanti risorse finanziarie da garantire per un lungo periodo.»

«Crediamo sia necessario trovare una punto d’incontro tra le diverse esigenze – concludono Orrù e Piu -. Altrimenti è sicuro che, con i processi erosivi incentivati anche dalla rimozione selvaggia della posidonia, a breve non dovremmo neanche più discutere su come utilizzare  le nostre spiagge per fini turistico-balneari.»

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«La maggioranza affronta la questione del Piano Casa con totale superficialità. Manca poco più di un mese alla scadenza delle proroghe ma ancora oggi non esiste una sintesi tra le idee della Giunta e quella dei partiti di maggioranza. Vorremmo poter dire che quella raccontata nelle assemblee pubbliche dall’Assessore all’Urbanistica sia “la proposta della Giunta regionale”, approvata dall’esecutivo e resa nota tutti, quantomeno agli alleati in Consiglio regionale. In questo caso sarebbe la terza proposta del centrodestra sul Piano Casa. Invece, ancora una volta, prendiamo atto che da viale Trento ancora oggi giungono solo ipotesi e idee.»

Lo scrivono, in una nota, Maria Laura Orrù e Antonio Piu, componenti IV Commissione del Consiglio regionale.

«E’ evidente che in attesa che si materializzi anche un testo della Giunta i lavori della Commissione Urbanistica saranno destinati a bloccarsi per lungo tempo. Considerati i tempi resi stretti dall’impasse che regna tra le forze di governo regionale, sarà impossibile lavorare per vedere una nuova legge approvata entro l’anno. Consigliamo alla maggioranza di calendarizzare subito la proroga del Piano Casa, approvato dal centrosinistra nella scorsa legislatura e prorogato dal centrodestra in questa legislatura. E’ una misura attesa che darebbe certezze a famiglie, imprese e professionisti – aggiungono Maria Laura Orrù e Antonio Piu -. Purtroppo, dubitiamo fortemente che questa maggioranza sia capace di fare di più, considerando i ritmi rilassati a cui ci ha abituati e che hanno portato il Consiglio regionale a legiferare, nonostante le urgenze su tutti i settori, al ritmo di una leggina al mese. Di questo l’Assessore Sanna certamente non potrà farne una colpa ai funzionari pubblici che svolgono il loro dovere sulla base delle norme vigenti. Piuttosto dia l’esempio, l’esponente della Giunta, e si faccia portavoce nell’esecutivo regionale della necessità di darsi una mossa, iniziando dal fornire indirizzi chiari alla macchina regionale.»

«La Commissione nel frattempo calendarizzi subito le audizioni sui testi depositati a partire dal CAL, ANCI, rete delle professioni e associazioni, perché siamo totalmente contrari all’idea che su temi delicati come quelli legati all’urbanistica, in particolare quando impattano sulla fascia costiera o sull’agro, siano approvate leggi in fretta e furia con la scadenza alle porte. Non vorremmo che si saltassero passaggi fondamentali e che si arrivasse in Aula con un testo privo di alcuna istruttoria, con vizi di legittimità – concludono Maria Laura Orrù e Antonio Piu -, o con errori grossolani come già avvenuto con altri disegni di legge proposti dalla Giunta per l’approvazione in Consiglio regionale.»

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La commissione Ambiente presieduta da Giuseppe Talanas (Forza Italia) ha raccolto il contributo di alcuni esperti sul problema della posidonia piaggiata, nel quadro delle audizioni collegate all’esame della proposta di Legge (Mula e più) sulla disciplina della materia.

Il prof. Sandro Demuro dell’Università di Cagliari, dopo aver ricordato che il mondo scientifico studia con attenzione il fenomeno dai primi anni 2000, ha messo l’accento sul fatto che la posidonia rappresenta un elemento fondamentale del tessuto che compone la spiaggia, un contesto ambientale ad assetto dinamico sottoposto ad importanti cambiamenti. Per questo, ha aggiunto, l’utilizzo di mezzi pesanti per la rimozione del materiale o per il livellamento dell’arenile è molto dannoso per l’equilibrio complessivo dei siti e determina una accelerazione dei fenomeni di erosione.

I nostri studi hanno dimostrato, ha concluso, che ogni spiaggia ha caratteristiche diverse ed ogni intervento deve essere progettato nel rispetto di queste specificità; per usare un termine comune, ciascuna spiaggia dovrebbe avere il suo “direttore dei lavori” nell’ambito di un progetto di rivalorizzazione di questo grande patrimonio.

Giovanni De Falco, ricercatore del Cnr di Oristano, ha sottolineato l’importanza di individuare un soggetto istituzionale, oggi assente sia in Sardegna che nel Mediterraneo, al quale affidare la governance del fenomeno per mettere a punto buone pratiche comuni sia per quanto riguarda l’uso di mezzi a basso impatto che per la predisposizione di progetti di classificazione e gestione delle spiagge.

Giuseppe De Lucia, sempre del Cnr, ha sostenuto che preservare le spiagge significa intervenire in modo corretto su un eco-sistema molto più ampio che comprende il mare, gli ambienti limitrofi, la flora e la fauna. Il ricercatore ha citato a titolo di esempio il caso della tartaruga marina che trova nella spiaggia il suo habitat naturale migliore mentre, al contrario, il livellamento dell’arenile toglie aria alle uova nel periodo della deposizione.

In rappresentanza dell’ordine dei Geologi della Sardegna, Giovanni Tilocca si è soffermato sulla generale sottovalutazione del problema (ignorato dagli stessi Pul-Piani di utilizzo dei litorali) da parte del legislatore nazionale e regionale, che nella Regione e nello specifico della rimozione della posidonia ha lasciato troppo spazio a procedure di silenzio-assenso e, di fatto, ha concentrato la responsabilità sul conduttore del mezzo meccanico che ha effettuato l’intervento. Per voltare pagina, ha concluso, è necessario introdurre fra l’altro il concetto di manutenzione del demanio marittimo nell’ottica di una nuova pianificazione costiera.

Il responsabile scientifico di Legambiente Vincenzo Tiana si è detto soddisfatto che la Sardegna (che ha 1.897 km di coste e 1.430 di spiagge), prima Regione d’Italia, abbia deciso di affrontare questo particolare problema ambientale. La Regione, ha auspicato, deve fare un piano di gestione e di tutela di questi siti di pregio il cui destino non può essere affidato solo ai Comuni, che spesso non possiedono né conoscenze adeguate né le risorse per intervenire correttamene. In questi anni, ha proseguito, la comunità scientifica sarda ha studiato molto il fenomeno della posidonia e dei cambiamenti delle spiagge, partecipando anche a progetti di qualità in collaborazione con l’Unione europea ed a campagne di educazione ambientale. Ritengo che questo patrimonio di conoscenze ed esperienze, ha concluso, possa essere molto utile alla Regione per fare una buona legge.

Nel dibattito hanno preso la parola i consiglieri regionali Giuseppe Piu e Maria Laura Orrù dei Progressisti, Roberto Li Gioi del M5S e Franco Mula del Psd’Az, primo firmatario della proposta di legge all’esame della commissione.

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I gruppi di opposizione in Consiglio regionale hanno depositato una proposta di legge per promuovere importanti misure per la riduzione dell’incidenza della plastica sull’ambiente.

La massima assemblea sarda si era già espressa all’unanimità sul tema approvando Il 12 settembre 2019 un ordine del giorno che recepiva la mozione sulla minimizzazione dei rifiuti in plastica sul territorio regionale presentata dalla Consigliera Maria Laura Orrù. Il testo proposto dai Progressisti indica le prime azioni del percorso da intraprendere nell’isola per raggiungere già nei prossimi anni obiettivi di sviluppo ecosostenibile: un modello di economia circolare che coinvolga enti pubblici e imprese nella produzione e nell’utilizzo di manufatti e materiali sostenibili, innovativi e/o riutilizzabili, al fine di ridurre la produzione di materiali in plastica, favorire uno sviluppo sostenibile e diffondere un’educazione ambientale e sociale.

«La situazione è davvero critica – evidenzia Maria Laura Orrù, prima firmataria della proposta -. Nel Mediterraneo c’è un’isola di plastica lunga decine di chilometri e composta da tonnellate di rifiuti. L’inquinamento da plastiche è una minaccia per gli organismi marini, per gli equilibri degli ecosistemi e per l’uomo. È davvero urgente che la Regione Sardegna assuma tutte le iniziative necessarie al fine di vietare l’utilizzo di materiale monouso in plastica.»

«Con questa proposta di legge – aggiunge Maria Laura Orrù – vogliamo che la Regione si doti degli strumenti necessari per conseguire questo importante obiettivo, coinvolgendo tutte le istituzioni, i cittadini, le imprese e tutti i portatori di interesse. Serviranno risorse finanziarie, perché interventi di questo tipo devono essere supportati concretamente dalle istituzioni. In attesa che il Consiglio regionale discuta il testo, proporremo già in occasione della prossima finanziaria regionale una serie di emendamenti per finanziare e promuovere le azioni contenute nella norma presentata.»

Oltre a vietare l’utilizzo dei prodotti di plastica monouso, la proposta definisce le azioni di prevenzione della produzione di rifiuti derivanti da prodotti di plastica e di riduzione del loro utilizzo di cui la Regione si deve fare carico. Introduce, inoltre, il divieto di fumare in spiaggia in assenza di appositi contenitori dove riporre i filtri delle sigarette, l’incentivo a bere acqua pubblica fornita da appositi erogatori, la promozione di campagne di comunicazione e azioni di sensibilizzazione, l’adeguamento dei sistemi di recupero e smaltimento dei rifiuti di plastica e gli incentivi al recupero.

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I gruppi di opposizione in Consiglio regionale hanno depositato una proposta di legge per promuovere importanti misure per la riduzione dell’incidenza della plastica sull’ambiente.
La massima assemblea sarda si era già espressa all’unanimità sul tema approvando Il 12 settembre 2019 un ordine del giorno che recepiva la mozione sulla minimizzazione dei rifiuti in plastica sul territorio regionale presentata dalla consigliera Maria Laura Orrù.

Il testo proposto dai Progressisti indica le prime azioni del percorso da intraprendere nell’isola per raggiungere già nei prossimi anni obiettivi di sviluppo ecosostenibile: un modello di economia circolare che coinvolga enti pubblici e imprese nella produzione e nell’utilizzo di manufatti e materiali sostenibili, innovativi e/o riutilizzabili, al fine di ridurre la produzione di materiali in plastica, favorire uno sviluppo sostenibile e diffondere un’educazione ambientale e sociale.

«La situazione è davvero critica – evidenzia Maria Laura Orrù, prima firmataria della proposta – Nel Mediterraneo c’è un’isola di plastica lunga decine di chilometri e composta da tonnellate di rifiuti. L’inquinamento da plastiche è una minaccia per gli organismi marini, per gli equilibri degli ecosistemi e per l’uomo. È davvero urgente che la Regione Sardegna assuma tutte le iniziative necessarie al fine di vietare l’utilizzo di materiale monouso in plastica.»
«Con questa proposta di legge –
aggiunge Maria Laura Orrù – vogliamo che la Regione si doti degli strumenti necessari per conseguire questo importante obiettivo, coinvolgendo tutte le istituzioni, i cittadini, le imprese e tutti i portatori di interesse. Serviranno risorse finanziarie, perché interventi di questo tipo devono essere supportati concretamente dalle istituzioni. In attesa che il Consiglio regionale discuta il testo, proporremo già in occasione della prossima finanziaria regionale una serie di emendamenti per finanziare e promuovere le azioni contenute nella norma presentata.»

Oltre a vietare l’utilizzo dei prodotti di plastica monouso, la proposta definisce le azioni di prevenzione della produzione di rifiuti derivanti da prodotti di plastica e di riduzione del loro utilizzo di cui la Regione si deve fare carico. Introduce, inoltre, il divieto di fumare in spiaggia in assenza di appositi contenitori dove riporre i filtri delle sigarette, l’incentivo a bere acqua pubblica fornita da appositi erogatori, la promozione di campagne di comunicazione e azioni di sensibilizzazione, l’adeguamento dei sistemi di recupero e smaltimento dei rifiuti di plastica e gli incentivi al recupero.

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Il Consiglio regionale ha approvato la mozione sulla situazione del Centro addestramento e istruzione professionale (CAIP) della Polizia di Stato con sede ad Abbasanta.

La seduta si è aperta sotto la presidenza dell’on. Michele Pais. Dopo le formalità di rito il presidente ha aperto la discussione sul primo punto all’ordine del giorno: la mozione n. 60 “sulla situazione del Centro di addestramento e istruzione professionale (CAIP) della Polizia di Stato di Abbasanta”.

Il primo firmatario Francesco Mura, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha ripercorso la storia del centro di addestramento della Polizia di Stato di Abbasanta, inaugurato negli anni ’60. «In passato ha formato centinaia di poliziotti e ha svolto un ruolo decisivo nella lotta ai sequestri di persona in Sardegna – ha detto Francesco Mura – qui si sono formati gli uomini dei servizi scorte e sicurezza, i Nocs e altre forze speciali della Polizia. Senza dimenticare il Reparto prevenzione crimine e il gruppo cinofilo per l’addestramento dei cani antidroga e antiesplosivi». Il presentatore della mozione ha poi ricordato la rilevanza, anche economica, rappresentata dal Caip per l’oristanese e per tutta la Sardegna. «Oggi si prospetta l’ipotesi che il Caip possa diventare un centro nazionale di addestramento per allievi agenti della Polizia di Stato – ha proseguito Francesco Mura – ciò sarebbe un’importante iniezione di fiducia per le nuove generazioni con un conseguente incremento degli organici della polizia in tutta la regione e in particolare nella Provincia di Oristano. Da qui la richiesta alla Giunta: «Siamo contrari a qualsiasi ipotesi di trasformare il Caip in un centro di accoglienza per migranti – ha concluso il capogruppo di Fratelli d’Italia – la Giunta si attivi per sollecitare l’inserimento, nel piano nazionale, sul corso per allievi agenti della Polizia di Stato nel Caip di Abbasanta».

Prima di aprire la discussione sulla mozione, il presidente Michele Pais ha espresso vicinanza e cordoglio alle famiglie dei Vigili del Fuoco caduti la scorsa notte ad Alessandria.

Ha quindi preso la parola Annalisa Mele (Lega): «Si temeva la chiusura del Caip, oggi si apre una nuova opportunità per l’oristanese e per tutta la Sardegna – ha detto Annalisa Mele – nella programmazione europea del prossimo settennio la Sardegna retrocederà nell’obiettivo 1. C’è l’opportunità di inserire da subito la nostra Isola nel PON nazionale sulla sicurezza. Non dobbiamo attendere il 2021 per fare questo».

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha garantito il sostegno del suo partito alla mozione. «Il Caip è un’eccellenza della Sardegna, apprezzata a livello internazionale per l’alto livello tecnico della formazione. In questo centro sono stati formati centinaia di poliziotti per la lotta al terrorismo, i servizi scorte, i Nocs e i reparti speciali. La notizia che possa diventare un centro di addestramento di agenti a livello nazionale deve essere accolta in modo positivo. E’ una nuova opportunità. Scongiurato il rischio chiusura c’è la possibilità di incrementare gli organici della polizia con importanti ricadute per i giovani sardi. Ecco perché occorre attivarsi da subito con il ministro dell’Interno per trasformare questa opportunità in realtà».

Il presidente della seconda commissione Alfonso Marras (Riformatori sardi) ha rivolto un plauso ai consiglieri che hanno presentato la mozione: «E’ arrivato il momento di fare in modo che il Caip possa diventare un centro di addestramento a livello nazionale Tutto il gruppo dei Riformatori sardi sottoscrive in modo convinto l’iniziativa».

Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo della Lega Dario Giagoni: «La trasformazione del Caip avrebbe effetti positivi non solo per la provincia di Oristano ma per tutta l’Isola. Progetti di questo calibro sono importanti per ribadire quanta attenzione viene riservata da questo Consiglio alle forze dell’ordine e al principio di legalità. Uomini e donne in divisa rivestono una grande importanza nel tessuto sociale. Occorre farlo capire ai giovani. Stiamo lavorando per  l’apertura di altri centri di formazione rivolti ad altri corpi delle forze armate». Dario Giagoni ha poi rivolto un plauso alla proposta presentata dall’assessore all’agricoltura del comune di Siniscola per l’intitolazione del nuovo commissariato di Polizia a Emanuela Loi e proposto di approvare un ordine del giorno del Consiglio a sostegno dell’iniziativa.

Il capogruppo di Forza Italia, Angelo Cocciu, ha annunciato il suo voto favorevole alla mozione: «Bisogna fare di tutto perché il Caip continui la sua attività. Diciamo no a chi vorrebbe trasformarlo in un centro di accoglienza per migranti. Il Consiglio regionale deve opporsi a questa eventualità».

Anche il capogruppo di Leu, Daniele Cocco, ha dichiarato il suo voto favorevole: «Il Caip ha avuto un grande merito in tutti questi anni. Bene ha fatto Mura a presentare la mozione. Non bisogna infatti dimenticare i passi indietro fatti dallo Stato in altre circostanze – ha detto Daniele Cocco – quanto avvenuto qualche anno fa nel centro di addestramento della polizia a cavallo di Foresta Burgos, chiuso dopo investimenti di milioni di euro per adeguare la struttura, è una ferita ancora aperta. Il Caip serve non solo per l’attività specifica ma rappresenta un importante presidio del territorio anche dal punto di vista economico. E’ urgente che la Giunta si faccia parte attiva per tradurre l’impegno della mozione in atti concreti».

Favorevole alla mozione anche Roberto Caredda (Misto): «Lo dico da ex poliziotto, conosco bene l’attività di questo centro che ha rappresentato un punto di riferimento a livello nazionale. Grande merito va dato a chi lo ha fatto nascere e crescere come il generale Angioni».

Domenico Gallus a nome del gruppo Udc ha annunciato il sostegno alla mozione: «Tutti riconoscono la funzione svolta dal Caip in passato. Ricordo la presenza, negli anni ’60 e ’70, dei baschi blu ospitati ad Abbasanta per la lotta al banditismo. La storia dice che il centro deve essere potenziato».

Sull’ordine dei lavori ha chiesto la parola il consigliere Eugenio Lai (Leu): «E’ stato presentato un ordine del giorno sugli sbarchi dei migranti – ha detto Eugenio Lai – in base a quale articolo del Regolamento il Presidente ha accolto questo argomento? Non è ammissibile che lei usi un filtro a maglie larghe quando si tratta di iniziative del suo gruppo. Se si vuole discutere l’argomento si porta in Conferenza di Capigruppo. Pensare di applicare il Regolamento a piacimento di un solo gruppo politico è assurdo, non è mai accaduto. Chiediamo un parere agli uffici sulla congruità dell’iniziativa».

A Lai ha replicato il presidente Michele Pais: «Il Regolamento è applicato in modo letterale. Ho sempre valutato ordini del giorno ammissibili o inammissibili sulla base del Regolamento. I giudizi prognostici non hanno senso».

In apertura del suo intervento Massimo Zedda, a nome del gruppo dei Progressisti, ha espresso solidarietà alle famiglie dei Vigili del Fuoco caduti sul lavoro ieri ad Alessandria. Sulla mozione, invece, Massimo Zedda ha auspicato che il Caip possa continuare a svolgere il suo ruolo anche in futuro. «Serve però immaginare un incentivo da parte dello Stato, anche dal punto di vista economico, per chi decide di venire a lavorare in Sardegna».

Sugli ordini del giorno presentati anche Massimo Zedda ha espresso forti perplessità sull’attinenza del loro contenuto con i temi in discussione. Rivolto al capogruppo della Lega Dario Giagoni, Massimo Zedda ha invitato a una riflessione sull’opportunità di chiedere l’intitolazione del nuovo commissariato di Siniscola ad Emanuela Loi: «Premesso che Emanuela Loi merita tutto il nostro rispetto per il suo sacrificio al servizio dello Stato – ha detto l’ex sindaco di Cagliari – suggerirei però di non interferire su immobili non di pertinenza della Regione scavalcando coloro che hanno titolo a proporre la medesima iniziativa. Non attiverei meccanismi che rischiano di degenerare. Occorre stare molto attenti anche perché c’è una polemica in atto sugli ultimi concorsi della Polizia di Stato dai quali, per un emendamento presentato dalla Lega che ha cambiato i requisiti richiesti, sono stati esclusi molti sardi, tra i quali proprio la nipote di Emanuela Loi».

Contrarietà alla presentazione dell’ordine del giorno sugli sbarchi ha espresso invece il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula: «Il problema è serio, su questo argomento abbiamo presentato una mozione. Andare a votare un ordine del giorno rischia di far perdere valenza a quella mozione. Se andrà in discussione il nostro gruppo si asterrà. Non ci interessano le primogeniture ma crediamo che vada aperta una discussione più ampia».

Sull’ordine dei lavori è intervenuto il consigliere della Lega Pierluigi Saiu: «Ieri abbiamo assistito a una discussione appassionata sulla sclerosi multipla innescata da una mozione presentata dal Movimento 5 Stelle e sfociata nell’approvazione di un atto diverso. Anche in questo caso abbiamo assistito a una disputa sulla primogenitura. Per il secondo giorno consecutivo si rischia di fare lo stesso dibattito – ha detto Pierluigi Saiu – faccio un appello al Psd’Az: misuriamoci sui contenuti. L’ordine del giorno collegato è coerente con due mozioni in discussione oggi in Aula. Vogliamo rinunciare a discuterne per una questione di primogenitura o vogliamo invece confrontarci sul merito degli atti? Sarebbe un comportamento deludente. Lo dico soprattutto alle forze della maggioranza. La Lega ne trarrà le conseguenze».

Sull’ordine dei lavori ha chiesto la parola il consigliere Gianfranco Ganau (Pd): «L’ordine del giorno sui migranti introduce argomenti che esulano dall’argomento in discussione. Lei, on. Pierluigi Saiu, può collegare questo ordine del giorno ad altre mozioni con questa non è attinente. Deve smetterla di dare lezioni agli altri. Deve avere rispetto».

Al termine dell’intervento del consigliere Ganau si è accesa una vivace discussione in Aula che ha indotto il presidente Pais a sospendere i lavori.

Alla ripresa dei lavori il presidente Pais ha annunciato la presentazione di due ordini del giorno, a firma Michele Ennas e Dario Giagoni, e ne ha dichiarato l’ammissibilità ai sensi del Regolamento.

L’on. Francesco Agus (Progressisti) sull’ordine dei lavori ha precisato che l’ordine del giorno 1 “non è strettamente connesso ma nemmeno connesso e basta con il tema in discussione. Se quel che viene deciso in capigruppo non vale nulla allora l’alternativa è il caos e si decide volta per volta in Aula. Questa è una palese forzatura regolamento ad uso e consumo della forza politica del presidente del Consiglio”.

Per la maggioranza l’on. Stefano Tunis (Sardegna 20/venti) ha detto che non è possibile mettere in discussione l’interpretazione del presidente  e l’onorevole Agus se ne faccia una ragione”. Altre critiche sono giunte dal centrosinistra. L’on. Daniele Cocco (Progressisti) ha detto che “tutto questo non fa bene al Consiglio perché noi abbiamo votato un presidente garante di tutti. Chiedo che questi ordini del giorno non siano ammessi, perché sarà un precedente pericoloso”.

Anche l’on. Massimo Zedda (Progressisti) ha criticato l’ammissione dei due ordini del giorno: “Qualcuno dovrebbe spiegarci in via logica come si collegano gli sbarchi dei migranti con la caserma di Abbasanta. Qualcuno può motivare questa connessione? Anche le sentenze vanno motivate, figurarsi decisioni così”.

Anche l’on. Piero Comandini (Pd) ha contestato “la forzatura di questi ordini del giorno” e così l’on. Gianfranco Ganau, che si è detto “preoccupato dalle interpretazioni del Regolamento che  vengono fornite nelle ultime settimane. E’ evidente che questi emendamenti non c’entrino nulla con la mozione”.

Anche gli onorevoli Laura Caddeo ed Antonio Piu (Progressisti) hanno insistito nella richiesta: “Voglio sapere come possano essere accettati ordini del giorno così, sono davvero curioso”, ha detto l’on. Antonio Piu rivolto al presidente Michele Pais.

Per i Progressisti l’on. Eugenio Lai ha spiegato ironicamente che “il fenomeno delle migrazioni è interessante, soprattutto le migrazioni all’interno della maggioranza da un gruppo all’altro. Non capiamo però che collegamenti ci siano con il tema di cui discutiamo”.

Il vice capogruppo del’on. Roberto Deriu (Pd) ha invitato la maggioranza a riflettere: “Questo è un momento per sospendere e consentire alla maggioranza di fare chiarezza al suo interno, a fronte di una evidente forzatura interpretativa. Siamo spettatori interdetti e allibiti, non è il caso che ci sfidiate visto che non vi stiamo sfidando”.

Accogliendo l’invito dell’on. Deriu, il capogruppo della Lega, on. Dario Giagoni ha chiesto poi una sospensione dei lavori che il presidente Pais ha disposto.

Alla ripresa dei lavori, il consigliere dei Progressisti Gian Franco Satta ha ribadito la posizione espressa dal suo gruppo, cioè che l’ordine del giorno della Lega è inammissibile e l’iniziativa di quel partito è legata solo all’esigenza di segnare un punto politico coerente con una certa strategia nazionale. C’è uno strappo interno alla maggioranza fra Lega e Psd’Az, ha osservato, che fa male al Consiglio ed alla sua produttività nell’interesse della Sardegna.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha chiesto chiarimenti sull’esito della precedente sospensione.

Il presidente si è riservato di fare comunicazioni in un secondo momento.

Il consigliere dell’Udc Giorgio Oppi, ricordando l’ampia condivisione della mozione di Fdi, ha invitato al presidente a dichiarare l’inammissibilità dell’ordine del giorno anticipando comunque la sua posizione contraria.

Il consigliere Alessandro Solinas del M5s ha comunicato che per il suo gruppo l’ordine del giorno della Lega è inammissibile, invitando la presidenza a passare alla votazione della mozione di Fdi sul Caip di Abbasanta.

Il consigliere della Lega Michele Ennas, primo firmatario dell’ordine del giorno, ha difeso il documento sostenendo l’importanza dell’argomento per la Sardegna e per il territorio del Sulcis, proprio mentre il presidente della Regione sta incontrando i componenti della commissione bicamerale sull’immigrazione. La sinistra, ha proseguito, sta strumentalizzando tutto perché a livello nazionale vuole modificare la recente normativa in materia di sicurezza che invece va ancora rafforzata.

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha ribadito che il suo gruppo non ha mai presentato mozioni contro gli assessori. Occorre un maggiore rispetto dell’Aula, ha aggiunto, fermo restando che non sempre la si può pensare allo stesso modo e vanno stigmatizzate le forzature del regolamento. Ieri, ha lamentato, è stato interrotto l’intervento del collega Giovanni Antonio Satta sulla continuità territoriale, per cui occorre capire se l’ordine del giorno è ammissibile.

Il consigliere Pietro Moro (Misto) ha lamentato che la mattinata sia trascorsa a discutere del nulla perché se l’ordine del giorno non è ammissibile è inutile continuare a parlarne; a prescindere dai contenuti della mozione sui quali noi siamo d’accordo, ha concluso, la questione va chiarita.

Il presidente Pais ha sostenuto che le sue scelte sono state sempre ponderate ed adottate senza distinzioni sulla base delle appartenenze; l’ordine del giorno, ha aggiunto, suscita oggettivamente divisioni fra le forze politiche ed i gruppi ma non si può impedire ad un consigliere di formulare proposte in quadro normativo nel quale l’interpretazione del regolamento è prerogativa del presidente e, nel merito, le problematiche riguardanti le forze di polizia e quelle dell’ordine ordine pubblico hanno attinenza con il fenomeno degli sbarchi. Pertanto, ha concluso, confermo l’ammissibilità dell’ordine del giorno.

In sede di replica a conclusione del dibattito sulla mozione, il primo firmatario della mozione Francesco Mura (Fdi) si è detto stupito di quanto accaduto a seguito della proposta del suo gruppo, precisando che i consiglieri hanno diritto di proposta ed ogni iniziativa può essere contestata nel quadro del potere del presidente di interpretare il regolamento. Io preferisco stare sui contenuti, ha concluso, ringrazio per il consenso manifestato dai gruppi e per questo rivolgo a tutti un appello per il voto unanime sulla mozione con oggetto il Caip di Abbasanta.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha criticato sia l’andamento di un dibattito che si è attardato su questioni di metodo che l’interpretazione, a suo avviso scorretta, del presidente del Consiglio, ad uso e consumo del suo partito politico. Abbiamo sempre riconosciuto le esigenze della maggioranza anche se non ha presentato leggi, ha ricordato, ma ora sono stanco di perdere tempo; in capigruppo si era deciso che il presidente della Regione dovesse essere qui a parlare di entrate (argomento di cui abbiamo appreso dai giornali), mentre sempre informalmente veniamo a sapere che è a colloquio col i componenti della commissione bicamerale sull’immigrazione.

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula, sull’ordine dei lavori, ha ricordato che l’accordo dei capigruppo era di incontrare prima in sede in conferenza il presidente della regione nel pomeriggio prima di riferire in Aula, confermando che nel pomeriggio il presidente sarà in Consiglio.

Il capogruppo di Leu Daniele Cocco, dopo aver detto che la presenza del governatore gli giunge nuova, ha annunciato il voto favorevole alla mozione precisando che, se è stato stravolto l’ordine dei lavori non è colpa nostra. Cocco ha poi suggerito al capogruppo della Lega di ritirare l’ordine del giorno per evitare un vulnus al regolamento.

Il consigliere Alessandro Solinas del M5S, favorevole alla mozione, si è associato all’invito formulato dal collega Daniele Cocco contestando l’interpretazione del presidente che, fra l’altro, a suo avviso crea un precedente molto pericoloso.

Il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda, citando l’art.54 della Costituzione che obbliga i dipendenti pubblici ad operare con disciplina e onore ha sostenuto che il vincolo del regolamento riguarda tutti e le sue violazioni sono soggette alle previsioni della legge anche con il coinvolgimento del prefetto e del ministero dell’Interno, come accade nei confronti di eletti ai vari livelli. Se questa è la strada che si vuole intraprendere, ha aggiunto, apriremo un grande dibattito consapevoli di muoverci in un campo minato.

Sempre per i Progressisti il consigliere Maria Laura Orrù ha lamentato la piega inaccettabile dei lavori che rischia di portare ad una delegittimazione dell’Aula, con forti riflessi negativi verso l’esterno, verso quanti chiedono alle istituzioni un grande recupero di credibilità. Le forzature del regolamento, ha continuato, creano precedenti che potrebbero avere ripercussioni negative in futuro ed anche la mozione se collegata all’ordine del giorno che contestiamo diventa un problema.

Il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau, favorevole alla mozione, ne ha sostenuto l’importanza in ambito regionale ma nello stesso tempo ha criticato con forza la decisione di dichiarare ammissibile l’ordine del giorno, ricordando che forse in passato è accaduto ma solo in presenza di una totale condivisione dell’Aula.

Il consigliere di Forza Italia Emanuele Cera si è detto favorevole alla mozione sulla quale ha auspicato un voto unitario del Consiglio, in considerazione dell’impatto positivo della struttura sia per la Sardegna che per il territorio dell’Oristanese.

Il consigliere di Leu Eugenio Lai, favorevole, ha però osservato che solo chi vuole alimentare un clima di paura vuole collegare i problemi della polizia con il fenomeno dei migranti, perché i veri temi che stanno a cuore alle forze dell’ordine sono risorse per le dotazioni, retribuzioni, contratti e turn over.

Il consigliere della Lega Michele Ennas, favorevole, riprendendo alcuni temi del dibattito ha polemizzato con il collega Massimo Zedda (con il quale ha dialogato vivacemente) che aveva richiamato la maggiore importanza di alcune vertenze industriali rispetto al problema dell’immigrazione.

Ha assunto la presidenza il vice presidente Giovanni Antonio Satta.

Il consigliere del Psd’Az, Giovanni Antonio Satta, ha espresso rammarico “per ciò che sta accadendo in Aula” ed ha chiesto una sospensione dei lavori “per verificare se all’interno della maggioranza ci sia unità di intenti”. Il presidente Pais ha confermato la sospensione “ma soltanto a conclusione della votazione della mozione n.70”.

Il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, ha dichiarato voto favorevole alla mozione ma, riferendosi all’ordine del giorno sui migranti presentato dalla Lega, ha invitato ad una riflessione,  parlando “di opportunità dei temi da discutere anche alla luce delle previste comunicazioni del presidente della Giunta sulla vertenza entrate”. Il consigliere dei Progressisti, Gian Franco Satta, ha dichiarato voto di astensione sulla mozione n.70 “perché si è consentita l’ammissibilità di un ordine del giorno che non è attinente con gli argomenti in discussione”. Il consigliere dell’Udc, Pietro Moro, ha invitato il gruppo della Lega al ritiro dell’ordine del giorno («non siamo nelle condizioni di poterlo votare»).

Posta dunque in votazione la mozione n. 70 (Mura e più) che impegna la Giunta – “a porre in essere ogni utile iniziativa al fine di prevedere l’inserimento, nel piano nazionale, del corso per allievi agenti della Polizia di Stato da svolgersi nel Centro addestramento e istruzione professionale (CAIP) di Abbasanta” – è stata approvata con 48 a favore e 8 astensioni.

Il presidente Pais ha quindi dichiarato sospesi i lavori dell’Aula, per alcuni minuti. Alla ripresa dei lavori il capigruppo della Lega, Dario Giagoni, ha annunciato il ritiro dell’ordine del giorno sul fenomeno degli sbarchi dei migranti nel Sulcis ed il presidente del Consiglio ha posto in votazione l’ordine del giorno n. 2 per l’intitolazione ad Emanuela Loi del commissariato di Siniscola. Il capogruppo dei Riformatori, Michele Cossa, ha dichiarato la sottoscrizione del documento e l’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità con 42 sì su 42 consiglieri votanti.

Il presidente del Consiglio ha dichiarato conclusi i lavori ed ha convocato l’Assemblea alle 17.00.

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La Seconda e la Quarta commissione, riunite in seduta congiunta per un primo confronto sul tema dei cambiamenti climatici, hanno audito due studenti aderenti al “Fridays for future”, il grande movimento globale ispirato dalla svedese Greta Thunberg e che, anche in Sardegna, ha riportato nelle piazze migliaia di giovani per richiamare l’attenzione, di opinione pubblica e istituzioni, sui temi dell’ambiente e l’ecologia.

Ismail Samed ed Alice Beccari hanno illustrato i principali argomenti all’attenzione del movimento e ribadito l’impegno nella lotta ai cambiamenti climatici insieme con la volontà di proseguire, ancor più convintamente, nelle diverse iniziative finalizzate a favorire efficaci azioni di mobilitazione individuale e collettiva.  Sollecitati anche dagli interventi dei consiglieri dei Progressisti (Massimo Zedda, Maria Laura Orrù, Laura Caddeo); del Movimento 5 Stelle (Desirè Manca e Roberto Li Gioi); da Ignazio Manca (Lega), Francesco Mura (FdI) e Piero Comandini (Pd), i due studenti non si sottratti dall’offrire un punto vista sulle questioni di attualità nell’Isola ed  in particolare su quelle che attengono l’energia, lo sviluppo industriale e i trasporti.

Ismail Samed e Alice Beccari hanno dichiarato ferma contrarietà all’ipotesi dell’utilizzo del metano in Sardegna e più in generale «a qualunque forma di utilizzo dei combustibili fossili» esprimendosi a favore soltanto delle cosiddette “energie rinnovabili”. Un fermo no, dunque, alla dorsale sarda, agli impianti di rigassificazione, ai collegamenti con il tubo sottomarino ed anche alle centrali a carbone attualmente operanti nell’Isola. Non piace agli studenti del “Friday for future” neppure l’ipotesi di un rilancio dell’industria in Sardegna («gli annunci di questi giorni sembrano quelli fatti in altre epoche quando si propagandava l’industrializzazione con i piani di rinascita che sono poi stati un fallimento») mentre si auspica «il varo di un nuovo piano energetico alternativo rispetto a quello approvato nella passata legislatura». «Ascoltare e coinvolgere i giovani – è stato il messaggio finale degli studenti – nelle scelte che condizionano il futuro e considerare l’emergenza climatica e ecologica come reale e soprattutto come questione centrale nelle decisioni politiche».

A seguire, la Seconda commissione si è riunita, sotto la presidenza di Alfonso Marras (Riformatori sardi), per l’audizione dell’assessora del Lavoro e del direttore dell’Aspal sulla cosiddetta “vertenza articolo 58” che riguarda l’inquadramento del personale transitato, per effetto di due leggi regionali, dalle amministrazioni provinciali all’Aspal. Come è noto, i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Sadirs, non concordano sull’ipotesi di accordo formulata dall’amministrazione e, ad esclusione della Cgil, hanno però mostrato segnali di apertura, nella trattativa che li contrappone all’assessorato e all’agenzia, per ciò che attiene “la decorrenza della parte economica” (gli arretrati spettanti ai lavoratori).

L’assessora Alessandra Zedda ed il direttore Aspal, Massimo Temussi, hanno ribadito la difficoltà nell’applicazione delle norme regionali per il corretto inquadramento del personale (comporterebbero costi troppo elevati rispetto alle coperture finanziarie) ma, preso atto delle disponibilità dichiarate dalle tre sigle sindacali e raccogliendo l’invito dei componenti la commissione consiliare, hanno accettato di procedere in tempi rapidi con una rivisitazione dei contenuti e delle tabelle, precedentemente formulate, nella proposta di accordo.