18 May, 2022
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Franco Marras, 59 anni, dal 2019 presidente regionale delle ACLI in Sardegna è stato rieletto con 34 voti a favore e 2 astensioni da un consiglio regionale rinnovato per oltre il 50%. Insieme a Mauro Carta, nuovo vicepresidente delegato, Salvatore Sanna e Daniela Masia, saranno i 4 rappresentanti sardi nel Consiglio Nazionale delle Acli che questo venerdì in modalità a distanza, eleggerà la presidenza e la direzione nazionale.

La candidatura di Franco Marras è stata proposta da numerosi dirigenti regionali e rappresenta la prosecuzione di un forte lavoro di rilancio e riorganizzazione dell’associazione e dei suoi servizi che sono stati messi a dura prova dalla pandemia e dalle forti innovazioni legislative degli ultimi anni. Anche nei mesi di lockdown le Acli non hanno mai chiuso ma lo sforzo di innovazione e modernizzazione rappresenta la strada maestra per i prossimi anni.

Il bilancio sociale dell’ultimo anno racconta le Acli sarde come un movimento capace di organizzare quasi 30.000 iscritti tra l’associazione madre e le associazioni specifiche, US Acli, AcliTerra e FAP le più diffuse, e da servizi ogni anno a 100.000 persone nelle 30 sedi associative e dei servizi nell’isola.

Il consiglio regionale eletto in Sardegna da 30 componenti e 7 di diritto, è composto da Silvia Angioi, Antonello Caria, Mauro Carta, Valeria Casu, Gianluca Chelo, Silvia Chelo, Cristian Fancello, Giuseppe Fresu, Carlotta Loi, Stefania Matta, Fabio Meloni, Francesco Micillo, Franca Monni, Domenico Murgioni, Fabiola Nucifora, Giuseppe Pintus, Francesco Pisano, Bastiana Pischedda, Claudia Puddu, Simone Pusceddu, Umberto Ruggiu, Franco Sabatini, Luca Sannio, Fabrizio Satta, Luca Sechi, Brunilde Sini, Luciano Turini, Gianfilippo Veneruso, Giacomo Carta, Salvatore Floris, Daniela Masia, Salvatore Sanna, Benedetta Iannelli (Ipsia), Enrica Orrù (Us Acli) Sebastiano Sanna (Fap Acli). Sono inoltre invitati permanenti in qualità di past president Ottavio Sanna, Silvio Lai e Valter Piscedda.

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Dal prossimo lunedì 9 dicembre, le ACLI di Sassari saranno impegnate nel contrasto alle liste d’attesa in sanità attraverso uno sportello di assistenza diretta alle famiglie che aiuti i cittadini ad ottenere che le prestazioni urgenti siano erogate in 72 ore e quello non urgenti siano erogate entro un mese in caso di visita ed entro 60 giorni in caso di diagnostica strumentale come prescrive la legge.

«Le liste d’attesa, nonostante gli investimenti, annunciati anche recentemente, sono ancora un problema, basta richiamare il dato delle mammografie fissate ad un anno di distanza dalla richiesta, per la prevenzione di patologie importanti delicate come il tumore alla mammella, per il quale é obbligatoria la prevenzione con Risorse dedicate – ha affermato il presidente delle ACLI di Sassari Salvatore Sanna – e sono un problema in particolare nel nord Sardegna e a Sassari dove, come il nostro centro studi, ha dimostrato, la spesa sanitaria sulla diagnostica in convenzione è 8 volte inferiore rispetto al Sud Sardegna. Sono poi ancora troppe le persone che si vedono fissare a 6 mesi, e oltre, una visita oculistica o una risonanza da fare a Cagliari anziché a Sassari o Alghero. Il servizio sanitario deve garantire che le prestazioni siano erogate nella prossimità della residenza e in tempi non superiori a 30 o 60 giorni. Noi vogliamo aiutare – ha concluso il dirigente delle ACLI, – i cittadini ad ottenere questo servizio perché è un preciso diritto ed è dovere del sistema sanitario garantirlo nel pubblico o nel privato.»

Le ACLI di Sassari promuovono lo sportello tramite ACLISalute, un’associazione che aiuta a tutelare il proprio diritto alla salute attraverso il supporto dei servizi delle Acli.

Già attraverso il Patronato e il CAF le ACLI offrono servizi rivolti a famiglie, cittadini, lavoratori e pensionati per accompagnarli nel riconoscimento dei propri diritti nell’ambito della salute e della malattia, in particolare:

  • invalidità civile, cecità civile e sordomutismo
  • indennità di accompagnamento
  • domanda di riconoscimento dello stato di handicap e agevolazioni connesse
  • congedi parentali e per motivi familiari
  • pensioni invalidità INPS, indennizzi e rendite per infortuni sul lavoro
  • Indennizzi e rendite per infortuni sul lavoro e malattie professionali INAIL
  • Prestazioni di sostegno, ReIS e reddito cittadinanza, indennità NASPI,

– Consulenza su prestazioni SSN e riconoscimenti medico legali.

Con ACLISalute si aggiunge uno sportello informativo sulle liste d’attesa che tutela i diritti dei cittadini ad avere la prestazione sanitaria dovuto nei tempi di legge. La legislazione prevede infatti che le prestazioni urgenti siano erogate in 72 ore e quello non urgenti siano erogate entro un mese in caso di visita ed entro 60 giorni in caso di diagnostica strumentale.

ACLISalute aiuta i cittadini ai quali siano stati dati tempi di attesa più elevati e non giustificati ad ottenere la sanità nei tempi giusti attraverso le procedure previste per legge e sconosciute ai più. Infatti le Asl e quindi l’ATS in Sardegna qualora non sia in grado di garantire i tempi previsti deve rimborsare al cittadini che ne abbiano fatto richiesta il rimborso delle prestazione in intremoenia o in privato.

Lo sportello è aperto al mattino dalle 9.00 alle 13.00, dal lunedì al venerdì, presso lo Sportello Sociale delle Acli, in via Roma 128, a Sassari.

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Una riforma complessiva dei Consorzi di Bonifica a partire da una rivisitazione della normativa vigente. E’ la richiesta avanzata da tutti i rappresentanti dei Consorzi della Sardegna sentiti questa mattina dalla Commissione “Attività Produttive” del Consiglio regionale.

«Le modifiche apportate dalla legge 48 del 2018 alla precedente disciplina (legge n.6 del 2008) hanno creato situazioni di confusione che si ripercuotono sui servizi offerti all’agricoltura – ha detto Pietro Zirattu presidente dell’Anbi, l’associazione che riunisce tutti i Consorzi di Bonifica dell’Isola – tra queste il passaggio di competenze nella gestione delle dighe e negli interventi di infrastrutturazione del sistema irriguo. Occorre avere un quadro normativo chiaro. I Consorzi, insieme alle associazioni agricole, hanno elaborato una proposta. Siamo pronti a un confronto con la Regione che permetta di migliorare i servizi in agricoltura.»

Criticità e disagi vengono segnalati da tutti i territori. I presidenti dei Consorzi della Sardegna Meridionale, Nurra, Nord Sardegna, Gallura ed Ogliastra ed il Commissario del Consorzio di Oristano li hanno elencati nel dettaglio alla Commissione presieduta da Piero Maieli. Tra questi la necessità di un’accelerazione nelle procedura per la stabilizzazione dei lavoratori precari, l’esigenza di una congrua dotazione finanziaria per gli interventi di manutenzione straordinaria della rete irrigua, un piano per l’accorpamento e il riordino fondiario.

I presidenti dei Consorzi hanno poi illustrato alcune specifiche situazioni di emergenza.  Come il mancato collaudo dell’impianto per il riutilizzo delle acque reflue a Sassari, opera terminata e mai entrata in funzione. A differenza di quella della Gallura, indicata come esempio virtuoso del riciclo delle acque. Il Consorzio gallurese è pronto a mandare avanti un progetto analogo nella fascia costiera Santa Teresa-Palau, a patto che dalla Regione arrivino i finanziamenti richiesti.

In Ogliastra e nei sub comprensori del Nord Sardegna (Chilivani, Perfugas e Bassa Valle del Coghinas) il principale problema per gli agricoltori è rappresentato dalle difficoltà  di approvvigionamento idrico. Dai Consorzi sono arrivate richieste specifiche: lo sblocco di 5 milioni di euro per ampliare le aree irrigue in Ogliastra nei territori di Cardedu e Barisardo, un intervento di ristrutturazione della diga di Pattada, collaudata per 72 milioni di metri cubi nel 2002 e oggi, a causa di problemi strutturali,  con un invaso autorizzato di appena 34 milioni.

L’operato dei Consorzi, ma questo è un fatto noto da tempo, deve inoltre scontrarsi con l’obsolescenza delle reti irrigue. Gli impianti, costruiti nella stragrande maggioranza dei casi negli anni 50-60, sono ormai arrivati a fine ciclo. I continui interventi di manutenzione costano alla Regione decine di milioni di euro. «Servirebbe un piano straordinario per il rifacimento della rete che però richiederebbe un’ingente quantità di denaro – ha aggiunto Pietro Zirattu – intanto però si potrebbe intervenire per abbattere i costi dell’energia, magari con progetti di utilizzo delle rinnovabili. L’obiettivo finale deve essere sempre quello di dare acqua agli agricoltori a costi accessibili».

Il presidente Piero Maieli, ha assicurato il massimo impegno della Commissione: «E’ nostra intenzione procedere a una riforma complessiva del settore, nelle prossime settimane convocheremo anche i vertici di Enas, dei Distretti irrigui e le associazioni di categoria per ascoltare altri suggerimenti e proposte».

Successivamente la Commissione ha ascoltato anche i rappresentanti dell’associazione dei produttori di carciofi di Ittiri che da tempo lamentano continui disservizi nell’erogazione dell’acqua per i campi.

«La Regione aveva finanziato un intervento di 2,2 milioni di euro su una vecchia condotta del Bidighinzu per l’irrigazione della Valle dei Giunchi, quegli interventi non sono stati ancora portati a termine – ha spiegato il presidente dell’Associazione Salvatore Sanna – la nostra è una zona dove si produce un carciofo di altissima qualità, molto apprezzato nei mercati del Nord Italia. Potremmo produrre di più e meglio ma non possiamo farlo senza certezze.»

Agli agricoltori ha dato rassicurazioni Pietro Zirattu, questa volta nella veste di presidente del Consorzio della Nurra: «I lavori erano stati assegnati a Enas e poi girati al nostro Consorzio. Difficoltà burocratiche hanno impedito finora di portare a termine l’intervento – ha concluso Pietro Zirattu – adesso la situazione si è finalmente sbloccata. Interverremo nei punti critici della condotta per risolvere l’emergenza. Contestualmente presenteremo il progetto  per il rifacimento complessivo dell’infrastruttura idrica. I primi lavori cominceranno al più presto».

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Gianluca Dessì, candidato della lista civica “Villasimius Unita”, è stato confermato sindaco di Villasimius con 1.524 voti, il 65,30%. Battuto nettamente Salvatore Sanna, ex consigliere regionale, ex sindaco per alcuni lustri, candidato della ista civica “Villasimius Bene Comune”, fermatosi a 810 voti, il 34,7%. La lista “Villasimius Unita” ha eletto 8 consiglieri, la lista “Villasimius Bene Comune” 4.

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Se la si misura dal numero delle persone che hanno partecipato, la festa del primo maggio voluta da Acli, Endas e Uisp con Heliogabalus è stata un grande successo.
Oltre 10.000 i cittadini di Sassari che hanno scelto i giardini pubblici per  passare la giornata di riposo dedicata a tutti i lavoratori, per l’animazione dei bambini, per le proposte culturali, per la musica e il teatro, per il cibo a km zero, per le proposte di artigianato.
Riflettere, condividere e ascoltare era il sottotitolo di “Primu Maju, la festa, la lotta” per la prima volta a Sassari dopo l’esperienza degli anni scorsi a Porto Torres con l’inedita alleanza tra Heliogabalus e le associazioni popolari.
«Siamo soddisfatti della riuscita della nostra proposta – hanno detto i presidenti di Acli, Salvatore Sanna, Endas, Andrea Perrone e quello della Uisp, Marco Perra -, volevamo creare le condizioni di un primo maggio antico e per molti verso nuovo e diverso. Dobbiamo ringraziare i volontari che hanno lavorato e gli sponsor e i friens che hanno creduto e sostenuto la festa. Da Verdevita, la società che si occupa di ambiente, Abinsula, la società della new economy di Sassari, il Centro cura e salute di Platamona, che si occupa di prevenzione e diagnosi, il mondo delle feste, Character e FL Comunicazione e poi EP produzione, la Fondazione di Sardegna e il Banco di Sardegna che hanno sostenuto le attività artistiche e culturali. Dobbiamo poi ringraziare, facendogli i nostri più grandi auguri la Dinamo e il suo presidente Stefano Sardara che ci ha consentito la diretta della finale di Eurocup e il comune di Sassari che con il vicesindaco di Sassari Fabio Pinna ha favorito una iniziativa di grande respiro per la città, dopo l’ultimo primo maggio festeggiato all’ippodromo nel 2001.»
Enorme successo per la diretta della Dinamo, un vero palazzetto trasferitosi ai giardini dove la vittoria finale è diventata un festeggiamento collettivo di tutti i presenti.
Due giorni di musica con grandi artisti, culminato con il concerto jazz di Gavino Murgia e Majjd Bekkas alle 19.00, e di Nada che dalle 20.00 alle 22.00 ha sprigionato la sua energia con le sue produzioni più recenti e nel finale alcuni classici del suo repertorio. Molto bene i programmi del martedì, con One Dimentional Man, Apollo Beat e DLewis, e del mercoledì notte da Cinaski, Arrogalla, Angela Colombino, Capovilla, Arawak e Forelock, reduci dalla tournée europea, che si sono alternati sul palco dei giardini.
Molto apprezzate le installazioni artistiche di Antonello Fresu e di Salvatore Masala, il libro scritto a mano è stato il discorso sulla costituzione di Piero Calamandrei che è stato trascritto da oltre 300 persone mentre i quasi 9 minuti di foto degli anni 70 e 80 delle manifestazioni di Sassari è stata molto apprezzata. Nel mezzo il convegno del mattino aperto dal presidente delle Acli che ha presentato la manifestazione e coordinato dal giornalista Antonio Meloni. Molto incisive le parole dei tre relazioni, l’arcivescovo mons. Gian Franco Saba, il prorettore Luca Deidda e il direttore della Fondazione Carlo Mannoni. Le disuguaglianze di istruzione sono quelle che vanno colmate con ogni sforzo da parte di ogni istituzione e ogni associazione, è il punto di partenza diverso con cui si nasce che deve essere colmato.  Molto interessanti le testimonianze a partire da quella di Don Bruno Bignami, direttore nazionale ufficio CEI per i problemi sociali e il lavoro che ha valorizzato l’iniziativa; poi il CEO di Abinsula, Pierluigi Pinna, il CEO di Verdevita Fabrizio Pilo, il direttore EP produzione Paolo Appeddu, il dirigente scolastico Gianfranco Strinna, la portavoce della rete Crescere al Sud Maria Pina Casula.
Al mattino poi l’animazione della Uisp e delle altre associazioni con il tree climbing e la lunga fila dei bimbi per provare a “scalare gli alberi”, i giochi di movimento e i giochi sull’erba, gli antichi giochi sardi e i laboratori di costruzione dei giochi.
Per due giorni hanno potuto mettere in evidenza i loro prodotti gli artigiani sardi del mercatino dell’associazione Kirghisia mentre il cibo di EAT e Buffas e le birre artigianali sarde hanno completato l’esperienza Primu Maju.

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Salvatore Sanna è stato eletto nuovo presidente provinciale delle Acli di Sassari. Ha ottenuto 30 voti su 31 presenti e con una sola scheda bianca riposta nell’urna con tutta probabilità proprio dal neo presidente.

Salvatore Sanna, ha 37 anni, è entrato a far parte delle Acli nel 2008. Dipendente di un istituto bancario è stato eletto consigliere comunale a Sassari nel 2014. Ha ricoperto diversi ruoli nelle Acli: è stato componente del Forum nazionale dei giovani, ha fatto parte della commissione esteri e ha partecipato a numerose iniziative di cooperazione internazionale, l’ultima lo scorso mese di maggio in Tunisia. È stato inoltre vice commissario provinciale delle Acli di Sassari e componente del consiglio regionale dell’associazione di cui è anche segretario con delega alle istituzioni e agli enti locali.

«Per me è un grande onore ed una grande responsabilità guidare le Acli di Sassari dopo la fase di commissariamento gestita in questi tre anni nel migliore dei modi da Antonello Caria – ha detto il neo presidente subito dopo la sua elezione -. Il mio primo obiettivo è lavorare per far ripartire le Acli ma anche per far sì che la nostra associazione si riappropri del nostro territorio. La presenza nelle nostre comunità è sempre stato un tratto distintivo delle Acli e anche nella composizione del consiglio abbiamo cercato di rispettare la geografia rappresentando i diversi centri del sassarese. Con il nuovo consiglio provinciale abbiamo inoltre abbassato sensibilmente l’età media dei componenti.»

«Viviamo un momento sicuramente non facile – ha aggiunto Salvatore Sanna – nel quale anche la politica divide e non riesce a creare quell’unità che invece sarebbe necessaria ed auspicabile. Compito di organizzazioni come la nostra è proprio cercare di unire e di lavorare per progetti e obiettivi comuni. Uniti facciamo bene le Acli e possiamo toglierci tante soddisfazioni. Siamo certi – ha concluso Salvatore Sanna – che se stiamo vicini alle persone e alle famiglie non possiamo sbagliare.»

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E’ stato eletto sabato. all’Hotel Grazia Deledda. il nuovo consiglio direttivo delle Acli di Sassari, al termine di un congresso partecipato che si è svolto all’insegna del confronto, dell’analisi e dell’approfondimento di temi legati alla situazione attuale e allo sviluppo del nostro territorio. Come il Capitale Sociale, oggetto di un interessante studio svolto dallo IARES, l’Istituto delle Acli che si occupa di ricerca e sviluppo. I risultati, illustrati dal direttore e commissario provinciale uscente dell’Associazione Antonello Caria, indicano per il Nord Sardegna una situazione che necessita di interventi e proposte per dare maggiore fiducia e prospettive di crescita ai cittadini. Investire nell’associazionismo ma anche nella connessione tra tutti gli attori e i soggetti della società civile, costruire progetti condivisi. Un primo spunto al dibattito al quale hanno partecipato istituzioni e rappresentanti del terzo settore. Dall’arcivescovo di Sassari monsignor Gianfranco Saba al sindaco di Sassari Nicola Sanna, dal rettore dell’Università Massimo Carpinelli al commissario della provincia Guido Sechi e al presidente della Camera di Commercio Gavino Sini. Tra i presenti, anche il presidente nazionale dell’Acli Roberto Rossini. Da lui un invito prima di tutto a costruire relazioni.

«È terminato un modello di sviluppo economico ma sono cambiati anche i modelli educativi che abbiamo conosciuto – ha detto Roberto Rossini -. Non c’è più una cultura omogenea ed un modello culturale di riferimento. Viviamo un momento di incertezza e non deve stupire se la gente non sa come orientarsi. Per questo dobbiamo avere un pensiero ed una proposta all’altezza della complessità di questi tempi. Dunque, costruire reti è fondamentale per dare prospettive ai nostri giovani. Dobbiamo unire le forze e le intelligenze e creare delle vere e proprie alleanze. Credo nell’intelligenza collettiva e se vogliamo uscire dalla situazione attuale possiamo farlo solo con il contributo di più agenti e di più soggetti. E a questo proposito anche le Acli tocca avere un ruolo e dare il proprio contributo.»

A far gli onori di casa il presidente regionale delle Acli Franco Marras. Tra gli interventi più attesi quello di Salvatore Sanna, vice commissario uscente e tra i più accreditati per il ruolo di presidente provinciale nell’elezione che avverrà nei prossimi giorni da parte del nuovo consiglio direttivo.

«È giunto il momento di rilanciare le Acli con nuovo vigore, ma con lo stesso spirito Aclista, occorre una nuova spinta mantenendo i nostri valori – ha detto Salvatore Sanna –Noi siamo una organizzazione che deve tornare a dare dignità nelle persone. Dobbiamo essere promotori di Welfare e dobbiamo essere presenti laddove lo stato non arriva perché abbiamo ancora peculiarità che le altre organizzazioni hanno perduto. Sfruttiamole per aiutare il prossimo e per crescere insieme. Ciò che vogliamo proporre è lo sviluppo di capitale sociale nei quartieri meno fortunati di Sassari offrendo i servizi che una famiglia benestante offre per i propri figli. Corsi di lingua italiana, lingua inglese, manualità, percorsi sportivi, parte formativa, solo per fare qualche esempio. Ma le Acli non devono guardare solo a questo territorio ma bisogna avere attenzione anche al contesto regionale e a quello nazionale. Dobbiamo avere sempre più consapevolezza del contesto dove viviamo, non solo della nostra Provincia, ma dobbiamo essere consapevoli e protagonisti in una Italia che cambia e in una Europa grande, moderna ma allo stesso tempo instabile, con molti timori e paure per le governance che si stanno manifestando in tutto il continente. Non possiamo permettere che la superficialità e il populismo risiedano nella nostra organizzazione. Non si può pensare un mondo senza integrazione di popoli, di culture e di colori della pelle. Le Acli sono chiaramente sostenitrici delle parole del sindaco di Riace quando afferma che “Nessuno può rimanere indifferente di fronte a qualcuno che chiede di essere aiutato”.»

Tema ricorrente del congresso, è stato quello del lavoro. Le Acli devono riappropriarsi di questo tema osando e proponendo soluzioni all’avanguardia per la ricerca di nuovi mestieri.

«Anche oggi con questo congresso – ha concluso Salvatore Sanna – abbiamo dimostrato che le Acli sono vive e sono sempre apprezzate. La presenza e il contributo di protagonisti della società civile, del terzo settore e delle istituzioni confermano inoltre come la capacità di creare e mantenere relazioni sia fondamentale in questo momento storico che stiamo vivendo.»

 

Il presidente nazionale delle Acli Roberto Rossini sarà a Sassari sabato prossimo 27 ottobre, in occasione del 25° congresso provinciale dell’associazione che si terrà a partire dalle 9,00 nelle sale dell’Hotel Grazia Deledda. Roberto Rossini, 54 anni, bresciano, nelle Acli dal 1994, dal 2008 al 2016 è stato presidente provinciale delle Acli di Brescia, dal 2013 è stato responsabile dell’ufficio studi nazionale. Nel congresso nazionale del 2016 è stato eletto a larghissima maggioranza nuovo presidente nazionale. Roberto Rossini è tra i principali protagonisti del mondo del terzo settore nazionale e in particolare del tavolo nazionale sulla povertà che ha ottenuto l’introduzione del reddito di inserimento nel 2017 e che opera nel contrasto alle povertà in Italia e in Europa. La presenza del presidente Rossini contribuisce a dare ancora più importanza all’appuntamento congressuale che oltre a rinnovare i vertici locali sancisce la ripartenza della presenza e dell’azione delle Acli nel nostro territorio. Gli spunti per un utile e proficuo dibattito non mancano. Si parte dal tema della discussione che animerà la mattinata: il nord Sardegna e il capitale sociale, numeri e idee per la ripartenza. La relazione introduttiva curata dallo Iares, l’istituto di ricerca che studia l’economia sociale e civile in Sardegna, anticiperà alcuni dati di una ricerca regionale sul capitale sociale nel quale emergeranno alcuni indicatori non ancora pubblicati riguardanti il territorio. Oltre al già citato Roberto Rossini e ai padroni di casa il presidente regionale Franco Marras e ed il commissario provinciale delle Acli Antonello Caria, dopo i saluti istituzionali del sindaco della città Nicola Sanna e del presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, sono previsti gli interventi dell’Arcivescovo di Sassari mons. Gianfranco Saba, del rettore dell’Università Massimo Carpinelli, del commissario provinciale già dirigente delle Acli negli anni 70 Guido Sechi, del presidente della Camera di Commercio Gavino Sini e dei segretari e presidenti di alcune tra le più importanti organizzazioni del territorio. Presenti anche gli ex presidenti regionali dell’associazione Ottavio Sanna e Silvio Lai. Al termine della mattinata la celebrazione della Santa Messa. Nel pomeriggio, dalle 15.00, il dibattito dei delegati aperto dal vice commissario provinciale Salvatore Sanna e, alle 19.00, la chiusura con l’elezione degli organismi dirigenti provinciali e territoriali, che eleggeranno il nuovo presidente provinciale che sarà a chiamato a guidare le Acli nei prossimi anni.

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https://www.facebook.com/SaraGiadaGerini/videos/500457710143999/

Tutto iniziò due anni fa, quando una giovane di Carbonia, Sara Giada Gerini, 37 anni, non udente dalla nascita a causa di una rosolia materna al quarto mese di gravidanza, decise di iniziare la campagna #FacciamociSentire per sensibilizzare tutti sui problemi legati alla sordità. La sua battaglia, iniziata in solitudine, ha presto coinvolto milioni di persone, in tutto il mondo, grazie soprattutto alla pubblicazione di un breve video della durata di 73 secondi, realizzato nella casa di una zia, con il quale ha lanciato una serie di messaggi, attraverso dei cartelli, per sollecitare la sottotitolazione di tutti i programmi televisivi, che hanno oltrepassato tutti i confini, ben al di là di quelle che erano le sue aspettative iniziali.

Le condivisioni e le visualizzazioni su Facebook (ad oggi rispettivamente circa 830.000 e quasi 29 milioni), hanno portato alla pubblicazione di un libro cartaceo di 176 pagine, #FacciamociSentire – La Sfida Invisibile, nella quale Sara, su sollecitazione di un entomologo, Claudio Venturelli e con la collaborazione di Marina Migliavacca Marazza, ha ricostruito la sua storia, con uno spirito assolutamente costruttivo, che sta presentando da alcuni mesi in tutta Italia, con riscontri straordinari.

Venerdì 31 agosto Sara ha presentato il libro a Carbonia, la sua città, nella sala polifunzionale di Piazza Roma, nell’ambito della rassegna “Carbonia Scrive”, in una serata organizzata con la collaborazione del comune di Carbonia e dello Sbis.

La presentazione è stata aperta da un intervento della mamma di Sara, Lilia Dettori, professoressa liceale in pensione (Sara è stata una sua allieva), che ha letto l’introduzione al libro di Claudio Venturelli. Sono seguiti gli interventi di Antonello Dessì, scrittore ed ex amministratore pubblico, e di Sabrina Sabiu, scrittrice ed assessore della Cultura in carica del comune di Carbonia. E, infine, quello di Sara, che ha riconosciuto come l’idea della campagna #FacciamociSentire sia andata al di là delle sue migliori aspettative e, soprattutto dopo la pubblicazione del libro (aprile 2018) la impegna quotidianamente in giro per l’Italia (Sara ha sempre viaggiato molto, in tutto il mondo, ed ha socializzato con tutti, praticando diverse discipline sportive, brillando soprattutto nella pallavolo).

La serata, infine, si è arricchita con gli interventi di alcuni dei presenti, tra i quali il papà, Chicchi Gerini, medico psichiatra in pensione, e la mamma, Lilia Dettori. Tra i presenti anche Daniela Marras, presidente del Consiglio comunale di Carbonia.

Oggi Sara è partita per Castelsardo, dove domani parteciperà, con Salvatore Sanna, ad un dialogo sulla campagna #facciamocisentire, nell’Archivio Storico – Biblioteca comunale, nell’ambito di “UN’ISOLA IN RETE 2018” – Festival Internazionale di promozione del libro e della lettura.

La storia di Sara raccontata nel libro, è sintetizzata in un intervento scritto dalla stessa Sara, che pubblicammo a fine 2016, e che riproponiamo.

La storia di Sara Giada Gerini

Oggi vorrei raccontarvi in breve una storia, quella della mia famiglia.

Mia madre era un’insegnante di italiano/latino al liceo e mio padre uno psichiatra. Attualmente sono in pensione.

Ho 3 fratelli e una sorella.
Sì, siamo una famiglia numerosa.

E nel lontano 1974 è stata con noi qualche giorno, un’altra bambina, Giada. Con lei avremmo fatto una squadra di pallavolo completa.
Il vuoto per la perdita di un figlio deve essere indescrivibile… poi sono arrivati altri di noi figli…

Nel 1979 nasco io.
Una rosolia materna al quarto mese di gravidanza non è l’inizio di una bella storia, ma la fiducia e la speranza di un figlio, comunque atteso e desiderato, fanno credere alla possibilità positiva di affrontare il problema che ne viene.
Così sono nata io e la previsione di gravi malformazioni nel tempo si è concretizzata nella certezza di essere “normalmente” sorda. Una specie di miracolo.

Se sono diventata così lo devo ai miei genitori.
Lo devo a loro per la tenacia e la forza positiva di credere in qualcosa.

Mia madre decise di farmi da “logopedista”, anni di pazienza, sua e di arrabbiature di tutte e due… come tra madre e figlia.
Allora non esistevano gli attuali strumenti che potessero migliorare la crescita di un bambino sordo.
Una condizione “invisibile” e sottovalutata da molte persone e spesso anche dai medici.

Mia madre e mio padre si armarono di tutto punto per non farmi mancare nulla tant’è che sono cresciuta quasi con la convinzione di essere una bambina udente.

Sono cresciuta, comunque, circondata da persone che mi rispettavano, anche perché so che insieme ai doveri ci sono anche i diritti, soprattutto per chi ha un problema che anche gli altri devono aiutare a risolvere.

A volte con sofferenza ma sempre con tenacia ho difeso il mio diritto al rispetto; ora sono qui per rivendicare i diritti che ci sono stati negati per anni. Il diritto all’informazione e alla comunicazione è uno di questi. Dalla mia famiglia ho ricevuto questa consapevolezza!

Chi crede in questa iniziativa ha già vinto!!!

Perché proprio GRAZIE A VOI e al vostro supporto mi sento meno sola.

Noi siamo la forza… e insieme noi possiamo vincere!!!

GRAZIE ANCORA siete tutti meravigliosi.

#FacciamociSentire Sempre!!!

Sara Gerini

 

 

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Doppia presentazione domani e sabato, a Nuoro ed Arbus, del libro “L’emissario” di Paolo Oggianu.

Venerdì 28 aprile, alle ore 18.30, a Nuoro, in piazza Sebastiano Satta (presso sede I.B.I.S.), la presentazione del romanzo, organizzata con la preziosa collaborazione del Circolo sardista nuorese Marianna Bussalai, sarà curata dai giornalisti Anthony Muroni e Carla Frogheri (Rai) che dialogheranno con l’autore ed eccezionalmente con monsignor Salvatore Floris (già vicario vescovile). Marco Moledda leggerà per alcuni estratti del libro.

Sabato 29 aprile, alle ore 17.30, ad Arbus, presso la Biblioteca Comunale di Piazza San Lussorio, a fare gli onori di casa sarà il vice sindaco Michele Schirru che introdurrà la serata alla quale parteciperanno, oltre all’autore, anche Salvatore Sanna (presidente dell’Università della Terza Età di Arbus) e Valeria Pecora, scrittrice recentemente vincitrice del premio letterario “Antonio Gramsci” con il romanzo “Mimma” e reduce dal successo della sua prima pubblicazione “Le cose migliori”.

L’Emissario è la storia del sequestro dei fratellini Casana avvenuto nella marina di Arbus nel 1979, visto attraverso gli occhi del mediatore Padre Cosimo Onni, celebre gesuita lussurgese. Un romanzo che ricostruisce in maniera minuziosa e fedele fatti realmente accaduti in un crescendo di suspance pathos che ci accompagnano fino all’epilogo conosciuto. Un romanzo che racconta la verità nuda e cruda su uno dei sequestri che, alla fine degli anni ’70, ha fatto clamore per come è stato orchestrato, condotto e risolto.