16 May, 2022
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A distanza di tre settimane dall’incontro svoltosi nella sede Area di Carbonia con l’assessore regionale dei Lavori pubblici, Roberto Frongia, e di una settimana dall’insediamento del nuovo responsabile della sede Area cittadina ing. Sebastiano Bitti, mercoledì 1° luglio, nella sala polifunzionale di piazza Roma, l’Amministrazione comunale di Carbonia ed i dirigenti di AREA incontreranno gli utenti inseriti nelle graduatorie del programma ERP, che prevede l’assegnazione di 45 alloggi in via Suor Anna Lucia Piredda (tra via Roux e via Ogliastra) nella lottizzazione già inaugurata nell’agosto del 2018 con l’assegnazione dei primi 15 appartamenti sui 60 totali.
«Dopo il rinvio forzato delle assegnazioni – dovuto all’epidemia Coronavirus – e le numerose interlocuzioni che abbiamo avviato con AREA, si sblocca finalmente una situazione che consentirà a 45 famiglie della nostra città di poter avere una casa. Si tratta di un passo avanti in un territorio comunale caratterizzato da una forte domanda di abitazioni», ha detto il sindaco di Carbonia, Paola Massidda.

«Sono varie le modalità attraverso le quali si può usufruire degli appartamenti: in locazione permanente; in locazione per almeno 8 anni con proprietà differita; in locazione a termine per almeno 15 anni», ha specificato l’assessore alle Politiche della Casa, Valerio Piria.

 La convocazione dei cittadini inseriti in graduatoria avverrà in tre scaglioni al fine di evitare la formazione di assembramenti:

Ore 9.00: utenti in graduatoria per locazione permanente: 10 appartamenti disponibili;

Ore 10.30: utenti locazione minima di 8 anni con proprietà differita: 17 appartamenti disponibili;

Ore 12: utenti locazione minima di 15 anni con possibile acquisto, 17 appartamenti disponibili.

Sono stati pertanto contattati personalmente e convocati in presenza un numero di cittadini idoneo ad assicurare l’assegnazione di tutti gli alloggi disponibili.

Tutti coloro che sono inseriti nelle graduatorie in successione e volessero seguire la riunione da remoto possono collegarsi alla sala consiliare secondo mediante l’applicativo informatico Cisco Webex Meetings seguendo le istruzioni tecniche di seguito indicate e digitando il codice 145 806 414.

Iscrizione:
connettersi al sito : 
https://cart.webex.com/create-trial
• inserire il proprio indirizzo email (essere sicuri di avere l’accesso perché servirà per generare la password per attivare o partecipare al meeting)
• cliccare sul tasto SignUp
• Entrare nella propria email e confermare l’iscrizione generando la password.

Scaricare l’App:
• connettersi al sito (per scaricare app desktop o app mobile): 
https://meetingsemea3.webex.com/…/meetin…/dashboard/download
• cliccare sul tasto (per app sul pc) “scarica” posto sotto l’indicazione “App desktop Cisco Webex Meetings”
• cliccare sul tasto (per app sul cellulare) “google Play” sotto l’indicazione “App Mobile” naturalmente utilizzando il cellulare (Android)
• o installarlo direttamente sul cellulare da Google Play cercando “Cisco Webex Meetings”
• Una volta installata l’App avviarla, inserire user (indirizzo email precedentemente inserito) e relativa password (precedentemente generata dalla mail) e scegliere se avviare o partecipare ad un meeting.

Una volta avviata l’App:
• per avviare un meeting cliccare sul tasto “avvia una riunione”;
• una volta avviata cercare in alto a destra (un cerchietto nero che diventa blu passandoci sopra con il mouse) con l’indicazione “informazioni sulla riunione”, cliccarci sopra e cercare “codice di accesso”, prendere nota del numero che dovrà essere inserito sotto “accedi a riunione” nel campo “Inserisci informazioni riunione”
• per accedere, digitare il codice 145 806 414, si può anche utilizzare il link : 
https://globalpage-prod.webex.com/join che permette anche di scaricare ed installare l’app.

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«L’assessore Roberto Frongia intervenga per garantire ai cittadini un servizio idrico efficiente e a costi contenuti.»
A chiederlo, in un’interrogazione, è la consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle, Desirè Manca, che chiama nuovamente in causa Abbanoa. «Da tempo immemore queste le parole di Desirè Manca l’assenza di diverse figure apicali, sia tecniche che amministrative, è stata individuata come una delle principali cause dei gravi ritardi nel completamento delle opere idriche affidate ad Abbanoa. Se poi consideriamo i continui cambi al vertice dei Responsabili Unici del Procedimento e la mancata rotazione nell’affidamento degli incarichi, otteniamo il quadro completo di inefficienze che continuano a manifestarsi in termini di spreco di risorse nella gestione ordinaria.»
L’esponente pentastellata cita anche «i cospicui finanziamenti per la realizzazione degli interventi sulle reti maaggiunge Desirè Manca – tuttavia risulta che sino allo scorso settembre addirittura il 90 per cento dei fondi CIPE ricevuti non fosse stato speso e che gran parte degli interventi si fossero arenati nella fase di progettazione o nelle fasi immediatamente successive. Per un ammontare di oltre 357 milioni di euro bloccati.»
«L’amministratore unico ed il direttore generale di Abbanoa ha proseguito Desirè Manca addebitavano i ritardi nella spesa dei fondi alla carenza di personale qualificato e a una qualità progettuale spesso scarsa, dichiarando inoltre di aver posto rimedio attraverso l’avvio di diverse selezioni di personale per le figure di responsabile unico del procedimento e assistente. Eppure, nonostante le promesse, a settembre risultavano in servizio soltanto 32 persone delle 48 persone contrattualizzate, nonostante ne fossero previste 71.»
«Chiedo quindi all’assessore Roberto Frongiaha concluso Desirè Manca quali siano gli indirizzi che l’assemblea dei soci abbia impartito al nuovo consiglio di amministrazione insediatosi di recente per la messa in atto della riorganizzazione della società. Chiedo quali iniziative intenda intraprendere per garantire la tempestiva realizzazione delle opere delegate al Gestore idrico e la realizzazione del previsto programma Gare 2020. Alla luce delle gravi carenze organizzative, inoltre, chiedo che la Regione valuti l’opportunità di dotare Abbanoa di un organico fisso da impiegare nei ruoli di responsabilità e, se non ritenga utile incentivare i dipendenti che ricoprono incarichi professionali specifici, che invece troppo spesso hanno preferito dare le dimissioni per cercare condizioni lavorative migliori.»
A.C.

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L’efficientamento nella gestione dell’acqua in Sardegna è stata al centro dell’incontro tra l’assessore regionale dei Lavori pubblici, Roberto Frongia, ed il commissario di Enas, Alberto Piras.

«Ho chiesto al commissario di Enas efficienza nella spesa dal punto di vista dei progetti ed efficacia nella gestione delle opereha detto l’assessore dei Lavori pubblici Roberto Frongia -. L’acqua, essendo una risorsa limitata e un diritto fondamentale, è un patrimonio da tutelare. La gestione della risorsa e delle infrastrutture idrauliche è per la nostra regione di fondamentale importanza e deve essere portata avanti secondo criteri di efficacia, efficienze ed economicità, per questo metteremo in pratica tutte quelle azioni finalizzate a rendere efficiente l’Enas, anche in termini di dialogo fruttuoso con gli altri soggetti coinvolti come i Consorzi di bonifica, Consorzi Industriali e Abbanoa.»

E’ stata condivisa la necessità di incrementare la dotazione del personale impiegato nelle 30 dighe gestite da Enas: «Abbiamo recepito l’esigenza espressa di apportare forze di lavoro all’interno dell’Ente, in particolare riteniamo indispensabile favorire l’ingresso di quelle professionalità ritenute strategiche nella gestione delle dighe», ha spiegato Roberto Frongia.

Per quanto riguarda le dighe oggetto di richiesta di Commissariamento, l’assessorato dei Lavori pubblici è in attesa che la Presidenza del Consiglio dei ministri accolga la richiesta della Sardegna di sottoporre a gestione commissariale 6 opere (due in capo ad Abbanoa e 4 in capo ad Enas) che necessitano di interventi urgenti.

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La Giunta regionale ha stanziato i fondi per il ripristino del collegamento viario tra l’area dei parcheggi di Fontanamare, in territorio di Gonnesa, e la SP 83. La misura approvata ieri dall’Esecutivo regionale su proposta dell’assessore dei Lavori pubblici, Roberto Frongia, grazie ad una dotazione di 300mila euro, consentirà al comune di Gonnesa di ricostruire le opere stradali e si inserisce nel progetto più ampio di ricostruzione del ponte crollato lo scorso 2 aprile (e dei collegamenti ad esso legati).

«Si tratta di una misura attesa, frutto del lavoro di questi mesi, culminato nell’individuazione delle soluzioni utili per consentire nuovamente a una zona di fruire in sicurezza del diritto alla balneazionespiega l’assessore dei Lavori pubblici, Roberto Frongia –. Nelle scorse settimane insieme ai tecnici dell’Assessorato ho verificato lo stato delle opere. Al sopralluogo hanno fatto seguito le interlocuzioni con i soggetti interessati (comune di Gonnesa, Igea, provincia del Sud Sardegna) con l’obiettivo di arrivare ad una soluzione in tempi brevi. Il ripristino del ponte e dei collegamenti ad esso legati sono fondamentali per garantire la percorribilità di una delle spiagge più importanti del Sulcis Iglesiente.»

L’assessore dei Lavori pubblici aveva visitato l’area del ponte crollato il 26 maggio e in quella occasione si era impegnato a dare risposte immediate. Tre giorni dopo si è svolta la videoconferenza per disegnare il perimetro degli interventi.

Il ponte crollato qualche mese fa mette in comunicazione la spiaggia di Fontanamare al parcheggio della spiaggia del Sulcis Iglesiente ed è considerata un’opera strategica per il territorio.

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Si è svolto questa mattina il sopralluogo dell’assessore dei Lavori pubblici Roberto Frongia, accompagnato dal commissario regionale Roberto Neroni, presso gli uffici dell’azienda regionale per l’edilizia abitativa, Area, a Carbonia. «Iniziano oggi una serie di visite presso le sedi territoriali di Area propedeutiche alla riorganizzazione più generale dell’Agenzia a cui stiamo lavorando», ha detto l’assessore all’indomani dell’incontro tra il Commissario regionale ed i rappresentanti politici, delle professioni e delle associazioni di Carbonia, avvenuto appunto ieri, e considerato importante dall’esponente della Giunta.
Roberto Frongia ha assicurato la volontà di intervenire per rendere efficiente l’Agenzia: «L’obiettivo resta quello di imprimere una forte accelerazione sulle modalità di assegnazione degli alloggi e sulle manutenzioni degli stabili Area ha le risorse per poterlo fare, ma necessita di una riorganizzazione e di un apporto di personale al proprio interno. La riorganizzazione a cui stiamo lavorando porterà efficacia nell’azione dell’Agenzia».
Poco prima dell’emergenza Covid, presso l’assessorato dei Lavori pubblici, era stato avviato il tavolo tecnico per la modifica della legge regionale che disciplina le assegnazioni e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, la legge regionale 13 del 1989, in vigore a distanza di oltre 30 anni dalla sua emanazione. L’iter di revisione riprenderà in queste settimane e – ispirandosi a criteri di equità sociale, chiarezza normativa e semplificazione amministrativa – dovrà ridisegnare le funzioni dei vari soggetti interessati (Regione, Comuni e Azienda regionale per l’edilizia abitativa, Area) e migliorare i diversi procedimenti che vanno dalla predisposizione delle graduatorie alla decadenza dell’assegnazione, alla mobilità, fino alla determinazione del canone.

L’assessore ed il commissario hanno incontrato il sindaco di Carbonia Paola Massidda e gli assessori Gian Luca Lai e Luca Caschili. L’incontro era stato chiesto da un comitato spontaneo che stamane ha portato nella sede di via Angioy circa 200 persone che chiedono la piena operatività della sede Area di Carbonia e la nomina di un responsabile zonale, in una città, Carbonia, nella quale è presente uno straordinario patrimonio di Area.

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«La bocciatura del progetto del ponte di Sant’Antioco è la bocciatura anche di una visione politica dello sviluppo economico e infrastrutturale del territorio che deve essere necessariamente rimessa in discussione.»

Lo scrive, in una nota, il gruppo della Lega in Consiglio regionale, secondo il quale «il Piano Sulcis avrebbe dovuto garantire il rilancio di un territorio in forte crisi socioeconomica ma non è riuscito nel suo intento e anzi, con il tempo è apparso sempre più nebuloso e non all’altezza delle aspettative tagliando progressivamente fuori i Comuni dai processi di pianificazione territoriale. Obiettivi mancati sia per quanto attiene il risanamento ambientale sia per quanto attiene il rilancio dell’intero territorio per non parlare dei risultati in merito alla risposta occupazionale praticamente nulli».

«Stamane ho avuto un lungo incontro con l’assessore regionale ai lavori pubblici Roberto Frongia in relazione sia alla questione del ponte di Sant’Antioco e sulle azioni messe in campo dalla Regione per far si che i fondi restino a disposizione del territoriodice il consigliere regionale Michele Ennas -. Abbiamo discusso per quanto attiene la parte delle infrastrutture e la rimodulazione dei fondi disponibili per la quale la Regione tramite l’assessorato sta conducendo un confronto con gli attori locali. Solo con il coinvolgimento e con l’unità territoriale si potranno ottenere risultati tangibili e positivi.»

«Come Lega abbiamo richiesto un incontro al presidente Christian Solinas che avverrà nei prossimi giorni per affrontare tra le altre cose anche la questione del Piano Sulcis dice Michele Ennas. In particolare per quanto attiene alcuni progetti in attesa di essere portati a termine come il riutilizzo dei fondi della Zona Franca Urbana del Sulcis Iglesiente. Attività per la quale abbiamo coinvolto anche i parlamentari della LEGA e che richiede una forte interlocuzione con il governo. Abbiamo proposto al presidente della Regione di richiedere al MISE l’immediato utilizzo delle risorse rinvenienti dalle rinunce, circa 6 milioni di euro, e l’istituzione di una Unità regionale per la gestione dei bandi e progetti sospesi. Per la Zona Franca del porto di Portovesme ho inviato una lettera al presidente della III Commissione (Bilancio) in Consiglio regionale per chiedere la convocazione del Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale. Come maggioranza vogliamo lavorare all’avvio delle zone franche dei porti della nostra Isola.»

«Sul tema delle bonifiche ambientali e recupero dei siti minerari – aggiunge Michele Ennas i risultati non sono quelli attesi. Alcuni progetti importanti si sono bloccati in accordi di programma inapplicabili o da cui di volta in volta si è sfilato qualche ente andando avanti con lo scarica barile. Si pensi al caso della Laveria Lamarmora di Nebida, autentico gioiello abbandonato a se stesso.»

«Assieme al presidente Christian Solinas c’è la volontà di condividere un percorso di riscrittura del piano Sulcis. E’ un tema che riteniamo centrale nella discussione dello sviluppo di tutta la Sardegna e per questo stiamo presentando una mozione affinché il tema venga trattato in consiglio Regionaleconclude il gruppo della Lega -. La questione non è solo legata alla istituzione di una cabina di regia che solo formalmente appare risolutiva ma che nei fatti si è dimostrata inconcludente ma piuttosto a cambiare completamente approccio e linee di azione, per uno sviluppo funzionale alle esigenze del territorio del Sulcis Iglesiente.»

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Tre interrogazioni rivolte al presidente della Regione Christian Solinas, all’assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio, Giuseppe Fasolino, e a quello dei Lavori pubblici Roberto Frongia, sono state presentate questa mattina dai consiglieri regionali Fabio Usai, Franco Mula, Nanni Lancioni, Piero Maieli, Giovanni Satta, Stefano Schirru, per chiedere delucidazioni sullo stato di attuazione, la rimodulazione ed il rifinanziamento della dote finanziaria e la governance, del Piano Sulcis, sottoscritto alla Grande Miniera di Serbariu il 13 novembre 2012, con la firma di un protocollo d’intesa fra la Regione Sardegna, ministero dello Sviluppo economico, ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ministero per la Coesione territoriale, provincia di Carbonia Iglesias e relativi Comuni, per rilanciare l’infrastrutturazione e l’economia del Sulcis Iglesiente, perseguendo anche nuovi modelli di sviluppo, dopo i drammatici anni della deindustrializzazione nel Polo industriale di Portovesme e la conseguente gravissima crisi economica e sociale.
Un ingente investimento di oltre 800 milioni di euro di fondi pubblici, suddivisi fra CIPE (grazie anche alla rimodulazione di fondi europei), Stato e Regione, che negli anni ha permesso l’introduzione della fiscalità di vantaggio, la sottoscrizione di contratti di programma in ambito industriale, l’avvio di progetti di infrastrutturazione e bonifica del territorio ed il finanziamento di nuove opportunità di sviluppo imprenditoriale negli ambiti turistico e agroalimentare.
Secondo l’on. Fabio Usai, primo firmatario delle interrogazioni, «inspiegabilmente dal 2019 nessun bando è stato più prorogato, ideato ed indetto e nemmeno si comprende bene come sia attualmente strutturata la governance che ne dovrebbe favorire l’attuazione».
«Fra gli obiettivi della nostra interrogazione c’è quello di comprendere come mai i progetti e bandi del Piano Sulcis abbiano subito se non un’interruzione quantomeno un rallentamento da un anno a questa partespiega Fabio Usai -. Alcuni dei bandi indirizzati ai settori turistico e agroalimentare, ossia quelli che in passato apparivano maggiormente promettenti sul piano economico e fortemente bisognosi di sostegno in questo momento, si sarebbero potuti prorogare per favorire la creazione di nuova imprenditorialità e il sostegno di quella esistente in questi settori. Non si capisce come mai questo non sia accaduto o perché non si provveda a idearne degli altri, vista anche l’opportunità garantita dalle risorse economiche non ancora spese rispetto alla dote finanziaria originale.»
Identico discorso per la fiscalità di vantaggio, che potrebbe essere ancora un valido strumento per agire sulla competitività delle imprese e per contribuire a lenire le diseconomie insite nel territorio.
«Anche sulla fiscalità di vantaggio – aggiunge Fabio Usai -, abbiamo chiesto lumi alla Giunta per capire quante delle risorse non spese rispetto alla iniziale dote di 124,5 milioni di euro potrebbero essere immediatamente recuperate e rimodulate a favore delle imprese potenzialmente beneficiarie. Ad esempio potrebbero esserci 6 milioni di euro utilizzabili per questo scopo fra le risorse recuperate fra i soggetti beneficiari che non avevano i requisiti per godere del bonus fiscale. Ma sarebbero anche altre le risorse che, tramite un provvedimento legislativo ad hoc, potrebbero essere destinate a tale uso. In ogni caso lo strumento della fiscalità di vantaggio meriterebbe di essere rifinanziato e potenziato per consentire al Sulcis Iglesiente, ancora oggi uno dei territori più poveri e sottosviluppati del Paese, di poter uscire dall’arretratezza economica e sociale in cui è piombato dopo anni di grave crisi.»
«Per rilanciare il “Piano Sulcis”conclude il consigliere regionale sardista -, è necessario ristabilire una “cabina di regia” funzionante e direttamente rispondente alle esigenze del territorio, con l’individuazione chiara dei soggetti che devono avere il ruolo di coordinare e stimolare la sua attuazione. Ma, soprattutto, va fatta chiarezza sulla governance di tutto il sistema per capire quali sono gli organismi deputati all’elaborazione ed all’avvio dei bandi e dei processi di finanziamento delle aziende e dei progetti tramite le linee di credito e gli strumenti previsti dalla legge.»

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«La Regione lavorerà al fianco dell’isola di Sant’Antioco per garantire quelle infrastrutture necessarie affinché l’isola gioiello del Sulcis possa divenire sempre più competitiva e attrattiva. Procederemo verso un corretto utilizzo delle risorse nell’interesse dello sviluppo del territorio.»

Lo ha detto l’assessore dei Lavori pubblici Roberto Frongia al termine dell’incontro con il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci, avvenuto questa mattina presso la sede dell’Assessorato in viale Trento. Al centro dell’incontro l’adeguamento della Strada Statale 126 e in particolare quello che sarà il nuovo collegamento terrestre dell’istmo con l’isola di Sant’Antioco (e la realizzazione della circonvallazione), in alternativa al cosiddetto “Ponte Alto”, unanimemente ritenuto invasivo e non risolutore delle problematiche e per questo oggetto di numerosi pareri contrari, espressi nella Conferenza dei servizi, presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Contro il progetto originario si sono infatti espressi negativamente (oltre alla Soprintendenza Archeologica, gli assessorati dell’Ambiente e degli Enti locali, il Distretto idrografico, Terna Rete Italia, Abbanoa) i Comuni di Sant’Antioco, Perdaxius, Masainas, Villaperuccio, Tratalias, Giba, Domusnovas, Nuxis, Narcao, Santadi, San Giovanni di Suergiu, Carbonia, Sant’Anna Arresi, Portoscuso, Piscinas e Carloforte , con la richiesta di utilizzare le risorse nell’interesse dello sviluppo territoriale ed economico dell’intero Sulcis – settore viabilità.

«Non si può immaginare di migliorare il prodotto turistico dell’isola e del Sulcis senza intervenire sui collegamenti rendendo efficiente la rete e garantendo quello sviluppo economico di cui la zona ha urgentemente bisogno. Per questo ci siamo impegnati a riprogrammare velocemente le risorse, ricominciamo da zero con un intervento coerente con l’adeguamento della 126, avendo ben presente le necessità di Sant’Antioco e l’importanza di colmare quel gap infrastrutturale che ancora interessa la zona», ha spiegato Roberto Frongia. La Regione si è impegnata a seguire gli step del patto Stato-Regione-Anas e a creare, attraverso la riprogrammazione delle risorse, le condizioni necessarie affinché si arrivi a un adeguato livello infrastrutturale che generi sviluppo e crescita, anche in termini turistici, per Sant’Antioco.

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Questa mattina il sndaco di Sant’Antioco Ignazio Locci ha incontrato l’assessore regionale dei Lavori pubblici, Roberto Frongia, unitamente allo staff della Direzione Generale dello stesso Assessorato. Al centro dell’incontro, le opere infrastrutturali S.S. 126- Realizzazione del nuovo collegamento terrestre dell’istmo con l’isola di Sant’Antioco e della circonvallazione di Sant’Antioco, alla luce dell’esito negativo della conferenza di servizi sul progetto denominato “Piano Sulcis S.S. 126 DIR Sud Occidentale Sarda – Realizzazione del nuovo collegamento terrestre dell’istmo con l’Isola di Sant’Antioco e della Circonvallazione di Sant’Antioco”, il quale prevedeva la realizzazione di un ponte cosiddetto “alto”, fortemente impattante, e una circonvallazione per Calasetta, altrettanto impattante. Opere ritenute all’unanimità inutili e dannose dal Consiglio comunale, espressione dei propositi della comunità antiochense.

«Abbiamo aperto la discussione – commenta il sindaco, Ignazio Locci – e si è convenuto di lavorare sulla riprogrammazione delle risorse, al fine di garantire all’isola di Sant’Antioco e all’intero Arcipelago del Sulcis opere infrastrutturali rispettose della volontà di Sant’Antioco e realmente capaci di generare sviluppo e nuova occupazione. Ringraziamo il presidente della Regione Christian Solinas e l’assessore Roberto Frongia per la vicinanza manifestata in questo momento piacevolmente segnato da una proficua collaborazione. Una vicinanza, quella del Governo regionale, fattiva e non soltanto a parole, che si pone l’obiettivo di dare seguito agli atti di pianificazione e programmazione messi in campo dall’Amministrazione comunale di Sant’Antioco. Saremo al fianco della Regione per cogliere la collaborazione dell’Anas, nel solco degli accordi istituzionali già sottoscritti e, nello specifico, il Patto Stato-Regione-Anas sulla realizzazione delle opere destinate a Sant’Antioco e all’Arcipelago cui l’isola appartiene».

 

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«Come Giunta regionale ci siamo dati quale obiettivo quello di completare e adeguare la rete stradale della Sardegna garantendo una viabilità adeguata, efficiente, sicura e capillare. Fino ad ora le risorse stanziate sulle Strade Statali sono state indirizzate prevalentemente all’efficientamento della rete portante del sistema viario della Sardegna che collega i capoluoghi di provincia alle porte di accesso dell’Isola.»

Lo scrive, in un post pubblicato su Facebook, Roberto Frongia, assessore regionale dei Lavori pubblici.

«È tuttavia necessario programmare interventi di adeguamento e di sviluppo di itinerari ritenuti di collegamento delle aree intere o periferiche con le direttrici principaliaggiunge Roberto Frongia -. La trasversale sarda che collegherà Oristano a Tortolì – per la quale ho chiesto ad Anas di avviare la progettazione – rientra tra questi! Personalmente – conclude l’assessore regionale dei Lavori pubblici – ritengo lo sviluppo di questi itinerari sia fondamentale per il superamento delle condizioni di deficit infrastrutturale e per ottenere efficienza, fruibilità e sicurezza della rete viaria, condizione irrinunciabile per garantire un equo e distribuito sviluppo economico della Sardegna.»