25 June, 2026
HomePosts Tagged "Paolo Serra"

Il cinema non racconta soltanto storie: costruisce immaginari, modifica la percezione dei luoghi, genera desiderio di viaggio. È da questa consapevolezza che nasce “Ogni film è un viaggio. Il Cineturismo tra narrazione dei luoghi e sviluppo territoriale”, il convegno in programma l’8 e 9 giugno al Lu’ Hotel di Carbonia, promosso dalla Fondazione Umanitaria Sardegna, insieme al Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Cagliari, su fondi della Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato della Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

Il convegno fa parte di un programma di attività a sostegno della Cineteca Sarda, nell’opera di preservazione, conservazione e promozione della memoria storico-audiovisiva dell’Isola, che Fondazione Umanitaria Sardegna realizzerà nel prossimo triennio grazie al finanziamento regionale, anche a sostegno dei nuovi master universitari in Management per il Cinema e l’Audiovisivo e Regia e Produzione di Documentari, che hanno recentemente avviato il proprio percorso didattico nella città di Carbonia.

Il progetto è coordinato da Paolo Serra, curato da Alessandra Sento, con la supervisione organizzativa di Andrea Contu, per Fondazione Umanitaria Sardegna. La consulenza organizzativa è stata di Marina Fanari per U-Boot Lab. La consulenza scientifica di Antioco Floris, Presidente della Facoltà di Studi Umanistici dell’Università di Cagliari. 

Due giornate di incontri, tavole rotonde e panel di approfondimento dedicate a uno dei fenomeni culturali e turistici più significativi degli ultimi anni: il cineturismo, ovvero quella forma di turismo motivata dal desiderio di visitare i luoghi del cinema, delle serie televisive e dell’audiovisivo contemporaneo.

Studiose, ricercatori, operatrici culturali, professionisti del turismo e rappresentanti delle istituzioni si confronteranno sul rapporto tra cinema e territori, analizzando dati, strategie, modelli virtuosi ed esperienze italiane e internazionali. Un’occasione per riflettere sul potenziale del cinema come strumento di valorizzazione culturale, promozione turistica e sviluppo economico sostenibile.

Ad aprire i lavori sarà Michelangelo Messina, direttore artistico dell’Ischia Film Festival e presidente dell’Osservatorio permanente sul Cineturismo, da oltre vent’anni figura di riferimento in questo settore.

A seguire, la tavola rotonda “Lo stato delle cose”, dedicata alle prospettive del settore e alle strategie di sviluppo, con interventi di esperti, studiosi e rappresentanti di realtà impegnate nella promozione audiovisiva dei territori.

Il primo panel, “Viaggio in Italia” (lunedì 8, 15,30), proporrà un attraversamento delle esperienze più interessanti di cineturismo nel Paese: dagli itinerari urbani costruiti attraverso il cinema alle pratiche di movie tour, fino ai progetti che intrecciano audiovisivo, paesaggio ed enogastronomia.

Il secondo e ultimo panel, “Ai confini della realtà” (martedì 9, 9,30), approfondirà invece il rapporto tra immaginario audiovisivo e trasformazione dei territori nell’era digitale, con focus dedicati alle serie tv, all’intelligenza artificiale applicata alla comunicazione turistica, al cinema di famiglia e ai nuovi modelli di storytelling.

Il convegno intende contribuire alla costruzione di una riflessione condivisa sul ruolo del cinema e dell’audiovisivo nella definizione dell’identità dei luoghi, mettendo in dialogo ricerca accademica, progettazione culturale e pratiche territoriali.

Il convegno riunisce studiosi, ricercatrici, professionisti dell’audiovisivo, operatori culturali ed esperti di turismo provenienti da università, istituzioni e realtà progettuali attive nel panorama nazionale del cineturismo.

Tra gli ospiti principali, oltre al già citato Michelangelo MessinaAndrea Lolli, studioso ed esperto del fenomeno,  porterà la propria esperienza nell’ambito della progettazione di itinerari cineturistici, movie tour e strategie di promozione territoriale legate all’audiovisivo.

Bruno Zambardino, esperto di politiche audiovisive europee e Film Education presso la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, approfondirà il ruolo del portale Italy for Movies nella valorizzazione delle location italiane.

Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, offrirà una lettura economica e strategica del film induced tourism, attraverso l’analisi di dati, trend e criticità del settore.

Delle relazioni tra produzione e promozione territoriale parleranno Cristina Piscitelli, Project Manager di Apulia Film Commission e Andrea Rocco, direttore della Fondazione Sardegna Film Commission.

L’ambito accademico sarà rappresentato da docenti e ricercatrici dell’Università degli Studi di Cagliari, tra cui Giulia Contu, esperta di statistica applicata ai fenomeni turistici; Cinzia Dessì, docente di project management e imprenditorialità e attualmente coordinatrice del Master di I livello in Management del Cinema e dell’audiovisivo in corso di svolgimento a Carbonia; e Federica Caboni, docente di marketing turistico, che approfondirà il tema dell’intelligenza artificiale nella condivisione dei contenuti turistici. Luisa Cutzu, dell’Università di Sassari, affronterà il tema della rappresentazione dei luoghi turistici della Sardegna nel cinema di famiglia, mentre Elisa Uffreduzzi, dell’Università di Roma Tor Vergata, presenterà un intervento sul catalogo delle location italiane nel cinema muto. Fabiana Battisti Chiara Trinchese, dello stesso ateneo, racconteranno l’esperienza di Cinewalks, progetto dedicato agli itinerari cinematografici urbani sviluppato insieme a Laura Camillucci, digital product designer specializzata in progettazione partecipata e strumenti digitali per l’esperienza culturale. Completeranno il programma professioniste del travel design, del social media storytelling, della progettazione culturale e della valorizzazione dei territori attraverso cinema, enogastronomia e nuove forme di narrazione audiovisiva.

Il progetto è coordinato da Paolo Serra, curato da Alessandra Sento, con la supervisione organizzativa di Andrea Contu, per Fondazione Umanitaria Sardegna. La consulenza organizzativa è stata di Marina Fanari per U-Boot Lab. La consulenza scientifica di Antioco Floris, Presidente della Facoltà di Studi Umanistici dell’Università di Cagliari. 

Ogni film è un viaggio” nasce con l’obiettivo di indagare il cineturismo come fenomeno culturale, sociale ed economico capace di ridefinire il rapporto tra spettatori e territori.

Quando il cinema racconta uno spazio, quel luogo smette di essere soltanto geografia: diventa immaginario condiviso, memoria emotiva, esperienza desiderata. Il viaggio nei luoghi del cinema rappresenta oggi una delle forme più dinamiche del turismo culturale contemporaneo, capace di generare nuovi flussi, valorizzare patrimoni materiali e immateriali e contribuire alla destagionalizzazione dell’offerta turistica.

Attraverso contributi scientifici, case histories, esperienze progettuali e testimonianze dirette, il convegno intende mettere a fuoco strumenti, criticità e prospettive di un settore in continua evoluzione.

Il convegno è finanziato ai sensi della legge regionale 8 maggio 2025, n.12, art.3, comma 11 della Regione Autonoma della Sardegna.

Dichiarazioni di Ilaria Portas, assessora della Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport della Regione Autonoma della Sardegna: «La cultura è uno degli asset fondamentali e centrali dell’impegno di questa amministrazione regionale. In questo ambito numerosi sono stati gli investimenti anche sulla filiera del cinema e dell’audiovisivo, che dopo qualche anno di difficoltà sta riacquisendo il valore che merita. Dai bandi per la produzione al rilancio della Fondazione Sardegna Film Commission fino all’alta formazione rappresentata dall’apertura a Carbonia dei Master universitari sul Cinema, partecipati dell’importante supporto della Fondazione Umanitaria Sardegna. L’intero settore sta giocando un ruolo che ha anche delle importanti ricadute economiche. In particolare per quanto attiene al comparto produttivo l’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna registrato 142 aziende con 237 occupati, 126 lavoratori dipendenti, 16milioni di euro di fatturato, 8 milioni di valore aggiunto. Questa economia gioca un ruolo fondamentale perché capace di generare  valore culturale ed economico anche quando ha finito il suo processo produttivo. Le immagini e le location filmate cosi come le storie raccontate con il loro portato di “valorizzazione dell’identità regionale del patrimonio storico-culturale, paesaggistico-ambientale, linguistico-letterario e antropologico della Sardegna” così come scritto nella nostra legge cinema, sono in grado di suscitare suggestioni che rendono l’isola una terra da voler scoprire. Per questa ragione pensare di provare a connettere cultura e turismo, così come questo Convegno si propone di fare, attraverso anche l’importante apporto scientifico dell’Università degli studi di Cagliari, è non solo auspicabile ma anche necessario. Per delineare un nuovo modello culturale ed economico dove al centro si trovi la nostra identità, sfaccettata, ricca e accogliente».

Dichiarazioni di Paolo Serra, responsabile regionale della Fondazione Umanitaria Sardegna: «Il convegno sul Cineturismo promosso dalla Fondazione Umanitaria Sardegna in collaborazione con il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Cagliari, con il supporto operativo della Fondazione Sardegna Film Commission e il patrocinio dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali della Regione Autonoma della Sardegna, rappresenta un’occasione di riflessione scientifica di significativo rilievo per il territorio. L’iniziativa si inserisce in un dibattito accademico e istituzionale sempre più urgente circa le potenzialità del cinema quale strumento di valorizzazione del patrimonio paesaggistico, culturale e identitario sardo. Le ricadute sul territorio regionale appaiono molteplici e strutturali: dalla promozione turistica veicolata attraverso produzioni audiovisive, allo sviluppo di filiere economiche locali legate all’industria cinematografica, fino al rafforzamento dell’immagine internazionale della Sardegna come destinazione culturale d’eccellenza. Il dialogo tra mondo accademico, istituzioni e operatori del settore costituisce, in tal senso, un presupposto imprescindibile per la definizione di politiche territoriali integrate e sostenibili».

Dichiarazioni di Alessandra Sento, direttrice della Società Umanitaria Alghero: «Nel 2018 la Società Umanitaria di Alghero sperimentava per la prima volta il suo  modello di cineturismo “Alghero città del cinema”. Una serie di itinerari inseriti nel festival “Cinema delle terre del mare – Festival itinerante per cinefili in movimento”, avviato nel 2009 per recuperare il passato illustre del “Meeting internazionale del Cinema” nato a Capo Caccia nel 1965, quando la città catalana, con l’aeroporto e il porto a pochi kilometri di distanza, era davvero la porta d’oro del turismo in Sardegna. Passeggiate urbane nei luoghi della storia del cinema tra i vicoli e le mura della città antica; traversate per mare sulle orme di un b movie girato nella Grotta di Nettuno negli anni Settanta; escursioni a bordo di macchinette elettriche sul set de “La Scogliera dei desideri” di Joseph Losey, nel Parco di Porto Conte. Occasioni di promozione turistica del territorio attraverso il cinema, e del cinema attraverso il territorio, che hanno trasformato il pubblico in cinenanutə. Unici esempi nell’isola, per quanto ne sappiamo. Il successo di queste proposte e la consapevolezza del ruolo culturale che la Fondazione Umanitaria Sardegna, insieme alla Cineteca Sarda e ai CSC svolge nell’isola, e la ricca storia del cinema che possiamo vantare, ci incoraggiano a pensare che questa non dovrebbe rimanere solo una felice esperienza della città catalana, ma il punto di partenza per l’elaborazione di un nuovo e integrato modello regionale da spendere su tutto il territorio. Questo Convegno, prima di una serie di azioni sul tema che la Fondazione Umanitaria Sardegna avvierà nel corso del triennio,  cercherà di aprire questa nuova via, consapevole di quanto sia importante, per chi vive in un’isola, guardare a cosa accade oltre il mare».

Il racconto di una vita dedicata ai tesori nascosti della Sardegna: debutta, con una proiezione in anteprima, “Antonio Zara – L’uomo che amava scavare”, film documentario di Antonio Sanna prodotto da ArKaosfilm in collaborazione con Società Umanitaria Carbonia e Associazione Amici della Miniera.

L’appuntamento è per giovedì 12 febbraio, al Cineteatro centrale di piazza Roma, a Carbonia, con ingresso gratuito a partire dalle 18.00.

Dopo i saluti istituzionali dell’assessora regionale della Cultura Ilaria Portas e del sindaco Pietro Morittu, interverranno il regista del film Antonio Sanna, il direttore regionale dei CSC della Società Umanitaria in Sardegna Paolo Serra, Piero Agus, presidente dell’associazione Amici della Miniera e i familiari del compianto Antonio Zara.

Il film, della durata di 49 minuti, alterna tra immagini in bianco e nero e a colori, materiali d’archivio e riprese contemporanee per raccontare la vita e le scoperte di Antonio Zara, figura fondamentale – e a lungo rimasta ai margini dei riflettori – dell’archeologia sarda.

Nato a Gairo e cresciuto a Carbonia, Zara scopre giovanissimo la passione per l’archeologia grazie ai racconti degli anziani e all’esplorazione dei nuraghi e delle grotte del territorio. A 14 anni compie il suo primo ritrovamento nel Monte Crobu, consegnando poi i reperti alla Soprintendenza. L’incontro con l’ispettore Vittorio Pispisa segna l’inizio di un apprendistato sul campo che lo porterà, nel 1962, a soli 16 anni, alla scoperta del Tofet di Monte Sirai, sito chiave per lo studio della civiltà fenicio-punica in Sardegna.

Da quel momento Antonio Zara parteciperà a decine di campagne di scavo, in qualità di assistente tecnico della Soprintendenza, sviluppando una straordinaria capacità di “leggere” il paesaggio e individuare siti archeologici di grande importanza. Tra le campagne più importanti cui partecipò Zara ricordiamo il lavoro di scavo e ripristino del Pozzo Sacro di Santa Cristina e quella che portò al ritrovamento del celebre bronzetto del cosiddetto “Sardus Pater” a Fluminimaggiore (oggi conservato al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari).

Il documentario, scritto e diretto da Antonio Sanna, che firma anche fotografia, editing e riprese con drone insieme a Renzo Gualà, nasce da un’idea di Sergio Zara e si avvale delle musiche originali di Mauro Usai per il pianoforte di Omar Bandinu; e delle voci narranti di Maria Giovanna Ganga e Gianni Cossu, con un testo introduttivo di Enea Bagiella e brani tratti dai libri di Antonio Zara Io c’ero – I racconti dell’assistente e I racconti del pozzo.

Il film intreccia testimonianze di studiosi, amici e familiari – tra cui Piero Bartoloni, Giorgio Secci, Angelo Saba e Giovanna Pietra – con fotografie originali di Antonio Zara, Ugo Virdis, Piero Bartoloni e Peter Paul Mackey, restituendo un ritratto intimo e corale di un uomo mosso da curiosità, ostinazione e amore per la terra.

La proiezione sarà un’occasione per riscoprire non solo la figura di Antonio Zara, ma anche un pezzo fondamentale della storia archeologica e culturale del Sulcis Iglesiente.

L’iniziativa è realizzata con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (L.R. 48/2018, art. 11, comma 26), della Fondazione di Sardegna e dei Comuni di Carbonia e Paulilatino, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, il Sistema Museale di Carbonia, Archeotour Paulilatino e il Parco e Museo Genna Maria di Villanovaforru.

Screenshot

Screenshot

Regista, documentarista e antropologo dell’immagine, Fiorenzo Serra nei suoi film ha raccontato la Sardegna con uno sguardo insieme poetico e realista, svelando l’anima segreta di un’isola sospesa tra arcaico e moderno, in un percorso che, dai primi documentari degli anni Quaranta, approda al suo capolavoro del 1965, “L’ultimo pugno di terra”. La sua prospettiva, infatti, non è mai stata quella di un semplice cronista perché cercava la poesia della realtà quotidiana nei gesti, nei volti e nelle mani al lavoro di donne e uomini. Il suo documentario diventava così racconto antropologico, una forma di conoscenza del reale, anticipando in qualche modo anche istanze e temi del documentario di ispirazione demartiniana. In particolare, L’ultimo pugno di terra, realizzato tra il 1964 e il 1966 con la collaborazione di intellettuali come Giuseppe Dessì e la supervisione di Cesare Zavattini, racconta la Sardegna del “Piano di Rinascita”, sospesa tra l’antico mondo pastorale e l’arrivo delle grandi trasformazioni economiche e sociali: un affresco potente e malinconico, dove la bellezza del paesaggio e la durezza del lavoro convivono in una tensione drammatica.

A questo autore, di fondamentale importanza per la storia della Sardegna oltre che per il cinema italiano della seconda metà del Novecento, la Cineteca Sarda-Società Umanitaria, che per volontà degli eredi conserva ora tutta la sua opera, ha inteso rendere omaggio con la monografia di Gianni Olla, “Fiorenzo Serra, regista”, in una nuova edizione rivista e aggiornata a cura di Antonello Zanda e Sergio Naitza. E, sempre nell’intento di valorizzarne l’opera, si pone anche l’incontro del 21 gennaio, alle ore 17,30, a Cagliari, presso la sede della Fondazione di Sardegna (via Salvatore da Horta 2) con la presentazione del volume e la proiezione di alcuni documentari del grande regista.

All’incontro partecipano Ilaria Portas, assessora regionale alla Cultura, Paolo Serra, direttore regionale Società Umanitaria, Antioco Floris, professore dell’Università di Cagliari, Dante Olianas, dell’Associazione Iscandula e i due curatori della nuova edizione del volume, Antonello Zanda e Sergio Naitza.

Fiorenzo Serra, regista di Gianni Olla è il secondo volume della nuova collana di Squilibri, “Quaderni della Cineteca Sarda-Società Umanitaria”, avviata con Antonio Simon Mossa e il cinema¸ il volume di Nadia Rondella su un altro protagonista della storia culturale della Sardegna nei suoi inediti rapporti con il cinema documentario.

Le foto a corredo del comunicato sono dello stesso regista e fanno parte di un vasto nucleo di immagini, in parte pubblicate pubblicate nella nuova edizione del volume di Gianni Olla, per le quali è ancora in corso il riconoscimento dei luoghi in vista di una mostra ad opera della Cineteca Sarda-Società Umanitaria.

Dieci anni non sono soltanto un traguardo: sono un archivio di sguardi, relazioni, progetti e idee che hanno attraversato un territorio. Per celebrare il primo decennio della Fabbrica del Cinema, il CSC Carbonia della Società Umanitaria propone una due giorni di film e incontri aperti al pubblico, un’occasione per ritrovarsi, confrontarsi e ripercorrere le tappe di un cammino fatto di film, laboratori, formazione e comunità. Uno sguardo a quanto realizzato, ma soprattutto un modo per scrutare orizzonti futuri, seguendo i principi cardine della Società Umanitaria: fare per capire, preservare la memoria per farne materia viva, capace di comunicare e tramandarsi sotto nuove forme.

Mercoledì 17 e giovedì 18 dicembre la sala “Fabio Masala” accoglierà registe e registi che con il loro lavoro hanno saputo interpretare questi principi e i cui incontri saranno introdotti e moderati dal direttore artistico del Carbonia Film Festival Francesco Giai Via, che ha curato insieme allo staff della Fabbrica del Cinema la selezione dei film e degli ospiti. In cartellone Sara Fgaier, Gianluca De Serio e Daniele Gaglianone, uno dei più autorevoli documentaristi italiani che da anni ha incrociato il suo percorso con quello della Fabbrica del Cinema. Saranno loro, insieme a partner, istituzioni, compagni di viaggio e addetti ai lavori, a offrire nuovi spunti di riflessione su memoria, territorio, comunità, linguaggi e possibilità future. Un momento di festa e di condivisione, un bilancio collettivo orientato al domani, un modo per restituire al pubblico il senso di una crescita comune.

Si comincia mercoledì 17 dicembre, alle 18.00, quando la sala “Fabio Masala” accoglierà la regista Sara Fgaier e il suo Sulla terra leggeri (Italia 2024, 95’), un film delicato e perturbante che segue il professor Gian nel tentativo di ricomporre la propria memoria ferita dall’amnesia. Attraverso la ricerca di una donna del passato, Leila, e dei frammenti di un amore rimasto sospeso, il protagonista intraprende un viaggio che lo riporta alla radice delle proprie ferite e, allo stesso tempo, della propria capacità di rinascere. Immagini confuse affiorano nella sua mente: il legame con la figlia, il lutto che riemerge come una musica lontana. Tutto concorre a trasformare questa indagine intima in una meditazione sulla perdita, sul ritrovamento e sulla possibilità di tornare a se stessi.

La serata prosegue con Gianluca De Serio, che accompagnerà il pubblico nella visione di Canone effimero (Italia 2025, 120’), realizzato insieme al fratello Massimiliano. Il film è un viaggio nell’Italia invisibile: i protagonisti di questa immersione sono singole persone o piccole comunità remote che lottano contro l’estinzione dei propri orizzonti simbolici, nei gesti di costruttori solitari di antichi strumenti o nelle voci di cantori di canti polivocali del passato. Un’opera che mette in luce le tradizioni polifoniche di varie regioni italiane, sfidando la marginalizzazione di queste culture e ricentrandole attraverso un approccio visivo ispirato alle icone bizantine e all’arte medievale. Il risultato è un diario collettivo, un codice fragile da completare.

La giornata di giovedì 18 dicembre si apre al mattino con la tavola rotonda Film a-temporali e geografia della memoria: il decennale della Fabbrica del Cinema. A partire dalle 10.00, un’occasione per ragionare sul tempo sospeso della memoria, quello spazio che – come ricordava Lewis Carroll – sarebbe molto povero se potesse “lavorare solo all’indietro”. Nel corso di questi anni, quello spazio è stato attraversato da registi e registe, operatori culturali, studenti e studentesse, associazioni, istituzioni e partner che hanno contribuito a rendere la Fabbrica del Cinema un presidio di idee e progettualità. Sarà questa l’occasione per un bilancio che parlerà di futuro, nel tentativo di immaginare le nuove responsabilità e le direzioni possibili di un lavoro che continua a intrecciarsi con il territorio.

La tavola rotonda sarà animata dalle figure che negli anni hanno direttamente lavorato con la Fabbrica del Cinema. Tra queste Francesco Giai Via, Maria Pina Usai, dell’associazione U-Boot Lab che negli ultimi tre anni ha curato il progetto di residenza artistica Giudicesse 2030, il presidente del CIC Arci Iglesias Mario Tuscano che organizza e promuove la rassegna Giornate del Cinema del Mediterraneo. In programma anche l’intervento dell’esperta in processi partecipativi Francesca Cinus, che nella seconda parte della tavola rotonda proverà ad aprire una finestra sul futuro. Ad accompagnarla la graphic recorder Ilaria Fresa, che tradurrà in tempo reale gli interventi dandone un riassunto visivo.

Le celebrazioni si chiudono la sera, alle 21, con l’attesa proiezione di Cumpartia (Italia 2025, 70’), l’ultimo film di Daniele Gaglianone nato proprio all’interno della terza edizione del programma di formazione Carbonia Cinema Giovani – Filming Lab, organizzato dal CSC Carbonia e finanziato dalla Regione attraverso i fondi previsti per lo sviluppo dell’attività cineportuale nel Sulcis Iglesiente. Il film, premiato lo scorso novembre a Firenze durante il Festival dei Popoli, è considerato l’autobiografia di un territorio, e sarà proiettato per la prima volta in Sardegna.

Cumpartia è la storia di un ritorno, quello di Ivan, che dopo tre anni in Francia, dove ha lavorato come viticoltore, sceglie il Sulcis per fare il vino insieme ai suoi genitori, nella loro piccola azienda. Il film si articola come il racconto della vita quotidiana di una famiglia di viticoltori, ma il ritorno a casa di Ivan è anche e soprattutto un viaggio interiore, sospeso e rarefatto dove le persone e le cose lasciate nel passato – e ritrovate nel presente – si incontrano nella dimensione emotiva e solitaria del protagonista. Una riflessione sul rapporto con le proprie radici, sul rapporto fra generazioni, sul cosa significa essere figli e su come si vedono i padri e le madri tra malinconie del passato e l’energia necessaria ad affrontare il presente.

«Sento che Cumpartia rappresenta un momento di transizione dentro il mio percorso cinematografico – spiega il regista Daniele Gaglianone -. Forse perché è un film che racconta un passaggio di vita importante per il protagonista che si trova in bilico fra le intenzioni ancora vive del passato e l’energia di nuove prospettive. È un film minimale che tratta di cose primarie ed essenziali: confrontarsi con le proprie radici. Chiedersi che cos’è la terra e quale senso si nasconde dietro ad un albero che cresce. Un film sulla solitudine sulla malinconia e sulla gioia necessaria della condivisione nato proprio dall’incontro inaspettato con un gruppo di amici vecchi e nuovi, che mi ha fatto sentire almeno per una volta ancora la bellezza e il privilegio di raccontare una storia».

Con la proiezione di questo film, metafora di un territorio laterale ma capace di valorizzare le sue eccellenze, le sue sacche di resistenza, e di produrre bellezza, si chiude la festa della Fabbrica del Cinema. Uno spazio pensato per custodire immagini, accogliere storie, dare spazio alla memoria e al futuro. Un luogo che ha saputo crescere insieme alla città, trasformandosi in un punto di riferimento culturale per Carbonia e il territorio.

«Se volgiamo lo sguardo a ciò che accadeva dieci anni fa, possiamo dichiararci soddisfatti del lavoro svolto e sempre più desiderosi di svilupparlo in un contesto che è mutato favorevolmente anche grazie al lavoro che La Fabbrica del Cinema è riuscita a realizzare, interpretando al meglio delle sue possibilità gli obbiettivi che si era data, ovvero l’essere facilitatore di processi e catalizzatore di energie e proposte – dice Paolo Serra, direttore regionale dei CSC della Società Umanitaria in Sardegna . Se fare formazione, conservazione e promozione della cultura cinematografica e audiovisiva (ma anche promotore della memoria storica isolana e produttore di nuova memoria audiovisiva) erano le direttrici su cui impostare le principali azioni, oggi possiamo affermare che queste linee di sviluppo non hanno mai viaggiato parallelamente ma si sono intrecciate e meticciate, producendo qualcosa di nuovo e bello per il territorio. Dopo due lustri trascorsi da quel 19 dicembre 2015, possiamo dire che il Sud Ovest sardo dispone di un centro di sviluppo che collabora stabilmente con una miriade di soggetti preposti allo sviluppo educativo, produttivo e culturale: l’Università, essendo parte della rete di partenariato dei nuovi master sul cinema che sono stati avviati a Carbonia,  così come con la Fondazione Sardegna Film Commission, i tanti Enti presenti, sia pubblici che privati, senza dimenticare l’incessante opera di sostegno all’associazionismo. Il decennio trascorso, grazie all’imprescindibile supporto della Regione Autonoma della Sardegna per tramite dell’Assessorato ai Beni Culturali, ha così contribuito a consolidare un modello di pratiche e di reti orientate all’innovazione e allo sviluppo futuro.»

«Stilando un bilancio di questi dieci anni e guardando intorno a noi ritroviamo uno spazio vivo e capace di catalizzare, ogni anno di più, l’attenzione del mondo del cinema e della cultura – aggiunge Moreno Pilloni, direttore del CSC Carbonia della Società  Umanitaria -. Una realtà che dialoga e si mette al servizio delle agenzie educative, dalle scuole di ogni ordine e grado all’Università, così come delle pubbliche amministrazioni del territorio, interpretando al meglio e con sempre maggiori strumenti, quel ruolo di “Centro Servizi” che la Regione Sardegna ci ha affidato. Grazie al progetto della Fabbrica del Cinema il nostro Centro è riuscito ad ampliare il proprio sguardo diventando un vero e proprio luogo di produzione e formazione che cresce insieme al territorio.»

Lunedì 17 novembre, alle ore 10.00, presso la Sala Remo Branca nel Palazzo Municipale in Piazza Municipio, verrà presentata la XV edizione delle Giornate del Cinema del Mediterraneo, evento promosso dal Centro Iniziative Culturali Arci-Iglesias APS e dal Centro servizi culturali Carbonia-Iglesias della Società Umanitaria-Fabbrica del Cinema, con il patrocinio del comune di Iglesias.
Presenterà la conferenza stampa la giornalista Francesca Figus ed interverranno:
Carlotta Scema, assessora alla Cultura Comune di Iglesias
Alberto Diana, regista e direttore artistico
Moreno Pilloni, direttore del Centro dei servizi culturali Carbonia-Iglesias della Società Umanitaria-Fabbrica del Cinema
Paolo Serra, direttore regionale della Società Umanitaria e della Cineteca Sarda.

Ultimo atto del 10° Carbonia Film Festival. Il pomeriggio, al Cine-Teatro Centrale, è dedicato alla cerimonia di chiusura, durante la quale verranno proclamati i vincitori del concorso CFF10, che quest’anno ha messo in gara cinque film italiani tra i più originali dell’intera stagione cinematografica. A decretare il miglior film sarà il gusto del pubblico in sala, che in questi cinque giorni ha espresso il suo gradimento al termine di ogni proiezione. In palio anche il premio Ucca Carbonia Cinema Giovani, assegnato dalle studentesse e dagli studenti dell’Università di Cagliari che hanno partecipato al programma di masterclass e formazione attivato dal festival come ogni anno. Nel corso dell’incontro, con inizio alle 17.00, verrà consegnato anche il Premio Città di Carbonia a Salvatore Mereu, riconoscimento istituito per la prima volta quest’anno per valorizzare le figure del cinema capaci di coniugare visione artistica e legame profondo con il territorio. A seguire sarà proiettato il suo cortometraggio Su cane est su miu, presentato in anteprima mondiale a Locarno e già vincitore del Premio Visioni Sarde. Mereu viene premiato come personalità del cinema il cui percorso, artistico e personale, ha saputo intrecciare consapevolezza, visione e connessione profonda con la realtà, restituendo al pubblico una prospettiva capace di raccontare la complessità del presente con profondità e lucidità.

A seguire trova spazio anche la proiezione, fuori concorso, de Il quieto vivere, tragicommedia di Gianluca Matarrese che attraversa con ironia e tenerezza i confini tra documentario e finzione. Il regista sarà presente in sala per incontrare il pubblico, in uno degli ultimi momenti di dialogo di un’edizione particolarmente partecipata.

Gran finale in serata, alle 21.00, con Ballate per il presente che sfugge, un appuntamento che unisce musica e parola: Francesco Bianconi, voce e autore dei Baustelle, sarà protagonista di una performance esclusiva accompagnato al pianoforte da Alberto Bazzoli. Un incontro in dialogo con il direttore artistico Francesco Giai Via, concepito come un viaggio intimo nel linguaggio della canzone d’autore, tra suggestioni letterarie e rimandi cinematografici.

Con la serata di Francesco Bianconi si chiude un’edizione del Carbonia Film Festival capace, ancora una volta, di attraversare il presente con lo sguardo del cinema e la sensibilità delle arti, restituendo alla città e al suo pubblico il senso di una comunità che cresce intorno alle immagini e alle storie.

Cinque giorni di proiezioni, installazioni, eventi, musica, incontri e formazione per dare vita a uno spazio di confronto tra cinema, cultura e società. Torna il Carbonia Film Festival, in programma dal 5 al 9 novembre nei luoghi più suggestivi della cittàmineraria..

Il festival è organizzato come sempre dal CSC Carbonia della Società Umanitaria per la direzione artistica di Francesco Giai Via, e quest’anno porta con sé una novità importante: il concorso CFF10, che ospiterà cinque titoli della recente stagione cinematografica, opere di autori e autrici fra i più interessanti e originali emersi nel corso dell’anno che si misurano con linguaggi e temi diversi. A decretare il miglior film sarà il gusto del pubblico in sala, con l’intenzione di stimolare la discussione sulla proposta artistica e sulle opere in concorso. Il nome del concorso è un omaggio alla decima edizione del Carbonia Film Festival, che nel 2016 raccoglie il testimone dalle precedenti firmate Mediterraneo Film Festival, per una storia di impegno civile e culturale che risale al 1999.

I FILM IN CONCORSO
Primo titolo in concorso è Orfeo, sorprendente debutto nel lungometraggio di Virgilio Villoresi  ispirato al Poema a fumetti di Dino Buzzati. Il film, presto nelle sale con Double Line, fonde animazione artigianale, cinema sperimentale e raffinate soluzioni ottiche, dando forma a un viaggio visionario. Si prosegue con un altro esordio alla regia, Paternal Leave di Alissa Jung, storia di un’adolescente che ritrova il padre mai conosciuto. Un film intimo e potente, sostenuto dalle interpretazioni di Luca Marinelli e Juli Grabenhenrich, che celebra l’energia dei giovani e la loro capacità di costruire nuove connessioni. A Carbonia anche il primo film a quattro mani di Nicole e Valentina BertaniLe bambine, che indaga un’età di passaggio con uno sguardo personale e un’estetica sorprendente. Tra i film della selezione Le città di pianura di Francesco Sossai con Pierpaolo Capovilla, Filippo Scotti e Sergio Romano, protagonisti di questo road movie ambientato nel Veneto rurale. Ultimo dei film in concorso è Testa o croce? di Alessio Rigo De Righi Matteo Zoppis con Alessandro Borghi Nadia Tereszkiewicz, in un western tra campagne italiane intriso di sperimentazione.

I film competeranno per il “Premio del pubblico concorso CFF10” del valore di 1.500 euro, assegnato dalle spettatrici e dagli spettatori in sala, e per il “Premio Ucca Carbonia Cinema Giovani”, del valore di 1.000 euro, assegnato dai ragazzi e dalle ragazze del programma Carbonia Cinema Giovani e in partnership con UCCA, in continuità con un percorso di collaborazione storico con l’Unione Circoli Cinematografici Arci nell’ottica di un comune impegno nella promozione della cultura cinematografica e della formazione di nuovi pubblici.

EVENTO SPECIALE: FRANCESCO BIANCONI PER CFF
A chiudere il festival, domenica 9 novembre, sarà un evento speciale che vedrà protagonista Francesco Bianconi, cantautore, scrittore e voce dei Baustelle, accompagnato al pianoforte da Alberto Bazzoli. Autore tra i più raffinati del panorama musicale italiano, Francesco Bianconi porterà a Carbonia una performance esclusiva tra musica e parole appositamente pensata per il CFF, in dialogo con il direttore artistico del festival Francesco Giai Via, nel solco della tradizione del CFF di coniugare cinema e altre forme di espressione artistica.

TRA MEMORIA E ESILIO IL CINEMA DI FIROUZEH KHOSROVANI A CARBONIA
Ospite internazionale del Carbonia Film Festival 2025 sarà la regista iraniana Firouzeh Khosrovani, autrice dal percorso originale e profondamente legato alle dimensioni dell’esperienza personale, che incontrerà il pubblico in diversi momenti di dialogo e confronto. La sua presenza si inserisce nella vocazione del festival a costruire, attraverso il cinema internazionale e i suoi protagonisti, un confronto attivo con il nostro tempo, aprendo riflessioni sui temi dell’identità, della memoria e dell’esilio. Saranno presentati due lavori emblematici della sua filmografia: Radiograph of a Family, documentario vincitore dell’IDFA 2020, in cui la regista esplora con delicatezza e rigore la storia della propria famiglia come riflesso delle fratture ideologiche e religiose che hanno attraversato l’Iran, e Gli uccelli del Monte Qaf, diretto insieme a Morteza Ahmadvand e distribuito da ZaLab. Presentato in concorso alle Giornate degli Autori 2025, quest’ultimo film racconta la fuga e il senso di lontananza attraverso un linguaggio visivo sospeso tra realismo e immaginazione, evocando una geografia interiore segnata dall’assenza e dalla trasformazione.

PREMIO CITTÀ DI CARBONIA A SALVATORE MEREU
Altra novità del 2025 è il Premio Città di Carbonia. Istituito per la prima volta nell’ambito di questa edizione, il Premio è assegnato dal Festival, insieme all’Amministrazione comunale, ad una personalità del cinema il cui percorso, artistico e personale, abbia saputo coniugare consapevolezza, visione e connessione profonda con la realtà, restituendo al pubblico una prospettiva capace di raccontare la complessità del presente con profondità e lucidità. Con queste motivazioni, il Premio Città di Carbonia sarà assegnato a Salvatore Mereu.

GLI OSPITI DI CFF 2025
Tanti i protagonisti del cinema attesi al Carbonia Film Festival per incontrare il pubblico e presentare i loro film. Dalle registe Alissa Jung, con il suo applauditissimo esordio Paternal Leave, alle sorelle Nicole e Valentina Bertani che per la prima volta con Le bambine firmano un’opera a quattro mani, agli interpreti Luca Vergoni, tra i protagonisti dell’immaginifico Orfeo di Virgilio Villoresi, al sorprendete Pierpaolo Capovilla, frontman de Il Teatro degli Orrori per la prima volta sul grande schermo in Le città di pianura di Francesco Sossai, e il produttore Tommaso Bertani per l’opera seconda di Alessio Rigo De Righi e Matteo Zoppis Testa o croce?.

Attesissima la presenza di Romana Maggiora Vergano, attrice lanciata da Paola Cortellesi in C’è ancora domani e oggi tra i nomi più acclamati del cinema italiano. Romana Maggiora Vergano sarà al festival per presentare il nuovo film di Paolo Strippoli La valle dei sorrisihorror intriso di mistero che ha incantato l’ultimo festival di Venezia, che la vede protagonista al fianco di Michele Riondino.

E poi ancora Gianluca Matarrese con il suo Il quieto vivere, tragicommedia tra documentario e finzione sul tema della famiglia e i registi sardi Salvatore Mereu, Giulia Camba, Stefano CauLetizia Dessì.

ARTE PUBBLICA FIRMATA CFF, FRA PASSATO E FUTURO
Carbonia Film Festival ospita inoltre due interventi sulla città da parte di due artisti di caratura internazionale, a partire dall’artista e illustratrice Camilla Falsini, protagonista dell’inaugurazione con un nuovo murale creato appositamente per CFF2025 che rimarrà come segno permanente e lascito del festival per la comunità.
Eccezionale anche la presenza del regista e compositore Giorgio Ferrero, una delle firme più prestigiose nel mondo delle installazioni videomediali, che ha collaborato con i più importanti istituti e luoghi d’arte in Italia, tra cui il Museo degli Uffizi di Firenze e il Museo del Cinema di Torino per il quale ha realizzato installazioni multimediali delle mostre dedicate a James Cameron e Tim Burton. In collaborazione con lo studio creativo torinese MYBOSSWAS, e con il gruppo di lavoro della Fabbrica del Cinema, Ferrero ha realizzato  Mnemotheque, un’installazione ideata a partire da materiali del progetto regionale La tua memoria è la nostra storia e dell’archivio in nastro magnetico del CSC-Carbonia della Società Umanitaria.

IL PROGRAMMA
Su il sipario, mercoledì 5 novembre, con l’inaugurazione del murale di Camilla Falsini, artista e illustratrice romana che porta a Carbonia il suo segno grafico netto e colorato, riconoscibile in molte città italiane. Realizzato sulla facciata dell’ingresso della scuola elementare Deledda di via Roma, il murale diventa un segno permanente, un lascito per la comunità e un ponte tra festival e territorio. Taglio del nastro alle 16.30 alla presenza dell’autrice.
Per le prime proiezioni appuntamento poi in Fabbrica del Cinema, all’ombra della Grande miniera di Serbariu. Sullo schermo della sala Fabio Masala si comincia alle 18.00 con Orfeo di Virgilio Villoresi, accompagnato dall’incontro con l’attore protagonista Luca Vergoni.
Alle 21.00 si prosegue con Paternal Leave, una riflessione intensa sul ruolo paterno e sulle fragilità maschili. A chiudere la serata per un incontro con il pubblico sarà Alissa Jung, attrice e regista tedesca al suo debutto nel lungometraggio.

La seconda giornata del festival, giovedì 6 novembre, si apre alle 18.00 in Fabbrica del Cinema con Le bambine, un film che intreccia sguardi femminili e memorie familiari. Al termine della proiezione incontro con le registe Nicole e Valentina Bertani. A seguire, dalle 21.00, uno degli incontri più attesi del festival, quello con la regista iraniana Firouzeh Khosrovani, che propone al pubblico Gli uccelli del Monte Qaf, diretto a quattro mani con Morteza Ahmadvand: un viaggio poetico sul filo memoria, che affronta la diaspora iraniana attraverso le sue implicazioni sul quotidiano.

Venerdì 7 novembre si riparte alle 18.00 con l’accensione di Mnemotheque, installazione immersiva di Giorgio Ferrero creata con lo studio creativo MYBOSSWAS, a partire dai materiali d’archivio del progetto La tua memoria è la nostra storia e dell’archivio in nastro magnetico del CSC-Carbonia della Società Umanitaria. Giorgio Ferrero, regista, compositore e fotografo torinese, incontrerà il pubblico per raccontare il suo viaggio per immagini che trasformerà la facciata del Cine-Teatro Centrale in un prisma di memoria collettiva, dove passato e futuro si riflettono l’uno nell’altro.
A seguire il festival prosegue con Spazio Sardegna, momento dedicato alla produzioni dell’isola. In cartellone due cortometraggi e altrettanti incontri con gli autori, Oplà  di Giulia Camba Vida e morti de unu maragotti di Stefano Cau, e la presentazione del teaser del film
Protagonista dell’incontro delle 21.00 sarà Pierpaolo Capovilla, frontman della rockband Il Teatro degli Orrori, che ha stupito tutti nel suo debutto cinematografico in uno dei film italiani più apprezzati all’ultimo Festival di Cannes nella sezione Un certain regard: Le città di pianura, un road movie capace di aggiornare la grammatica del racconto dell’Italia di provincia.

Il sabato del Carbonia Film Festival (8 novembre) si apre alle 16.00 al Cine-Teatro Centrale, per il ritorno di Firouzeh Khosrovani con Radiograph of a Family, film pluripremiato che intreccia autobiografia e storia dell’Iran.
Alle 18.00 ancora ultimo film in concorso con la proiezione di Testa o croce? di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis, favola western ambientata nelle campagne laziali di fine ‘800, presentata al festival di Cannes e con protagonisti Alessandro Borghi e Nadia Tereszkiewicz. In sala il produttore, e co-autore del soggetto, Tommaso Bertani.
Alle 21.00, per la prima serata del festival, proiezione di La valle dei sorrisi, il film di Paolo Strippoli che si conferma uno degli autori più interessanti del genere horror, dando vita a una storia di crescita personale portata alle estreme conseguenze. A seguire incontro con Romana Maggiora Vergano, tra i protagonisti della pellicola.
La serata si chiude in musica con Smells Like Elicriso, il dj-set di Ava Hangar, icona della scena queer italiana. Appuntamento alle 23.30 al Gsg Concepet Store per un set imprevedibile che spazia dalle più grandi hit della storia del dancefloor ai pezzi più sperimentali e ricercati, filtrati da uno sguardo queer. Un viaggio attento alle repentine evoluzioni della società contemporanea che mantiene un gusto talvolta retrò.

La giornata conclusiva, domenica 9 novembre, comincia al mattino con un’interessante e partecipata tavola rotonda dedicata al caso Legends Collection Pictures, che mira a diffondere la cultura cinematografica asiatica creando la prima realtà Home Video italiana interamente dedicata all’Oriente. Titolo del talk “Dalla Sardegna allAsia… con furore”. Modera i lavori il direttore dei CSC della Società Umanitaria in Sardegna Paolo Serra. A partire dalle 11.00 in Fabbrica del Cinema intervengono Andrea Rocco, direttore Fondazione Sardegna Film Commission, il fondatore della società Fabiano Todde e i curatori artistici ed editoriali della Legends Collection Pictures, Moreno Tubia, Eugenio Ercolani e Claudio Pofi.

La giornata prosegue nel pomeriggio al Cine-Teatro Centrale, dove alle 17 si proclameranno i film vincitori del concorso. Nel corso della cerimonia sarà inoltre assegnato il Premio Città di Carbonia a Salvatore Mereu di cui verrà proiettato il cortometraggio Su cane est su miu presentato in anteprima mondiale al Locarno Film Festival e vincitore della dodicesima edizione del Premio Visioni Sarde.
Nella ricca giornata conclusiva spazio anche per un altro film che chiude il ciclo di proiezioni: Il quieto vivere, tragicommedia senza esclusione di colpi che danza tra documentario e finzione. Ad accompagnare la pellicola sarà il regista Gianluca Matarrese.
Gran finale poi alle 21.00 con Francesco Bianconi, tra i più amati cantautori italiani, frontman e voce dei Baustelle, accompagnato al pianoforte da Alberto Bazzoli. In dialogo con il direttore artistico Francesco Giai Viauna performance esclusiva tra musica e parole appositamente pensata per il Carbonia Film Festival, nel solco di una tradizione ormai consolidata di ibridazione dei linguaggi artistici.

CCF SCUOLE
Come da tradizione, il Carbonia Film Festival dedica ampio spazio alla formazione e agli spettatori di domani.
Nelle mattine dal 5 all’8 novembre si terranno le proiezioni del ciclo CFF Scuole, per accompagnare gli studenti alla scoperta del linguaggio cinematografico e dei temi del festival, in un dialogo diretto con chi il cinema lo crea e lo racconta. Saranno ospiti degli appuntamenti: il regista Stefano La Rosa (mercoledì 5 novembre ore 9.45 per Il castello indistruttibile di Danny Biancardi, Virginia Nardelli e Stefano La Rosa), la regista Alissa Jung (giovedì 6 novembre ore 9.45 per Paternal Leave), la regista Firouzeh Khosrovani (venerdì 7 novembre ore 9.45 per Radiograph of a Family) e Nicole e Valentina Bertani (sabato 8 novembre ore 9.45- Cine-Teatro Centrale per Le Bambine).

CARBONIA CINEMA GIOVANI
Quest’anno il festival rafforza il legame con il tessuto formativo e culturale del territorio, grazie alla partnership con il corso magistrale in produzione multimediale di cinema organizzato e promosso dall’Università di Cagliari. Un gruppo di studenti e studentesse del corso parteciperanno infatti a Carbonia Cinema Giovani, il programma di formazione del festival storicamente dedicato a giovani studenti, operatori culturali e aspiranti filmmakers, che oltre a vivere il festival da protagonisti, partecipando a tutte le proiezioni e assegnando un premio, seguiranno anche un programma di masterclass appositamente pensato per loro. Un passo avanti che quest’anno valorizza l’impegno sull’alta formazione che si inserisce nel solco di una collaborazione storica tra il festival, e i suoi promotori, e UNICA – e che negli anni ha posto al centro del dibattito pubblico l’importanza di strutturare percorsi dedicati al cinema nel territorio, contribuendo anche all’imminente apertura dei master sul cinema proprio nella città di Carbonia.

PREMIO UCCA CARBONIA CINEMA GIOVANI
Le ragazze e i ragazzi del gruppo Carbonia Cinema Giovani assegneranno il Premio Ucca Carbonia Cinema Giovani offerto dal festival in collaborazione con l’Unione Circoli Cinematografici Arci. Questa collaborazione sancisce la condivisione con il festival dell’impegno nella promozione della cultura cinematografica e della formazione di nuovi pubblici. Un percorso di collaborazione storico che lo scorso anno ha portato alla partnership con uno dei festival organizzati da Ucca, il Via Emilia Doc Fest, a Modena, con la proiezione in anteprima assoluta di Sembrava non finire mai, film esito dell’edizione 2023 della residenza per giovani filmmakers Carbonia Cinema Giovani Filming Lab.

WALK OF TASTE: MUSICA, CHIACCHIERE E BUON CIBO
La nuova proposta food and beverage del Carbonia Film Festival. Un meeting point  informale che animerà le aree del festival dove il pubblico potrà, tra un film e l’altro mangiare, bere un drink, conversare con gli ospiti del festival e ascoltare buona musica. Ad animare questi momenti conviviali saranno Momy, ottimo street food sardo con proposte vegane e vegetariane, e Yawe, street bar su ruote con drink di qualità. Tutti i giorni alla Fabbrica del Cinema e in piazza Roma dalle 17.30 in poi.

LA SIGLA DI CFF 2025 

La sigla di quest’anno nasce ancora una volta dall’animazione della grafica di Camilla Falsini, realizzata per l’immagine 2025 del festival, che mette al centro il pubblico. L’animatrice Erica Floris ha immaginato un viaggio attraverso le emozioni e le reazioni che il cinema sa generare: stupore, meraviglia, sorpresa. Guidata dal ritmo travolgente dei Ratapignata e dall’esclamazione “ohiammomia”, che può significare tutto e il contrario di tutto, la sigla celebra la molteplicità di sguardi, energie e immaginari che da sempre animano il CFF. La musica della sigla è un estratto dal brano La’ Ga Ti ddu Dongu , primo singolo estratto dall’album Sonu ‘e magasinu dei Ratapignata, che ringraziamo per la gentile concessione, uscito nel 2009 per Bruttucontu/Scenica.

Paolo Serra, Direttore dei Centri Servizi Culturali della Società Umanitaria in Sardegna:

«Sono felice che il Carbonia Film Festival, in questo 2025, si ripresenti nella sua veste più splendida e completa, superando i limiti della proposta legata a How to film the world. Una soddisfazione ancor più grande perché frutto dell’attenzione sempre maggiore che la Regione Autonoma della Sardegna, per tramite dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali, ha rivolto nei confronti dei Centri di Servizi Culturali sardi e, in particolare, di quello di Carbonia e delle attività Cineportuali che organizza dal 2017. Sarà un meraviglioso crescendo di iniziative che culmineranno con i festeggiamenti per il primo decennale del progetto “Ex Dì Memorie in movimento. La Fabbrica del Cinema”, previsti per la fine dell’anno. Saranno cinque giornate intense, ricche di appuntamenti durante le quali, ancora una volta, il cinema sarà strumento privilegiato per osservare il reale, per analizzare il particolare momento storico che stiamo vivendo, ma anche per discutere su argomenti delicati o scomodi, intervallati da momenti di alto spessore artistico-culturale.

Anche quest’anno, il CFF si propone come spazio di incontro e partecipazione, diffuso tra il centro cittadino e la sede periferica della miniera di Serbariu. In un tempo ancora dominato dalla visione solitaria dettata dallo streaming, il festival rivendica il valore insostituibile della sala: spazio fisico dove le persone s’incontrano e condividono pareri ed emozioni. Ma il CFF non sarà solo una rassegna, anche grazie ai tanti momenti collaterali previsti: pensiamo ad un’esperienza urbana aperta a tutti, per riscoprire insieme il potere e il piacere della visione collettiva.»

Moreno Pilloni, Direttore del Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria:

«Il Carbonia Film Festival è ormai un punto di riferimento riconosciuto ben oltre i confini regionali. Negli anni ha saputo costruire una propria identità, dimostrando che anche una realtà di dimensioni contenute può pensare in grande. Il Festival rappresenta il risultato del lavoro del Centro Servizi Culturali e, al tempo stesso, la voce di un territorio che attraverso la cultura continua a rinnovarsi e a farsi conoscere nel mondo. Il Carbonia Film Festival non è solo un appuntamento culturale di rilievo, ma anche un’occasione di crescita economica e sociale per l’intero Sulcis-Iglesiente. L’arrivo di ospiti e visitatori genera movimento, favorisce le attività locali e rafforza la vocazione turistica della città anche nei periodi di bassa stagione. Attraverso eventi collaterali, masterclass e spettacoli, il Festival diventa un laboratorio vivo di partecipazione, formazione e occupazione giovanile.»

Francesco Giai Via, Direttore artistico Carbonia Film Festival:

«Carbonia Film Festival nasce dalla volontà di costruire, nel cuore del Sulcis, uno spazio in cui il cinema diventi incontro, ascolto, scoperta. In un tempo che frammenta l’attenzione e moltiplica gli schermi, crediamo ancora nel potere della sala, nella visione condivisa, nell’emozione che diventa esperienza collettiva. Il nostro è un festival che accoglie, che intrattiene, che emoziona. Ma lo fa sempre con l’ambizione di generare riflessione, di provocare domande, di lasciare tracce. Lo fa invitando autori e autrici, artisti e artiste di primo piano, italiani e internazionali, le cui opere risuonano nello spirito di Carbonia: una città fatta di storie, di stratificazioni, di comunità. Attraverso film, installazioni, incontri e performance, proviamo a far dialogare cinema e realtà, arte e società, memoria e futuro. Ogni scelta nasce da un’idea precisa di cultura come strumento di prossimità, capace di generare senso, consapevolezza e appartenenza. Il Carbonia Film Festival è prima di tutto questo: un atto di fiducia nella possibilità di pensare insieme, di emozionarci insieme, di raccontare il mondo con occhi nuovi.»

Ilaria Portas, Assessora pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport Regione Autonoma della Sardegna:
«Un appuntamento ormai non solo consolidato nel territorio ma davvero atteso. E questo certamente premia tutte e tutti coloro che ogni anno si impegnano a ripetersi nell’evento facendo diventare sempre più interessante, di caratura nazionale e internazionale. 

Ciò di cui si occupa l’ assessorato che guido è la gestione della parte culturale di tutto ciò che riguarda il mondo del Cinema e, in questo caso specifico – nel mio ruolo di assessora – sono chiamata a portare a sintesi queste due anime, ciò la parte culturale e la parte industriale di questo mondo, e fare della Sardegna un’isola di Cinema, tv, audiovisivo e soprattutto una destinazione. 

Infatti, tra gli obiettivi che ci siamo posti c’è appunto quello di fare della Sardegna una destinazione. Una terra attrattiva per le arti visive. Un circolo diffuso di creativi – che arrivano da ogni parte del mondo – che possano ritrovarsi per imparare le diverse arti del mestiere. Inoltre, ricordiamo che investire nel settore cinematografico e dell’audiovisivo significa al contempo portare la Sardegna nel mondo e il resto del mondo nell’isola, e tutto ciò ha ricadute di investimento e di opportunità occupazionali.  

Si investe infatti contemporaneamente nell’indotto culturale, turistico e industriale, rafforzando il lavoro delle strutture ricettive anche nei periodi di destagionalizzazione.

Auguro a tutte e tutti un buon festival e lunga vita a queste bellissime manifestazioni che rendono i territori ancora più mete e destinazioni preziose da raggiungere. »

Pietro Morittu, Sindaco di Carbonia, e Giorgia Meli, Assessora alla Cultura, Sport, Spettacolo, Patrimonio, Decentramento:
«Sosteniamo con convinzione il Carbonia Film Festival, un evento che dà energia e visibilità alla nostra città perché rappresenta un esempio virtuoso di come la cultura cinematografica possa valorizzare un territorio. Per cinque giorni Carbonia sarà animata da proiezioni, incontri, musica ed eventi speciali. Ringraziamo la Società Umanitaria per l’impegno costante nel proporre iniziative di grande valore culturale, capaci di coinvolgere i cittadini e di attrarre pubblico e talenti da tutta Italia. »

Rossana Rubiu, Presidente Facente Funzioni della Fondazione Sardegna Film Commission:
«Il Carbonia Film Festival non è solo un festival cinematografico: è un progetto culturale che unisce arte, audiovisivo e impegno civile, con un’attenzione particolare ai giovani e al territorio. La collaborazione tra la Sardegna Film Commission e il Centro Servizi Culturali di Carbonia, che con professionalità, impegno e passione lo ha ideato e lo realizza, è ormai consolidata. Insieme lavoriamo per alimentare l’interesse per il cinema, sostenere la formazione e creare sinergie virtuose tra istituzioni e comunità locali. »

“Carbonia Film Festival” è organizzato dal Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria – La Fabbrica del Cinema, su fondi cineportuali della Regione Autonoma della Sardegna (L.R. 28 dicembre 2018 n.48, art.11 comma 26), insieme al Comune di Carbonia, con il sostegno di Fondazione Sardegna Film Commission.

In collaborazione con Ucca – Unione Circoli Cinematografici Arci, il corso di Laurea Magistrale in Produzione Multimediale dell’Università degli Studi di Cagliari, il Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis e la Cooperativa Progetto S.C.I.L.A.

«Dobbiamo ridare centralità alla Sardegna, portare le vertenze dell’Isola, le nostre necessità nei tavoli e nei contesti nazionali. Dobbiamo dare voce al nostro territorio e la Uil Sardegna è pronta a farsi carico di tutto questo portando avanti un progetto comune e condiviso.»

E’ uno degli obiettivi che la segretaria generale della Uil Sardegna Fulvia Murru ha illustrato durante l’incontro promosso dalla Uil Pensionati con la segreteria Confederale della Uil Sardegna ieri all’hotel Cesar. Presenti i rappresentanti territoriali della Uilp e numerosi segretari generali delle categorie.

L’idea dell’incontro, a poco più di un mese della nomina della nuova segreteria regionale confederale, è racchiuso nel titolo “Insieme su un percorso comune”.

Un percorso che, come rimarcato nell’intervento introduttivo dal segretario generale della Uilp Rinaldo Mereu, deve «partire dal dialogo interno per esprimere una nuova fase di crescita e di radicamento della Uil nel territorio con l’obiettivo di una nuova confederalità».

L’incontro di ieri è servito per rafforzare e riallacciare il legame tra la Confederazione, le categorie e i territori per avviare «un percorso comune di responsabilità, trasparenza e coerenzaha detto Rinaldo Mereue orientare un processo fondato sulla partecipazione attiva che parta anche dai territori». In questa ottica Mereu ha ricordato «che su 377 Comuni, 268 sono al di sotto dei 3mila abitanti e la Uilp è presente in quasi ogni Comune. Occorre quindi valorizzare gli ambiti territoriali che sono la risorsa del sindacato».

«La nostra missioneha ribadito Fulvia Murruè quella di difendere i diritti delle lavoratriciì, dei lavoratori, dei pensionati e delle pensionate. Non dobbiamo mai dimenticarlo. Dobbiamo mantenere al centro della nostra mission la persona, il territorio e la comunità che noi rappresentiamo.»

Durante l’incontro si sono susseguiti gli interventi dei segretari delle categorie Uila Gaia Garau, Feneal Gianni Olla, Uil Fpl Mimmo Foddis, Uil Pa Maria Giorgia Vargiu, Tonino Ortega della Uilcom e Paolo Serra della segreteria Uilm.

 

È stato ufficialmente inaugurato oggi, lunedì 5 maggio 2025, presso la Fabbrica del Cinema di Carbonia, il primo corso di alta specializzazione professionale certificata per “Storyboard Pro”, promosso dalla Fondazione Sardegna Film Commission all’interno del più ampio progetto NAS – New Animation in Sardegna. Il progetto NAS nasce dalla volontà della Regione Autonoma della Sardegna e della sua Film Commission di potenziare la filiera dell’animazione e dell’audiovisivo nell’isola, valorizzando il talento locale e creando nuove opportunità professionali. Il comparto animation è stato infatti individuato come uno dei settori a maggior potenziale di sviluppo per l’economia creativa regionale.

«Sono fiera di presentare la seconda edizione del corso di specializzazione in animazione digitale della Fondazione Film Commission, in collaborazione con la Fabbrica del Cinema di Carboniaha detto Ilaria Portas, assessora della Cultura della Regione Sardegna -, questo corso ci dà quindi la possibilità di andare nel territorio e valorizzare la rete di relazioni sul Cinema in Sardegna, creando anche un indotto economico importante. È necessario investire nelle nuove professioni del cinema e farlo nei territori, anche periferici, che hanno già la vocazione e le strutture in loco per farlo.»

Il corso, primo nel suo genere in Sardegna, è frutto di una collaborazione internazionale tra la Fondazione Sardegna Film Commission e la società canadese Toon Boom Animation Inc., leader mondiale nella produzione di software per l’animazione 2D. In particolare, il percorso è centrato sul software professionale Storyboard Pro, utilizzato nei maggiori studi di animazione a livello globale. Una formazione intensiva, certificata e internazionale Il programma formativo prevede 13 settimane di lezioni teorico-pratiche in presenza, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 18.00, per un totale di oltre 500 ore. A questa fase seguiranno 30 giorni dedicati agli esami di certificazione, con ulteriori 2 settimane previste per eventuali retake. L’intero corso si sviluppa in lingua inglese e rappresenta un vero e proprio percorso immersivo di durata complessiva pari a circa 5 mesi.

«Con il lancio di questo corso di alta specializzazione, diamo concretezza a una visione strategica: fare della Sardegna un punto di riferimento per la produzione e la formazione nel campo dell’animazione digitaleha detto Matteo Frate, direttore della Sardegna Film Commissionil progetto NAS – New Animation in Sardegna, nasce dalla consapevolezza che il comparto animation rappresenta una delle frontiere più dinamiche dell’industria creativa, e per questo abbiamo voluto investire in una formazione d’eccellenza, in collaborazione con partner internazionali come Toon Boom Animation. Questo percorso formativo non è solo un’opportunità per i partecipanti, ma è un tassello fondamentale nella costruzione di un ecosistema audiovisivo innovativo e sostenibile, capace di generare valore culturale, occupazione qualificata e nuove prospettive per i giovani talenti dell’isola.»

A guidare gli studenti sarà la prestigiosa docente Karine Charlebois, storyboard artist, regista e fumettista canadese con quasi trent’anni di esperienza nel settore dell’animazione. Tra i suoi crediti figurano alcune delle serie più iconiche degli ultimi decenni, tra cui Arthur, My Little Pony – L’amicizia è magica, Sagwa the Chinese Siamese Cat, Marta il cane parlante, F is for Family, L’Ispettore Gadget, nonché collaborazioni con Disney per i fumetti di Gargoyles. Una sede d’eccellenza per l’animazione in Sardegna Le lezioni si svolgeranno a Carbonia presso La Fabbrica del Cinema, centro culturale e archivio audiovisivo situato negli spazi della ex Direzione Amministrativa della Grande Miniera di Serbariu. Lo spazio è gestito dal Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria e rappresenta oggi un punto di riferimento per la produzione, la conservazione e la diffusione della cultura audiovisiva in Sardegna. A conclusione del corso, i partecipanti che conseguiranno la certificazione professionale internazionale Toon Boom “Professional level certification for Storyboard Pro” potranno accedere – su richiesta – a postazioni di co-working gratuite presso la sede della Fondazione Sardegna Film Commission a Sa Manifattura, a Cagliari, per dare continuità al proprio percorso professionale. Una visione strategica per la crescita dell’isola Il progetto NAS mira a rendere la Sardegna un polo riconosciuto a livello europeo per la produzione di animazione, investendo nella formazione e creando sinergie tra istituzioni, centri culturali e partner internazionali. La selezione per l’ammissione al corso è stata aperta a candidati con almeno un diploma di scuola superiore e una certificazione linguistica inglese pari al livello B1.

Alla conferenza stampa di presentazione, che si è tenuta questa mattina presso la Fabbrica del Cinema, hanno preso parte: Ilaria Portas, assessora della Cultura della Regione Autonoma della Sardegna; Matteo Frate, direttore della Fondazione Sardegna Film Commission; Moreno Pilloni, direttore del Centro Servizi Culturali Carbonia; Paolo Serra, direttore della Società Umanitaria Carbonia; Caterina Melis, responsabile del progetto NAS, rappresentanti delle istituzioni locali e regionali.

Nel corso dell’incontro, è stata ribadita l’importanza strategica di investire nella formazione professionale di alta qualità per attrarre produzioni internazionali e generare occupazione qualificata in Sardegna, valorizzando le competenze locali e posizionando l’isola come hub creativo del Mediterraneo.

E’ stata inaugurata ieri pomeriggio, a Carbonia, la nuova sede della Lutec, Libera università della terza età, allestita in locali resi disponibili dall’Istituto Comprensivo Deledda-Pascoli nel plesso di Piazza Italia, ingresso da viale Trento.

«Sembrava che questo momento non dovesse più arrivareha esordito il presidente della Lutec Giampaolo Sestu -. Da circa cinque mesi il Direttivo assieme ad alcuni soci volenterosi ha lavorato sodo, in modo determinato e continuativo per rendere questo luogo agibile e degno di ospitare i soci della nostra associazione. Un luogo che da circa vent’anni non veniva utilizzato per svolgere attività didattica ma, dismesso per il progressivo ed inesauribile calo della popolazione scolastica dovuta alla denatalità, veniva impiegato come ripostiglio. In questi venti anni, infatti, le sue aule sono diventate un deposito di banchi, sedie, libri, armadi materiale elettronico come registratori, amplificatori, casse acustiche, lavagne luminose e abbigliamento per le manifestazioni teatrali.»

«Si è cercato di eliminare e conferire in discarica solo il materiale ritenuto inutilizzabile, mentre tutto quello che si poteva recuperare è stato stipato nelle due aule che, pertanto, al momento non potranno essere utilizzate ha aggiunto Giampaolo Sestu -. L’associazione ha fatto tesoro degli insegnamenti che ci sono stati dettati dalla generazione dei nostri genitori che non permetteva lo spreco, ma favoriva il recupero. Per rendere gli ambienti ospitali sono stati necessari mesi di lavoro da parte di soci e componenti del direttivo. Persone con competenze di idraulica, elettrotecnica, falegnameria, che hanno fatto interventi importanti sull’impianto idrico dei bagni, dove abbiamo dovuto riparare e sostituire rubinetti non funzionanti, mettere valvole, riparare sciacquoni difettosi, impianti di scarico che scaricavano a terra invece che in fogna. Prima dei nostri interventi si poteva dire che i bagni facevano acqua da qualunque parte. Abbiamo dovuto sistemare tutte le tapparelle ben incastrate nei loro binari dopo anni di inattività e, dare loro movimento, è stato impegnativo.»

«Fare ricorso a risorse umane interne all’associazione ci ha consentito di  risparmiare – ha sottolineato Giampaolo Sestu -. Ma, nonostante il nostro lavoro,  per rendere questa sede, funzionale alle nostre esigenze e farla diventare un luogo idoneo per svolgere attività didattica si è dovuto effettuare un investimento di oltre 14mila euro, tutto documentabile. Quel saldo attivo di 15 mila euro, presente nel bilancio dello scorso anno, è stato annullato con queste spese. E’ stato necessario imbiancare, realizzare una parete di separazione con porta per dividere l’area utilizzata dalla scuola dell’infanzia dalla nostra, arredare i locali con delle tende, sostituire le serrature delle tre porte esterne di cui si erano perse le chiavi, riparare una finestra del bagno, intervenire sull’impianto di diffusione della rete internet, attrezzare l’androne ed un aula di impianto audio e video. Fare un adeguato e profondo lavoro di pulizia facendo ricorso ad un’impresa. Inoltre sono stati dotati gli spazi di un sistema di allarme contro le intrusioni. Questi spazi che ci sono stati concessi in uso, sono ampi, ma sono comunque insufficienti perché siamo costretti ad affittare dei locali privati per far svolgere, due volte la settimana, l’attività di ginnastica dolce per sessanta persone. Noi siamo ottimisti e, per il futuro, contiamo di poter usufruire anche di altri locali, sempre in questo stesso piano, che la scuola non utilizza per mancanza di classi e di organico. Contiamo di presentare un progetto in collaborazione con il Comune per dotare la sede di un ascensore perché salire e scendere in una scala antincendio, per persone della terza e quarta età, è impegnativo. Dobbiamo attivarci per abbattere questa barriera architettonica. E’ la prima osservazione che ci è stata fatta da diversi soci, appena hanno messo piede in questi locali.»

«La nostra è una scuola sorta per rispondere ai bisogni di una popolazione che, con l’allungarsi della vita ed il miglioramento qualitativo della stessa, cerca di fronteggiare un’esigenza nuova: socializzare, scoprire, imparare sempre di più. Le associazioni come la nostra propongono un’educazione permanente ad una popolazione anziana sempre più numerosa a scapito di quella giovanile in costante calo ha rimarcato Giampaolo Sestu -. Il nostro obiettivo è utilizzare i locali a tempo pieno per fare e trasmettere cultura e favorire la socializzazione. Ci piacerebbe che questa scuola diventasse anche un centro ricreativo dove gruppi di persone responsabili ed impegnate si incontrano, per discutere, per ascoltare musica, per vedere film, in ultima analisi per stare assieme. Faremo di questo locale anche un luogo di accoglienza  per Albeschida, un’associazione che si occupa di persone che soffrono il disagio mentale, attualmente senza dimora e che potrà utilizzare questi spazi per svolgere attività teatrale. Chi frequenterà questi spazi dovrà però essere socio, quindi dovrà iscriversi e condividere i principi previsti dal nostro Statuto. Teniamo a sottolineare che ogni socio è assicurato per la responsabilità civile e contro gli infortuni.»

Giampaolo Sestu ha ringraziato l’amministrazione comunale, rappresentata nell’occasione dall’assessora dell’Istruzione dottoressa Antonietta Melas; il dirigente dell’Istituto Comprensivo Deledda Pascoli l’ing. Francesco Tribuna per aver concesso in uso il locale; Moreno Pilloni, direttore del Centro ServiziCulturali Carbonia ed Iglesias della Società Umanitaria (presente anche Paolo Serra, direttore regionale della Società Umanitaria); Andrea Corrias e Alessandro Spiga, responsabili del Circolo Soci Euralcoop che ha ospitato le attività della Lutec nel lungo periodo in cui è rimasta senza sede; la dottoressa Anna Paola Peddis coordinatrice del Servizio Bibliotecario Sulcitano; tutti i soci.

Il coro femminile di Portoscuso, diretto dalla maestra Nadia Fois, ha aderito all’iniziativa e ha eseguito alcuni brani.