15 June, 2024
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Una rivisitazione contemporanea delle giudicesse raccontate attraverso un’installazione audiovisiva e una pubblicazione d’artista. È l’esito del progetto di residenza artistica Giudicesse 2030, che verrà presentato sabato 16 dicembre a Sant’Antioco, a partire dalle 19.00 nella sala mostre della Biblioteca Comunale di piazza de Gasperi.

La residenza è stata condotta dal duo multidisciplinare Studiolandia, composto da Giorgia Cadeddu e Vittoria Soddu, grazie a un progetto promosso dalla Società Umanitaria di Carbonia e realizzato in collaborazione con le associazioni Terras e U-BOOT Lab.

Il lavoro di Studiolandia nasce da una residenza a Sant’Antioco dedicata all’incontro e alla raccolta di testimonianze della comunità locale, che ha intrecciato l’approfondimento sulle fonti bibliografiche, storiche e iconografiche, e la ricerca sui filmati amatoriali in pellicola,  digitalizzati attraverso il progetto regionale di raccolta di cinema di famiglia “La Tua Memoria è la Nostra Storia” – e conservati nell’archivio del Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria.

«Se siamo partite con l’idea di restituire alla giudicessa, come entità simbolica, un nuovo corpo e una nuova voce per ri-significarla nell’epoca contemporanea, lo scambio sul territorio ha confermato l’esigenza di far emergere un personaggio che fa della trasmissione intergenerazionale un obiettivo da raggiungere, del rapporto con l’ambiente – inteso come habitat e spazio di coabitazione – e la sua tutela una prerogativa delle sue istanzespiegano Giorgia Cadeddu e Vittoria Soddu –. Abbiamo raccolto le storie di diverse incarnazioni moderne che portano avanti nella loro professione questi intenti – una pescatrice, una biologa, una pedagogista, una cavallerizza, un’archivista – e gli immaginari di un gruppo di bambine e bambini con cui abbiamo ridisegnato una squadra di 14 Giudicesse che dispongono ognuna di un animale guida e di un oggetto attraverso il quale attuare un cambiamento, come uno scettro metereologico o un traduttore simultaneo in tutti i linguaggi del mondo animale. Per la restituzione pubblica di sabato 16 dicembreconcludono le artistestiamo lavorando a un’installazione audiovisiva e una pubblicazione d’artista che intreccia le diverse fonti facendone un racconto corale, a partire dall’assenza di immagini dell’epoca giudicale per arrivare al ritratto di una giudicessa multiforme e atemporale, che ha attraversato la storia per arrivare ai giorni nostri come specchio della figura femminile nella società.»

«Con questa restituzione dice Moreno Pilloni, direttore del CSC Carbonia della Società Umanitaria – chiudiamo un percorso che è stato realizzato attraverso il coinvolgimento attivo della comunità. Crediamo sia un bel modo di fare cultura e rapportarsi a un territorio nell’ottica di una crescita condivisa e partecipata che ha visto l’impegno di numerose figure professionali che in questo territorio abitano.»

E sul rapporto con la comunità si sofferma anche Maria Pina Usai, curatrice del progetto per U-BOOT Lab, che parla di «un coinvolgimento attivo nato da quegli incontri quotidiani informali resi possibili proprio dal vivere un luogo in residenza, che si sono poi formalizzati in una serie di interviste e in un laboratorio con bambine e bambini».

Mentre Marina Fanari, U-BOOT Lab, ha curato gli aspetti del progetto legati ad accessibilità e inclusione: «Fino alla sua conclusione il progetto sosterrà i principi dell’accessibilità ampliata con servizi che consentano la più ampia partecipazione, quali l’interpretariato in Lingua dei Segni Italiana e la sottotitolazione in tempo reale».

Tempo di bilanci anche per Paolo Serra, direttore regionale dei centri di servizi culturali della Società Umanitaria in Sardegna, che ricorda come «questa sesta annualità del progetto cineportuale legato alla figura delle Giudicesse e della donna in Sardegna – ci consegna un’opera visuale che crediamo possa e debba avere una vita ben oltre il territorio del Sulcis Iglesiente, e ci adopereremo quindi insieme ai partner del progetto,U-BOOT Lab e Terras perché possa circuitare in tutta la Sardegna, e, perché no, anche a livello nazionale attraverso la rete della Società Umanitaria di Milano».

Anche la serata di sabato, realizzata in collaborazione con il comune di Sant’Antioco, Ottovolante Sulcis e Museodiffuso.exe, sarà un ulteriore momento di condivisione e scambio con la comunità, con un aperitivo aperto accompagnato dal dj set di Jane & MissMary.

 

“Come Scintille nel Buio”, il film prodotto dal CSC Carbonia della Società Umanitaria e diretto dal regista Daniele Gaglianone, approda al Biografilm Festival di Bologna con una proiezione, all’interno della Sezione EVENTI SPECIALI del Festival, prevista per sabato 17 giugno 2023, alle ore 18.15, nella sala Mastroianni del cinema Lumière (Piazzetta P. P. Pasolini, 2/b, Bologna). A presentare il cortometraggio a Bologna, oltre al regista, il montatore del film e coordinatore del corso Chicco Angius, una delegazione della Produzione e alcuni dei partecipanti al corso residenziale per giovani filmakers Carbonia Cinema Giovani Filming Lab.

Il film, infatti, è stato il frutto di una residenza artistica, promossa dalla Società Umanitaria sulla base di un finanziamento cineportuale della Regione Autonoma della Sardegna, che ha visto come protagonisti otto ragazze e ragazzi selezionati da tutta Italia attraverso un bando pubblico. Nell’arco di due settimane hanno potuto conoscere il territorio e interfacciarsi direttamente con alcuni degli abitanti della città di Carbonia che, di fronte alle camere, hanno raccontato le loro storie e le proprie vite. Questi racconti sono diventati la base per la realizzazione del cortometraggio che, nell’arco di 29 minuti, tratteggia lo stato d’animo di una città ancora fortemente legata alla memoria del proprio passato e, allo stesso tempo, fortemente proiettata in un futuro che è ancora sospeso, tra luce e buio.

Alla produzione del cortometraggio hanno lavorato diversi professionisti del territorio tra cui il sound designer e musicista Luca Gambula, il location manager Fabio Dongu, il direttore di produzione Francesco Corgiolu per conto dell’Associazione Arci Il Calderone di Sant’Antioco. Il film, che ha potuto contare anche sul sostegno dell’Amministrazione comunale di Carbonia e del supporto tecnico delle operatrici e degli operatori della Coop. Progetto S.C.I.L.A. del Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis, verrà distribuito in tutta Italia da UCCA – Unione Circoli Cinematografici Arci attraverso la rete di circoli cinematografici diffusa in tutta Italia.

«Questa notizia rappresenta il riconoscimento di un lavoro che da anni portiamo avanti attraverso il progetto Fabbrica del Cinema che vede produzione e formazione intrecciarsi nell’ottica di uno sviluppo culturale del territorio che possa portare anche nuove produzioni a interessarsi del nostro ricco patrimonio paesaggistico, architettonico e antropologicodichiara Paolo Serra, direttore del CSC Carbonia della Società Umanitaria -. Biografilm Festival | International Celebration of Lives è l’evento cinematografico dedicato alle storie di vita e al cinema di qualità. Dal 2005, nella splendida Bologna di inizio estate, Biografilm Festival offre a un pubblico appassionato – ormai oltre 120.000 persone – il meglio dei documentari di recente produzione internazionale, e non solo. Il cinema di qualità in anteprima, le biografie e in generale le storie di vita nei doc e nei film di finzione sono al centro del programma del festival.»

Torna per l’edizione 2023 il Carbonia Film Festival, un lungo weekend di cinema che da giovedì 4 a domenica 7 maggio, grazie al progetto How to Film the World, proseguirà il suo lavoro di indagine della contemporaneità. Da sempre il festival ha posto l’accento su migrazione e lavoro, temi cruciali del nostro tempo e fortemente radicati nel territorio che lo ospita. Proprio il territorio sarà l’altro grande protagonista di questa edizione, in una dimensione che connette locale e globale attraverso le nuove generazioni e il loro sguardo sul mondo.

La manifestazione, organizzata dalla Società Umanitaria di Carbonia, con la direzione artistica di Francesco Giai Via, proporrà quattro giornate di cinema, declinato attraverso proiezioni, incontri e masterclass, musica e fotografia, per offrire uno spaccato sul nostro tempo, sulla città e sul territorio, attraverso un approccio multidisciplinare. CFF – How To Film the World come sempre intende focalizzarsi sulla riflessione e l’approfondimento, cercando di favorire un sempre maggiore dialogo con il pubblico.

L’edizione 2023 porterà a Carbonia diversi ospiti che con il proprio lavoro ed esperienza hanno cercato di raccontare la realtà del nostro tempo. Significativa è in tal senso la presenza di Claire Simon, regista internazionale che con il suo cinema del reale, fatto di documentari ma anche di fiction, ha aperto uno spaccato su piccole e grandi storie del quotidiano. Claire Simon presenterà a Carbonia il film Il figlio del droghiere, il sindaco, il paese e il mondo, e incontrerà il pubblico del festival per una masterclass sul suo cinema. Saranno a Carbonia anche il montatore e regista Jacopo Quadri che presenterà al pubblico il filmUltimina; Paolo Pisanu con Tutti i cani muoiono soli; Nicola Prosatore con Piano Piano, esordio alla regia sullo sfondo della Napoli degli anni Ottanta; i registi Giulia Camba, Michela Anedda, Antonello Carboni, Peter Marcias.

I film

Anche quest’anno il Carbonia Film Festival propone un programma che alternerà le proiezioni in sala a momenti di incontro e approfondimento.

Si parte giovedì 4 maggio con la proiezione deIl figlio del droghiere, il sindaco, il paese e il mondo, film che racconta la vita del paese di Lussas, diventato punto di riferimento del cinema documentario in Francia e nel resto del mondo. Simon per tre anni compie un lavoro di osservazione della vita del villaggio agricolo, documentando la quotidianità e la genesi della piattaforma streaming Tënk, nata proprio a Lussas e dedicata al documentario d’autore. Al termine della proiezione Claire Simon dialogherà con il pubblico del festival.

Protagonista della giornata di venerdì 5 maggio sarà invece Jacopo Quadri, montatore cinematografico e regista che nella sua carriera ha lavorato a più di90 lungometraggi, collaborando con autori come Bernardo Bertolucci, Paolo Virzì, Zhang Yuan, Apichatpong Weerasethakul, Mario Martone, Gianfranco Rosi. Quadri presenterà al pubblico il suo Ultimina, bellissimo ritratto di Ultima Capecchi, 86enne che vive sola vicino al borgo di Sovana, nella campagna maremmana. Un vero e proprio viaggio nel tempo e nel passato che, anche attraverso l’aiuto delle fotografie di famiglia, racconta la storia diuna donna che ha attraversato il secolo a testa alta, non smettendo mai di lavorare.

Sabato 6 maggio fa tappa a Carbonia il tour promozionale – in collaborazione con Fondazione Sardegna Film Commission – di Tutti i cani muoiono soli, l’esordio alla regia del sassarese Paolo Pisanu, prodotto da Ang film e distribuito da Fandango. Presentato in anteprima al Bif&st di Bari, dove Orlando Angius ha vinto il premio come miglior attore protagonista, il film racconta il ricongiungimento tra un padre e una figlia, l’ultima speranza di una ragazza senza più nessuno al mondo, l’ultima occasione di un uomo alla deriva, che ha più passato che futuro. Mette in scena la storia del tempo perduto che non ritorna e del destino, a volte imprevedibile, a volte segnato. Il regista sarà in sala per incontrare il pubblico.

Domenica 7 maggioconsolidato appuntamento con loSpazio Sardegnaper la presentazione di alcuni progetti Made in Sardinia. Verranno proiettati i teaser diUomini in marciadiPeter Marcias,film tutt’ora in lavorazione che racconta lo storico evento della Marcia per il Lavoro ovvero la mobilitazione che nei primi anni ‘90 riunì forze sindacali, politiche e sociali del Sulcis Iglesiente per chiedere un nuovo sviluppo;Le neoavanguardie in SardegnadiAntonello Carboni, sui primi gruppi di giovani artisti che a partire dalla fine degli anni ‘50 si riunivano essendo spesso accomunati più dalle teorie che dal segno;OpplàdiGiulia Camba, un’estate umida nel Sud Sardegna e una bambina di 7 anni che soffre di insonnia e si perde tra realtà e immaginazione.La regista Giulia Camba presenterà anche il cortometraggio Eréntzia, un lavoro di ricerca che riflette sulla componente immateriale dell’artigianato sardo in un dialogo continuo tra materiali di archivio e immagini filmate nel presente.

Chiude il programma delle proiezioniPiano Piano, sorprendente esordio nel lungometraggio di finzione di Nicola Prosatore, storia di crescita e di speranza ambientata in una palazzina di periferia a Napoli nel 1987, anno in cui la squadra partenopea vinse lo scudetto. Insieme al regista sarà a Carbonia anche la protagonista del film, Dominique Donnarumma, volto noto del piccolo schermo per le sue interpretazioni nelle serie Il Commissario Ricciardi e Generazione 56k.

La serata di sabato prevede due momenti musicali molto diversi ma in qualche modo complementari, entrambi espressione della ricchezza culturale e artistica del territorio.

Entra a far parte del programma del Festival anche il classico concerto di Primavera a cura della Banda musicale cittadina Vincenzo Bellini (ore 20,30, Cine-Teatro Centrale). Il concerto verrà arricchito dalla proiezione di un montaggio di filmati di Cinema di Famiglia donati alla Società Umanitaria attraverso il progetto regionale di raccolta delle memorie famigliariLa tua memoria è la nostra storia.

Ma il festival vuole anche essere spazio di espressione per giovani realtà artistiche. Alle 22,30, al Nuovo Caffé del Portico, andrà in scena lo spettacolo QJAY DjSet DamaDì al Mic: l’artista urbana classe 2000 made in Carbonia Alessia Diana, al microfono, accompagnata alla consolle da Jacopo Piredda, in arte QJAY.

Carbonia Film Festival How to Film the World, attraverso il bando Carbonia Cinema Giovani, è da sempre orientato alla formazione e anche quest’anno proporrà un programma di proiezioni e incontri destinati ai più giovani. Oltre agli 8 partecipanti, selezionati in tutta Italia tramite il bando Carbonia Cinema Giovani, di cui due provenienti dal Cineclub Agorà di Pontedera attraverso una partnership con la rete nazionale dell’UCCA – Unione Circoli Cinematografici Arci – il programma coinvolgerà anche gli studenti delle scuole del territorio. Claire Simon dialogherà con i ragazzi a partire dalla visione del suo Giovani solitudini, mentre il direttore artistico del festival Francesco Giai Via terrà una masterclass sul tema Festival di Cinema e Territorio: lo sviluppo creativo di un evento cinematografico in rapporto con il suo contesto. Jacopo Quadri terrà invece un incontro pubblico e una masterclass suThe Dreamers, capolavoro di Bernardo Bertolucci di cui Jacopo Quadri è stato il montatore e che in questo 2023 compie 20 anni. L’appuntamento è per venerdì 5 maggio alle 17,00 alla Fabbrica del cinema.

La mostra

Come da tradizione il Carbonia Film Festival ospiterà anche quest’anno una mostra fotografica, che sarà inaugurata giovedì 4 maggio presso gli spazi della Biblioteca Comunale.

La mostra, realizzata dal fotografo documentarista Alessio Cabras, è un progetto originale pensato appositamente per il festival nel quale l’artista, proseguendo un lavoro iniziato nel 2020 e incentrato sull’adolescenza, compie un viaggio attraverso gli sguardi dei giovani che vivono la città di Carbonia.

Una serie di 24 scatti realizzati nei mesi di marzo e aprile 2023 per approfondire il rapporto tra adolescenti e scuola ma anche le loro aspettative per il futuro, in un periodo storico molto complesso come quello che stiamo vivendo.

Volevo colori forti, il cui titolo riprende una celebre citazione del romanzo di Sergio Atzeni Il figlio di Bakunin, è una serie fotografica in cui i ritratti dei ragazzi e delle ragazze di Carbonia sono accompagnati dalle immagini di luoghi e paesaggi da loro abitualmente frequentati.

Eventi collaterali

A completare il cartellone anche una serie di eventi collaterali che coinvolgono il territorio urbano in connessione con il tessuto rurale e naturalistico. Sabato e domenica, a partire dalle 19.00, il centro di Carbonia sarà protagonista dei dueAperitivi Sonori: il 6 maggio al Gsg Concept Store con dj set di Lady Galluga, alla riscoperta dei suoni soul e funk tra gli anni ‘50 e i ‘70; e il 7 maggio al Nuovo Caffè del Portico con Agata Eyesin consolle per un tuffo nostalgico e spensierato negli scintillanti anni ‘80.

La mattina di domenica sarà invece dedicata alla scoperta del territorio grazie all’iniziativa Festival in cammino, un trekking in collaborazione con laFondazione Cammino Minerario di Santa Barbarache partirà alle 10.30 dal Museo del Carbone – Grande Miniera di Serbariu: un percorso adatto a tutte e tutti verso lo splendido Nuraghe Sirai, ammirando intorno un paesaggio che è il frutto della stratificazione e del passaggio dell’uomo tra le epoche.

L’immagine del Festival

A firmare il poster di Carbonia Film Festival 2023, con un nuovo letteringe un nuovo concept grafico, è l’illustratrice Camilla Falsini. È una Carbonia immaginaria quella rappresentata: come in un collage emerge nell’immagine uno skyline surreale e surrealista, che parte da alcuni elementi architettonici iconici della città e del suo territorio, mentre nel cielo fluttua un enorme diamante nero che richiama il carbone sulla cui epopea Carbonia si è fondata. Un paesaggio urbano con un gigantesco minerale, lieve e che fluttua nel cielo, come nel famoso dipinto di Magritte, un’eredità storica che è al contempo destino e possibilità. Se è vero che Carbonia esiste perché è stata fondata in funzione del carbone, è altrettanto vero che il peso della realtà storica può diventare un progetto e un’ipotesi di riscatto e sviluppo culturale. Un pezzo di carbone può essere prezioso come un diamante e leggero come aria.

Dal mondo al territorio e ritorno

di Paolo Serra – Direttore del CSC Carbonia della Società Umanitaria

Ci siamo lasciati lo scorso anno con un’edizione del Festival che provava a ragionare sulla condizione difficile di un mondo sospeso tra guerre, con una nuova guerra in Europa, e possibili resistenze realizzate da donne e uomini comuni, artiste e artisti straordinari che hanno provato a non farsi schiacciare da un mondo che a volte appare davvero troppo orribile per essere vero. A distanza di un anno le guerre non sono finite e siamo qui, circondati da un mondo fatto ancora di orrori e resistenze.

E allora abbiamo pensato che una bella rappresentazione di cosa significhi coltivare la speranza e produrre dei percorsi di auto affermazione potessimo cercarla in casa, per tutto ciò che questo termine può significare, e rappresentarla in due parole chiave: territorio e generazioni.

Generazioni e territori a confronto dunque. I volti dei giovani adolescenti di Carbonia immortalati da Alessio Cabras nella mostra “Volevo colori forti”. Alessia Diana, in arte DamaDì, un’artista urbana di Carbonia, che proporrà un set dai forti toni metropolitani. Ancora socialità e giovani nella proposta degli aperitivi sonori nei locali del centro cittadino. E ovviamente tanto Cinema con al centro la formazione e otto ragazze e ragazzi che da tutta Italia saranno ospiti del Festival e al centro di un percorso di formazione appositamente pensato per loro all’interno del programma Carbonia Cinema Giovani. E una passeggiata alla scoperta del territorio in collaborazione con la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara.

Territorio, giovani, generazioni. Luoghi, persone e concetti con cui, come CSC Carbonia della Società Umanitaria, costantemente cerchiamo di dialogare.

Il cinema per leggere il mondo

di Francesco Giai Via – Direttore artistico Carbonia Film Festival

Torna Carbonia Film Festival, anche quest’anno nella sua versione dedicata all’approfondimento e alla formazione con il format “How to Film the World”, assetto che abbiamo deciso di mantenere per per diverse ragioni. Siamo finalmente tornati nelle sale cinematografiche e negli spazi di incontro, ma le complessità non sono affatto diminuite: il mondo è percorso da conflitti, tensioni e un forte senso di precarietà attraversa anche quei grandi temi che sono alla base del festival. Non possiamo poi nascondere una situazione contingente non semplice che ha portato ad un generale appesantimento dei processi di accesso alle risorse.

Anche per questo abbiamo dunque deciso di ripartire dal territorio, con un programma che, pur mantenendo una linea editoriale di qualità fortemente ancorata al DNA della manifestazione, problematizza in modo universale quelli che sono i tanti temi che attraversano il Sulcis.

Non a caso abbiamo scelto di aprire il festival con Claire Simon e il suo “Il figlio del droghiere, il sindaco, il villaggio e il mondo”, film che mescola cultura, territorio, eventi e industria cinematografica, per capire quanto la spinta idealistica e la progettazione culturale possano scontrarsi con la realtà di un mondo complesso e di difficile lettura. Ancora territorio nella giornata dedicata ad un maestro del cinema italiano contemporaneo, il montatore e regista Jacopo Quadri, che con il suo “Ultimina” ribadisce la centralità del valore testimoniale del cinema, in linea con quello che è il lavoro sul territorio e la memoria che da sempre contraddistingue il CSC Carbonia della Società Umanitaria e tutte le sue attività. Entrambi questi ospiti d’eccezione saranno protagonisti di due masterclass.

Domenica sera sarà poi il turno di “Piano Piano”, opera prima di Nicola Prosatore che si è imposta come una delle rivelazioni dell’ultima stagione del cinema italiano e che vede tra i protagonisti dei giovani attori finiti oggi sulla ribalta grazie ad alcune interpretazioni nella serie “Mare fuori”. Insieme al regista parleremo di periferie e di giovani in cerca di un futuro migliore.

 

Verrà presentato mercoledì 4 gennaio 2023, alle 18.00, nella chiesa di San Ponziano, in piazza Roma, a Carbonia, il libro “Preti di Carbonia”, di Vincenzo Antonio Panio, Carlo Delfino Editore. Coordinerà i lavori Giampaolo Atzei, direttore del periodico “Sulcis Iglesiente Oggi”.

Il programma prevede i saluti di don Cristian Lilliu, parroco della chiesa di San Ponziano e di Pietro Morittu, sindaco di Carbonia.

Presenteranno il libro don Massimiliano Congia, delegato diocesano degli Affari generali; Vincenzo Antonio Panio, autore del libro; Carlo Delfino, editore del libro.

Interverranno: don Giampaolo Cincotti, Vicario foraneo; Giorgia Meli, assessora della Cultura del comune di Carbonia; Daniela Saba, rappresentante della Sezione di Storia locale del comune di Carbonia; Anna Paola Peddis, coordinatrice dello SBIS; Mario Zara, presidente dell’associazione Amici della Miniera; Enea Casti, rappresentante dell’associazione Storia e Radici della Città di Carbonia; Paolo Serra, direttore della Società Umanitaria.

Concluderà i lavori il cardinale Arrigo Miglio, amministratore apostolico della diocesi di Iglesias.

E’ stato presentato ieri pomeriggio, nella sala consiliare del comune di Carbonia, il libro “Corpi Gesti Stili – Saper fare e saper vivere di donne eccellenti nella Sardegna rurale” di Paola Atzeni, Ilisso Edizioni. Sono intervenuti l’antropologo Felice Tiragallo, Antonello Cabras ex presidente della Fondazione di Sardegna, Pietro Morittu sindaco di Carbonia, Antonietta Melas assessora della Pubblica istruzione, il medico chirurgo Mario Marroccu, l’imprenditrice Elisabetta Fois e apicoltrice Rosi Pilloni. Cristina e Susanna Maccioni hanno letto alcune riflessioni dell’autrice. 

Ha coordinato il dibattito Paolo Serra, direttore del Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria.

Al termine abbiamo intervistato Paola Atzeni.

 

Venerdì 18 novembre, alle ore 17.30, la sala convegni della Biblioteca comunale di Carbonia, in viale Arsia, ospiterà un incontro per ricordare il concittadino Vittorio Pispisa, noto commerciante nonché grande appassionato di archeologia. L’iniziativa, patrocinata dal comune di Carbonia è curata e promossa dall’Associazione Amici della Miniera e dal Csc Carbonia-Iglesias Società Umanitaria – Ex Dì Memorie in Movimento – La Fabbrica del Cinema.

Dialogherà con i vari relatori Anna Paola Peddis, coordinatrice dello Sbis, il Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis.

Interverranno: Mario Zara, presidente dell’Associazione Amici della Miniera; Paolo Serra, direttore del Centro servizi culturali della Società Umanitaria Sardegna – Fabbrica del Cinema; Pietro Morittu, sindaco di Carbonia; Ugo Virdis, già fotografo della Soprintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano; Antonio Zara, già assistente tecnico della Soprintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano; Carla Perra, coordinatrice Sistema Museale Carbonia; la dott.ssa Luisanna Marras, già curatrice del Museo Archeologico di Villa Sulcis; Piero Bartoloni, archeologo e accademico italiano, già direttore dell’Istituto per la Civiltà fenicia e punica “Sabatino Moscati” del C.N.R. presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Sassari.

 

Quattro ragazze e quattro ragazzi, da tutta Italia, per raccontare Carbonia es il suo territorio. Sono in corso sino al 25 ottobre le riprese del CARBONIA CINEMA GIOVANI FILMING LAB, il progetto del CSC Carbonia della Società Umanitaria che prevede la produzione di uno o più cortometraggi collettivi capaci di raccontare il territorio, la sua cultura, il suo tessuto sociale, il suo paesaggio.

Guidati dal regista Daniele Gaglianone con la collaborazione di Chicco Angius, gli otto giovani – di età compresa tra i 25 e i 30 anni – sono al lavoro da domenica 16 ottobre nella città mineraria, impegnati tra scouting del territorio, stesura del soggetto e riprese.

L’attività sul campo arriva in seguito alla visione e all’analisi dei film prodotti dalla Fabbrica del Cinema, dedicati alla memoria della città, e dei filmati del progetto regionale di raccolta del cinema di famiglia La tua memoria è la nostra storia.

Dopo la conclusione delle riprese comincerà la terza fase del progetto, che prevede la finalizzazione dei prodotti audiovisivi, “lavorati” a distanza con un premontaggio, sempre sotto la supervisione del tutor di corso e del regista Daniele Gaglianone.

I lavori verranno poi presentati a dicembre in una serata pubblica, prima di essere distribuiti gratuitamente in tutta Italia da Ucca – Unione Circoli Cinematografici Arci, all’interno del catalogo della rassegna itinerante di cinema del reale “L’Italia che non si vede”.

Le attività del CARBONIA CINEMA GIOVANI FILMING LAB si inseriscono insomma nel solco tracciato dalle ultime edizioni del Carbonia Film Festival, che a partire dal 2016, supportate dalle iniziative di How to Film the World, sono fortemente votate alla formazione dei giovani, alla scoperta del territorio, e al racconto del reale.

Le ragazze e i ragazzi del CARBONIA CINEMA GIOVANI FILMING LAB sono stati accolti stamattina, lunedì 17 ottobre, dal sindaco di Carbonia Pietro Morittu, nella sede della Società Umanitaria alla Fabbrica del Cinema: «Siamo felici come amministrazione comunale di poter ospitare questo corso diretto da un importante regista come Daniele Gaglianone, e che vedrà protagonisti ragazze e ragazzi da tutta Italia. Carbonia, pur con le sue criticità, è una città ricca di potenzialità e di bellezza e vede nella cultura un volano per lo sviluppo. Siamo sicuri che il lavoro che emergerà da questo corso residenziale di cinema, meritoriamente proposto dalla Società Umanitaria, saprà raccontare la nostra città con un occhio nuovo e contemporaneo».

Daniele Gaglianone si è detto invece convinto che «le ragazze e i ragazzi ospiti di questa residenza sapranno calarsi al meglio nel ruolo di interpreti della realtà che andremo a visitare, e del film che andremo a realizzare. Carbonia ha sempre rappresentato per me, che l’ho conosciuta tanti anni fa per partecipare a una delle attività del centro giovani, un luogo affascinante per la sua storia ma anche per la sua particolare realtà contemporanea».

Infine, secondo il direttore del Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria, Paolo Serra, la sfida del progetto è quella di «provare a capire come potremmo essere visti, senza condizionamenti e sovrastrutture, da un gruppo di ragazze e ragazzi provenienti da diverse aree dell’isola e della penisola. Gli chiederemo di vivere, per un periodo definito, un momento di conoscenza e connessione profonda con la realtà cittadina. Le risposte che otterremo, sono certo, non potranno che essere molto interessanti».

L’obiettivo del corso è anche quello di restituire uno sguardo esterno, fresco e non stereotipato su una realtà stratificata e complessa come quella della città di Carbonia, che ancor prima delle sue origini minerarie si è sviluppata intorno alla tradizione rurale dei medaus, che ha convissuto poi con il declino delle aree industriali, e più recentemente ha registrato uno sviluppo perfettamente globalizzato, fatto di espansione urbanistica e commerciale verso la periferia a scapito delle storiche attività del centro.

Il progetto è finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna all’interno delle politiche di sviluppo cineportuali e intende favorire l’incontro tra formazione, produzione e conoscenza, promuovendo la cultura e la fruizione del territorio, facendone conoscere memoria storica e beni paesaggistici.

L’iniziativa, che gode inoltre del patrocinio del comune di Carbonia, è realizzata con la partecipazione dei Servizi Audiovisivi dello SBIS – Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis, e la collaborazione con Ucca – Unione Circoli Cinematografici Arci.

 

Venerdì 14 ottobre, dalle ore 17,30, la Sala Blu del Centro culturale di Iglesias, ingresso da via Grazia Deledda, ospiterà un incontro per ricordare la figura di Daverio Giovannetti. Coordinerà i lavori Antonangelo Casula. Interverranno: Paolo Serra, Emanuele Madeddu, Mario Zara, Andreano Madeddu, Mario Sciolla, Marino Canzoneri, Mauro Usai, Giuliano Murgia, Paolo Collu e Salvatore Cherchi.

La personalità di Daverio Giovannetti, ha attraversato per diversi decenni il Sulcis iglesiente e la Sardegna tutta. Uomo di sindacato, che, quale dirigente dei minatori, dagli anni ’50, ha condotto battaglie, spesso drammatiche per il riscatto e il benessere sociale, dei lavoratori. Chiamato ad un ruolo confederale, giungendo sino al massimo livello come Segretario Regionale della CGIL, è stato protagonista delle battaglie per il lavoro, di tutte le categorie sociali, anche pagando un prezzo elevato con arresti e carcerazione. Non era uomo che si fermava di fronte ai rischi personali e ai sacrifici, forte della convinzione nei suoi ideali e della sua integrità morale. Dagli anni settanta, chiamato ad un ruolo politico di grande prestigio, Senatore della Repubblica, ha continuato a spendersi per le battaglie sociali della classe lavoratrice e della Sardegna. Alla sua figura, l’Associazione Amici della Miniera, l’Associazione Minatori e Memoria, l’Associazione Minatori Nebida Onlus, il C.I.C. ARCI Iglesias, il CSC Umanitaria Carbonia-Fabbrica del Cinema, con la partecipazione dell’Archivio Storico di Iglesias, la Sezione di Storia Locale di Carbonia, ed il patrocinio del comune di Iglesias, dedicano una serata di ricordo e discussione.

Venerdì 20 maggio, alle ore 17.30, al Supercinema di Carbonia è in programma la proiezione del docufilm “Fascism in the family” della giornalista di Al Jazeera Barbara Serra, vincitore di due premi oro al New York Festivals Film & TV Awards nelle categorie “Storia” e “Attualità”. Barbara Serra verrà intervistata dal collega Luca Telese. L’evento è patrocinato dal Comune di Carbonia.
Coordinerà i lavori Paolo Serra, direttore della Società Umanitaria Carbonia. E’ prevista la partecipazione del sindaco di Carbonia Pietro Morittu, che porterà i saluti istituzionali della città.
Sono previsti interventi di rappresentanti di: Associazione Amici della Miniera, Circolo Soci Euralcoop, CGIL – Camera del Lavoro CGIL – Sardegna Sud Occidentale, CISL – UST Sulcis Iglesiente, UIL, ANPI – Sezione Carbonia.

Barbara Serra è nipote di Vitale Piga, podestà di Carbonia nei primi anni della neonata cittadina del Sulcis, dal 28 settembre 1939 al 24 aprile 1942, presidente dell’Ente ospedaliero ed autore del libro “Il giacimento carbonifero del Sulcis – Carbonia”. Barbara Serra era stata a Carbonia il 10 novembre 2017, in occasione di un incontro organizzato nella sala della Sezione di Storia locale, sita nella Grande Miniera di Serbariu, in ricordo del nonno Vitale Piga.

Carbonia Film Festival torna con una nuova collocazione in calendario, dal 12 al 15 maggio, con l’appuntamento How to Film the World. Sarà l’edizione del ritorno alla socialità, in uno dei mesi più miti, per ricostruire un’esperienza che da sempre valorizza il rapporto tra pubblico e ospiti, in un centro come Carbonia a misura di spettatore.

E saranno ancora una volta quattro giorni di cinema, musica, spettacolo e fotografia attraverso proiezioni, incontri e masterclass. CFF How to Film the World si concentra sull’approfondimento, senza sezioni competitive: un festival multidisciplinare in cui il mondo del cinema si incontra con quello delle altre arti visive e della musica.

Il Carbonia Film Festival, organizzato dal Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria con la direzione artistica di Francesco Giai Via, anche quest’anno porterà nel cuore del Sulcis numerosi ospiti che presenteranno le loro opere e incontreranno il pubblico.

Per questa edizione, forse più che in altre, emerge la necessità di voler raccontare la contemporaneità con un programma di film in grado di accendere il dibattito sul nostro tempo. Si parlerà quindi, inevitabilmente, del conflitto in Ucraina, di Siria, Afghanistan, affrontando alcune delle pagine più dure e complesse del nostro tempo.

Il festival aprirà con una proiezione omaggio a Mantas Kvedaravicius, regista lituano recentemente ucciso in Ucraina nella città di Mariupol. Ad accompagnare il film Mariupolis sarà vedova del regista Hannah Bilobrova.

Tra gli ospiti di questa edizione, saranno a Carbonia due registe che con i loro film hanno voluto porre l’attenzione su alcuni drammi del nostro tempo come Shahrbanoo Sadatche presenterà il suo The Orphanage, uno sguardo sull’Afghanistan attraverso la storia di un gruppo di bambini cresciuti in un orfanotrofio; e Diana El Jeiroudi, regista di Republic of Silence, documentario sulle tragedie della Siria presentato fuori concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, accompagnata da Orwa Nyrabia, produttore del film e direttore dell’IDFA – International Documentary Filmfestival Amsterdam, il più importante festival di documentari del mondo. Queste due proiezioni saranno accompagnate da una tavola rotonda organizzata in collaborazione con ICFR (International Coalition for Filmmakers at Risk – https://www.icfr.international).

E ancora Lodo Guenzi, voce de Lo Stato Sociale recentemente prestato al cinema tra i protagonisti di Est – Dittatura last minute di Alessandro Pisu, che porterà uno speciale spettacolo tra musica e parole; l’illustratrice Sarah Mazzetti, il fotografo Pietro Basoccu, i registi Matteo BotrugnoDaniele ColucciniStefania MuresuDaniele AtzeniMarco Antonio Pani.

I film

Anche per questa edizione il Carbonia Film Festival ospiterà numerosi film internazionali e nazionali, con anche un focus dedicato agli autori sardi, per un cartellone ricco e variegato di proiezioni e incontri con il pubblico. Il programma del festival inaugurerà giovedì 12 maggio con un film che porta l’attenzione sui drammatici fatti della quotidianità ovvero Mariupolis di Mantas Kvedaravicius. Girato nel 2016 e acclamato in numerosi festival internazionali, Mariupolis è ancora oggi un film tragicamente attuale. Con questa proiezione il Carbonia Film Festival vuole rendere omaggio al regista scomparso a inizio aprile proprio a Mariupol, dove era impegnato a documentare il conflitto in atto. La proiezione sarà introdotta dalla vedova del regista Hannah Bilobrova.

Si parla ancora di conflitti nella serata di venerdì 13 maggio, con lo straordinario racconto di militanza di C’è un soffio di vita soltanto. L’ultimo film di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, presentato all’ultimo Torino Film Festival e distribuito poi in sala da Kimerafilm, è l’emozionante ritratto Lucy, tra le poche sopravvissute al campo di concentramento di Dachau ancora in vita, testimone diretta di uno dei momenti più bui della storia. La serata è organizzata in collaborazione con l’associazione ARC di Cagliari e il Festival Sardinia Queer Film Expò – Uno Sguardo Nuovo. Sabato 14 maggio saranno invece presentati Republic of Silence di Diana El Jeiroudi, documentario realizzato dalla regista in 12 anni insieme al partner e direttore dell’IDFA Orwa Nyrabia, che racconta le tragedie del suo paese d’origine, la Siria, e The Orphanage di Shahrbanoo Sadat, opera seconda della regista afgana, che qui affronta la storia recente dell’Afghanistan attraverso lo sguardo di un gruppo di bambini.

Ultime proiezioni in programma domenica 15 maggio che vedranno protagonisti tre registi sardi tra cui Stefania Muresu con Princesa, storia di una giovane nigeriana arrivata in Sardegna vittima della tratta di esseri umani, presentato in anteprima a Venezia alle Giornate degli Autori. La proiezione sarà seguita dalla presentazione di due progetti Made in Sardinia. Tuffi – Piccoli racconti cinematografici sul mare è un progetto di valorizzazione della memoria cinematografica audiovisiva dell’isola che mette al centro il rapporto che le persone intrattengono con il mare, prodotto dal CSC Alghero della Società Umanitaria per la regia di Marco Antonio Pani, a partire dalle pellicole di cinema privato e di famiglia dell’Archivio della Cineteca Sarda. Daniele Atzeni presenterà invece il teaser del film Fontanamare, ancora in fase di lavorazione e di prossima uscita.

Lodo Guenzi de “Lo Stato sociale” con uno spettacolo in esclusiva per il Carbonia Film Festival

Come da tradizione il Carbonia Film Festival proporrà, nella serata di domenica 15 maggio, uno speciale appuntamento in chiusura di festival. Protagonista della serata sarà Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale che, nell’anno del decennale del disco-manifesto della band Turisti della democrazia, porterà sul palco del Teatro Comunale uno spettacolo originale pensato apposta per il Festival dal titolo Abbiamo vinto la guerra?Dieci anni dopo insieme a Lodo Guenzi racconteremo l’Italia sociale, politica e musicale di quest’ultimo decennio. Dai conflitti privati a quelli nazionali e della scena musicale fino alle nuove crisi globali.

Carbonia Cinema Giovani / Carbonia Film Festival Scuole 

Fortemente orientato alla formazione, il progetto How to Film the World di Carbonia Film Festival ha in programma una fitta serie di incontri riservati ai più giovani. Da un lato gli studenti e le studentesse delle scuole del territorio, dall’altro un gruppo di filmaker, operatori e operatrici culturali, di età compresa tra i 19 e i 30 anni selezionati in tutta Italia dal bando Carbonia Cinema Giovani. Protagonisti di masterclass e incontri saranno l’illustratrice Sarah Mazzetti, il direttore del festival Francesco Giai Via, il produttore e direttore dell’IDFA Orwa Nyrabia, i registi Matteo Botrugno e Daniele Coluccini.

In programma inoltre domenica una tavola rotonda dal titolo Il racconto del rifugio – Tavola rotonda con filmmaker in esilio, in collaborazione con “International Coalition for Filmmakers at Risk” (iniziativa a sostegno dei cineasti in luoghi di guerra promossa da “International Documentary Film Festival Amsterdam”, “International Film Festival Rotterdam” e “European Film Academy”) in cui verranno affrontate la crisi siriana e afghana dal punto di vista dei filmmaker fuggiti da questi paesi di conflitto ma che hanno continuato a raccontare la guerra e la propria condizione di rifugiati. L’incontro sarà anche occasione per riflettere sulla recente crisi ucraina.

La Mostra

Come ogni anno il festival apre il sipario all’insegna delle arti visive con l’inaugurazione di una mostra fotografica: giovedì 12 maggio, a partire dalle 18.00, negli spazi della Biblioteca Comunale, sarà la volta di Fioridicarta di Pietro Basoccu, con la curatela di Salvatore Ligios.

L’esposizione è una riflessione sul declino dell’industrializzazione in Sardegna, con l’Ogliastra come metafora delle speranze disattese per intere comunità locali. Gli scatti di Basoccu raccontano la parabola della Cartiera di Arbatax, che per 30 anni ha dato lavoro a oltre 700 persone; e il tragico epilogo dell’azienda florovivaistica Barbagia Flores, concluso con uno dei casi di cronaca più controversi della storia recente dell’isola: l’omicidio nel 2001 della titolare Rossana Fiori. I Fioridicarta sono il filo rosso che unisce le due tragedie narrate.

«In questa terraspiega Basoccunascono e muoiono sogni industriali e con il mio lavoro ho cercato di raccontare due sogni infranti che hanno cambiato il territorio dal punto di vista paesaggistico, antropologico, economico e sociale. Fabbriche nel deserto che hanno sbriciolato vite e lasciato in agonia un’intera comunità.»

Eventi collaterali

Il sabato sera del CFF è storicamente dedicato alla musica, con un djset di fine giornata affidato ogni anno a una diversa regia. Per l’edizione 2022 tocca a Macaco ed Antonio Benoni, che sabato 14 maggio, a partire dalle 23.00 al Nuovo Caffè del Portico in piazza Roma, saranno protagonisti di un DJ set realizzato in collaborazione Here I Stay dal titolo Spingitori di dischi DJ set – per un mondo più funk: un excursus spazio-temporale tra i continenti africano e americano, dalle prime registrazioni di afrobeat negli studi arcaici dei sobborghi di Lagos, al funk crudo e puro made in afro Usa, passando per il funk latino delle metropoli brasiliane degli anni 70.

Da segnalare inoltre anche il ritorno degli Aperitivi sonori, la fascia delle 19.30 sempre dedicata alla musica che precede le proiezioni serali, per un pieno recupero della socialità dopo due anni di restrizioni. Un momento informale d’incontro tra gli ospiti del festival e la città, con la possibilità di uno scambio nei locali del centro, accompagnati quest’anno dalle selezioni musicali di Giannella Delrio e Silvia Cristofalo(venerdì 13 aprile al GSG Concept Store con Jane D & Miss Mary Light DJ set) e di Carol Rollo  (sabato 14 al Jo Lounge Bar con Puta Caso DJ set).

L’immagine del Festival

Anche quest’anno l’illustratrice Sarah Mazzetti ha realizzato il poster del Carbonia Film Festival. Protagonista dell’immagine 2022 è la piazza Roma su cui si affaccia il Cine-Teatro Centrale, cuore nevralgico dell’evento, a sottolineare la centralità del contesto cittadino e urbano nell’idea di promozione e valorizzazione del territorio che il Festival porta avanti.

“Parte dal Festival un lavoro che dura un intero anno”.

Paolo Serra – Direttore del CSC Carbonia della Società Umanitaria.

Puntare per il 2022 ancora su How to Film the World, nella formula di un Festival senza sezioni competitive che mette al centro elementi quali la formazione e l’approfondimento, significa per noi sottrarsi alla natura di per sé temporanea dell’evento per guardare a un orizzonte di più ampio respiro. Pensiamo a un Festival che diventi strumento di promozione e affermazione di tutte quelle azioni che come CSC della Società Umanitaria, e grazie anche alle politiche cineportuali, siamo riusciti a portare avanti nel nostro territorio insieme alla Regione Autonoma della Sardegna. Puntare sulla formazione delle giovani generazioni e far conoscere Carbonia ed il Sulcis valorizzando l’elemento di confronto, scambio, scoperta e conoscenza, nell’ottica di una ridefinizione dei luoghi del  territorio in spazi cinematografici e di fruizione culturale, richiama necessariamente un lavoro che dovrà svolgersi durante tutto l’anno. Per questo anche la collocazione nel mese di maggio può essere vista come il punto di partenza di queste azioni. Insieme a noi importanti istituzioni come la Fondazione Sardegna Film Commission ed il comune di Carbonia che hanno sempre creduto e sostenuto il Festival e cui verrà restituita la promozione del territorio presso gli ospiti che verranno a Carbonia durante il Festival e il coinvolgimento del tessuto cittadino, dalle scuole ai locali del centro, dalle associazioni culturali al pubblico, che sarà come sempre il vero protagonista di questa kermesse. Infine il ruolo della Cineteca Sarda che anche quest’anno co-organizza il Festival, dimostrando la capacità dei Centri di Servizi Culturali di sviluppare un lavoro comune e di rete in tutto il territorio sardo.

“In un anno di transizione affrontiamo l’urgenza della contemporaneità”.  

Francesco Giai Via – Direttore Carbonia Film Festival.

In un anno come questo 2022, ancora interessato dalla pandemia e funestato da una guerra in Europa, è stato centrale per noi elaborare un programma che riflettesse con ancora maggior forza l’idea di un percorso tanto ricco e rigoroso nella proposta cinematografica, quanto direttamente implicato nella contemporaneità, seguendo uno spirito di impegno civile dove la forza di messaggi e testimonianze convive indissolubilmente con l’elaborazione del linguaggio e delle forme espressive. Tutti gli ospiti cinematografici di questa edizione si sono interrogati su come filmare il mondo e la vita, mettendosi in discussione e a rischio in prima persona. È certamente questo il caso di Mantas Kvedaravicius, regista lituano che ha pagato con il prezzo più alto la scelta di continuare a raccontare un luogo a cui era profondamente legato come la città ucraina di Mariupol martoriata dalla guerra. Anche per questo sarà fondamentale ed estremamente significativo il panel sui cineasti in esilio realizzato con la preziosa collaborazione di International Coalition for Filmmakers at Risk. Questo sarà certamente un anno di transizione per il nostro festival, e abbiamo ritenuto dunque irrinunciabile dedicare questo cambiamento ad alcuni interrogativi imprescindibili del nostro tempo.

Hanna Bilobrova, partner of Lithuanian film director Mantas Kvedaravicius who was found dead in Mariupol, Ukraine, speaks during an interview with Reuters in Vilnius, Lithuania April 14, 2022. Picture taken April 14, 2022. REUTERS/Janis Laizans

Syrian filmmaker Diana El Jeiroudi poses at a photocall for ‘Republic of Silence ‘ during the 78th annual Venice International Film Festival,in Venice,Italy, 07 September 2021. The movie is presented out competition at the festival running from 01 to 11 September. ANSA/CLAUDIO ONORATI