11 August, 2026
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Nella giornata di ieri, 4 agosto 2026, è stato sottoscritto un importante accordo di collaborazione tra Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, Parco Nazionale dell’Asinara – Area Marina Protetta e Azienda Speciale Parco di Porto Conte – Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana.

La cerimonia di firma dell’accordo si è svolta presso la sede del Parco Nazionale dell’Asinara a Porto Torres, alla presenza dei rispettivi direttori, Fabrizio Atzori per il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, Vittorio Gazale per il Parco Nazionale dell’Asinara – Area Marina Protetta e Giulio Plastina per Azienda Speciale Parco di Porto Conte – Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana.

L’intesa rafforza una visione condivisa orientata alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio naturale, geologico, storico e culturale della Sardegna, attraverso lo sviluppo di attività congiunte nei settori della ricerca scientifica, dell’innovazione, della formazione e della divulgazione.

Gli ambiti della collaborazione

L’accordo individua diversi ambiti prioritari di cooperazione tra i tre enti, tra cui:

  • la progettazione e la partecipazione a programmi di ricerca e a bandi regionali, nazionali ed europei;
  • la promozione di attività formative, didattiche e di alta formazione;
  • la diffusione della cultura scientifica e ambientale attraverso eventi e iniziative di comunicazione.

Il punto di vista del Parco Geominerario

Il Commissario Straordinario del Parco Geominerario, Roberto Curreli, ha espresso viva soddisfazione per il risultato raggiunto, sottolineando come l’intesa rappresenti un passo significativo verso una cooperazione sempre più strutturata tra le aree protette della Sardegna, con l’obiettivo di promuovere ricerca, sostenibilità, innovazione e crescita del territorio in una prospettiva nazionale e internazionale.

Il punto di vista del Parco Nazionale dell’Asinara

Il presidente del Parco dell’Asinara, Gianluca Mureddu, crede fortemente in questa collaborazione dal momento che si sviluppa con l’intento di creare opportunità per il territorio. Al centro ci sono gli aspetti geologici unici dell’Asinara con una prospettiva innovativa e fruibile in grado di raccontare la sua storia millenaria a tutte le generazioni.

Il punto di vista dell’Azienda Speciale del Parco di Porto Conte

Il presidente dell’Azienda Speciale del Parco di Porto Conte, Emiliano Orrù, ha manifestato grande soddisfazione perché con la firma del protocollo si rafforza il rapporto di collaborazione tra enti diversi ma tutti appartenenti alla Rete delle Aree Marine Protette e dei Parchi della Sardegna. Con questo accordo si vuole consolidare il concetto fondamentale di “sistema delle aree protette” e si lavora insieme per raggiungere l’obiettivo comune della valorizzazione del territorio in chiave sostenibile, anche valorizzando gli interessanti aspetti geologici della nostra isola, purtroppo spesso trascurati ma funzionali ad una conoscenza completa del territorio.

Nelle fotografie.

In copertina. 1 – Da sinistra. Il direttore del Parco Geominerario Fabrizio Atzori, il Commissario Straordinario del Parco Geominerario Roberto Curreli, il presidente del Parco Nazionale dell’Asinara Gianluca Mureddu, Il presidente del Parco di Porto Conte Emiliano Orrù, il direttore del Parco dell’Asinara Vittorio Gazale, il direttore del Parco di Porto Conte Giulio Plastina (Foto Parco dell’Asinara)

2 – Interlocuzioni tra i vertici dei 3 parchi sardi prima della firma dell’accordo (Foto Parco dell’Asinara)

3 – Il Commissario straordinario Roberto Curreli e il presidente Emiliano Orrù al momento della firma (Foto Parco dell’Asinara)

4 – Il Commissario straordinario Roberto Curreli con il Presidente Gianluca Mureddu (Foto Parco dell’Asinara)

5 – I vertici del Parco Geominerario e del Parco dell’Asinara esibiscono l’accordo appena siglato (Foto Parco dell’Asinara)

Il sito geospeleologico archeologico Sa Marchesa a Nuxis ha ospitato una conferenza tenuta dal dottor Daniel Zoboli di UNICA dal titolo “La fauna del Quaternario e la transizione con la fauna moderna”.
Presente il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, rappresentato dal commissario straordinario Roberto Curreli. Nel corso dei lavori sono stati presentati dal ricercatore dati molto interessanti sia sull’evoluzione delle specie sia sulla loro migrazione nei vari periodi geologici in modo particolare nel Pleistocene-Olocene.
La conferenza rientra nel programma dell’ArcheoPaesaggi, festival organizzato con la partecipazione dell’Università di Cagliari, del comune di Nuxis e dello Speleo Club di Nuxis, in collaborazione con enti di ricerca, istituzioni culturali e realtà territoriali.
Il comitato organizzatore è composto dal Riccardo Cicilloni, Federico Porcedda, Marco Cabras, Francesca Mereu, Roberto Curreli, Stefania Mameli e Salvatore Casula.

Roberto Curreli è stato confermato per altri sei mesi commissario straordinario del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna. Il decreto firmato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, è stato ufficializzato ieri.

L’articolo 1 del decreto di nomina prevede un incarico per la durata di sei mesi e, comunque, non oltre la nomina degli organi del Consorzio. La durata della nomina può essere prorogata, come è avvenuto, ove alla scadenza del periodo previsto, non risulti concluso il procedimento preordinato all’insediamento del Presidente e del Consiglio direttivo dell’Ente Parco.

Roberto Curreli, 64 anni, geologo, insegnante di matematica e scienze nelle scuole secondarie di primo grado e consigliere comunale di minoranza al comune di Nuxis, è presidente dello Speleo Club Nuxis, principale promotore dello straordinario percorso di valorizzazione del sito Geo Speleo Archeologico di Sa Marchesa, nel quale spicca la Grotta archeologica di Acquacadda, sito preistorico dell’età del rame, da sette anni al centro di una campagna di scavi archeologici che sta dando straordinari risultati.

Giampaolo Cirronis

 

 

L’“Itinerario Minerario della Sardegna Sud-Occidentale”, progetto ideato e realizzato dal Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, è entrato a far parte della prestigiosa European Route of Industrial Heritage (ERIH), la rete europea che promuove e valorizza il patrimonio dell’archeologia industriale in Europa. ERIH è certificata dal 2019 come Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa.

La candidatura presentata dal Parco Geominerario ha ricevuto una valutazione positiva dal board della rete internazionale che ha inserito il tragitto tra i propri percorsi ufficiali. Il nuovo itinerario, che comprende il Centro Italiano per la Cultura Mineraria del Carbone a Carbonia e la Miniera di Montevecchio a Guspini, offre ai visitatori un percorso di grande valore storico, paesaggistico e naturalistico che permette di leggere, attraverso luoghi e testimonianze industriali, il rapporto tra attività estrattive, trasformazione del paesaggio, sviluppo degli insediamenti e identità culturale dell’Isola.

«L’inserimento nell’ERIH rappresenta un importante riconoscimento per il patrimonio minerario della Sardegna. Non un traguardo bensì un punto di partenza e una significativa opportunità di promozione per i territori e le amministrazioni locali interessate», ha sottolineato il professor Massimo Preite, membro del Comitato direttivo di ERIH, che ha altresì elogiato il direttore del Parco Geominerario Fabrizio Atzori e il suo staff per la professionalità e lo spirito di collaborazione dimostrati nel corso dell’istruttoria del progetto.

Il Commissario Straordinario del Parco Geominerario Roberto Curreli, che al momento del suo insediamento ha trovato il progetto avviato, ritiene il risultato conseguito un successo per il Sulcis Iglesiente e il Guspinese Arburese, un modello che potrà essere efficacemente replicato in altre aree della Sardegna. A breve riceverà il professor Massimo Preite che giungerà nell’Isola con una delegazione di alto profilo per la visita di alcuni fra i più significativi e suggestivi siti storico‑minerari d’Europa, in vista delle due candidature del Parco all’UNESCO Global Geoparks Network e al Paesaggio Storico Minerario della Sardegna per accedere al patrimonio mondiale dell’Umanità.

Nella foto di copertina Roberto Curreli, commissario straordinario del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna

Tra il 10 e l’11 giugno 2026, i vertici del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna hanno compiuto una visita istituzionale al Parco Regionale delle Alpi Apuane, in Toscana.
L’incontro si è tenuto presso la fortezza di Mont’Alfonso a Castelnuovo di Garfagnana, una delle sedi istituzionali del parco toscano. Il Commissario Straordinario del Parco Geominerario Roberto Curreli e il Direttore Fabrizio Atzori sono stati ricevuti dal Presidente Andrea Tagliasacchi, dalla Direttrice Donella Consolati, da Alessia Amorfini, Geopark Manager e coordinatrice nazionale Geoparchi e da Giuseppe Otria, consulente scientifico e ricercatore del CNR.
Nel corso della missione si è discusso della collaborazione tra i due parchi su progetti transfrontalieri ed altre attività progettuali e istituzionali. Si è trattato inoltre dell’occasione propizia per discutere della Candidatura del Parco Geominerario al Global Geoparks Network (GGN).
Hanno preso parte all’incontro anche Arthur Sà, presidente del GGN, e Nickolas Zouros, segretario generale dell’Executive Board, collegati in videoconferenza dalla Grecia. I vertici del Parco Geominerario hanno avuto modo di illustrare il percorso che l’Ente intende perseguire al fine di presentare il dossier per la sua adesione al GGN.
In proposito hanno annunciato che nell’elaborazione del dossier saranno attivamente coinvolti i Ministeri di riferimento, la Regione Autonoma della Sardegna, la Comunità del Parco, i Comuni che già fanno parte della rete del Parco Geominerario e quelli che entreranno successivamente oltre a tutti gli stakeholders della Sardegna.
Attraverso l’istituzione formale di un tavolo di consultazione e lavoro permanente si darà avvio a una serie di incontri con le istituzioni e le comunità di territori allo scopo di illustrare al meglio il progetto volto a riportare il Parco nel più alto consesso internazionale.
Didascalie foto
1 – I partecipanti all’incontro tenutosi presso la fortezza di Mont’Alfonso a Castelnuovo di Garfagnana, una delle sedi del Parco Regionale della Alpi Apuane (Foto PGSAS)
2 – Il Commissario straordinario Roberto Curreli illustra il percorso che l’Ente intende perseguire al fine di presentare il dossier per la sua adesione al GGN (Foto Fabrizio Atzori PGSAS)
3 – I lavori in videoconferenza con i vertici del GGN (Foto Fabrizio Atzori PGSAS).

L’Associazione culturale Cuprum di Gadoni, in collaborazione con l’Associazione Amici della Miniera di Carbonia, presenta, lunedì 15 giugno dalle 17.30 nella Sala EuralCoop, in piazza Marmilla a Carbonia, il libro “Funtana Raminosa. Erranti per le lente gallerie smarriti nell’oblio” curato da Gabriele Calvisi.

L’incontro, moderato dal giornalista de L’Unione Sarda, Marco Corrias, prevede gli interventi di Salvatore Cherchi, ingegnere minerario, già parlamentare di riferimento per le politiche industriali e minerarie nazionali e autore di un testo del libro; di Enrico Contini, già responsabile del laboratorio chimico di Igea; di  Roberto Curreli, geologo, commissario straordinario del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna; di Andreano Madeddu, perito minerario, leader del sindacato dei minatori, già direttore Api Sarda, autore di un testo del libro; Giorgia Meli, avvocata, assessora alla cultura del  Comune di Carbonia; Ennio Meloni, poeta e scrittore, Francesco Moro, minatore, presidente dell’Associazione culturale Cuprum;  Sandro Putzolu, ingegnere minerario, già direttore di numerose miniere sarde, autore di un testo del libro;  Gian Matteo Sabiu, ingegnere, vice presidente dell’Associazione degli Amici della Miniera, Francesco Sanna, avvocato, già parlamentare, presidente della innovativa AMA, A Meras Annos srl; Gianni Sini, ingegnere minerario già direttore della miniera di Funtana Raminosa e del gruppo Nord delle miniere Samim.

Dopo il dibattito, in cui sarà ricordata la figura di Lorenzo Musso, ingegnere minerario, capo della Divisione mineraria della Samim, saranno trattati, tra gli altri, i temi della memoria mineraria; il recupero del valore con le attività di bonifiche delle discariche minerarie e metallurgiche, il ruolo del Parco Geominerario della Sardegna, il presente e il futuro tecnologico, industriale delle attività innovative insediate nelle infrastrutture minerarie, è previsto l’intervento conclusivo di Emanuele Cani, assessore regionale all’Industria.

Il libro è l’esito di un lungo periodo di riprese fotografiche, di raccolta ed elaborazione di immagini e di testi, tra il 2022 e il 2024, per la miniera di Funtana Raminosa, sita nel territorio del Comune di Gadoni nella Barbagia di Belvì in provincia di Nuoro.

È un volume di fotografie e di parole che ha impegnato minatori e lavoratrici di diverse generazioni e i protagonisti degli ultimi cinquanta anni della storia politica, economica e sociale dell’industria mineraria nazionale. Si tratta di un atto di testimonianza, di auto-riconoscimento del vissuto minerario, politico, sociale e culturale, rintracciando i frammentati ricordi degli ultimi anni della miniera per trovare nel presente un senso del passato.

Mostra e racconta i paesaggi, i volti, gli sguardi, i segni di ciò che è rimasto di quella storia plurisecolare. Raccoglie le ultime testimonianze, affettuose, poetiche, sconsolate, cariche di indefinita fiducia e riconoscenza.  Registra gli innamorati ricordi, i frammenti di storie individuali e collettive, vissute nella miniera e nelle comunità che, improvvisamente, hanno subìto, forse in maggior misura che altrove, le traiettorie del declino, le distanze dell’abbandono, il tradimento delle promesse.

Il libro è composto da 280 pagine, 190 fotografie a colori e 37 pagine di scritti, ha un formato 21x 24 cm, una copertina in brossura e una sovra copertina, è stato pubblicato da Isolapalma della Grafiche Ghiani e stampato dalla Grafiche Zanini di Anzola dell’Emilia a settembre 2025.

Le fotografie sono di Gabriele Calvisi e Roberto Deidda. I testi di Matteo Cara, Salvatore Cherchi, Giovanni Dettori, Andreano Madeddu, Giambattista Novella e Sandro Putzolu. Hanno collaborato Sandro Boi, Miriam Deidda, Mario Deligia, Ginetto Melis, Francesco Moro e Gianni Porru.

La pubblicazione del libro è stata sostenuta dalla Fondazione di Sardegna. Ha il patrocinio gratuito della Regione Autonoma della Sardegna, della Provincia di Nuoro, del Comune di Gadoni e della società Igea SpA-Interventi geo ambientali.

 

Il sindaco Mauro Usai e l’assessora della Cultura Carlotta Scema hanno presentato stamane alla stampa, nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella sala riunioni del Centro direzionale di via Isonzo, la candidatura di Iglesias a Capitale italiana del Libro 2027 con il progetto “Iglesias, il Libro nel Mediterraneo”. Hanno partecipato alla conferenza stampa, Maurizio Cristella, direttore artistico della Fiera del libro di Iglesias,; Roberto Curreli, presidente del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, uno degli enti sostenitori del progetto; Alberto Francu, presidente della commissione Cultura del comune di Iglesias.

Si tratta di un percorso costruito insieme a Comuni, istituzioni, scuole, biblioteche, associazioni e realtà culturali del Sulcis Iglesiente, con l’obiettivo di lasciare un’eredità concreta e duratura. Cuore del progetto saranno gli Stati Generali dell’Editoria e la nascita dell’Istituto Mediterraneo per il Libro e la Lettura, che sorgerà negli spazi della Biblioteca Comunale Nicolò Canelles, per fare di Iglesias un punto di riferimento nazionale e mediterraneo per la cultura del libro.

Nel 2027 ricorreranno i 700 anni del Breve di Villa di Chiesa, una delle più importanti testimonianze normative medievali della Sardegna: un legame profondo tra memoria, scrittura e futuro.

I Comuni candidati sono 31, i primi 10 entreranno in finale a fine giugno e verranno presentati al ministero della Cultura. Tra loro scaturirà il vincitore a fine luglio. Oltre 250 iniziative accompagneranno questo percorso tra incontri, letture, attività educative ed eventi diffusi sul territorio.

Vediamo le interviste realizzate stamane con l’assessora della Cultura del comune di Iglesias Carlotta Scema e il direttore artistico della Fiera del libro di Iglesias Maurizio Cristella.

Carlotta Scema Maurizio Cristella

#CIDL #CIDL2027 #MIC

 

 

 

Cultura, spettacolo e scoperta del territorio caratterizzeranno il prossimo fine settimana di Nuxis, sabato 16 maggio 2026 e domenica 17, con 3 eventi.
Alle ore 10.00 di sabato avrà inizio la 3ª edizione di Monumenti aperti. I siti nei quali gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado del paese faranno da guida sono due. In località Tattinu – non molto lontano dal pozzo sacro nuragico che nel suo genere presenta caratteristiche uniche, come ha messo in evidenza nei suoi studi l’archeologo e divulgatore scientifico Nicola Dessì, in quanto vi sono ben due lastre pseudo architravi che non sono presenti negli altri pozzi sacri nuragici della Sardegna – sarà visitabile la chiesa campestre di Sant’Elia, risalente all’epoca bizantina e caratterizzata dalla pianta a croce greca.
Il secondo sito è situato dalla parte opposta del paese, presso Acquacadda, in località Sa Marchesa, dove sarà possibile ammirare la grotta oggetto di importanti scavi archeologici e riconosciuta geosito di interesse nazionale dall’ISPRA. Oltre alla grotta, a Sa Marchesa si può visitare il museo allestito dal locale Speleo Club, in cui sono esposte diverse collezioni: tra le più ragguardevoli vi è la collezione di calchi di teschi che testimoniano il processo evolutivo di ominazione, da Australopithecus a Homo sapiens; ivi, inoltre, è presente una ricchissima raccolta di rocce e minerali, interessanti sotto il profilo geologico ed estetico, per la varietà delle strutture e dei colori.
Siamo soliti pensare alla Sardegna come a una terra in cui le uniche attività produttive siano state l’agricoltura e l’allevamento. Dal XIX secolo si è avuto, invece, nel Sulcis, un importante sviluppo dell’industria mineraria con l’estrazione, lavorazione e fusione dei metalli, come ha messo in evidenza il professor Roberto Curreli, geologo, speleologo e commissario straordinario del Parco Geominerario – nel suo libro Storia geomineraria della Sardegna. Anche il territorio di Acquacadda ne è stato protagonista con un sottosuolo da cui, dal 1891, si estraevano piombo, zinco e rame (vedi foto allegate).

Sempre a Sa Marchesa, alle ore 19.00, si terrà il concerto della OMA Big Band, l’orchestra costituita da numerosi musicisti sulcitani che eseguono grandi successi nazionali e internazionali sotto la direzione del maestro Paolo De Liso. L’evento è stato voluto fortemente dall’Amministrazione comunale per ricordare l’assessore Dario Melis, ad un anno dalla tragica scomparsa.

Domenica 17 è in programma il Tamara Day 3, evento organizzato dall’ASD Full Metal Bike, che ha preparato due percorsi: uno lungo, di 25 km, con 900 metri di dislivello; uno corto, di 20 km, con 400 metri di dislivello. Proseguirà, inoltre, Monumenti aperti e presso i locali di Sa Marchesa sarà visitabile un erbario della flora di Nuxis, costituito da una cinquantina di piante, realizzato tanti anni fa dalla professoressa Anna Maria Caterina Pirosu, biologa e naturalista, per l’esame universitario di Botanica Sistematica.
Gli ingressi per Monumenti aperti e per il concerto della OMA Big Band sono gratuiti, mentre per partecipare alle escursioni in mountain bike bisogna contattare i numeri di Barbara: 3488290995, Manuel: 3469517978 o Simone: 3792910890.
Simona Pirosu

L’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha istituito ufficialmente con decreto n. 10/2026, ai sensi della L.R. 31/1989, il Monumento Naturale “Grotta di Acquacadda – Su Montixeddu”. Si tratta di un riconoscimento straordinario per il lavoro di recupero e valorizzazione del sito portato avanti da alcuni lustri dallo Speleo Club di Nuxis guidato fino ad alcuni mesi fa dal presidente Roberto Curreli, oggi commissario straordinario del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, d’intesa con il comune di Nuxis e con l’Università degli studi di Cagliari, rappresentata dal professor Riccardo Cicilloni, docente e ricercatore di Preistoria e Protostoria presso il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali, dal 2 settembre 2019 direttore scientifico della campagna di scavi archeologici nella grotta di Acquacadda e dal 31 luglio 2025 cittadino onorario di Nuxis.

«Un grande traguardo per la comunità di Nuxisha detto il sindaco, Romeo Ghilleri l’istituzione del Monumento Naturale “Grotta di Acquacadda – Su Montixeddu” riconosce il grande valore naturalistico, scientifico e culturale del sito Grotta Acquacadda – Sa Marchesa. Un sentito ringraziamento va alla Regione Autonoma della Sardegna e all’assessorato della Difesa dell’Ambiente per l’attenzione, il sostegno e l’impegno dimostrati nella tutela e valorizzazione del nostro patrimonio naturale. Un risultato importante frutto della collaborazione tra l’Amministrazione comunale, l’associazione Speleo Club Nuxis e l’Università degli Studi di Cagliari, con il contributo scientifico del professor Riccardo Cicilloni – ha concluso Romeo Ghilleri, che ha seguito da vicino il percorso di valorizzazione del sito, con al suo fianco l’assessore Damiano Cani -. Un riconoscimento che rafforza la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio naturale e che rappresenta una grande opportunità di crescita per il territorio, soprattutto dal punto di vista turistico e culturale. Continuiamo a lavorare insieme per valorizzare le nostre bellezze e il nostro paese, che merita sempre il meglio.»

«La grotta di Acquacadda ha ottenuto un altro importante riconoscimento dopo quello dell’ISPRA come geosito d’interesse nazionale, anche quello decretato dall’assessora dell’Ambiente come Monumento Naturale in base alla L.R. 31/89ha commentato Roberto Curreli -. Logicamente in base al ruolo che attualmente ricopro i siti del Parco Geominerario per me sono tutti importanti ma a questo, come credo sia facilmente comprensibile, tengo particolarmente, perché l’ho visto nascere e ne ho seguito l’evoluzione.»
Giampaolo Cirronis

Il Commissario Straordinario del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, Roberto Curreli, oggi ha siglato due importanti Convenzioni nell’intento di rafforzare la collaborazione del Parco Geominerario con le amministrazioni locali su temi culturali e di valorizzazione territoriale.
La prima convenzione, siglata con Laura Cappelli, sindaca di Buggerru, è finalizzata all’esecuzione di un intervento di riqualificazione da realizzarsi nella zona del centro storico dove si consumò il tragico eccidio del 4 settembre 1904.
Il secondo accordo, stretto con Gianluigi Loru, sindaco di Perdaxius, riguarda la prosecuzione dei lavori di scavo e valorizzazione dell’area archeologica del Nuraghe Camboni.
Al termine dell’incontro, il Commissario Straordinario ha sottolineato come le due convenzioni rappresentino un passo importante nella strategia di supporto concreto ai territori, sia dal punto di vista della promozione turistica che da quello della ricerca scientifica e della salvaguardia dei beni storici e archeologici, senza trascurare le rinnovate opportunità offerte al sistema imprenditoriale locale.
Le convenzioni sono immediatamente operative e accessibili sull’Albo Pretorio del Parco Geominerario.