14 February, 2026
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L’evento, alla presenza degli editori Giovanni Fiabane e Marcello Murru, si è tenuto a Carbonia, nella sede di via Umbria dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Beccaria-E.Loi”, in un’aula magna gremita di studenti, familiari, docenti e ospiti.
La stesura del testo ha avuto inizio durante l’anno scolastico 2024/2025 quando, nell’ambito del percorso di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento), la prof.ssa Ornella Usai, tutor della classe 4 A Amministrazione Finanza e Marketing (ex 3 A AFM), ha avviato il progetto “Editoria e dintorni”, che coinvolgeva la casa editrice Pettirosso Editore. Dallo sviluppo delle attività programmate nell’ambito di tale progetto e dal regalo a Gioia, da parte dei compagni di classe, di un libro bianco dove annotare le sue riflessioni, è nata la raccolta dei suoi pensierini.
La studentessa è stata seguita dalla prof.ssa Tamara Peddis che ha evidenziato come il mondo interiore della ragazza sia ricchissimo e, per farglielo esprimere, si sia servita dell’arte dialogica secondo la maieutica di Socrate. I pensieri di Gioia rivelano un’anima poetica la cui espressione grafica è stata realizzata da Timothy Baratta (ex studente del “Beccaria-E.Loi”, diplomatosi lo scorso anno) che ha realizzato i disegni che le parole di Gioia gli ispiravano.
La pubblicazione di questo libro è la prova che facendo ognuno la propria parte si possono creare reti significative che donano qualcosa di positivo a ognuno di noi; è la dimostrazione che la forza interiore e l’amore per la vita di Gioia Boi travolgono tutti; è il concreto auspicio che la valorizzazione delle potenzialità dei nostri giovani vada oltre l’ambito scolastico e possa proiettarsi in un futuro lavorativo.
Simona Pirosu

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Trascorrere una serata a teatro per riflettere sul GAP (Gioco d’Azzardo Patologico), un fenomeno che sempre più rovina la vita delle persone anche nel Sulcis Iglesiente. È questo l’invito della Caritas diocesana e della Società operaia e industriale di mutuo soccorso di Iglesias per sabato 18 novembre. Sul palco dell’Electra, in piazza Pichi ad Iglesias, alle 21.00 ci sarà “Gran casinò. Storie di chi gioca sulla pelle degli altri”.

Per la compagnia milanese “Itineraria Teatro”, produttrice e autrice dell’opera, è «un’occasione per comprendere cosa si celi dietro un business miliardario che stritola le sue vittime tra usura e criminalità».

Il progetto, patrocinato dal Comune di Iglesias, nasce per interrompere il silenzio su un dramma che rischia di rimanere nell’ombra. «Il gioco di azzardo patologico – spiega Raffaele Callia, direttore della Caritas diocesana di Iglesias e responsabile regionale del Servizio studi e ricerche – è un fenomeno ancora sottotraccia, che non viene percepito come problema, anche perché chi ne è vittima non ne ammette l’esistenza». Nei Centri di ascolto non arrivano richieste di aiuto dirette: «Vengono i familiari – prosegue Raffaele Callia – perché si ha paura di essere etichettati». Il dramma emerge da altri fattori-spia, come un crescente bisogno di denaro.

Così è nata l’idea di sensibilizzare attraverso lo spettacolo (a ingresso libero) scritto da Fabrizio De Giovanni (che ne è anche interprete), Ercole Ongaro ed Enrico Comi. La regia è di Gilberto Colla. Le luci sono affidate a Luca Sabatino e la direzione tecnica a Maria Chiara Di Marco.

Proseguono le iniziative che, in questi anni, hanno visto la città prendere coscienza con diverse manifestazioni, fra cui l’inchiesta della giornalista Tamara Peddis, i video come quello girato dall’Ipia Galileo Ferraris o i “flash mob” davanti ai locali i cui gestori hanno scelto di bandire le macchinette.

L’obiettivo, precisa il direttore della Caritas, è quello di superare la contraddizione che vede lo «Stato promotore: per quanto inviti a giocare moderatamente ne favorisce tutte le condizioni per la diffusione».

Una questione di grossi numeri: 96 miliardi complessivi di incasso, di cui ben 10 vanno direttamente allo Stato; 16 milioni di giocatori che si alternano davanti a 450mila slot machine sparse per tutto il Paese. Solo in Sardegna si spendono in media mille euro all’anno per abitante, minorenni compresi.

«Molti – racconta la compagnia Itineraria, che fa teatro sociale dal 1994 – hanno intravisto nel gioco d’azzardo la soluzione ai propri problemi economici e si sono gettati a capofitto nel mare delle scommesse; lo Stato, dal canto suo, ha pensato bene di risolvere i propri deficit di bilancio andando a pescare nel torbido dell’azzardo per aumentare le entrate fiscali. “Gran Casinò”: uno spettacolo per dire no al gioco di azzardo, anche a quello legale, e per contribuire a creare consapevolezza su un perverso business gestito dalle lobby del gioco e dalla malavita. Perché questo cancro sociale cessi di propagarsi nelle menti e nell’animo di milioni di cittadini.»