28 October, 2021
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«A distanza di circa due mesi – l’ultimo incontro al ministero dello Sviluppo economico si era tenuto il 23 gennaio scorso – si è svolto oggi in videconferenza un aggiornamento per quanto riguarda il sito di Portovesme. Come sindacato, abbiamo chiesto al Governo, anche in questa fase di emergenza, di porre una forte attenzione ad una realtà industriale ed un territorio, il Sulcis, che vive da anni una situazione difficile dal punto di vista lavorativo e del reddito.»

Lo ha scritto, in una nota, Mirco Rota, responsabile della FIOM-CGIL per la vertenza Sider Alloys, al termine della Call Conference tenuta al Mise.

«Sia da parte del Governo che di Invitalia – aggiunge Mirco Rota -, è stata ribadita la presenza di un confronto continuo e costante con Enel che ha portato a notevoli passi in avanti rispetto alle ultime settimane. Inoltre, è stato individuato un soggetto in grado di far fronte al problema delle garanzie, ancora irrisolto.»

«Da parte nostra, abbiamo avanzato la necessità di porre una scadenza a questa negoziazione per arrivare alla firma del contratto, condizione necessaria alla ripartenza dello smelter. Infine, abbiamo posto la delicata questione degli ammortizzatori sociali – ha concluso Mirco Rota -, in attesa che la Corte dei Conti apponga quanto prima la firma necessaria al provvedimento.»

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Cresce, tra i lavoratori, la preoccupazione per l’allungamento dei tempi di riavvio produttivo dello stabilimento ex Alcoa di Portovesme, dopo il rinvio dell’incontro fissato al Mise per il 9 ottobre, alle 15.00, su richiesta dei segretari nazionali di Fim-Cisl Raffaele Apetino, Fiom-Cgil Mirco Rota e Uilm-Uil Guglielmo Gambardella. Le organizzazioni sindacali avevano chiesto il 19 settembre l’incontro al dottor Giampietro Castano, responsabile Unità gestione vertenze delle imprese in crisi al ministero dello Sviluppo economico, per verificare ed approfondire alcuni punti sulla Sider Alloys, l’azienda neo proprietaria dello stabilimento ex Alcoa di Portovesme. Nello specifico, le tre organizzazioni sindacali, a nome e per conto delle strutture territoriali e della rappresentanza sindacale unitaria, chiedono di verificare ed approfondire il Piano industriale, il nuovo assetto societario, le riattivazioni degli impianti e la partecipazione finanziaria (Invitalia, lavoratori).

Il giorno dopo la richiesta d’incontro, Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, aveva scritto alle organizzazioni sindacali FIOM-FSM-UILM-CUB e, per conoscenza, al presidente della Giunta regionale, che «Il percorso intrapreso a seguito dell’acquisizione dello stabilimento “Ex Alcoa” di Portovesme da parte della società Sider Alloys Italia s.p.a. e volto all’entrata nel capitale sia di Invitalia sia dei lavoratori in essa impegnati, è proseguito negli scorsi mesi ed è in fase di positiva conclusione. Sono in corso gli incontri finali propedeutici alla definizione puntuale delle modalità operative di ingresso e dei relativi corrispettivi, nonché dei passi formali da compiere per renderlo possibile.»

Nonostante queste rassicurazioni, il rinvio annunciato alla stessa Invitalia, alla Sider Alloys ed alle organizzazioni sindacali dal dottor Giampietro Castano, con la specificazione che a breve verrà comunicata la nuova data, non lascia tranquilli i lavoratori.

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I segretari nazionali di Fim-Cisl Raffaele Apetino, Fiom-Cgil Mirco Rota e Uilm-Uil Guglielmo Gambardella hanno chiesto un incontro al dottor Giampietro Castano, responsabile Unità gestione vertenze delle imprese in crisi al ministero dello Sviluppo economico, per verificare ed approfondire alcuni punti sulla Sider Alloys, l’azienda neo proprietaria dello stabilimento ex Alcoa di Portovesme. Nello specifico, le tre organizzazioni sindacali, a nome e per conto delle strutture territoriali e della rappresentanza sindacale unitaria, chiede di verificare ed approfondire il Piano industriale, il nuovo assetto societario, le riattivazioni degli impianti e la partecipazione finanziaria (Invitalia, lavoratori).

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«Nel confronto con Sider Alloys, sono molti gli aspetti da approfondire, dal piano industriale all’occupazione.»

Lo sostiene, in una nota, la Fiom-Cgil, dopo il primo incontro svoltosi ieri pomeriggio al ministero dello Sviluppo economico, tra Fim, Fiom, Uilm nazionali e Sider Alloys, verso l’acquisizione dello stabilimento Alcoa di Portovesme da parte della società svizzera.

«L’azienda ha dichiarato di aver stimato a regime, con una produzione di 150.000 tonnellate annue di alluminio, un’occupazione di 376 dipendenti diretti e circa 70 indiretti, prevedendo un costo del lavoro attraverso la sola applicazione del contratto nazionale – si legge nella nota -. Dal punto di vista dei tempi, rimangono ancora molti elementi da definire ma, come riferito dall’azienda, dal momento del passaggio dello smelter a Invitalia, saranno necessari 6 mesi per cominciare ad accendere le celle, momento dal quale ci vorranno 12-18 mesi per il riavvio definitivo dello stabilimento. Confermati i 135-145 milioni di investimenti con il sostegno dell’accordo di programma sottoscritto il 22 dicembre scorso.»

«Abbiamo chiesto all’azienda – dice Mirco Rota, della Fiom nazionale – di avere il piano industriale già presentato al Mise lo scorso luglio per una prima valutazione degli investimenti e del programma di riavvio dello smelter, così come sarà importante cercare di conoscere le condizioni di trattamento economico dei lavoratori occupati e delle tempistiche di inserimento. Per quanto riguarda gli organici – aggiunge Mirco Rota – si tratta di capire quale modello organizzativo e produttivo l’azienda intende adottare, considerando una precedente presenza più numerosa dei lavoratori indiretti. Auspichiamo – conclude Mirco Rota – che tutti i soggetti, a partire da quelli istituzionali, si adoperino per rendere possibile il riavvio degli impianti nel tempo più rapido possibile.»

Il confronto tra le parti è stato aggiornato al prossimo 29 gennaio nella stessa sede, il ministero dello Sviluppo economico.