20 January, 2022
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Raffaele Onnis, capogruppo nel Consiglio comunale di Cagliari, è il nuovo coordinatore dei Riformatori sardi del collegio di Cagliari. Subentra a Matteo Rocca, dimessosi per motivi professionali.

«Nei prossimi mesi  – ha dichiarato il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Aldo Salaris dovremo affrontare la campagna elettorale per il rinnovo di diverse amministrazioni locali, tra le quali anche importanti Comuni dell’area di Cagliari, come Sestu e Quartu Sant’Elena. Sarà una sfida impegnativa che vedrà i Riformatori sardi in prima linea per promuovere il rinnovamento e l’innovazione in ogni istituzione.»

«Nel ringraziare Matteo Rocca per quanto fatto finora ha concluso Aldo Salarised augurargli nuovi ed importanti successi professionali, porgo a Raffaele Onnis gli auguri per la nuova sfida che, sono sicuro, saprà affrontare con l’impegno e la determinazione che lo contraddistinguono.»

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Liberi dalla plastica. È con questo slogan che il gruppo consiliare comunale dei Riformatori sardi ha presentato una mozione, firmata da Umberto Ticca, Raffaele Onnis, Giorgio Cugusi e Marcello Piras, che punta a fare del comune di Cagliari un comune plastic free. Un tema fondamentale anche e soprattutto per il futuro della Sardegna, che «deve spingere ogni cittadino a cambiare i propri stili di vita per adattarli ad atteggiamenti che siano rispettosi dell’ambiente, limitare l’uso della plastica rientra fra questi dato che si tratta di un materiale che inquina il terreno e il mare e che impiega centinaia di anni per biodegradarsi. Oggi chi ha la il compito di governare ha una responsabilità doppia nei confronti dell’ambiente e delle future generazioni: il buon esempio deve partire da noi».

È per questo che, tra i punti con i quali i consiglieri impegnano la Giunta, figura la richiesta di utilizzare, negli uffici comunali, posate piatti, bicchieri, bottiglie e sacchetti tradizionali in materiale biodegradabile e compostabile e (laddove non presenti) a installare e promuove l’uso di distributori dell’acqua pubblici.

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Il Gruppo Consiliare dei Riformatori Sardi del comune di Cagliari ha diffuso una nota con la quale sollecita l’indizione immediata delle nuove elezioni comunali di Cagliari.

«Da notizie di stampa si apprende della ipotesi di rinviare le elezioni comunali di Cagliari ad ottobre: il Gruppo dei Riformatori in consiglio comunale esprime tutta la propria preoccupazione di fronte ad una tale iniziativa – scrivono Giorgio Angius e Raffaele Onnis -. Noi siamo assolutamente contrari ad un provvedimento che prolunghi l’agonia di una città in perenne campagna elettorale, per le scelte egoistiche del proprio ex sindaco.»

«La città è alla deriva da mesi, senza un Bilancio, senza un controllo dei suoi servizi più importanti. La triste eredità della Giunta Zedda è una città senza speranza e senza immagine, senza nessun progetto di identità per il futuro, dove gli anziani sono il triplo dei giovani e l’emigrazione giovanile è in continuo aumento – concludono Giorgio Angius e Raffaele Onnis -. I Riformatori sono convinti che non si possa più perdere neppure un giorno: dobbiamo al più presto voltare pagina per ridare alla nostra città un sindaco che pensi agli interessi della comunità e non alla sua carriera, con una Giunta competente e capace ed un Consiglio autorevole.»

 

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«La nostra proposta di esentare dal bollo le auto ibride ed elettriche risponde ad alcune domande molto presenti nella società sarda: rispettare l’ambiente, combattere l’inquinamento, realizzazione azioni innovative, promuovere l’economia sostenibile, fare qualcosa di concreto per i cittadini.»

Lo ha dichiarato il capogruppo dei Riformatori sardi Attilio Dedoni, presentando una proposta di legge del partito con la quale si prevede, per 3 anni, di esentare dal pagamento delle tasse di circolazione i veicoli con alimentazione ibrida ed elettrica immatricolati in Sardegna.

Si tratta di una proposta, ha spiegato il consigliere comunale di Cagliari Raffaele Onnis, «che parte dalle migliori esperienze sulla mobilità urbana per dare un segnale coerente con l’impostazione delle più avanzate politiche europee, come del resto hanno già fatto ben 13 Regioni. In Sardegna – ha aggiunto – circola oltre 1 milione di autoveicoli e nel 2017 ci sono state 28.000 nuove immatricolazioni ma solo 344 per veicoli ibridi ed appena 13 per gli elettrici, significa che c’è un mercato da spingere ed è giusto farlo utilizzando anche incentivi fiscali».

Il consigliere Luigi Crisponi, dopo aver definito la proposta particolarmente innovativa, ne ha auspicato la rapida approvazione da parte del Consiglio annunciando inoltre che il partito si riserva comunque di presentare un emendamento specifico alla prossima legge di stabilità, per un importo stimato (nel triennio) di circa 200.000 euro.

Per il consigliere Michele Cossa, infine, «è significativo che la proposta nasca dagli Enti locali che sentono in modo particolare i problemi della mobilità e della qualità della vita nei centri urbani».

«E’ un primo segnale – ha aggiunto – che va incoraggiato, soprattutto per consolidare la tendenza all’eliminazione progressiva dei combustibili fossili in un Paese come il nostro dove registriamo l’intollerabile aumento dei carburanti: anche per il peso delle accise abbiamo il gasolio più caro d’Europa ed un prezzo della benzina verde praticamente uguale a quello della benzina tradizionale.»

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E’ iniziata in tutta Italia la raccolta di firme a sostegno dell’inserimento dell’insularità in Costituzione.

«Vogliamo che il tema dell’insularità in Costituzione entri di prepotenza nell’agenda della politica italiana!», ha detto il presidente del Comitat Roberto Frongia.

Lo sforzo organizzativo è stato grande, ma il primo bilancio della giornata inaugurale della raccolta firme è davvero entusiasmante.

Com’era prevedibile, c’è stata la fila per firmare nel banchetto di Cagliari, animato dai volontari guidati dal consigliere comunale Raffaele Onnis, così come ai tavolini di Carloforte (Pasquale Grosso), Iglesias (Paride Reale), San Gavino (Anastasia Meloni), Tortoli (Franco Sabatini), Oristano (Veronica Cabras), Nuoro (Pierluigi Saiu) Sassari (Michele Saba), La Maddalena (Fabio Lai), Olbia (Giovanni Pileri).

Ma la sorpresa più grande è stata nell’affollamento dei punti di raccolta allestiti nelle principali città italiane: A Milano (Tonino Mulas), in piazza della Scala, di fronte a Palazzo Marino, a Lecco (Giuseppe Tiana), in piazza Garibaldi, a Torino (Mario Sechi e Michele Cossa) in Piazza Castello, ad Aosta (Enrico Martial) in Avenue di Conseil de Commis, a Pordenone (Anna Maria Poddighe) in piazzetta Cavour, a Vicenza (Luciana Sedda), in piazza Matteotti, a Mestre (Saverio Vidili), in piazza Mercato, a Genova (Alessandra Zedda) in Via XX Settembre, a Piacenza (Bastianino Mossa), in piazza Cavalli, a Pesaro (Luciano Zucca), in piazza Collenuccio, a Roma (Antonio Mascia e Attilio Dedoni), in Piazza di Torre Argentina, a Napoli (Severino Nappi e Stefano Tunis), in Piazza Plebiscito, a Bari (Antonio Di Staso e Salvatore Matarrese), in piazza Umberto, a Cosenza (Michele Solinas), in piazza 11 settembre, a Palermo (Rino Piscitello e Salvatore Grillo), di fronte al Palazzo dei Normanni.

«Molti si sono fermati per curiosità, davanti allo sventolio delle bandiere dei quattro mori – ha dichiarato Frongia, riferendo le impressioni generali – con tutti, è stato poi relativamente facile ottenere la sottoscrizione della proposta di legge, quando si è spiegato che il tema dell’insularità rappresenta una emergenza di tutta la comunità nazionale, chiamata a garantire pari diritti e pari dignità agli italiani che risiedono nelle Isole.»

«La Sardegna – ha concluso Roberto Frongia – vuol definitivamente chiudere con la cultura dell’assistenzialismo, che ha generato soltanto clientelismo e rassegnazione. All’Italia intera chiediamo invece l’azzeramento degli svantaggi che ci hanno sinora impedito di competere ad armi pari con tutti gli altri cittadini italiani.»

 

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«Oggi ho parcheggiato la macchina zona mercato San Benedetto, mentre mi dirigevo verso il parchimetro mi ritrovo 4 ragazzi di colore intorno a me che insistevano per farmi comprare qualcosa.

Dopo il mio ennesimo rifiuto uno di loro si appoggia alla macchinetta, impedendomi di inserire le monete, con modi di provocazione, con la lingua che si bagnava le labbra e faceva occhiolini e gesti vari. In quel momento mi sono sentita offesa come donna, una sorta di violenza psicologica mentre gli altri compagni ridevano. Mi tenevo impassibile, ma li avrei presi a calci per stenderli!!!

Mi sono trattenuta, ho chiesto cortesemente di spostarsi… ancora questo atteggiamento da sfigato e presuntuoso offensivo e provocatorio.

Vi giuro, avessi avuto un bastone li avrei massacrati di botte non perché erano neri ma perché erano semplicemente dei maschi incivili.

 Imparate il rispetto per le donne e per il paese che vi ospita!

Siamo noi i razzisti?

Ah dimenticavo: Non potevo chiamare i carabinieri in quanto sorda.

Non potevo fare niente perché li avevo intorno, non pensi a chiedere aiuto ma a come difenderti… anche con la finta calma e l’educazione.»

 

«La denuncia di Sara Gerini, descritta sulla sua pagina Facebook, non può rimanere inascoltata – scrive in una nota il coordinatore cittadino dei Riformatori sardi Alessandro Palomba -. E’ necessario un presidio costante della Polizia Municipale nelle zone in cui sono presenti  persone che chiedono di acquistare la propria merce o semplicemente un aiuto, che si tratti di parcheggi, piazze, ingressi di Chiese, semafori. I nostri consiglieri comunali Giorgio Angius e Raffaele Onnis hanno presentato un’interrogazione al sindaco ed agli assessori competenti per conoscere quali iniziative abbia intrapreso l’Amministrazione comunale in concorso con la Prefettura al fine di contenere il fenomeno del controllo abusivo dei parcheggi pubblici e di individuare i soggetti che notoriamente e costantemente si distinguono per l’aggressività e la violenza nei confronti dei nostri concittadini.

Non possiamo permettere – aggiunge il coordinatore cittadino Alessandro Palomba – che chi vive e percorre le strade di Cagliari percepisca la città come insicura, sentimento sempre più diffuso che lo stesso sindaco ha sottolineato nella sua intervista ad una TV locale non molto tempo fa.

Il problema, come dice bene la sig.ra Gerini, non è il fatto che molte di queste persone siano extracomunitari e/o di colore, Cagliari accoglie ed ha sempre accolto chi arriva in città in condizioni di difficoltà e spesso disperazione, ma non possiamo fare finta di nulla ed accettare qualsiasi comportamento.

Dobbiamo aspettare che accada qualcosa di irreparabile e che magari l’esasperazione di qualcuno lo porti a reagire con tutto ciò che ne potrebbe conseguire?

Come Riformatori sardi – conclude Alessandro Palomba – chiediamo con forza che l’Amministrazione Comunale garantisca la sicurezza dei propri cittadini e di coloro che vivono la nostra città, sicurezza fisica e psicologica. Questo inoltre servirebbe a preservare anche quei tanti ragazzi che rispettano e amano la città che gli ha accolti ed è ben lieta di aiutarli.»

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«Il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, non firmi l’ordinanza sugli orari di chiusura dei locali.» Lo affermano il coordinatore dei Riformatori sardi, Alessandro Palomba, e i consiglieri comunali Giorgio Angius e Raffaele Onnis.

«Cagliari non è Las Vegas, recitava il titolo di una trasmissione radiofonica di qualche anno fa, e nessuno pretende di farla diventare come la città del Nevada, ma se parliamo di Cagliari città turistica non possiamo permettere che gli sforzi fatti in questi ultimi anni in tale direzione vengano vanificati – si legge in una nota dei Riformatori sardi -. Non possiamo far finta di nulla su quello che è un servizio non solo offerto ai turisti ma anche agli stessi cittadini, senza considerare la grande opportunità occupazionale data ai tanti cagliaritani (più o meno giovani) che lavorano nel settore, sia come imprenditori che come dipendenti.»

«È necessario trovare un accordo che soddisfi il legittimo benessere dei cittadini residenti e gli interessi della città dal punto di vista sociale, turistico e occupazionale – aggiunge la nota -. L’assessore Marzia Cillocu afferma che la decisione del Tavolo Tecnico si basa su dati Arpas 2014 e che oggi le cose sono cambiate, tra le altre cose non tutto il quartiere Marina è classificato allo stesso modo. La decisione è stata presa unilateralmente dai funzionari del Tavolo Tecnico, la successiva partecipazione degli Organi Politici non ha portato a nessuna soluzione in senso opposto.»

«Come Riformatori sardi chiediamo l’immediata riapertura del confronto, attorno al tavolo non si siedano solo i tecnici ma anche i politici, il Comitato dei Residenti e le associazioni dei commercianti e dei ristoratori. Non si possono prendere le giuste decisioni – concludono i Riformatori sardi – senza il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.»

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Si è svolta sabato, nel pattinodromo di Via Rockfeller, a Cagliari, una manifestazione organizzata da Raffaele Onnis consigliere comunale, Alberto Del Piano appassionato, Gianluca Lai presidente Wipeout Board Club A.S.D., alla quale hanno partecipato tanti appassionati, tra i quali Francisco Porcella “Big Wave Raider” di fama Mondiale e Alessandro Piu, campione Italiano di surf.

Sono migliaia gli appassionati in città che da più di vent’anni sognano di avere una struttura a norma, fruibile e dignitosa, per praticare la loro disciplina che è stata recentemente inserita alle prossime Olimpiadi di Tokyo nel 2020. Cagliari non ha uno “skate park” a norma, di conseguenza quotidianamente gli appassionati si riversano nelle strade e nelle piazze, comportando un disagio di ordine pubblico già noto a questa amministrazione, o in alternativa, parte di loro migra verso altre strutture al di fuori del territorio comunale, come ad esempio gli skate park di Uta, San Sperate, Sinnai, Dolianova;

In occasione della manifestazione, Raffaele Onnis ha illustrato la mozione, sottoscritta anche dal collega Giorgio Angius, che verrà discussa in Consiglio comunale e con la quale si chiede  di:

 interrompere e  ritirare l’incarico già affidato per la realizzazione di un’opera, appaltata per più di 100.000 euro, definita da tutti gli skaters inutile

 realizzare uno skate park con la stessa spesa:

· avvalendosi di un progettista con conoscenza specialistica nella

progettazione in materia

· tenendo conto del parere dei praticanti in fase progettuale

· affidando i lavori di realizzazione dell’opera ad un’impresa con esperienza nel settore.

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Il gruppo dei Riformatori sardi ha manifestato questa mattina, a Cagliari, con un sit in – finta inaugurazione della rampa dell’asse mediano in direzione porto – via dei Valenzani e opere per l’innesto da via Jenner e via dei Valenzani nell’asse mediano direzione porto.

«Con la delibera n° 66 del 09/10/2012 del Consiglio comunale – attaccano i Riformatori sardi -, sono stati appaltati i lavori, per la realizzazione della rampa che dall’asse mediano di scorrimento consente lo svincolo per via dei Valenzani. Appalto per un importo complessivo di € 1.981.819,00. Le opere iniziate nel febbraio 2015 si sarebbero dovute concludere nella primavera del 2016. La fine dei lavori ed inaugurazione dell’opera è poi slittata, annunciata per fine agosto 2016, per poi successivamente essere rimandata a dicembre del 2016. Al momento la rampa sembra conclusa ma risulta essere ancora inaccessibile.»

«Il 5.05.16, il comune di Cagliari Servizio Mobilità ha esperito la gara d’appalto per i lavori di realizzazione delle rampe di immissione nell’asse mediano da vai Jenner e via dei Valenzani con un importo messo a bando pari a € 698.300,00 – aggiungono i Riformatori sardi -. Al momento le opere non sono ancora iniziate La nostra azione vuole essere di sensibilizzazione nei confronti dell’amministrazione, perché riteniamo che al di là del costo delle opere:

· questi 700 giorni di lavori hanno comportato costantemente ingenti disagi alla comunità. Disagi dovuti alla chiusura della rotatoria tra Via Cadello e Via Santa Maria Chiara, ma non ultimi quelli durati parecchie settimane dovuti al restringimento dell’asse, da due ad una carreggiata in prossimità dello svincolo in realizzazione. Periodo nel quale erano previste  le prove statiche di collaudo, la bitumazione e la segnaletica orizzontale.

· Tali disagi hanno certamente comportato dei danni alla comunità: di carattere economico indiretto e incalcolabile, se si considera che nel nostro quotidiano il tempo è denaro, e se si considerano i notevoli costi dei consumi delle auto in transito costrette ad una processione a passo d’uomo con continue fermate e ripartenze; danni di carattere ambientale da inquinamento.

· a prescindere o meno dalla prossima inaugurazione, i disagi sono destinati a durare fino alla conclusione delle suddette opere accessorie non ancora iniziate.»

«Questa iniziativa – concludono i Riformatori sardi – è a corredo di un atto che è stata già protocollato al comune dove i consiglieri Raffaele Onnis e Giorgio Angius interrogano il sindaco e l’assessore competente per conoscere:

· Quali siano gli impedimenti che non consentono l’apertura a beneficio dei flussi veicolari dell’opera realizzata.

· Se siano stati consegnati i lavori alla ditta aggiudicatrice delle rampe di immissione da via Jenner e via dei Valenzani e quando è previsto l’inizio delle opere.»