13 October, 2026
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E’ polemica tra minoranza e maggioranza sui tempidi riapertura della piscina comunale di Carbonia.
«Dobbiamo prendere atto che non sono state fornite con chiarezza informazioni fondamentali alla popolazione di Carbonia, che da anni attende che questo importante impianto riapra», fanno notare i consiglieri di Sinistra Futura Carbonia, Barbara Pischedda e Sandro Mereu. «Nessuna data certa di riapertura. Nessuna informazione definitiva sulla modalità di assegnazione e gestione», denunciano i consiglieri di Sinistra Futura.
«È stata avviata una procedura per il completamento dei lavori di riqualificazione, per un importo di circa 145.000 euro, ma non è stato chiarito quali lavori saranno effettivamente realizzati, né se saranno sufficienti per consentire la riapertura dell’impianto», prosegue Sandro Mereu.
«Ad alcuni consiglieri comunali presenti è stato negato il diritto di intervenire. Chi è intervenuto lo ha fatto forzatamente – aggiunge la consigliera e capogruppo di Sinistra Futura, Barbara Pischedda -. Crediamo che non dare la parola a chi è stato eletto per rappresentare i cittadini all’interno del Consiglio Comunale sia un episodio grave e inaccettabile. Chi porta il voto dei cittadini ha il dovere e il diritto di chiedere conto delle scelte amministrative e di portare la voce della comunità.»
«Questo atteggiamento dimostra, ancora una volta, l’invalicabile distacco che esiste a Carbonia tra la Giunta e chi rappresenta i cittadini in Aula.  Se un’assemblea nasce per essere “pubblica”, non può trasformarsi in un monologo. La cittadinanza merita rispetto, trasparenza e un dialogo autentico, non chiusure del genere», concludono i due consiglieri di Sinistra Futura.

«Prendiamo atto che la seduta del Consiglio comunale di ieri, 30 settembre, è andata deserta a causa dell’assenza della stragrande maggioranza dei consiglieri di governo.
Come gruppi di minoranza, abbiamo risposto con senso di responsabilità e rispetto per le istituzioni all’appello del Presidente del Consiglio.
Tuttavia, una volta constatata la mancanza del numero legale, abbiamo scelto di abbandonare l’aula. Una decisione presa con profondo rammarico.»
I consiglieri di minoranza di Sinistra Futura Sandro Mereu e Barbara Pischedda e del M5S Giovanni Nicolò Murgioni e il consigliere Daniele Mele attaccano il sindaco di Carbonia Pietro Morittu e la sua maggioranza dopo il mancato svolgimento dela seduta consiliare di ieri 30 settembre.
«Quanto accaduto oggi non è un episodio isolato, ma la spia di una crisi profonda – aggiungono i quattro consiglieri di minoranza -. Le recenti prese di posizione all’interno della coalizione di governo a partire dalle dimissioni del Presidente della Seconda Commissione confermano un malessere politico ormai aperto tra la maggioranza nei confronti del Sindaco e la Giunta, diffuso e non più nascondibile. Le assenze di oggi, infatti, non sono state affatto casuali, ma nascondevano una chiara contrarietà politica su una variante urbanistica.»
«La maggioranza non garantisce più i numeri per il regolare svolgimento dei lavori assembleari, a testimonianza del fatto che sindaco e giunta non godono più della fiducia dei consiglieri che dovrebbero sostenerli – concludono i quattro consiglieri di minoranza -. Ci domandiamo se la coalizione che ha vinto le elezioni esista ancora.»

Oggi Sinistra Futura ha partecipato all’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici davanti allo stabilimento Bioedil di Iglesias, alla presenza delle istituzioni locali e provinciali.
«Ribadiamo un NO fermo ai licenziamenti annunciati dall’azienda e esprimiamo la nostra totale vicinanza e solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori in lotta per difendere il proprio posto di lavoro – si legge in una nota -. Come sottolineato dal nostro consigliere regionale Luca Pizzuto e dal consigliere provinciale Sandro Mereu, non possiamo accettare che risorse pubbliche investite per il rilancio del Sulcis si traducano in tagli occupazionali e incertezza per le famiglie. Difendere questi posti di lavoro e pretendere chiarezza sul piano industriale significa difendere il futuro produttivo di tutto il nostro territorio. Noi ci siamo e continueremo a fare la nostra parte.»

Il 25, 26 e 27 settembre, nel Parco di Villa Sulcis a Carbonia, torna Festa Futura, la manifestazione organizzata da Sinistra Futura Carbonia. Il titolo scelto per questa edizione è “Il coraggio di esserci – Nel mondo che faremo”.
Tre giornate dedicate all’incontro, al confronto e alla partecipazione, con dibattiti, momenti di riflessione, laboratori, musica dal vivo, spettacoli e il ristorante della festa.
Il consueto appuntamento, aperto alla città e al territorio, è pensato anche quest’anno con lo scopo di poter discutere delle trasformazioni che il mondo sta vivendo, sempre con un occhio attento su Carbonia e tutto il Sulcis Iglesiste.
«Anche quest’anno scegliamo di esserci, con la volontà di aprire la nostra comunità politica alla città e al territorio. Festa Futura nasce per incontrarsi, ascoltare e confrontarsi, mettendo al centro le persone e le comunità. Vogliamo parlare delle difficoltà del presente, ma soprattutto delle possibilità che abbiamo davanti: il lavoro, i diritti, l’ambiente, i servizi e la dignità delle persone. Il futuro del nostro territorio non è qualcosa che possiamo limitarci ad aspettare: possiamo costruirlo insieme», dichiara Luisa Poggi, segretaria cittadina di Sinistra Futura Carbonia.
Il tema di questa edizione rappresenta una scelta di impegno politico e civile: il coraggio di non voltarsi dall’altra parte davanti alle ingiustizie, di essere presenti e partecipi e di costruire relazioni fondate sull’ascolto, sulla solidarietà e sulla gentilezza.
«La festa è un momento speciale per fermarci e dedicarci ai temi importanti del nostro tempo, quelli che riguardano la nostra città ma anche la società in cui viviamo. Ci saranno dibattiti, laboratori e spettacoli, tutti pensati per essere accessibili e condivisi. Sarà soprattutto l’occasione per ritrovarci e sentirci parte di una comunità che sceglie di esserci», sottolinea Barbara Pischedda, consigliera comunale e capogruppo di Sinistra Futura nel Consiglio comunale di Carbonia.
«Avere il coraggio di esserci significa avere il coraggio di cambiare. Di fronte alle difficoltà del nostro tempo non servono nuove armi, ma speranza, idee e visioni. È da queste che dobbiamo partire per costruire il futuro che vogliamo», conclude Sandro Mereu, consigliere comunale e provinciale di Sinistra Futura.
Anche quest’anno Festa Futura proporrà un programma ricco di appuntamenti: dibattiti e incontri sui principali temi sociali e politici, laboratori, musica dal vivo, spettacoli e momenti conviviali. Una festa pensata per tutte e tutti, dove la riflessione e l’impegno politico convivono con la cultura, la musica e la voglia di stare insieme.
Nella foto di copertina Luisa Poggi, segretaria cittadina di Sinistra Futura Carbonia

Sinistra Futura Carbonia esprime soddisfazione per l’inserimento all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, previsto per il 29 giugno, della proposta di delibera per l’adesione del Comune di Carbonia alla rete Re.a.dy.
Lo scorso 11 marzo il gruppo consiliare di Sinistra Futura, composto dai consiglieri Barbara Pischedda e Sandro Mereu, aveva presentato una mozione per l’iscrizione del Comune alla rete Re.a.dy, il network nazionale delle pubbliche amministrazioni impegnate nella promozione dei diritti, delle pari opportunità e nel contrasto alle discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere. La mozione era stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, a testimonianza di una condivisione trasversale dei suoi principi e obiettivi.
«Con molta determinazione e certi di una normale collaborazione da parte dell’amministrazione comunale abbiamo presentato questa mozione – dichiara Barbara Pischedda -. I recenti fatti di cronaca non fanno che rafforzare la necessità di questo percorso. Occuparsi dei diritti delle persone della comunità LGBTQA+ non significa ignorare gli altri problemi della città, ma riconoscere l’importanza di occuparsi della vita concreta delle persone: dei nostri vicini di casa, dei nostri figli e delle nostre figlie, dei colleghi e delle colleghe con cui condividiamo ogni giorno gli spazi della nostra comunità.»
La rete Re.a.dy rappresenta oggi uno dei principali strumenti di collaborazione tra enti locali sul tema dei diritti e dell’inclusione. Attraverso lo scambio di esperienze, progetti e buone pratiche, le amministrazioni aderenti possono sviluppare politiche più efficaci per prevenire le discriminazioni, promuovere il rispetto delle differenze e costruire comunità più accoglienti, coese e consapevoli.
«Aderire alla rete è completamente gratuito e rappresenta un segnale concreto di attenzione verso i diritti e la dignità di tutte le persone. Per questo eravamo certi di trovare il sostegno dell’intero Consiglio comunale, che infatti ha approvato la mozione all’unanimità».
I consiglieri evidenziano un elemento di criticità: «Dispiace constatare che la delibera necessaria per dare seguito alla volontà espressa dal Consiglio abbia dovuto attendere ben tre mesi prima di arrivare in aula e consentire l’avvio dell’iter amministrativo. Quando si parla di diritti e contrasto alle discriminazioni, il tempo non è mai un fattore secondario. Siamo però soddisfatti che questo primo importante passaggio possa avvenire entro il mese del Pride, un periodo che in tutto il mondo richiama l’attenzione sulla necessità di continuare a difendere e ampliare i diritti delle persone LGBTQA+. Per Carbonia rappresenta un’occasione importante per affermare concretamente i valori dell’inclusione, del rispetto e della pari dignità di tutte e tutti».
Per Sinistra Futura, l’adesione alla rete Re.a.dy rappresenta un passo concreto verso una città più moderna, inclusiva e attenta alle persone. Una comunità cresce quando nessuno viene lasciato indietro e quando le istituzioni scelgono di essere protagoniste nella promozione dell’uguaglianza, della libertà e del rispetto reciproco. I diritti non sono un tema di nicchia, ma una misura della qualità democratica di una comunità.
«Il 29 giugno compiremo un primo passo importante – conclude la consigliera Barbara Pischedda -. Invitiamo tutte le cittadine e tutti i cittadini a partecipare al Consiglio comunale, che si terrà alle ore 15.00, per seguire un momento significativo per il futuro della nostra comunità e per l’affermazione dei valori di inclusione, uguaglianza e pari dignità che devono guidare l’azione pubblica.»

Il direttore generale della ASL Sulcis Iglesiente Paolo Cannas ha partecipato questo pomeriggio alla riunione del Consiglio comunale di Carbonia, convocata per l’esame delle problematiche del sistema sanitario pubblico in città e nel territorio. A distanza di poco meno di tre mesi dalla sua nomina alla guida dell’Azienda sanitaria del Sulcis Iglesiente, il dottor Paolo Cannas ha accettato di confrontarsi con il Consiglio comunale di Carbonia e ha assicurato che lo rifarà ogniqualvolta gli verrà richiesto, perché proprio il confronto è alla base del suo modo di operare.

La riunione è stata aperta dall’intervento del sindaco Pietro Morittu, che ha fatto un’analisi dettagliata dello stato della Sanità territoriale, in grande difficoltà sia nelle strutture ospedaliere sia in quelle territoriali e in grande emergenza per la mancanza delle professionalità e ha consegnato al direttore generale il documento presentato a fine 2025 all’allora assessore della Sanità Armando Bartolazzi nell’incontro svoltosi in Regione, contenente le rivendicazioni del territorio.

Il dibattito si è sviluppato con gli interventi dei singoli consiglieri, di maggioranza e minoranza, che hanno posto in evidenza tutte le criticità del sistema sanitario e la richiesta di avviare un percorso di rilancio, per andare incontro alle esigenze delle popolazioni del territorio. Sono intervenuti, nell’ordine: Luca Grussu (Gruppo Pietro Morittu sindaco), Giuseppe Vella (Gruppo Carbonia insieme), Sandro Mereu (Gruppo Sinistra futura), Monica Atzori (Gruppo Carbonia civica), Silvia Caria (Gruppo Sviluppo & Ambiente), Daniele Mele (Gruppo misto), Daniela Garau (Gruppo misto), Giacomo Guadagnini (Gruppo Partito democratico), Giacomo Floris (Gruppo Carbonia Avanti), Gian Luca Lai (Gruppo M5S).

Il direttore generale ha iniziato il suo intervento rassicurando tutti i presenti sulla sua permanenza alla guida della ASL Sulcis Iglesiente per l’intera durata del mandato triennale ricevuto, facendo riferimento alle notizie che si sono diffuse nelle scorse settimane circa un suo eventuale spostamento ad altra ASL, Cagliari, Sassari, Olbia, e di essere contento di lavorare a Carbonia, non considerando il Sulcis Iglesiente come una scelta di serie B. Ha sottolineato che il Sulcis Iglesiente ha forti potenzialità, i problemi maggiori da risolvere sono quelli relativi alla completa mancanza di una struttura, che costringe il direttore generale ad affrontare sempre direttamente in prima persona tutti i problemi, con non poche difficoltà. La prima cosa che va fatta – ha aggiunto – è nominare i primari che mancano e costruire una struttura, chi decide di venire nel Sulcis Iglesiente, deve capire che si trova a lavorare in un territorio sul quale può investire per la propria crescita professionale, così come la sto vivendo io. Non sottovaluto l’impegno ma il livello di disorganizzazione oggi è tale, per cui ci sono molti margini per migliorare. Negli anni passati abbiamo avuto un’ipercentralizzazione con ATS che ha spolpato i territori, ora le aziende che rinascono sono sempre un po’ imbrigliate, non puoi avere un informatico, un ingegnere clinico, devi litigare per la formazione… Dobbiamo creare i primariati e su questa partita dobbiamo avere forza come territorio, per rivendicare lo svolgimento dei concorsi e superare i dualismi tra Carbonia e Iglesias, dobbiamo crescere insieme, deve crescere l’Azienda. Io ho il compito di far crescere il Sirai così come il CTO. I due ospedali hanno vocazioni diverse. La conferenza socio sanitaria non ha parere vincolante ma per il mio modo di pensare è importante il confronto costante. E questo faremo per la stesura dell’atto aziendale. Al Sirai dobbiamo migliorare la Neurologia, sulla Cardiologia siamo cresciuti molto, siamo passati ad H12 per quanto riguarda l’interventistica, i medici ci sono, quindi possiamo arrivare tranquillamente anche ad H24, purtroppo, per fare questo oggi non abbiamo le équipes infermieristiche. Il metodo è quello del confronto e camminare insieme, io non ho problemi, per me è una ricchezza.

Le altre priorità – ha rimarcato Paolo Cannas -, oltre la struttura, dobbiamo combattere perché ci siano i capi dipartimento, i responsabili di struttura, i dirigenti, ma anche i capo sala, per i quali dopo l’accordo con i sindacati a breve pubblicheremo i bandi. Sui primariati dipende da ARES. Io lo sto chiedendo in continuazione, se servirà lo faremo anche politicamente, perché ci devono dare risposte. Noi non siamo il Brotzu, in questo momento non siamo neanche Nuoro, perché Nuoro al 95% i primariati ce li ha coperti, Cagliari ce li ha coperti, noi invece no, non siamo come gli altri, devono darci attenzione prioritaria più degli altri. L’altra priorità è legata alla medicina di prossimità. I problemi del Pronto soccorso li risolviamo se i pazienti cronici li gestiamo nel territorio. La mia idea è quella di potenziare le case di comunità di Carbonia e Iglesias, e le case della salute di Giba, Sant’Antioco, Carloforte e Fluminimaggiore, in modo tale che le persone fragili abbiamo risposte a domicilio.

Per quanto riguarda gli interventi per le fratture di femore Paolo Cannas ha spiegato che attualmente a Iglesias se ne fanno 70 su una richiesta di circa 300, 230 vanno a Cagliari. Il problema è che non ci sono ortopedici e anche la struttura di Iglesias dovrà essere ricostruita perché uno dei due medici è già in pensione e l’altro ci sta per andare. E ha concluso aprendo la strada alla medicina robotica, che può essere un’attrattiva per convincere diversi professionistici ad accettare il Sulcis Iglesiente come nuova destinazione professionale.

Oggi abbiamo un’opportunità – ha concluso Paolo Cannas -. La partita che dobbiamo giocare è la partita dell’intero Sulcis Iglesiente. Vinco io se vincete voi, se vincono i pazienti, se vincono i nostri dipendenti, diversamente perdiamo tutti.

Giampaolo Cirronis

 

L’assemblea svoltasi stamane davanti ai cancelli dello stabilimento, a Portovesme, ha rilanciato la mobilitazione per la vertenza Sider Alloys. L’assemblea ha visto ha visto un’alta partecipazione di lavoratrici e lavoratori, presenti il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai; i consiglieri regionali Alessandro Pilurzu e Gianluigi Rubiu; i sindaci di Domusnovas Isangela Mascia e Nuxis Romeo Ghilleri (che sono anche consiglieri provinciali); il consigliere provinciale e comunale di Carbonia Sandro Mereu; don Antonio Mura, parroco di Portoscuso e responsabile della Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Iglesias.

«Tanti lavoratori della SiderAlloys e della GMS sono vittime indirette dell’impasse in cui lo stabilimento si trova attualmente, costrette in gran parte in cassa integrazione – sostengono le segreterie territoriali FIOM, FSM, UILM e CUB -. Infatti, nonostante le continue sollecitazioni delle organizzazioni sindacali in cui a più riprese è stata chiesta la discontinuità con l’attuale proprietà dello stabilimento, dopo otto anni da quando Invitalia acquisiva lo stabilimento ed il giorno dopo lo cedeva, attraverso una importante dote finanziaria, alla attuale proprietà, sembra assurdo raccontare che lo stabilimento si trova in condizioni peggiori di allora, in conseguenza della totale incapacità dimostrata da SiderAlloys. Il governo agisca affinché non ci siano ulteriori deroghe sopratutto nel momento in cui si presentano opportune alternative.»

All’assemblea hanno partecipato anche i tanti lavoratori in mobilità, vittime dirette, dall’ultima legge di bilancio, che li ha esclusi dal misero assegno di sostegno che percepivano; un fulmine a ciel sereno. In tutti gli interventi è emersa la volontà di riprendere la mobilitazione, per unire indissolubilmente i due punti, che il Governo sino ad oggi ha trascurato. «Lo ha fatto scientemente, dal momento che una costola dello Stato (Invitalia), è presente nella proprietà dello stabilimento per agire da controllore e da investitore, nei fatti, risulta che non ha fatto né l’una né l’altra. Anzi con le sue “non scelte”, contribuiscono allo sperpero delle risorse propedeutiche al rilancio dello stabilimento, attraverso il revamping, gli investimenti, che non si sono mai visti ad eccezione della fonderia», aggiungono le segreterie territoriali  FIOM, FSM, UILM e CUB che hanno accolto positivamente la convocazione arrivata dalla presidente della Regione per il 18 febbraio 2026, così come la partecipazione di diversi politici locali, ma chiedono un assoluto cambio di rotta: «Occorre assolutamente arrivare alle decisioni, che portino al cambio di proprietà ed al ripristino della mobilità in deroga per le aree di crisi complessa. Elementi fondamentali, per ipotizzare un rilancio industriale. Per queste ragioni, per mercoledì 18/02/2026 alle 9.00 presso il distributore di Villamassargia, sono convocati Lavoratrici e Lavoratori in mobilità e della Sider Alloys e della GMS, per affrontare le problematiche sopraesposte, chiedendo ancora una volta le immediate convocazioni ministeriali con il MIMIT e con il Ministero del Lavoro. FIOM, FSM, UILM e CUB si dichiarano pronti ad intraprendere immediate iniziative non escludendo che queste avvengano anche oltre mare.»

 

Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale è stato approvato il Documento Unico di Programmazione (DUP), un atto che non rappresenta un semplice adempimento burocratico, ma che definisce in modo chiaro la visione politica e amministrativa della città di Carbonia.
La posizione espressa in Consiglio comunale dai consiglieri di Sinistra Futura, Sandro Mereu e Barbara Pischedda, è il risultato di un percorso di confronto e condivisione politica con Sinistra Futura Carbonia. Un’analisi collettiva del Documento Unico di Programmazione ha portato alla definizione di una linea comune, che i consiglieri hanno quindi sostenuto con coerenza nelle sedi istituzionali.
Da questa valutazione emerge una critica netta su diversi aspetti che riteniamo centrali per il futuro della nostra comunità.
«Riconosciamo, con onestà intellettuale, il lavoro degli uffici comunali e dell’Amministrazione nella capacità di intercettare finanziamenti e vincere bandi. È un dato positivo per la città. Tuttavia, la politica non si esaurisce nell’ottenimento delle risorse: inizia nel momento in cui si decide come e dove investire quei fondi. Ed è proprio su queste scelte che esprimiamo un netto dissenso», dichiara Barbara Pischedda.
L’attuale DUP evidenzia una distribuzione delle risorse che non appare equa e continua a privilegiare il centro cittadino, lasciando quartieri e frazioni in una condizione di attesa che dura ormai da anni. Carbonia è una comunità composta da quartieri e frazioni, ciascuno con la propria identità e le proprie criticità: una città che cresce a due velocità non è una città che si sviluppa, ma una città che si divide.
Restano irrisolti interventi urgenti di riqualificazione urbana e sociale nelle frazioni, che non possono più essere rinviati. Non si tratta di semplici operazioni di abbellimento, ma di garantire sicurezza, decoro e servizi essenziali ai cittadini. Le risorse esistono, ma manca una progettualità solida e strutturata capace di contrastare il disagio sociale.
Particolarmente preoccupante è l’assenza di una strategia organica rivolta ai giovani. Le loro difficoltà non si affrontano con interventi episodici o con la sola gestione dell’ordinaria amministrazione: è necessario un piano che coinvolga in modo strutturale i Servizi sociali, creando spazi, opportunità e presidi educativi. In un momento storico così delicato, investire nel sociale non è un costo, ma una scelta indispensabile per costruire sicurezza e futuro.
Critico è anche il metodo adottato. Le Commissioni consiliari dovrebbero essere il luogo del confronto democratico, dove si studiano i problemi e si costruiscono soluzioni condivise. Troppo spesso, invece, il lavoro svolto viene disatteso nella stesura finale degli atti da parte della Giunta e degli uffici, una criticità segnalata anche da consiglieri di maggioranza.
«Ci chiediamo che senso abbia il confronto se le decisioni vengono assunte altrove. Questo atteggiamento svilisce il ruolo dei consiglieri e, di conseguenza, la rappresentanza dei cittadini», sottolinea Sandro Mereu.
Resta, infine, irrisolto il tema della partecipazione. L’istituzione dei Comitati di Quartiere, punto qualificante del programma elettorale dell’attuale Amministrazione, non è mai stata attuata. La loro assenza ha progressivamente allontanato la politica dalla vita quotidiana dei quartieri, privando i cittadini di strumenti reali di partecipazione.
La scarsa partecipazione agli incontri promossi dalla Giunta nelle frazioni di Bacu Abis e Cortoghiana è un segnale politico evidente. Non è disinteresse, ma sfiducia: quando le sale restano vuote, significa che il rapporto tra istituzioni e cittadini si è incrinato.
Per queste ragioni chiediamo un cambio di rotta deciso. La programmazione deve tornare a essere uno strumento reale di ascolto del territorio, capace di indirizzare le risorse verso chi attende da anni risposte concrete, senza lasciare indietro nessuna parte della città.
Carbonia non è fatta solo di numeri e bandi vinti: è fatta di persone, di quartieri lontani dal centro e di giovani che chiedono attenzione e futuro.
Come Sinistra Futura Carbonia continueremo a dare battaglia, dentro e fuori le istituzioni, affinché nessuno venga dimenticato.
Sinistra Futura Carbonia

Quattro consiglieri di minoranza del comune di Carbonia, Gian Luca Lai, Francesca Pili, Sandro Mereu e Barbara Pischedda, hanno presentato un’interpellanza al sindaco Pietro Morittu e alla Giunta, per sapere «quali sono i motivi che hanno portato all’interruzione del servizio delle Case dell’Acqua; se il contratto di servizio con la So.Mi.Ca. è stato prolungato sino alla data di sospensione del Servizio; se in questi cinque anni di concessione il Piano Economico e Finanziario è stato rispettato o di quanto ci si è discostati e quali gli eventuali motivi che hanno portato ad una alterazione dello stesso; se il contratto di concessione con la municipalizzata ha subito in questi anni delle revisioni in termini di allungamento del periodo concessorio o con l’inserimento di un contributo annuo a carico del Comune».

I quattro consiglieri di minoranza, inoltre, chiedono «di conoscere i risultati raggiunti dalle singole case dell’acqua dal 25-09-2021 sino alla data di sospensione del Servizio; se l’obbligatorietà dell’utilizzo dell’acqua microfiltrata prevista nei due ultimi capitolati speciali d’appalto per il servizio mensa, a parte la parentesi COVID, è stata rispettata dai concessionari. In caso negativo, quali sono i motivi che hanno impedito il rispetto dei capitolati di gara, se vi sono state penalità o eventuali forme di compensazione a carico e cura rispettivamente da parte delle aziende gestori del servizio mensa; se l’attuale amministrazione ritiene positivo il servizio delle Case dell’Acqua e quindi di proseguire con le modalità sinora utilizzate attraverso la propria in-house ovvero modificare le modalità di gestione in forma diretta o con altro operatore economico; e, infine, se, nel caso di condivisione dei principi e delle finalità alla base dell’avvio del servizio delle Case dell’Acqua, si ritiene di volerlo migliorare attraverso investimenti diretti ampliando il numero dei distributori gratuiti nelle sedi degli uffici comunali rimaste scoperte, incrementando i siti di ubicazione delle strutture di erogazione con acqua microfiltrata, o depurata con il sistema dell’osmosi inversa, eliminando le criticità rilevate, come ad esempio spostando i due distributori ubicati nel Mercato Civico all’esterno dello stesso ovvero in apposita struttura dedicata nella piazza antistante».

Con l’insediamento del Presidente Mauro Usai e dei dieci consiglieri eletti il 29 settembre scorso, è iniziato questo pomeriggio nella sala consiliare del comune di Iglesias il nuovo corso della Provincia del Sulcis Iglesiente che pone fine al commissariamento iniziato dopo il referendum abrogativo del 6 maggio 2012 e durato oltre tredici anni.

Alla prima seduta sono stati invitati tutti i sindaci dei Comuni della Provincia (5 dei 6 candidati sono stati eletti consiglieri), consiglieri e assessori regionali del territorio (presenti l’assessore dell’Industria Emanuele Cani e il consigliere Luca Pizzuto) le massime autorità militari e religiose (il vescovo, monsignor Mario Farci, impossibilitato a partecipare, ha delegato don Giorgio Fois). Grande partecipazione anche di altri amministratori comunali e cittadini.

I lavori sono stati aperti con l’appello del segretario generale del comune di Iglesias, il dottor Marco Marcello, affiancato dal direttore generale della provincia del Sulcis Iglesiente, la dottoressa Speranza Schirru, e la convalida degli eletti.

Il passaggio successivo è stato il giuramento del presidente Mauro Usai che ha poi ha tenuto il discorso inaugurale sulla nuova realtà della Provincia, il ruolo che sarà chiamata a svolgere per il rilancio del territorio in una fase particolarmente difficile della sua storia, rimandando l’approfondimento dei temi alla presentazione delle dichiarazioni programmatiche, che avverrà nella prossima seduta.

Concluso l’intervento di Mauro Usai, è stato dato spazio agli interventi dei consiglieri e degli ospiti. Sono intervenuti la consigliera provinciale Maria Beatrice Collu, il consigliere provinciale (il più votato) Gianluigi Loru, l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani, don Giorgio Fois, il consigliere regionale Luca Pizzuto, il sindaco di Giba e presidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis Andrea Pisanu, il sindaco di Santadi Massimo Impera.

Al termine, il presidente Mauro Usai ha riunito i consiglieri e i sindaci, per portarli a conoscenza dell’esito di un incontro avuto ieri in Regione, all’assessorato della Pubblica Istruzione, sul dimensionamento scolastico.

Allegate le interviste al presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, e al consigliere Pietro Morittu, sindaco di Carbonia, co-capoluogo con Iglesias.

Giampaolo Cirronis