13 May, 2026
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Lo scorso 21 marzo, la sala consiliare del comune di Narcao ha ospitato la presentazione del libro “Narcao – Immagini di storia”, di Gerardo Pirasì, organizzata dal comune di Narcao con la collaborazione dell’Associazione Culturale Teraaseo 2010.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco Antonello Cani, dell’assessore della Cultura Simone Valleri, e dell’assessore delle Attività produttive Gianni Lai, l’autore Gerardo Piras e il giornalista Giampaolo Cirronis hanno accompagnato il numeroso pubblico in un viaggio affascinante attraverso le pagine della storia di Narcao, tra aneddoti, ricordi e riflessioni sul valore della memoria collettiva.

L’iniziativa si inserisce in un ampio progetto di valorizzaione del patrimonio culturale locale promosso dall’Amministrazione comunale, che ha creduto fortemente nel progetto el’importanza di questo lavoro di recupero e della conservazione della memoria storica.

«Sono profondamente emozionato per la grande partecipazione – ha detto l’autore Gerardo Piras –.Vedere l’aula consiliare piena, vedere gli occhi delle persone illuminarsi davanti a una fotografia che riporta alla mente un ricordo, un volto, un momento della propria vita, è la ricompensa più grande per il lavoro fatto in questi anni. Pensare un progetto di un libro per la comunità di Narcao non è certo una cosa semplice sopratutto per me che sono un autodidatta. Tutto è nato da una ricerca di foto storiche che raccontassero, una dopo l’altra, un passato che in pochi conoscono per intero. Per tre anni di seguito ho allestito una mostra fotografica a Terraseo in occasione della festa del nostro patrono Gioacchino. Per caso una domenica di agosto del 2008, parlando con una studentessa di Terraseo, Annalisa Carta, che mi diede dei consigli, con il suo aiuto, ho iniziato a pensare a questo libro, L’inizio è stato con una storia di una famiglia del ‘900, ho continuato le ricerche nell’archivio storico diocesano di Iglesias, per le quali ringrazio la dottoressa Licia Meloni per il suo aiuto. Capitai a Masainas in occasione della sagra del carciofo e l’allora sindaco Ivo Melis vide per caso le foto storiche di Terraseo,. Gli raccontai le mie intenzioni e mi propose di fare la stessa cosa a Masainas,. Nel giro di un mese completai la raccolta delle foto e nello stesso anno allestii la mostra delle foto anche a Masainas, in occasione della festa patronale della Madonna della Salute, per tre anni di fila. Così nel 2011 usci pubblicai il libro “Masainas Immagini di Storia”, con il contributo del comune di Masainas.»

«Tornando a Narcao, il mio Comune, finalmente è nato un bambino chiamato “Narcao”, come ha detto nel corso della presentazione l’amico Lillino Pisci – ha aggiunto Gerardo Piras -. Il progetto è nato dalla volontà di preservare un patrimonio che rischiava di andare perduto:Queste immagini raccontano chi eravamo, come vivevamo, quali erano i valori che tenevano insieme la nostra comunità. Non sono solo fotografie: sono testimonianze di vita vissuta, di fatica, di dignità, di appartenenza. Vederle raccolte in un volume che resterà nel tempo è il modo per dire alle nuove generazioni:guardate da dove venite, guardate chi ha costruito quello che voi oggi abitate. Un ringraziamento particolare lo devo all’Amministrazione comunale: Senza il sostegno convinto del sindaco Antonello Cani e della sua amministrazione questo libro non avrebbe visto la luce .Hanno creduto da subito e capito che investire per la cultura e nella memoria non è un costo, ma un investimento sul futuro della comunità. Vorrei aggiungere alcune frasi di Antonio Mura: «Ci sono storie che non si ascoltano soltanto….si sentono dentro. Quella raccontata da Gerardo Piras è una di queste: una storia che ti prende, ti attraversa e ti resta. Vedere tanti giovani sindaci del territorio presenti, impegnati a tenere viva l’anima di questa comunità, dà speranza.E le parole della sindaca Elvira Usai restano impresse: «Siamo tutti “Cittadini del Sulcis”». Un’unica identità, fatta di tradizioni, di terra, di sapori… come la cipolla di San Giovanni Suergiu e il fagiolo di Terraseo, diversi ma profondamente legati. »

«Il suo non è solo un libro fotografico che ci consente di ammirare bellissime immagini in bianco e nero di un’antica Narcao, ma è, soprattutto, un libro che oltre a raccontare la nascita del comune, ci parla di storie di famiglie, di uomini e donne che con il loro coraggio, i sacrifici e il vivere quotidiano, fatto di stenti e difficoltà, hanno posto le basi per lo sviluppo di un paese più prospero, moderno e unitoha detto Loriana Prasciolu -. Perché non dobbiamo mai dimenticare che ciò che oggi noi siamo,è sempre il frutto del duro lavoro di coloro che ci hanno preceduto.»

«La ringrazioha detto Gerardo Piras -, così come ringrazio tutti i miei amici e amiche: Sabrina Sabiu che col suo intervento mi ha emozionato tantissimo; Elvira Usai che è come una sorella,; la mia dottoressa Maria Rosaria Montisci, non lo dico io, lo hanno detto tutti i presenti che le donne sono sempre quelle che ti fanno emozionare di più, verissimo; gli amici Paolo Dessì, Gianluca Pittoni, Pierluigi Carta, Lillino Pisci, Ubaldo Scanu, Gianni Melis, Danilo Serra, Giovanni Tocco, Un grazie infinito  e un abbraccio a tutti. E poi, la dolcezza. Quella vera. Non che l’altra fosse finta, per le donne di Terraseo, che con le loro mani sapienti hanno offerto non solo dolci, ma un gesto d’amore. perché donare nella semplicità, è uno dei gesti più autentici che esistano.»

«Voglio innanzitutto fare i complimenti a Gerardo Piras per il lavoro fatto – ha detto il sindaco Antonello Cani -. Questo libro è un dono prezioso fatto alla nostra comunità, un’opera che custodisce la nostra storia e la rende accessibile a tutti, soprattutto ai giovani. Come amministrazione comunale abbiamo deciso di investire nella pubblicazione di questo volume, perché crediamo fermamente nella cultura. Non si tratta di un investimento qualsiasi: si tratta della nostra storia, della nostra identità, delle nostre radici. Questo libro parla di Narcao, parla di noi, parla delle generazioni che ci hanno preceduto e che hanno costruito con sacrificio e dignità quello che oggi siamo. La comunità che dimentica la propria storia è una comunità senza anima. Noi vogliamo essere una comunità che sa da dove viene, che conosce le proprie radici, che tramanda la memoria ai giovani. Per questo abbiamo scelto di sostenere questo progetto, per questo continueremo a investire in iniziative culturali che valorizzano il nostro territorio e la nostra identità.»

«La risposta della cittadinanza è stata straordinaria ha concluso Antonello Cani -. Vedere tante persone, tanti giovani, tante famiglie riunite per riscoprire la storia del proprio paese ci dice che abbiamo fatto la scelta giusta. La cultura non è un lusso per pochi, è un bene comune che appartiene a tutti e che tutti hanno il diritto di conoscere e custodire.»

Il calendario delle iniziative programmate a Iglesias per il 25 aprile e date viciniori.

 19 aprile 2024, ore 17.30, presso la Sala Remo Branca in Piazza Municipio, incontro-dibattito: Tre Iglesienti protagonisti della lotta al nazi-fascismo: Gerardo Sergi, Luigi Cano, Vittorio Tredici. Intervengono: Francesco Bachis (Antropologo Ricercatore), Giampaolo Atzei (Ricercatore), Pierluigi Carta (studioso, già sindaco di Iglesias);

– 22 aprile 2024, ore 17.00 allestimento presso l’atrio del palazzo Municipale in Piazza Municipio, Inaugurazione Mostra Madri Costituenti a cura di Luisa Sassu (ANPI Cagliari).

– 25 aprile 2024, ore 10.30 Corteo antifascista (percorso: Piazza Municipio, Piazza Pichi, via Sarcidano, Corso Matteotti, Piazza Oberdan). Ore 11.00 letture: Canto degli ultimi partigiani di Franco Fortini, Lettere dei condannati a Morte della Resistenza. Interventi dei/delle Rappresentanti delle Istituzioni. Ore 12,00 Canti partigiani a cura di Angelo Grillo e Daniele Frau.

– 25 aprile 2024 ore 17.00 Incontro dibattito: La politica delle donne dalla Resistenza all’Assemblea Costituente. Relatrici: Maria Luisa Tocco e Daniela Delrio (Associazione donne La Mandragola) Gabriella Masala (Presidente ANPI Iglesias).

«Si ritiene che, mai come in questo momento nella storia della Repubblica, sia necessario, doveroso e opportuno restituire alla Festa del 25 aprile senso e significato pieni, valorizzando e promuovendo il grande patrimonio di valore etico e culturale proveniente dalla lotta di Liberazione dall’occupante nazista e dalla dittatura fascista, combattuta dai partigiani e dalle partigiane italiane.»

Presso la sala comunale de s’Olivariu, a Gonnesa, è stato presentato il comitato tecnico scientifico istituito nell’ambito del progetto “Normann custodi del futuro” finanziato dalla Fondazione di Sardegna e dal comune di Gonnesa.

Il progetto, basato su azioni di cittadinanza attiva, è finalizzato a riqualificare, salvaguardare e ripensare i villaggi ex minerari della Sardegna utilizzando come laboratorio proprio il villaggio Normann nel monte San Giovanni.

In presenza del sindaco di Gonnesa Pietro Cocco e del direttore del Parco Geominerario Ciro Pignatelli, sono stati presentati i componenti del gruppo di lavoro dal presidente dell’associazione Pierluigi Carta.

Il progetto avrà durata annuale e sarà realizzato in partenariato con l’Università di Cagliari, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna, il Collegio interprovinciale degli Agrotecnici delle province di Oristano, Cagliari e Sud Sardegna oltre che il Comune di Gonnesa ed il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna.

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Dopo il Museo di Mineralogia, l’Esposizione Multimediale del Breve di Villa di Chiesa e la mostra permanente Iglesias in miniatura, sarà inaugurato domani, 14 giugno, alle 18.00, il Museo Remo Branca, nei locali delle ex Scuole Maschili.
Parteciperà alla cerimonia il prof. Francesco Paolo Branca, cittadino onorario di Iglesias e figlio dell’artista che ha donato generosamente la collezione.
L’Amministrazione comunale ringrazia Paolo Branca, la Fondazione di Sardegna per aver finanziato il progetto e l’Associazione Remo Branca per aver creduto nel progetto iniziato sotto la Giunta guidata da Pierluigi Carta.

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La commissione “Attività Produttive” del Consiglio regionale ha approvato, con l’astensione della minoranza, il nuovo disegno di legge della Giunta in materia di pesca.

Il provvedimento, composto da soli sei articoli, ha due obiettivi fondamentali: garantire pari trattamento agli operatori sugli importi da pagare per le concessioni demaniali e rendere più semplici le procedure per ottenere le licenze per la pesca sportiva.

Attualmente esiste una forte discriminazione tra gli operatori sulle concessioni demaniali: gli importi da versare sono diversi a seconda del soggetto giuridico che le richiede. Per fare un esempio, in uno specchio d’acqua di 10 ettari una cooperativa paga un canone annuo di 450 euro mentre un altro operatore che esercita l’attività non in forma cooperativa deve sborsare circa 200mila euro.

«Con questo disegno di legge facciamo un’opera di giustizia nei confronti degli operatori del settore – afferma il presidente della Quinta Commissione Luigi Lotto – la normativa vigente determina una disparità inaccettabile, grazie a questo provvedimento chi vuole investire nella pesca potrà farlo con regole più giuste e senza subire vessazioni. Mi auguro che il provvedimento possa essere approvato dall’Aula nella prima riunione utile.»

Sul fronte delle licenze, il provvedimento punta invece alla semplificazione delle pratiche di rilascio. Per i pescatori professionisti sarà sempre necessario ottenere un tesserino regionale mentre, per la pesca sportiva, basterà la ricevuta dell’avvenuto versamento della tassa di concessione in cui sono riportati i dati anagrafici del pescatore e la causale del versamento. Gli amanti della pesca sportiva avranno solo l’obbligo di registrarsi sul sito internet della Regione e comunicare la volontà di esercitare l’attività nelle acque interne dell’isola.

«Cerchiamo di rendere più semplice la vita ai cittadini – sottolinea Luigi Lotto – la burocrazia in questo modo non sarà un intralcio ed aiuterà i pescatori sportivi a coltivare la loro passione.»

Soddisfatto l’assessore all’agricoltura Pierluigi Caria sentito ieri in audizione dalla Commissione “Attività Produttive”. «Il nostro obiettivo è duplice – ha detto Pierluigi Caria – creare pari opportunità per i pescatori che svolgono la loro attività grazie alle concessioni demaniali e semplificare la normativa sulle licenze oggi troppo farraginosa. Con questo disegno di legge credo che possano essere rimossi molti ostacoli.»

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Due giorni fa, alle ore 1.20 del mattino, il Consiglio comunale di Iglesias ha approvato il regolamento per il funzionamento del Museo Civico Archeologico di Iglesias. Un atto che mi riempie di orgoglio e soddisfazione, un grande risultato di questa maggioranza, una vittoria per tutti coloro che attendevano questo risultato da oltre trent’anni. Ringrazio l’assessore della Cultura Simone Franceschi per l’ottimo lavoro e la commissione consiliare Cultura del comune di Iglesias. Ringrazio di cuore tutti coloro che si sono spesi e si spendono da tanti anni per questo risultato, prof. Luciano Alba prima di tutti. I prossimi mesi saranno dedicati all’allestimento dei locali del Castello Salvaterra, in vista dell’inaugurazione e dell’apertura del Museo.

Riporto il mio intervento in Consiglio comunale in merito:

«Finalmente. Finalmente oggi 11 maggio 2017 siamo qui riuniti ad approvare il regolamento del Museo Civico Archeologico di Iglesias.

Dico “finalmente” perché la nascita di questo museo ha una storia molto lunga, tortuosa e travagliata. Anzi, sarebbe il caso di parlare di “preistoria” più che di “storia”, dato che tutto ha inizio ben oltre TRENTA anni fa, nei primi anni ’80.

Infatti, è già allora che, per fare in modo che l’amministrazione comunale si interessasse al tema in questione, tante associazioni che sono fiore all’occhiello della nostra città da anni ed anni (CISSA, CSI, Italia Nostra, Associazione Mineraria Sarda, FIDAPA, Associazione Lao Silesu, Pro Loco, ASI e così via) si sono prodigate per fare in modo che quest’importantissima opera venisse realizzata, e per fare in modo quindi che i numerosi reperti archeologici trovati all’interno del nostro territorio comunale in seguito alle ricerche scientifiche condotte nella zona venissero resi fruibili alla comunità.

Fu portato avanti un grande lavoro, lungo e puntiglioso, in cui vennero coinvolti attori importanti e rinomati, fra cui il prof. Enrico Atzeni, allora docente di paletnologia del’Università degli Studi di Cagliari e studioso in particolare dell’archeologia dell’iglesiente, che fornì il suo contributo al Comune di Iglesias per la preparazione di una delibera per la parte scientifico-archeologica, nonchè il contributo determinante della nostra concittadina Celestina Sanna che predispose la minuta della prima delibera di giunta.

Fu portato avanti un lavoro in sinergia, quindi, fra le associazioni culturali e l’amministrazione e il Consiglio Comunale, uniti nel raggiungimento di un obbiettivo comune di crescita per una città che già allora prospettava un futuro di sviluppo turistico.

Ho qui la prima delibera del Consiglio comunale, data 4 gennaio 1988, con cui questo consiglio comunale deliberò l’istituzione di un Museo Civico Archeologico Comunale. Parliamo quindi di ben 29 anni fa. La delibera prevedeva la costituzione del museo nei locali del Centro Culturale in via Cattaneo, al primo piano.

Da questo momento, una serie infinita di circostanze ha di fatto interrotto in continuazione l’iter per la costituzione del museo archeologico (prima l’atteso ritorno della biblioteca comunale nella sua sede originaria di via Gramsci, poi l’atteso risanamento dei locali individuati che erano inagibili a causa di infiltrazioni di acqua dal tetto, precarie condizioni igieniche inadatte ad ospitare le vetrine e i mobili in legno, ecc…)

Dobbiamo arrivare addirittura al 9 febbraio del 2010 per ritrovare traccia, negli atti amministrativi, del Museo Civico Archeologico, con cui la Giunta guidata da Pierluigi Carta ha approvato il progetto di Arredamento del Museo Archeologico realizzato dal prof. Luciano Alba, il nostro concittadino che più di tutti in questi anni ha dedicato il suo tempo, il suo lavoro, la sua professionalità e la sua passione per la nascita di questo Museo.

Finalmente oggi, trent’anni dopo, votiamo il regolamento per l’organizzazione e il funzionamento del Museo Archeologico. Un atto concreto, un atto che rappresenta uno degli ultimi passaggi per fare questo grande regalo alla nostra città, al mondo della cultura, dell’archeologia e della storia del nostro territorio.»

Gianluca Tocco

Consigliere di maggioranza del comune di Iglesias