7 August, 2022
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“Per l’Europa Unita dei Diritti Civili e Sociali”, è il tema dell’incontro in programma stasera (lunedì 14 gennaio), alle 17.30, nella sala riunioni del Circolo Soci Euralcoop, in piazza Marmilla, a Carbonia. 

Promosso da un gruppo di persone di varia appartenenza politica, molti senza appartenenza partitica, sarà un’assemblea aperta sulle ragioni per lottare per l’unità politica dell’Unione Europa e contro la sua disgregazione, ripartendo dalle idee e dai territori, e dalla discussione sulle questioni fondamentali, evitando le secche di un dibattito tutto schiacciato sulla polemica e sulla contingenza.

Coordinano Antonietta Melas e Roberto Murgia. Dopo un saluto di Moreno Pilloni intervengono Gian Giacomo Ortu e Gianmario Demuro. Le conclusioni sono di Tore Cherchi.

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Promossa da un gruppo di persone di varia appartenenza politica, molti non iscritti a un partito, si terrà lunedì 14 gennaio, a Carbonia, un’assemblea aperta sulle ragioni per battersi per l’unità politica dell’Europa e contro la sua disgregazione. Alle sconfitte, sostengono i promotori, «la sinistra deve reagire con spirito autocritico, ripartendo dalle idee e dai territori, e dalla discussione sulle questioni fondamentali, evitando le secche di un dibattito tutto schiacciato sulla polemica e sulla contingenza».

«L’Europa è percorsa da venti nazionalistici e sovranisti che trovano crescente alimento anche in Italia il cui governo pratica politiche con tratti marcatamente xenofobi – si legge in una nota dei promotori -. Bisogna reagire innanzitutto sul piano culturale. Nonostante le gravi difficoltà e i limiti dell’Unione Europea, emersi soprattutto negli anni più recenti, il rafforzamento anche politico, in una prospettiva federale, dell’Unione europea non ha alternative, se non negative. A dimostrarlo stanno il lungo periodo di pace – mai conosciuto prima – che l’Europa occidentale ha vissuto dal 1945 ad oggi; i progressi che l’Unione europea continua a segnare nell’affermazione e nella tutela dei diritti fondamentali, quali sono stati enunciati dalla Carta di Nizza del 2000; la formazione in atto, a dispetto dei rigurgiti sovranisti ed esclusivisti, di una identità transnazionale permeata di valori umanistici e solidali.»

«Sappiamo che i sovranismi e i populismi che rodono dall’interno l’Unione europea si alimentano specialmente del timore dell’immigrazione extra-comunitaria – si legge ancora nella nota -. Sappiamo però anche che l’esodo delle popolazioni dell’Asia e dell’Africa verso l’Europa è la conseguenza dei conflitti in atto in vaste aree di questi continenti e soprattutto, della dinamica dualistica dell’economia «mondializzata» che nelle aree forti porta ricchezza e benessere e nelle aree deboli miseria e disperazione. Serve perciò una risposta basata sui valori fondanti la civiltà europea che agisca sulle casi cause di fondo di questi fenomeni epocali.»

«Il populismo è alimentato anche dal disagio sociale che interessa una parte estesa della popolazione, soprattutto, nelle aree periferiche. Noi vogliamo un’Unione Europea che ponga al primo punto le questioni del lavoro e dell’equità sociale. Non casualmente, il programma federalista del Manifesto di Ventotene che continua ad essere un riferimento politico e culturale essenziale, ha una forte caratterizzazione anche sociale perché si propone – conclude la nota -, oltre che la “definitiva abolizione della divisione dell’Europa in stati nazionali sovrani», anche «l’emancipazione delle classi lavoratrici e la realizzazione per esse di condizioni più umane di vita.”»

L’assemblea aperta si terrà presso il Centro culturale Euralcoop piazza Roma, lunedì 14 gennaio, con inizio alle ore 17.30. Dopo il saluto di Moreno Pilloni, il dibattito, coordinato da Antonietta Melas e Roberto Murgia, sarà introdotto da Gian Giacomo Ortu, storico e da Gianmario Demuro, costituzionalista. L’intervento conclusivo verrà svolto da Tore Cherchi.

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Ieri sera, presso il Circolo Soci Euralcoop di piazza Marmilla, a Carbonia, è stata inaugurata la mostra dedicata ai fotografi Ernesto e Ferdinando Pizzetti. L’evento, coordinato da Moreno Pilloni, presidente del Circolo Soci Euralcoop, è stato organizzato dall’Associazione Amici della Miniera di Carbonia, dal Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria, dalla sezione di Storia locale del Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis e dall’Associazione Minatori e Memoria di Iglesias, con il patrocinio del comune di Carbonia. Sono intervenuti Mario Zara, presidente dell’Associazione Amici della Miniera, che ha spiegato come si è arrivati all’organizzazione della mostra, già presentata nelle scorse settimane a Iglesias; Maria Giovanna Musa, rappresentante della sezione di Storia locale dello Sbis, che ha spiegato i criteri seguiti nella selezione e scelta delle foto esposte, 250 (sistemate in 8 sezioni tematiche e 50 pannelli espositivi), su oltre un migliaio rese disponibili dai diversi archivi storici pubblici e da collezioni private; e Paolo Serra, direttore del Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria. Particolarmente interessante è stata la testimonianza di Ornella Colia, nipote di Ernesto Pizzetti.

La presentazione è stata preceduta dalla proiezione di un breve filmato sul lavoro di minatori in galleria.

Ernesto e Ferdinando Pizzetti sono stati due tra i migliori fotografi del nostro territorio ed hanno esercitato la professione a Iglesias, scattando, dai primi anni del 1900 (arrivarono nell’Isola da Firenze, nel 1903) fino alla metà degli anni Settanta, in industrie, porti, minatori e paesaggi urbani, in un campionario che rappresenta un patrimonio storico attraverso cui rivivere la storia del nostro territorio e, in particolare, della città di Carbonia, che martedì 18 dicembre festeggerà il suo 80° compleanno.

La mostra sarà visitabile dal 13 al 30 dicembre, nel salone d’ingresso del Centro Commerciale “Le Tre Finestre” di via Stazione, a Carbonia.

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Dopo i lusinghieri successi riportati con la presentazione spettacolo del romanzo d’esordio “Il Volo” (25 repliche), che nel 2016 ha fatto tappa anche nei locali della biblioteca del comune di Carbonia e nell’Aula Magna dell’Istituto Superiore Gramsci Amaldi, ritorna a Carbonia l’avvocato scrittore Giampaolo Manca, con il suo nuovo romanzo. Stavolta, insieme al suo collaudatissimo gruppo di avvocati attori, dopo le rappresentazioni che li hanno visti riscuotere grande consenso di critica e di pubblico al Search di Cagliari, al Museo archeologico di Olbia, Uras, Isili e Selargius, Giampaolo Manca ed i suoi compagni di viaggio presentano il nuovo romanzo “Le cose che sono nell’aria”. Accompagnati dalla voce narrante dell’avv. Emanuele Pisano, con le parti femminili recitate dall’avv. Antonella Piu, a immagini e video si alterneranno alla chitarra le canzoni del cantautore Andrea Andrillo. Un incontro unico ed originale nel suo genere che coinvolge il pubblico prendendolo per mano attraverso le storie struggenti dei vari personaggi, regalando sorrisi ed emozioni alternate alle canzoni magistralmente interpretate che spaziano da Franco Battiato a Fabrizio De Andrè e Cat Stevens.

Dialogherà con l’autore Moreno Pilloni, coordinatore del Circolo Soci Euralcoop.

 

 

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La sala riunioni del Circolo Soci Euralcoop, in piazza Marmilla, a Carbonia, ha ospitato la presentazione del romanzo “Piombo Fuso” di Marco Corrias, giornalista in pensione, attualmente sindaco di Fluminimaggiore. Ai lavori, coordinati da Moreno Pilloni, presidente del Circolo Soci Euralcoop, sono intervenuti, tra gli altri, Tore Cherchi, coordinatore del Piano Sulcis, già presidente dell’ex provincia di Carbonia Iglesias, ex sindaco di Carbonia e parlamentare della Repubblica; e Tore Figus, ex direttore regionale della Società Umanitaria. Tra il pubblico, il sindaco di Iglesias, Mauro Usai.

«Nel deserto post-industriale del Sulcis, tra fabbriche e miniere chiuse e povertà dovuta alla crisi, Denis, adolescente inquieto, figlio di un operaio in cassa integrazione e nipote di un nonno comunista pervicace, rifiuta il piccolo mondo da cui proviene. Abbandonata la scuola, si dà allo spaccio di droga, entra in conflitto con la famiglia e sogna di partire per diventare bodyguard dei vip della Costa Smeralda. Si accorge di lui Severino, ambiguo ex soldato della Legione straniera, che lo inizia a una cultura della forza, iniettandogli massicce dosi di un’ideologia di destra…»

Marco Corrias è sindaco di Fluminimaggiore, il suo paese di origine, dallo scorso mese di giugno. Ha deciso di affrontare la nuova esperienza, all’età di 67 anni, dopo essere andato in pensione da Mediaset. Nel corso della sua lunga carriera, ha lavorato alla “Nuova Sardegna” ed è stato inviato speciale per il settimanale “Epoca” e per il programma di attualità e approfondimento del Tg5 “Terra!”. Collabora anche al settore inchieste della Repubblica.it . È autore di reportage ed inchieste in Italia e all’estero. Tra i suoi libri, prima di Piombo fuso (Il Maestrale 2018) ricordiamo: Mio figlio Farouk, anatomia di un rapimento (Rizzoli 1993); Mino Pecorelli, un uomo che sapeva troppo (Sperling & Kupfer 1996); Il pozzo Zimmerman, storia di un minatore dalla luce al buio andata e ritorno (Demos 1999).

Prima dell’inizio della presentazione abbiamo intervistato l’autore.

                                 

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Martedì 2 ottobre, alle 18.00 il Circolo Soci Euralcoop ospiterà, nel locale di piazza Marmilla, a Carbonia, la presentazione del romanzo “Piombo Fuso” di Marco Corrias (giornalista in pensione, attualmente sindaco di Fluminimaggiore). Coordinerà i lavori Moreno Pilloni, presidente del Circolo Soci Euralcoop. Interverranno Tore Cherchi, coordinatore del Piano Sulcis, già presidente dell’ex provincia di Carbonia Iglesias, ex sindaco di Carbonia e parlamentare della Repubblica; e Tore Figus, ex direttore regionale della Società Umanitaria. Sarà presente l’autore.

«Nel deserto post-industriale del Sulcis, tra fabbriche e miniere chiuse e povertà dovuta alla crisi, Denis, adolescente inquieto, figlio di un operaio in cassa integrazione e nipote di un nonno comunista pervicace, rifiuta il piccolo mondo da cui proviene. Abbandonata la scuola, si dà allo spaccio di droga, entra in conflitto con la famiglia e sogna di partire per diventare bodyguard dei vip della Costa Smeralda. Si accorge di lui Severino, ambiguo ex soldato della Legione straniera, che lo inizia a una cultura della forza, iniettandogli massicce dosi di un’ideologia di destra…»

Marco Corrias è un giornalista, attualmente in pensione. Ha lavorato alla “Nuova Sardegna” ed è stato inviato speciale per il settimanale “Epoca” e per il programma di attualità e approfondimento del Tg5 “Terra!”. Collabora anche al settore inchieste della Repubblica.it . È autore di reportage ed inchieste in Italia e all’estero. Tra i suoi libri ricordiamo: Mio figlio Farouk, anatomia di un rapimento (Rizzoli 1993); Mino Pecorelli, un uomo che sapeva troppo (Sperling & Kupfer 1996); Il pozzo Zimmerman, storia di un minatore dalla luce al buio andata e ritorno (Demos 1999); Piombo fuso (Il Maestrale 2018).

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Nella serata di giovedì 15 febbraio, ha visto la luce, presso il Teatro Centrale di Carbonia, la sesta edizione di “Identità in transito, il Cinema a Teatro”, una rassegna vincente, nella quale trovano spazio film d’autore, spesso vincitori di premi prestigiosi.
Organizzato e promosso dal Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria, in collaborazione con la cooperativa Meela, Ucca – Unione Circoli Cinematografici dell’ARCI, il Circolo ARCI La Gabbianella Fortunata ed il Circolo FICC La Miniera di Carbonia, l’evento darà spazio ad altre quattro proiezioni, oltre alla commedia andata in onda giovedì sera: ancora una commedia, un horror, una commedia-musical e, per finire, un tocco di drammaticità. Un ventaglio variegato di identità molto diverse fra loro, che intrecciano rapporti interpersonali in quello che poi altro non è, se non il nostro mondo reale… storie di tutti giorni che si muovono e prendono vita innescando delle riflessioni forti negli spettatori.
La proiezione di giovedì sera “Easy – Un viaggio facile facile” di Andrea Magnani, ha visto il pubblico coinvolto dalla storia del protagonista che sembrava aver ormai fallito in tutto, ma che forse improvvisamente ha avuto l’occasione per riscattarsi e far emergere il proprio valore. Una vicenda che, pur facendo sorridere, invita ad una serie di riflessioni importanti: la morte bianca, tema purtroppo ai giorni nostri molto attuale e lo sfruttamento dei migranti, per certi versi non graditi ma occupati in lavori duri e sottopagati, ma anche la scelta di nascondersi in un mondo virtuale per rifuggere così da problemi di emarginazione da parte della società, stretta tra stereotipi di perfezione spesso inesistenti nella realtà. Di seguito, una breve intervista realizzata con Moreno Pilloni, operatore del Centro Servizi Culturali della Società Umanitaria, che ha presentato l’evento.
Nadia Pische

 

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Anche a Masainas, alle Amministrative del 5 giugno, Ivo Melis insegue il terzo mandato e l’avversario è una donna, Alice Pisano.

Di seguito le liste dei candidati.

Lista “Masainas 28 giugno 1974” Candidato a sindaco Ivo Melis

Mario Casula, Anselmo Cara, Renato Culurgioni, Marianna Gambula, Andrea Ibba, Lucia Immacolata Lobina, Vanessa Piria, Maria Nunzia Porcina, Ilaria Portas, Maurizio Pusceddu noto Mauro, Andrea Uccheddu, Pamela Uras.

 Lista “Die Pro Die” Candidato a sindaco Alice Pisano

Francesco Secci, Emanuele Scano, Christian Fai, Francesca Gallus, Maria Carmine Venturi, Valerio Pirosu, Francesco Solinas, Marianna Porcina, Moreno Pilloni, Liliana Meloni, Manuel Ollargiu, Sandro Floris.

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