11 May, 2021
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Il Consiglio regionale ha respinto la mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Giunta Christian Solinas

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Il Consiglio regionale, come ampiamente previsto, ha respinto la mozione di sfiducia presentata dai consiglieri di opposizione nei confronti del presidente della Giunta Christian Solinas, sulla gestione dell’emergenza sanitaria determinata dalla diffusione del Coronavirus e, in particolare sul caso legato all’apertura delle discoteche disposta con l’ordinanza dell’11 agosto. 34 i voti contrari alla sfiducia, 19 i favorevoli, 1 astenuto (il governatore Christian Solinas). 6 i consiglieri assenti.

«Una strumentalizzazione senza precedenti, compiuta da agenti politici e giornalistici del tutto incuranti del danno di immagine causato alla Sardegna, alla sua reputazione turistica nazionale e internazionale», ha detto il presidente della Regione Christian Solinas nel suo intervento.
«Si è utilizzata la pandemia per cercare di dare una spallata politica alla mia persona e alla maggioranza che la sostiene.
Nessun sistema sanitario era pronto ad affrontare questa pandemia di portata epocale. Fino a oggi la Sardegna continua a essere la Regione con il minor tasso di diffusione virale. La risposta è certamente faticosa, ha detto il Presidente, ma nessuno può dire che non ci sia un affaticamento nel sistema sanitario; quando qualcuno evoca file di ambulanze, reparti in sofferenza, non guarda a cosa succede in tutto il mondo. Questo dibattito – ha aggiunto il presidente della Regione – si è incentrato sulla forma di un parere, di un’ordinanza di tre mesi fa. Lo stesso direttore dell’Istituto superiore di sanità il dottor Rezza ha chiarito: non c’è alcuna dipendenza dal fenomeno delle discoteche aperte in Italia ad agosto rispetto alla ripresa dei contagi di settembre.»
Il presidente Solinas ha voluto ricordare le sue numerose proposte, dalla chiusura dei porti e aeroporti, fino alla richiesta dei certificati, citando quella di settembre sull’obbligatorietà del certificato di negatività: «È stata impugnata e il Tar della Sardegna ha certificato che la mia ordinanza doveva essere respinta perché in Sardegna non vi era alcuna emergenza sanitaria. Se oggi ci sono 517 ricoveri ordinari e 67 intensivi significa che questi posti letto ci sono, e a febbraio non c’erano; significa che qualcuno li ha creati. Sono stati fatti programmi modulari e prima di chiudere altre discipline abbiamo cercato di preservare l’intero sistema. Certo, se l’andamento della curva continuerà con questa veemenza in tutto il Paese, l’Europa, il mondo, per far fronte all’esigenza di posti dovremo pagare un prezzo. In questo momento la priorità è planetaria, è quella di offrire cure a chi purtroppo è contagiato dal Covid. Auspico che da questa mozione si possa mettere punto fermo sulle polemiche e si possa cominciare a dire ai sardi quali sono le proposte per fare, se necessario, di più e meglio».
«Il ‘marasma mediatico’ – ha rimarcato il presidente della Regione -, ha soltanto alimentato una confusione che da mio punto di vista non obnubila le cose buone che si sono fatte.»

Riguardo al parere espresso dal CTS sardo sulla delibera n. 38 dell’11 agosto, il Presidente Solinas ha chiarito che «la stessa delibera istitutiva chiarisce che il Comitato è ispirato alla massima semplificazione e celerità. E quindi mille e mille volte i parere sono stati resi in forma sintetica, resi da un solo componente a nome di tutti gli altri, non c’è nulla di cui meravigliarsi. E’ chiaro – ha concluso il Presidente Solinas – che ancora una volta si è cercato, su questo fatto, di attuare una forzatura evidente, per di più su un fatto accaduto ad agosto richiamato strumentalmente a novembre, in condizioni epidemiologiche diverse per cercare di creare accostamento suggestivo a vicende che non hanno alcuna attinenza».

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