20 October, 2021
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Scadono il 15 aprile le iscrizioni per un progetto promosso dalle ACLI per selezionare uomini e donne immigrate/i per inserirli in percorsi educativi e tirocini finalizzati all’inserimento lavorativo.

Si chiama progetto ISLA ed è dedicato all’integrazione degli extracomunitari residenti in Sardegna promosso dalle ACLI di Sassari e Cagliari insieme alla Regione Sardegna e all’agenzia Sardegna Sapere.

«Si tratta di un progetto finalizzato a sostenere l’integrazione degli immigrati e delle immigrate attraverso la formazione e l’esperienza di un tirocinio lavorativoaffermano i responsabili del progetto Silvia Ortu ed Ottavio Sanna per il quale è necessaria la conoscenza della lingua italiana come prerequisito.»

I requisiti di partecipazione per partecipare al progetto è quelli di essere cittadini stranieri maggiorenni e disoccupati, residenti in Sardegna da almeno 6 mesi, con permesso di soggiorno con durata di almeno 1 anno (per motivi d lavoro, familiari, di studio, in attesa di occupazione).

Per iscrizioni e informazioni scrivere: gestione.sardegnasapere@gmail.com oppure presentarsi allo sportello ACLI Sassari di via Roma 128 a Sassari o allo sportello Sardegna Sapere di via Roma 173, a Cagliari.

Sono 327 i nuovi casi di positività al Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Sardegna, su 4.125 test eseguiti (7,93%). Salgono a 49.743 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza. In totale sono stati eseguiti 1.103.765 tamponi.
Si registrano 8 nuovi decessi (1.285 in tutto). Sono invece 340 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (-1), mentre sono 56 (+1) i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 16.970 e i guariti sono complessivamente 31.092 (+191).
Sul territorio, dei 49.743 casi positivi complessivamente accertati, 12.715 (+112) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 7.556 (+40) nel Sud Sardegna, 4.323 (+27) a Oristano, 9.839 (+61) a Nuoro, 15.310 (+87) a Sassari.

«Domenica a Buggerru, in municipio e nel corso di un sopralluogo al porto e in mare, ho incontrato, accompagnato dal nostro consigliere regionale Michele Ennas, il sindaco Laura Cappelli ed una delegazione di imprenditori e lavoratori del settore nautico e della pesca guidati da Antonio Tiddia. Il mio impegno: portare la voce di questo splendido comune del Sulcis Iglesiente a Roma, in Parlamento, al ministero dell’Ambiente e al ministero dei Trasporti, che ho già sollecitato a riguardo. Bisogna procedere con urgenza al dragaggio del porto per poter così far tornare nel pieno delle sue funzioni tutta l’area portuale, cuore pulsante di questa straordinaria comunità.»

Lo scrive, in una nota, il deputato Eugenio Zoffili, commissario della Lega in Sardegna.

«Con il porto di fatto chiuso e in queste condizioni, i pescatori non possono lavorare, le imbarcazioni non possono attraccare, questo paese 100% Covid-free ma già provato per le conseguenze economiche del Coronavirus, rischia di morire. E con lui una parte di Sardegna. Viene inoltre compromessa la sicurezza marittima del litorale. Darò me stesso per risolvere questo gravissimo problemaha concluso Eugenio Zoffili -. Lavoro e amore per la propria terra devono vincere le inutili e dannose burocrazie di palazzo che in questo caso non consentono di spostare la sabbia in eccesso del porto per fantomatiche questioni ambientali. Io ci sono.»

E-Distribuzione, la società del gruppo Enel che gestisce la rete elettrica di media e bassa tensione, ha realizzato una visita d’istruzione a distanza con gli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore Tecnico Commerciale e Industriale Primo Levi di Quartu Sant’Elena, di concerto con il dirigente scolastico prof. Massimo Siddi.

L’attività formativa ha coinvolto tre Terze e una Quarta superiore per un totale di 70 ragazzi e, visto il periodo particolare di emergenza sanitaria, la visita si è svolta completamente da remoto con studenti, docenti e personale Enel collegati in videoconferenza.

Gli studenti sono stati introdotti al mondo dell’energia elettrica da esperti di E-Distribuzione attraverso una panoramica sugli impianti di distribuzione dal punto di vista tecnico, di gestione del rischio elettrico e di tutela dell’ambiente. Sempre in videoconferenza i ragazzi hanno poi potuto apprezzare la presentazione dell’innovativo Centro di Addestramento Operativo (CAO) di Cagliari di E-Distribuzione, realizzata tramite un drone che ha trasmesso le immagini.

Il seminario formativo, si inserisce tra le iniziative di sostenibilità di E-Distribuzione a favore delle Comunità, con lo scopo di coinvolgere in iniziative di sensibilizzazione e informazione di partner esterni come scuole, università, associazioni, nonché di tutti gli enti – come Protezione civile e vigili del fuoco – che svolgono un ruolo sociale nella gestione delle situazioni di emergenza dovute ad eventi atmosferici o altre casistiche.

Il Centro di Addestramento Operativo con cui ci si è collegati, è una struttura che è stata realizzata per promuovere la formazione teorica e soprattutto pratica del personale operativo di E-Distribuzione, ma anche per ospitare eventi di “safety coaching” rivolti al personale delle imprese appaltatrici, seminari con associazioni finalizzati alla prevenzione del rischio elettrico, e incontri con le scuole sui temi dell’energia. In Italia E-Distribuzione ha realizzato 12 Centri di Addestramento Operativo, in modo da offrire i medesimi servizi a tutti i colleghi e partner esterni dislocati sul territorio; il Centro di Cagliari è costituito da 2 Aule didattiche, un Laboratorio attrezzato ed un Campo Scuola corredato di impianti dimostrativi.

«Siamo soddisfatti per l’attenzione e l’interesse che hanno manifestato i ragazzi, siamo un’azienda che si mette continuamente a servizio delle comunità in cui opera, in un’ottica di sostenibilità ed attenzione al territorio e al futuro dei nostri giovani – ha detto Enrico Bottone, responsabile Area Nord-Ovest di E-Distribuzione -. Conoscenza del sistema elettrico, mondo scuola-lavoro, operare in sicurezza, tutela dell’ambiente e innovazione tecnologica sono le direttrici di questi incontri.»

 

«Il sindaco Paola Massidda e tutta l’Amministrazione comunale di Carbonia si uniscono al dolore per la scomparsa di Maria Marongiu.
La città di Carbonia perde una figura che si è distinta negli anni per la passione politica e l’impegno profuso in favore delle classi più deboli.
Rivolgiamo un pensiero di grande vicinanza ai familiari e a quanti hanno condiviso con Lei percorsi di vita e ideali.»
E’ il breve messaggio del sindaco Paola Massidda e dell’Amministrazione comunale di Carbonia per la prematura scomparsa di Maria Marongiu, per 9 anni assessore delle Politiche sociali e vicesindaco e per 1 anno sindaco di Carbonia, pubblicato sulla pagina Facebook istituzionale del comune di Carbonia.

La promozione di sinergie fondate sullo sviluppo del Mezzogiorno, attraverso le occasioni offerte dalle nuove tecnologie, è al centro del protocollo d’intesa firmato ieri tra il G55 Coworking/Fablab di Partanna, nella provincia di Trapani, ed il comune di Carbonia, che da adesso in avanti collaboreranno in un’ottica che porti all’incremento occupazionale delle nuove generazioni locali. Così la struttura pubblica siciliana attivata nel 2016, con lo scopo di favorire la nascita di giovani iniziative imprenditoriali nel campo del digitale, allarga i suoi orizzonti grazie all’accordo con l’amministrazione carboniense, siglato durante la giornata inaugurale di SITA 2021, la serie di eventi formativi dedicata agli studenti superiori di tutte le regioni italiane su Scienze, Innovazione, Tecnologia e Ambiente, che a partire da questa settimana prevede più di 35 appuntamenti fino ad ottobre.

La sottoscrizione simbolica del documento d’intesa è avvenuta in forma virtuale, durante l’incontro tenutosi in modalità streaming, alla presenza del sindaco di Partanna, Nicolò Catania, e del sindaco di Carbonia, Paola Massidda. Progettualità per la ripresa economica, sviluppo ambientale sostenibile, sono alcune delle parole d’ordine su cui si lavorerà assieme.

Intanto, muove i suoi primi passi la manifestazione SITA 2021, organizzata dal comune di Partanna e dall’associazione Apice, per offrire strumenti di orientamento formativo a ragazze e ragazzi degli istituti superiori di secondo grado italiani, attraverso l’acquisizione di crediti formativi: la prima settimana è dedicata a temi quali le crescenti opportunità da cogliere nel campo dell’industria dei videogiochi, ed il fondamentale processo di digitalizzazione del Paese.

Intervista al responsabile dell’Unità operativa di Emodinamica dell’ospedale Sirai di Carbonia, dott. Salvatore Ierna.

Parliamo di Emodinamica. Parliamo di cuore…parliamo di angina refrattaria.

L’angina refrattaria è una condizione clinica permanente determinata dalla presenza di sintomatologia anginosa debilitante, dovuta ad una malattia coronarica ostruttiva grave e/o diffusa, in cui è stata clinicamente accertata la presenza di ischemia miocardica. Parliamo di pazienti sottoposti a terapia farmacologica massimale e rivascolarizzazione coronarica percutanea (angioplastica o chirurgica) (by-pass) che però continuano ad essere pazienti anginosi. Questa condizione clinica è altamente invalidante, in quanto il paziente, pur avendo un rischio di morte molto basso, ha una pessima qualità di vita, con ripetuti e multipli ricoveri ospedalieri che causano un elevato costo, sia a livello sanitario sia a livello sociale.

Anche le cose più semplici, come piccoli spostamenti all’interno della propria casa diventano faticosi.

Questi pazienti appartengono alla classe anginosa 4 che si qualifica come la peggiore in assoluto secondo il grado CCS (Cardiovascular Canadian Society).

Un numero sempre più crescente di pazienti è affetto da sintomatologia anginosa refrattaria, tanto che nelle ultime decadi, si è cercato di trovare nuovi trattamenti farmacologici e non.

In linea di massima su 525.000 interventi al cuore, tra Europa ed America, il 25% dei pazienti, dopo 1 anno, manifesta gli stessi sintomi, il 45% dopo 3 anni.

A fronte di questo, non si poteva fare niente se non terapia massimale.

Attraverso vari studi si è visto che esiste un dispositivo endoluminale “reducer” capace di ridurre (come lo stesso nome “reducer” evidenzia) posizionato per via percutanea nel seno coronarico (la vena più grossa del nostro cuore), attraverso la creazione di un’ostruzione controllata, il flusso sanguigno venoso. Tutto questo determina un aumento di pressione venosa a valle del dispositivo, con conseguente aumento della pressione venosa a livello delle venule e dei capillari. Aumentando la pressione, questi si dilatano, incrementando così il flusso sanguigno, riducendo l’ischemia e, di conseguenza, anche l’angina. A tal proposito, il Cosira Trial che ha posizionato il “reducer” , ha dimostrato in regime di follow up che, ad 1 anno di distanza, l’80% dei pazienti ne aveva beneficio passando dalla 4ª alla 3ª classe, mentre il 45% saliva di 2 classi.

A tale proposito, il “Six Minutes Test” valuta un miglioramento nella performance del malato. Il paziente, nello specifico, cammina più a lungo e l’angina compare più tardivamente rispetto a prima dell’impianto del “reducer”.

Alla proposta di compilazione di un questionario che valutava la qualità della vita, si evidenziavano importanti miglioramenti che davano al paziente un nuovo profilo con uno stile di vita ben più soddisfacente.

I risultati ottenuti, registrati presso il Pub Med e visibili a livello mondiale, hanno portato il dottor Salvatore Ierna a studiare, ad approfondire e a confrontarsi con altri colleghi, sino al 23 febbraio 2021, quando con la sua equipe, operante all’ospedale Sirai di Carbonia, è intervenuto su un paziente con angina refrattaria, posizionando per via percutanea un “reducer” in seno coronarico.

Un intervento a metà, tra emodinamica ed elettrofisiologia, che ridurrà oggettivamente “i disturbi” di una malattia invalidante. Studi futuri saranno fondamentali per comprendere se tali risultati potranno mantenersi nel tempo.

Il paziente verrà seguito in regime “follow up” e monitorato durante tutte le fasi di regresso della malattia, ci si auspica, in un futuro non lontano, di poterlo intervistare e sentire dalla sua stessa voce, l’emozione di “aver recuperato” uno stile di vita consono, corrispondente al desiderio di ogni essere umano.

Al dottor Salvatore Ierna ed alla sua equipe, i migliori auguri affinché questo intervento, primo in Sardegna, possa essere l’inizio di un lungo cammino, supportato da adeguati finanziamenti, in grado di riconoscere l’importanza di garantire un futuro migliore a chi, purtroppo, è affetto da “angina refrattaria”.

Nadia Pische

nadiapische@tiscali.it

I carabinieri di Iglesias ieri sera hanno arrestato un 46enne per maltrattamenti in famiglia. L’uomo, poco prima, all’interno della propria abitazione, in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcool, aveva minacciato di morte la 76enne madre convivente, brandendo platealmente al suo indirizzo un coltello a serramanico della lunghezza totale di 30 cm. L’uomo, che alla vista dei militari non ha opposto resistenza e ha cessato dalle proprie anomale esternazioni, è stato condotto in caserma, fotosegnalato, e quindi tradotto presso la casa circondariale “Ettore Scalas” di Uta. La storia dei maltrattamenti alla madre è ormai vecchia ma, nella circostanza, l’uomo aveva davvero passato il segno. Più volte “perdonato” dalla madre, ha continuato a tormentarla. Potrebbero intervenire, nei suoi confronti, provvedimenti cautelari da parte dell’autorità giudiziaria che valuterà la vicenda.

Ci sono tanti motivi per ricordare l’impegno di Maria Marongiu nella sua attività politica, istituzionale e sociale. Io ne ho impresso uno nella memoria e riguarda il completamento del percorso a ricordo del compianto Sergio Usai, con l’intitolazione della Piazza antistante la Grande Miniera di Serbariu. Ed è con questo che la voglio ricordare. Lei, come ha detto in quell’occasione per Sergio, «fa parte della storia di Carbonia, una parte significativa che non si deve mai dimenticare».
Ciao Maria, che questa nostra amata terra ti sia Lieve.
Roberto Puddu

Un gruppo di donne del territorio ha organizzato una raccolta di firme per sollecitare il ripristino del servizio di prevenzione antitumorale “Paptest” nel consultorio di Carbonia. In quattro giorni hanno raccolto 360 firme. Due giorni fa, a Carbonia, hanno spiegato le ragioni dell’iniziativa e della protesta contro l’ennesima cancellazione di un servizio sanitario fondamentale del servizio sanitario pubblico che costringe le donne a rivolgersi alle strutture private, con gravissimi disagi per le persone meno abbienti, sempre più numerose in conseguenza dell’emergenza sanitaria da Coronavirus che si riportare ormai da 14 mesi.

Alla registrazione delle firme raccolte era presente il consigliere regionale Michele Ennas che si è impegnato a portare il problema all’attenzione dell’assessorato regionale della Sanità, Mario Nieddu.