Consiglio regionale della Sardegna

Presentata una proposta di legge «per la ridefinizione dei parametri relativi alle nomine dell’amministrazione regionale».

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Facilitare i processi di cambiamento della classe dirigente riavvicinando i cittadini, soprattutto i giovani, alla politica ed alle istituzioni. Sono gli obiettivi di una proposta di legge sottoscritta da 11 consiglieri regionali, di Irs-Sinistra sarda, Centro democratico, Partito dei sardi, Soberania e Indipendentzia, Sel e Misto, illustrati questa mattina in una conferenza stampa.

«La nostra è una proposta semplice – ha affermato fra l’altro l’on. Pier Mario Manca, del Partito dei sardi – che vuole spingere le istituzioni ad aprirsi al cambiamento, anche generazionale, dettando due nuove regole per il futuro: divieto di ricoprire incarichi nell’amministrazione regionale per chi ha superato i 65 anni e divieto di cumulo dei compensi percepiti con un eventuale vitalizio.»

«Non pensiamo di risolvere tutti i grandi problemi della Sardegna con questa proposta – ha concluso Manca «ma è un segnale importante che speriamo arrivi da tutto il Consiglio assegnando una corsia preferenziale al provvedimento perché sia convertito in legge al più presto possibile».

Per l’on. Roberto Desini, del Centro democratico, «è significativo che la proposta arrivi da 11 consiglieri alla prima esperienza, particolarmente sensibili ed attenti ai processi di cambiamento che attraversano la società sarda, dove esistono oggettivamente troppe diseguaglianze. Per noi cambiare vuole dire anche voltare pagina rispetto a certe regole non scritte che negli anni sono diventate consuetudine».

La proposta, ha osservato l’on. Gavino Sale a nome di Irs-Sinistra sarda, «è coerente con quella che abbiamo presentato la scorsa settimana per l’abolizione del Crel, vogliamo mettere mano ai privilegi e smetterla di privilegiare i privilegiati. La Sardegna ed il Consiglio regionale hanno bisogno di apporti nuovi per formare una nuova classe dirigente, meglio se composta da giovani, dotata di esperienze e conoscenze».

L’on. Paolo Zedda (Soberania e indipendentzia) ha invece messo l’accento sullo stretto legame fra istituzioni e società che la nuova legge può realizzare. «Norme simili a quelle contenute nella nostra proposta – ha spiegato – sono già patrimonio del mondo delle professioni e riteniamo che anche la pubblica amministrazione regionale debba orientarsi verso il cambiamento ed una maggiore efficienza. Come partiti minori ma fino ad un certo punto, continueremo su questa strada perché c’è ancora molto da fare».

«Non vogliamo rottamare ma rinnovare – ha esordito il capogruppo di Sel Daniele Cocco – ed anche fare presto. In conferenza dei capigruppo chiederò, in base all’art. 102 del regolamento, che alla nostra proposta sia assegnata una corsia preferenziale: a breve la Regione dovrà procedere ad una serie di nomine e per noi sarebbe giusto ed opportuno che lo facesse seguendo le nuove regole.»

Per l’on. Anna Maria Busia, del Centro democratico, «cambiamento significa non solo ricambio generazionale ma soprattutto ricambio di competenze e capacità, per migliorare il sistema della pubblica amministrazione regionale invertendo la tendenza consolidata alla conservazione: siamo convinti insomma che il Palazzo abbia bisogno di una bella rinfrescata».

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