18 April, 2021
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Franco Marras, 59 anni, dal 2019 presidente regionale delle ACLI in Sardegna è stato rieletto con 34 voti a favore e 2 astensioni da un consiglio regionale rinnovato per oltre il 50%. Insieme a Mauro Carta, nuovo vicepresidente delegato, Salvatore Sanna e Daniela Masia, saranno i 4 rappresentanti sardi nel Consiglio Nazionale delle Acli che questo venerdì in modalità a distanza, eleggerà la presidenza e la direzione nazionale.

La candidatura di Franco Marras è stata proposta da numerosi dirigenti regionali e rappresenta la prosecuzione di un forte lavoro di rilancio e riorganizzazione dell’associazione e dei suoi servizi che sono stati messi a dura prova dalla pandemia e dalle forti innovazioni legislative degli ultimi anni. Anche nei mesi di lockdown le Acli non hanno mai chiuso ma lo sforzo di innovazione e modernizzazione rappresenta la strada maestra per i prossimi anni.

Il bilancio sociale dell’ultimo anno racconta le Acli sarde come un movimento capace di organizzare quasi 30.000 iscritti tra l’associazione madre e le associazioni specifiche, US Acli, AcliTerra e FAP le più diffuse, e da servizi ogni anno a 100.000 persone nelle 30 sedi associative e dei servizi nell’isola.

Il consiglio regionale eletto in Sardegna da 30 componenti e 7 di diritto, è composto da Silvia Angioi, Antonello Caria, Mauro Carta, Valeria Casu, Gianluca Chelo, Silvia Chelo, Cristian Fancello, Giuseppe Fresu, Carlotta Loi, Stefania Matta, Fabio Meloni, Francesco Micillo, Franca Monni, Domenico Murgioni, Fabiola Nucifora, Giuseppe Pintus, Francesco Pisano, Bastiana Pischedda, Claudia Puddu, Simone Pusceddu, Umberto Ruggiu, Franco Sabatini, Luca Sannio, Fabrizio Satta, Luca Sechi, Brunilde Sini, Luciano Turini, Gianfilippo Veneruso, Giacomo Carta, Salvatore Floris, Daniela Masia, Salvatore Sanna, Benedetta Iannelli (Ipsia), Enrica Orrù (Us Acli) Sebastiano Sanna (Fap Acli). Sono inoltre invitati permanenti in qualità di past president Ottavio Sanna, Silvio Lai e Valter Piscedda.

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Straordinaria partecipazione, commozione ed applausi. Ma soprattutto, la voglia di rievocare insieme, attraverso le testimonianze dei tanti protagonisti, i tratti salienti di una piccola grande storia iniziata quasi in solitudine a Sassari all’indomani della caduta del Muro di Berlino, per porre al centro del mondo i territori periferici e marginali, i piccoli paesi, le piccole comunità dell’isola e le parlate minoritarie che dinanzi ai potenti strumenti della globalizzazione rischiavano di soccombere.

La ricorrenza dei trent’anni di vita dell’Istituto Camillo Bellieni è stata celebrata sabato all’Hotel Grazia Deledda in una sala convegni gremita di pubblico, nella cornice dei rollup storici delle manifestazioni più importanti realizzate in questi anni.

Dal palchetto appositamente allestito, il giornalista Salvatore Taras ha introdotto e moderato la serata raccogliendo le testimonianze di numerosi rappresentanti del territorio. Sono intervenuti tanti sindaci e amministratori in carica o ex, tra i quali Piero Molotzu di Bono, Giancarlo Carta di Putifigari, Tiziano Lasia di Martis, Carlo Sotgiu di Ploaghe, Franco Spada di Cargeghe e Sabrina Sassu di Cossoine. Presenti in sala anche i primi cittadini Mariano Soro di Pozzomaggiore ed Alessandro Mura di Padria.

Impossibilitato a presenziare, l’ex sindaco di Sassari Fausto Fadda, che negli anni della fondazione dell’Is.Be ricopriva la carica di assessore regionale, ha inviato un messaggio di affettuoso augurio. Gli interventi sono stati intervallati da proiezioni video di iniziative svolte nei diversi territori, e dalle recitazioni poetiche di Antonello Iodo Unida, Clara Farina, Roberto Demontis e Pietro Peigottu. Molto apprezzate anche le melodie di intermezzo del coro “Su Cuncordu de Cheremule”.

L’ex assessore regionale della Cultura, Sergio Milia, ha ricordato il rapporto di collaborazione con il Camillo Bellieni definendolo «una “squadra che ottiene risultati”, non solo attraverso convegni ed eventi, ma anche grazie al coinvolgimento di esperti, studiosi, sportellisti per far sì che il sardo sia una lingua viva e riesca a penetrare a tutti i livelli».

A rievocare gli anni di intense battaglie per la lingua sarda in RAI è stata un’altra ex assessore regionale della Cultura, Claudia Firino, che ha rimarcato l’importanza di non trascurare i più recenti strumenti di comunicazione. E quindi l’ex senatore Silvio Lai, il quale ha suggerito di pensare già all’origine ai contenuti multimediali in sardo, affinché possano ottenere fruizione persino su media alternativi alla tv.

Per il comune di Sassari, che ha attivato da poco un nuovo sportello linguistico, sono intervenuti il capogruppo di maggioranza Manuel Alivesi ed il presidente del Consiglio comunale, Maurilio Murru.

Sul tema della lingua sarda in Rai è poi tornato Antonio Moro, giornalista e presidente del PSd’Az: «Se tra cinque anni non ci sarà, la colpa sarà tutta di Roma – ha affermato Antonio Moro -. È giunto il momento di chiedere anche altri finanziamenti per un canale Rai interamente in sardo, e pretendere che i giornalisti assunti nell’isola siano sardoparlanti».

Quirico Sanna, attuale assessore regionale all’Urbanistica e agli Enti Locali, ha parlato interamente il lingua sarda: «Pro a mie su Bellieni est comente una falange macedone chi defendet sa cultura e s’identidade sarda. Esempru pro sos sardo a èssere totu unidos».

Molto atteso l’intervento di Maria Doloretta Lai, presidente Is.Be, che nel presentare le principali professionalità che collaborano con l’istituto (operatori linguistici, archivisti, giuristi e filosofi), lo ha definito come «una seconda casa e una famiglia che negli anni è diventata sempre più numerosa».

Con le lacrime agli occhi e la voce rotta dall’emozione, il direttore scientifico Michele Pinna ha ricordato come tutto iniziò nel 1989, a partire da un’intuizione di Nino Pirretta: «Volevamo mettere su un’istituzione che creasse la cultura del sardismo. In quella prima fase c’erano grandi nomi come Massimo Pittau, Nicola Tanda, Ignazio Delogu, Gigi Nieddu ed Enzo Espa. Ma occorreva cercare di avvicinare i giovani creando interesse ed entusiasmo. I giovani vanno gratificati e incoraggiati. Se non siamo capaci di generare futuro non saremo mai maestri. Io ho dato tanto, ma ho anche ricevuto tanto».

Del compianto Enzo Espa è stato presentato il libro postumo “La risata dei muri vecchi”, ultima pubblicazione dell’Is.Be, a cura di Michele Pinna ed Anna Laura Espa. Un volume che rappresenta il coronamento di un premio alla carriera ricevuto dallo studioso in occasione dell’evento “Si moves sa limba-Sa limba ti movet” 2018.

Il presidente nazionale delle Acli Roberto Rossini sarà a Sassari sabato prossimo 27 ottobre, in occasione del 25° congresso provinciale dell’associazione che si terrà a partire dalle 9,00 nelle sale dell’Hotel Grazia Deledda. Roberto Rossini, 54 anni, bresciano, nelle Acli dal 1994, dal 2008 al 2016 è stato presidente provinciale delle Acli di Brescia, dal 2013 è stato responsabile dell’ufficio studi nazionale. Nel congresso nazionale del 2016 è stato eletto a larghissima maggioranza nuovo presidente nazionale. Roberto Rossini è tra i principali protagonisti del mondo del terzo settore nazionale e in particolare del tavolo nazionale sulla povertà che ha ottenuto l’introduzione del reddito di inserimento nel 2017 e che opera nel contrasto alle povertà in Italia e in Europa. La presenza del presidente Rossini contribuisce a dare ancora più importanza all’appuntamento congressuale che oltre a rinnovare i vertici locali sancisce la ripartenza della presenza e dell’azione delle Acli nel nostro territorio. Gli spunti per un utile e proficuo dibattito non mancano. Si parte dal tema della discussione che animerà la mattinata: il nord Sardegna e il capitale sociale, numeri e idee per la ripartenza. La relazione introduttiva curata dallo Iares, l’istituto di ricerca che studia l’economia sociale e civile in Sardegna, anticiperà alcuni dati di una ricerca regionale sul capitale sociale nel quale emergeranno alcuni indicatori non ancora pubblicati riguardanti il territorio. Oltre al già citato Roberto Rossini e ai padroni di casa il presidente regionale Franco Marras e ed il commissario provinciale delle Acli Antonello Caria, dopo i saluti istituzionali del sindaco della città Nicola Sanna e del presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, sono previsti gli interventi dell’Arcivescovo di Sassari mons. Gianfranco Saba, del rettore dell’Università Massimo Carpinelli, del commissario provinciale già dirigente delle Acli negli anni 70 Guido Sechi, del presidente della Camera di Commercio Gavino Sini e dei segretari e presidenti di alcune tra le più importanti organizzazioni del territorio. Presenti anche gli ex presidenti regionali dell’associazione Ottavio Sanna e Silvio Lai. Al termine della mattinata la celebrazione della Santa Messa. Nel pomeriggio, dalle 15.00, il dibattito dei delegati aperto dal vice commissario provinciale Salvatore Sanna e, alle 19.00, la chiusura con l’elezione degli organismi dirigenti provinciali e territoriali, che eleggeranno il nuovo presidente provinciale che sarà a chiamato a guidare le Acli nei prossimi anni.

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E’ ormai scontro aperto, in Sardegna, tra le diverse anime del Partito democratico. La riunione convocata per la giornata odierna ad Abbasanta, chiamata a scegliere il successore del segretario dimissionario Giuseppe Luigi Cucca, si è conclusa con un nulla di fatto, in un clima che ha sfiorato la rissa. Lo scontro più acceso è emerso tra l’eurodeputato (ex presidente della Regione) Renato Soru e l’ex senatore Silvio Lai e poi tra lo stesso Renato Soru e l’ex deputato ed ex consigliere regionale Siro Marroccu. La presidente dell’assemblea Laura Pulga ha annunciato la mancanza del numero legale e ha sciolto la riunione.

«Il numero legale non è stato raggiunto e quindi l’assemblea si è dovuta sciogliere, ma oggi non è un giorno normale era il trentesimo giorno dalle dimissioni del segretario Cucca e se entro 30 giorni non si elegge il nuovo segretario si rimette la palla al partito nazionale che nomina un commissario e al più presto si fa il nuovo congresso. Quindi da oggi parte il processo congressuale delle primarie – ha dichiarato all’ANSA l’eurodeputato Renato Soru -. Certo lo spettacolo di oggi non è stato edificante, non si capisce per quale motivo questi vecchi dirigenti del Pd hanno così paura di dare la parola agli elettori, simpatizzanti e militanti del partito. Non si capisce per quale motivo qualunque cosa succeda anche davanti a un crollo, anche davanti a un distacco dall’opinione pubblica, anche davanti a dei mutamenti culturali importanti in Italia, in Sardegna l’unica cosa che conta è continuare a controllare questo partito. Penso, invece, che alla fine ci sia una base solida di tante persone che vogliono fare politica, che guardano alla politica con rispetto e che magari sono stanchi ed anche estremamente amareggiati, come di fatto lo sono anch’io, ma che vogliono continuare a guardare la politica fuori dalle tribù, fuori dagli schemi di potere e fuori dalle cristallizzazioni del passato.» Renato Soru ha concluso la dichiarazione all’ANSA auspicando «che la giornata di oggi, dove è risultata “evidente la frattura”, possa essere anche il momento di ripartenza con persone nuove, senza padroni di questo partito perché questo non è un partito padronale è un partito che appartiene a chi lo vota».

E’ durissimo l’attacco dell’ex senatore Silvio Lai all’europarlamentare Renato Soru.

«Soru dopo aver tenuto in ostaggio l’ennesima assemblea del Pd sardo, e dopo una sceneggiata vergognosa, fa il pianto del coccodrillo dicendo che pensa di lasciare la politica, come al solito pensando di fare esattamente il contrario – attacca in una nota Silvio Lai, al termine dell’assemblea del partito -. Se il Pd in Sardegna è così disastrato, come afferma Soru lui, è parte importante di questo disastro, dalla sconfitta del 2008 alla paralisi della Giunta Pigliaru su molte tematiche.»
«Se oggi il Pd in Sardegna non ha potuto eleggere un segretario dopo 4 mesi dalla sconfitta alle politiche la responsabilità è solo di Renato Soru. Soru ha tenuto un atteggiamento intimidatorio, nei confronti dei componenti l’assemblea, anche con telefonate personali, per impedire la partecipazione, con in serie di atti provocatori e violenti. Con lui è responsabile la presidente dell’assemblea che ha disatteso le regole ed è fuggita come una ladra imponendo la verifica del numero legale che non era necessario, come dimostra l’assemblea nazionale e il precedente della Barracciu – aggiunge Silvio Lai -. Oggi almeno 90 componenti l’assemblea avrebbero votato un segretario se si fosse regolarmente aperto un seggio, mentre con forzature burocratiche Soru e la sua presidente lo hanno impedito. Perché non accettare il confronto democratico e consentire il voto? Perché non lasciare che ci fosse la possibilità di presentare la propria candidatura?»
«Soru pensa che il Pd sardo sia il suo giocattolo come prima Tiscali e poi la Regione, e si comporta come quei bambini che se non lo possono avere preferiscono romperlo. Purtroppo, il Pd è una comunità di persone – conclude Silvio Lai – a cui lui con altri sta rubando il futuro, ma in molti siamo disposti a difenderlo, anche cambiandolo perché non sia disperso da lui.»

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«Non abbiamo colto il disagio e la richiesta di cambiamento che ci proveniva da larga parte della società, e gli elettori ci hanno richiamato punendoci il 4 marzo con il più basso consenso della storia della sinistra, anche in Sardegna. Dobbiamo ripensarci rapidamente e profondamente, dobbiamo dotarci di strumenti e strategie che ci riconnettano con essi.»

Lo ha detto Silvio Lai, nella direzione regionale del Partito democratico svoltasi ad Oristano.

«L’assemblea regionale che deve essere convocata il prima possibile dovrà decidere, prima che sui dirigenti, sul progetto di sinistra in Sardegna promuovendo, se lo condividiamo, la nascita di un nuovo partito sardo che si confederi con il partito democratico, attivando l’articolo 13 dello statuto nazionale – ha aggiunto Silvio Lai -. E devono essere i nostri iscritti a dirlo attraverso un referendum interno, che va proposto già dall’assemblea di aprile. Ritengo necessaria una svolta per una nuova formazione che vada oltre il Pd, rivolta a sinistra e indipendente dalle dinamiche nazionali, capace di essere più concentrata sui temi dello sviluppo della regione, in questi anni le questioni nazionali hanno condizionato la nostra capacità anche di dialogo con i sardi. Anche le buone politiche sviluppate dalla azione positiva della Giunta Pigliaru, sono finite in secondo piano travolte da un dibattito nazionale nel quale le ragioni ed il merito non hanno avuto alcun peso.»

«Non possiamo che essere a fianco del presidente Francesco Pigliaru e della Giunta di Centrosinistra in questo ultimo anno di mandato – ha concluso Silvio Lai -, per implementare e rafforzare l’azione positiva sino a qui esercitata.»

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E’ stata presentata questa mattina, a Sassari, la Lista Civica popolare Lorenzin, impegnata nella campagna elettorale per le Politiche del prossimo 4 marzo.

«Vogliamo rivolgerci a quel 35% di elettori che non vuole andare a votare a chi si dichiara deluso dalla politica – ha detto Federico Ibba, segretario regionale e candidato della lista Civica Popolare Lorenzin -. Siamo convinti  del nostro progetto e del fatto che l’Italia abbia bisogno di un governo stabile e non di compagini che passano il tempo a litigare. Abbiamo chiuso la scorsa legislatura al governo con il centro sinistro e coerentemente ci siamo riproposti alle elezioni con la stessa coalizione. Abbiamo cercato persone che avessero un forte radicamento sociale, gente che lavora, professionisti, funzionari, dirigenti, insegnanti, uomini e donne in grado di rappresentare al meglio il messaggio ed il progetto che vogliamo lanciare.»

Tra i candidati il sassarese Alessandro Vozzo, capolista nel collegio plurinominale della Camera, che ha illustrato alcuni punti del programma politico della lista Civica Popolare Lorenzin. «Provengo dal mondo del volontariato e da quello cattolico – ha detto Alessandro Vozzo – e metto a disposizione le mie esperienze ed il mio vissuto per questo progetto. Nel programma per il prossimo parlamento c’è l’impegno a cercare di risollevare il ceto medio ma anche dare il giusto sostegno alle necessità delle famiglie, sostegno che passa attraverso strumenti che consentano la gratuità degli asili nido e pensiamo anche ad un raddoppio del bonus bebè. Attenzione particolare meritano anche categorie deboli come anziani e disabili. E poi ancora aumentare gli investimenti nelle politiche sanitarie, ad esempio per abbattere le liste di attesa. Per quanto riguarda lavoro e imprese: incentivi fiscali alle start up innovative, favorire l’insediamento di imprese in territori svantaggiati o a rischio spopolamento. Questi alcuni dei temi e delle proposte nel nostro programma.»

Alla conferenza stampa di questa mattina hanno partecipato anche i due candidati nei collegi uninominali della Camera e del Senato Silvio Lai e Gianfranco Ganau.

«In questa campagna elettorale – ha detto Silvio Lai – si tende molto a semplificare e a non sottolineare in modo adeguato che il centro sinistra è presente con quattro liste. Io sono convinto che questa coalizione abbia molte chance di competere con le altre formazioni politiche che si presentano alle elezioni, e questo è possibile anche grazie all’apporto della Lista Civica Popolare Lorenzin. E proprio la ministra della salute ha dato un grande contributo nel Governo. Ha lavorato fianco a fianco con il nostro gruppo dirigente e ha evitato, ad esempio, che il nostro sistema sanitario andasse in default. Se siamo riusciti a tenere una sanità pubblica nel nostro Paese lo dobbiamo anche al suo lavoro.»

«Le forze politiche della lista Civica popolare Lorenzin – ha detto invece Gianfranco Ganau  – hanno consentito al centro sinistra di portare avanti la legislatura. Una legislatura che ha portato dei risultati positivi. Un centro sinistra che è stato in grado di guidare un Paese che era sull’orlo del baratro, portandolo fuori dalla crisi. I dati iniziano ad essere confortanti e la ripresa è in corso. Abbiamo iniziato un percorso virtuoso che ha consentito importanti risultati e l’approvazione di riforme strutturali, utili per il nostro Paese insieme al riconoscimento di diritti civili che si attendevano da tempo. Dobbiamo proseguire su questa strada, dobbiamo governare questo Paese e la coalizione di centro sinistra è l’unica che può farlo.»

 

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Nicola Selloni, capolista alla Camera del collegio centro nord Sardegna della lista +Europa-Bonino ha introdotto questa mattina la conferenza stampa di presentazione della formazione politica che fa parte della coalizione di centro sinistra. Insieme a lui gli altri due candidati alla Camera, Romina Dessena e Franco Era, e i candidati nei collegi uninominali della Camera e del Senato Silvio Lai e Gianfranco Ganau.

«Vogliamo dare un forte impulso alla coalizione di centro sinistra sia alle prossime elezioni politiche del 4 marzo ma anche in vista delle regionali del prossimo anno – ha detto Nicola Selloni -. Il nostro è un progetto che guarda alle cose concrete, al benessere della nostra gente. E proprio alla gente vogliamo parlare e dire quello che noi vogliamo fare e non guardare a quello che fanno gli altri perché c’è bisogno di recuperare la fiducia degli elettori. Crediamo molto nel nostro progetto e i fatti dimostrano la nostra serietà.»

«I cittadini devono tornare al centro di un sistema che funziona a livello locale, nazionale ed europeo – ha detto invece Franco Era -. Vogliamo parlare alla gente, avvicinarla al nostro progetto, spiegare cosa significa essere cittadini europei. Noi siamo dentro alla lista +Europa come Centro Democratico, facciamo parte del centro sinistra ma vogliamo anche differenziare la nostra posizione e specificità rispetto a quella delle altre forze politiche della coalizione.»

«Credo che più Europa sia già un programma, chiaro e consapevole – ha detto Gianfranco Ganau, candidato all’uninominale al Senato -. Noi vogliamo più Europa e abbiamo bisogno di più Europa, a differenza di quello che dicono i nostri avversari, noi crediamo in un’Europa dei popoli e dei diritti, in un’Europa che deve continuare ad essere costruita. Il Centro Democratico è un pezzo fondamentale del centro sinistra. Ha garantito la continuità di governo, ha consentito di produrre quegli atti che hanno portato il Governo a favorire la ripresa del Paese, un milione di posti di lavoro in più. In continuità con questo lavoro bisogna proseguire per lavorare verso il benessere sociale al quale auspichiamo tutti. Il PD conduce la campagna elettorale insieme ad altre importanti forze politiche che sostengono il programma del centro sinistra.»

«Se vogliamo salvare le nostre prospettive come Sardegna e come Paese dobbiamo ragionare pensando ad un contesto Europeo – ha detto invece Silvio Lai, candidato nel collegio uninominale della Camera -. Quello della lista che viene presentata oggi è davvero un programma interessante, espressione di una bella realtà. Oggi abbiamo l’occasione di per presentare ai cittadini questo progetto e dire che quella che stiamo vivendo ora non è solo una campagna del PD ma di quattro partiti e vanno messi in evidenza il contributo ed i risultati ottenuti anche grazie al Centro Democratico e alla Lista +Europa.»

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Verrà presentata giovedì 22 febbraio, nel corso di una conferenza stampa che si terrà nei locali di via Manno 20, a Sassari, la lista +Europa-Emma Bonino alla Camera e al Senato. Saranno presenti i candidati Franco Era e Nikola Selloni. Alla conferenza stampa parteciperanno anche i candidati della coalizione di centro sinistra nei collegi uninominali della Camera e del Senato Silvio Lai e Gianfranco Ganau.

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Il partito Civica Popolare Lorenzin presenta il proprio programma elettorale e la lista dei candidati alla Camera ed al Senato alle prossime elezioni politiche del 4 marzo. La conferenza stampa di presentazione si terrà venerdì 23 febbraio, alle ore 11.00, nei locali di via Manno 20 a Sassari. Interverranno il segretario regionale del partito Federico Ibba, capolista del plurinominale nel collegio n°1 sud Sardegna ed Alessandro Vozzo, capolista nel collegio n° 2 nord Sardegna. Saranno inoltre presenti i candidati del centro sinistra nei collegi uninominali di Camera e Senato Gianfranco Ganau e Silvio Lai.

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«L’accelerata impressa dalla Regione avvicina l’avvio delle bonifiche nell’area industriale di Porto Torres. Questa è indubbiamente un’ottima notizia e se i tempi verranno rispettati a breve potrà partire il cantiere per realizzare la piattaforma polifunzionale, indispensabile per l’attività di bonifica ma anche la base per la creazione di un polo tecnologico per le altre bonifiche future in altre aree dell’isola. Per questo primo importante intervento, che durerà diversi mesi, si deve rispettare quanto previsto prima nell’accordo di programma sulla chimica e poi dalla stessa gara con la quale sono stati affidati i lavori alla Astaldi: un adeguato coinvolgimento di imprese e lavoratori locali.»

Lo afferma, in una nota, il senatore del Partito democratico Silvio Lai che nei mesi scorsi si era occupato di questa vicenda con un’interrogazione inviata ai ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico.

«Le bonifiche sono giustamente considerate un’occasione importante per Porto Torres e per il nostro territorio, prima di tutto per il risanamento ambientale dell’area ma anche per il suo futuro riutilizzo e lo sviluppo di tecnologie innovative proprio nel campo delle bonifiche. Per questo motivo con l’interrogazione avevamo chiesto di porre fine ai ritardi che impedivano l’avvio dei lavori. La conferenza di servizi convocata ieri dalla Regione ha sbloccato l’iter per la concessione della Valutazione di Impatto Ambientale. Ora con l’ultimo passaggio burocratico dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, in capo alla Provincia il conto alla rovescia, per l’apertura dei cantieri si avvia finalmente a conclusione. A questo punto – conclude il senatore del Partito democratico – è necessario vigilare con attenzione perché questa importante opportunità occupazionale per il nostro territorio non venga persa ma venga messa a disposizione dei lavoratori fuoriusciti dal petrolchimico dopo l’abbandono di Eni e delle imprese locali. Su questo punto non può e non si deve arretrare di un solo passo.»