2 August, 2026
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Il Governo Nazionale ha bloccato le risorse desinate alla mobilità in deroga, strumento di supporto fondamentale per l’intero comparto industriale di Portovesme.

«Apprendiamo dal comunicato delle sigle sindacali che il Governo centrale ha deciso di bloccare le risorse destinate alla mobilità in deroga, uno strumento che da anni coinvolge e sostiene numerosi lavoratori del nostro territoriodice Romeo Ghilleri consigliere delegato dell’industria della provincia del Sulcis Iglesiente –. Si tratta di una situazione sempre più grave, che aggrava ulteriormente la crisi del comparto industriale del polo di Portovesme. Da troppo tempo si combatte per far ripartire le tante aziende presenti e per salvaguardare ciò che ancora oggi resiste, tra difficoltà e incertezze.»

«Nel frattempo, si registra un assordante silenzio politico, sia a livello regionale che nazionale, su vertenze che restano sospese e prive di risposte concrete – commenta Gianluigi Loru. vice presidente della Provincia e consigliere delegato dell’Ambiente -. Tante famiglie, da anni tra mobilità e cassa integrazione, continuano a vivere una condizione di forte disagio economico e sociale nel nostro territorio. La decisione di bloccare un ammortizzatore sociale che garantiva tutela e un minimo di respiro in attesa del rientro al lavoro rappresenta un ulteriore colpo per lavoratori e famiglie già provati».

«Su questi temidichiara il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usaiè indispensabile aprire un confronto serio e definire una programmazione chiara e concreta sul futuro del polo industriale di Portovesme, offrendo finalmente prospettive e risposte certe alle tante famiglie che da troppo tempo attendono soluzioni. All’orizzonte non si intravedono soluzioni concrete sul futuro del polo industriale di Portovesme e a pagarne il prezzo più alto sono, ancora una volta, i lavoratori, le loro famiglie·»

In ambito sanitario, fra tante brutte notizie, ogni tanto un raggio di luce filtra tra la cortina grigia che affligge la sanità pubblica. Questa mattina al Cto di Iglesias è stato, infatti, inaugurato il nuovo Centro per la diagnosi e la cura dell’Osteoporosi (Bone Unit) alla presenza di tanti operatori sanitari, fra questi diversi giovani medici. Una nota positiva e di speranza per il nostro territorio.
Il nuovo servizio sanitario, all’avanguardia ed unico in Sardegna, presso la Struttura Semplice Dipartimentale di Reumatologia del nosocomio iglesiente, si pone come punto di riferimento per la prevenzione, la diagnosi precoce e la gestione integrata delle patologie osteo-metaboliche.

«Si calcola che sono circa un migliaio i pazienti affetti da osteoporosi, di questi circa 600 saranno trattati con terapie innovativespiega la dott.ssa Silvia Sanna, responsabile dell’ambulatorio –. L’obiettivo è intercettare precocemente la patologia, ridurre il rischio di fratture e migliorare concretamente la qualità di vita, soprattutto nei pazienti più fragili. Un vero cambio di paradigma nella gestione di questa patologia con un approccio integrato che
accompagna il paziente dalla diagnosi alla terapia, anche con controlli nel tempo.»

Ma la vera specificità di questo nuovo servizio si sviluppa sul fronte della prevenzione.

«Prevenzione primaria, rivolta ai soggetti a rischio di frattura, sia su quello della prevenzione secondaria, dedicata ai pazienti già fratturati precisa la dott.ssa Alessandra Vacca, responsabile della Bone Unit –. In questi ultimi, il rischio di una seconda frattura è particolarmente elevato, soprattutto nei primi due anni dopo l’evento, ma può rimanere significativo fino a dieci anni, Un’attenzione specifica è inoltre rivolta ai pazienti cronici a rischio di osteoporosi e fratture, e quelli soggetti a terapie oncologiche.»
L’accesso al Centro avviene tramite CUP Regionale, con impegnativa per visita specialistica (codice 89.7). La priorità B è riservata ai pazienti con fratture da fragilità e ai pazienti oncologici in trattamento con blocco ormonale, mentre le priorità P o D sono previste per tutti gli altri pazienti con sospetto o diagnosi di osteoporosi.
Il Centro dispone di un team medico specialistico in patologie osteo-metaboliche, di un ambulatorio dedicato alle terapie infusionali e di un team infermieristico specializzato anche nei servizi di telemedicina, pensati per garantire continuità assistenziale e monitoraggio nel tempo.
«Si tratta di un ambulatorio di prossimitàsottolinea il direttore generale dell’ASL Sulcis Iglesiente, Paolo Cannasche ci consente di intercettare pazienti particolarmente fragili, come ad esempio i pazienti oncologici. Spesso queste persone sviluppano patologie che non sono direttamente legate al tumore, ma ai trattamenti a cui vengono sottoposte. Tra queste c’è l’osteoporosi, una patologia ad alto impatto sanitario e sociale, che può determinare fratture, ricoveri e disabilità. Intervenire in modo strutturato significa ridurre questi rischi e migliorare in modo concreto la qualità di vita dei nostri cittadini.»
Per il sindaco Mauro Usai, presente all’inaugurazione, «si tratta di un tassello importante per la sanità del territorio che, gradualmente, si arricchisce di specificità che solo apparentemente sono di secondaria importanza».
Sempre presso la struttura del Cto, intanto, fervono i lavori di montaggio della nuova risonanza magnetica di ultima generazione che andrà a completare, con la Tac, il nuovo reparto di diagnostica per immagini.

Carlo Martinelli

Il racconto di una vita dedicata ai tesori nascosti della Sardegna: debutta, con una proiezione in anteprima, “Antonio Zara – L’uomo che amava scavare”, film documentario di Antonio Sanna prodotto da ArKaosfilm in collaborazione con Società Umanitaria Carbonia e Associazione Amici della Miniera.

L’appuntamento è per giovedì 12 febbraio, al Cineteatro centrale di piazza Roma, a Carbonia, con ingresso gratuito a partire dalle 18.00.

Dopo i saluti istituzionali dell’assessora regionale della Cultura Ilaria Portas e del sindaco Pietro Morittu, interverranno il regista del film Antonio Sanna, il direttore regionale dei CSC della Società Umanitaria in Sardegna Paolo Serra, Piero Agus, presidente dell’associazione Amici della Miniera e i familiari del compianto Antonio Zara.

Il film, della durata di 49 minuti, alterna tra immagini in bianco e nero e a colori, materiali d’archivio e riprese contemporanee per raccontare la vita e le scoperte di Antonio Zara, figura fondamentale – e a lungo rimasta ai margini dei riflettori – dell’archeologia sarda.

Nato a Gairo e cresciuto a Carbonia, Zara scopre giovanissimo la passione per l’archeologia grazie ai racconti degli anziani e all’esplorazione dei nuraghi e delle grotte del territorio. A 14 anni compie il suo primo ritrovamento nel Monte Crobu, consegnando poi i reperti alla Soprintendenza. L’incontro con l’ispettore Vittorio Pispisa segna l’inizio di un apprendistato sul campo che lo porterà, nel 1962, a soli 16 anni, alla scoperta del Tofet di Monte Sirai, sito chiave per lo studio della civiltà fenicio-punica in Sardegna.

Da quel momento Antonio Zara parteciperà a decine di campagne di scavo, in qualità di assistente tecnico della Soprintendenza, sviluppando una straordinaria capacità di “leggere” il paesaggio e individuare siti archeologici di grande importanza. Tra le campagne più importanti cui partecipò Zara ricordiamo il lavoro di scavo e ripristino del Pozzo Sacro di Santa Cristina e quella che portò al ritrovamento del celebre bronzetto del cosiddetto “Sardus Pater” a Fluminimaggiore (oggi conservato al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari).

Il documentario, scritto e diretto da Antonio Sanna, che firma anche fotografia, editing e riprese con drone insieme a Renzo Gualà, nasce da un’idea di Sergio Zara e si avvale delle musiche originali di Mauro Usai per il pianoforte di Omar Bandinu; e delle voci narranti di Maria Giovanna Ganga e Gianni Cossu, con un testo introduttivo di Enea Bagiella e brani tratti dai libri di Antonio Zara Io c’ero – I racconti dell’assistente e I racconti del pozzo.

Il film intreccia testimonianze di studiosi, amici e familiari – tra cui Piero Bartoloni, Giorgio Secci, Angelo Saba e Giovanna Pietra – con fotografie originali di Antonio Zara, Ugo Virdis, Piero Bartoloni e Peter Paul Mackey, restituendo un ritratto intimo e corale di un uomo mosso da curiosità, ostinazione e amore per la terra.

La proiezione sarà un’occasione per riscoprire non solo la figura di Antonio Zara, ma anche un pezzo fondamentale della storia archeologica e culturale del Sulcis Iglesiente.

L’iniziativa è realizzata con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (L.R. 48/2018, art. 11, comma 26), della Fondazione di Sardegna e dei Comuni di Carbonia e Paulilatino, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, il Sistema Museale di Carbonia, Archeotour Paulilatino e il Parco e Museo Genna Maria di Villanovaforru.

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Si è svolta questo pomeriggio nella sala conferenze della provincia del Sulcis Iglesiente, in via Mazzini, a Carbonia, la prima conferenza sociosanitaria provinciale per la nuova Direzione generale della ASL Sulcis Iglesiente, presenti sindaci e assessori di quasi tutti i Comuni della Provincia, il consigliere regionale Alessandro Pilurzu e alcuni dirigenti della ASL Sulcis Iglesiente. I lavori sono stati aperti dal presidente della Conferenza sociosanitaria e presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, che ha ringraziato la presidente della Regione e assessore della Sanità ad interim, Alessandra Todde, rappresentata dal Capo di Gabinetto Stefano Ferreli e da alcuni componenti dello staff, per l’attenzione riservata al territorio e per la forte volontà di accompagnare il processo di crescita del sistema sociosanitario del Sulcis Iglesiente.
Nel sottolineare l’importanza e la centralità di un rapporto strutturato e continuativo con la Conferenza sociosanitaria, orientato al raggiungimento di obiettivi comuni, il direttore generale della ASL, Paolo Cannas, ha evidenziato la necessità di rafforzare l’organizzazione aziendale, valorizzando le professionalità presenti e procedendo con l’attribuzione degli incarichi a tutti i livelli.
In vista di una futura riorganizzazione della rete ospedaliera, alla quale sarà comunque riservata la massima attenzione, la priorità strategica individuata è il potenziamento dei servizi territoriali. Particolare rilievo – ha rimarcato Paolo Cannas – sarà dato alla medicina di prossimità, alla prevenzione, alle Case di Comunità, alla telemedicina e allo sviluppo delle Centrali Operative Territoriali, strumenti fondamentali per garantire una presa in carico più efficace dei pazienti e una gestione appropriata dei percorsi di cura. Nel corso del confronto, i sindaci hanno richiamato l’attenzione sulle criticità legate alla medicina di base, sull’evoluzione dei bisogni sanitari connessi all’invecchiamento della popolazione e sulla necessità di rendere il sistema sanitario sempre più attrattivo, anche attraverso il rafforzamento delle collaborazioni con le università e del lavoro in rete tra le aziende sanitarie. È stata inoltre evidenziata l’esigenza di innovare le modalità di reclutamento del personale, promuovendo strumenti e procedure concorsuali più mirate e coerenti con le specifiche esigenze del territorio.
La conferenza si è conclusa con l’impegno a programmare incontri periodici – a cadenza di 45-60 giorni salvo urgenze determinate da particolari eventi -, finalizzati a seguire l’evoluzione del percorso avviato e a monitorare i risultati raggiunti.

Vediamo le interviste realizzate con il nuovo direttore generale Paolo Cannas, il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usai e i sindaci di Carbonia Pietro Morittu e Carloforte Stefano Rombi.

Al termine di un lungo iter conclusosi con la risoluzione contrattuale con l’impresa precedentemente affidataria, sono stati consegnati stamane all’impresa esecutrice, seconda classificata, i lavori per la realizzazione della palestra dell’Istituto di istruzione superiore Gramsci-Amaldi, recentemente trasferito presso la sede di via Brigata Sassari, a Carbonia.
Il quadro economico complessivo dell’intervento ammonta a 2 milioni e 667mila euro, di cui 1 milione e 770mila euro di fondi Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR), 177mila euro del Fondo Ministeriale Opere Indifferibili (FOI) e 720mila euro di cofinanziamento della Provincia Sulcis Iglesiente. Inoltre, lo scorso anno la Provincia ha destinato un ulteriore finanziamento di 643mila euro per la realizzazione di interventi previsti nella fase di progettazione dell’opera la cui conclusione, nel rispetto delle tempistiche imposte dal PNRR, è fissata al 31 agosto 2026.

«La nuova palestra – dichiara il presidente della Provincia Mauro Usai -, è una struttura innovativa e sostenibile al servizio della collettività. Le palestre infatti rappresentano un punto di riferimento per le attività scolastiche, le associazioni sportive del territorio e un luogo privilegiato di condivisione e socialità. Questa nuova palestra valorizza non solo l’istituto scolastico, ma l’intera città di Carbonia. Vogliamo assicurareconclude il presidente Mauro Usai -, ai nostri giovani una scuola moderna e all’avanguardia in grado di offrire un’offerta formativa di qualità. Voglio ringraziare gli uffici per il lavoro svolto con impegno e professionalità.»

Il Cammino Minerario di Santa Barbara ottiene un riconoscimento di assoluto prestigio nel panorama internazionale dell’escursionismo e del turismo lento, aggiudicandosi il Global Choice Award di Komoot, la più grande piattaforma outdoor del mondo con circa 50 milioni di utenti.  Il premio, che la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara ha voluto dedicare alla memoria di Giampiero Pinna, fondatore ed ex presidente del Cammino, è stato consegnato ad Andrea Tarozzi, dirigente dell’area amministrativa, e al collega Roberto Rossi, referente della campagna Komoot, durante la cerimonia tenutasi nell’ambito della CMT di Stoccarda, la più importante fiera internazionale dedicata a turismo, tempo libero e outdoor.

Attribuito per la prima volta a un Cammino, il Global Choice Award nasce da una consultazione globale svoltasi nel dicembre 2025 che ha visto il Cammino Minerario di Santa Barbara primeggiare tra sei finalisti di rilievo internazionale: Tourspain, Comune di Genova, Trans Canada Trail (Canada), GT 20 Bike (Corsica) e Sauerland-Höhenflug (Germania). Elemento distintivo del premio è il suo forte valore partecipativo: non una giuria tecnica, ma la community di Komoot ha espresso la propria preferenza, riconoscendo nel Cammino Minerario di Santa Barbara un’esperienza autentica, coinvolgente e capace di raccontare i territori attraverso il cammino.

Il riconoscimento valorizza un progetto unico nel suo genere: un itinerario ad anello di oltre 500 chilometri nel sud-ovest della Sardegna, che attraversa paesaggi di straordinaria varietà tra Sulcis Iglesiente, Arburese e Guspinese, toccando villaggi minerari dismessi, miniere storiche, foreste secolari, campagne silenziose e tratti costieri di rara bellezza. Nel biennio 2024-2025 il Cammino ha registrato circa 40.000 pernottamenti, con un incremento del 30% nel 2025 rispetto al 2024. In costante crescita anche la presenza internazionale, in particolare di turisti provenienti dalla Germania.

Al Cammino si affiancano la Ciclovia del CMSB, in larga parte sovrapposta al tracciato pedonale, e il progetto “Sentieri del Carignano”, che intreccia turismo lento, paesaggio, memoria mineraria e viticoltura a piede franco. Un percorso che va oltre l’escursione, diventando racconto vivo di comunità, lavoro e identità e che contribuisce concretamente al rilancio del territorio, e che si inserisce in un contesto di crescente interesse internazionale per la Sardegna, scelta come ‘Top Destination 2026’ da Lonely Planet.

Nella motivazione ufficiale del premio, Komoot sottolinea come il Cammino abbia conquistato la community anche grazie alla Collection dedicata, che riproduce fedelmente il tracciato ufficiale e mette a disposizione strumenti pratici per la pianificazione del viaggio, rendendo l’esperienza accessibile, emozionante e concretamente fruibile.

Grande la soddisfazione della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, che interpreta il riconoscimento come un risultato collettivo e strategico. Il Presidente della Fondazione del Cammino Minerario di Santa Barbara Mauro Usai dichiara: «Questo premio rappresenta un’ulteriore affermazione del Cammino Minerario di Santa Barbara, ma soprattutto è un riconoscimento per le comunità attraversate dai camminatori e dai ciclisti, e che lo rendono vivo ogni giorno con un lavoro paziente, condiviso e costruito insieme ai territori. Il Global Choice Award conferma la validità del nostro approccio: proporre un turismo lento, sostenibile, profondo, capace di unire cammino, conoscenza e relazione umana. Il Cammino Minerario di Santa Barbara dimostra che è possibile raccontare una destinazione in modo autentico, credibile e contemporaneo, anche attraverso il marketing digitale».

Nel suo decimo anniversario, il Cammino Minerario di Santa Barbara sceglie di trasformare il premio in un’occasione di condivisione, restituendo valore ai veri protagonisti di questo successo: i camminatori. Per celebrare il Global Choice Award e ringraziare la community che ha creduto nel progetto, la Fondazione CMSB mette a disposizione 2.000 notti al costo simbolico di 10 euro nelle posadas e nelle strutture ricettive aderenti e convenzionate lungo il Cammino. L’iniziativa sarà valida in due periodi ideali per vivere il Cammino in modo lento e autentico – dal 10 febbraio al 10 giugno e dal 10 settembre al 10 dicembre 2026 – con voucher disponibili a partire dal 26 gennaio.

Un gesto concreto che riflette l’anima del Cammino Minerario di Santa Barbara: un progetto che nasce dai territori, cresce grazie alle comunità e continua a camminare insieme alle persone, trasformando un premio internazionale in un invito aperto a mettersi in cammino.

Un nuovo tassello si aggiunge al Cammino Minerario di Santa Barbara e alla sua rete di ospitalità diffusa. È stata inaugurata oggi, martedì 13 gennaio, la Posada di Portixeddu, nel comune di Fluminimaggiore, lungo le tappe 4 e 5 del percorso.

La nuova struttura di accoglienza, ospitata nell’ex Albergo del Golfo del Leone, mette a disposizione 24 posti letto dedicati ai camminatori e rappresenta la nona posada aperta dalla Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara dal 2019 ad oggi.

Con questa apertura, la rete delle posadas del Cammino Minerario di Santa Barbara raggiunge complessivamente 130 posti letto, rafforzando in modo significativo il sistema di ospitalità diffusa lungo il Cammino.

La Posada di Portixeddu si apre così ai viaggiatori lenti, a chi sceglie di attraversare i territori passo dopo passo, rispondendo alla crescente presenza di pellegrini lungo un tratto particolarmente rilevante del percorso, quello della costa dell’Iglesiente-Arburese-Guspinese.

Questo nuovo passo si inserisce in una visione più ampia di sviluppo del Cammino Minerario di Santa Barbara che, attraverso la rete delle posadas, promuove un modello di turismo sostenibile, esperienziale e destagionalizzato, capace di generare economia diffusa, rafforzare il legame tra comunità e paesaggio e valorizzare l’identità dei territori attraversati.

All’evento hanno partecipato Mauro Usai, presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, e Paolo Sanna, sindaco del comune di Fluminimaggiore.

Stamane la provincia del Sulcis Iglesiente ha effettuato il sopralluogo presso il cantiere attivato per lavori di manutenzione straordinaria degli alvei fluviali al confine tra Villamassargia e Musei, in località Riu San Giovanni.
L’appalto di euro 423.597,00 prevede la manutenzione delle zone ricadenti nei comuni di Siliqua,
Villamassargia, Musei, Domusnovas, Carbonia e San Giovanni Suergiu.
L’assenza di manutenzione in passato ha generato la crescita selvaggia di specie arboree impedendo così il corretto deflusso dell’acqua, creando eventuali situazioni di pericolo in caso di piogge copiose.
Grazie a questi interventi verrà messa in sicurezza una vasta porzione di territorio provinciale e a questo primo lotto di oltre quattrocentoventi mila euro si aggiungeranno ulteriori euro 475.263,69. Risorse disponibili destinate alla società SI Servizi (società In House della Provincia del Sulcis Iglesiente) che verranno programmate nell’arco delle prossime quattro settimane al fine di appaltare i lavori di pulizia degli alvei fluviali nei restanti comuni della Provincia del Sulcis Iglesiente.

«Era doveroso iniziare i lavori di manutenzione straordinaria degli alvei fluvialispiega Mauro Usai per troppo tempo, visto il lungo commissariamento, sono stati trascurati. La provincia ha ottenuto i finanziamenti indispensabili per poter iniziare questa opera importante di manutenzione per garantire la sicurezza dei lavoratori del comparto agricolo e di coloro i quali circolano quotidianamente sulle strade provinciali. La messa in sicurezza del territorio provinciale dal punto di vista ambientare è una delle direttrici imprescindibili del mandato politico che ci è stato affidato qualche mese fa.»

Domani, martedì 13 gennaio, alle 10.00, sarà inaugurata la Posada di Portixeddu, nel comune di Fluminimaggiore, lungo le tappe 4 e 5 del Cammino Minerario di Santa Barbara.

La nuova struttura di accoglienza nell’ex albergo del Golfo del Leone, con 24 posti letto dedicati ai camminatori, torna a vivere e ad aprirsi ai viaggiatori lenti, a chi sceglie di attraversare i territori passo dopo passo, andando così a rafforzare la rete di ospitalità del Cammino Minerario di Santa Barbara con una risposta concreta alla crescente presenza di camminatori lungo la costa dell’Iglesiente-Arburese, in un tratto particolarmente significativo del percorso.

L’apertura della Posada rappresenta, infatti, molto più di un nuovo servizio ricettivo: è un tassello fondamentale nella costruzione di un modello di turismo sostenibile, esperienziale e destagionalizzato, capace di rispondere alle esigenze del territorio, generare economia diffusa e rafforzare il legame tra comunità, paesaggio e identità.

All’inaugurazione saranno presenti: Mauro Usai, presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, e Paolo Sanna, sindaco del comune di Fluminimaggiore.

posizione https://maps.app.goo.gl/TJU6njd1hsyVFLi78

Il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, ha convocato, nella sede di via Mazzini, a Carbonia, per mercoledì 21 gennaio 2026, la “Conferenza sanitaria provinciale”. Perché questo fatto è straordinario? Perché la “Conferenza sanitaria provinciale”, pur essendo stata partorita con legge del 27 dicembre 1992, e poi confermata dalla Riforma sanitaria di Rosy Bindi nel 1999, di fatto è come se non
fosse mai esistita. Secondo l’articolo 4 di suddetta legge essa Conferenza dovrebbe essere formata da tutti i sindaci del Distretto sanitario dell’Iglesiente e dai sindaci del Distretto sanitario del Sulcis. I Distretti
sanitari sono due aree territoriali rappresentate dagli 8 sindaci dell’Iglesiente e dai 16 sindaci del Sulcis.
Orbene, per legge, i Consigli dei Distretti hanno il potere di intervenire sui servizi sanitari territoriali, ma non sulla rete ospedaliera. Invece la “Conferenza sanitaria provinciale”, che è formata dall’unione dei due Distretti, può intervenire anche sugli ospedali.
Da quando esiste la Provincia non abbiamo mai sentito parlare di interventi della Conferenza dei sindaci sugli ospedali o le liste d’attesa. Al massimo abbiamo letto nei quotidiani locali parole di protesta sia di
sindaci che di isolati cittadini. Non abbiamo mai visto tracce di risposte dalla politica regionale o dalla Sanità ufficiale perché la protesta non perveniva al loro indirizzo. Il senso di delusione e di impotenza dei nostri rappresentanti politici locali derivava dall’assenza di canali di comunicazioni ufficiali tra essi e le direzioni sanitarie. Questo perché il Direttore generale della ASL deve, per mandato, rispondere
direttamente solo all’assessore regionale della Sanità, che è l’unica sua autorità sovraordinata. Pare che oggi la “Conferenza sanitaria provinciale”, detta anche “Conferenza dei sindaci”, sia stata istituita e concretamente strutturata. Perché è importante? Perché i cittadini fino ad oggi potevano manifestare ai sindaci il proprio bisogno assistenziale ma i sindaci potevano solo allargare le braccia per dichiarare la
loro impotenza. Coll’entrata in funzione della “Conferenza provinciale sanitaria” i sindaci potranno valutare, approvare, o disapprovare e respingere, il Piano sanitario, e potranno valutare positivamente o
negativamente il Direttore generale della ASL. La valutazione, da mercoledì 21 gennaio 2026, non sarà solo uno sfogo giornalistico, ma verrà verbalizzata e consegnata all’assessore regionale della Sanità. La valutazione, positiva o negativa, potrà comportare conseguenze importanti sulla carriera del Direttore generale il quale potrà essere approvato, anche promosso economicamente, oppure allontanato dalla sue funzioni.
I componenti della Conferenza sanitaria provinciale che si riunirà mercoledì 21 gennaio devono avere ben chiari:
– i propri poteri e le proprie responsabilità;
– i bisogni sanitari della popolazione che li ha eletti;
– le condizioni in cui versano la medicina territoriale e quella ospedaliera;
– cosa chiedere per le “liste d’attesa”.
– quale sarà il futuro programma decennale o pluridecennale per la nuova rete ospedaliera;
– quale organizzazione immediata dare agli ospedali, in attesa della futura rete ospedaliera.
Soprattutto, dovrà essere ben chiaro il potere che hanno di far decadere una dirigenza ASL non capace di dare risposte. Proprio la “valutazione” sarà il peso da mettere in un piatto della bilancia quando si dovrà contrattare con la dirigenza.
Da subito, da mercoledì 21 gennaio 2026, i sindaci potranno utilizzare canali ufficiali per depositare le loro osservazioni e la loro valutazione, nel bene e nel male, sulla dirigenza.
Le osservazioni, descritte in un documento protocollato, avranno diversi destinatari:
1°- l’Ufficio del presidente della Conferenza: ad esso i sindaci o i presidenti di Distretto potranno presentare le loro osservazioni scritte e protocollate;
2°- il presidente della Conferenza provinciale: invia al Direttore generale della ASL le osservazioni e le richieste dei Sindaci, che poi lo valuteranno;
3°- il presidente della Giunta regionale e l’assessore della Sanità: a questi verrà comunicata l’approvazione o il respingimento del Piano attuativo locale del Direttore generale della ASL.
Di converso il Direttore generale della ASL è tenuto a trasmettere al presidente della Conferenza sanitaria provinciale gli atti come: bilancio di esercizio e piano attuativo. La Conferenza dei sindaci li esamina entro 20-30 giorni e formula osservazioni scritte.

I sindaci possono presentare, al presidente della Conferenza, mozioni su temi specifici (come posti letto, personale, liste d’attesa, eccetera) avanzate in Consiglio comunale, o a titolo personale. Queste mozioni, se approvate dalla Conferenza, diventano osservazioni ufficiali rivolte al Direttore della ASL.
La Conferenza provinciale dei Sindaci esprime annualmente una “valutazione” sull’andamento generale della ASL. Tale valutazione viene verbalizzata e inviata all’assessore regionale della Sanità.
La Conferenza sanitaria provinciale dei Sindaci ha il potere di intervenire sui seguenti temi:
1° – La Programmazione territoriale dei servizi sanitari che deve essere coerente con i peculiari bisogni sanitari della popolazione.
2° – Il Bilancio economico e la corretta ripartizione delle risorse tra i due distretti.
3° – la Qualità dei Servizi segnalando i disservizi e avanzando le proposte di intervento.
La Conferenza sanitaria provinciale è uno strumento capace, in caso di differenza di vedute, di generare sequele politiche nei rapporti con la Regione; può condizionare la carriera del Direttore generale e il
futuro dello stesso assessore regionale alla Sanità.
Per la prima volta dal 1992, con la fine della legge sanitaria di Tina Anselmi e l’epoca delle riforme successive, esiste un soggetto concreto che consente al cittadino di rapportarsi in una posizione più forte con la dirigenza del sistema sanitario, attraverso i suoi diretti rappresentanti: i sindaci, i Consigli comunali e la Provincia.

Mario Marroccu