6 August, 2026
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Battute finali a Villacidro (Sud Sardegna) del “Maggio Letterario 2018”. Inaugurata sabato scorso (19 maggio), l’iniziativa della Fondazione Giuseppe Dessì sfoglia questo fine settimana le sue pagine conclusive. 

Sabato 26 maggio, alle 18,30 nella storica Casa Dessì (sede della Fondazione ed epicentro del premio letterario intitolato allo scrittore sardo, alla trentatreesima edizione dal 24 al 30 settembre), è in agenda l’incontro “Perché ho scelto la narrativa”: a colloquio con Paolo Lusci, presidente della Fondazione Dessì, il giornalista e scrittore Ottavio Olita presenta il suo sesto romanzo, “L’oltraggio della sposa” (Città del Sole edizioni). È la storia della giovane Adele Mori, ricca fanciulla di provincia calabrese, data in sposa, non ancora diciottenne, il 2 maggio del 1871, all’eroe di guerra Giacomo Perra, capitano dell’esercito del neonato Regno d’Italia; un matrimonio destinato a durare pochi anni: lei, insoddisfatta, ritorna a vivere dai suoi, ritrova la serenità e poi l’amore per un altro uomo che però, per averla solo per sé, uccide il capitano, trascinando così la vita di Adele nello scandalo e in un processo che si concluderà con la condanna dei due amanti. Una misteriosa storia di sangue e tradimenti sulla quale, circa centocinquanta anni dopo, attraverso le carte dei processi, le pagine di un diario e articoli di giornali, farà luce una giovane ricercatrice universitaria, Simonetta Cerri. 

Chiude il ciclo di appuntamenti, domenica 27, la serata dal titolo “‘Caro Giorgio’, ‘Carissimo Beppe'”. Dalle 18.00, l’attore Giacomo Casti legge alcuni stralci di “Meditare, studiare, scrivere”, il volume a cura di Francesca Nencioni (dottore di ricerca in Letteratura e Filologia italiana dell’Università degli Studi di Firenze), che raccoglie il carteggio tra lo scrittore ferrarese Giorgio Bassani e Giuseppe Dessì tra il 1936 e il 1959. Edito lo scorso gennaio da Giorgio Pozzi, il carteggio inaugura – nel centenario della nascita di Bassani, sotto l’egida della Fondazione a lui intitolata – la pubblicazione di una serie di sue corrispondenze inedite.“Meditare, studiare, scrivere” non solo contribuisce a dirci di più dell’autore de “Il giardino dei Finzi-Contini”, ma aggiunge un nuovo, importante tassello alle corrispondenze di Giuseppe Dessì, su cui tanto si è lavorato nell’ultimo decennio. Le cinquantacinque lettere, proposte con cura e attenzione filologica (ventisette di Bassani, ventotto di Dessì), affrontano temi squisitamente letterari, con riferimenti specifici all’officina narrativa dei due scrittori, mostrando uno spiccato interesse per il contesto storico, in particolare negli anni del secondo conflitto mondiale. 

L’ingresso ai due appuntamenti del “Maggio Letterario” di sabato e domenica, entrambi inseriti tra gli eventi speciali della manifestazione Monumenti aperti a Villacidro, è libero e gratuito.

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Presentazioni editoriali, letture e musica a Villacidro per il “Maggio Letterario 2018“, l’iniziativa della Fondazione Giuseppe Dessì in programma questo sabato, 19 maggio, e nel fine settimana successivo (sabato 26 e domenica 27), nella storica Casa Dessì, la dimora di famiglia dove lo scrittore di “Paese d’ombre” ha trascorso gli anni dell’infanzia e della giovinezza e compiuto la sua prima formazione.

Due diversi appuntamenti scandiscono la serata d’apertura di sabato 19. Alle 18,30 Maurizio Corona, in conversazione con il presidente della Fondazione Dessì Paolo Lusci, presenta la sua opera storica “Càller 1535. Carlo V, Cagliari e la crociata contro gli infedeli”. Per l’autore, notaio e storico, cagliaritano di nascita e di cuore, lo splendido specchio di mare che lambisce la città, l’antica Càller, da dove la flotta di Carlo V salpa alla conquista di Tunisi, è il movente di un’approfondita indagine sullo scontro feroce che oppose le culture d’Oriente e d’Occidente. Corona racconta come è nato e come si è sviluppato questo libro che unisce al sentimento dello scrittore la passione del ricercatore e il rigore dello storico.

Tiene invece banco la musica tradizionale irlandese nella seconda parte della serata: protagoniste del concerto in programma alle 21.00 (ingresso gratuito) Fiona O’Reilly, soprano dalla vasta esperienza nell’opera, nell’operetta, nell’oratorio e nel recital, e la pianista Hilary O’Neill (insegnante, compositrice per voci e musica da camera, trapiantata dal 2009 in Sardegna), con Gabriele Pianti, Filippo Demontis e Filippo Marras alle chitarre, Tommaso Ortu al basso, Mario Marongiu al sassofono, Roberto Marras alla batteria e Gandhi Manohara alle congas e allo xilofono. In scaletta brani e canzoni di tradizione orale ma anche pezzi originali firmati da Hilary O’Neill.

Il “Maggio Letterario 2018” ritorna sette sere dopo, sabato 26, con un nuovo appuntamento letterario: alle 18,30 in Casa Dessì (sede della Fondazione ed epicentro del premio letterario intitolato allo scrittore sardo, alla trentatreesima edizione dal 24 al 30 settembre) – il giornalista e scrittore Ottavio Olita, al centro dell’incontro “Perché ho scelto la narrativa”, con la partecipazione di Paolo Lusci, presenta il libro “L’oltraggio della sposa” (Città del Sole edizioni). Il romanzo narra la vita della giovane Adele Mori ricca fanciulla di provincia non ancora diciottenne, data in sposa all’eroe di guerra Giacomo Perra, trentacinquenne capitano dell’esercito del neonato Regno d’Italia – travolta dallo scandalo e da un processo. Una misteriosa storia di sangue e tradimenti sulla quale, circa centocinquant’anni dopo, farà luce Simonetta Cerri, una giovane ricercatrice universitaria.

Caro Giorgio”, “Carissimo Beppe”. È infine il titolo della terza e ultima serata del maggio villacidrese. Domenica 27, a partire dalle 18, l’attore Giacomo Casti legge alcuni stralci di “Meditare, studiare, scrivere”, il volume a cura di Francesca Nencioni (dottore di ricerca in Letteratura e Filologia italiana dell’Università degli Studi di Firenze), che raccoglie il carteggio tra lo scrittore ferrarese Giorgio Bassani e Giuseppe Dessì tra il 1936 ed il 1959. Edito lo scorso gennaio da Giorgio Pozzi, il carteggio inaugura – nel centenario della nascita di Bassani, sotto l’egida della Fondazione a lui intitolata – la pubblicazione di una serie di sue corrispondenze inedite.“Meditare, studiare, scrivere” non solo contribuisce a dirci di più dell’autore de “Il giardino dei Finzi-Contini”, ma aggiunge un nuovo, importante tassello alle corrispondenze di Giuseppe Dessì, su cui tanto si è lavorato nell’ultimo decennio. Le cinquantacinque lettere, proposte con cura e attenzione filologica (ventisette di Bassani, ventotto di Dessì), affrontano temi squisitamente letterari, con riferimenti specifici all’officina narrativa dei due scrittori, mostrando uno spiccato interesse per il contesto storico, in particolare negli anni del secondo conflitto mondiale.

 

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Anche la Fondazione Giuseppe Dessì rende omaggio al mese dei libri con quattro appuntamenti in programma tra il Salone internazionale del libro di Torino e Villacidro, che dal 24 al 30 settembre ospiterà la trentatreesima edizione del premio letterario intitolato allo scrittore sardo (1909-1977).

Il primo impegno in agenda è per questo sabato pomeriggio (12 maggio) nel capoluogo piemontese: nello stand della Regione Sardegna al trentunesimo Salone del Libro, il presidente della Fondazione Paolo Lusci ed il direttore Mauro Pittau presentano alle 16.30 un “Menù letterario” stampato per l’occasione e stilato sulla base di ricette e ingredienti citati nel romanzo “Paese d’ombre”, l’opera più famosa di Giuseppe Dessì: cardi selvatici in umido, zuppa di fave con lardo, porchetto e capretto allo spiedo, croccante di mandorle, sono alcuni dei piatti elencati nella lista che accompagna, in un originale abbinamento, le regole di partecipazione al Premio Dessì. Un accostamento, quello tra gusto del palato e letteratura, che rientra del resto tra le caratteristiche del programma con cui la Sardegna partecipa a questa edizione della kermesse torinese.

Dopo Torino, tre serate fra presentazioni editoriali, letture e musica scandiranno a Villacidro il “Maggio Letterario” in Casa Dessì, epicentro del premio e sede della Fondazione. La serie di appuntamenti si apre sabato 19 maggio, alle 18.30, con il notaio e storico Maurizio Corona in conversazione con Paolo Lusci sulla sua opera “Càller 1535. Carlo V, Cagliari e la crociata contro gli infedeli”. Per l’autore, cagliaritano di nascita e di cuore, lo splendido specchio di mare che lambisce la capitale della Sardegna, l’antica Càller, da dove la flotta di Carlo V salpa alla conquista di Tunisi, è il movente di un’approfondita indagine sullo scontro feroce che oppose le culture d’Oriente e d’Occidente. Maurizio Corona racconta come è nato e come si è sviluppato questo libro che unisce al sentimento dello scrittore la passione del ricercatore e il rigore dello storico.

Nella seconda parte della serata di sabato 19, alle 21.00, spazio alle musiche irlandesi con una formazione guidata dal soprano Fiona O’ Reilly (una vasta esperienza nell’opera, nell’operetta, nell’oratorio e nel recital) e dalla pianista Hilary O’Neill (insegnante, compositrice per voci e musica da camera), che schiera Mario Marongiu al sassofono, Gabriele Pianti, Filippo Demontis e Filippo Marras alle chitarre, Tommaso Ortu al basso, Roberto Marras alla batteria e Gandhi Manohara alle congas e allo xilofono.

Sette giorni dopo, sabato 26 maggio, sarà invece la volta di Ottavio Olita, al centro dell’incontro “Perché ho scelto la narrativa”: a colloquio con Paolo Lusci, il giornalista e scrittore presenta il libro “L’oltraggio della sposa” (edizioni Città del Sole). Il romanzo narra la vita della giovane Adele Mori – ricca fanciulla di provincia non ancora diciottenne, data in sposa all’eroe di guerra Giacomo Perra, trentacinquenne capitano dell’esercito del neonato Regno d’Italia – travolta dallo scandalo e da un processo. Una misteriosa storia di sangue e tradimenti sulla quale, circa centocinquant’anni dopo, farà luce Simonetta Cerri, una giovane ricercatrice universitaria.

“Caro Giorgio, Carissimo Beppe” è il titolo dell’ultima serata del “Maggio Letterario” a Villacidro: domenica 27 (con inizio alle 18) l’attore Giacomo Casti legge alcuni stralci di “Meditare, studiare, scrivere“, il volume a cura di Francesca Nencioni (dottore di ricerca in Letteratura e Filologia italiana dell’Università degli Studi di Firenze), che raccoglie il carteggio tra lo scrittore ferrarese Giorgio Bassani e Giuseppe Dessì tra il 1936 e il 1959. Edito lo scorso gennaio da Giorgio Pozzi, il carteggio inaugura – nel centenario della nascita di Bassani, sotto l’egida della Fondazione a lui intitolata – la pubblicazione di una serie di sue corrispondenze inedite. Il volume non solo contribuisce a dirci di più dell’autore de “Il giardino dei Finzi-Contini”, ma aggiunge un nuovo, importante tassello alle corrispondenze di Giuseppe Dessì, su cui tanto si è lavorato nell’ultimo decennio. Le cinquantacinque lettere, proposte con cura e attenzione filologica (ventisette di Bassani, ventotto di Dessì), affrontano temi squisitamente letterari, con riferimenti specifici all’officina narrativa dei due scrittori, mostrando uno spiccato interesse per il contesto storico, in particolare negli anni del secondo conflitto mondiale.

 

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Convegni, festival, laboratori per le scuole, realizzazione di nuovi murales. E ancora: apertura di spazi da cui valorizzare il prezioso patrimonio culturale di San Sperate e accogliere le idee artistiche capaci di esprimere la dimensione internazionale in cui il comune è proiettato.

Il 2108 è l’anno in cui cadono i cinquant’anni della nascita del Paese Museo, e l’amministrazione comunale ha deciso di celebrarlo dichiarandolo “Anno del Paese Museo, Paese della creatività”.

Un anniversario che vale doppio: non solo perché era proprio nella primavera del 1968 che, dietro la regia di Pinuccio Sciola, San Sperate conobbe quella rivoluzione artistica da cui nacque un nuovo modo di pensare il rapporto tra spazio e comunità, ma anche perché questo è l’Anno europeo del patrimonio culturale di cui, pochi giorni fa, il Cinquantennale ha ottenuto il riconoscimento dall’Unione Europea dopo un’attenta selezione.

Per celebrare l’importante ricorrenza è stato pensato un ricco calendario di attività che accompagneranno lungo tutto l’anno. Attività che vedono lavorare a stretto gomito una rete di partenariato composta da diverse associazioni locali e internazionali tutte unite, per la prima volta, nella realizzazione di un unico progetto la cui direzione artistica è affidata al muralista Angelo Pilloni, e quella scientifica a Paolo Lusci e all’associazione Noarte, fondata nel 2005 da Pinuccio Sciola, Paolo Lusci e dall’artista Mariano Corda.

Momenti clou dell’intera programmazione saranno due convegni – il primo il 25 maggio, il secondo a ottobre-, l’inaugurazione del Centro civico culturale, nell’ex Palazzo civico (un polo turistico volto alla valorizzazione e comunicazione del patrimonio esistente), e la realizzazione -entro la fine dell’anno- dell’Exe, il Centro internazionale di scambi e confronti culturali, concepito come luogo di produzione e ospitalità di artisti.

Dopo una fase preparatoria partita a marzo, con attività dedicate alle scuole (ai ragazzi è stato chiedere di immaginare il paese tra cinquant’anni e di ripensare il Monumento alla frutta, opera-simbolo di una rivoluzione culturale figlia di una società contadina), la relizzazione del logo “50 anni del Paese Museo” da parte degli artisti Archimede Scarpa e Angelo Pilloni, e la “pulizia” del paese, una tradizione introdotta da Pinuccio Sciola, ora si entra nel vivo.

Sabato 5 e domenica 6 maggio, in concomitanza con la manifestazione Monumenti aperti, San Sperate inaugura ufficialmente l’Anno del Paese Museo. Per l’occasione nel palazzo municipale Angelo Pilloni realizzerà un murale con in logo del Cinquantennale. Domenica alle 18 sarà inoltre proposto “Semjai”, spettacolo itinerante, per la regia di Mariano Corda, in cui attraverso la riproposizione della semina si omaggiano i 50 anni del Paese Museo, centro dalle spiccate origini contadine.

I quatto mesi di laboratori che hanno portato a questo esito scenico saranno ripercorsi nella mostra fotografica di Lieven Loots, esposta nel Museo del crudo.

Venerdì 25 maggio, l’appuntamento è con “50 anni di Paese museo… Il Paese della creatività_Socializzare l’arte, Socializzare la Vita”, convegno organizzato dall’amministrazione comunale, con cui si apre il festival Sant’Arte organizzato dalla Fondazione Sciola, che proseguirà sino a domenica 27. Questo primo appuntamento seminaristico sarà incentrato sulla storia del Paese Museo che verrà ripercorsa dalla stessa voce dei suoi protagonisti (Nino Landis, Giampaolo Mameli e Ottavio Olita), ma anche dal punto di vista di accademici di grande levatura e studiosi, tra cui il filosofo Diego Fusaro.

A giugno arriva “Da nuraghes a murales”, iniziativa del Circolo scientifico della cultura italiana dell’Università di Varsavia e dell’Associazione culturale polacco-sarda.

Tra luglio e settembre un nuovo murale impreziosirà la via Cagliari, porta d’ingresso al paese: a realizzarlo sarà Angelo Pilloni in collaborazione con diversi artisti stranieri. Il progetto prevede la ripartizione in quadranti del muro di cinta del campo sportivo, ognuno dei quali ospiterà l’opera di un artista diverso. Oltre alla realizzazione di nuovi murales è previsto anche il restauro di alcuni di quelli già esistenti: il lavoro, che vedrà all’opera Angelo Pilloni ed Archimede Scarpa, sarà promosso e finanziato dall’associazione Art&venti.

A luglio ritornano anche i consueti appuntamenti con la Sagra delle pesche e con il festival Cuncamias, curato dall’associazione Antas.

A ottobre arriva anche il secondo appuntamento seminaristico, dedicato stavolta all’architettura della terra cruda dall’età nuragica agli anni Sessanta: «La terra alle radici dell’Arte. Dai muri di fango alle tele d’autore: la nascita e lo sviluppo del Paese Museo inquadrata da un punto di vista architettonico e archeolgico», realizzato in collaborazione con l’Associazione della Terra cruda e l’Unione dei comuni del Basso Campidano.

Questo primo scorcio d’autunno vedrà anche ospitare artisti stranieri grazie alla Residenza artistica LXL, curata da Noarte. Un progetto, questo, che vedrà parallelamente avviare in tutta la Sardegna una campagna di diffusione e condivisione del messaggio culturale del Paese Museo.

A novembre è in programma la “Festa d’autunno”, a cura dell’associazione Gruppo micologico “Donato Zanda”.

 

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Il 2018 è l’anno in cui cadono i cinquant’anni della nascita del Paese Museo, l’esaltante esperienza del comune di San Sperate che – sotto la regia di Pinuccio Sciola – vide nascere un nuovo modo di concepire il rapporto spazio-comunità.

In occasione dell’importante anniversario l’amministrazione comunale, intende proclamare il 2018 “Anno del Paese Museo, paese della creatività”.

I dettagli dell’iniziativa e delle attività culturali ad essa legate saranno illustrate in un incontro con la stampa in programma venerdì 4 maggio, alle 11,30, nell’aula consiliare del comune di San Sperate (in via Sassari 12), dove sarà presentato il progetto “Il paese della creatività. Cinquantennale del paese museo”, promosso dall’Amministrazione comunale.

All’incontro con i giornalisti, parteciperanno il sindaco e l’assessore della Cultura del comune di San Sperate, Enrico Collu ed Emanuela Katia Pilloni, il direttore artistico del progetto, Angelo Pilloni, il direttore scientifico, Paolo Lusci, i rappresentanti delle associazioni coinvolte che, per la prima volta, collaborano tutte insieme a un unico progetto.

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Il 2018 è l’anno in cui cadono i cinquant’anni della nascita del Paese Museo, l’esaltante esperienza del comune di San Sperate che – sotto la regia di Pinuccio Sciola – vide nascere un nuovo modo di concepire il rapporto spazio – comunità.

In occasione dell’importante anniversario l’amministrazione comunale intende proclamare il 2018 “Anno del Paese Museo, paese della creatività”.

I dettagli dell’iniziativa e delle attività culturali a essa legate saranno illustrate in un incontro con la stampa in programma venerdì 4 marzo, alle 11,30, nell’aula consiliare del comune di San Sperate (in via Sassari 12), dove sarà presentato il progetto “Il paese della creatività. Cinquantennale del paese museo”, promosso dall’amministrazione comunale.

All’incontro con i giornalisti parteciperanno il sindaco e l’assessora alla cultura del comune di San Sperate, Enrico Collu ed Emanuela Katia Pilloni, il direttore artistico del progetto, Angelo Pilloni, il direttore scientifico, Paolo Lusci, i rappresentanti delle associazioni coinvolte che, per la prima volta, collaborano tutte insieme ad un unico progetto.

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Prende il via il lungo cammino del premio “Giuseppe Dessì”, quest’anno alla sua edizione numero trentatré. E’ online, infatti,il bando di partecipazione al concorso letterario intitolato allo scrittore sardo (Cagliari 1909 – Roma 1977), che come sempre avrà il suo culmine in un’intensa settimana di eventi a settembre, da lunedì 17 a domenica 23, a Villacidro, la cittadina del Sud Sardegna che l’autore del Premio Strega “Paese d’Ombre” e di altre memorabili pagine letterarie considerava la sua patria.

Come sempre sono due le sezioni letterarie in cui si articola il premio: Narrativa e Poesia. Come da regolamento, pubblicato nel sito della Fondazione Dessì (www.fondazionedessi.it), titolare della manifestazione, la partecipazione è aperta a narratori e poeti in lingua italiana con opere pubblicate dopo il 31 gennaio 2017 che devono essere inviate (in undici copie), entro e non oltre il prossimo 31 maggio, alla Fondazione Giuseppe Dessì, in via Roma n. 65 – 09039 Villacidro (SU).

Fra tutte le opere iscritte (348 nella scorsa edizione: 227 di narrativa, 121 di poesia) saranno individuati tre finalisti per ogni sezione dalla giuria presieduta da Anna Dolfi e composta da Mario Baudino, Duilio Caocci, Giuseppe Langella, Giuseppe Lupo, Massimo Onofri, Stefano Salis, Gigliola Sulis e dal presidente della Fondazione Dessì e Paolo Lusci.

Selezionate le terne dei finalisti, la giuria dovrà sancire i vincitori delle due sezioni letterarie, che saranno proclamati e premiati a Villacidro nella serata di sabato 22 settembre, momento apicale di una settimana culturale ricca di presentazioni, spettacoli, mostre e incontri, che farà come sempre da cornice al concorso letterario. La dotazione del premio è di cinquemila euro per ciascun vincitore, mentre 1.5oo euro andranno agli altri finalisti.

Oltre alle due sezioni strettamente letterarie del concorso (che nel suo albo d’oro annovera, tra gli altri, scrittori come Sandro Petroni, Nico Orengo, Laura Pariani, Salvatore Mannuzzu, Marcello Fois, Michela Murgia, Niccolò Ammaniti, Salvatore Silvano Nigro, Antonio Pascale, Maurizio Torchio, Edgardo Franzosini, Carmen Pellegrino e i poeti Elio Pecora, Maria Luisa Spaziani, Giancarlo Pontiggia, Alda Merini, Eugenio De Signoribus, Gilberto Isella, Gian Piero Bona, Alba Donati, Mariagiorgia Ulbar, Milo De Angelis e Maria Grazia Calandrone) sono previsti anche quest’anno altri due riconoscimenti: il Premio Speciale della Giuria (sempre dell’importo di cinquemila euro) e il Premio Speciale della Fondazione di Sardegna. Il primo, che la giuria si riserva di attribuire a un autore o a un’opera di vario genere letterario, è andato negli anni scorsi a esponenti della cultura o della società italiana del calibro di Luigi Pintor, Sergio Zavoli, Alberto Bevilaqua, Arnoldo Foà, Francesco Cossiga, Marco Pannella, Piero Angela, Ascanio Celestini, Mogol, Philippe Daverio, Toni Servillo, Piera Degli Esposti, Salvatore Settis e Remo Bodei. Istituito dal consiglio d’amministrazione della Fondazione Dessì con la Fondazione di Sardegna, il secondo premio speciale viene invece assegnato a un personaggio del panorama culturale, artistico e/o musicale per l’attività svolta nell’annualità di riferimento (il Coro di Neoneli e Giacomo Mameli sono stati i vincitori nel 2016, Carlo Ossola e Massimo Brai lo scorso anno).

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Terza edizione a Villacidro per i corsi di formazione per insegnanti promossi dalla Fondazione e dall’Associazione Centro Studi Internazionale intitolate a Giuseppe Dessì. Un’iniziativa, questa, che corre in parallelo con l’organizzazione del premio letterario intitolato allo scrittore sardo, alla sua edizione numero trentatre dal 17 al 23 settembre prossimi nella cittadina del Medio Campidano, di cui è imminente la pubblicazione del bando di partecipazione. 

Il programma formativo, tra letteratura, narrazione e logica matematica, ha preso il via ieri (lunedì 29 gennaio) e coinvolge settantacinque insegnanti delle scuole con sede nei comuni del Parco storico culturale Giuseppe Dessì – Villacidro, Arbus, Buggerru, Fluminimaggiore, Guspini, San Gavino Monreale – e degli istituti di Serramanna e di Samassi.

«Il progetto – spiega il presidente della Fondazione Paolo Lusci – è finalizzato a contribuire alla crescita del patrimonio metodologico dei partecipanti, e alla diffusione di strumenti didattici che si avvalgono dell’arricchimento del bagaglio bibliografico che i nostri corsi mettono a disposizione di ogni singolo docente». Ad oggi le iniziative formative hanno già coinvolto settanta docenti.

Tre i corsi del programma di quest’anno. Due sono di carattere letterario, a cura dell’esperta di letteratura per ragazzi Mara Durante, con l’intervento di autori e la realizzazione di laboratori: il propedeutico “Cercatori di Meraviglie” e un corso di secondo livello dal titolo La narrazione come pratica dell’aver cura, Educare lo sguardo, aver cura del pensiero”.

Novità di quest’anno è il corso di indirizzo logico matematico dal titolo “La matematica della vita”, con un team di docenti composto dal professor Francesco Paoli e dalle dottoresse Enrica Ena e Laura Pinna e con gli interventi del professor Paolo Scopettani e di Giovanni Biggio.

 

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Carmen Pellegrino con “Se mi tornassi questa sera accanto” (Giunti) per la sezione Narrativa e Maria Grazia Calandrone con “Gli scomparsi” (Lieto colle) per la Poesia, sono le vincitrici della trentaduesima edizione del premio letterario intitolato allo scrittore sardo Giuseppe Dessì (1909-1977).

I loro nomi vanno ad affiancarsi a quelli del filosofo Remo Bodei, cui è andato il Premio Speciale della Giuria, e dei vincitori del Premio Speciale della Fondazione di Sardegna: il critico letterario Carlo Ossola e Massimo Bray, direttore dell’Enciclopedia Treccani e presidente del Salone Internazionale del Libro.

I vincitori sono stati proclamati e premiati questa sera (sabato 23 settembre) a Villacidro nel corso della cerimonia condotta dalla giornalista Roberta Floris e arricchita dalle letture degli attori Emilia Agnesa e Giacomo Casti e dalla musica del sassofonista Enzo Favata. L’atteso appuntamento s’inseriva in una settimana culturale ricca di eventi, che ancora domani (domenica 24 settembre) animerà la cittadina del Sud Sardegna dove Giuseppe Dessì aveva le sue radici, e che ha ispirato pagine fondamentali della sua produzione letteraria (su tutte quelle del romanzo “Paese d’ombre”, Premio Strega nel 1972).  

Oltre al prestigioso riconoscimento, alle due vincitrici è stato assegnato un premio dell’importo di cinquemila euro, mentre a ciascuno degli altri finalisti – Alberto Capitta con “L’ultima trasfigurazione di Ferdinand” (edito da Il Maestrale) e Roberto Pazzi con “Lazzaro” (Bompiani) per la narrativa, Alberto Nessi con “Un sabato senza dolore” (Interlinea) e Daniele Piccini con “Regni” (Manni) per la poesia – sono andati millecinquecento euro. 

«Di Carmen Pellegrino aveva impressionato, nel 2015, ‘Cade la terra’, che ci aveva consegnato una voce speciale e già riconoscibilissima – si legge nella motivazione della giuria che ha assegnato l’alloro per la sezione narrativa alla scrittrice campana (è nata a Polla nel 1977), autrice di saggi di storia e racconti -. Pellegrino, insomma, nutriva da subito di poesia la sua scrittura, irrigandola come, col corpo, fa ogni sistema vascolare. Prendete il titolo di quest’ultimo romanzo, ‘Se mi tornassi questa sera accanto’: che deriva appunto da un verso d’una poesia sul padre di Alfonso Gatto e riportata in epigrafe. C’è però un altro motivo, forse più profondo: che la poesia può giocare meglio coi simboli di quanto non faccia il romanzo.»  

Poetessa, drammaturga, artista visiva, performer, organizzatrice culturale, autrice e conduttrice di programmi culturali per Radio 3, per i quotidiani “il manifesto” e “Corriere della Sera” e per “alfabeta2” e “doppiozero”, la milanese Maria Grazia Calandrone vince invece la sezione del premio dedicata alla poesia perché «affronta, con la raccolta ‘Gli scomparsi’, quello che definisce il ‘museo dinamico dello schermo televisivo’, ovvero la popolare trasmissione che da anni, col titolo ‘Chi l’ha visto’ (…)con quell’atteggiamento ‘sperimentale’ che tutti noi, ‘scimmia nuda che siamo’ avviciniamo le realtà più o meno virtuali. (…)A distanza di quasi un secolo, ripercorre così una sua personalissima Spoon River che non ha più nulla della cultura in cui è nata la celebre ‘antologia’ di Lee Master, che tanto peso ha avuto nella cultura italiana, anche in quella pop (…)». 

La stessa commissione giudicatrice ha deciso all’unanimità di attribuire il Premio speciale della Giuria al filosofo Remo Bodei «(…) per il suo brillante cammino, riconducendolo almeno per questa sera in qualche modo alle origini, a un luogo delle ‘radici’ che è stato capace di rifrangere altrove, perché ‘ogni punto dell’universo è anche il centro dell’universo’, come ricordava il nostro Dessì».

“Il Viaggio nell’anima dell’Europa”, il dossier di meditazioni dell’insigne italianista del College de France Carlo Ossola in sedici tappe attraverso il Vecchio Continente, realizzato quest’anno  per le pagine del Sole 24 Ore, è menzionato nella motivazione del Premio Speciale della Fondazione a lui attribuito: «Con la sua scrittura densa, ricca di richiami ai classici ma proiettata nella contemporaneità, ha ricordato in questo itinerario i punti di unione e non quelli di divisione, la forza delle idee della cultura occidentale, l’apertura, la tolleranza, i valori da custodire e trasmettere». 

«Pochi, come Massimo Bray si sono spesi in questi anni di confusione istituzionale e politica, nel nome e per conto degli interessi superiori della cultura vista come bene comune prezioso, da condividere, far crescere, custodire – sottolinea la motivazione dell’altro Premio Speciale della Fondazione. Un premio che “è anche un riconoscimento al valore di testimonianza che la sua attenzione, la sua disponibilità, la sua qualità e la sua vicinanza al mondo del libro, dell’arte, della cultura in toto rappresentano nonché un esempio per chi vuole seguire le sue orme o fa un mestiere affine al suo.»

Le opere vincitrici del concorso letterario sono il frutto della selezione, tra 227 volumi di narrativa e 121 di poesia iscritti al premio, operata dalla giuria presieduta da Anna Dolfi (italianista dell’Università di Firenze, socia dell’Accademia Nazionale dei Lincei e tra le massime studiose dell’opera di Dessì), e composta da Mario Baudino, Duilio Caocci, Giuseppe Langella, Giuseppe Lupo, Massimo Onofri, Stefano Salis, Gigliola Sulis e dal presidente della Fondazione Dessì, Paolo Lusci.

 

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Tre appuntamenti scandiscono la seconda giornata della settimana culturale del premio “Giuseppe Dessì” edizione numero trentadue, domani (martedì 19 settembre) a Villacidro. Due gli incontri in piazza Zampillo: alle 17.30 con il teologo Vito Mancuso e, alle 19.00, con l’editore Giuseppe Laterza. Chiusura di serata alle 21.30 nel cortile di Casa Dessì con il reading “Parole Note” scritto dall’autore radiofonico Maurizio Rossato e interpretato dal conduttore di Radio Capital Giancarlo Cattaneo.

Si comincia dunque alle 17.30 in piazza Zampillo, spazio abituale degli incontri con gli autori e delle presentazioni editoriali, con un dialogo tra il teologo Vito Mancuso e don Ettore Cannavera. Classe 1962, brianzolo di genitori siciliani, Vito Mancuso è autore di quattro bestseller da oltre centomila copie: “L’anima e il suo destino” (2007), “Io e Dio Una Guida dei perplessi” (2011), “Il principio passione. La forza che ci spinge ad amare” (2013), “Dio e il suo destino” (2015). Il suo pensiero è oggetto di discussioni e polemiche per le posizioni non sempre allineate con le gerarchie ecclesiastiche, sia in campo etico sia in campo strettamente dogmatico. Editorialista del quotidiano la Repubblica, il suo ultimo libro è “Il coraggio di Essere Liberi (2016).  

Altre riflessioni, alle 19.00 (sempre in piazza Zampillo), nella successiva conversazione, sotto il titolo “Il prezzo dell’ignoranza”, tra l’editore Giuseppe Laterza (presidente dal 1997 dell’omonima casa editrice e fondatore dei Presidi del Libro) ed il presidente della Fondazione Dessì Paolo Lusci. Si parlerà infatti di libri e della loro di diffusione, mettendo in relazione gli indici di lettura con il benessere e la qualità della vita delle persone.

Musica, poesia e frammenti di prosa si uniscono nel reading “Parole Note”, in scena alle 21.30 a Casa Dessì, un progetto di Maurizio Rossato con l’obiettivo di valorizzare i testi della grande letteratura. È la radio la forza portante anche dello stile di “Parole Note”, attraverso le letture di Giancarlo Cattaneo. Dal programma radiofonico “Parole Note”, in onda sulle frequenze di Radio Capital, oltre a varie compilation discografiche e alla versione video on line sul sito de la Repubblica e su quello di Radio Capital, è nata la versione live omonima: un reading sempre diverso accompagnato da un dj set decisamente sorprendente e una cornice visual fatta di immagini evocative e avvolgenti e di frammenti di film e fotografie, per creare un flusso e una stratificazione di segni.

Mercoledì (20 settembre) il programma della terza giornata della settimana villacidrese prende il via la mattina con un laboratorio per le scuole, alle 10.00 al Mulino Cadoni, con gli autori di libri per l’infanzia Riccardo Francaviglia e Margherita Sgarlata, in arte Riccardo e Margherita. In piazza Zampillo due presentazioni letterarie: alle 18.00 si parla di pre-adolescenza con due esperti di psicologia dell’età evolutiva, Alberto Pellai e Barbara Tamborini, sul loro libro “L’eta dello tsunami” (De Agostini); alle 19.00, intervistato dal giornalista Gianni Zanata, lo scrittore Gianni Morelli presenta invece il suo romanzo “Rosso Avana” (ADV publishing house), ambientato negli ultimi giorni del 1958 nella capitale cubana.

Serata nel consueto spazio del cortile di Casa Dessì con il fumettista e musicista Davide Toffolo (chitarrista e frontman del gruppo Tre Allegri Ragazzi Morti) e il musicista elettronico sardo Arrogalla (al secolo Francesco Medda), in scena alle 21.30 con la musica e i disegni del live painting “Le cicale di Villacidro”.