16 August, 2022
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«Non mi hanno arrestato! Denuncia a piede libero per aver occupato le dune vietate in terra sarda. Tutto questo mentre lo Stato a colpi di missile demolisce impunemente la Sardegna. Vi racconto tutto appena posso. Grazie di cuore alle centinaia di amici che mi hanno atteso sino adesso e a coloro che con messaggi mi hanno incoraggiato a resistere.»

E’ il messaggio pubblicato ieri sera dal deputato sardo #Mauro Pili, leader di Unidos Sardegna, in uno dei suoi profili facebook. La denuncia è arrivata dopo che Mauro Pili, al termine della #Marcia per la Libertà della Sardegna, partita dallo stabilimento balneare “Luna Beach” della seconda spiaggia, si è recato in cima alle dune di Teulada con una bandiera della Sardegna.

La manifestazione alle dune ha concluso una giornata iniziata nella saletta della Pro Loco di Teulada, con un incontro che ha visto la partecipazione di associazioni, rappresentanti istituzionali, forze politiche sarde, ricercatori, legali e cittadini, per un confronto sulla presenza delle basi militari in Sardegna.

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E’ in corso, nella saletta della Pro Loco di Teulada, un incontro organizzato dal deputato #Mauro Pili, leader del movimento #Unidos Sardegna, al quale sono state invitate associazioni, rappresentanti istituzionali, forze politiche sarde, ricercatori, legali e cittadini, per un confronto sulla presenza delle basi militari in Sardegna.

Mauro Pili sta portando avanti una battaglia per denunciare i danni provocati dalla presenza delle servitù militari e dopo la conferenza stampa tenuta ieri a Cagliari, nel corso della quale ha spiegato che «nel poligono militare di Teulada si sta consumando un disastro ambientale e naturalistico», ed ha mostrato alcune fotografie scattate a Punta Tonnara, dove in quasi 50 anni è stato demolito un isolotto ed ora sul promontorio e sulle spiagge sono visibili i resti di missili, ha organizzato questa nuova giornata di denuncia che, al termine dell’incontro, alle 19.30, prevede il trasferimento al parcheggio della spiaggia di Porto Pino, dove dalle 20.00 si terrà la #Marcia per la Libertà della Sardegna, con partenza dallo stabilimento balneare “Luna Beach” della seconda spiaggia.

 

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Il deputato #Mauro Pili, leader del movimento #Unidos Sardegna, ha promosso un confronto tra associazioni, rappresentanti istituzionali, forze politiche sarde, ricercatori, legali e cittadini sulla presenza delle basi militari in Sardegna, che si terrà domani 18 giugno, dalle ore 16.00, presso la sede della Pro Loco di Teulada, in Piazza Mazzini.

Al termine dell’incontro, alle 19.30, è previsto il trasferimento al parcheggio della spiaggia di Porto Pino, dove dalle 20.00 si terrà la #Marcia per la Libertà della Sardegna, con partenza dallo stabilimento balneare “Luna Beach” della seconda spiaggia.

Mauro Pili sta portando avanti una battaglia per denunciare i danni provocati dalla presenza delle servitù militari e questa mattina ha tenuto una conferenza stampa, nel corso della quale ha spiegato che «nel poligono militare di Teulada si sta consumando un disastro ambientale e naturalistico». L’ex presidente della Regione ha mostrato alcune fotografie scattate a Punta Tonnara, dove in quasi 50 anni è stato demolito un isolotto ed ora sul promontorio e sulle spiagge sono visibili i resti di missili.

La Camera ha bocciato stamane due emendamenti, presentati dai parlamentari di Pd (Pes, Mura, Francesco Sanna, Scanu, Marrocu, Cani, Marco Meloni, Giovanna Sanna) e M5S (Corda, Nicola Bianchi, Cancelleri, Ruocco, Villarosa, Barbanti), che riproponevano misure per gli aiuti agli alluvionati della Sardegna. Durissimi i commenti del deputato Mauro Pili (Unidos), che ha definito il Governo Renzi «un Governo di incapaci», sottolineando come «ancora una volta l’esecutivo ha dimostrato il totale menefreghismo nei confronti della Sardegna» e di Emanuele Cani del Partito Democratico, che in una nota ha scritto che «pur condividendo la disponibilità manifestata dal sottosegretario Zanetti, a risolvere o meglio ad iniziare a risolvere il problema degli alluvionati della Sardegna, è bene ricordare che sono passati oltre quattro mesi dalla data del disastro che ha colpito il Nord dell’Isola e nulla di concreto è stato fatto, non c’e più tempo per aspettare. Oggi avremmo potuto risolvere definitivamente il problema. Ho votato convintamente in dissenso dal mio gruppo a favore degli emendamenti non solo a quello presentato con i colleghi deputati della Sardegna ma anche a quelli presentati dalle altre forze politiche presenti in parlamento. Gli emendamenti in oggetto, purtroppo, non sono stati approvati».

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A San Giovanni Suergiu Ugo Cappellacci è stato il candidato più votato (37,36%) e i Riformatori Sardi, con il sindaco Federico Palmas candidato, sono il primo partito (21,55%),. davanti al Partito Democratico (19,11%), a Comunidades che aveva come candidata la vice sindaco Elvira Usai (11,61%) e a Unidos con l’11,17%. Francesco Pigliaru s’è attestato al 29,96%, davanti a Mauro Pili con  il 16,04% e a Michela Murgia con il 15,94%. In coda Gigi Sanna con lo 0,41% e Pier Franco Devias con lo 0,27%.

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Nella circoscrizione di Carbonia Iglesias, in 101 sezioni su 144, Francesco Pigliaru è avanti di 449 voti su Ugo Cappellacci: 14.973 voti (36,26%) contro 14,524 (35,17%). Le liste del centrodestra sono avanti con 14.156 voti (39,77%) contro i 13.541 voti (38,04%) delle liste del centrosinistra.

Al terzo posto Mauro Pili con 6.024 voti, il 14,59% (le liste si sono fermate a 4.526 voti con il 12,71%), al quarto posto Michela Murgia con 5.348 voti, il 12,95% (le liste si sono fermate a 3.176 voti con l’8,92%); al quinto posto Gigi Sanna con 213 voti, lo 0,51% (la lista ha ottenuto 192 voti con lo 0,54%); al sesto e ultimo posto Pier Franco Devias con 206 voti, lo 0,49%.

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A Carbonia lo spoglio è arrivato a 25 sezioni su 32 e Francesco Pigliaru comanda con 4.595 voti, il 42,73%. Ugo Cappellacci ha ottenuto 2.918 voti, il 27,14%; Mauro Pili 1.921 voti, il 17,86%; Michela Murgia 1.226 voti, l’11,40%; Pier Franco Devias 63 voti, lo 0,59%; Gigi Sanna 30 voti, lo 0,28%.

Tra le liste al primo posto, come ampiamente previsto, c’è il Partito Democratico con 3.015 voti, il 30,56%; al secondo posto c’è Unidos con 1.179 voti, l’11,95%; al terzo posto Forza Italia con 1.093 voti, l’11,08%; al quarto posto Sinistra ecologia Libertà con 932 voti, il 9,45%; al quinto posto l’UDC con 767 voti, il 7,77%, al sesto posto i Riformatori Sardi con 709 voti, il 7,19%.

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A Iglesias lo spoglio è quasi terminato, il centrodestra avanti, UDC primo partito con il 24,745%. Ugo Cappellacci, in 32 sezioni su 33, ha ottenuto 4.389 voti, il 40,05%; Francesco Pigliaru 3.506 voti, il 31,99%; Mauro Pili 1.719 voti, il 15,70%; Michela Murgia 1.025 voti, il 9,35%; Gigi Sanna 210 voti, l’1,93%; Pier Franco Devias 109 voti, lo 0,99%.

Tra le liste, sempre in 32 sezioni su 33, UDC al primo posto con 2.404 voti, il 24,745%; il Partito Democratico 1.346 voti, il 13,855%; Forza Italia con 1.125 voti, l’11,58046%; Sinistra Ecologia Libertà con 1.106 voti, l’11,384%.

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Lo spoglio è arrivato quasi a metà strada, 839 sezioni su 1.839 e Francesco Pigliaru sempre più vicino al trionfo. Francesco Pigliaru ha ottenuto 136.595 voti, il 43,88%, contro i 119.163 voti, il 38,28%. Più vicini i due schieramenti per i voti di lista: 114.582 voti, il 45,01% per le undici liste del centrosinistra; 105.971 voti, il 41,63%, per le sette liste del centrodestra.

Michela Murgia si mantiene sopra il 10%, con 32.212 voti, il 10,35%, ma non con le sue tre liste, che hanno ottenuto 17.005 voti, il 6,68%; Mauro Pili ha ottenuto 17.667 voti, il 5,67% (le sue quattro liste hanno ottenuto 13.553 voti, il 5,32%.

Pier Franco Devias è arrivato a 3.253 voti, l’1,04% (1.902 voti e lo 0,74% per la lista); Gigi Sanna a 2.352 voti, lo 0,75% (1.547 voti, lo 0,60% per la lista).

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Lo scrutinio dei voti nelle sezioni non è ancora concluso ma è ormai pressoché certo che il nuovo presidente della Regione, tra qualche ora, sarà Francesco Pigliaru. Il vantaggio accumulato fin qui, unito ai dati già maturati nelle sezioni e non ancora ufficializzati, portano a pensare che una rimonta di Ugo Cappellacci sia praticamente impossibile.

A questo punto sarà importante verificare se il candidato del centrosinistra si terrà al di sopra del 40%, per strappare un premio di maggioranza del 60% e quindi poter contare su un rassicurante margine di 36 consiglieri a 24 per governare con una certa serenità (l’art. 13 fissa la ripartizione dei seggi ed il premio di maggioranza: a) il 60 per cento dei seggi del Consiglio regionale se il presidente proclamato eletto ha ottenuto una percentuale di voti superiore al 40 per cento; b) il 55 per cento dei seggi del Consiglio regionale se il presidente proclamato eletto ha ottenuto una percentuale di voti compresa tra il 25 ed il 40 per cento).

Ciò che emerge dai dati è la quasi certezza che l’Assemblea di via Roma nei prossimi cinque anni sarà composta da due soli schieramenti: Centrosinistra (36 consiglieri) e Centrodestra (24 consiglieri). La legge statutaria, infatti, all’art. 1, comma 7, prevede due soglie di sbarramento, con l’esclusione dall’attribuzione dei seggi:

a) dei gruppi di liste che fanno parte di una coalizione che ottiene meno del 10 per cento del totale dei voti validi ottenuti da tutti i gruppi di liste a livello regionale;

b) dei gruppi di liste non coalizzati che ottengono meno del 5 per cento del totale dei voti ottenuti da tutti i gruppi di liste a livello regionale.

Michela Murgia al momento supera il 10% dei voti come candidato alla presidenza ma le sue liste sono ben al di sotto di questa soglia e quindi, salvo miracolose rimonte, resteranno fuori dal nuovo Consiglio regionale, anche perché nessuna delle liste singole, così come le liste che sostengono gli altri candidati alla presidenza, Mauro Pili, Pier Franco Devias e Gigi Sanna, arriveranno a superare il 5%.